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Appuntamenti Bio
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IL BIO ITALIANO NEL MONDOLa prima piattaforma a supporto dello
sviluppo strategico del biologico italiano
sui mercati internazionali
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IL LUOGO DOVE NASCE
E SI FORMA IL BIOLOGICOFormazione ed assistenza
in Agricoltura Biologica
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PIÙ SERVIZI PER TE,
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per il biologico e il biodinamico
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I numeri del BIO
in Italia
SuperficieBIO
2,377,749 ha (2025)
+ 32,4% dal 2016
OperatoriBIO
95.389 (2025)
+ 33,0% dal 2016
% BIO su totale area coltivata
19,4%
nel 2010 era l’8,7%
Mercato BIOin Italia
6,871 mld € (2025)
Var% 2025-2015: + 329%
Export BIOmade in Italy
3,897 mld € (2024)
Var% 2024-2014: + 174%
Fonte: Bio in Cifre 2026 – ISMEA; Osservatorio SANA 2026
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⚠️ Il Consiglio dei ministri europei dell’Agricoltura ha eliminato l’obbligo di finanziare il biologico nella futura PAC. FederBio dice no.
Una decisione a sorpresa, che va nella direzione opposta rispetto alle sfide che l’agricoltura europea ha davanti: crisi climatica, instabilità geopolitica, aumento dei costi di produzione.
Eliminare l’obbligo per gli Stati membri di dedicare una quota della PAC all’agricoltura biologica significa creare un quadro disomogeneo tra i Paesi, penalizzare chi ha già investito nella transizione agroecologica e indebolire il concetto stesso di politica agricola comune.
💬 “Così, invece di rafforzarsi, l’Unione Europea si disfa, dando campo libero ai nazionalismi che ostacolano il rilancio economico e ambientale.” — Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio
I dati parlano chiaro: i terreni biologici trattengono più acqua, resistono meglio alla siccità, emettono meno gas serra. Le aziende bio spendono il 38% in meno per i mezzi tecnici e registrano un reddito netto mediamente superiore dell’11% rispetto alle aziende convenzionali.
Il Ministro dell’Agricoltura italiano ha giustamente difeso la condizionalità sociale. Ma l’Italia è il primo Paese biologico d’Europa, ha anticipato al 2027 l’obiettivo del 25% di superfici bio e ha appena lanciato il Marchio del biologico italiano: in questa battaglia avrebbe dovuto essere in prima linea anche per garantire il mantenimento del sostegno al biologico nella futura PAC.
Il Parlamento Europeo ha ancora la possibilità di correggere questa decisione. È il momento di farlo.
🔗 Leggi l’intervista su @huffpostitalia
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🌿 Dall`Umbria, un appello all`Europa: il biologico ha bisogno di sostegno stabile nella futura PAC.
Il 23 ottobre a San Giustino, @organicseurope e FederBio hanno lanciato un messaggio chiaro alle istituzioni europee: la futura Politica Agricola Comune deve garantire un sostegno specifico, adeguato e prevedibile all`agricoltura biologica in tutta l`UE — sia per chi avvia la conversione, sia per chi già produce biologico.
Il momento è decisivo. I negoziati sulla PAC 2028-2034 e sul prossimo bilancio pluriennale europeo sono in corso, e le ultime discussioni sui testi di compromesso hanno sollevato preoccupazioni sulla possibile eliminazione dell`obbligo europeo per gli Stati membri di sostenere il biologico. Una scelta che rischierebbe di creare disparità tra i Paesi, penalizzare gli agricoltori biologici e indebolire le ambizioni europee per un`agricoltura sostenibile.
💬 "L`agricoltura biologica è una risorsa strategica per l`agricoltura italiana ed europea. Ma agli agricoltori serve più di un riconoscimento: hanno bisogno di sostegni economici stabili, di una giusta remunerazione e di mercati più forti." — Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio
All`incontro — organizzato da IFOAM Organics Europe, FederBio e Fondazione Progetto Valtiberina — hanno partecipato @dario_nardella e @camilla.laureti per il Parlamento Europeo, Eduardo Cuoco per IFOAM Organics Europe, il Sottosegretario @luigi.deramo @masafsocial e i rappresentanti del settore biologico e agroalimentare.
Sostenere il biologico nella PAC significa investire nel futuro dei territori e del sistema alimentare europeo.
🔗 Link in bio, sezione news
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🇺🇸 Il biologico italiano piace agli americani. E i numeri lo dimostrano. È quanto emerge dall`analisi di Nomisma diffusa dalla Piattaforma ITA.BIO nel primo focus 2026, dedicato agli Stati Uniti.
Gli USA sono il principale mercato mondiale per il biologico: 60,4 miliardi di euro di vendite, con il 54% dei consumatori che acquista bio almeno una volta a settimana.
E il Bio Made in Italy ha un posto d`onore: il 43% dei consumatori americani ha acquistato almeno un prodotto biologico italiano nell`ultimo anno. L`Italia è percepita come il Paese con i più alti standard di qualità e sicurezza nel biologico dal 56% degli intervistati, davanti a Francia e Canada.
Sul vino bio il primato è ancora più netto: l`Italia è il primo esportatore di vino biologico negli USA con una quota del 51% in valore.
L`opportunità è concreta. Le barriere da abbattere anche: prezzo, distribuzione e riconoscibilità a scaffale sono i nodi su cui lavorare. Non a caso, l`82% dei consumatori americani ritiene che un logo dedicato "Biologico Italiano" potrebbe incentivarne l`acquisto e il 74% sarebbe disposto a pagare un premium price rispetto a un equivalente biologico americano.
È in questo contesto che nasce ITA.BIO, la piattaforma promossa da ICE Agenzia con il supporto di FederBio e a cura di Nomisma, per accompagnare le imprese italiane del biologico nei processi di internazionalizzazione con dati, analisi e opportunità di networking.
🔗Link in bio, sezione comunicati stampa
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Non è un segnale di abbandono del biologico, le superfici totali coltivate a bio rimangono stabili. Ma il calo delle nuove conversioni racconta qualcosa di importante sulla situazione degli agricoltori italiani.
Convertirsi al biologico è una scelta impegnativa: i primi tre anni sono i più delicati, perché i terreni devono depurarsi e il prodotto non può ancora essere venduto come biologico. In questo periodo i costi aumentano, ma i ricavi non crescono. Per questo esistono i premi europei di conversione, ma l`incertezza sul futuro della PAC dopo il 2027 frena chi vorrebbe fare il salto.
A questo si aggiunge un contesto agricolo più difficile: costi energetici cresciuti, mezzi tecnici più cari, prezzi pagati agli agricoltori in calo. Chi produce e vende sul mercato senza chiudere la filiera è quello che soffre di più.
La risposta non è tornare indietro. È costruire politiche stabili e filiere più eque, che rendano la conversione al biologico una scelta economicamente sostenibile non solo una scelta di valore.
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🌱 Un`etichetta occupa pochi centimetri. Ma la storia ambientale di un alimento attraversa suoli, ecosistemi e filiere.
In occasione della Giornata Mondiale dell`Alimentazione, siamo orgogliosi di partecipare come partner del progetto EFL 2.0, promosso da @wwfitalia insieme a EIT Food.
L`obiettivo è ambizioso: sviluppare un sistema di etichettatura ambientale per gli alimenti più completo e scientificamente solido, che includa indicatori spesso trascurati ma fondamentali come biodiversità, salute del suolo, circolarità e rischio legato alle microplastiche.
Come partner del progetto, FederBio porta il proprio contributo e la propria esperienza nel mondo dell`agricoltura biologica e biodinamica, un settore che da sempre mette al centro la trasparenza, la qualità e il rispetto delle risorse naturali.
Perché sapere davvero cosa c`è dietro un prodotto alimentare è il primo passo per scegliere meglio.
🔗 Scopri il progetto link in bio
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🌍 Quest`anno la @fao dedica la giornata al tema "Innovare oggi per nutrire il domani". Per FederBio, l`innovazione vera è quella che rigenera le risorse invece di consumarle.
I dati raccontano un sistema sotto pressione: oltre 400 milioni di lavoratori agricoli si intossicano ogni anno con i pesticidi, il 36% dei bacini fluviali mondiali ha registrato nel 2025 portate inferiori alla norma, il 30% del cibo prodotto viene sprecato. Eppure milioni di persone soffrono ancora la fame.
Il modello intensivo ha presentato il conto. E il biologico dimostra che esiste un`alternativa concreta. Il DOK Trial di FiBL attesta emissioni di gas serra inferiori del 44% nei terreni bio rispetto al convenzionale, con una capacità di ritenzione idrica superiore del 40%. Il Farming Systems Trial del Rodale Institute, 45 anni di ricerca, dimostra che nel lungo periodo le coltivazioni biologiche garantiscono rese pari o superiori a quelle convenzionali, con maggiore resilienza alla siccità.
E il cambiamento è già in atto: negli ultimi dieci anni gli agrofarmaci chimici si sono ridotti del 18%, mentre i principi attivi di origine biologica sono cresciuti del 133%.
💬 "Chi pensa al biologico come a un ritorno al passato si sbaglia di grosso. L`agricoltura biologica ridefinisce la direzione dell`innovazione." Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio
🔗 Link in bio - sezione comunicati stampa
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Negli ultimi anni i cittadini hanno visto salire il prezzo del cibo sugli scaffali. 🛒 Eppure, nello stesso periodo, il prezzo pagato agli agricoltori è diminuito. Il valore aggiunto si è fermato a monte, nella trasformazione e nella distribuzione, senza arrivare a chi ha prodotto le materie prime.
📊 I dati lo confermano: i produttori biologici che vendono la materia prima agli altri attori della filiera sono diminuiti del 2,5%. Quelli che invece chiudono la filiera, producendo, trasformando e vendendo direttamente ai cittadini, sono cresciuti del 2,5%. Quando il valore rimane nelle mani dell`agricoltore, l`azienda va avanti. Quando viene ceduto alla catena, l`agricoltore è il primo a pagarne le conseguenze.
La soluzione non è solo etica, è strutturale. Filiere più corte, più trasparenti, al giusto prezzo. Prodotti di stagione, acquistati vicino al luogo di produzione, senza sprechi. Perché il 70% degli sprechi alimentari avviene nei consumi domestici e anche cambiare le abitudini di acquisto fa parte della risposta.
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🌿 Il Biologico come leva della resilienza territoriale e dell`autonomia strategica europea
Venerdì 23 ottobre a Villa Graziani di San Giustino (PG), un`intera mattinata dedicata al ruolo strategico del biologico nelle nuove politiche europee: PAC post 2027, Piano d`azione europeo per il biologico, Quadro finanziario pluriennale e investimenti per la resilienza dei territori.
Tavola rotonda 1: Politiche agricole e investimenti per la resilienza dei territori
🔹 Dario Nardella, Parlamento Europeo
🔹 Luigi D`Eramo, Sottosegretario MASAF
🔹 Eduardo Cuoco, Direttore IFOAM Organics Europe
🔹 Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio
Tavola rotonda 2: Biologico, competitività e sviluppo dei mercati
🔹 Luigi Scordamaglia, Presidente EAT Europe
🔹 Camilla Laureti, Parlamento Europeo
🔹 Nicoletta Maffini, Presidente AssoBio
Un evento promosso da Fondazione Progetto Valtiberina, @organicseurope e @federbioitalia, con il patrocinio del Comune di San Giustino e dell`Università degli Studi di Perugia.
📍 Villa Graziani, San Giustino (PG)
📅 23 ottobre 2026 - ore 10.00
🔗 link in bio - sezione news
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Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, ospite di @radio_cusano, fa il punto sul biologico italiano in occasione della Giornata Europea del Biologico.
I temi al centro dell`intervista:
🌱 L`Italia è leader europeo per superfici bio, oltre il 20% della SAU, il doppio della media UE, e per numero di operatori, con una presenza diffusa soprattutto nelle aree interne
📈 I consumi crescono: +6,2% nel 2025, +4% nei primi sei mesi del 2026, entrambi superiori all`agroalimentare tradizionale
🇮🇹 Il nuovo Marchio del biologico italiano, tre foglioline bianco, rossa e verde, rende immediatamente riconoscibile l`origine italiana della materia prima. Gratuito, semplice da ottenere, senza burocrazia aggiuntiva
⚠️ La sfida aperta: le superfici in conversione sono calate del 24,4%, segnale di incertezza legato al futuro delle politiche agricole europee e alla difficoltà economica del settore
💶 Il marchio del biologico italiano può essere un`opportunità per promuovere filiere di Made in Italy bio al giusto prezzo
🔗 Ascolta l`intervista completa sul nostro canale YouTube
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⚠️ Chi coltiva il nostro cibo si ammala per farlo.
Un nuovo studio pubblicato su Frontiers in Public Health rivela una crisi globale silenziosa: ogni anno oltre 400 milioni di agricoltori e lavoratori agricoli subiscono un`intossicazione acuta da pesticidi. Non sono inclusi gli 84 milioni di bambini che lavorano nei campi, ancora più vulnerabili agli effetti delle sostanze chimiche tossiche. Si stimano 11.000 morti all`anno per avvelenamento accidentale, quasi il 60% in India.
Mal di testa, nausea, vomito, eruzioni cutanee sono i sintomi più frequenti. Ma l`esposizione ripetuta nel tempo può portare a malattie molto più gravi, spesso non riconosciute né registrate per mancanza di accesso all`assistenza sanitaria.
Non è una fatalità. È la conseguenza diretta di un sistema che scarica i costi della chimica di sintesi sulle persone più vulnerabili. Molti agricoltori sono obbligati contrattualmente a usare specifici prodotti chimici e non hanno accesso a consulenza agroecologica indipendente.
Il biologico elimina alla radice questa esposizione. Perché produrre cibo sano non può avvenire a spese della salute di chi lo coltiva.
🔗 Fonte: Frontiers in Public Health - link in bio
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🇮🇹🌿 È ufficiale: il biologico italiano ha il suo marchio.
Il 23 settembre, in occasione della Giornata Europea del Biologico, il @masafsocial ha presentato ufficialmente il Marchio Biologico Italiano: tre foglie intrecciate nei colori verde, bianco e rosso che identificano i prodotti biologici ottenuti esclusivamente con materie prime coltivate o allevate in Italia.
Un segno distintivo che affianca l`eurofoglia europea e dice qualcosa di preciso: non solo biologico, ma biologico italiano.
Gratuito, volontario, istituito dalla Legge n. 23/2022, il marchio è uno strumento concreto per:
🌱 Rafforzare la trasparenza verso i consumatori
🌱 Valorizzare le filiere Made in Italy bio
🌱 Competere sui mercati nazionali e internazionali con un`identità chiara e riconoscibile
Gli operatori possono già presentare domanda al Ministero per utilizzarlo.
Un passo avanti per tutto il settore biologico italiano.
@luigi.deramo
🔗 Scopri di più sul sito del @masafsocial
#FederBio #MarchioBioItaliano #Biologico #BioItalian
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🏆 Gli EU Organic Awards 2026 premiano l`eccellenza biologica europea. E l`Italia è sul podio.
In occasione della Giornata Europea del Biologico, la Commissione Europea ha assegnato i premi della quinta edizione degli EU Organic Awards, selezionati tra oltre 120 candidature da 12 Paesi UE.
Tra i vincitori c`è anche l`Italia, con il Distretto Sardegna Bio premiato come Miglior Distretto/Regione Biologica d`Europa.
Il più grande distretto biologico d`Italia: 24.090 km², 2.600 aziende biologiche, 184.000 ettari di terreni certificati. Un modello che unisce produttori, trasformatori e consumatori attraverso filiere locali, appalti pubblici e comunità rurali e che oggi è riconosciuto come esempio trasferibile e replicabile per tutto il continente.
Un risultato che dimostra ancora una volta quanto il modello dei #biodistretti sia una leva concreta per rigenerare i territori, valorizzare il biologico italiano e costruire economie locali più solide e sostenibili.
Congratulazioni a tutti i vincitori! 🌿
🔗 link in bio, sezione news.
#FederBio #EUOrganicAwards #EUOrganicDay
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Qui un agronomo , che ha visto l'evoluzione tecnico scientifica in agricoltura, dal 1950 agli inizi anni 2000 diceva: l'agricoltura biologica è un capriccio per popoli ricchi.
Già il Biologico prende solo le briciole dei contributi europei per l'agricoltura. Dovrebbe essere sostenuto chi non inquina il territorio e non chi chi avvelena il terreno e mina la salute dei consumatori!!! Vergognaaa!!! 😡😢

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Credo che sia uno degli aspetti più importanti, ma servono molti più controlli per verificare gli intrusi ! Vanno premiati gli onesti che mettono a rischio la loro impresa per proteggere la biodiversità. Qui le istituzioni pubbliche devono impegnarsi

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Gli agricoltori americani hanno l’1% di superficie certificata biologica, ossia 2 milioni di ettari su 420 milioni di ettari di SAU. Noi ne abbiamo 2,38 milioni di ettari su 12,5 milioni di SAU. Qui vi è qualcosa che non quadra: o gli americani sono tirchi in contributi oppure noi ne elargiamo troppi e stimoliamo molto i furbastri e arricchiamo chi ci campa sopra che produca o non produca. Scelgano i lettori.

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I motivi sono diversi. - Il primo la difficoltà di realizzazione economica sul mercato che spesso non giustifica la produzione più bassa rispetto all’agricoltura convenzionale. - Il secondo troppi inganni e truffe su larga scala che fanno perdere la fiducia al consumatore. - Il terzo la lotta guidata -integrata che sostiene il residuo zero ad un prezzo sul mercato più competitivo. - Il quarto perdita di potere di acquisto dei mercati più ricchi. - Il quinto, non si sono divulgate pratiche di coltivazioni a basso impatto ambientale che potevano riducono i costi di produzione, rimanendo ancorati al passato, come se fosse d’obbligo rispettare le tecniche antiche. - Il sesto essere tagliati fuori dalle TEA, un vero suicidio per il bio. - Il settimo, mancanza di controllo reale da parte dei enti di controllo. - l’ottavo, il nono, il decimo …. potrei continuare all’infinito …. Quindi cosa ci si poteva aspettare dal bio ?? Dispiace molto ma purtroppo questi sono i risvolti finali di una politica sbagliata sul biologico.
Perché forse è una cagata che ingrassa sempre chi vende prodotto finito e nn chi lo produce?!
È semplicemente una mazzetta. Io faccio più del bio e non mi interessa pagare perché qualcuno lo certifichi: vendo a chi mi conosce che SA come sono fatta e conosce le mie idee! La certificazione serve a chi va nella grande distribuzione, che ritengo vada eliminata proprio come concetto. Compra locale, non avrai bisogno di certificazioni perché vedrai come viene coltivato/allevato il tuo cibo

Cibo: i fertilizzanti, il clima, le guerre: la crisi alimentare comincia sui campi
www.repubblica.it
Nella Giornata mondiale dell’alimentazione il modello agricolo intensivo basato su prodotti chimici che arrivano da lontano mostra la sua fragilità: dipende da…1 CommentoComment on Facebook
Gli agricoltori non devono aderire al bio se non hanno ricevuto una buona preparazione agronomica e di responsabilità documentale. (Prima regola) Successivamente devono essere in grado di capitalizzare gli errori. (Seconda regola) Dimenticare il passato (Terza regola) …….. solo così si può costruire un grande futuro …

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Sono scesi anche di più del 2,5% fate bene i conti..
da tempo compro direttamente dai produttori con e-shop. Scegliendo a chi dare il mio denaro spero di favorire e far crescere il comparto agricolo nazionale

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Se si passasse tutti al bio sarebbe una catastrofe umanitaria. Sarebbe bello poter partecipare e chiedere cosa producono i 2, 7 milioni di ettari a bio italiani, non si trovano dati, e un dato importante.

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Tra specie??????????
Cosa produce quel 20% di superficie bio? Non si trovano dati. L'aumento dei consumi è un valore a valle? Come si muovono le produzioni a livello di agricoltura? Sarebbe interessante conoscere le quantità prodotte in campagna e il loro fatturato.
grandi Leoni da tastiera!!

















































































