Svolta bio

01-03-2011 L'Impresa


Ricerca ISPO “FederBio e l’ascolto dei produttori biologici: caratteristiche, criticità, attese”

Bologna, 28 febbraio 2011 – Una ricerca quantitativa che fa luce sul mondo dei produttori biologici, per comprendere meglio le loro caratteristiche, per rilevare le loro aspettative nei confronti di una realtà interprofessionale come FederBio e per definire le azioni prioritarie di cui la Federazione dovrebbe essere portatrice: queste le finalità della ricerca “FederBio e l’ascolto dei produttori biologici: caratteristiche, criticità, attese” realizzata da ISPO, Istituto per gli Studi di Pubblica Opinione. “FederBio, unica organizzazione interprofessionale del biologico italiano – dichiara Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio - vuole consolidare un rapporto concreto con il mondo dei produttori biologici. La prima Assemblea Nazionale dei Produttori Biologici  che si è tenuta a Milano l’8 e il 9 febbraio, che ha visto più di 200 produttori presenti, e il percorso delle numerose Assemblee Regionali che si sono tenute su tutto il territorio italiano ci ha permesso di entrare in diretto contatto con il mondo dei produttori e di creare un dialogo per evidenziare le opportunità esistenti e le azioni da intraprendere. Abbiamo inoltre ritenuto necessario realizzare una ricerca sul primo anello della filiera per intraprendere azioni più dirette e mirate, volte a migliorare la posizione della produzione biologica italiana e conseguentemente a dare più equilibrio all’intero comparto. Grazie alla ricerca abbiamo una visione più completa di ciò che i produttori si aspettano dalla Federazione e quindi abbiamo la possibilità di fornire risposte più immediate”.Dice Renato Mannheimer, Presidente ISPO: “Con la ricerca siamo venuti in contatto con il  mondo dei produttori bio. Si tratta soprattutto di piccoli e medi produttori, altamente coinvolti in quello che fanno, potremmo proprio dire degli “appassionati”. Ed è interessante, a mio avviso, anche  l’alta percentuale di imprenditoria femminile e di laureati che li contraddistingue. Da qui forse non a caso arriva trasversalmente una forte richiesta di promuovere una maggiore conoscenza tra i consumatori di che cosa significhi veramente produrre e consumare un prodotto bio, diffondendo anche presso il grande pubblico il valore e la cultura che stanno dietro al biologico. C’è anche voglia di organizzazione tra i produttori, un elemento deducibile sia dall’alta propensione all’associazionismo che dalla voglia di avere una rappresentanza anche “unitaria” per il settore, e in tal senso conferendo un ruolo di primo piano proprio a Federbio”. I PRODUTTORI BIOLOGICI ITALIANILa ricerca, realizzata su un campione di 400 produttori (94% solo produttori e 6% produttori e trasformatori) rappresentativi di tutte le aree geografiche italiane, ha innanzitutto permesso di tracciare l’identikit dei produttori bio italiani. La maggioranza dei produttori (8 su 10) non svolge altre attività oltre alla produzione/trasformazione, soprattutto i produttori più giovani e quelli più anziani, che operano nel sud o nelle Isole e coloro che si rivolgono principalmente al mercato convenzionale. Tra chi diversifica le attività (2 su 10), quella più esercitata congiuntamente alla produzione è l’agriturismo (1 su 10). Il principale mercato di riferimento è quello biologico (4 su 10 operatori) più utilizzato dai produttori del nord-ovest e del centro Italia, ma resta importante il “peso” del mercato convenzionale più spesso indicato dai produttori anziani e da coloro che risiedono nel Sud Italia: 3 su 10 lo utilizzano in modo quasi esclusivo mentre 3 su 10 -  prevalentemente produttori che risiedono nel centro Italia e i più giovani e chi ha aziende di grandi dimensioni - in “condivisione” bilanciata con quello biologicoLa modalità di vendita più in voga è quella diretta: 6 su 10 operatori la praticano e più nel dettaglio nel nord ovest e nel centro 7 su 10; sono minoritarie le quote di chi utilizza GAS e E-commerce e il canale della grande distribuzione è utilizzato soprattutto da chi ha aziende grandi (3 su 10).Poco meno della metà (4 produttori su 10) si dichiara socio di un’associazione di produttori bio. La propensione ad associarsi è più elevata tra chi ha come riferimento il mercato biologico in modo esclusivo o a pari merito con il convenzionale: 5 su 10. Maggiore propensione all’associazionismo si registe nel Nord e soprattutto nel centro Italia e tra i non associati si registra un’alta area di potenziali futuri associati, pari a circa il 58% degli stessi, con punte soprattutto al Sud dove si registra il tasso più basso di associati. LE CRITICITA’ DEL SETTORE BIOVarie sono le criticità che i produttori intervistati ha segnalato per il settore. Le principali sembrano essere la bassa redditività - costi di produzione troppo alti rispetto ai ricavi - e il peso della burocrazia (indicati da quasi  4 su 10). A seguire i produttori intervistati hanno evidenziato la scarsa consapevolezza dei consumatori  rispetto ai prodotti bio e l’eccessivo divario tra il prezzo del prodotto riconosciuto al produttore e il prezzo pagato dal consumatore finale (3 su 10). Interessanti, a livello di criticità segnalate, le differenze tra i produttori per area geografiche  (nel nord-est alte le indicazioni per bassa redditività e divario prezzo produttore-consumatore; nel centro Italia per peso burocrazie e scarsa consapevolezza dei consumatori, nelle Isole di nuovo per divario prezzo produttore-consumatore)  e mercato di riferimento  (in particolare la concorrenza sleale è segnalata da chi usufruisce in prevalenza del mercato biologico). ATTEGGIAMENTO E ATTESE VERSO FEDERBIOTutte le attività che Federbio svolge o ha intenzione di realizzare a breve sono percepite come importanti dai produttori. In particolare l’offerta di servizi per l’internazionalizzazione/made in Italy e gli accordi di settore sono apprezzati dalla quasi totalità dei rispondenti. Sette su dieci reputano importante la Prima Assemblea Nazionale dei Produttori biologici. Le donne produttrici attribuiscono più importanza rispetto agli uomini alla promozione di standard comuni e ai progetti di ricerca per promuovere innovazione e sperimentazione (9 su 10). Tra giovani, laureati e tra coloro che operano nel nord-ovest o nelle Isole è più alto l’interesse  per la costruzione di un portale del mondo bio (9 su 10). Rispetto alle aspettative per il futuro prossimo, un’azione su più livelli è auspicata per FederBio con una particolare attenzione alla sensibilizzazione dei consumatori  sul tema dell’agricoltura biologica e dei suoi prodotti: è una priorità per 5 produttori su 10. A seguire proporre al legislatore norme per il settore e tutelare le basi comuni del biologico italiano a livello nazionale ed internazionale: le indicano 4 su 10. Ma anche azione politica e legale per sostenere il settore nell’ambito dei piani di sviluppo rurale regionali e stipulare/promuovere accordi di filiera: prioritari per 3 su 10.Rispetto al ruolo di rappresentanza dell’intero comparto della produzione biologica l’esistenza di una federazione come Federbio è richiesta dalla quasi totalità degli operatori. Seppure con sfumature diverse: 4 su 10 la ritengono fondamentale o importante; 5 su 10 utile. 


FederBio: apprezzamento per il commento del Ministro Galan ai dati ISMEA. Carnemolla: il biologico è un vero modello per la nostra agricoltura.

Bologna, 21 febbraio 2011 – Un settore in continua crescita, che fornisce prodotti sempre più apprezzati dai consumatori alla ricerca di sicurezza alimentare, qualità e tutela ambientale e che conquista anche la GDO, con una rete di distribuzione capillare e in grado di raggiungere diverse tipologie di utenti: questa è l’analisi del comparto fornita dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Giancarlo Galan, a commento dei dati ISMEA (Istituto per i Servizi del Mercato Agroalimentare).Un commento che evidenzia il ruolo del comparto, definito dal Ministro stesso come “un vero modello per la nostra agricoltura”, per un rilancio dell’agricoltura stessa e per una conseguente crescita sana del settore alimentare, dove la qualità è il punto di partenza, l’esigenza più esplicita espressa dai consumatori. “Condivido totalmente le parole del Ministro Galan – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio -  che confermano una uguaglianza di vedute sul ruolo del biologico come vero esempio e modello per l’agricoltura del nostro Paese. In particolare apprezzo il fatto che il Ministro abbia sottolineato la sempre più imminente necessità di puntare a valorizzare la produzione italiana e il ruolo leader che l’Italia è stata in grado di conquistare sui mercati esteri. La nostra Federazione è impegnata da tempo per valorizzare il Bio Made in Italy grazie agli accordi e alla fattiva collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, con ICE, Istituto per il Commercio Estero, e con Buonitalia. Ne sono da esempio le recenti attività di promozione a Mosca, durante ProdExpo, e a Norimberga, a Biofach dove le aziende italiane hanno avuto ottime opportunità di apertura di nuovi canali di business. In termini invece di qualità e in riferimento a quanto detto sull’etichettatura di origine sottolineo che la normativa europea sul biologico sicuramente è un esempio e un precedente che può supportare l’iniziativa legislativa del Ministro Galan. FederBio è impegnata da tempo in questa direzione puntando a valorizzare al meglio l’approccio interprofessionale e di sistema e rafforzando l’organizzazione della produzione nazionale a rete sul territorio e in filiera. L’esempio concreto proviene dalla prima Assemblea Nazionale dei Produttori Biologici che si è tenuta a Milano l’8 e il 9 febbraio, organizzata per dare voce al primo anello della filiera e per rafforzarne ulteriormente l’integrazione nella Federazione, sempre con l’obiettivo di un sano sviluppo dell’intero comparto. Chiediamo al Ministro di sostenere questo nostro sforzo con il nuovo Piano d’azione di settore che deve essere l’occasione per dare trasparenza ed efficacia all’azione del Ministero in questo settore rispetto a quanto accaduto nel passato.”


Biologico

18-02-2011 Vita


FederBio a Biofach, “Azioni e strategie per consolidare la presenza italiana nel mercato tedesco: dalla promozione alla certificazione”

FederBio a Biofach, “Azioni e strategie per consolidare la presenza italiana nel mercato tedesco: dalla promozione alla certificazione”Bologna, 11 febbraio 2011 – Giovedì 17 febbraio dalle ore 10.30 alle ore 12.30, presso lo stand di Buonitalia (pad. 4 nr 230)  durante Biofach, il più importante appuntamento del mondo biologico a livello europeo, FederBio organizza, in collaborazione con ICE (Istituto per il Commercio Estero) e Buonitalia,  il workshop di aggiornamento per le imprese italiane sulla nuova situazione del mercato tedesco e sulle offerte di servizi per i mercati esteri. “Azioni e strategie per consolidare la presenza italiana nel mercato tedesco: dalla promozione alla certificazione”, questo il titolo dell’incontro di approfondimento, viene aperto dal Presidente e Amministratore Delegato di Buonitalia Rodrigo Cipriani Foresio e dalla rappresentante di ICE Duesseldorf Simona Bernardini. Christoph Soika, di CSC Consulting, illustra la situazione del mercato tedesco dei prodotti biologici con dati aggiornati sull’andamento e sulle potenzialità di sviluppo ed evidenzia le  opportunità commerciali per le piccole e medie imprese nel mercato biologico tedesco, analizzando la struttura dei canali di distribuzione e le strategie di ingresso di maggiore successo.FederBio approfondisce il tema delle azioni e delle strategie per consolidare la presenza delle realtà italiane sul mercato tedesco innanzitutto attraverso il tema della promozione, con alcuni consigli per dare vita ad iniziative sinergiche e di co-marketing, e offerte di servizi nell’ambito di accordi di settore  grazie all’intervento di Roberto Pinton, Segretario della Sezione Soci Trasformatori e Distributori, e successivamente attraverso l’aspetto della certificazione, con l’intervento di Alessandro Pulga, direttore tecnico di ICEA sul potenziamento e sulla rapidità del sistema di controllo.Durante Biofach FederBio, con il gruppo IFOAM Unione Europea e i soci IFOAM Italia, organizza, presso lo stand Buonitalia, un incontro che analizza le politiche agricole adottate nei vari Paesi europei e in particolare sul mercato italiano. Saranno presenti Marco Shlueter, Direttore Ifoam EU, Christopher Stopes  Presidente Ifoam EU, Thomas Fertl, vicepresidente Ifoam eu, Antonio Compagnoni, rappresentante italiano nel direttivo Ifoam  EU e Alina Ujupan del gabinetto del Commissario Agricoltura UE Ciolos.“L’attività organizzata per Biofach 2011 – commenta Luisa Colombo, Responsabile dell’Ufficio Relazioni Internazionali di FederBio – è una ulteriore opportunità che la Federazione offre alle realtà italiane per promuovere all’estero il biologico Made in Italy. Grazie all’accordo di settore siglato a marzo 2009 tra FederBio e il Ministero dello Sviluppo Economico e all’intesa operativa tra il Ministero stesso, l’Istituto per il Commercio Estero e FederBio e alla partnership con Buonitalia, è stato creato e portato avanti un nutrito programma di attività alle quali un considerevole numero di aziende italiane ha preso parte, beneficiando di ottime opportunità. Il mercato tedesco è sicuramente un riferimento per il mondo biologico italiano e la nostra presenza presso lo stand di Buonitalia con differenti attività permette al comparto italiano di essere presente, rappresentato e ulteriormente conosciuto. L’intera filiera, dai produttori, come confermato dalla ricerca ISPO - FederBio e l’ascolto dei produttori biologici: caratteristiche, criticità, attese -  ai trasformatori, ai distributori passando anche per gli Organismi di Controllo e Certificazione ha la necessità di essere rappresentata all’estero e la Federazione è sempre più attiva per dare risposte concrete”.Il giorno 17, dalle 15,30 alle 17,30, sempre presso l’area conferenze la Federazione dà spazio alle aziende italiane presenti a Biofach per una presentazione dei loro prodotti e delle ultime novità. Presso l’area ristoro, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 17.30 FederBio propone alcune degustazioni di prodotti Bio Made in Italy offerti dalle aziende per far assaporare il gusto e la qualità dell’offerta italiana.


I produttori biologici e biodinamici approvano una loro Carta durante la prima Assemblea Nazionale

Due giorni di lavori, dibattiti e gruppi di lavoro hanno dato vita a un documento per instaurare un dialogo proficuo con le Istituzioni, i consumatori e le diverse forze sociali per uno sviluppo equilibrato del compartoBologna, 10 febbraio 2011 – “ADESSO PARLO BIO. Biologico, la parola ai Produttori”, la prima Assemblea Nazionale dei Produttori Biologici organizzata da FederBio, ha dato il via a un processo utile e necessario per una crescita equilibrata del comparto, che deve vedere trai i protagonisti anche i produttori. I circa 200 produttori presenti all’Assemblea, arrivati da tutte le regioni italiane, fortemente motivati per proporre e trovare assieme alla Federazione soluzioni idonee per un nuovo protagonismo della produzione biologica nazionale, hanno partecipato con entusiasmo e impegno ai lavori dando vita alla bozza della Carta dei produttori biologici e biodinamici, la cui versione definitiva sarà pronta tra due settimane, durante le quali i produttori possono proporre ulteriori suggerimenti alla Federazione.La Carta dei Produttori creata propone un “patto” per un modello agricolo rurale sostenibile e si rivolge alle Istituzioni, ai consumatori e alle diverse forze sociali ai quali interessi davvero un cambiamento degli stili di vita e dei valori fondanti della nostra società.  Il documento si rivolge innanzitutto alle Istituzioni, al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, e alle Regioni, per chiedere un diverso impegno a sostegno del comparto, a cominciare dalla nuova programmazione dello sviluppo rurale e della relativa politica europea, attraverso interventi rivolti ai nodi strutturali quali l’aggregazione dei produttori, il ruolo dei produttori nella filiera, l’accorciamento della filiera stessa e la ricerca e la sperimentazione da realizzare in collaborazione con le associazioni e con le organizzazioni di produttori. La Carta dei Produttori si rivolge anche al Governo Nazionale, affinché sia varata una politica fiscale di vantaggio, che riconosca attraverso interventi di deduzioni o detrazioni i maggiori costi che i produttori bio affrontano anche per tutelare le risorse naturali e ambientali nelle quali operano.La base di partenza di ciascun progetto dei produttori biologici e biodinamici, come sottolineato nella Carta, è la collaborazione con le popolazioni locali, con i consumatori, con le associazioni ambientaliste con le quali si condividono valori e stile di vita, per permettere uno sviluppo sostenibile ed etico del comparto e dei singoli territori.La Carta dei Produttori contiene inoltre spunti concreti di azione che i produttori assieme a FederBio possono iniziare a mettere in atto per uno sviluppo sano dell’agricoltura biologica e biodinamica italiana.Il “patto” di sviluppo si basa su tre punti cardine, sviluppati durante i gruppi di lavoro “Gli accordi interprofessionali e progetti di filiera”, “Quale filiera corta per il Biologico”, “Le Organizzazioni dei Produttori biologici: regole ed opportunità”.Il primo punto affrontato nella Carta dei Produttori riguarda l’importanza dell’aggregazione, primo passo affinché i produttori possano accedere a sistemi economici organizzati. Le OP, Organizzazioni di Produttori, permettono infatti di creare opportunità in termini di miglioramento della logistica e di continuità delle forniture, di definizione di parametri qualitativi condivisi, di collegamento tra aree e settori produttivi diversi tra loro e anche di finanziamento alle singole aziende. “I produttori biologici e biodinamici – puntualizza Ignazio Cirronis, coordinatore della Sezione Soci Produttori di FederBio – sono consapevoli del valore delle OP. Ciò che tuttavia riteniamo necessario è il loro coinvolgimento diretto nella costituzione e nella gestione di queste organizzazioni perché si possano mantenere un basso livello in termini di costi di gestione e perché si crei una reale coesione tra i singoli produttori”.Il secondo aspetto vitale per la produzione biologica e biodinamica riguarda la filiera corta e il mercato locale, aspetti che, secondo i produttori, devono crescere ben oltre la situazione attuale perché sono uno strumento privilegiato di valorizzazione del reddito dei produttori e del legame con il territorio. Terzo aspetto, non sicuramente in termini di importanza, che i produttori e la Federazione evidenziano attraverso il documento redatto è la creazione di un progetto pilota interprofessionale. Per riconoscere il giusto peso a ciascun anello della filiera i produttori, i trasformatori e i distributori devono essere collaborativi per definire nuove regole contrattuali. “La realizzazione di accordi interprofessionali – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – è una delle chiavi per valorizzare la produzione biologica nazionale e tutto il comparto. FederBio, unica organizzazione interprofessionale del biologico italiano, crede fortemente, si è già impegnata e si adopera ancor di più per coinvolgere tutti i soggetti della filiera, distribuzione compresa. La loro vera collaborazione permette di determinare le modalità di formazione dei prezzi, i parametri qualitativi, le modalità di forniture e di gestione delle piattaforme di trasformazione, permettendo al comparto di crescere in equilibrio e ai consumatori di usufruire di prodotti di qualità a prezzi concorrenziali. In questo, come chiedono i produttori, si sviluppa un modello sostenibile, un patto di crescita nazionale, sostenuto campagne di informazione e promozione volte a evidenziare i punti di forza del comparto. Concludo con i ringraziamenti da parte di FederBio e della Sezione Soci Produttori a tutti i produttori presenti a Milano, alle Istituzioni intervenute o che hanno espresso il loro messaggio di partecipazione all’Assemblea, alle realtà e alle imprese che hanno sostenuto  e promosso l’iniziativa, a tutti coloro che con la partecipazione all’evento hanno permesso di instaurare un dialogo importante tra il primo anello della filiera e la Federazione.”


Il Ministro Galan visita il Bio Made in Italy a Prodexpo

All’Esposizione Internazionale dei Prodotti Alimentari più importante della Russia, inaugurata ieri a Mosca, è presente anche il Bio Made in Italy per il secondo anno, grazie all’intesa operativa tra ICE, Istituto per il Commercio Estero, e FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica. Lo stand rappresentativo delle eccellenze biologiche del nostro Paese è stato visitato ieri dal Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Giancarlo Galan e dal Presidente di ICE Umberto Vattani.Vini, esposti dalle Cantine Sgarzi Luigi, pasta e prodotti da forno di Probios, olio dell’Oleificio Gabro, conserve della Società Cooperativa Agricola F.lli Gaudiano: questi i prodotti presenti allo stand ICE – FederBio proposti al mercato russo, che, come anche sottolineato dal Ministro, è un mercato che offre opportunità sempre più grandi al Made in Italy e soprattutto ai prodotti d’eccellenza, in termini di qualità e di garanzia, come sono i prodotti biologici.“La visita del Ministro Galan presso lo stand – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – conferma la sua attenzione  verso il biologico italiano e verso gli sforzi che la Federazione sta facendo da due anni in collaborazione con ICE per portare l’eccellenza del nostro settore nei mercati esteri. Ci auguriamo che quanto prima su questo versante possa operare efficacemente anche Buonitalia, la cui operatività fino ad oggi non è stata espressa ai suoi massimi livelli”. Le aziende italiane presenti, oltre a vivere l’esperienza della fiera e a cogliere le numerose opportunità di business che si presentano di giorno in giorno, partecipano giovedì 10 febbraio alla cena assieme ad alcuni fra i principali buyer della distribuzione specializzata e non del mercato russo.