Le esperienze individuate da CREA PB nell’ambito del progetto AgrEcoMed.

L’agroecologia viene spesso descritta come il futuro dell’agricoltura sostenibile. Eppure, in molti territori rurali italiani e mediterranei è già una realtà: agricoltori, cooperative e comunità locali sperimentano soluzioni che uniscono tutela dell’ambiente, innovazione e sviluppo economico. Le esperienze raccolte da AgrEcoMed, progetto di ricerca finanziato dal programma PRIMA per favorire la transizione agroecologica nel Mediterraneo, mostrano che non si tratta soltanto di adottare soluzioni concrete nei campi. L’agroecologia è un percorso che coinvolge agricoltori, imprese, istituzioni, mondo della ricerca e comunità locali.

Le ventiquattro esperienze italiane sono state individuate dal CREA Politiche e Bioeconomia attraverso una selezione pubblica rivolta ad aziende e realtà agroecologiche guidate da donne e giovani. I casi sono stati poi approfonditi con visite aziendali e interviste, osservando le pratiche agricole, le attività sociali e multifunzionali, i rapporti con il territorio e le reti di collaborazione secondo i tredici principi dell’agroecologia definiti dal Gruppo di esperti di alto livello sulla sicurezza alimentare e la nutrizione (HLPE).

L’agroecologia oltre il campo

L’agroecologia si fonda sulla valorizzazione della biodiversità, sulla riduzione della dipendenza dagli input esterni e sulla tutela del suolo e delle risorse idriche. Al tempo stesso, riconosce agli agricoltori un ruolo centrale nella cura del territorio, nella conservazione del patrimonio naturale e nella produzione di servizi ecosistemici.

La sua portata, tuttavia, va ben oltre i confini dei campi coltivati. L’agroecologia coinvolge le relazioni economiche, le filiere alimentari, le comunità locali e i modelli di governance territoriale, promuovendo sistemi agricoli capaci di coniugare resilienza ecologica, sostenibilità economica e coesione sociale.

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Fonte: PianetaPSR