Ecco come cambiano nei monovarietali prodotti in biologico rispetto al convenzionale le concentrazioni di due dei composti fenolici più importanti per gli effetti benefici sulla salute umana

L’olio extravergine di oliva coltivato in biologico ha una concentrazione di composti fenolici maggiore rispetto ad uno coltivato con metodo convenzionale.

Lo rileva una indagine condotta in Portogallo da un team di ricercatori che ha analizzato come le pratiche agronomiche incidano su due dei più importanti composti fenolici dell’olio: l’oleocantale e l’oleaceina, i cui effetti benefici per la salute umana (antinfiammatori, antiossidanti e cardioprotettivi) sono ormai di patrimonio comune.

Lo studio portoghese è stato effettuato nel Centro Alentejo di biotecnologia per l’agricoltura e l’agroalimentare (Cebal), dell’Istituto politecnico di Beja (IPBeja), delle Università di Évora e di Jaéned, ed è stato pubblicato sulla rivista Journal of Agriculture and Food Research.

Confronto su tre varietà olivicole

Lo studio ha preso in esame tre distinti oli monovarietali, con l’obiettivo di mettere a confronto sistema di coltivazione, varietà olivicola e profilo fenolico dell’olio. Le tre varietà sono state quella tipica portoghese Cobrancosa e due spagnole come l’Arbequina e la Galiziano volgare. Gli oli sono stati ottenuti utilizzando un sistema di estrazione su scala di laboratorio, confrontando appunto i due modelli di produzione: agricoltura biologica e agricoltura integrata. Il contenuto di oleocantale e oleaceina è stato quantificato utilizzando una tecnica analitica ad alta precisione.

I risultati su oleocantale e oleaceina

I risultati hanno evidenziato una presenza di oleocantale ed oleaceina maggiore negli oli prodotti con olive di impianti coltivati in biologico. Addirittura nella varietà portoghese, la cultivar Cobrancosa, i valori sono praticamente raddoppiati (oleocantale: 561 mg/kg in biologico e 268 mg/kg in convenzionale; oleaceina: 348 mg/kg in biologico e 164 mg/kg in convenzionale). Vi è da aggiungere che le altre due cultivar prese in esame, pur mostrando una concentrazione di composti fenolici maggiore in biologico, presentano comunque valori complessivamente più modesti rispetto alla varietà portoghese.

Questi risultati dimostrano come sistema agronomico e cultivar influiscano in modo determinante sul profilo chimico e nutrizionale dell’olio extravergine di oliva. In particolare, l’agricoltura biologica si conferma una pratica in grado di esaltare la concentrazione di oleocantale e oleaceina, rafforzando i benefici per la salute associati al consumo di olio extravergine di oliva. […]

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FONTE


TESTATA: L’Olivo news
AUTORE: redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 6 gennaio 2026