FederBio: un'agricoltura sostenibile per rispondere concretamente a chi soffre di fame. Soddisfazione per le parole del Ministro Galan durante l'intervento al Comitato sicurezza alimentare

La Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica esprime piena approvazione per le parole del Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Galan in occasione della 36^ sessione del Comitato di sicurezza alimentare tenutosi ieri, martedì 12 ottobre, a Roma.
"Come ha ben detto il Ministro Galan - commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio - di fronte a un dramma globale di portata enorme l'agricoltura deve essere maggiormente considerata, anche nell'ambito dell'agenda politica, per mettere in evidenza alcuni aspetti fondamentali a sostegno di una produzione più rispettosa dei bisogni umani. Il biologico è un metodo di agricoltura sostenibile, un esempio concreto ormai sperimentato con successo da milioni di agricoltori nel mondo, spogliato dalle ideologie ma basato su principi sanciti da normative ormai consolidate anche a livello internazionale. Condividiamo quindi l’auspicio, in coerenza con la nostra missione associativa, per la crescita di un'agricoltura in grado di conciliare le esigenze dell’economia con quelle della qualità della vita e dell’ambiente, che passa dall'innovazione, dalla tecnologia, dalla ricerca per un miglioramento della qualità della vita nei Paesi del Sud del mondo, consapevoli delle potenzialità dell’agricoltura biologica ormai sancite anche dagli studi della FAO. Ci auguriamo quindi un percorso fattivo di collaborazione anche con il Ministro Galan per mettere a disposizione le eccellenze raggiunte dall’agricoltura biologica in Italia per iniziative di cooperazione e sviluppo in grado di contribuire concretamente e in maniera stabile e sostenibile alle sicurezza alimentare globale".


Adesso parlo B’Io. Biologico, la parola ai Produttori

L’8 e il 9 febbraio 2011 si tiene a Milano la prima Assemblea Nazionale dei Produttori Biologici. Dal 9 ottobre al 16 dicembre 2010 si tengono gli incontri territoriali con i produttori in tutte le regioni per presentare l’iniziativa
Dare la parola al Biologico italiano, unire i tanti Produttori "senza voce", ascoltarli, e far conoscere le loro attese e accogliere le loro proposte: questi gli obiettivi dell’Assemblea nazionale dei Produttori biologici, che si svolgerà a Milano, l’8 e il 9 febbraio 2011.
L’evento, promosso dalla Sezione Soci Produttori FederBio, è stato esteso a tutte le principali associazioni ed organizzazioni del comparto e ha trovato l’entusiastica adesione anche di AGRIBIO, ANABIO-CIA, ANAPROBIO-Copagri, della Federazione Agricoltori Biologici Confagricoltura, di Terra Sana Italia e UNAPROBIO.
Verranno affrontati e sviluppati importanti temi per la tutela del reddito dei produttori biologici: gli accordi interprofessionali e progetti di filiera (con rappresentanti della GDO e della Distribuzione Specializzata del biologico); quale filiera corta per il Biologico; le Organizzazioni dei produttori biologici: regole ed opportunità.
“L’obiettivo della prima Assemblea Nazionale dei Produttori Biologici – spiega Ignazio Cirronis, produttore, Presidente UNAPROBIO e Coordinatore della Sezione Soci Produttori FederBio - è quello di elaborare una “Carta dei Produttori biologici italiani” e avviare un dialogo con gli interlocutori che possano dare le risposte che essi attendono da tempo. Abbiamo esteso e continuiamo ad estendere l’invito a tutte le realtà produttive, per unire l’intero settore. E’ giunto infatti il momento che parlino i produttori sui temi più importanti, dalle questioni dei prezzi e del mercato ai PSR, dalla lotta agli OGM fino alle questioni tecniche e più in generale sulle politiche per il Biologico”.
“Due giorni per comprendere le opportunità e le minacce che il settore del Biologico italiano vive – spiega Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio.- L’incontro e il confronto tra tutte le realtà che nel nostro Paese producono prodotti biologici diventano necessari. L’Assemblea intende essere un momento dedicato al Biologico italiano, per instaurare una collaborazione duratura nel tempo che abbia come unico e condiviso obiettivo una crescita del comparto su basi ancor più solide”.
Per presentare l’iniziative e unire i produttori biologici dal 9 ottobre al 16 dicembre si svolgono in tutte le regioni italiane 16 assemblee territoriali. La prima si tiene sabato 9 ottobre, ore 10, presso la sede di Terra Sana Molise, via circonvallazione 66 Larino (CB) . Tutti gli altri incontri seguono il seguente calendario: 25 ottobre in Basilicata; 26 ottobre in Campania; 9 novembre in Lombardia; 15 novembre in Sardegna e in Toscana; 16 novembre per l’area Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria; il 19 novembre in Emilia Romagna; il 23 novembre in Sicilia e per il Veneto e Friuli Venezia Giulia; il 24 novembre in Trentino Alto Adige; il 30 novembre in Calabria; il 2 dicembre in Puglia; il 14 dicembre per Umbria e Lazio; il 15 dicembre nelle Marche e il 16 dicembre in Abruzzo.
Informazioni sul programma dell’Assemblea, sulle modalità e condizioni di partecipazione e per inscriversi (l’iscrizione è obbligatoria)
Per ulteriori informazioni Segreteria Organizzativa:
06.4440958 - 051.4210272
assembleaproduttori@federbio.it


FederBio a CompraVerde-BuyGreen

Venerdì 8 ottobre il Presidente Carnemolla interviene al convegno “Dare valore al cibo: il Green Public Procurement nelle mense”
Durante la IV° edizione del Forum Internazionale degli Acquisti Verdi, in programma il 7 e 8 ottobre alla Fiera di Cremona si parla anche di Biologico. Venerdì 8 ottobre, dalle ore 14.30 alle ore 17.30 (Sala Stradivari), si affronta il tema del Green Public Procurement nelle mense con un approfondimento tenuto dal Presidente di FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, sul rapporto tra ristorazione collettiva e prodotti biologici.
Cinque milioni e mezzo di persone mangiano, tutti i giorni, in una mensa; oltre la metà – composta in particolare da studenti, dipendenti pubblici e degenti – utilizza dei servizi di ristorazione che rispondono a determinati criteri previsti in una procedura di appalto.
Questi criteri, anche attraverso il Green Public Procurement, possono essere definiti in modo tale da garantire un cibo fresco, stagionale, biologico, cucinato in modo sapiente e tradizionale, con particolare cura verso gli aspetti sensoriali, inserito in un percorso di educazione al gusto e alla tutela della biodiversità, attento ai diritti sociali di chi lavora nelle filiere agroalimentari.
 “Le amministrazioni pubbliche che gestiscono questi servizi si trovano spesso in condizioni strutturali e organizzative difficili, dunque hanno necessità di fare scelte in grado di garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati con il minore sforzo possibile. – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio - I prodotti biologici possono rappresentare una soluzione ottimale perché non contengono residui di prodotti chimici di sintesi e di OGM, e ciò consente di rispettare i requisiti di legge esistenti, in particolare per alcune categorie di fruitori come nel caso dei nidi e delle scuola materne. Aggiungo il fatto che i prodotti bio permettono la formulazione di diete più equilibrate, attente alle produzioni stagionali del territorio e idonee a tecniche di preparazione e di cucina più salutistiche. 
Utilizzare prodotti biologici nelle mense vuol dire essere coerenti con le politiche pubbliche in materia di acquisti verdi, sancite sia a livello europeo che nazionale, e per la prevenzione sanitaria e poter certificare il servizio, perché i prodotti e i fornitori nel biologico sono obbligatoriamente certificati. Non dimentichiamo, in riferimento alle scuole, che attraverso l’introduzione del biologico in mensa si permette l’integrazione con alcune attività didattiche obbligatorie, come per esempio l’educazione ambientale e alla salute, oppure con altre interessanti attività complementari, come gli orti didattici, i laboratori didattici e del gusto”.
Il convegno vuole quindi essere un momento di confronto per far comprendere che gli alimenti non devono e non possono essere considerati alla stregua di commodities ad alto grado di standardizzazione; è importante comprendere e riconoscere il giusto valore al cibo di valore, soprattutto da parte delle istituzioni. È questa la sfida che viene lanciata, una sfida non rinviabile, che, se affrontata nel modo giusto, contribuirà a segnare il futuro e il benessere di una parte fondamentale della società e dell’economia italiana.


Russia e Giappone: il Bio italiano, un vero protagonista

Dal 14 al 17 settembre a Mosca per il World Food e dal 20 al 23 settembre a Tokyo per il Biofach Japan 2010: nell’ambito dell’intesa operativa tra il Ministero dello Sviluppo Economico, ICE, Istituto per il Commercio Estero, e FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, per l’internazionalizzazione del Biologico Italiano, questi sono stati gli ultimi due appuntamenti, durante i quali il Bio Made in Italy ha riscosso un enorme successo.
Sia a Mosca che a Tokyo l’obiettivo è stato quello di creare un punto di incontro tra le aziende italiane e i buyer locali, affinché si potessero sviluppare nuove opportunità per il Bio Made in Italy.
I buyer russi e giapponesi hanno avuto la possibilità di conoscere da vicino i prodotti, i servizi, le peculiarità, l’innovazione e alcune aziende del biologico italiano e hanno dimostrato di apprezzarne la qualità e le caratteristiche.
A Mosca, dove si è potuto percepire un elevato interesse verso il comparto, complice anche l’estinguersi della crisi che ha colpito il Paese negli anni scorsi, sia il workshop “Win: strategie di marketing e pratiche ottimali per rafforzare il mercato del biologico” che la cena presso l’Osteria Montiroli durante la quale si è tenuta una degustazione di prodotti biologici e la presentazione delle aziende italiane - Probios, Abafoods, Gabro, Gaudiano - hanno permesso di creare un interesse molto alto verso le aziende presenti. La partecipazione alla fiera ha offerto alle aziende italiane l’opportunità di prendere accordi e di chiudere direttamente alcuni contratti a vantaggio del Bio italiano.
Anche a Tokyo, grazie alla sempre più diffusa attenzione per un’alimentazione sana, equilibrata e di qualità, il Bio Made in Italy ha ulteriormente interessato i buyer, la stampa specializzata e gli opinion maker giapponesi. Il seminario “Win: strategie di marketing e pratiche ottimali per rafforzare il mercato del biologico” di carattere tecnico commerciale con focus sui prodotti e la cena presso il ristorante Sentieri di Mario Frittoli dalla valenza promo/istituzionale per le aziende presenti - Probios, Sotto le Stelle, Fiordelisi e Hombre - con degustazione di piatti realizzati con prodotti biologici (fatti arrivare in Giappone espressamente per l’occasione), hanno entusiasmato i presenti, lasciando aperte opportunità di collaborazione per far crescere ulteriormente il mercato del Biologico italiano in questo Paese.
“Queste due situazioni – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – sono state molto utili per dare un'ulteriore spinta al nostro comparto. Le opportunità che il progetto di internazionalizzazione offre alle aziende sono concrete, facendole incontrare con i buyer di riferimento nei singoli Paesi in cui si svolgono le fiere o le iniziative. La qualità e la garanzia del Made in Italy sicuramente avvantaggiano i contatti e accrescono l’interesse”.
I prossimi appuntamenti sono a San Francisco dal 16 al 18 gennaio per il Fancy Food Winter e a Mosca a febbraio per ProdExpo.


CONFERENZA STAMPA: Il Biologico allarga i confini - Bologna, Fiera SANA, 11 settembre 2010

CONFERENZA STAMPA
 Il Biologico allarga i confini
Sabato 11 settembre ore 11.00 
durante SANA 2010
 presso Sala Melodia Centro Servizi Blocco B

Un comparto in continua crescita che va oltre i confini geografici e settoriali
Sulla scia del clima di internazionalizzazione del Biologico Made in Italy che FederBio fa respirare e vivere a SANA 2010 viene analizzata la case history Italia – Cina.
Grazie ad un progetto congiunto di FederBio, ANVE (Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori), ICE (Istituto per il Commercio Estero), e MiSE (Ministero dello Sviluppo Economici) il biologico italiano è sbarcato all’Expo Universale di Shanghai, con un nutrito programma di eventi e di attività promozionali, segnando idealmente il passaggio verso l’Expo Universale di Milano del 2015.
Convegni, mostre, video, testimonianze e B2B fra aziende cinesi ed italiane rappresentano la punta di diamante di un programma che è destinato a rafforzare la collaborazione italo-cinese nel tempo.

Il biologico italiano va anche oltre i confini settoriali. Un esempio è il matrimonio tra Biologico e Verde Pubblico.
Grazie allo sforzo innovativo di FederBio alcune associazioni di categoria hanno iniziato ad impostare programmi biologici in aree no-Food. E’ il caso dell’Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori (ANVE), che ha aderito all’iniziativa Bio-Habitat, un programma di cura biologica del verde pubblico.
Bio-Habitat è uno standard di recente introduzione, che riguarda l’applicazione del metodo biologico nelle aree verdi a destinazione non agricola. 
Bio-Habitat è una best practice progettata secondo un disciplinare che segue i principi del REG CEE 834/07 che disciplina l’attività del metodo biologico.
Questo schema di certificazione è rivolto alle Amministrazioni pubbliche, Enti pubblici e privati ed Operatori che gestiscono parchi, giardini, campeggi, villaggi turistici, agriturismi, alberghi, residenze storiche, verde urbano e scolastico.
Alla conclusione della conferenza viene consegnato il Premio FederBio – Shangai 2010. La Federazione ha lanciato, per la prima volta nel 2010, il premio Export dedicato alle migliori performance commerciali dei propri soci. Quest’anno il Premio ha come focus settoriale l’area del vino e come focus geografico la Cina.
Ufficio Stampa FederBio
Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica

Silvia Pessini
silvia.pessini@ariescomunicazione.it
Cell. 348 3391007Aries Comunicazione
Via C. Cantù 4
20152 Monza
Tel 039 2300003
Fax 039 5293110

 

PROGRAMMA CONFERENZA STAMPA11 SETTEMBRE ORE 11  -   BOLOGNA SANA 2010

SEDE: Bologna Fiere, Sala Melodia, Sana 2010
DATA: 11 settembre ore 11.00-13.00
MOTIVAZIONI : Promuovere sulla stampa italiana le attività svolte o in fase di svolgimento all’Expo Universale di Shanghai 2010, attraverso cui si comunica sia il processo sempre più marcato di internazionalizzazione del biologico italiano e sia il suo allargamento a nuovi ambiti del non-food attraverso l’iniziativa Bio-Habitat™
FORMAT: Il format si svilupperà in un’unica sessione presso la sala Melodia  dove vi sarà anche la visione del DVD e distribuzione di doni e catalogo delle iniziative. Verrà inoltre assegnato il PREMIO FEDERBIO SHANGHAI 2010 votato da un panel di esperti della commissione vino di Federbio.
PROGRAMMA: 11.00 - Saluto di ICE (Dr Guido Magnoni, Responsabile Linea Agroindustria, Area Agro-Alimentare)- Il nuovo mercato cinese della ristorazione (Ms. Zhang Yan,  Redattore capo di Restaurateur《餐营者)11.20 - Allargamento geografico del biologico: Il Programma Promozionale Federbio (Paolo Carnemolla)12.00  - Allargamento settoriale del Biologico: l’Iniziativa Bio-Habitat™ (Daniele Ara) 12.30 – 13.00  PREMIAZIONE Consegna del PREMIO FEDERBIO SHANGHAI 2010 al miglior vino (Ms. ZHNG Yan e Paolo Carnemolla)
ATTIVITÀ COLLATERALI: Distribuzione del Video e dei comunicati stampa. Produzione di gadget, cataloghi e guida in cinese. Distribuzione di DVD


Comunicare Bio: ecco i premiati

Comunicare Bio: ecco i premiati
È stato assegnato sabato 11 settembre il premio giornalistico nazionale Comunicare Bio, indetto da Sana, il Salone Internazionale del Naturale, in collaborazione con FederBio, la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica.
Lo scopo dell’iniziativa è stato quello di portare alla luce articoli e servizi che hanno presentato e approfondito il tema dell'agricoltura biologica, il suo stretto legame fra alimentazione, salute e ambiente e il nuovo approccio ai consumi di cui portavoce.
La premiazione è stata effettuata da Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio e da Donatella Luccarini, Vice Presidente AGRA Emilia Romagna, presso lo Spazio Incontri del BioBar di Bologna Fiere.
Di seguito i primi tre classificati e le menzioni speciali:
VERONICA ULIVIERI - 1° classificato
Ritorno alla natura - dossier IL DUCATO - sett 09 e mar 10
“Per l’ampio, professionale e circostanziato lavoro di approfondimento giornalistico sul territorio di Urbino che analizza le sfaccettature dell’universo biologico locale senza tralasciare gli aspetti economici. Dimostra, attraverso l’indagine giornalistica, una significativa conoscenza del mercato.”
CLAUDIO BONOMI - 2° classificato
Biocatene ai nastri di partenza - Bargiornale - marzo 2010
“Per il taglio giornalistico originale e la capacità di cogliere le opportunità del biologico in un settore innovativo che offre interessanti prospettive di sviluppo.”
ILARIA DONATIO - 3° classificato
Rivoluzione bio: domani è possibile - Greenews.info
“Per la sintesi esaustiva ed efficace dei principali aspetti che caratterizzano il biologico e le sue prospettive. Per la proposta di dati stimolanti e l’indagine di aspetti inconsueti.”
MENZIONI
STEFANIA MARRA
All'università con le mani sporche di terra - Modusvivendi n. 8 - settembre 2009
“Per la particolarità della notizia e la sua capacità di suggestione.”
GABRIELLA PIRAZZINI
Coi i piedi per terra - Puntata 814 del 12 giugno (www.conipiediperterra.com)
“Per l’uso sapiente e professionale del mezzo televisivo.”
ANNA SAETTINI
Il pesce fa bene, ma "fa meglio" se è bio - Modusvivendi n. 9 - ottobre 2009
“Per l’approccio efficace, capace di cogliere le potenzialità di sviluppo di un settore innovativo.”
LAURA SONZOGNI
Uve e vino biologico in attesa di una normativa europea - L'arcante n. 13 maggio 2010
“Per l’analisi puntuale delle problematiche legate allo specifico quadro normativo dell’enologia bio.”
ROSSANA CAVAGLIERI
Ma sì, mangiare BIO è meglio! - Donna in forma (allegato Donna Moderna nr. 20) maggio 2010
“Per avere comunicato con efficacia i temi del biologico al grande pubblico.”


Con FederBio il Biologico allarga i confini. Un comparto in continua crescita che va oltre i confini geografici e settoriali; il biologico dalla Cina al verde pubblico

Con FederBio il Biologico allarga i confini
Un comparto in continua crescita che va oltre i confini geografici e settoriali;
il biologico dalla Cina al verde pubblico
Il Biologico italiano è uno tra i settori più dinamici dell’economia nazionale. Lo dimostrano non solo i più recenti dati SINAB, che evidenziano per esempio come il nostro Paese sia il primo produttore di Biologico in Europa, bensì anche le attività portate avanti da FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, attraverso le quali il Biologico Made in Italy è andato oltre i confini sia geografici che settoriali.
Il biologico italiano è “uscito” dai tradizionali settori ai quali si collega, per esempio l’area dell’alimentazione o della cosmesi; il Bio Made in Italy ha addirittura raggiunto l’ambito del Verde Pubblico.
Grazie allo sforzo innovativo di FederBio alcune associazioni di categoria hanno iniziato ad impostare programmi biologici in aree no-Food. E’ il caso dell’Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori (ANVE), che ha aderito all’iniziativa Bio-Habitat, un programma di cura biologica del verde pubblico.
Bio-Habitat è uno standard di recente introduzione, che riguarda l’applicazione del metodo biologico nelle aree verdi a destinazione non agricola.
Nasce dalla collaborazione tra il mondo del biologico, le imprese private, il settore del turismo e del verde pubblico e privato con il coinvolgimento di esperti del settore per la sua definizione.
In particolare le modalità di progettazione e conduzione del verde a destinazione non agricola sono definite nel Disciplinare, mentre gli altri documenti di riferimento sono rappresentati dalle Regole generali, dal regolamento dell’uso del marchio, dai Punti di controllo e criteri di adempimento e Lista di riscontro.
Bio-Habitat è una best practice progettata secondo un disciplinare che segue i principi del REG CEE 834/07 che disciplina l’attività del metodo biologico.
Questo schema di certificazione è rivolto alle Amministrazioni pubbliche, Enti pubblici e privati ed Operatori che gestiscono parchi, giardini, campeggi, villaggi turistici, agriturismi, alberghi, residenze storiche, verde urbano e scolastico.
Le evoluzioni più importanti di tale processo innovativo collettivo si hanno nell’ambito del turismo e delle città d’arte secondo un concetto di interazione ed integrazione reciproca e nell’ottica della sostenibilità complessiva dello spazio vissuto.
Le Organizzazioni interessate alla certificazione delle proprie aree verdi secondo questo standard, devono rispettare i requisiti e gli adempimenti contemplati nei documenti normativi, dunque attraverso una filiera di controllo molto forte si realizza un processo di qualità globale nel contesto turistico, che va dai menù somministrati agli ospiti fino all’ambiente circostante primo di pesticidi o di sostanze dannose.
In riferimento invece ai confini geografici il Biologico italiano ha raggiunto addirittura la Cina. Grazie ad un progetto congiunto di FederBio, ANVE (Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori), ICE (Istituto per il Commercio Estero), e MiSE (Ministero dello Sviluppo Economici), infatti, il biologico italiano è sbarcato all’Expo Universale di Shanghai, con un nutrito programma di eventi e di attività promozionali. Si tratta di un’esperienza unica che segna idealmente il passaggio verso l’Expo Universale di Milano del 2015.
Convegni, mostre, video, testimonianze e B2B fra aziende cinesi ed italiane rappresentano la punta di diamante di un programma che è destinato a rafforzare la collaborazione italo-cinese nel tempo.
L’iniziativa di Shanghai si inquadra in un programma molto vasto di cooperazione promozionale che rientra nell’ambito dell’intesa operativa che FederBio ha rinnovato con il Ministero dello Sviluppo Economico, e con ICE, Istituto per il Commercio Estero, per l’internazionalizzazione del Biologico italiano.
Durante SANA, infatti, l’obiettivo è stato quello di creare un punto di incontro tra le aziende italiane e i mercati esteri, affinché si possano sviluppare nuove opportunità per il Bio Made in Italy. Nei tre giorni del
Salone Internazionale del Naturale, in collaborazione con BolognaFiere, FederBio organizza una serie di incontri B2B tra i buyer specializzati delle maggiori catene distributive internazionali, da Stati Uniti, Cina, Brasile, Russia, Egitto, Turchia, Marocco, Tunisia, Emirati Arabi e Dubai, e le aziende espositrici italiane interessate.
Per evidenziare e soprattutto premiare l’impegno delle aziende italiane ad avvicinarsi ai mercati esteri FederBio ha lanciato nel 2010 il premio Export dedicato alle migliori performance commerciali dei propri soci; il Premio ha come focus settoriale l’area del vino e come focus geografico la Cina.
La ‘Commissione del Premio Federbio’ ha assegnato ex aequo i seguenti premi:
Premio “Qualità” all’azienda Cantine Sgarzi Luigi, per il prodotto “CIAO”. Il premio viene assegnato per aver sviluppato un'offerta ricca e articolata nel rispetto della tradizione e del legame con il territorio.
Premio “Innovazione” all’azienda San Patrignano, per il suo prodotto “AVI”. Il premio viene assegnato per la capacità di produrre con innovazione valorizzando capitale umano e progetto sociale.
Premio “Tradizione” all’Azienda Vitivinicola Biologica Zuffa, per il suo prodotto “FINITUM”. Il premio viene assegnato per l'impegno dell’azienda nella scoperta e valorizzazione di vini antichi con forte legame con il territorio.
PREMIO EXPORT FEDERBIO – SHANGHAI 2010
Schede aziende vincitrici ed etichette vini
Cantine Sgarzi Luigi
Premio “Qualità” per il prodotto “CIAO”. Il premio viene assegnato per aver sviluppato un'offerta ricca e articolata nel rispetto della tradizione e del legame con il territorio.
La famiglia Sgarzi coltiva la vite e produce vino dal 1933.
Cantine Sgarzi Luigi ha sempre cercato di valorizzare la genuinità, la continuità produttiva e la cultura del vino rispettando la tradizione.
La continua selezione dei vitigni più pregiati delle varie regioni viticole italiane è stata fondamentale per arricchire l’assortimento dei prodotti e mantenere il rapporto qualità-prezzo molto competitivo.
Tutte le fasi della produzione vengono seguite dal personale e il sistema di gestione aziendale è certificato secondo le norme ISO9001:2008 e ISO14001:2004.
La gamma dei prodotti di Cantine Sgarzi Luigi comprende vini sfusi e vini imbottigliati in diversi packaging, DOCG, DOC, IGT, biologici, mosti, mosti concentrati, mosti concentrati rettificati, succhi d’uva, succhi d’uva concentrati, vini aromatizzati.
Le selezioni di vini italiani in bottiglia e il Ciao in Tetra-PrismaPak stanno riscuotendo sempre più successo tra i consumatori e nei maggiori concorsi internazionali e vengono esportati in più di 60 paesi.
San Patrignano
Premio “Innovazione” per il suo prodotto “AVI”. Il premio viene assegnato per la capacità di produrre con innovazione valorizzando capitale umano e progetto sociale.
San Patrignano è una comunità che accoglie ragazze e ragazzi con problemi di droga senza discriminazioni ideologiche, sociali, religiose ed in modo completamente gratuito, cioè rifiutando rette e contributi economici dalle persone che svolgono il percorso, dai loro familiari e dallo Stato.
Dal 1978 ad oggi ha accolto oltre 20mila persone, offrendo loro una casa, l’assistenza sanitaria e legale, la possibilità di studiare, una solida formazione professionale, l’opportunità di cambiare vita e di reinserirsi a pieno titolo nella società. Attualmente i ragazzi in comunità sono circa 1.500, la maggior parte dei quali nella struttura principale di Coriano di Rimini e gli altri nelle sedi distaccate di Trento e di Novafeltria nelle Marche. Il nucleo centrale della comunità è composto da 140 operatori volontari, cui si aggiungono 350 tra dipendenti, collaboratori e consulenti, molti dei quali ex tossicodipendenti. Della struttura organizzativa fanno parte una Fondazione, i cui beni appartengono esclusivamente ai ragazzi di volta in volta accolti, e un consorzio che riunisce tre cooperative sociali senza scopo di lucro, attive nella formazione professionale orientata al pieno recupero e reinserimento sociale dall’emarginazione e dalla tossicodipendenza.
La comunità ospita anche 100 bambini figli di ragazzi che stanno svolgendo il percorso di recupero e di operatori, numerosi nuclei familiari e circa 30 minorenni con gravi problemi di disagio e consumo di droghe. In comunità è attivo un centro medico con 50 posti letto, specializzato nelle malattie correlate alla tossicodipendenza; esistono, inoltre, un centro educativo per i bambini da zero a quattordici anni, strutture abitative, scolastiche e per lo sport, un teatro, un auditorium, 53 laboratori e centri di formazione professionale, un villaggio con 60 villette per le famiglie degli operatori e per i ragazzi che stanno ricostruendo il proprio nucleo familiare. In questi anni, San Patrignano ha accolto moltissime persone in regime di arresti domiciliari e di affidamento in prova ai servizi sociali, sostituendo più di 3.600 anni di carcere in percorsi riabilitativi orientati al pieno recupero e al reinserimento sociale e lavorativo. Secondo ricerche sociologiche e tossicologiche svolte negli ultimi tredici anni dalle Università di Bologna, Urbino e Pavia su campioni di ex ospiti della comunità, la percentuale di persone totalmente recuperate dopo aver completato il percorso a San Patrignano supera il 72 per cento.
I fondi necessari al mantenimento dei ragazzi, al fabbisogno e alle strutture derivano, per il 50 per cento, dalle attività e dai beni e servizi prodotti secondo il principio dell’autogestione e, per il restante 50 per cento, da donazioni e contributi di privati. Dal maggio 2008, l’intera area della comunità è smoke free.
Commenta Andrea Muccioli: “La vista che si apre dalle nostre finestre è un alternarsi di colline dolci, un inseguirsi di pendii che guardano verso il mare. È il paesaggio di quest’angolo di Romagna, fra Rimini e San Marino, ed è anche un’immagine della vita a San Patrignano, dove dolore e riscatto si intrecciano ogni giorno.
È in questo panorama che riacquistano significato parole come dignità, responsabilità, rispetto. Quando 29 anni fa, mio padre decise di spendere se stesso per le persone più sole e fragili, pensò di far loro toccare con mano il valore dell’impegno, la fatica e la pazienza necessaria a ottenere il risultato sperato.
Per questo, fra le prime cose che fecero insieme, ci fu il vino. Ancora oggi la produzione del vino, come ogni attività di San Patrignano, non è il fine, ma uno dei tanti mezzi per dimostrare che passione e attenzione possono riaccendere una luce nel buio dell’anima. In ogni passaggio di questo lavoro, dalla selezione dei cloni e delle vigne migliori alla potatura invernale, dalla vendemmia alla vinificazione all’affinamento in barrique e in bottiglia, fino alla distribuzione, i protagonisti sono loro, i ragazzi di San Patrignano. Che diventino agronomi o tecnici di cantina, secondo la scelta di ognuno, la ragione principale di questo impegno per la qualità è misurarsi con il proprio futuro, con il lavoro da svolgere domani, con il giudizio, imparziale di chi assaggerà o scriverà del nostro vino. Per noi, innamorarsi della vite aiuta ad amare la vita.”
Azienda Vitivinicola Biologica Zuffa
Premio “Tradizione” per il suo prodotto “FINITUM”. Il premio viene assegnato per l'impegno dell’azienda nella scoperta e valorizzazione di vini antichi con forte legame con il territorio.
L’Azienda Vitivinicola Biologica Zuffa nasce, enologicamente parlando, nel 1800 a Imola, Emilia Romagna. Ne è la prova la prima bottiglia col numero 1, etichettata proprio in quell’anno. Prima di allora veniva prodotto solo vino sfuso o bottiglie non etichettate per consumo esclusivamente familiare.
L’azienda si estende per una cinquantina di ettari tra Imola, Casalfiumanese, Ozzano Emilia e Dozza.
In ogni appezzamento studi geologici, agronomici e enologici hanno permesso di individuare i cloni e i portainnesti più adatti a quel pedo-clima, le forme di allevamento più consone per non imporci sulla natura ma per seguire le sue caratteristiche.
I vigneti, i cui ceppi vanno dai 3500 ai 4150 per ettaro sono tutti coltivati, secondo la difesa biologica.
La produzione media per ceppo è di 1,2 kg di uva. Le uve vengono vendemmiate manualmente e solo un 65% di esse viene vinificata dall'azienda. La cantina centrale sorge a 5 km da Dozza, la più importante e vocata città per il vino in Emilia Romagna, dove sorge, inoltre, la prestigiosa Enoteca Regionale dell'Emilia Romagna.
Le uve a bacca bianca quali Albana, Trebbiano, Pignoletto, Sauvignon Blanc, Chardonnay vengono criomacerate, pressate sotto vuoto e fermentate in riduzione di ossigeno.
Queste tecnologie delle quali diverse a brevetto permettono di ottenere profumi di una delicatezza e un eleganza incredibili con una nitidezza di espressione, sia olfattiva che gustativa straordinaria, con una morbidezza d'insieme al palato unica.
Le uve rosse, quali Sangiovese, Barbera, Cabernet Sauvignon e Pinot Nero, vengono surmaturate e vendemmiate tardivamente, per poi affinarsi, in acciaio i rossi giovani e in caratelli di rovere nelle bottaie sotterranee del 1700 le riserve. Da ricordare, che tutti i rossi beneficiano di una fermentazione malo lattica e non subiscono filtrazioni.


European Organic Wine Carta: la Carta del vino biologico europeo.

I produttori biologici europei di vino propongono regole precise per definire
il processo di produzione di vino da uve biologiche da applicare entro il 2010.
Ci si aspettava che la vendemmia 2010 si sarebbe svolta con l’applicazione delle nuove regole EU per la produzione e l’etichettatura del vino e dei derivati; purtroppo, a causa del mancato accordo a livello politico, così non è stato e lo scorso giugno la commissione Europea si è vista costretta a ritirare la proposta di regolamento comunitario sul vino biologico.
La definizione ufficiale rimane quindi “vino prodotto da uva biologica”, e sulle bottiglie non è consentito applicare il logo biologico europeo.
Per superare la paradossale situazione, le organizzazioni biologiche di diversi Paesi europei hanno deciso di lanciare un’iniziativa privata: la Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio), che si basa sulla bozza del regolamento EU (migliorandola) e sui risultati del progetto internazionale di ricerca ORWINE.
La Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio), consentirà ai produttori biologici di vino di valorizzare al meglio il proprio rispetto dell’etica di produzione biologica non solo nei campi, ma anche in cantina e fino al bicchiere del consumatore.
Il loro vino non potrà che essere etichettato con la definizione legale di “prodotto da uve di origine biologica”, ma potrà recare informazioni sulle pratiche virtuose di trasformazione (abbattimento dei solfiti ecc.).
I partecipanti all’iniziativa sono organismi impegnati nella definizione di standard tecnici, enti di certificazione e organismi di controllo, organizzazioni di produttori, istituti di ricerca scientifica, operatori del mercato e altre organizzazioni di Italia, Francia e Spagna.
“L’Italia è il principale produttore e esportatore di vino biologico in Europa, dunque l’adesione di FederBio a questa iniziativa – commenta il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla - ha l’obiettivo di rilanciare sia a livello europeo che nazionale l’esigenza di regolamentare quanto prima questo comparto e consentire alle nostre imprese di valorizzare al meglio gli sforzi fatti in questi anni per lavorare secondo i principi del metodo biologico non solo nella vigna ma anche in cantina. Siamo già in forte ritardo rispetto alla concorrenza dei vini biologici del resto del mondo, chiediamo a Governo e Regioni di affiancarci in questa battaglia.”
Aggiunge Antonio Compagnoni, Rappresentante Italiano in IFOAM EU, International Federation of Organic Agriculture, che raggruppa circa 30 associazioni, tra le quali anche AIAB: “La Carta Europea è un forte segnale dalle maggiori organizzazioni biologiche europee, associate alla Federazione Mondiale del Biologico (IFOAM), rivolto alle istituzioni, al mercato e ai consumatori. È una dimostrazione concreta di totale adesione ai principi IFOAM del biologico che includono anche quello della Salute, nel rispetto delle giuste aspettative dei consumatori biologici, per creare una comune base di regole condivise dai e per i produttori. Sono ancor più soddisfatto rilevando il ruolo da protagonisti dell'iniziativa svolto dai soci Ifoam Italiani.”

L’iniziativa Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio) intende mandare un segnale forte ai consumatori e agli operatori della produzione e del mercato convinti che si possa e debba andare oltre la semplice produzione biologica dell’uva, e che il vino ottenuto rispettando lo spirito biologico anche nella fase di trasformazione possa e debba essere chiaramente identificato.
La Carta è anche un richiamo alla politica per ripartire prima possibile con il dialogo per la definizione di un regolamento EU sulla produzione di vino biologico.
La Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio), è aperta all’adesione, basata su un Memorandum di intesa, di tutti gli operatori coinvolti nella catena di produzione di vino biologico che si impegnano a rispettarne i requisiti tecnici: tanti più attori saranno coinvolti nel progetto, tanto più esso potrà avere successo nello stabilire e assicurare i criteri di alta qualità del vino delle aziende biologiche e nello stimolare l’Unione europea a impegnarsi per riprendere in mano il dossier.
Maggiori informazioni sull’iniziativa (modalità di partecipazione, lista completa degli organismi aderenti, lista dei produttori, ecc..) saranno disponibili a breve sul sito web.
La segreteria della Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio) è affidata all’Istituto tecnico per l’agricoltura biologica di Parigi.
Per informazioni e adesioni, contattare:
ITAB – Institut Technique de l’Agriculture Biologique,
149, rue de Bercy, 75 595 Paris cedex 12, France
Mrs. Monique Jonis. E-mail: monique.jonis@itab.asso.fr
Tel. +33 (0)467 06 23 93
In Italia: FederBio, tel. 051.4210272, info@federbio.it


FederBio: il Biologico Made in Italy incontra il resto del mondo durante SANA 2010

Nell’ambito dell’intesa operativa rinnovata con il Ministero dello Sviluppo Economico, e con ICE, Istituto per il Commercio Estero, FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, prosegue a SANA 2010 le attività per l’internazionalizzazione del Biologico italiano.
L’obiettivo è quello di creare un punto di incontro tra le aziende italiane e i mercati esteri, affinché si sviluppino nuove opportunità per il Bio Made in Italy. Nei tre giorni del Salone Internazionale del Naturale, in collaborazione con BolognaFiere, FederBio organizza una serie di incontri B2B tra i buyer specializzati delle maggiori catene distributive internazionali e le aziende espositrici italiane interessate: nella “Business lounge” al padiglione 19 saranno presenti circa 22 delegati dai Paesi extra UE, provenienti da USA, Brasile, Giappone, Russia e 12 delegati provenienti dai Paesi del mediterraneo, Egitto, Arabia Saudita, Libano, Tunisia, Emirati Arabi, per conoscere da vicino i prodotti, i servizi, le peculiarità, l’innovazione del Biologico italiano.
“Le attività che realizziamo assieme ad ICE in occasione di SANA – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – confermano l’impegno della Federazione nei progetti a sostegno delle imprese italiane che scelgono di avvicinarsi ai mercati esteri. Siamo impegnati in prima linea per mettere in condizione le imprese italiane di affrontare i vari mercati: dalla formazione alla logistica, dagli aspetti concreti a quelli burocratici. Nonostante le risorse collegate a queste attività siano in calo, FederBio crede fortemente alle opportunità che il Biologico italiano, sinonimo di garanzia, qualità, sicurezza e buoni sapori mediterranei, può avere all’estero. Per questo motivo apriamo con ICE nuove porte al comparto, affinché anche con il nostro supporto il comparto possa crescere ancora ed avere un futuro di costante sviluppo”.
A sostegno della crescita del comparto nel nostro Paese, il 10 settembre, si tiene il seminario "Le carte vincenti del Bio", in cui aziende selezionate per l'approccio singolare ed innovativo al mercato illustrano la loro ricetta per il successo. Il seminario prosegue l'11 mattina con la seconda parte "Come trasformare il progetto in realtà", per illustrare le opportunità di finanziamento e di sostegno pubblico all’agro-alimentare biologico. L’incontro intende tracciare il percorso fatto dalla Federazione, da ICE, da Buonitalia, da ISA, da SIMEST e da altri attori del comparto che, dopo le idee e gli spunti di crescita del giorno precedente, spiegano come possono essere d’aiuto concreto nella loro realizzazione.
Oltre al tema dell’internazionalizzazione, durante SANA, FederBio vuole porre l’attenzione verso altri due aspetti d’interesse strategico.
Venerdì 10 settembre, il Presidente Paolo Carnemolla prende parte al Convegno “Orizzonte Mediterraneo. Opportunità e nodi da sciogliere in vista dell’area di libero scambio” (ore 10 – 13), durante il quale si prende in considerazione il ruolo che l’Italia potrebbe ricoprire nel bacino del Mediterraneo, con tutte le opportunità che ne conseguono, e si approfondisce il tema dell’equivalenza delle certificazioni.
Domenica 12 settembre (ore 10-13) viene presentata una nuova opportunità per il Biologico italiano: nel convegno “Il bio esce di casa (e con tutte le carte in regola). Dalla normativa nuove opportunità per ristoranti, bar e per tutta la filiera” viene fatta un’analisi su un mercato ancora poco conosciuto, ma che ha un importante significato strategico, sul quale impegnarsi perché la filiera decolli. FederBio, grazie a un progetto cofinanziato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha già messo a punto uno standard per lo sviluppo del Biologico nella ristorazione, non solo scolastica, con numerosi progetti già realizzati.