BIO news
Appuntamenti Bio
FederBio è
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IL BIO ITALIANO NEL MONDOLa prima piattaforma a supporto dello
sviluppo strategico del biologico italiano
sui mercati internazionali
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IL LUOGO DOVE NASCE
E SI FORMA IL BIOLOGICOFormazione ed assistenza
in Agricoltura Biologica
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PIÙ SERVIZI PER TE,
PIÙ VALORE AL TUO LAVOROUn sistema di servizi multiprofessionali
per il biologico e il biodinamico
Cosa facciamo
Conosci il BIO
I numeri del BIO
in Italia
SuperficieBIO
2,377,749 ha (2025)
+ 32,4% dal 2016
OperatoriBIO
95.389 (2025)
+ 33,0% dal 2016
% BIO su totale area coltivata
19,4%
nel 2010 era l’8,7%
Mercato BIOin Italia
6,871 mld € (2025)
Var% 2025-2015: + 329%
Export BIOmade in Italy
3,897 mld € (2024)
Var% 2024-2014: + 174%
Fonte: Bio in Cifre 2026 – ISMEA; Osservatorio SANA 2026
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🇺🇸 Il biologico italiano piace agli americani. E i numeri lo dimostrano. È quanto emerge dall`analisi di Nomisma diffusa dalla Piattaforma ITA.BIO nel primo focus 2026, dedicato agli Stati Uniti.
Gli USA sono il principale mercato mondiale per il biologico: 60,4 miliardi di euro di vendite, con il 54% dei consumatori che acquista bio almeno una volta a settimana.
E il Bio Made in Italy ha un posto d`onore: il 43% dei consumatori americani ha acquistato almeno un prodotto biologico italiano nell`ultimo anno. L`Italia è percepita come il Paese con i più alti standard di qualità e sicurezza nel biologico dal 56% degli intervistati, davanti a Francia e Canada.
Sul vino bio il primato è ancora più netto: l`Italia è il primo esportatore di vino biologico negli USA con una quota del 51% in valore.
L`opportunità è concreta. Le barriere da abbattere anche: prezzo, distribuzione e riconoscibilità a scaffale sono i nodi su cui lavorare. Non a caso, l`82% dei consumatori americani ritiene che un logo dedicato "Biologico Italiano" potrebbe incentivarne l`acquisto e il 74% sarebbe disposto a pagare un premium price rispetto a un equivalente biologico americano.
È in questo contesto che nasce ITA.BIO, la piattaforma promossa da ICE Agenzia con il supporto di FederBio e a cura di Nomisma, per accompagnare le imprese italiane del biologico nei processi di internazionalizzazione con dati, analisi e opportunità di networking.
🔗Link in bio, sezione comunicati stampa
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Non è un segnale di abbandono del biologico, le superfici totali coltivate a bio rimangono stabili. Ma il calo delle nuove conversioni racconta qualcosa di importante sulla situazione degli agricoltori italiani.
Convertirsi al biologico è una scelta impegnativa: i primi tre anni sono i più delicati, perché i terreni devono depurarsi e il prodotto non può ancora essere venduto come biologico. In questo periodo i costi aumentano, ma i ricavi non crescono. Per questo esistono i premi europei di conversione, ma l`incertezza sul futuro della PAC dopo il 2027 frena chi vorrebbe fare il salto.
A questo si aggiunge un contesto agricolo più difficile: costi energetici cresciuti, mezzi tecnici più cari, prezzi pagati agli agricoltori in calo. Chi produce e vende sul mercato senza chiudere la filiera è quello che soffre di più.
La risposta non è tornare indietro. È costruire politiche stabili e filiere più eque, che rendano la conversione al biologico una scelta economicamente sostenibile non solo una scelta di valore.
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🌱 Un`etichetta occupa pochi centimetri. Ma la storia ambientale di un alimento attraversa suoli, ecosistemi e filiere.
In occasione della Giornata Mondiale dell`Alimentazione, siamo orgogliosi di partecipare come partner del progetto EFL 2.0, promosso da @wwfitalia insieme a EIT Food.
L`obiettivo è ambizioso: sviluppare un sistema di etichettatura ambientale per gli alimenti più completo e scientificamente solido, che includa indicatori spesso trascurati ma fondamentali come biodiversità, salute del suolo, circolarità e rischio legato alle microplastiche.
Come partner del progetto, FederBio porta il proprio contributo e la propria esperienza nel mondo dell`agricoltura biologica e biodinamica, un settore che da sempre mette al centro la trasparenza, la qualità e il rispetto delle risorse naturali.
Perché sapere davvero cosa c`è dietro un prodotto alimentare è il primo passo per scegliere meglio.
🔗 Scopri il progetto link in bio
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🌍 Quest`anno la @fao dedica la giornata al tema "Innovare oggi per nutrire il domani". Per FederBio, l`innovazione vera è quella che rigenera le risorse invece di consumarle.
I dati raccontano un sistema sotto pressione: oltre 400 milioni di lavoratori agricoli si intossicano ogni anno con i pesticidi, il 36% dei bacini fluviali mondiali ha registrato nel 2025 portate inferiori alla norma, il 30% del cibo prodotto viene sprecato. Eppure milioni di persone soffrono ancora la fame.
Il modello intensivo ha presentato il conto. E il biologico dimostra che esiste un`alternativa concreta. Il DOK Trial di FiBL attesta emissioni di gas serra inferiori del 44% nei terreni bio rispetto al convenzionale, con una capacità di ritenzione idrica superiore del 40%. Il Farming Systems Trial del Rodale Institute, 45 anni di ricerca, dimostra che nel lungo periodo le coltivazioni biologiche garantiscono rese pari o superiori a quelle convenzionali, con maggiore resilienza alla siccità.
E il cambiamento è già in atto: negli ultimi dieci anni gli agrofarmaci chimici si sono ridotti del 18%, mentre i principi attivi di origine biologica sono cresciuti del 133%.
💬 "Chi pensa al biologico come a un ritorno al passato si sbaglia di grosso. L`agricoltura biologica ridefinisce la direzione dell`innovazione." Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio
🔗 Link in bio - sezione comunicati stampa
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Negli ultimi anni i cittadini hanno visto salire il prezzo del cibo sugli scaffali. 🛒 Eppure, nello stesso periodo, il prezzo pagato agli agricoltori è diminuito. Il valore aggiunto si è fermato a monte, nella trasformazione e nella distribuzione, senza arrivare a chi ha prodotto le materie prime.
📊 I dati lo confermano: i produttori biologici che vendono la materia prima agli altri attori della filiera sono diminuiti del 2,5%. Quelli che invece chiudono la filiera, producendo, trasformando e vendendo direttamente ai cittadini, sono cresciuti del 2,5%. Quando il valore rimane nelle mani dell`agricoltore, l`azienda va avanti. Quando viene ceduto alla catena, l`agricoltore è il primo a pagarne le conseguenze.
La soluzione non è solo etica, è strutturale. Filiere più corte, più trasparenti, al giusto prezzo. Prodotti di stagione, acquistati vicino al luogo di produzione, senza sprechi. Perché il 70% degli sprechi alimentari avviene nei consumi domestici e anche cambiare le abitudini di acquisto fa parte della risposta.
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🌿 Il Biologico come leva della resilienza territoriale e dell`autonomia strategica europea
Venerdì 23 ottobre a Villa Graziani di San Giustino (PG), un`intera mattinata dedicata al ruolo strategico del biologico nelle nuove politiche europee: PAC post 2027, Piano d`azione europeo per il biologico, Quadro finanziario pluriennale e investimenti per la resilienza dei territori.
Tavola rotonda 1: Politiche agricole e investimenti per la resilienza dei territori
🔹 Dario Nardella, Parlamento Europeo
🔹 Luigi D`Eramo, Sottosegretario MASAF
🔹 Eduardo Cuoco, Direttore IFOAM Organics Europe
🔹 Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio
Tavola rotonda 2: Biologico, competitività e sviluppo dei mercati
🔹 Luigi Scordamaglia, Presidente EAT Europe
🔹 Camilla Laureti, Parlamento Europeo
🔹 Nicoletta Maffini, Presidente AssoBio
Un evento promosso da Fondazione Progetto Valtiberina, @organicseurope e @federbioitalia, con il patrocinio del Comune di San Giustino e dell`Università degli Studi di Perugia.
📍 Villa Graziani, San Giustino (PG)
📅 23 ottobre 2026 - ore 10.00
🔗 link in bio - sezione news
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Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, ospite di @radio_cusano, fa il punto sul biologico italiano in occasione della Giornata Europea del Biologico.
I temi al centro dell`intervista:
🌱 L`Italia è leader europeo per superfici bio, oltre il 20% della SAU, il doppio della media UE, e per numero di operatori, con una presenza diffusa soprattutto nelle aree interne
📈 I consumi crescono: +6,2% nel 2025, +4% nei primi sei mesi del 2026, entrambi superiori all`agroalimentare tradizionale
🇮🇹 Il nuovo Marchio del biologico italiano, tre foglioline bianco, rossa e verde, rende immediatamente riconoscibile l`origine italiana della materia prima. Gratuito, semplice da ottenere, senza burocrazia aggiuntiva
⚠️ La sfida aperta: le superfici in conversione sono calate del 24,4%, segnale di incertezza legato al futuro delle politiche agricole europee e alla difficoltà economica del settore
💶 Il marchio del biologico italiano può essere un`opportunità per promuovere filiere di Made in Italy bio al giusto prezzo
🔗 Ascolta l`intervista completa sul nostro canale YouTube
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⚠️ Chi coltiva il nostro cibo si ammala per farlo.
Un nuovo studio pubblicato su Frontiers in Public Health rivela una crisi globale silenziosa: ogni anno oltre 400 milioni di agricoltori e lavoratori agricoli subiscono un`intossicazione acuta da pesticidi. Non sono inclusi gli 84 milioni di bambini che lavorano nei campi, ancora più vulnerabili agli effetti delle sostanze chimiche tossiche. Si stimano 11.000 morti all`anno per avvelenamento accidentale, quasi il 60% in India.
Mal di testa, nausea, vomito, eruzioni cutanee sono i sintomi più frequenti. Ma l`esposizione ripetuta nel tempo può portare a malattie molto più gravi, spesso non riconosciute né registrate per mancanza di accesso all`assistenza sanitaria.
Non è una fatalità. È la conseguenza diretta di un sistema che scarica i costi della chimica di sintesi sulle persone più vulnerabili. Molti agricoltori sono obbligati contrattualmente a usare specifici prodotti chimici e non hanno accesso a consulenza agroecologica indipendente.
Il biologico elimina alla radice questa esposizione. Perché produrre cibo sano non può avvenire a spese della salute di chi lo coltiva.
🔗 Fonte: Frontiers in Public Health - link in bio
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🇮🇹🌿 È ufficiale: il biologico italiano ha il suo marchio.
Il 23 settembre, in occasione della Giornata Europea del Biologico, il @masafsocial ha presentato ufficialmente il Marchio Biologico Italiano: tre foglie intrecciate nei colori verde, bianco e rosso che identificano i prodotti biologici ottenuti esclusivamente con materie prime coltivate o allevate in Italia.
Un segno distintivo che affianca l`eurofoglia europea e dice qualcosa di preciso: non solo biologico, ma biologico italiano.
Gratuito, volontario, istituito dalla Legge n. 23/2022, il marchio è uno strumento concreto per:
🌱 Rafforzare la trasparenza verso i consumatori
🌱 Valorizzare le filiere Made in Italy bio
🌱 Competere sui mercati nazionali e internazionali con un`identità chiara e riconoscibile
Gli operatori possono già presentare domanda al Ministero per utilizzarlo.
Un passo avanti per tutto il settore biologico italiano.
@luigi.deramo
🔗 Scopri di più sul sito del @masafsocial
#FederBio #MarchioBioItaliano #Biologico #BioItalian
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🏆 Gli EU Organic Awards 2026 premiano l`eccellenza biologica europea. E l`Italia è sul podio.
In occasione della Giornata Europea del Biologico, la Commissione Europea ha assegnato i premi della quinta edizione degli EU Organic Awards, selezionati tra oltre 120 candidature da 12 Paesi UE.
Tra i vincitori c`è anche l`Italia, con il Distretto Sardegna Bio premiato come Miglior Distretto/Regione Biologica d`Europa.
Il più grande distretto biologico d`Italia: 24.090 km², 2.600 aziende biologiche, 184.000 ettari di terreni certificati. Un modello che unisce produttori, trasformatori e consumatori attraverso filiere locali, appalti pubblici e comunità rurali e che oggi è riconosciuto come esempio trasferibile e replicabile per tutto il continente.
Un risultato che dimostra ancora una volta quanto il modello dei #biodistretti sia una leva concreta per rigenerare i territori, valorizzare il biologico italiano e costruire economie locali più solide e sostenibili.
Congratulazioni a tutti i vincitori! 🌿
🔗 link in bio, sezione news.
#FederBio #EUOrganicAwards #EUOrganicDay
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🌿 Giornata Europea del Biologico: i consumi crescono del +9,2%. Ora servono politiche all`altezza.
Il 23 settembre celebriamo il biologico europeo con dati che raccontano una realtà in movimento. Il rapporto Bio in Cifre 2026 di @ismeaofficial fotografa un settore in cui i consumi corrono, +9,2% nel 2025, +4% nei primi sei mesi del 2026, mentre la produzione mostra segnali di difficoltà: le superfici biologiche calano del 5,4%, trainato soprattutto da un crollo delle aree in conversione del -24,4%, che riguarda in particolare i prati pascoli.
Un paradosso che non possiamo ignorare: se la domanda cresce ma la produzione nazionale arretra, il rischio concreto è che quella domanda venga soddisfatta dalle importazioni.
Oggi è anche il giorno del debutto ufficiale del Marchio Biologico Italiano, il logo gratuito che identifica i prodotti bio realizzati con materia prima 100% italiana. Un passo concreto verso più trasparenza, più riconoscibilità e più valore per le filiere Made in Italy bio.
💬 "È arrivato il momento di decidere quale modello agricolo vogliamo sostenere nei prossimi anni. Il biologico dimostra che è possibile produrre cibo tutelando la salute del suolo e dei cittadini." — Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio
🔗 Link in bio
#FederBio #EUOrganicDay #GiornataBioEuropea
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🌿 L`hai sicuramente già visto. Ma sai da quant`anni esiste?
Il logo bio europeo appare sui prodotti biologici di tutta Europa da anni. Ma quando è stato introdotto per la prima volta?
Fai un tentativo, poi scorri per scoprire la risposta! 👀
Condividi il quiz con qualcuno che dovrebbe conoscere i fatti del biologico! 😉
📅 Ci vediamo il 23 settembre per la Giornata Europea del Biologico!
@organicseurope
#EUOrganicDay #GiornataBioEuropea #Biologico #BioItaliano #FederBio #EUOrganic
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Credo che sia uno degli aspetti più importanti, ma servono molti più controlli per verificare gli intrusi ! Vanno premiati gli onesti che mettono a rischio la loro impresa per proteggere la biodiversità. Qui le istituzioni pubbliche devono impegnarsi

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Gli agricoltori americani hanno l’1% di superficie certificata biologica, ossia 2 milioni di ettari su 420 milioni di ettari di SAU. Noi ne abbiamo 2,38 milioni di ettari su 12,5 milioni di SAU. Qui vi è qualcosa che non quadra: o gli americani sono tirchi in contributi oppure noi ne elargiamo troppi e stimoliamo molto i furbastri e arricchiamo chi ci campa sopra che produca o non produca. Scelgano i lettori.

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I motivi sono diversi. - Il primo la difficoltà di realizzazione economica sul mercato che spesso non giustifica la produzione più bassa rispetto all’agricoltura convenzionale. - Il secondo troppi inganni e truffe su larga scala che fanno perdere la fiducia al consumatore. - Il terzo la lotta guidata -integrata che sostiene il residuo zero ad un prezzo sul mercato più competitivo. - Il quarto perdita di potere di acquisto dei mercati più ricchi. - Il quinto, non si sono divulgate pratiche di coltivazioni a basso impatto ambientale che potevano riducono i costi di produzione, rimanendo ancorati al passato, come se fosse d’obbligo rispettare le tecniche antiche. - Il sesto essere tagliati fuori dalle TEA, un vero suicidio per il bio. - Il settimo, mancanza di controllo reale da parte dei enti di controllo. - l’ottavo, il nono, il decimo …. potrei continuare all’infinito …. Quindi cosa ci si poteva aspettare dal bio ?? Dispiace molto ma purtroppo questi sono i risvolti finali di una politica sbagliata sul biologico.
Perché forse è una cagata che ingrassa sempre chi vende prodotto finito e nn chi lo produce?!
È semplicemente una mazzetta. Io faccio più del bio e non mi interessa pagare perché qualcuno lo certifichi: vendo a chi mi conosce che SA come sono fatta e conosce le mie idee! La certificazione serve a chi va nella grande distribuzione, che ritengo vada eliminata proprio come concetto. Compra locale, non avrai bisogno di certificazioni perché vedrai come viene coltivato/allevato il tuo cibo

Cibo: i fertilizzanti, il clima, le guerre: la crisi alimentare comincia sui campi
www.repubblica.it
Nella Giornata mondiale dell’alimentazione il modello agricolo intensivo basato su prodotti chimici che arrivano da lontano mostra la sua fragilità: dipende da…1 CommentoComment on Facebook
Gli agricoltori non devono aderire al bio se non hanno ricevuto una buona preparazione agronomica e di responsabilità documentale. (Prima regola) Successivamente devono essere in grado di capitalizzare gli errori. (Seconda regola) Dimenticare il passato (Terza regola) …….. solo così si può costruire un grande futuro …

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Sono scesi anche di più del 2,5% fate bene i conti..
da tempo compro direttamente dai produttori con e-shop. Scegliendo a chi dare il mio denaro spero di favorire e far crescere il comparto agricolo nazionale

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Se si passasse tutti al bio sarebbe una catastrofe umanitaria. Sarebbe bello poter partecipare e chiedere cosa producono i 2, 7 milioni di ettari a bio italiani, non si trovano dati, e un dato importante.

4 CommentiComment on Facebook
Tra specie??????????
Cosa produce quel 20% di superficie bio? Non si trovano dati. L'aumento dei consumi è un valore a valle? Come si muovono le produzioni a livello di agricoltura? Sarebbe interessante conoscere le quantità prodotte in campagna e il loro fatturato.
grandi Leoni da tastiera!!

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Pazzesco che vi permettano di diffondere idiozie del genere!!!
Sono un viticoltore Bio e sono contento di esserlo, e sono contenti anche i mie clienti ... Quando faccio spesa , compro bio...se possibile
demagogia !! con l aiuto dei "" fitofarmaci"" ( i vostri pesticidi) , si produce il 95% degli alimenti !! domanda un semplice Rame ammesso in agricoltura biologia contro i funghi deve essere registrato come fitofarmaco !! di cosa state parlando ??!! senza i fitifarmaci saremmo al tempo delle carestie alimentari dove una semplice primavera piovosa annullerebbe la disponibilità di alimenti !!1

















































































