L’acquacoltura biologica rappresenta una delle attività più interessanti del settore biologico e l’entrata in vigore di uno specifico regolamento comunitario (Reg. n. 710/2009) ha determinato una crescente richiesta di prodotti ittici biologici nei maggiori mercati europei. Tra le motivazioni che spingono i consumatori ad acquistare il pesce bio vi è la percezione che sia un prodotto sano, sostenibile ed allevato in modo naturale.

Come per le altre pratiche zootecniche biologiche, anche per quanto riguarda l’acquacoltura la normativa è particolarmente attenta alla salute e al benessere dei pesci, grazie all’impiego di metodologie di allevamento che assicurano ampi spazi per il pascolamento, acque di buona qualità e ben ossigenate e l’utilizzo di impianti che rispondono alle esigenze comportamentali e fisiologiche delle specie ittiche allevate.

Negli allevamenti ittici biologici, inoltre, è proibito l’utilizzo di antibiotici preventivi, di sostanze chimiche e di ormoni per la riproduzione. La gestione della salute degli animali mira soprattutto alla prevenzione delle malattie. Gli allevatori biologici, infatti, sono fortemente consapevoli del fatto che ad appropriate condizioni di allevamento e al benessere dell’animale corrispondono attività produttive di maggior successo.

Regolamento (CE) n. 710/2009 della Commissione del 5 agosto 2009 che modifica il regolamento (CE) n. 889/2008 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio per quanto riguarda l’introduzione di modalità di applicazione relative alla produzione di animali e di alghe marine dell’acquacoltura biologica.