San Giustino (PG), 23 ottobre 2026 – La futura Politica Agricola Comune (PAC) deve garantire un sostegno specifico, adeguato e prevedibile all’agricoltura biologica in tutta l’Unione europea, sia per gli agricoltori che avviano la conversione al biologico sia per quelli che già adottano questo metodo di produzione. È il messaggio lanciato da IFOAM Organics Europe e FederBio nel corso di un incontro di alto livello dedicato al ruolo delle politiche e degli investimenti europei nel rafforzare la resilienza e l’autonomia strategica dell’Europa.

Organizzata da IFOAM Organics Europe, FederBio e Fondazione Progetto Valtiberina, la conferenza ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee e italiane, insieme agli esponenti del settore biologico e agroalimentare, per discutere della futura PAC, del Piano d’Azione Europeo per il Biologico e delle politiche di investimento a sostegno della resilienza dei territori e della competitività dei sistemi agroalimentari.

L’incontro si è svolto in un momento decisivo per il futuro dell’agricoltura biologica europea. Il 20 ottobre, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla revisione mirata del Regolamento europeo sul biologico, ponendo le basi per una maggiore stabilità normativa e certezza per gli operatori del settore.

Ma alla stabilità delle regole deve accompagnarsi un adeguato sostegno economico. Con i negoziati sulla futura PAC e sul prossimo bilancio pluriennale dell’UE in corso, IFOAM Organics Europe e FederBio chiedono di mantenere un chiaro obbligo europeo per gli Stati membri di prevedere misure di sostegno alla conversione e al mantenimento dell’agricoltura biologica.

Le recenti discussioni sui testi di compromesso della Presidenza del Consiglio hanno sollevato preoccupazioni sul futuro di questo obbligo. La sua eliminazione rischierebbe di creare disparità di sostegno tra gli Stati membri, compromettere la parità di condizioni per gli agricoltori biologici e indebolire le ambizioni europee per un’agricoltura sostenibile.

Eduardo Cuoco, Direttore di IFOAM Organics Europe, ha dichiarato: “Se l’Europa vuole un settore agricolo resiliente e competitivo, deve investire negli agricoltori che già oggi contribuiscono concretamente a realizzare questa ambizione. Gli agricoltori biologici di tutta Europa operano secondo le stesse regole europee e contribuiscono a obiettivi comuni dell’Unione. Devono quindi poter contare anche su un impegno europeo comune e vincolante a favore del biologico nell’ambito della PAC. Gli agricoltori biologici hanno bisogno di un sostegno adeguato e prevedibile per il lavoro che svolgono.”

Dario Nardella, Coordinatore S&D agricoltura e relatore ombra per la PAC 2028-2034: “La Politica Agricola Comune deve rimanere una vera politica europea, con risorse adeguate e ambizioni condivise. Non possiamo chiedere agli agricoltori di contribuire alla competitività, agli obiettivi ambientali e all’autonomia strategica dell’Europa e, allo stesso tempo, lasciare che il sostegno diventi sempre più frammentato tra gli Stati membri. La futura PAC deve coniugare competitività e sostenibilità, garantire condizioni eque agli agricoltori e riconoscere il contributo dell’agricoltura biologica al futuro dell’agricoltura europea.“

Camilla Laureti, eurodeputata S&D e relatrice del Parlamento europeo sulla revisione del Regolamento biologico: “L’accordo che abbiamo raggiunto in merito al Regolamento europeo sul biologico rappresenta un passo importante per offrire maggiore certezza agli agricoltori e alle imprese, semplificando le regole mantenendo gli elevati standard di qualità e la fiducia dei consumatori, che sono alla base del successo del biologico europeo. Ma regole migliori, da sole, non bastano. Ora dobbiamo assicurarci che la futura PAC e un rinnovato Piano d’Azione Europeo per il Biologico creino le condizioni necessarie affinché il settore possa crescere, innovare e conquistare nuovi mercati in tutto il mondo“.

Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio: “L’agricoltura biologica è una risorsa strategica per l’agricoltura italiana ed europea, grazie al suo contributo alla fertilità dei suoli, alla biodiversità, alla resilienza climatica e alla vitalità dei territori rurali. Ma agli agricoltori serve più di un riconoscimento: hanno bisogno di sostegni economici stabili, di una giusta remunerazione e di mercati più forti. La futura PAC deve salvaguardare un sostegno specifico al biologico, mentre le politiche europee e nazionali devono investire nelle filiere biologiche, nei sistemi agroalimentari territoriali e negli acquisti pubblici sostenibili. Sostenere il biologico significa investire nel futuro dei nostri territori e del nostro sistema alimentare.”

Il confronto ha inoltre evidenziato l’importanza di collegare le politiche agricole europee agli investimenti, allo sviluppo dei mercati e alle iniziative territoriali, capaci di creare opportunità di lungo periodo per agricoltori, imprese e comunità rurali.

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