Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio: “Gli agricoltori stanno pagando il prezzo di decenni di immobilismo”

“Dal punto di vista economico gli agricoltori hanno ragioni da vendere a lamentarsi, sono l’anello debole della catena, quello che paga il prezzo maggiore per gli errori commessi”. Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, parte da questa premessa. Non proprio quello che ci si aspetta dalla responsabile di un’organizzazione che, in quanto green, è finita nel mirino della protesta dei trattori. Ma come, marciano contro il Green Deal che è alla base delle vostre politiche e hanno ragione?

“Un momento. Hanno ragione nel manifestare il loro disagio e anche la loro rabbia, non hanno ragione nelle conclusioni, nel bersaglio della protesta”, risponde Mammuccini. “Prendersela con il Green Deal vuol dire scambiare il rimedio con la causa del male. Come si fa a imputare a leggi che devono ancora dare i loro effetti i problemi che stanno alle nostre spalle, che sono frutto degli errori del passato?”

Dunque lei dice che gli agricoltori hanno ragione per un verso e torto per l’altro. Cominciamo con le ragioni.

“Prendiamo gli ultimi due anni. Sono stati segnati da eventi con un effetto pesante sull’agricoltura: dall’invasione dell’Ucraina all’accelerazione di siccità e piogge estreme prodotte dalla crisi climatica. Bene, cosa è successo a chi coltiva la terra? Si è visto aumentare i prezzi di tutti gli strumenti di produzione: dall’energia, agli antiparassitari, ai concimi. Tutto è schizzato in alto. Tutto tranne quello che gli è entrato in tasca”.

“Già. Ma l’andamento dei prezzi di origine, cioè quello che si paga ai produttori, ha avuto un trend ben diverso. Ecco, per fare un esempio: dal gennaio 2022, cioè il mese prima dell’invasione dell’Ucraina, al gennaio 2024 i prezzi all’origine per alcuni prodotti, come nel caso del grano duro e del grano tenero, sono addirittura calati. Aumento dei costi di produzione, impatto della crisi climatica, volatilità dei prezzi: e quello che si riduce è sempre il reddito degli agricoltori”.

Quindi non è solo colpa della guerra.
“Non solo della guerra. Anche della crisi climatica: gli episodi di siccità estremamente prolungata e seguita da piogge torrenziale si stanno moltiplicando. Vuol dire che le probabilità di perdere il raccolto aumentano. C’è una difficoltà oggettiva che esaspera i toni della protesta”. […]

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FONTE


TESTATA: Huffington Post
AUTORE: Antonio Cianciullo
DATA DI PUBBLICAZIONE: 31 gennaio 2024