Nei prossimi dieci anni, la superficie destinata all’agricoltura biologica in Inghilterra potrebbe quasi triplicare, grazie a un nuovo piano governativo volto a potenziare la produzione alimentare britannica e a sfruttare un mercato del biologico che vale 3,9 miliardi di sterline. L’ “Organic Action Plan for England” (Piano d’azione per l’agricoltura biologica in Inghilterra), pubblicato dal Defra (Dipartimento per l’ambiente, l’alimentazione e gli affari rurali) il 14 ottobre, mira a far passare la quota di terreni gestiti con metodo biologico dal 3,4% al 10%, rafforzando al contempo le filiere nazionali e riducendo la dipendenza dalle importazioni.
L’annuncio è stato accolto con favore dall’English Organic Forum (EOF), che ha tuttavia sottolineato la necessità di un sostegno finanziario più solido per trasformare le ambizioni del governo in realtà. Attualmente, l’Inghilterra conta circa 301.000 ettari di terreni gestiti con metodo biologico. Tuttavia, nonostante la crescente domanda da parte dei consumatori, l’estensione dei terreni biologici in Inghilterra è rimasta sostanzialmente stabile, con un incremento di appena l’1,5% nel 2025. Nel frattempo, secondo i dati riportati nel piano d’azione del Defra, lo scorso anno le vendite al dettaglio di prodotti biologici nel Regno Unito hanno raggiunto i 3,9 miliardi di sterline, segnando una crescita annua del 4,2%. Il governo ritiene che questo divario tra produzione nazionale e domanda dei consumatori rappresenti un’opportunità per gli agricoltori britannici, tanto più che una parte significativa dei prodotti biologici continua a essere importata.
Il piano, che copre il periodo dal 2026 al 2036 e oltre, mira a sostenere gli agricoltori che intendono convertirsi al metodo biologico, migliorare l’accesso al mercato e incoraggiare maggiori investimenti nelle filiere nazionali. L’obiettivo è anche quello di stimolare la domanda di prodotti biologici britannici, accrescendo la consapevolezza dei consumatori e promuovendo un maggiore utilizzo di alimenti biologici negli acquisti del settore pubblico. Secondo le proposte, gli agricoltori che valutano la conversione al biologico potranno beneficiare di un migliore accesso a consulenze pratiche, informazioni finanziarie e analisi di mercato. Il Defra intende inoltre collaborare con i rappresentanti del settore per individuare opportunità di crescita nell’orticoltura, nei seminativi, nel comparto lattiero-caseario, nella produzione di carni rosse e nel settore avicolo. Il piano riconosce il contributo che l’agricoltura biologica può offrire al miglioramento della salute del suolo, della qualità dell’acqua, della biodiversità e del benessere animale, riducendo al contempo la dipendenza da fertilizzanti sintetici e pesticidi.
Un aspetto centrale del piano riguarda il superamento degli ostacoli che hanno scoraggiato gli agricoltori dal passare alla produzione biologica. Il Defra riconosce che i costi di certificazione, il periodo di conversione e l’incertezza sui prezzi futuri e sulla stabilità del mercato rappresentano ancora barriere significative. Il governo si è impegnato a mantenere il sostegno al settore biologico attraverso i programmi esistenti di gestione ambientale del territorio (Environmental Land Management schemes), tra cui il Sustainable Farming Incentive (SFI) e il Countryside Stewardship. Inoltre, continuerà a monitorare le misure a favore del biologico, valutando possibili miglioramenti laddove necessario. Tuttavia, il piano d’azione non prevede un nuovo pacchetto di finanziamenti dedicato, nonostante le richieste dell’EOF di introdurre incentivi economici più consistenti per sostenere sia la fase di conversione sia le aziende biologiche già operative. Secondo l’organizzazione, un sostegno finanziario mirato sarà fondamentale affinché un maggior numero di agricoltori possa compiere la transizione e investire con fiducia.
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Fonte: FarmingUK