FederBio: agricoltura biologica e biodinamica alleate strategiche per rigenerare la terra, trattenere acqua e rafforzare la resilienza climatica.
Bologna, 17 giugno 2026 – La siccità non è più un’emergenza lontana né un episodio isolato: è uno dei segnali più evidenti della crisi climatica e del degrado dei suoli. In occasione della Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità, dedicata al tema “Pascoli: riconoscere. Rispettare. Ripristinare”, FederBio richiama l’attenzione sul ruolo dell’agricoltura biologica e biodinamica nella tutela della fertilità, della risorsa idrica e della sicurezza alimentare. I pascoli, al centro dell’edizione 2026, sono ecosistemi spesso considerati marginali, ma essenziali per biodiversità, equilibrio idrico, resilienza climatica e sostentamento di milioni di comunità rurali. Secondo UNCCD, coprono oltre la metà della superficie terrestre e sostengono circa due miliardi di persone, ma fino alla metà di questi paesaggi risulta già degradata o a rischio.
Anche l’Italia è dentro questa fragilità. I dati ISPRA aggiornati al 2026 indicano che nel 2025 la risorsa idrica rinnovabile nazionale, stimata in circa 128 miliardi di metri cubi, è stata inferiore di oltre il 7% rispetto alla media annua di lungo periodo e di circa il 19% rispetto al 2024. Parallelamente, il Rapporto SNPA 2025 segnala che nel 2024 sono stati coperti da nuove superfici artificiali quasi 84 chilometri quadrati, con oltre 78 chilometri quadrati di consumo netto: il valore più alto dell’ultimo decennio.
Desertificazione e siccità non significano solo mancanza di pioggia ma anche perdita di sostanza organica, erosione, impoverimento della vita microbica, minore capacità dei terreni di trattenere acqua e carbonio, maggiore vulnerabilità delle colture agli eventi estremi. Un suolo vivo, al contrario, è una vera infrastruttura naturale: assorbe, filtra, trattiene, nutre e restituisce stabilità agli ecosistemi agricoli.
A confermare il valore del metodo biologico sono anche gli studi del The Organic Center, secondo cui i suoli gestiti con metodo biologico presentano un contenuto di sostanza organica superiore del 13% e una capacità di stoccaggio del carbonio stabile nel lungo periodo superiore del 44% rispetto ai suoli convenzionali.
“Il tema 2026 mette al centro i pascoli, ma parla a tutti i suoli: campi coltivati, prati permanenti, aree agricole periurbane e territori fragili. Dove il suolo perde sostanza organica e biodiversità, ogni siccità diventa più grave; dove invece viene curato con pratiche agroecologiche, torna a trattenere acqua, ospitare vita e immagazzinare carbonio. È questa la funzione strategica del biologico: trasformare il terreno da superficie sfruttata a ecosistema vivo, capace di produrre cibo e resilienza. Sostenere il biologico e il biodinamico significa investire nella sicurezza alimentare, nella qualità dell’acqua, nella stabilità climatica e nel futuro delle prossime generazioni”, dichiara Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
Per FederBio, la risposta alla siccità non può limitarsi alla gestione dell’emergenza idrica. Serve un cambio di paradigma che rimetta al centro la fertilità naturale: rotazioni ampie, prati e pascoli gestiti in modo sostenibile, siepi e fasce ecologiche, coperture vegetali, compost, riduzione dell’erosione, minore dipendenza dagli input di sintesi e valorizzazione della biodiversità funzionale. È la direzione indicata anche dalla Strategia 2035 di FiBL, che individua nella trasformazione dei sistemi alimentari, nella resilienza climatica, nell’agrobiodiversità e nell’approccio One Health le priorità per sistemi agricoli più solidi e duraturi.
L’Italia parte da una base importante: il biologico supera i 2,5 milioni di ettari e rappresenta oltre il 20% della superficie agricola utilizzata nazionale. Per raggiungere gli obiettivi europei e rendere i territori davvero più resilienti, occorre però accelerare con politiche coerenti: tutela del suolo agricolo, attuazione del Piano d’azione nazionale per il biologico, ricerca applicata, consulenza tecnica agli agricoltori, remunerazione dei servizi ecosistemici e sostegno alle filiere che investono nella rigenerazione.
La Giornata mondiale contro la desertificazione e la siccità diventa così un invito ad agire: fermare il consumo di suolo, promuovere pratiche agroecologiche, rafforzare il ruolo dei pascoli e dei sistemi estensivi, sostenere le aziende che custodiscono fertilità e biodiversità e orientare le scelte dei cittadini verso alimenti biologici, prodotti nel rispetto della terra da cui nascono.
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