LE FAQ SULLE NGT
No, i semi e il materiale riproduttivo NGT non sono ammessi in agricoltura biologica. Se una produzione deriva da semi NGT, non può quindi essere certificata come biologica.
Il nuovo regolamento relativo alle NGT chiarisce inoltre che le sementi devono riportare obbligatoriamente in etichetta l’indicazione che si tratta di semi NGT. Le relative varietà saranno inserite in una banca dati pubblica dell’Unione europea, così da consentire agli agricoltori una scelta informata.
Nel regolamento NGT si evidenzia inoltre la necessità di tutelare e proteggere l’agricoltura biologica (considerando 32). Per questo motivo gli Stati membri potranno adottare misure specifiche sul proprio territorio (considerando 33) per ridurre ulteriormente il rischio di contaminazioni accidentali tra agricoltura convenzionale con sementi NGT-1 e produzione biologica.
Il regolamento si applicherà a partire dal 17 luglio 2028.
Le associazioni del biologico italiane insieme a IFOAM Organics Europe, sono attive nel proporre misure relative a tracciabilità, controlli di filiera e coesistenza, con l’obiettivo di tutelare sia l’agricoltore biologico sia il consumatore che sceglie alimenti biologici.
IFOAM Organics Europe ha avviato nel 2024 il progetto Horizon Europe DARWIN, con l’obiettivo di sviluppare un metodo analitico in grado di identificare la presenza di NGT.
Questo rappresenterà uno degli strumenti utili per verificare eventuali contaminazioni accidentali da NGT e impedire che vengano commercializzati prodotti biologici contaminati.
- Perseguire sempre la certificazione biologica dei prodotti.
- Richiedere l’adozione di misure nazionali più stringenti per il controllo delle contaminazioni accidentali da NGT-1 nelle produzioni biologiche.
- Utilizzare strumenti analitici per individuare l’eventuale presenza accidentale di NGT nei prodotti, in modo analogo alle analisi multiresiduali che si effettuano per verificare l’assenza di fitosanitari di sintesi.