Dai retailer ai brand, dagli specialisti ai generalisti: ecco come la “foglia verde” prova a farsi spazio crescente in strategie di marketing nel food. Guardando specificatamente all’alimentare, le vie sono due. Da un lato si fa rientrare il biologico all’interno di un più ampio progetto di sostenibilità. Dall’altro, si cerca di fare di quest’ultimo un valore unico e distintivo in virtù di un know-how di lunga data sul tema. È questa la via prediletta di retailer e brand specialisti. Se la formula del blog/magazine sembra abbastanza sfruttata dagli specialisti del mondo bio, le specificità dei singoli social sembrano esserlo meno. La tendenza è quella di replicare gli stessi contenuti su Facebook e Instagram, senza differenziare in base alla specificità delle piattaforme e dei relativi obiettivi. Quello del bio ai social pare nel complesso un approccio ancora poco maturo e che richiede senz’altro di essere migliorato. “Nel bio, per quanto riguarda la comunicazione, abbiamo un mondo spaccato in due. L’importanza degli investimenti dipende dal posizionamento”, ci spiega Roberto Pinton, coordinatore tecnico di Assobio: “Ci sono aziende specializzate che si affidano a una comunicazione classica stradale e cartellonistica per rinvigorire il marchio, chi interviene più sui volantini della gdo e chi investe in campagne tv e stampa importanti. Nel complesso per la maggioranza prevale ancora il settore fieristico, dove le gamme, sempre più ampie, possono essere presentate in modo approfondito ai professionisti”. Per crescere molti piccoli brand del bio preferiscono guardare a nuovi mercati emergenti come quello della Cina benestante, che apprezza il bio di importazione italiano, anziché al mercato interno, dove il tentativo di allargare quote e percentuali richiederebbe sforzi significativi con minori garanzie di successo. Diversa è la prospettiva del mondo generalista sia nell’industria che nel retail. A fronte di una marca privata che nel comparto assume un rilievo sempre più significativo (42% delle vendite bio in gdo secondo Nomisma). […]

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FONTE


TESTATA: Mark Up
AUTORE: Chiara Bertoletti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 Aprile 2020