🌍 #EarthDay 2026: la Terra non può aspettare.
Impatti climatici sempre più estremi, perdita di biodiversità, suoli inquinati. Il Pianeta è sotto pressione e l`agricoltura intensiva è tra i principali responsabili.
In questa Giornata della Terra, FederBio rilancia un messaggio chiaro: la transizione agroecologica non è un`opzione, è una necessità.
I dati della scienza lo confermano: 🐝 Uno studio su Global Ecology and Conservation dimostra che le pratiche biologiche aumentano la presenza e la varietà di impollinatori nel raggio di 500 metri dai campi coltivati a bio. 🌱 Un`analisi su Nature rivela che il 70% dei suoli europei contiene residui di pesticidi in quantità tali da alterare gli equilibri biologici sotterranei — compromettendo fertilità e produttività agricola.
La buona notizia? Ognuno di noi può fare la differenza ogni giorno: scegliere prodotti biologici e di stagione, ridurre gli sprechi, privilegiare le produzioni locali.
💬 "Oggi più che mai è fondamentale accelerare la transizione agroecologica. Ridurre gli sprechi, scegliere prodotti biologici e di stagione, privilegiare le produzioni locali sono piccoli gesti quotidiani che possono fare la differenza." — Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio
🌿 Buon Earth Day da FederBio.
🔗 link in bio
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23 0

Il biologico non è contro la tecnologia. È per una tecnologia diversa.
C`è un pregiudizio duro a morire: che il biologico significhi rinunciare all`innovazione, tornare a metodi arcaici, accettare produzioni inferiori. Non è così.
Il biologico chiede che la tecnologia sia connessa con l`ambiente, non che la ignori. E i numeri lo confermano: in dieci anni le vendite di pesticidi chimici di sintesi sono calate del 18%, mentre i prodotti del biocontrollo, agrofarmaci con principi attivi di origine naturale, sono cresciuti del 130%.
Non è una tendenza di nicchia. È l`industria stessa che sta cambiando rotta, perché le resistenze ai pesticidi chimici crescono e l`industria chimica tradizionale non riesce più a starci al passo.
L`innovazione che serve all`agricoltura del futuro esiste già. Va nella direzione della natura, non contro di essa.
...

8 0

In vent`anni, le aziende agricole italiane si sono dimezzate. Non è un dato neutro.
🌾 È la fotografia di un modello che non ha funzionato. L`agricoltura intensiva ha promesso efficienza e competitività, ma il risultato è stato la scomparsa progressiva di migliaia di realtà agricole, la riduzione del reddito di chi è rimasto e l`impoverimento dei territori.
La piccola e media azienda diffusa sul territorio non è un residuo del passato. È il modello su cui si regge l`agricoltura italiana, quella che presidia le aree interne, custodisce le varietà locali, mantiene vivo il paesaggio e genera lavoro dignitoso.
Perderla significherebbe perdere il valore fondante della nostra agricoltura.
L`agroecologia e il biologico non sono un lusso per pochi. Sono gli strumenti concreti per tenere in vita questo modello, e renderlo economicamente sostenibile per chi lo pratica ogni giorno.
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12 0

🥦 Mangiare bene costa davvero di più? Non necessariamente.
In un momento in cui i prezzi alimentari pesano sempre di più sulle famiglie italiane, Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, ospite di @tgcom24, ribalta una convinzione diffusa: mangiare meglio non significa necessariamente spendere di più. Significa cambiare abitudini.
Come? ▪️ Scegliere prodotti di stagione e di prossimità ▪️ Ridurre gli sprechi — il 30% del cibo finisce nei rifiuti ▪️ Preferire materie prime ai cibi ultra-processati ▪️ Aumentare le proteine vegetali, pilastro della dieta mediterranea
E intanto il bio italiano cresce: +6,2% di consumi interni nel 2025, con l`Italia che si conferma leader europeo per superfici coltivate a biologico — oltre il 20% della SAU, il doppio della media europea. Sull`export siamo secondi solo agli Stati Uniti.

🎥 Guarda l`intervista completa sul nostro canale YouTube.
...

9 0

🌿 Biocontrollo: FederBio e #Agrofarma firmano il Manifesto. Una svolta per l`agricoltura italiana.
Presentato oggi al Senato della Repubblica, il Manifesto per il Biocontrollo nasce dalla collaborazione tra FederBio e Agrofarma — due mondi che si incontrano su un obiettivo comune: dare agli agricoltori strumenti innovativi, efficaci e sostenibili per difendere le colture.
Negli ultimi dieci anni, la riduzione del 18% nell’uso degli agrofarmaci e l’aumento del 133% dei principi attivi di origine biologica dimostrano che le innovazioni agroecologiche messe a punto per il bio stanno trovando sempre più spazio anche nell’agricoltura convenzionale. Investire in ricerca e formazione sul biocontrollo è fondamentale per sviluppare innovazioni efficaci a sostegno degli agricoltori biologici e, più in generale, per l’intero sistema agricolo..
Ora serve fare un salto di qualità: regole chiare, procedure autorizzative più rapide per favorire l’immissione sul mercato dei prodotti di biocontrollo, così da offrire alternative concrete utili a garantire una protezione affidabile delle colture di fronte a sfide sempre più complesse, come la crisi climatica, la perdita di biodiversità e la sicurezza alimentare.
💬 "Il Manifesto per il Biocontrollo segna un passaggio decisivo per incentivare la diffusione del biologico, offrendo soluzioni avanzate fondate sui principi dell`agroecologia." — Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio - Inoltre il biocontrollo offre una maggiore resilienza rispetto alle difficoltà legate ai conflitti bellici, che mettono a rischio le produzioni agricole”.
🔗 Scopri di più sul link in bio
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7 0

🍷 Il vino bio non è una nicchia. È il futuro della vitivinicoltura italiana.
A @vinitalyofficial 2026, FederBio rilancia il ruolo strategico del vino biologico e biodinamico in un momento complesso per l`intero settore. E i segnali sono incoraggianti: dopo una fase di flessione, nel 2025 le vendite di etichette biologiche in Italia sono tornate a crescere.
Non è un caso. Il vino bio risponde a sfide che il modello convenzionale fatica sempre più ad affrontare: crisi climatica, richiesta di trasparenza da parte dei consumatori, necessità di valorizzare i territori e le piccole e medie aziende che li presidiano.
L`unione tra denominazione di origine e certificazione biologica è una leva competitiva reale — per la qualità, per l`identità territoriale, per l`attrattività sui mercati internazionali. A cui si aggiunge a breve il Marchio del biologico italiano: più tracciabilità, più fiducia, più riconoscibilità.
💬 "Il biologico è una scelta strategica per il futuro del comparto vitivinicolo italiano. La sinergia tra denominazioni e certificazione biologica è una leva strategica per rafforzare la competitività del vino italiano." — Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio
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16 0

A @vinitalyofficial, @federbioitalia insieme a #Equalitas e @legambiente ha messo al centro un tema che non si può più ignorare: il greenwashing nel settore vitivinicolo.
I numeri parlano chiaro: oltre il 53% dei green claim esaminati dalla Commissione Europea risulta vago, e il 40% è privo di qualsiasi riscontro verificabile. L`agroalimentare è al secondo posto a livello globale per episodi di greenwashing. Dichiararsi "naturale", "green" o "eco-friendly" senza prove non è più solo scorretto, con la nuova Direttiva UE 2024/85 è perseguibile, con sanzioni fino al 4% del fatturato.
Il biologico risponde a questo scenario con ciò che ha sempre avuto: un sistema di certificazione normato a livello europeo da 35 anni, con verifiche periodiche da parte di terze parti indipendenti. Non una narrazione, una garanzia.
💬 "Chiarezza e trasparenza nella comunicazione della sostenibilità sono oggi condizioni essenziali. La sostenibilità non può più essere ridotta a una narrazione: deve essere sostenuta da norme di riferimento e da un sistema di certificazione in grado di offrire garanzie e trasparenza ai cittadini." — Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio
🔗 Scopri di più sul link in bio
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9 0

🔒 Basta chiudere uno stretto per bloccare una quota enorme di merci e fertilizzanti. Lo stiamo vedendo in queste settimane.
In un mondo sempre più instabile, la capacità di produrre cibo in modo autonomo non è un tema ideologico, è una priorità concreta. E il biologico italiano ha qualcosa di importante da dire su questo.
Un prodotto biologico italiano unisce origine certificata, metodo sostenibile e filiera tracciabile. Il marchio del biologico italiano che sta per arrivare sul mercato va esattamente in questa direzione: garantire che la materia prima sia italiana per almeno il 95%, rafforzando la produzione agricola nazionale e riducendo la dipendenza dall`estero.
Sovranità alimentare non è una parola d`ordine. È la capacità di un Paese di nutrirsi con quello che sa coltivare bene, nel rispetto della terra e di chi la lavora.
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11 0

📉 Un dato che vale la pena conoscere: negli ultimi 10 anni le vendite di agrofarmaci chimici di sintesi sono diminuite del 18 %. Mentre i principi attivi di origine naturale hanno registrato un incremento del 133%.
È un segnale di cambiamento reale, non solo normativo.
Il biocontrollo, l`insieme di tecniche e prodotti che sostituiscono la chimica di sintesi con soluzioni naturali, sta diventando una leva concreta per l`agricoltura italiana. Un settore in cui l`industria stessa sta investendo sempre di più, riconoscendo che la direzione è quella giusta.
Meno dipendenza dalla chimica significa meno vulnerabilità alle crisi globali, meno impatto su suoli e biodiversità, più qualità per i consumatori.
Il futuro dell`agricoltura si difende con la natura, non contro di essa.
...

9 0

In vent`anni le aziende agricole italiane si sono dimezzate. Il reddito degli agricoltori è diminuito. I suoli della Pianura Padana sono ridotti alla desertificazione. Gli allevamenti intensivi hanno trasformato una risorsa come il letame in un problema di smaltimento.
Il modello intensivo non funziona più. Non a livello ambientale, non a livello economico, non a livello sociale.
La risposta non è tornare indietro, è accelerare la transizione agroecologica, con gli agricoltori e non contro di loro. È per questo che FederBio, @slow_food_italia e @legambiente hanno sottoscritto un`alleanza concreta: sostenere chi lavora la terra nel cambiamento, con strumenti reali, filiere giuste e politiche coerenti.
I segnali ci sono già: in dieci anni le vendite di pesticidi chimici di sintesi sono calate del 18%, mentre i prodotti del biocontrollo sono cresciuti del 130%. La direzione è tracciata.
💬 "Abbiamo davanti la prova che il modello intensivo ha esaurito il suo ciclo. Ci vuole il coraggio di guardare oltre." Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
🔗 Leggi l`intervista completa su @greenreport.it
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33 0

🌍 Quando un terzo dei fertilizzanti mondiali passa per uno stretto, basta bloccarlo per mettere in crisi l`agricoltura globale.

È quello che sta succedendo. E i prezzi lo confermano: in pochi giorni, i costi dei fertilizzanti sono cresciuti del 51%. Un impatto devastante per chi lavora la terra.

Il biologico da anni lavora a un`alternativa concreta: puntare sulla circolarità e sulla fertilità naturale del suolo. Attraverso la rotazione delle colture, il compost, l`integrazione tra allevamento e produzione agricola, il sovescio che arricchisce naturalmente il suolo di azoto e di sostanza organica, il bio riduce strutturalmente la dipendenza dai fertilizzanti chimici di sintesi, quasi tutti derivati dal petrolio.

Non è ideologia. È resilienza.

Ascolta l’intervista completa di Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio su @giornale_radio_fm “Corrente Alterna” con Francesco Borgonovo.
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13 0

In anni di meteo avverso, la produzione integrata concede deroghe sull`uso di prodotti chimici, al punto da avvicinarsi, di fatto, all`agricoltura convenzionale. È una scorciatoia che può sembrare pratica nel breve periodo, ma che non affronta il problema alla radice.
Il biologico sceglie una strada diversa e più esigente. Investe sulla fertilità del suolo, sulla biodiversità, sull`uso di induttori di resistenza naturali e principi attivi di origine biologica. Non a caso, negli ultimi dieci anni, a fronte di un calo dell`uso dei pesticidi chimici di circa il 18%, i principi attivi di origine naturale sono aumentati del 133%.
Un suolo in salute è la prima vera difesa contro i cambiamenti climatici. Non si costruisce con le deroghe, si costruisce con la ricerca, la formazione e una visione di lungo periodo.
Abbassare l`asticella oggi significa pagare un prezzo molto più alto domani.
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10 0

ciao

🌍 #EarthDay 2026: la Terra non può aspettare.
Impatti climatici sempre più estremi, perdita di biodiversità, suoli inquinati. Il Pianeta è sotto pressione e l`agricoltura intensiva è tra i principali responsabili.
In questa Giornata della Terra, FederBio rilancia un messaggio chiaro: la transizione agroecologica non è un`opzione, è una necessità.
I dati della scienza lo confermano: 🐝 Uno studio su Global Ecology and Conservation dimostra che le pratiche biologiche aumentano la presenza e la varietà di impollinatori nel raggio di 500 metri dai campi coltivati a bio. 🌱 Un`analisi su Nature rivela che il 70% dei suoli europei contiene residui di pesticidi in quantità tali da alterare gli equilibri biologici sotterranei — compromettendo fertilità e produttività agricola.
La buona notizia? Ognuno di noi può fare la differenza ogni giorno: scegliere prodotti biologici e di stagione, ridurre gli sprechi, privilegiare le produzioni locali.
💬 "Oggi più che mai è fondamentale accelerare la transizione agroecologica. Ridurre gli sprechi, scegliere prodotti biologici e di stagione, privilegiare le produzioni locali sono piccoli gesti quotidiani che possono fare la differenza." — Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio
🌿 Buon Earth Day da FederBio.
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Il biologico non è contro la tecnologia. È per una tecnologia diversa.
C`è un pregiudizio duro a morire: che il biologico significhi rinunciare all`innovazione, tornare a metodi arcaici, accettare produzioni inferiori. Non è così.
Il biologico chiede che la tecnologia sia connessa con l`ambiente, non che la ignori. E i numeri lo confermano: in dieci anni le vendite di pesticidi chimici di sintesi sono calate del 18%, mentre i prodotti del biocontrollo, agrofarmaci con principi attivi di origine naturale, sono cresciuti del 130%.
Non è una tendenza di nicchia. È l`industria stessa che sta cambiando rotta, perché le resistenze ai pesticidi chimici crescono e l`industria chimica tradizionale non riesce più a starci al passo.
L`innovazione che serve all`agricoltura del futuro esiste già. Va nella direzione della natura, non contro di essa.
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8 0

In vent`anni, le aziende agricole italiane si sono dimezzate. Non è un dato neutro.
🌾 È la fotografia di un modello che non ha funzionato. L`agricoltura intensiva ha promesso efficienza e competitività, ma il risultato è stato la scomparsa progressiva di migliaia di realtà agricole, la riduzione del reddito di chi è rimasto e l`impoverimento dei territori.
La piccola e media azienda diffusa sul territorio non è un residuo del passato. È il modello su cui si regge l`agricoltura italiana, quella che presidia le aree interne, custodisce le varietà locali, mantiene vivo il paesaggio e genera lavoro dignitoso.
Perderla significherebbe perdere il valore fondante della nostra agricoltura.
L`agroecologia e il biologico non sono un lusso per pochi. Sono gli strumenti concreti per tenere in vita questo modello, e renderlo economicamente sostenibile per chi lo pratica ogni giorno.
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🥦 Mangiare bene costa davvero di più? Non necessariamente.
In un momento in cui i prezzi alimentari pesano sempre di più sulle famiglie italiane, Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, ospite di @tgcom24, ribalta una convinzione diffusa: mangiare meglio non significa necessariamente spendere di più. Significa cambiare abitudini.
Come? ▪️ Scegliere prodotti di stagione e di prossimità ▪️ Ridurre gli sprechi — il 30% del cibo finisce nei rifiuti ▪️ Preferire materie prime ai cibi ultra-processati ▪️ Aumentare le proteine vegetali, pilastro della dieta mediterranea
E intanto il bio italiano cresce: +6,2% di consumi interni nel 2025, con l`Italia che si conferma leader europeo per superfici coltivate a biologico — oltre il 20% della SAU, il doppio della media europea. Sull`export siamo secondi solo agli Stati Uniti.

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🌿 Biocontrollo: FederBio e #Agrofarma firmano il Manifesto. Una svolta per l`agricoltura italiana.
Presentato oggi al Senato della Repubblica, il Manifesto per il Biocontrollo nasce dalla collaborazione tra FederBio e Agrofarma — due mondi che si incontrano su un obiettivo comune: dare agli agricoltori strumenti innovativi, efficaci e sostenibili per difendere le colture.
Negli ultimi dieci anni, la riduzione del 18% nell’uso degli agrofarmaci e l’aumento del 133% dei principi attivi di origine biologica dimostrano che le innovazioni agroecologiche messe a punto per il bio stanno trovando sempre più spazio anche nell’agricoltura convenzionale. Investire in ricerca e formazione sul biocontrollo è fondamentale per sviluppare innovazioni efficaci a sostegno degli agricoltori biologici e, più in generale, per l’intero sistema agricolo..
Ora serve fare un salto di qualità: regole chiare, procedure autorizzative più rapide per favorire l’immissione sul mercato dei prodotti di biocontrollo, così da offrire alternative concrete utili a garantire una protezione affidabile delle colture di fronte a sfide sempre più complesse, come la crisi climatica, la perdita di biodiversità e la sicurezza alimentare.
💬 "Il Manifesto per il Biocontrollo segna un passaggio decisivo per incentivare la diffusione del biologico, offrendo soluzioni avanzate fondate sui principi dell`agroecologia." — Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio - Inoltre il biocontrollo offre una maggiore resilienza rispetto alle difficoltà legate ai conflitti bellici, che mettono a rischio le produzioni agricole”.
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🍷 Il vino bio non è una nicchia. È il futuro della vitivinicoltura italiana.
A @vinitalyofficial 2026, FederBio rilancia il ruolo strategico del vino biologico e biodinamico in un momento complesso per l`intero settore. E i segnali sono incoraggianti: dopo una fase di flessione, nel 2025 le vendite di etichette biologiche in Italia sono tornate a crescere.
Non è un caso. Il vino bio risponde a sfide che il modello convenzionale fatica sempre più ad affrontare: crisi climatica, richiesta di trasparenza da parte dei consumatori, necessità di valorizzare i territori e le piccole e medie aziende che li presidiano.
L`unione tra denominazione di origine e certificazione biologica è una leva competitiva reale — per la qualità, per l`identità territoriale, per l`attrattività sui mercati internazionali. A cui si aggiunge a breve il Marchio del biologico italiano: più tracciabilità, più fiducia, più riconoscibilità.
💬 "Il biologico è una scelta strategica per il futuro del comparto vitivinicolo italiano. La sinergia tra denominazioni e certificazione biologica è una leva strategica per rafforzare la competitività del vino italiano." — Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio
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A @vinitalyofficial, @federbioitalia insieme a #Equalitas e @legambiente ha messo al centro un tema che non si può più ignorare: il greenwashing nel settore vitivinicolo.
I numeri parlano chiaro: oltre il 53% dei green claim esaminati dalla Commissione Europea risulta vago, e il 40% è privo di qualsiasi riscontro verificabile. L`agroalimentare è al secondo posto a livello globale per episodi di greenwashing. Dichiararsi "naturale", "green" o "eco-friendly" senza prove non è più solo scorretto, con la nuova Direttiva UE 2024/85 è perseguibile, con sanzioni fino al 4% del fatturato.
Il biologico risponde a questo scenario con ciò che ha sempre avuto: un sistema di certificazione normato a livello europeo da 35 anni, con verifiche periodiche da parte di terze parti indipendenti. Non una narrazione, una garanzia.
💬 "Chiarezza e trasparenza nella comunicazione della sostenibilità sono oggi condizioni essenziali. La sostenibilità non può più essere ridotta a una narrazione: deve essere sostenuta da norme di riferimento e da un sistema di certificazione in grado di offrire garanzie e trasparenza ai cittadini." — Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio
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🔒 Basta chiudere uno stretto per bloccare una quota enorme di merci e fertilizzanti. Lo stiamo vedendo in queste settimane.
In un mondo sempre più instabile, la capacità di produrre cibo in modo autonomo non è un tema ideologico, è una priorità concreta. E il biologico italiano ha qualcosa di importante da dire su questo.
Un prodotto biologico italiano unisce origine certificata, metodo sostenibile e filiera tracciabile. Il marchio del biologico italiano che sta per arrivare sul mercato va esattamente in questa direzione: garantire che la materia prima sia italiana per almeno il 95%, rafforzando la produzione agricola nazionale e riducendo la dipendenza dall`estero.
Sovranità alimentare non è una parola d`ordine. È la capacità di un Paese di nutrirsi con quello che sa coltivare bene, nel rispetto della terra e di chi la lavora.
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📉 Un dato che vale la pena conoscere: negli ultimi 10 anni le vendite di agrofarmaci chimici di sintesi sono diminuite del 18 %. Mentre i principi attivi di origine naturale hanno registrato un incremento del 133%.
È un segnale di cambiamento reale, non solo normativo.
Il biocontrollo, l`insieme di tecniche e prodotti che sostituiscono la chimica di sintesi con soluzioni naturali, sta diventando una leva concreta per l`agricoltura italiana. Un settore in cui l`industria stessa sta investendo sempre di più, riconoscendo che la direzione è quella giusta.
Meno dipendenza dalla chimica significa meno vulnerabilità alle crisi globali, meno impatto su suoli e biodiversità, più qualità per i consumatori.
Il futuro dell`agricoltura si difende con la natura, non contro di essa.
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In vent`anni le aziende agricole italiane si sono dimezzate. Il reddito degli agricoltori è diminuito. I suoli della Pianura Padana sono ridotti alla desertificazione. Gli allevamenti intensivi hanno trasformato una risorsa come il letame in un problema di smaltimento.
Il modello intensivo non funziona più. Non a livello ambientale, non a livello economico, non a livello sociale.
La risposta non è tornare indietro, è accelerare la transizione agroecologica, con gli agricoltori e non contro di loro. È per questo che FederBio, @slow_food_italia e @legambiente hanno sottoscritto un`alleanza concreta: sostenere chi lavora la terra nel cambiamento, con strumenti reali, filiere giuste e politiche coerenti.
I segnali ci sono già: in dieci anni le vendite di pesticidi chimici di sintesi sono calate del 18%, mentre i prodotti del biocontrollo sono cresciuti del 130%. La direzione è tracciata.
💬 "Abbiamo davanti la prova che il modello intensivo ha esaurito il suo ciclo. Ci vuole il coraggio di guardare oltre." Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.
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🌍 Quando un terzo dei fertilizzanti mondiali passa per uno stretto, basta bloccarlo per mettere in crisi l`agricoltura globale.

È quello che sta succedendo. E i prezzi lo confermano: in pochi giorni, i costi dei fertilizzanti sono cresciuti del 51%. Un impatto devastante per chi lavora la terra.

Il biologico da anni lavora a un`alternativa concreta: puntare sulla circolarità e sulla fertilità naturale del suolo. Attraverso la rotazione delle colture, il compost, l`integrazione tra allevamento e produzione agricola, il sovescio che arricchisce naturalmente il suolo di azoto e di sostanza organica, il bio riduce strutturalmente la dipendenza dai fertilizzanti chimici di sintesi, quasi tutti derivati dal petrolio.

Non è ideologia. È resilienza.

Ascolta l’intervista completa di Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio su @giornale_radio_fm “Corrente Alterna” con Francesco Borgonovo.
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In anni di meteo avverso, la produzione integrata concede deroghe sull`uso di prodotti chimici, al punto da avvicinarsi, di fatto, all`agricoltura convenzionale. È una scorciatoia che può sembrare pratica nel breve periodo, ma che non affronta il problema alla radice.
Il biologico sceglie una strada diversa e più esigente. Investe sulla fertilità del suolo, sulla biodiversità, sull`uso di induttori di resistenza naturali e principi attivi di origine biologica. Non a caso, negli ultimi dieci anni, a fronte di un calo dell`uso dei pesticidi chimici di circa il 18%, i principi attivi di origine naturale sono aumentati del 133%.
Un suolo in salute è la prima vera difesa contro i cambiamenti climatici. Non si costruisce con le deroghe, si costruisce con la ricerca, la formazione e una visione di lungo periodo.
Abbassare l`asticella oggi significa pagare un prezzo molto più alto domani.
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