Roma, 14 luglio 2026 – Il voto della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale (AGRI) del Parlamento europeo sulla revisione mirata del Regolamento (UE) 2018/848 segna un importante passo avanti verso la conclusione di un iter legislativo atteso dal settore biologico europeo.

FederBio esprime apprezzamento per il lavoro svolto dalla relatrice Camilla Laureti, che ha guidato un confronto complesso favorendo il proseguimento del percorso legislativo e accoglie con favore l’adozione della relazione da parte degli eurodeputati, ma ribadisce la necessità che la revisione rimanga circoscritta agli interventi tecnici e urgenti, senza mettere in discussione i principi fondanti dell’agricoltura biologica.

“Desideriamo ringraziare l’eurodeputata Camilla Laureti per il lavoro svolto e per l’attenzione dimostrata nei confronti delle istanze del settore biologico – dichiara Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – La conclusione di questa revisione è fondamentale per dare certezza normativa alle imprese. Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale che il testo finale non introduca modifiche che possano indebolire l’integrità del sistema biologico o compromettere la fiducia costruita negli anni da produttori e consumatori”.

Per FederBio restano infatti alcuni elementi di forte criticità che dovranno essere affrontati nelle prossime fasi del confronto tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione. In particolare, desta preoccupazione l’ipotesi di introdurre deroghe che consentano l’utilizzo di pulcini non biologici di età superiore ai tre giorni, nonostante il settore avicolo biologico abbia compiuto negli ultimi anni importanti investimenti per garantire la disponibilità di pulcini biologici e ridurre progressivamente la dipendenza dal comparto convenzionale. Analoghe perplessità riguardano la possibilità di ricorrere a sistemi di stabulazione in alternativa all’accesso permanente al pascolo per i ruminanti, una modifica che rischia di indebolire uno dei principi cardine dell’allevamento biologico.

A queste si aggiungono nuovi obblighi amministrativi e di controllo – compresi quelli relativi alle vendite online e ai requisiti aggiuntivi di etichettatura – che rischiano di aumentare gli oneri burocratici per gli operatori senza apportare un reale valore aggiunto. Preoccupa inoltre la previsione di una clausola di revisione periodica del Regolamento, che potrebbe generare instabilità normativa proprio in una fase in cui il settore necessita di regole certe e durature.

“Il biologico europeo ha costruito la propria credibilità su regole rigorose e su un rapporto di fiducia con i cittadini che non può essere messo in discussione – prosegue Mammuccini –. Le deroghe devono rimanere strumenti eccezionali e temporanei, non diventare la normalità. Allo stesso modo, l’accesso al pascolo rappresenta un principio qualificante dell’allevamento biologico e non può essere sostituito da soluzioni che ne snaturino l’impostazione. La proposta originaria della Commissione europea aveva un obiettivo preciso: risolvere alcune criticità tecniche senza riaprire l’impianto del Regolamento. È questa l’impostazione che chiediamo venga mantenuta anche nei prossimi negoziati. FederBio continuerà a lavorare in sinergia con IFOAM Organics Europe, e insieme alle istituzioni europee e alle organizzazioni del settore affinché il testo finale garantisca certezza giuridica agli operatori e, soprattutto, salvaguardi l’integrità e l’autorevolezza del modello biologico europeo”.

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