Il bio italiano al Foodex Japan

Il bio Made in Italy ritorna in Giappone. Dal 5 all’8 marzo a Tokyo alcune aziende italiane e i loro prodotti bio saranno protagonisti a Tokyo grazie al progetto Organic Food Organic MoodrnVino, pasta e legumi, olio di oliva extra vergine, marmellate, confetture, succhi di frutta e conserve, prodotti da forno, snacks e merendine bio e italiane: dal 5 all’8 marzo 5 aziende bio italiane partecipano a Foodex Japan - la più importante manifestazione fieristica del Giappone per il settore agroalimentare – presso lo stand OFOM (Organic Food Organic Mood) Hall.3 stand 94/95. Mercoledì 6 marzo presso Sala Seminariale della Hall. 3 è previsto l’evento informativo OFOM che metterà in luce le caratteristiche qualitative dei prodotti biologici e fornirà dettagli sul sistema di certificazione dei prodotti biologici europei come garanzia di sicurezza alimentare. L’incontro è aperto agli operatori del settore e in particolare ai buyer giapponesi. Al termine dell’evento sarà offerta ai partecipanti una degustazione guidata dei prodotti bio Made in Italy per far comprendere come ORGANIC FOOD ORGANIC MOOD sia sinonimo di qualità, garanzia e gusto. FederBio, nell’ambito del progetto Organic Food Organic Mood - un programma triennale (2012/2015) finanziato dall’Unione Europea e dallo Stato Italiano e realizzato dall’ATI FederBio – Bioagricoop - CiBi – contribuisce alla promozione  e al fare informazione sui prodotti biologici certificati ai sensi del regolamento CE n. 834/2007, nei Paesi extra europei. L’obiettivo della presenza delle iniziative in Giappone è quello di favorire la conoscenza dei requisiti qualitativi, salutistici e nutrizionali dei prodotti da agricoltura biologica e del sistema di certificazione comunitaria, consolidando e ampliando i consumi del bio anche nel mercato giapponese.Le prossime tappe del progetto OFOM si svolgeranno nuovamente in Giappone nel mese di giugno. Sono previsti due importanti eventi, il Laboratorio del Gusto e il Workshop per la GDO. Il successivo appuntamento sarà a novembre con la partecipazione al Biofach Japan.rnIL PROGETTO “OFOM è sicurezza e buon gusto per i consumatori”.E’ un programma triennale (2012/2015) finanziato dall’Unione Europea e dallo Stato Italiano e realizzato dall’ATI FederBio – Bioagricoop - CiBiIl progetto si rivolge in particolare in USA, Cina e Giappone.Il paniere di prodotti da agricoltura biologica sui quali è prevalentemente indirizzata la campagna è il seguente: ortofrutta e prodotti trasformati (succhi e conserve), vino, cereali e prodotti derivati e trasformati, olio extra vergine di oliva, latte e derivati, miele e similari. Il programma è di informazione e promozione combinate e verrà realizzato nelle seguenti città:1. USA: Washington, Baltimore, New York City, Anaheim e Chicago2. Cina: Shanghai e Hong Kong3. Giappone:Tokyo e Osaka


Riforma della PAC - L’ambiente agricolo e’ in crisi, agisci ora!

rn rnUn cartello di associazioni lancia anche in italia una petizione online indirizzata ai parlamentari europei per una riforma ‘verde’ della politica agricola comunern rnFirma sul sito http://it.farmingfornature.eurn rnIn vista della votazione in plenaria del Parlamento Europeo sulla riforma della Politica Agricola Comune (PAC) 2014-2020, annunciata per il prossimo 11 marzo, le Associazioni ambientaliste e dell’Agricoltura biologica e biodinamica italiane credono sia giunto il momento di voltare pagina e finanziare solo le buone pratiche agricole che rispettano la Natura e che producano cibo sano con modalità che siano sostenibili anche per le future generazioni. Per questo hanno lanciato a livello europeo, anche in lingua italiana, una petizione online indirizzata ai parlamentari europei impegnati nei prossimi giorni a decidere sul futuro dell’agricoltura.rn277 associazioni ed organizzazioni europee hanno già inviato una lettera aperta a tutti gli europarlamentari ( https://www.wwf.it/UserFiles/File/Lettera%20aperta_PAC_1marzo2013.pdf) per ribadire perché la politica agricola europea ha bisogno di urgenti riforme. Con la petizione online tutti i cittadini europei possono far sentire la loro voce per sostenere una autentica riforma verde della PAC che renda l’agricoltura europea più pulita, sostenibile, sana e giusta.rnPer più di cinquant’anni l’Unione Europea ha incentivato e finanziato pratiche agricole dannose, che inquinano i nostri suoli, le nostre acque e la nostra aria, mentre la buona agricoltura biologica e biodinamica veniva sempre più penalizzata e marginalizzata, sprecando in questo modo i soldi dei contribuenti.L’attuale crisi economica colpisce un’agricoltura già attraversata da una profonda crisi strutturale, in Italia le aziende sono calate in 10 anni del 32,2% e il loro reddito del 25,3%, mentre in Europa nell’ultimo decennio si sono persi complessivamente 3,7 milioni di posti di lavoro nell’agricoltura. Il 92% dei fiumi e dei laghi di tutta Europa sono inquinati per l’uso eccessivo di concimi chimici e pesticidi e soffrono per l’eccessivo prelievo di acqua destinata all’agricoltura (in Italia il 60% dei consumi idrici), negli ambienti agricoli dal 1980 ad oggi sono andati persi oltre 300 milioni di uccelli selvatici. I dati sull’ambiente in Europa evidenziano una crisi generalizzata della biodiversità e il consumo di suolo agricolo negli ultimi sessant’anni, un milione e mezzo di ettari dei terreni più fertili in Italia, mette a rischio anche la sicurezza alimentare. Questa crisi è il punto di arrivo di un modello di agricoltura non più sostenibile per modalità di produzione e di consumo. Tutto questo non è più accettabile.rn“Se non vuoi che i tuoi soldi siano usati per finanziare pratiche agricole che devastano il territorio chiedi ai tuoi rappresentanti al Parlamento Europeo di votare a metà marzo per una politica agricola più verde. Per la prima volta nella storia infatti hanno il potere di votare per una politica agricola amica della Natura, che non sperperi i nostri soldi e che serva a produrre cibo sano in maniera più sostenibile. Questo porterà benefici per tutti” chiede l’appello online promosso a livello europeo da Birdlife, EEB, IFOAM e WWF (organizzazioni rappresentate in Italia dalle Associazioni nazionali LIPU, Legambiente, Federazione nazionale Pro Natura , AIAB, Federbio, FIRAB, UPBio, WWF). All’appello hanno aderito anche altre Associazioni nazionali riunite in un tavolo di lavoro comune sulla riforma della PAC come il FAI (Fondo Ambiente Italiano), Italia Nostra, Touring Club Italiano, Associazione Italiana Agricoltura Biodinamica, SIEP (Società Italiana Ecologia del Paesaggio) e Slow Food.rnLa mobilitazione delle Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica e biodinamica europee e nazionali intende ribaltare alcune decisioni assunte dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo considerate insostenibili per l’ambiente e penalizzanti per le pratiche agricole più virtuose e sostenibili.rnNella plenaria di marzo le Associazioni chiedono per questo ai Parlamentari Europei di votare per una vera riforma della Politica Agricola Comune (PAC) che:rn1. ASSICURI l’adozione delle migliori pratiche agricole per la tutela dell’ambiente da parte di tutti gli agricoltori che beneficiano dei pagamenti diretti della PAC (il cosiddetto “greening”), mentre la proposta attuale prevede l’esclusione delle aziende sotto i 10 ettari;rn2. RESPINGA i doppi pagamenti illegali proposti dalla Commissione Agricoltura, che consentirebbero di pagare due volte gli agricoltori per le stesse attività;rn3. REINTRODUCA l’obbligo per gli agricoltori del rispetto delle normative europee in materia di tutela dell’ambiente, sicurezza alimentare, benessere animale e salute pubblica per poter ricevere i finanziamenti comunitari, attraverso la cosiddetta “condizionalità”.rn4. SOSTENGA maggiormente l’agricoltura biologica ed i sistemi agricoli di Alto Valore Naturale.rnIn questo scenario l’agricoltura biologica deve assumere un ruolo completamente nuovo rispetto al passato, utile per il futuro di tutta l’agricoltura, diventando metodo produttivo centrale dal quale partire per un nuovo modello di riferimento basato su valori etici e sociali e sulla tutela dei beni pubblici. Sono, infatti, proprio le aziende biologiche che attraverso la diversificazione (base fondante dei principi del biologico) hanno saputo interpretare la multifunzionalità in misura maggiore rispetto alle altre e che oggi si dimostrano più resilienti anche sul piano economico e in sintonia maggiore con l’ambiente e i bisogni dei cittadini. Per questo l’agricoltura biologica deve essere maggiormente sostenuta da un’autentica riforma della PAC.rnLa campagna online prosegue anche sui siti delle varie associazioni e sui Social Network.


Le Foll presenta un progetto agro-ecologico per la Francia. FederBio: un esempio per l’Italia

Carnemolla: “La proposta di Le Foll di raddoppiare le superfici coltivate a biologico attraverso un piano di conversione dell’agricoltura convenzionale, sostenuto dalle risorse della prossima programmazione della PAC, è la stessa che da tempo FederBio e tutte le organizzazioni del mondo ambientalista hanno rivolto al Governo italiano e alle forze politiche anche nella recente campagna elettorale”.rnIl ministro dell'Agricoltura francese Stephan Le Foll ha presentato una comunicazione su un  "progetto agro-ecologico" per la Francia, che parte dalla necessità di avviare cambiamenti nei modelli di produzione per coniugare efficienza economica ed ambientale. Il progetto prevede nuovi piani operativi e l’elaborazione di due piani già esistenti. In particolare: piano "energia, biogas, autonomia, azoto", che consentirà di attuare una gestione globale dell'azoto sui territori e di valorizzare l'azoto organico presente nei reflui zootecnici; un piano "proteine vegetali" che verrà promosso per contribuire all'autonomia delle aziende agricole foraggere; un programma nazionale "obiettivo bio 2017" volto a raddoppiare le aree biologiche entro il 2017; un piano per incrementare la produzione apistica; un piano per fissare degli obiettivi di diminuzione dell'utilizzo dei pesticidi.  “La proposta di un progetto agro-ecologico per l’agricoltura francese, una delle più forti in Europa, è un esempio che anche la politica italiana deve seguire per ridare credibilità alla spesa pubblica in agricoltura, per tutelare l’ambiente e la salute e nel contempo per delineare un futuro sostenibile anche per i giovani agricoltori. – sottolinea Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio. - La proposta di raddoppiare le superfici coltivate a biologico attraverso un piano di conversione dell’agricoltura convenzionale, sostenuto dalle risorse della prossima programmazione della PAC, è la stessa che da tempo FederBio e tutte le organizzazioni del mondo ambientalista hanno rivolto al Governo italiano e alle forze politiche anche nella recente campagna elettorale. Forse proprio un Parlamento in cui sono necessarie alleanze trasversali su grandi temi e composto in parte così significativa da giovani e donne, nel quale conteranno meno le solite, vecchie lobby agricole e industriali, è il contesto ideale per tornare a progettare un futuro per il Paese e la nostra agricoltura.”


FederBio lancia la piattaforma informatica internazionale per la tracciabilità dei prodotti biologici

Venerdì 15 febbraio a Biofach presso lo stand del consorzio “Il Biologico” il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla ha firmato l’accordo con la software house austriaca Intact per la la realizzazione in Italia delle prima piattaforma informatica internazionale per la tracciabilità dei prodotti biologici, la cui operatività è prevista già dal prossimo mese di luglio 2013.rnAlla firma dell’accordo erano presenti i coordinatori delle sezione soci organismi di certificazione e trasformatori/distributori di FederBio Fabrizio Piva e Lino Nori, il Segretario dell’associazione europea degli organismi di certificazione EOCC Jan Winkler Kroll e alcune fra le più importanti imprese italiane del settore.rnLa piattaforma internazionale per la tracciabilità delle produzioni e delle transazioni commerciali si collegherà alla banca dati Data Bio dei certificati di tutti gli operatori del settore che FederBio sta sviluppando in collaborazione con ACCREDIA, l’ente unico nazionale di accreditamento degli organismi di certificazione, e con il sistema informatico nazionale per il biologico che ha realizzato il ministero delle Politiche agricole, ma si estenderà anche all'estero.rnIl sistema consentirà di gestire tutte le superfici coltivate per i prodotti che possono presentare elementi di rischio a causa delle crescenti importazioni (cereali e materie prime per i mangimi animali), garantendo la verifica delle quantità e della tracciabilità qualsiasi sia la complessità del circuito commerciale di questi prodotti.rnL'assoluta novità della banca dati è che, concepita al servizio del settore italiano, censirà però tutte le informazioni anche delle aziende straniere che dovessero diventare fornitrici delle nostre imprese. rn"Per alcune produzioni, in particolare per quelle destinate all'alimentazione degli animali, come la soia, il girasole, il mais e altri cereali, l'Italia è deficitaria e deve rifornirsi all'estero di parte del suo fabbisogno, anche perché manca del tutto una qualsiasi strategia a livello ministeriale e regionale per incentivare tali coltivazioni sul territorio nazionale. – spiega Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio - Il nuovo sistema, a cui hanno già annunciato l'adesione le maggiori catene della grande distribuzione e del canale specializzato, stoccatori, mangimifici e imprese molitorie, prevede che anche la più piccola partita di prodotto che entra nelle filiere italiane venga monitorata fin dall'azienda di produzione agricola, ovunque essa si trovi. L'ambizione del sistema, nato da incontri tra italiani e austriaci, è di diventare a breve lo standard di fatto a livello europeo e non solo. Le potenzialità della strumentazione messa in campo ha già riscosso vivo interesse in Svizzera, mercato assai rilevante: l'organizzazione unitaria del biologico elvetico sta valutando di aderire al progetto lanciato dalla Federazione".rnContinua Carnemolla: “Una grave frode scoperta a fine 2011 ci ha convinto della necessità di innovare radicalmente gli strumenti per il controllo del mercato, a cominciare dai prodotti più a rischio  a causa delle crescenti importazioni e della lunghezza della filiera. Abbiamo atteso più di un anno per comprendere se l’enorme quantità di denaro pubblico che ha investito il ministero agricolo potesse produrre un qualche miglioramento dell’efficacia del sistema di controllo, ma, per quello che si vede, al momento si sta rischiando piuttosto la paralisi del sistema. Abbiamo così deciso di investire massicce risorse private per dotare finalmente il settore biologico nazionale di un nuovo strumento di controllo aggiuntivo che non ha al momento eguali in Europa. La larga rappresentatività di FederBio (i nove organismi di certificazione associati controllano circa il 95% degli operatori biologici italiani), l'adesione dei principali operatori nazionali e l'interesse da parte delle analoghe organizzazioni continentali ci fanno ben sperare sul fatto che il nuovo sistema di tracciabilità possa essere utilizzato dalla parte più rilevante del mercato, garantendo una sicurezza assolutamente blindata.”


Biofach 2013 - intervista al Presidente di FederBio: accordo per la tracciabilità delle importazioni

 rn Paolo Carnemolla: accordo per la tracciabilità delle importazionirn rn rn


Un frutto per amico: a febbraio scopri e prova le arance biologiche

Frutta e verdura sono i migliori amici del nostro benessere.Lo dicono tutte le ricerche: la frutta, come la verdura, è alla base di una buona alimentazione e l’agricoltura biologica offre prodotti di qualità controllata, privi di residui chimici, pronti da gustare e da condividere con le persone care. Il progetto Un Frutto per Amico, sviluppato dai Supermercati bio NaturaSì e dai negozi Cuorebio, permette di fare amicizia con i frutti bio di stagione.rnA febbraio le protagoniste sono le arance, che rappresentano un valido aiuto per seguire una dieta sana ed equilibrata e per adottare una alimentazione corretta, nonché per creare simpatiche ricette salutari per i più piccoli. Inoltre, come dicevano i nostri nonni e come consigliano molti esperti, le arance e gli agrumi in genere ci possono aiutare a combattere i malanni di stagione.rnAnche in cucina le arance sono davvero utili: per preparare con la marmellata torte e biscotti, per accompagnare con la spremuta la prima colazione, per insaporire con il succo la carne e il pesce, per arricchire le insalate.rnCliccando su www.unfruttoperamico.it gli utenti hanno l’opportunità di conoscere più da vicino le arance bio e di provarle.Come? Compilando dall’11 al 21 febbraio l'apposito form in tutte le sue parti, indicando il Supermercato bio NaturaSì o il negozio Cuorebio più comodo e inviando le informazioni, gli utenti riceveranno come risposta via e-mail un buono da stampare e da presentare al negozio indicato per ritirare, dal 18 al 21 febbraio, un omaggio amico del nostro benessere, una retina di arance bio.rnPer tutte le informazioni: www.unfruttoperamico.itrn 


FederBio: i consumi bio ancora in crescita. L’agricoltura bio è una vera opportunità

Carnemolla: “La crescita dei consumi di biologico è una tendenza in linea con il cambiamento di stili di vita e di atteggiamento verso l’ambiente e la sostenibilità. Invito la politica e la rappresentanza del mondo agricolo e agroalimentare a considerare l’agricoltura biologica come una straordinaria opportunità per il Paese”.rnI risultati dell'ultima rilevazione del panel famiglie ISMEA/GFK EURISKO - riferito agli acquisti di prodotti biologici confezionati presso i punti vendita della grande distribuzione organizzata - dimostrano che la crisi dei consumi non contagia i prodotti biologici: nel 2012 la spesa bio è cresciuta del 7,3%, dopo il più 9% messo a segno nel 2011.rnI dati dimostrano che il settore della produzione biologica risponde molto bene alla domanda del consumatore di sicurezza alimentare, tutela ambientale, qualità organolettica e nutrizionale e quindi alla crescita della consapevolezza del legame esistente tra Cibo, Ambiente e Salute. Il sistema di produzione biologico produce anche beni comuni, in particolare riguardo la qualità dei terreni e delle falde acquifere, la tutela delle biodiversità naturale e agraria, del paesaggio e della salute pubblica. L'agricoltura biologica, per la sua multifunzionalità, rappresenta un contesto agricolo ideale la  qualificazione territoriale e la riqualificazione di altri settori economici per l'economia del nostro Paese: turismo, artigianato, bioedilizia, ristorazione, trasformazione alimentare.rnE’ bene ricordare che l’agricoltura biologica e le attività a essa collegate sono una delle eccellenze italiane, sia in Europa (l’Italia è al primo posto per numero di imprese e superfici coltivate) che nel resto del mondo (l’Italia è all’ottavo posto per dimensioni del settore e fra i primi per flusso di merci esportate.rn« E’ ormai evidente che la crescita dei consumi di biologico è una tendenza in linea con il cambiamento di stili di vita e di atteggiamento verso l’ambiente e la sostenibilità. – sottolinea Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio -  Dunque invito la politica e la rappresentanza del mondo agricolo e agroalimentare a considerare l’agricoltura biologica come una straordinaria opportunità innanzitutto per innovare e per rendere competitiva l’agricoltura italiana e inoltre per rafforzare le potenzialità dell’export del made in Italy nel mondo. Senza ambiguità, nel quadro di sistema normativo e di certificazione europeo e con benefici per la collettività anche in tutela e protezione di beni comuni quali l’ambiente e la salute ».


Premio Ruraland - "Seguimi io non spreco. La tua immagine per un futuro sostenibile” - scadenza 15 aprile 2013

Premio RuraLandrn rnConcorso per immagini “Seguimi io non spreco. La tua immagine per un futuro sostenibile”, la prima iniziativa concorsuale del 2013 della campagna di comunicazione RuraLand.rn rnSi chiede ai giovani di interpretare attraverso immagini il tema degli sprechi, ponendo l’attenzione sull’uso corretto delle risorse naturali.rn rnI giovani come immaginano un futuro più sostenibile? Quale la consapevolezza e la lettura in chiave creativa, delle “sfide” dello Sviluppo Rurale? Come raccontare, attraverso una sola immagine, temi quali la corretta gestione delle risorse idriche, la tutela della biodiversità, il risparmio energetico, la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici? Questa la “sfida” a cui sono chiamati i giovani, che dovranno affiancare alla loro immagine il logo della campagna Ruraland - l’uomo-albero.rn rnPartecipare è semplice, basta iscriversi alla piattaforma Ruraland, leggere con attenzione il bando e compilare la modulistica in ogni sua parte.rn rnClicca e partecipa!rn rnIl concorso scade il 15 aprile 2013 e il termine ultimo per la consegna degli elaborati è previsto per le ore 18.00.rn rn rnIl testo completo del bando ed i relativi allegati sono reperibili al seguente indirizzo web: www.ruraland4.it rn rnEventuali richieste di chiarimenti sul bando potranno essere inviate all’indirizzo e.mail: ruraland@mpaaf.gov.it.


FederBio: Mettiamo la “sicura” al nostro vino. Mettiamo la certificazione Bio.

Il vino biologico, un prodotto unico e autentico, che garantisce sicurezza ai produttori e ai consumatori grazie alla certificazione. FederBio promuove il vino bio con un’adv uscita domenica 3 febbraio su La Repubblica e su Il Venerdì dell’8 febbraiorn “Noi, produttori di vino biologico, siamo sicuri di garantirti un prodotto unico e autentico. La nostra (e la tua) sicurezza si fonda sulla certificazione che impone al vino biologico di essere libero, naturale, privo di fertilizzanti, diserbanti, fungicidi e insetticidi chimici di sintesi. Solo quello certificato, infatti, è il vero vino biologico”.Questo il messaggio che FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, assieme a molti produttori, cantine bio e organismi di certificazione lancia al consumatore. Il vino bio, in tutti i suoi processi di produzione dal campo alla tavola, contribuisce a tutelare l’ambiente, la natura e la biodiversità. La certificazione bio garantisce sicurezza ai consumatori che acquistano un prodotto privo di fertilizzanti, diserbanti, fungicidi e insetticidi chimici di sintesi. I produttori stessi fondano la loro sicurezza sulla certificazione, producendo un vino attraverso un metodo di produzione e trasformazione dettagliatamente codificato da norme europee e nazionali, sottoposto a un sistema di controllo europeo, con regolari ispezioni nelle aziende e prelievo di campioni per escludere contaminazioni anche accidentali da sostanze non ammesse. Solo mettendo la “sicura” al vino e scegliendo la certificazione i produttori offrono al mercato un vino davvero libero, naturale, il vino bio.


FederBio ai Candidati Premier: necessari interventi mirati sul bio per favorire la crescita dell’economia italiana

FederBio, come Federazione di oltre cinquanta organizzazioni che operano nel settore della produzione agricola, alimentare e industriale biologica certificata e come unica organizzazione interprofessionale che rappresenta la larga maggioranza delle imprese che operano nel settore si rivolge ai Candidati Premier con una lettera per proporre alcune iniziative concrete sulle quali costruire una nuova prospettiva di sviluppo per il settore del bio e conseguentemente dell’agroalimentare italianornL’agricoltura biologica e le attività a essa collegate sono una delle eccellenze italiane, sia in Europa (l’Italia è al primo posto per numero di imprese e superfici coltivate) che nel resto del mondo (l’Italia è all’ottavo posto per dimensioni del settore e fra i primi per flusso di merci esportate. Il sistema di produzione biologico produce anche beni comuni, in particolare riguardo la qualità dei terreni, e delle acqua della tutela delle biodiversità naturale e agraria, del paesaggio e della salute pubblica. L'agricoltura biologica, per la sua multifunzionalità, rappresenta un contesto agricolo ideale la  qualificazione territoriale e la riqualificazione di altri settori economici per l'economia del nostro Paese: turismo, artigianato, bioedilizia, ristorazione, trasformazione alimentare. Già oggi l'agricoltura biologica rappresenta la principale forma di impresa e di sviluppo nelle aree rurali, in collina e in montagna. All'estero i prodotti bio italiani rappresentano l'eccellenza e la  tipicità che identificano il “made in Italy” alimentare nel mondo. Si tratta di un settore nel quale sono attivi molti giovani e molte donne, che sicuramente rientra nell'ambito della green economy, elemento di punta e di traino per un nuovo sviluppo economico del Paese. "L'attuale contesto istituzionale, normativo e organizzativo del Paese non è idoneo a supportare uno sviluppo adeguato per il settore, per rendere più innovativa e competitiva anche all'estero l'agricoltura italiana e per connettere le attività economiche nei territori rurali sulla matrice della sostenibilità. – sottolinea Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio - Chiediamo una serie di interventi mirati, che nelle ultime legislature non è stato possibile portare a termine, oltre a strumenti efficaci e mirati che ottimizzino l'impiego delle risorse pubbliche, evitando lo spreco a cui abbiamo assistito negli ultimi anni".FederBio chiede in particolare ai Candidati Premier la creazione di un assetto istituzionale idoneo, per evitare dispersione o sovrapposizione di competenze e strumenti. Per favorire il ruolo dell'agricoltura come comparto per la crescita del Paese, attraverso l'innovazione, la ricerca, l'internazionalizzazione, e in grado di risponder alle sfide del nostro tempo - lotta ai cambiamenti climatici, occupazione, questione energetica - l'attuale organizzazione dei Ministeri dovrebbe essere superata con un accorpamento delle competenze del Ministero agricolo nel Ministero dello sviluppo economico e territoriale in grado di fungere da cabina di regia unica per le politiche di livello europeo e di sistema Paese. Fondamentale anche la semplificazione burocratica, la creazione di agenzie nazionali in grado di mettere in rete i sistemi regionali e nazionali, su temi rilevanti per il settore quale, primo fra tutti, la sicurezza alimentare. Un secondo punto sul quale FederBio invita i Candidati Premier a riflettere è la necessità di innovare l’agricoltura, di promuovere uno sviluppo integrato dei territori rurali e di adottare politiche e strumenti di pianificazione in grado di massimizzare l’utilizzo delle risorse dei fondi europei e di prevenire interventi altrimenti costosi in ambito quali la salute e la tutela ambientale. Tradotto nell’operatività significa vietare la coltivazione di OGM e favorire l’agricoltura biologica e la diffusione dei prodotti biologici nella ristorazione collettiva pubblica, ospedaliera e scolastica, con significativi risparmi di spesa per la sanità, per la tutela del suolo e per la lotta al cambiamento climatico.  Per favorire l’agricoltura biologica FederBio chiede, in ambito di programmazione dei fondi europei, che venga data priorità alla conversione al metodo biologico con una dotazione adeguata e obbligatoria nell’ambito dei piani di sviluppo regionale, chiede il rifinanziamento del Piano d’azione nazionale di settore, oltre a una fiscalità di vantaggio per le imprese del settore e per i prodotti biologici, in relazione ai benefici sulla salute e sull’ambiente che il settore produce, a favore di un consumo da parte delle categorie sensibili e anche da parte di tutte le classi sociali. FederBio sottolinea inoltre la necessità di una riforma della normativa nazionale di settore, considerato per esempio che l’attuale normativa nazionale di recepimento di quella europea – in particolare per il sistema obbligatorio di controllo e certificazione – è ferma al 1995. Senza un quadro normativo moderno e adeguato  il settore del biologico rischia di essere esposto a frodi e non può crescere in maniera adeguata per svolgere un ruolo di prospettiva di futuro per il sistema agricolo italiano. Per leggere la lettera di FederBio ai Candidati Premier: http://www.federbio.it/Elezioni_politiche.php