La federazione nel biologico italiano chiamata a portare la sua esperienza a un Biofach sempre più in crescita

Bologna, 20 febbraio 2018 – 178 Paesi in cui si pratica l’agricoltura biologica, 87 dei quali con una specifica normativa nazionale, 57,8 milioni di ettari (erano 11 milioni nel 1999, sono 1,8 milioni in Italia), che pesano per l’1,2% della superficie agricola mondiale (ma per il 21,9% in Austria, per il 18,9% in Estonia, per il 19% in Svezia e per il 14,5% in Italia), 2,7 milioni di produttori (72.154 gli operatori in Italia nel 2016), un mercato che vale oltre 80 miliardi di EUR, che equivale a un consumo pro capite di 11 EUR/anno a livello globale, ma è di 274 EUR in Svizzera, 227 in Danimarca, 197 in Svezia.

La fotografia della produzione biologica restituita dal salone Biofach (9 padiglioni affollati da 3.200 espositori da una novantina di Paesi del mondo, molti rimasti in lista d’attesa) chiusosi a Norimberga è impressionante e conferma ancora una volta che si tratta del comparto più in crescita di tutto l’agroalimentare a livello globale.

Nella UE la superficie coltivata senza un grammo di sostanze chimiche di sintesi è aumentata nell’ultimo anno del l’8,2% (del 20,3% in Italia, record assoluto in Europa), i produttori del 7% (del 20,3% in Italia, altro record).

Quest’anno l’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane ha organizzato la partecipazione collettiva di circa 25 aziende (olio di oliva e aceto balsamico, pasta fresca e secca, dolciumi, pasticceria, cereali, farina e riso, formaggio e vino, conserve di frutta e verdura, ortofrutta e specialità regionali); l’Italia, maggior esportatore europeo (prodotti per un controvalore di quasi 2 miliardi di EUR venduti in tutto il mondo, che si aggiungono agli oltre 3 miliardi di consumi sul mercato interno) è stata ancora una volta il primo Paese per numero di espositori, dopo i padroni di casa tedeschi.

“La politica agricola comune europea deve orientarsi spendendo il denaro dei contribuenti per sostenere gli agricoltori che proteggono l’ambiente, gli animali, l’acqua, la biodiversità e il clima. Gli agricoltori biologici dimostrano anno dopo anno che la loro scelta è vincente dal punto di vista ecologico, ma anche economico”, commenta Matteo Bartolini, vice presidente di FederBio.

FederBio è stata chiamata a presentare la propria esperienza nell’ambito di due convegni tecnici del Congresso internazionale.

In particolare si è trattato del convegno di presentazione dei risultati del progetto biennale BIOFOSF “Strumenti per la risoluzione dell’emergenza “fosfiti” nei prodotti ortofrutticoli biologici”,che vede FederBio partner del Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, di organizzazioni di produttori biologici (BRIO, Apofruit, BioTropic) e di Assofertilizzanti.

Le conclusioni del progetto,che hanno indotto il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali a un interrvento a tutela dei consumatori e dei produttori biologici, con un aumento dei controlli sui concimi organici e sui prodotti per la protezione delle piante attualmente in commercio, rivedendo la normativa nazionale sui concimi e fornendo direttive sull’interpretazione dei referti delle analisi, sono state attentamente seguite da una sala stracolma (la tematica è stata approfonidta dall’Italia, ma è d’interesse europeo) di ricercatori, autorità nazionali, politici e agricoltori.
L’altro incontro tecnico al quale FederBio è stata chiamata a presentare la sua esperienza è stato sul livello raggiunto dalla ricerca sulla trasformazione dei prodotti biologici, tema particolarmente centrale, dato che nella produzione biologica non solo si evitano i pesticidi chimici di sintesi, ma è drasticamente ridotto il numero di additivi.

La ricerca delle aziende biologiche italiane ha portato alla ripetuta vittoria del premio per il prodotto più innovativo e a decine di brevetti internazionali, garantendo al settore nazionale una forte posizione sul mercato globale.

La federazione ha anche incontrato le organizzazioni sorelle di altri Paesi per rafforzare i rapporti e definire forme di cooperazione internazionale, soprattutto in seno alle attività di IFOAM EU.
Fruttuosi scambi di opinioni sono avvenuti in particolare tra la delegazione di FederBio e quelle tedesca, francese, olandese e spagnola, gettando le basi per sempre più strette collaborazioni sin dal prossimo futuro.

Il dialogo si è incentrato principalmente sulla riforma della PAC, con un focus particolare sull’obiettivo “Public money for public goods”, sulla base della convinzione comune che sia necessario agire immediatamente, con proposte forti, concrete e condivise, al fine di influenzare quanto più possibile il testo finale del nuovo regolamento di settore che il parlamentop europeo esaminerà a marzo, con l’obiettivo di farne un valido strumento per lo sviluppo e il successo del settore negli anni a venire.

FederBio (feder.bio) è una federazione di rilevanza nazionale nata nel 1992, per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, avente l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. È socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione. Attraverso le organizzazioni attualmente associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, in cui si riconoscono le principali realtà attive in Italia nei settori della produzione, trasformazione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio. La Federazione è strutturata in sezioni soci tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni Culturali. FederBio è dunque un’entità multiprofessionale, tesa a migliorare e ad estendere la qualità e la quantità del prodotto alimentare ottenuto con tecniche di agricoltura biologica e biodinamica, attraverso regole deontologiche e professionali, in linea con le norme cogenti e con le direttive IFOAM. In particolare, FederBio intende garantire la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati, vincolati in questo senso da un Codice Etico e si preoccupa di verificare l’applicazione degli standard comuni.

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