A Pescara l’Assemblea Regionale dei Produttori Biologici dell’Abruzzo
Giovedì 13 gennaio dalle ore 9,30 a Pescara presso l’Auditorium "L. Petruzzi" di via delle Caserme si tiene l’Assemblea Regionale dei Produttori Biologici abruzzesi, promossa dalla Sezione Soci Produttori FederBio (Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica) in preparazione della prima Assemblea Nazionale dei Produttori Biologici che si terrà l'8 e 9 febbraio 2011 a Milano, un evento che vuole essere un momento di confronto tra produttori delle diverse regioni italiane, come non accade, oramai, da più di 15 anni.Nel biologico si fa fatica a reggere la concorrenza di produttori che operano in paesi dove ci sono meno regole e condizioni da rispettare che in Italia o in Europa. E che dire della difficoltà di stare dentro a delle filiere nelle quali la parte del leone non la fa il produttore, ma colui che distribuisce il prodotto, al punto che il prezzo lievita anche di 5 volte dalla produzione al consumo. Come è possibile invertire l'attuale situazione? Come sviluppare i circuiti brevi? Come potenziare la presenza dei produttori nella fase di distribuzione? E' possibile praticare accordi interprofessionali che garantiscano tutte le parti, chi produce, chi trasforma e distribuisce e chi consuma?Si discuterà di questi temi durante l’Assemblea Regionale per essere pronti all’incontro con tutti i produttori biologici d’Italia durante l’Assemblea Nazionale dei Produttori Biologici, evento promosso dalla Sezione Soci Produttori FederBio ed esteso a tutte le principali associazioni ed organizzazioni del comparto e ha trovato l’entusiastica adesione anche di AGRIBIO, ANABIO-CIA, ANAPROBIO-Copagri, della Federazione Agricoltori Biologici Confagricoltura, di Terra Sana Italia, UNAPROBIO e DEMETER. Durante l’Assemblea Nazionale di febbraio 2011 verranno affrontati e sviluppati importanti temi per la tutela del reddito dei produttori biologici: gli accordi interprofessionali e progetti di filiera (con rappresentanti della GDO e della Distribuzione Specializzata del biologico); quale filiera corta per il Biologico; le Organizzazioni dei produttori biologici: regole ed opportunità.“L’obiettivo della prima Assemblea Nazionale dei Produttori Biologici – spiega Ignazio Cirronis, produttore, Presidente UNAPROBIO e Coordinatore della Sezione Soci Produttori FederBio - è quello di elaborare una “Carta dei Produttori biologici italiani” e avviare un dialogo con gli interlocutori che possano dare le risposte che essi attendono da tempo. Abbiamo esteso e continuiamo ad estendere l’invito a tutte le realtà produttive, per unire l’intero settore. E’ giunto infatti il momento che parlino i produttori sui temi più importanti, dalle questioni dei prezzi e del mercato ai PSR, dalla lotta agli OGM fino alle questioni tecniche e più in generale sulle politiche per il Biologico”. “Due giorni per comprendere le opportunità e le minacce che il settore del Biologico italiano vive – spiega Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio.- L’incontro e il confronto tra tutte le realtà che nel nostro Paese producono prodotti biologici diventano necessari. L’Assemblea intende essere un momento dedicato al Biologico italiano, per instaurare una collaborazione duratura nel tempo che abbia come unico e condiviso obiettivo una crescita del comparto su basi ancor più solide”.
FederBio: al seminario InterBio la presentazione di uno studio sulle prospettive commerciali per i prodotti bio italiani all’estero
federbioFederBio: al seminario InterBio la presentazione di uno studio sulle prospettive commerciali per i prodotti bio italiani all’estero
Giovedì 16 dicembre dalle ore 10.30 alle ore 13.30 presso la Sala del Comando Carabinieri del Ministero delle Politiche Agricole (Via Torino 44) a Roma, si tiene il seminario di presentazione dello studio sui mercati e sulle prospettive commerciali per i prodotti bio italiani all’estero collegato al progetto InterBio.
Il progetto “InterBio”, attivo da circa un anno e mezzo, è coordinato dallo IAMB - Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari – ed è finanziato dal Mipaaf nel quadro del Piano d’Azione Nazionale per l’agricoltura Biologica.
Il seminario rappresenta la parte conclusiva delle attività progettuali e presenta uno studio, realizzato in collaborazione con l’Università di Perugia e con FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, che è stato realizzato per poter dimostrare la rilevazione dell’andamento dei consumi interni e dei prezzi, la valutazione del potenziale produttivo nazionale; una analisi delle tendenze in atto dell’export dei prodotti bio italiani e degli sviluppi futuri in alcuni mercati di riferimento; una indagine sulle percezioni degli operatori esteri nei confronti dei prodotti biologici italiani; l’evoluzione della partecipazione delle aziende biologiche italiane nelle fiere internazionali e la formulazione di indirizzi per rendere più efficaci le attività svolte dalle Regioni a supporto della partecipazione alle fiere internazionali.
“Lo studio sulle prospettive commerciali per i prodotti bio italiani all’estero – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – ci presenta uno scenario interessante per il settore del Bio Made in Italy, molto apprezzato e richiesto nei Paesi europei e non solo. La collaborazione con IAMB e con l’Università di Perugia ci ha permesso di raccogliere informazioni, dati, valutazioni necessarie per la nostra Federazione, che guida e supporta molte aziende italiane nel loro percorso di commercializzazione sui mercati esteri, grazie al supporto del Ministero delle Politiche Agricole, dell’ICE e di Buonitalia.
La partecipazione al progetto InterBio nel suo complesso ha permesso inoltre alla Federazione di condurre attività, iniziative e approfondimenti per portare ulteriore valore aggiunto al comparto, utile soprattutto in questo momento di continua crescita”.
PROGRAMMA DEL SEMINARIO
Registrazione ore 10.00 - Inizio lavori ore 10.30
Moderatore: Luigi Guarrera (Coordinatore InterBio) IAMB- Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari
Saluti:
Maurizio Raeli – Direttore Aggiunto IAMB - Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari
Teresa De Matthaeis – Direttrice Ufficio SAQ X “Agricoltura Biologica”
Interventi:
Giuseppina Gaeta (Ecor/Natura Sì) "Il canale dei negozi biologici, una specificità italiana".
Roberto Pinton (Assobio) “I consumi nei negozi specializzati bio” “ Le opportunità per i produttori bio italiani nel mercato globale”
Roberta Callieris (IAMB), Chiara Musco (FederBio) “Il data-base delle fiere internazionali e i risultati dell’indagine sulla partecipazione delle aziende bio italiane nelle fiere internazionali”
Gianluigi Cardone (IAMB) “Il supporto pubblico delle Regioni per la partecipazione alle fiere internazionali degli operatori biologici”
Fabio Maria Santucci (Università di Perugia) “Realtà e prospettive per il biologico italiano”
Interventi dalla sala
Operatori e Istituzioni: strategie di valorizzazione del bio italiano sui mercati internazionali
Sono previsti interventi di AIAB - Associazione Italiana Agricoltura Biologica,
BuonItalia, ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero e Regione Emilia-Romagna
Dibattito - Fine lavori 13.30
FederBio: cresce ancora il biologico
federbioIl Panel continuativo Ismea/Nielsen evidenzia una crescita dei consumi bio in Italia nonostante la situazione di crisi e la conseguente contrazione della domanda di generi alimentari.
Il Panel evidenzia un incremento della spesa domestica in prodotti biologici nei primi dieci mesi dell’anno del 12,1% sul pari periodo del 2009, rafforzando il trend positivo degli ultimi due anni (+6,9% nel 2009 , +5,2% nel 2008). Questi dati sono riferiti alla GDO, dove il biologico, introdotto da poco tempo, è sempre più richiesto.
Nel settore dei negozi specializzati, punto di riferimento da anni per i consumatori di biologico, si registra una situazione ancora più positiva: nella rete di supermercati NaturaSì e nei negozi Cuorebio l’incremento degli acquisti di prodotti bio nei primi dieci mesi del 2010 è stato superiore al 15%.
“Si tratta di dati molto positivi, che dimostrano come il comparto sia in continua fase crescente. – commenta Paolo Carnemolla, presidente di FederBio – I consumatori si avvicinano sempre di più a questo genere di prodotti certificati e quindi garantiti, sia in supermercati e ipermercati sia nel canale specializzato. La necessità di sicurezza alimentare e l’attenzione per la tutela ambientale sono infatti due fattori importanti che trovano la naturale risposta nel biologico. Ecco che con questa chiave di lettura è molto interessante notare la controtendenza del comparto bio rispetto agli alimenti convenzionali (grocery e ortofrutticolo fresco sfuso), che nello stesso periodo hanno registrato una flessione del 2%. Va registrato anche che la continua crescita del volume delle vendite si traduce in una riduzione di prezzo dei prodotti biologici, sempre più alla portata di tutti i consumatori consapevoli”
Questi i dati Ismea/Nielsen:
“A trainare le vendite del biologico, con aumenti compresi tra il 16% e il 20% e un peso sul totale degli acquisti pari al 16%, è il comparto dei cereali e derivati (pasta, pane e sostituti, biscotti, dolciumi e snack), a eccezione del riso che cede l'8,5% sui primi dieci mesi dello scorso anno. Per l'ortofrutta fresca e trasformata, che rappresenta il 22% degli acquisti totali, la crescita, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, è stata del 5,5%, con punte del 76,5% per le melanzane, del 15,2% per le mele e del 11,8% per le zucchine. Le rilevazioni Ismea mostrano, al contrario, riduzioni del 6,4% per i pomodori e del 4,4% per le pere.
Inoltre prosegue l'andamento positivo del comparto lattiero caseario che segna un incremento complessivo della spesa bio dell'11,1% (18,4% il peso sul totale della spesa) grazie in particolare ai maggiori acquisti di latte fresco (+24,3%), burro (+11,7%) e yogurt ( +1,6%).
A contribuire alla crescita sono stati, in questi primi dieci mesi, anche l'olio extravergine (+10,3%) e le uova (+8,1%).
Riguardo all'andamento dei prezzi al dettaglio, Ismea rileva nel mese di ottobre 2010 valori in discesa per i principali prodotti confezionati sia nel confronto su base mensile, sia rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre emergono rincari, in particolare su base annuale, per l'ortofrutta fresca e sfusa”.
Il sistema di certificazione nazionale dei prodotti biologici: situazioni e prospettive di riforma: FederBio evidenzia il ruolo chiave del sistema di controllo e certificazione per un sano sviluppo del settore
federbioIl sistema di certificazione nazionale dei prodotti biologici: situazioni e prospettive di riforma
FederBio evidenzia il ruolo chiave del sistema di controllo e certificazione per un sano sviluppo del settore
A fronte della continua e forte crescita del mercato dei prodotti biologici italiani, pur in un momento sempre più difficile per l’agroalimentare italiano, l’efficienza di funzionamento e l’efficacia delle garanzie offerte dal sistema di controllo e certificazione sono uno dei temi più delicati ed importanti sicuramente per le Istituzioni e gli operatori, ma soprattutto per i consumatori.
Se ne è discusso al Convegno organizzato da FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, “Il sistema di certificazione nazionale dei prodotti biologici: situazioni e prospettive di riforma”, che si è svolto il 1° dicembre a Roma, presso Unioncamere.
L’incontro, che ha visto gli interventi di Adriano Rasi Caldogno, Capo Dipartimento MiPAAF, Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio, Fabrizio Piva, Coordinatore Sezione Soci OdC FederBio, Oreste Gerini di ICQRF, Filippo Trifiletti, Direttore Generale di Accredia, Laura Allegrini, Relatrice in Commissione Agricoltura Senato, Teresa De Matthaeis, Dirigente Ufficio SAQ X- MIPAAF, Riccardo Cozzo, Rappresentante IFOAM UE, Davide Barchi, Servizio Valorizzazione delle Produzioni - Regione Emilia Romagna, Andrea Sisti, Presidente dell'Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, Alessandro Pulga, Direttore ICEA, ha voluto promuovere il confronto e il dialogo fra i protagonisti del sistema, punto fondamentale per assicurare un sano sviluppo del settore, e ha evidenziato la necessità di condivisione di obiettivi di semplificazione e armonizzazione anche in relazione al quadro normativo europeo.
“Il sistema di controllo e certificazione è uno degli aspetti più importanti del nostro comparto in quanto garanzia per il mercato e per i consumatori. – precisa Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – La nostra Federazione sta lavorando molto su questo aspetto ed ha lanciato nei mesi scorsi uno specifico Piano d’azione migliorare la collaborazione e l’integrazione fra i soggetti interessati e per risolvere alcune criticità affinché si possa raggiungere una migliore efficienza e trasparenza dell’attività degli Organismi di Certificazione. Molto si deve ancora fare, a cominciare da una più stretta collaborazione con le Istituzioni preposte e le Autorità pubbliche di controllo, sia per semplificare adempimenti e procedure che per integrare l’operatività di tutti i soggetti coinvolti. Sottolineo inoltre che l’analisi delle attività e dei risultati del sistema di certificazione degli Organismi soci di FederBio evidenzia un lavoro continuo e costante, come dimostrato dai dati 2009, fatto di migliaia di ispezioni e analisi di laboratori, che portano anche alla messa in luce di casi da seguire o di criticità da affrontare che vanno affrontate con il massimo rigore e trasparenza. I prodotti biologici continuano ad essere i più controllati e sicuri per i consumatori, tuttavia è necessario non abbassare mai la guardia, specie ora che il mercato è in forte crescita”.
“Il nostro ruolo di ultimo anello di garanzia delle valutazioni di conformità, nell’agroalimentare italiano di qualità, è ormai un punto di riferimento sicuro – dichiara Filippo Trifiletti, Direttore Generale di Accredia. Con l’entrata in vigore del Reg 765/2008 per l’accreditamento e la vigilanza del mercato, Accredia assume formalmente un ruolo di garanzia all’interno del sistema delle certificazioni regolamentate (non solo bio, ma anche dop e igp, incluso il delicato settore del vino), sforzandosi di realizzare un efficace modello di sussidiarietà, anello di congiunzione tra le strutture pubbliche responsabili e gli operatori del sistema di controllo. L’ente di accreditamento italiano garantisce ai produttori certificati, in generale, al di là del comparto del biologico, il riconoscimento su tutti i principali mercati mondiali, grazie al principio del mutuo riconoscimento, ed è perciò un valido “passaporto” per l’affermazione delle produzioni agroalimentari di qualità sui mercati dell’export, oltre che su quello nazionale.”
Come infatti emerso dai dati essenziali dell’attività del sistema di certificazione presentati durante il Convegno, il biologico è sicuramente un settore controllato.
Se si prendono in considerazione le 3.255.605 aziende italiane legate all’alimentare, dalle industrie alimentari ai supermercati, dai dettaglianti ai grossisti, dai pubblici servizi alle aziende agricole, quelle che hanno ricevuto una visita ispettiva dalle autorità pubbliche nazionali o regionali (Nuclei Antifrodi Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari, Servizi Igiene degli Alimenti e Nutrizione delle A.S.L, Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS), ICQRF Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari) nel 2009 sono state 249.883 (il 7,8%) nelle quali sono emerse 59.653 irregolarità penali o amministrative.
A differenza di questa situazione le aziende biologiche che hanno ricevuto una visita ispettiva nel 2009 sono il 100%, con una frequenza 13 volte superiore: un’azienda convenzionale infatti mediamente riceve un’ispezione ogni 12 anni e 8 mesi, un’azienda biologica riceve mediamente un’ispezione ogni 9 mesi.
In particolare i 10 Organismi di Controllo e Certificazione associati a FederBio hanno certificato nel 2009 46.304 operatori bio, ovvero il 95,4% degli operatori biologici italiani. Le verifiche ispettive eseguite sono state 49.922 e il numero di analisi sempre nel corso del 2009 è stato di 5.527 (incidenza dell'11.9%, ossia un'analisi ogni 8,4 aziende), con una positività pari al 5,66%.
Interessante è anche la considerazione dei dati relativi all’attività 2009 dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari. Nell’agro-alimentare non biologico ICQRF ha effettuato 27.000 ispezioni, e ha controllato oltre 21.000 operatori e più di 62.000 prodotti, con l’analisi di 8.800 campioni di prodotti, di cui più di 800 sono risultati irregolari. Da gennaio a dicembre sono state inoltrate all’autorità giudiziaria 349 notizie di reato, di cui 254 per irregolarità riscontrate nella composizione dei prodotti.
Più nel dettaglio nel 2009 l’ICQRF ha dato molta attenzione ai controlli sulle produzioni di qualità regolamentata, legate all’origine, alle specificità e ai metodi produttivi, maggiormente rappresentative del made in Italy agro-alimentare che ci permettono di fare una comparazione tra il settore del biologico e il settore dei prodotti DOP, IGP e STG.
In riferimento al settore del biologico l’ICQRF ha eseguito 1.694 ispezioni, con 1.547 Operatori controllati, il 3,5% dei quali è emerso con irregolarità. I prodotti controllati sono stati 3.220, con analisi di 544 campioni (con risultato di 4% di campioni irregolari).
Dai controlli eseguiti sempre nel 2009 da ICQRF sui prodotti DOP, IGP e STG si sono registrate 2.106 ispezioni con 1.968 operatori controllati di cui l’11,3% sono risultati irregolari. I prodotti controllati sono stati 3.184 con analisi di 731 campioni (con risultato di 5,1% di campioni irregolari).
FederBio: apprezzamento al Ministro Galan per il sostegno all’agricoltura biologica
federbioFederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodonamica, esprime un vero apprezzamento per la proposta del Ministro Galan che ha portato all’approvazione delle misure a sostegno del comparto del biologico.
Il Comitato interministeriale per la programmazione economica, Cipe, infatti, ha approvato la proposta di riparto del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, dei 100 milioni di euro destinati al settore agroalimentare nell'ambito del Fondo Infrastrutture, ai sensi dell'art. 2, comma 55, della Legge n. 191/2009 (finanziaria 2010), dei quali 4 milioni sono destinati al bio.
“La decisione del Ministro Galan di proseguire nel sostegno all’agricoltura biologica anche nel 2011 destinando 4 milioni di euro al Piano d’azione di settore è la conferma dell’attenzione del Ministro verso il biologico e merita il nostro apprezzamento sincero.” Sottolinea Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio. “È tuttavia necessario mettere in trasparenza le attività fino ad ora svolte nell’ambito del Piano d’azione nazionale di settore, come la Federazione chiede ormai da mesi, in particolare per le attività affidate direttamente a enti esterni al Ministero, e cambiare le modalità di gestione. In tal senso la nuova dirigenza del Ministero sta svolgendo un lavoro utile e concreto, dunque FederBio auspica che la nuova dotazione del Piano venga sottratta alle logiche e ai meccanismi con cui si è operato nelle fasi più recenti, prima dell’insediamento del Ministro Galan.”
A Metaponto la prima Assemblea Regionale dei Produttori Biologici della Basilicata
federbioSi terrà a Metaponto (MT) presso l’azienda Pantanello SS 106 Jonica km 448,2 alle ore 15,30 il giorno lunedì 25 ottobre 2010, la prima Assemblea Regionale dei Produttori Biologici della Basilicata, promossa dalla Sezione Soci Produttori FederBio (Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica) in preparazione della prima Assemblea Nazionale dei Produttori Biologici che si terrà l'8 e 9 febbraio 2011 a Milano, un evento che vuole essere un momento di confronto tra produttori delle diverse regioni italiane, come non accade, oramai, da più di 15 anni.
Nel biologico si fa fatica a reggere la concorrenza di produttori che operano in paesi dove ci sono meno regole e condizioni da rispettare che in Italia o in Europa. E che dire della difficoltà di stare dentro a delle filiere nelle quali la parte del leone non la fa il produttore, ma colui che distribuisce il prodotto, al punto che il prezzo lievita anche di 5 volte dalla produzione al consumo. Come è possibile invertire l'attuale situazione? Come sviluppare i circuiti brevi? Come potenziare la presenza dei produttori nella fase di distribuzione? E' possibile praticare accordi interprofessionali che garantiscano tutte le parti, chi produce, chi trasforma e distribuisce e chi consuma?
Si discuterà di questi temi durante l’Assemblea Regionale per essere pronti all’incontro con tutti i produttori biologici d’Italia durante l’Assemblea Nazionale dei Produttori Biologici, evento promosso dalla Sezione Soci Produttori FederBio ed esteso a tutte le principali associazioni ed organizzazioni del comparto e ha trovato l’entusiastica adesione anche di AGRIBIO, ANABIO-CIA, ANAPROBIO-Copagri, della Federazione Agricoltori Biologici Confagricoltura, di Terra Sana Italia e UNAPROBIO.
Durante l’Assemblea Nazionale di febbraio 2011 verranno affrontati e sviluppati importanti temi per la tutela del reddito dei produttori biologici: gli accordi interprofessionali e progetti di filiera (con rappresentanti della GDO e della Distribuzione Specializzata del biologico); quale filiera corta per il Biologico; le Organizzazioni dei produttori biologici: regole ed opportunità.
“L’obiettivo della prima Assemblea Nazionale dei Produttori Biologici – spiega Ignazio Cirronis, produttore, Presidente UNAPROBIO e Coordinatore della Sezione Soci Produttori FederBio - è quello di elaborare una “Carta dei Produttori biologici italiani” e avviare un dialogo con gli interlocutori che possano dare le risposte che essi attendono da tempo. Abbiamo esteso e continuiamo ad estendere l’invito a tutte le realtà produttive, per unire l’intero settore. E’ giunto infatti il momento che parlino i produttori sui temi più importanti, dalle questioni dei prezzi e del mercato ai PSR, dalla lotta agli OGM fino alle questioni tecniche e più in generale sulle politiche per il Biologico”.
“Due giorni per comprendere le opportunità e le minacce che il settore del Biologico italiano vive – spiega Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio.- L’incontro e il confronto tra tutte le realtà che nel nostro Paese producono prodotti biologici diventano necessari. L’Assemblea intende essere un momento dedicato al Biologico italiano, per instaurare una collaborazione duratura nel tempo che abbia come unico e condiviso obiettivo una crescita del comparto su basi ancor più solide”.
FederBio: l’agricoltura biologica per la sicurezza alimentare mondiale
federbioIn occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica sottolinea l’importanza di promuovere un metodo agricolo sostenibile per essere “Uniti contro la fame”
Produrre più cibo, in modo più sostenibile, e farlo arrivare nelle bocche di coloro che ne hanno più bisogno, con forza di volontà, coraggio e determinazione: “Uniti contro la fame” è il tema che durante tutto l’arco dell’anno ci accompagna alla Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2010, sabato 16 ottobre, scelto per riconoscere gli sforzi compiuti contro la fame nel mondo a livello nazionale, regionale e anche internazionale.
Nel 2009 è stata raggiunta la soglia critica di un miliardo di persone che soffrono la fame in tutto il mondo, in parte a causa dell’aumento dei prezzi alimentari e della crisi finanziaria. Alla vigilia del “vertice sulla fame”, Diouf ha lanciato una petizione per riflettere l’indignazione morale su questa situazione, il progetto “1billionhungry”, abbracciato anche da FederBio, la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, per raggiungere il maggior numero possibile di firme contro la fame sul sito Internet www.1billionhungry.org.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2010 diventa quindi necessario fare una riflessione sull’agricoltura e sul suo futuro per contribuire alla sconfitta della fame, della povertà e della malnutrizione.
“Se cerchiamo un modello agricolo sostenibile - sottolinea Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio - che salvaguardi le tradizioni e soprattutto il legame con il territorio, che sia basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, che garantisca un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali, lo troviamo proprio nell’agricoltura biologica. Ricorda sempre l’intellettuale indiana Vandana Shiva, recentemente in riferimento alla situazione del suo Paese, che "abbiamo bisogno di ridurre i costi della produzione, in modo che gli agricoltori non si debbano indebitare. La sola via per farlo è promuovere l'agricoltura biologica che si è diffusa nel mondo a partire dall'India. Cambiare il modo di produrre cibo e di distribuirlo è vitale e deve essere lasciato nelle mani dei nostri agricoltori”. La crescita continua dell’agricoltura biologica in Italia, ma anche nel resto del mondo, è un segnale positivo. I consumatori che si avvicinano al biologico lo fanno anche per una questione di valori, quali la tutela ambientale, la tutela del lavoro dei piccoli produttori, della biodiversità, e il bisogno di sicurezza alimentare. Crediamo quindi, in numero sempre più crescente, che l’agricoltura e l’allevamento biologici siano l’alternativa praticabile. Il passo che fa la differenza è la trasformazione della normativa biologica in una pratica quotidiana di produzione agricola e alimentare sostenibile e di qualità, a garanzia della sicurezza in tutti i Paesi, a partire da quelli del Sud del mondo per arrivare a quelli industrializzati”.








