Paolo Carnemolla riconfermato Presidente; due vicepresidenti in rappresentanza dei produttori e delle imprese di trasformazione e distribuzione; il Consiglio Direttivo caratterizzato da una più alta presenza delle organizzazioni rappresentative delle imprese di trasformazione, distribuzione e dei servizi. Approvate modifiche importanti al Codice Etico di FederBio per rafforzare i doveri sia degli operatori che degli organismi di controllo.Si è tenuta oggi l’Assemblea ordinaria dei Soci di FederBio che ha riconfermato Paolo Carnemolla alla carica di Presidente per il prossimo triennio e ha nominato due Vicepresidenti in rappresentanza delle imprese del settore, Andrea Bertoldi Presidente ASSOBIO e Marco Bignardi di UPBIO. E’ cambiata la composizione del Consiglio Direttivo, che ha visto la riduzione della presenza degli organismi di certificazione e un aumento significativo della presenza delle organizzazioni che rappresentano le imprese di trasformazione, distribuzione e dei servizi: fra i nuovi ingressi nel CD figurano Giovanni Di Costanzo – azienda Bio Italia del consorzio Il Biologico, Roberto Zanoni – EcorNaturasì di ASSOBIO, Marco Momoli di Bologna Fiere e Pina Eramo di ANABIO-CIA.“Il rinnovo delle cariche sociali in FederBio avviene in un momento assai delicato per il settore biologico nazionale, ancora interessato dalle conseguenze di recenti e gravi episodi di frode ma con notevoli potenzialità di sviluppo, sia verso il mercato che nell’ambito della nuova PAC. – dichiara Paolo Carnemolla – La presenza sempre più qualificata e numerosa delle rappresentanze d’impresa nel gruppo dirigente della Federazione testimonia quanto FederBio sia ormai l’unico punto di riferimento interprofessionale del settore biologico e biodinamico italiano e la determinazione della parte sana e responsabile del biologico italiano a lavorare unita, consapevole della necessità di riformare e innovare in maniera sostanziale sia il sistema di certificazione che gli strumenti del mercato.”L’assemblea ha anche approvato modifiche importanti al Codice Etico di FederBio, in particolare per rafforzare i doveri sia degli operatori che degli organismi di controllo sul versante della comunicazione reciproca e rivolta alla Federazione e per consentire alla Federazione stessa di verificare direttamente il rispetto del Codice Etico da parte degli associati. E’ stato introdotto anche l’impegno per gli organismi di controllo associati a rafforzare in maniera decisa la selezione delle imprese all’ingresso nel sistema di certificazione biologico, se necessario respingendo le richieste delle imprese che non si dimostrano da subito adeguate a rispettare senza difficoltà le normative vigenti.“La Federazione deve essere la casa comune delle regole, della rappresentanza degli interessi comuni, della tutela della legalità e del confronto interprofessionale del biologico e biodinamico italiani e deve essere lo strumento del settore per realizzare trasparenza, efficienza, integrazione, innovazione, comunicazione” aggiunge Carnemolla.In quest’ottica, per rafforzare concretamente le linee guida per il futuro del biologico italiano, FederBio potrà essere “strumento” per il settore operando concretamente e adeguatamente nell’ambito dell’interprofessione, sia come prassi di relazione fra le componenti che come modalità per definire regole condivise sul versante del mercato anche di natura contrattuale; per quanto riguarda regole e garanzie, attraverso il Codice Etico, Protocolli per il rafforzamento del sistema di controllo e linee guida la cui attuazione sia verificata effettivamente e comporti miglioramenti e standardizzazione reali nel sistema; e servizi alle imprese, in relazione a ogni tipologia di impresa rappresentata nella base sociale e in ogni ambito nel quale i servizi sono più accessibili, qualificati e economici se gestiti a livello di Federazione.