La ristorazione collettiva come leva di crescita per il biologico, ma anche come spazio di educazione alimentare e leva strategica per una programmazione agricola più efficiente. È il tema al centro della partecipazione di Brio, società del Gruppo Alegra specializzata nell’ortofrutta bio e socia di Alce Nero, a Buono e Bio in Festa, evento promosso da Roma Capitale, FederBio e Slow Food Italia che il 6 e 7 giugno ha riunito all’Orto Botanico di Roma istituzioni, produttori, trasformatori e amministrazioni locali per discutere il futuro della food policy. Due giorni di incontri e confronti, oltre allo spazio espositivo visitato da diverse migliaia di romani: Brio, con il direttore Affari Generali Andrea Bertoldi è stato fra i protagonisti del talk “Una tavola comune. Ristorazione collettiva e scolastica: l’educazione alimentare parte dai campi”, insieme, tra gli altri, a Claudia Pratelli, assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale che ha annunciato in anteprima l’arrivo del nuovo bando per la ristorazione scolastica romana, che interessa un servizio da circa 150mila pasti al giorno.
“È una partita molto importante – commenta Andrea Bertoldi – è come se ogni giorno una città di medie dimensioni mangiasse attraverso quel sistema di ristorazione. Roma Capitale, da questo punto di vista, rappresenta un’esperienza d’avanguardia, sia in termini di scelte che di volumi: da molti anni sostiene il biologico attraverso la ristorazione scolastica e lo fa con numeri molto significativi. È un modello che ha fatto scuola e che meriterebbe di essere valorizzato e replicato anche in altri territori. Questo bando è strategico non solo per le aziende di ristorazione che vi parteciperanno direttamente, ma anche per realtà come Brio, scelte dai partecipanti come partner di fornitura. Essere strutturati, affidabili e con una forte competenza sul biologico diventa un elemento decisivo: Brio risponde a questa descrizione e abbiamo sviluppato nel Lazio una piattaforma dedicata, a Pomezia, attraverso la quale serviamo il Centro Italia”.
FabrizioPattuelli – Quanto vale oggi la ristorazione collettiva per Brio?
Andrea Bertoldi – “Oggi per Brio questo canale vale circa 8 milioni di euro, una quota significativa del nostro bilancio e, soprattutto, un’area che consideriamo strategica per il futuro. La ristorazione collettiva è uno dei canali in cui il biologico ha l’incidenza più alta: quando si lavora con bandi pubblici, la presenza di prodotto bio può diventare molto rilevante, fino anche al 40%. Molti capitolati, infatti, premiano il biologico riconoscendolo come elemento di qualità: le imprese di ristorazione sanno che inserire prodotto bio qualifica l’offerta e questo si traduce, per chi opera nel comparto come Brio, in un’attenzione spesso di un’altra scala rispetto ad altri canali”.
Pattuelli – Come presidiate concretamente questo mercato?
Bertoldi – “Prima di tutto attraverso relazioni consolidate con le aziende di ristorazione. Inoltre, siamo parte del Gruppo Alegra, ed espressione del mondo della produzione agricola. Questo ci consente di proporci come partner affidabile, capace di dare continuità di fornitura, competenza sul biologico e servizio. La piattaforma di Pomezia è un tassello fondamentale di questa strategia, perché ci permette di servire il Centro Italia in modo efficiente. La ristorazione collettiva ha esigenze molto precise: puntualità, costanza, qualità, capacità di rispondere ai capitolati e di programmare. Non basta avere il prodotto, bisogna essere organizzati per gestire un servizio complesso”. […]