Quest’anno pandemico, come lo definisce il direttore generale di Bologna Fiere Antonio Bruzzone, non ha portato soltanto continui aggiustamenti del budget, per arginare le perdite di fatturato e revisioni dei calendari fieristici. «La macchina non si è mai fermata e in questi mesi di chiusura abbiamo fatto anche un grande sforzo per prepararci a uscire dalla crisi», spiega Bruzzone. Il 2021 sarà infatti un anno ancora difficile, per il sistema fieristico, vista l’impossibilità, almeno per tutta la prima parte dell’anno, di contare sull’arrivo di espositori e buyer internazionali alle principali manifestazioni, che proprio per questa ragione hanno già cominciato a riposizionare in avanti le proprie date. Per quanto riguarda Bologna – che in questi mesi sta anche lavorando al progetto di integrazione con Italian Exhibition Group, annunciato in ottobre e che si dovrebbe finalizzare entro il primo semestre del prossimo anno – la data della ripartenza è segnata in agenda tra fine maggio e i primi di giugno. Due i pilastri della ripresa: il ritorno e il rafforzamento delle grandi manifestazioni all’interno del quartiere bolognese e il lancio di nuove iniziative all’estero, soprattutto sul mercato cinese e con un’attenzione particolare dedicata al biologico, grazie al patto strategico siglato nei mesi scorsi con Federbio Servizi, per creare una piattaforma di internazionalizzazione al servizio delle aziende italiane, sostenuta anche dall’agenzia Ice. Si comincia quest’anno dalla Cina, Paese in cui Bologna Fiere opera da anni attraverso la controllata BF China e che, con un aumento delle vendite di prodotti bio del 35% negli ultimi anni, è diventato il secondo mercato in Asia per il comparto.

«Abbiamo fatto un grande lavoro con Marca, la nostra manifestazione dedicata al mondo del private label, per portare a Shenzhen, dall’8 al 10 giugno, la prima edizione cinese della fiera, Marca China – spiega Bruzzone –. Il mercato cinese sta andando bene, è ormai in piena ripresa e siamo convinti che sarà una grande opportunità, anche per le aziende italiane della filiera agroalimentare, per entrare in contatto con le grandi catene cinesi della distribuzione».

Sempre in Cina, Bologna Fiere aggiunge al proprio palinsesto espositivo anche Ciofe Xiamen, la fiera del cibo biologico organizzata da Phenix exhibition, con cui la società bolognese ha di recente siglato una partnership. Il gruppo guarda anche ad altri mercati, in particolare alla Russia dove, sempre in partnership con Federbio Servizi, sono stati avviati incontri esplorativi con catene della grande distribuzione per studiare nuove attività legate all’Organic food. Altro settore strategico è quello della cosmesi, che vede il quartiere emiliano leader internazionale grazie a Cosmoprof, che ha già da anni una sua consolidata edizione a Hong Kong e dal prossimo settembre debutterà anche a Bangkok, mentre è allo studio un rafforzamento anche sul mercato statunitense.

Una ripartenza che guarda anche nuovi strumenti e servizi: di qui l’accordo di collaborazione siglato con il gigante dell’e-commerce Alibaba, per la creazione di un Padiglione Bologna Fiere all’interno del portale B del colosso cinese, arricchendo così l’offerta fieristica tradizionale (fisica e virtuale) con la possibilità per gli utenti di presentare i propri prodotti 365 giorni l’anno a 26 milioni di buyers attivi da 190 Paesi. […]

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FONTE


TESTATA: Il Sole 24 Ore
AUTORE: Giovanna Mancini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 Dicembre 2020