Il 2010 e i primi mesi del 2011 evidenziano una ulteriore continua crescita nelle vendite di prodotti biologici freschi e confezionati;  oltre al fatto che l’Italia è il maggior esportatore al mondo ed è uno dei paesi con la maggiore superficie coltivata a biologico, si registra un incremento nell’utilizzo di prodotti bio in ambiti quali la ristorazione, la cosmesi, l’edilizia e l’abbigliamento: queste premesse  confermano come il biologico sia uno dei settori della green economy che potrà fornire un contributo concreto per superare la crisi economica e come stia già contribuendo anche alla riqualificazione e al rilancio di altri settori economici diversi dall’agricoltura, favorendo anche nuova imprenditoria giovanile.Con il progressivo sviluppo e l’affermarsi più in generale della green economy i cosiddetti green jobs stanno assumendo un’importanza crescente anche in Italia: il tema della formazione dei nuovi profili professionali per la cosiddetta “economia verde” è il motore che da il via al 1° Workshop nazionale IMAGE, acronimo di Incontri sul Management della Green Economy, ideato e curato da Greenews.info e .eco, che si terrà a Torino, presso il Museo di Scienze Naturali, il 26 e 27 maggio prossimi, al quale sarà presente anche FederBio nell'ambito della tavola rotonda “Agricoltura, cibo, paesaggio” in programma alle ore 10 di venerdì 27 maggio.“Nel nostro comparto – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio e relatore alla tavola rotonda del 27 maggio –  le figure principali sono gli imprenditori agricoli e dell’allevamento animale, poi quelli occupati nella fase intermedia della preparazione e distribuzione e infine i tecnici che operano presso gli organismi di certificazione autorizzati. Sono pochi i tecnici che operano nei servizi di consulenza e i ricercatori dedicati in maniera specialistica. Parlando di nuove figure professionali ritengo molto importante la formazione per creare referenti “interdisciplinari”, necessari, nei prossimi anni, per gestire uno sviluppo sinergico tra agricoltura, industria alimentare, turismo sostenibile e tutela del paesaggio. Al momento non esiste un percorso formativo idoneo; mi auguro che invece vengano intraprese azioni per offrire una formazione che consenta una buona conoscenza dei processi e dei prodotti ma anche competenze adeguate in materia di legislazione, marketing, comunicazione e progettazione integrata”.