Relazioni commerciali tra fornitori agricoli e GDO: pieno appoggio di FederBio all’iniziativa del Ministro Catania
FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, esprime soddisfazione per la riformulazione dell’articolo 62 in materia di relazioni commerciali tra fornitori agricoli e distributori GDO, voluta dal Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Mario Catania per «tutelare la parte più debole della filiera, i produttori e le piccole imprese, spesso costretti a subire le condizioni dei grandi gruppi e della Gdo». “Esprimo a nome dell’organizzazione interprofessionale del biologico italiano pieno appoggio all’iniziativa del Governo e, in particolare, del Ministro Catania – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio - riguardo alla regolamentazione dei contratti e dei pagamenti nell’ambito delle forniture dei prodotti agricoli e alimentari. Si tratta di un segnale concreto di attenzione alla produzione agricola nazionale che si trova sempre più in difficoltà nei rapporti con l’industria e con la distribuzione, anche in un settore dinamico e in crescita come il biologico. Siamo certi che il lavoro parlamentare consentirà di rendere ancora più aderente il testo dell’articolato decreto all’obiettivo della tutela delle piccole e medie imprese nazionali, tanto importanti per l’economia nazionale e per la tenuta dei sistemi agricoli territoriali.”
Nasce l'Associazione nazionale Tecnici ispettori per le produzioni biologiche
federbio10-02-2012 viedellolio.com
Vino biologico: l'impegno di FederBio prima e dopo l'approvazione del regolamento europeo
Dopo anni di dibattiti e di rinvii è stato approvato il regolamento europeo sulla vinificazione bio da parte dello SCOF (Standing committee on organic farming), che permette fin dalla vendemmia 2012 di parlare di vino biologico sulla base non più solo delle norme relative il vigneto ma anche a quelle in cantina.“L’Italia è il principale produttore ed esportatore di vino bio in Europa e con la decisione presa ieri a Bruxelles si chiude una battaglia iniziata fin dal 1991, quando il primo regolamento europeo sul biologico ha escluso i vini dal suo campo di applicazione. Per anni FederBio ha lavorato a tutela dei produttori biologici di vino – ricorda Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – per consentire alle imprese del comparto vino di avere la possibilità di valorizzare al meglio i numerosi sforzi fatti in questi anni anche sul versante della qualità dei prodotti. Nel 2010, per esempio, la Federazione ha aderito all’iniziativa privata lanciata da alcune organizzazioni biologiche di diversi Paesi europei con l’approvazione della Carta Europea del Vino Biologico. La Carta, basata sulla allora bozza del regolamento europeo, dava la possibilità ai produttori biologici di vino di valorizzare al meglio il rispetto dell’etica di produzione biologica non solo nei campi, ma anche in cantina e fino al bicchiere del consumatore. Ma si trattava di un disciplinare privato, che non consentiva l’utilizzo del logo europeo e una piena valorizzazione commerciale del prodotto. Un esempio più recente di attività che la Federazione sta portando avanti per la tutela e la promozione delle produzioni vitivinicole biologiche è il progetto di “Sviluppo e trasferimento di sistemi innovativi di produzione per la qualità e salubrità al consumo di vini dei Castelli Romani”, che si basa sull’applicazione combinata di prodotti enologici e tecnologie di vinificazione per limitare il contenuto di SO2 totale nei vini al consumo e che ha consentito di lanciare sul mercato già nel 2011 il primo vino bianco bio dei Castelli Romani a zero solfiti. Il regolamento europeo appena approvato è comunque frutto di un compromesso che non accoglie del tutto le richieste dell’Italia e dei Paesi mediterranei, dunque ancora molte cose dovranno essere fatte per una vera tutela del vino bio e FederBio ribadisce quindi tutta la sua disponibilità per una collaborazione aperta a tutela del comparto”.









