Nell’ultima edizione del Bioreport del CREA anche i risultati dello studio IMOD sul microbiota intestinale condotto dall’Università di Roma Tor Vergata e diffuso da FederBio, AssoBio e Consorzio Il Biologico con la campagna “Il Bio dentro di noi.

Roma, 28/07/2026 – La dieta mediterranea in biologico dà risultati significativi sulla salute del microbiota intestinale. Quattro settimane sono sufficienti per modificarne in modo misurabile la composizione, favorendo l’aumento di batteri che combattono l’infiammazione rispetto a quelli che la favoriscono. A parità di calorie e nutrienti, quindi, chi segue la dieta bio-mediterranea mostra un incremento più marcato di alcune specie benefiche rispetto a chi non sceglie il bio: ad esempio, batterisitivi’ come il Faecalibacterium prausnitzii aumentano circa quattro volte, Anaerostipes hadrus più del doppio, mentre Parabacteroides distasonis cresce fino al 125%.

Questi, in estrema sintesi, i risultati dello studio IMOD dell’Università di Roma Tor Vergata, divulgati e messi a disposizione dei cittadini dalla campagna “Il Bio dentro di noi“. Vengono ora riportati e valorizzati nel Bioreport CREA 2024-2025, il principale rapporto nazionale dedicato all’agricoltura biologica, realizzato dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria. L’ultima edizione del rapporto, pubblicata in questi giorni, dedica infatti un capitolo specifico alla campagna promossa da FederBio, AssoBio e Consorzio Il Biologico e ai risultati dello studio IMOD (Italian Mediterranean Organic Diet) condotto dall’Università di Roma Tor Vergata e relativo all’impatto della dieta mediterranea biologica sul microbiota intestinale, individuandola come un esempio significativo di integrazione tra ricerca scientifica, filiera produttiva e comunicazione pubblica.

L’inclusione della campagna “Il Bio dentro di noi” nell’edizione del Bioreport 2024-2025 ha un valore che va oltre il riconoscimento simbolico: segnala che il modello messo in campo è considerato rilevante per orientare lo sviluppo del biologico italiano.

La ricerca: lo studio IMOD e il progetto MOOD

La ricerca è stata condotta dal Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione dell’Università di Roma Tor Vergata, sotto la guida della professoressa Laura Di Renzo. L’obiettivo era confrontare gli effetti di una dieta mediterranea biologica e di una dieta equivalente basata su alimenti convenzionali. Dopo quattro settimane, il gruppo di pazienti che ha seguito il regime biologico ha mostrato modificazioni significative nella composizione del microbiota intestinale e una maggiore diversità microbica. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Microorganisms. Un secondo studio dello stesso gruppo di ricerca, pubblicato sulla rivista scientifica Metabolites, ha esaminato il profilo metabolico urinario attraverso un disegno crossover, nel quale gli stessi volontari hanno seguito in momenti diversiia la dieta mediterranea biologica sia quella convenzionale.

Entrambi gli interventi hanno migliorato alcuni parametri inizialmente alterati, ma la dieta biologica ha prodotto cambiamenti più ampi. Nel loro insieme, i due lavori ampliano le evidenze disponibili sul rapporto tra qualità degli alimenti, microbiota e salute.

“L’inclusione di questi risultati all’interno del principale rapporto istituzionale dedicato al biologico italiano riveste una rilevanza strategica fondamentale”, sottolinea Laura Di Renzo, Direttrice Sezione Nutrizione Clinica e Nutrigenomica Università Roma Tor Vergata. “Questo passaggio consente infatti di trasferire l’evidenza scientifica sul nesso causale tra qualità dell’alimentazione e salute direttamente ai cittadini, alle istituzioni e ai decisori pubblici. I dati derivanti dalla nostra ricerca dimostrano inequivocabilmente come la qualità nutrizionale degli alimenti non rappresenti una variabile marginale, bensì un fattore determinante in grado di modulare precocemente la risposta fisiologica e metabolica all’intervento nutrizionale. Si tratta di un ambito di frontiera che impone un ulteriore e sistematico approfondimento nel contesto della ricerca nutrizionale e, in senso più ampio, dei protocolli di medicina preventiva”.

 L’inserimento della campagna ‘Il Bio dentro di noi’ nel Bioreport rappresenta un riconoscimento di grande valore, perché arriva dal principale strumento di analisi e monitoraggio del biologico italiano, un punto di riferimento per il Ministero dell’Agricoltura e per le politiche di sviluppo del settore. È anche il riconoscimento di un percorso che ha saputo unire le principali organizzazioni del biologico italiano e il mondo della ricerca. Con questa campagna abbiamo voluto portare all’attenzione dei cittadini e delle istituzioni il rapporto tra qualità degli alimenti e salute. Gli studi condotti dall’Università di Roma Tor Vergata stanno ampliando le evidenze scientifiche disponibili e indicano che il biologico può rappresentare un alleato importante per la salute delle persone. Per questo è necessario continuare a produrre e diffondere conoscenze scientifiche solide sul rapporto tra qualità degli alimenti e salute”, dichiara Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.

La campagna: una case history italiana

La campagna “Il Bio dentro di noi” rappresenta una delle prime esperienze italiane che ha messo a sistema ricerca clinica, filiera del biologico e comunicazione scientifica. Per la prima volta, FederBio, AssoBio e Consorzio Il Biologico hanno sviluppato una strategia di comunicazione condivisa, mettendo a sistema competenze, risorse e rappresentatività delle principali organizzazioni del settore biologico italiano. L’alleanza con l’Università Tor Vergata ha aggiunto la dimensione scientifica: da un lato l’ateneo ha progettato e condotto gli studi clinici con rigore scientifico e piena indipendenza metodologica, dall’altro le organizzazioni promotrici hanno garantito le risorse operative e logistiche necessarie a tradurre la sperimentazione in azione concreta.

“Il riconoscimento della campagna ‘Il Bio dentro di noi’ all’interno del Bioreport CREA rappresenta per noi un risultato particolarmente importante perché conferma il valore di un percorso che ha saputo mettere in dialogo ricerca scientifica, filiera produttiva e informazione ai cittadini. I risultati dello studio IMOD rafforzano la consapevolezza che la scelta del biologico può avere un impatto positivo sulla salute delle persone e sull’ambiente. Come AssoBio siamo orgogliosi di aver contribuito a questo progetto insieme a FederBio e Consorzio Il Biologico, e continueremo a investire nella diffusione di informazioni corrette e basate su dati scientifici, affinché un numero sempre maggiore di consumatori possa compiere scelte alimentari consapevoli. Il fatto che questo modello venga oggi indicato dal CREA come un caso italiano di riferimento dimostra quanto sia strategico fare sistema per sostenere lo sviluppo del biologico nel nostro Paese. Proprio per questo, il prossimo autunno saremo protagonisti del prosieguo della campagna ‘Il Bio dentro di noi’, coinvolgendo attivamente le nostre aziende associate per portare i risultati della ricerca sempre più vicino ai consumatori e contribuire a una maggiore consapevolezza sui vantaggi dell’alimentazione biologica per la salute delle persone e del pianeta”, dichiara Nicoletta Maffini, Presidente AssoBio.

“Il Consorzio Il Biologico, dedito con impegno totale e appassionato da ormai 40 anni alla promozione ed al sostegno del biologico, è particolarmente lieto per la pubblicazione su Bioreport 2024-2025 dei risultati scientifici del progetto di ricerca IMOD, uno dei più completi studi a livello internazionale per l’ampiezza dei dati raccolti e di cui il Consorzio unitamente a FederBio e ad AssoBio sostiene la divulgazione con la campagna ‘Il Bio dentro di noi’. Bioreport è, infatti, un rapporto nazionale autorevole sul biologico realizzato dal e quindi potrà dare ulteriore diffusione alle importanti evidenze scientifiche del progetto, che ha ulteriormente confermato i benefici effetti di una sana alimentazione biologica per la salute dell’uomo e dell’ambiente. Di particolare valore è, altresì, aver convogliato mondo della ricerca, istituzioni ed organizzazioni, ognuno nel proprio ambito e con il proprio contributo, a lavorare insieme verso un comune obiettivo: favorire l’adozione di uno stile di vita biologico con scelte consapevoli, che prediligano prodotti e pratiche rispettose della salute e dell’ambiente” dichiara Marco Pirani, Presidente di Consorzio Il Biologico.

LINK AL BIOREPORT CREA 2024 – 2025

 

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