✅ Chi bara sul biologico danneggia tutti. E noi lo segnaliamo.

Nel 2023 FederBio ha segnalato alla Procura della Repubblica di Pavia anomalie evidenti nella commercializzazione di riso dichiarato biologico. I numeri non tornavano: a fronte di una resa normale di 4-5 tonnellate per ettaro, i volumi commercializzati raddoppiavano. Un dato incompatibile con qualsiasi produzione biologica reale.

Oggi arriva il risultato: la Guardia di Finanza e gli ispettori dell`ICQRF hanno eseguito un sequestro preventivo di beni per oltre 10 milioni di euro, smantellando un sistema fraudolento che spacciava riso convenzionale per biologico.

I cittadini non sono a rischio: le 14 aziende coinvolte erano state fermate prima del raccolto 2023 e il riso riconducibile a queste realtà non è più in commercio da tempo.

FederBio esprime piena soddisfazione per l`operato della Procura di Pavia. Contrastare le frodi non è solo un atto di giustizia — è la condizione indispensabile per tutelare chi lavora seriamente nel biologico, i consumatori e la credibilità di un intero settore.

💬 "Siamo da sempre in prima linea contro gli illeciti agroalimentari, che danneggiano gli agricoltori onesti e minano la fiducia dei cittadini nel biologico." — Paolo Carnemolla, Coordinatore Unità di Crisi FederBio

🔗 link in bio
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3 0

🌡️ In vent`anni l`Italia ha dimezzato la superficie a mais, visto crollare le produzioni di pere -61% e pesche -41%, mentre l`ulivo risale fino alla Pianura Padana e mango e avocado trovano spazio nel Sud. Il cambiamento climatico è già qui — e si vede.

La risposta non può essere solo costruire invasi e migliorare l`irrigazione. Bisogna agire anche sulla domanda, riducendo il fabbisogno idrico dell`agricoltura stessa.

💬 "L`approccio agroecologico può fare la differenza: i campi bio hanno in media il 26% di humus in più e il 40% in più di capacità di trattenere l`acqua." — Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio

Un vantaggio che diventa ancora più strategico oggi: l`uso massiccio della chimica di sintesi ha progressivamente inaridito i suoli, e la pressione climatica moltiplica questa fragilità. Chi coltiva in convenzionale si trova così un doppio svantaggio — terreno più fragile e costi più alti. Gli agricoltori biologici spendevano già il 38% in meno per i mezzi tecnici. Con l`impennata dei prezzi dei fertilizzanti legata alla geopolitica, quel differenziale è cresciuto ulteriormente.

Suoli vivi, biodiversità, varietà autoctone adatte al clima locale: non sono alternative ideologiche. Sono strumenti concreti per un`agricoltura che resiste.

🔗 Leggi l`articolo completo su @huffpostitalia
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10 0

Nel diritto europeo, il principio di precauzione stabilisce che quando esistono incertezze scientifiche sui rischi di una sostanza o tecnologia, la tutela della salute e dell`ambiente deve venire prima. Non si aspetta la prova del danno, si previene.
Per decenni questo principio ha guidato la normativa europea sugli OGM: nessuna immissione in commercio senza valutazione del rischio, tracciabilità obbligatoria, etichettatura trasparente.
Con la nuova normativa sulle NGT, questo impianto è stato in gran parte smontato. Le piante NGT-1, la maggioranza dei nuovi prodotti, sono state equiparate a quelle convenzionali, eliminando valutazione del rischio ed etichettatura per i prodotti finali. Non perché la scienza abbia dimostrato che sono sicure, ma perché si è scelto di non verificarlo prima.
Deregolamentare non è innovare. È rinunciare a sapere.
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11 0

🌡️ L`estate 2026 presenta il conto. Ed è salato.
Solo tra fine giugno e inizio luglio, il caldo estremo ha causato all`agricoltura italiana perdite stimate in oltre 1,5 miliardi di euro. Negli ultimi quattro anni, tra siccità e alluvioni, i danni complessivi superano i 20 miliardi.
Non è un`emergenza isolata. È un cambiamento strutturale del clima con cui l`agricoltura dovrà fare i conti sempre di più. E l`Italia, al centro del Mediterraneo, è una delle zone più esposte: riso, mais, pomodori, grano, olio, vite. Nessuna coltura è al riparo.
Il paradosso più amaro? A giugno l`Italia ha registrato circa 700 eventi meteorologici estremi in un solo mese come temporali, grandinate e tornado, senza risolvere il problema siccità. Sui suoli impoveriti e induriti, l`acqua scorre via senza ricaricare le falde.
La risposta non può essere solo gestione dell`emergenza. Serve un cambio di paradigma.
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8 0

👐 Dietro ogni prodotto biologico c`è una scelta. Spesso controcorrente.
Convertirsi al biologico non significa semplicemente cambiare i mezzi tecnici. Significa abbracciare una visione diversa dell`agricoltura: investire nella fertilità del suolo invece di esaurirla, costruire filiere più trasparenti, affrontare una burocrazia complessa e sostenere i costi della certificazione.
In Italia lo fanno oltre 97.000 operatori biologici certificati, su più di 2,5 milioni di ettari. Piccoli e grandi produttori che ogni giorno scelgono di coltivare in modo diverso per la terra, per chi mangia, per le generazioni future.
Quando scegli un prodotto biologico, non stai solo comprando cibo. Stai sostenendo una scelta.
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5 0

🍅 Mangiare di stagione non è una moda. È il modo in cui abbiamo sempre mangiato.
Un pomodoro a dicembre e uno ad agosto non sono la stessa cosa. Quello fuori stagione percorre migliaia di chilometri, viene raccolto prima della maturazione e perde gran parte del suo profilo nutrizionale durante il trasporto. Quello estivo, raccolto maturo e vicino a dove viene consumato, ha più sapore, più nutrienti e un impatto ambientale incomparabilmente inferiore.
Il biologico e la stagionalità vanno a braccetto: rispettare i ritmi della natura significa produrre ciò che il territorio offre nel momento giusto, senza forzare i cicli con input chimici o serre energivore.
Mangiare di stagione è il gesto più semplice e più rivoluzionario che possiamo fare ogni giorno.
E tu, sai cosa è di stagione adesso?
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7 0

⚗️Il biologico non è contro la tecnologia. È per una tecnologia diversa.
C`è un pregiudizio duro a morire: che il biologico significhi rinunciare all`innovazione, tornare a metodi arcaici, accettare produzioni inferiori. Non è così.
Il biologico chiede che la tecnologia sia connessa con l`ambiente, non che la ignori. E i numeri lo confermano: in dieci anni le vendite di pesticidi chimici di sintesi sono calate del 18%, mentre i prodotti del biocontrollo, agrofarmaci con principi attivi di origine naturale, sono cresciuti del 133%.
Non è una tendenza di nicchia. È l`industria stessa che sta cambiando rotta, perché le resistenze ai pesticidi chimici crescono e l`industria chimica tradizionale non riesce più a starci al passo. L`innovazione che serve all`agricoltura del futuro esiste già. Va nella direzione della natura, non contro di essa.
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6 0

🔬Cosa c`è davvero nel nostro piatto?
Secondo il Dossier Pesticidi 2025 di @legambiente, il 75% della frutta e il 40% della verdura convenzionale contiene residui di fitofarmaci. Spesso non si tratta di un singolo pesticida, ma di più sostanze contemporaneamente, il cosiddetto effetto cocktail, su cui la ricerca scientifica sta accendendo sempre più i riflettori.
Il biologico elimina alla radice il problema: i disciplinari vietano l`uso di pesticidi chimici di sintesi. È una scelta concreta per ridurre l`esposizione a sostanze il cui impatto sulla salute umana, specialmente nel lungo periodo, è ancora oggetto di studio e preoccupazione crescente.
Scegliere biologico non è una garanzia assoluta. È una riduzione consapevole del rischio.
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9 0

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha recentemente impedito la riapertura del contenzioso contro Bayer per i danni causati dal glifosato, il principio attivo del Roundup, l`erbicida più diffuso al mondo.
Non perché il glifosato sia stato dichiarato innocuo. Ma per una questione formale: l`etichetta non riportava l`avvertenza di sospetta cancerogenicità.
Eppure l`Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, che fa riferimento all`Organizzazione Mondiale della Sanità, lo classifica come probabile cancerogeno per l`uomo. Negli anni, sentenze in tutto il mondo avevano riconosciuto il nesso tra esposizione al glifosato e patologie oncologiche.
Ora quelle 65.000 cause sono bloccate. E il messaggio che arriva è chiaro: quando in gioco ci sono gli interessi delle multinazionali, la tutela della salute dei cittadini può aspettare.
Il biologico vieta l`uso del glifosato. Non è una scelta ideologica, è coerenza con il principio che la salute viene prima.
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16 0

ciao

✅ Chi bara sul biologico danneggia tutti. E noi lo segnaliamo.

Nel 2023 FederBio ha segnalato alla Procura della Repubblica di Pavia anomalie evidenti nella commercializzazione di riso dichiarato biologico. I numeri non tornavano: a fronte di una resa normale di 4-5 tonnellate per ettaro, i volumi commercializzati raddoppiavano. Un dato incompatibile con qualsiasi produzione biologica reale.

Oggi arriva il risultato: la Guardia di Finanza e gli ispettori dell`ICQRF hanno eseguito un sequestro preventivo di beni per oltre 10 milioni di euro, smantellando un sistema fraudolento che spacciava riso convenzionale per biologico.

I cittadini non sono a rischio: le 14 aziende coinvolte erano state fermate prima del raccolto 2023 e il riso riconducibile a queste realtà non è più in commercio da tempo.

FederBio esprime piena soddisfazione per l`operato della Procura di Pavia. Contrastare le frodi non è solo un atto di giustizia — è la condizione indispensabile per tutelare chi lavora seriamente nel biologico, i consumatori e la credibilità di un intero settore.

💬 "Siamo da sempre in prima linea contro gli illeciti agroalimentari, che danneggiano gli agricoltori onesti e minano la fiducia dei cittadini nel biologico." — Paolo Carnemolla, Coordinatore Unità di Crisi FederBio

🔗 link in bio
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3 0

🌡️ In vent`anni l`Italia ha dimezzato la superficie a mais, visto crollare le produzioni di pere -61% e pesche -41%, mentre l`ulivo risale fino alla Pianura Padana e mango e avocado trovano spazio nel Sud. Il cambiamento climatico è già qui — e si vede.

La risposta non può essere solo costruire invasi e migliorare l`irrigazione. Bisogna agire anche sulla domanda, riducendo il fabbisogno idrico dell`agricoltura stessa.

💬 "L`approccio agroecologico può fare la differenza: i campi bio hanno in media il 26% di humus in più e il 40% in più di capacità di trattenere l`acqua." — Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio

Un vantaggio che diventa ancora più strategico oggi: l`uso massiccio della chimica di sintesi ha progressivamente inaridito i suoli, e la pressione climatica moltiplica questa fragilità. Chi coltiva in convenzionale si trova così un doppio svantaggio — terreno più fragile e costi più alti. Gli agricoltori biologici spendevano già il 38% in meno per i mezzi tecnici. Con l`impennata dei prezzi dei fertilizzanti legata alla geopolitica, quel differenziale è cresciuto ulteriormente.

Suoli vivi, biodiversità, varietà autoctone adatte al clima locale: non sono alternative ideologiche. Sono strumenti concreti per un`agricoltura che resiste.

🔗 Leggi l`articolo completo su @huffpostitalia
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10 0

Nel diritto europeo, il principio di precauzione stabilisce che quando esistono incertezze scientifiche sui rischi di una sostanza o tecnologia, la tutela della salute e dell`ambiente deve venire prima. Non si aspetta la prova del danno, si previene.
Per decenni questo principio ha guidato la normativa europea sugli OGM: nessuna immissione in commercio senza valutazione del rischio, tracciabilità obbligatoria, etichettatura trasparente.
Con la nuova normativa sulle NGT, questo impianto è stato in gran parte smontato. Le piante NGT-1, la maggioranza dei nuovi prodotti, sono state equiparate a quelle convenzionali, eliminando valutazione del rischio ed etichettatura per i prodotti finali. Non perché la scienza abbia dimostrato che sono sicure, ma perché si è scelto di non verificarlo prima.
Deregolamentare non è innovare. È rinunciare a sapere.
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🌡️ L`estate 2026 presenta il conto. Ed è salato.
Solo tra fine giugno e inizio luglio, il caldo estremo ha causato all`agricoltura italiana perdite stimate in oltre 1,5 miliardi di euro. Negli ultimi quattro anni, tra siccità e alluvioni, i danni complessivi superano i 20 miliardi.
Non è un`emergenza isolata. È un cambiamento strutturale del clima con cui l`agricoltura dovrà fare i conti sempre di più. E l`Italia, al centro del Mediterraneo, è una delle zone più esposte: riso, mais, pomodori, grano, olio, vite. Nessuna coltura è al riparo.
Il paradosso più amaro? A giugno l`Italia ha registrato circa 700 eventi meteorologici estremi in un solo mese come temporali, grandinate e tornado, senza risolvere il problema siccità. Sui suoli impoveriti e induriti, l`acqua scorre via senza ricaricare le falde.
La risposta non può essere solo gestione dell`emergenza. Serve un cambio di paradigma.
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👐 Dietro ogni prodotto biologico c`è una scelta. Spesso controcorrente.
Convertirsi al biologico non significa semplicemente cambiare i mezzi tecnici. Significa abbracciare una visione diversa dell`agricoltura: investire nella fertilità del suolo invece di esaurirla, costruire filiere più trasparenti, affrontare una burocrazia complessa e sostenere i costi della certificazione.
In Italia lo fanno oltre 97.000 operatori biologici certificati, su più di 2,5 milioni di ettari. Piccoli e grandi produttori che ogni giorno scelgono di coltivare in modo diverso per la terra, per chi mangia, per le generazioni future.
Quando scegli un prodotto biologico, non stai solo comprando cibo. Stai sostenendo una scelta.
...

5 0

🍅 Mangiare di stagione non è una moda. È il modo in cui abbiamo sempre mangiato.
Un pomodoro a dicembre e uno ad agosto non sono la stessa cosa. Quello fuori stagione percorre migliaia di chilometri, viene raccolto prima della maturazione e perde gran parte del suo profilo nutrizionale durante il trasporto. Quello estivo, raccolto maturo e vicino a dove viene consumato, ha più sapore, più nutrienti e un impatto ambientale incomparabilmente inferiore.
Il biologico e la stagionalità vanno a braccetto: rispettare i ritmi della natura significa produrre ciò che il territorio offre nel momento giusto, senza forzare i cicli con input chimici o serre energivore.
Mangiare di stagione è il gesto più semplice e più rivoluzionario che possiamo fare ogni giorno.
E tu, sai cosa è di stagione adesso?
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7 0

⚗️Il biologico non è contro la tecnologia. È per una tecnologia diversa.
C`è un pregiudizio duro a morire: che il biologico significhi rinunciare all`innovazione, tornare a metodi arcaici, accettare produzioni inferiori. Non è così.
Il biologico chiede che la tecnologia sia connessa con l`ambiente, non che la ignori. E i numeri lo confermano: in dieci anni le vendite di pesticidi chimici di sintesi sono calate del 18%, mentre i prodotti del biocontrollo, agrofarmaci con principi attivi di origine naturale, sono cresciuti del 133%.
Non è una tendenza di nicchia. È l`industria stessa che sta cambiando rotta, perché le resistenze ai pesticidi chimici crescono e l`industria chimica tradizionale non riesce più a starci al passo. L`innovazione che serve all`agricoltura del futuro esiste già. Va nella direzione della natura, non contro di essa.
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6 0

🔬Cosa c`è davvero nel nostro piatto?
Secondo il Dossier Pesticidi 2025 di @legambiente, il 75% della frutta e il 40% della verdura convenzionale contiene residui di fitofarmaci. Spesso non si tratta di un singolo pesticida, ma di più sostanze contemporaneamente, il cosiddetto effetto cocktail, su cui la ricerca scientifica sta accendendo sempre più i riflettori.
Il biologico elimina alla radice il problema: i disciplinari vietano l`uso di pesticidi chimici di sintesi. È una scelta concreta per ridurre l`esposizione a sostanze il cui impatto sulla salute umana, specialmente nel lungo periodo, è ancora oggetto di studio e preoccupazione crescente.
Scegliere biologico non è una garanzia assoluta. È una riduzione consapevole del rischio.
...

9 0

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha recentemente impedito la riapertura del contenzioso contro Bayer per i danni causati dal glifosato, il principio attivo del Roundup, l`erbicida più diffuso al mondo.
Non perché il glifosato sia stato dichiarato innocuo. Ma per una questione formale: l`etichetta non riportava l`avvertenza di sospetta cancerogenicità.
Eppure l`Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, che fa riferimento all`Organizzazione Mondiale della Sanità, lo classifica come probabile cancerogeno per l`uomo. Negli anni, sentenze in tutto il mondo avevano riconosciuto il nesso tra esposizione al glifosato e patologie oncologiche.
Ora quelle 65.000 cause sono bloccate. E il messaggio che arriva è chiaro: quando in gioco ci sono gli interessi delle multinazionali, la tutela della salute dei cittadini può aspettare.
Il biologico vieta l`uso del glifosato. Non è una scelta ideologica, è coerenza con il principio che la salute viene prima.
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