Agricoltura biologica: Carnemolla (FederBio) “L’agricoltura biologica italiana cresce ancora, grazie al mercato e nonostante le molte difficoltà”

30/07/07 -  “I primi dati sulla situazione dell’agricoltura biologica italiana al 31 dicembre 2006 confermano la crescita del settore, già ripresa nel 2005, pure se con andamenti molto diversi per zona e per tipologia di coltura“ afferma Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio, l’organizzazione unitaria del biologico e biodinamico italiani commentando i dati diffusi dall’ufficio SINAB del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali che indicano rispetto al 2005 un aumento del 7,5% delle superfici coltivate con metodo biologico e del 2,4% del numero degli operatori. “Il Sud si conferma il bacino territoriale d’elezione per l’agricoltura biologica italiana e l’esempio della Calabria dimostra quali effetti può avere una politica agroambientale che punti decisamente al biologico” prosegue Carnemolla. “È importante anche la crescita significativa delle superfici dedicate alle colture orticole e frutticole e la crescita degli allevamenti avicoli, testimonianza di un mercato in forte espansione soprattutto nella grande distribuzione europea e nella ristorazione pubblica in Italia” continua il Presidente di FederBio. “Il calo in alcune regioni del nord è tuttavia un segnale evidente della difficoltà del settore in ambiti dove ancora non si è scelto di sostenere il biologico come opzione strategica. E non è detto che in tutti i territori i nuovi Piani regionali di sviluppo rurale faranno la differenza, anzi, in alcuni casi ci attendiamo addirittura un arretramento se le cose non cambieranno drasticamente” conclude Carnemolla.


Agricoltura biologica: Carnemolla (FederBio) “Chiediamo incontro urgente del tavolo di parternariato nazionale sul sostegno dell’agricoltura biologica nei nuovi PSR”

Agricoltura biologica: Carnemolla (FederBio) “Chiediamo incontro urgente del tavolo di parternariato nazionale sul sostegno dell’agricoltura biologica nei nuovi PSR”
26-07-07: “Oggi FederBio, anche a nome delle associazioni regionali dei produttori biologici, ha scritto al Ministro De Castro, agli Assessori regionali e alla Commissione Europea per segnalare lo stato di grave disagio del settore rispetto alla situazione che si va delineando con i nuovi Piani regionali di sviluppo rurale” ha comunicato Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio, l’organizzazione unitaria del biologico e biodinamico italiani. “Non esiste un quadro unico di sostegno per il settore a livello nazionale, in alcuni casi le risorse sono insufficienti anche perché si continua a preferire il sostegno a misure agrambientali parziali o assistenziali e solo alcune regioni hanno attivato misure di specifico interesse per il settore” continua Carnemolla. “Fu proprio nel semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, nel 2003, che venne approvato il Piano d’azione europeo per l’agricoltura biologica, con una chiara indicazione agli Stati membri di utilizzare i PSR per consolidare e sviluppare ulteriormente l’agricoltura biologica. Solo con una conversione significativa al biologico delle aree ad agricoltura intensiva, attraverso premi adeguati e condizioni di accesso favorevoli, e l’indicazione del biologico come unica forma di agricoltura che può beneficiare di aiuti nelle aree di Rete Natura 2000 l’Italia può davvero sviluppare in maniera significativa il settore” conclude Carnemolla.


Conferenza nazionale agricoltura: Carnemolla (FederBio) “L’agricoltura biologica è la vera innovazione, capace di intrecciare tutti i temi della Conferenza sul futuro dell’agricoltura italiana”

19/07/07 – “Gli interventi del Ministro De Castro e del Presidente della Regione Puglia Vendola hanno tracciato una linea chiara sulla quale collocare la discussione che si terrà nei prossimi mesi sulle prospettive dell’agricoltura italiana e di tanta parte del nostro territorio, della nostra economia e della nostra qualità di vita. In questa prospettiva il biologico c’è, finalmente in maniera chiara e strategica” ha dichiarato il Presidente di FederBio, l’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane, commentando la presentazione in Campidoglio della Conferenza nazionale dell’agricoltura che si terrà nella primavera del 2008. “Finalmente sarà possibile discutere di contenuti e di progetti e non più astrattamente di qualità e origine, termini privi di significato se non declinati in un modo nuovo di fare agricoltura, gestire il territorio e produrre alimenti” ha proseguito Carnemolla. “Proprio per questa incapacità di scendere sul piano concreto del fare stiamo rischiando di perdere occasioni irripetibili e un ruolo leader nel bacino del Mediterraneo, come dimostra la proposta della Spagna di tutelare la dieta mediterranea” sostiene il Presidente di FederBio. “L’Italia è il principale produttore di biologico in Europa e, a differenza della Spagna, non coltiva OGM. Lanciamo un grande progetto per un’agricoltura biomediterranea con l’occasione dei prossimi Piani di sviluppo rurale e per conquistare gli spazi enormi dei grandi mercati mondiali, ormai saturi di un made in Italy generico e contraffatto” ha concluso Carnemolla.


OGM: Carnemolla (FederBio) “Aderiamo alla campagna di Greenpeace per vietare l’impiego di soia e mais OGM nella filiera del Parmigiano Reggiano”

19/07/07 – “FederBio ha deciso di aderire alla campagna lanciata nelle scorse settimane da Greenpeace per liberare dagli OGM la filiera del Parmigiano Reggiano perché non si può essere contro gli OGM solo a parole e in casa d’altri. Fino a quando la zootecnia delle grandi produzioni tipiche italiane non cesserà di impiegare alimenti OGM è ipocrita prendersela con l’Unione Europea o il Ministro De Castro se anche per il biologico è necessario regolamentare le contaminazioni accidentali” ha dichiarato il Presidente di FederBio, l’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane, annunciando l’adesione della Federazione alla campagna promossa dall’associazione ambientalista. “Ci chiediamo dov’è finita la Coalizione Liberi da OGM e il perché del silenzio assordante di chi solo una settimana fa ha mobilitato decine di migliaia di agricoltori proprio per difendere la qualità dei prodotti italiani e contro gli OGM” ha proseguito Carnemolla. “Il Parmigiano Reggiano OGM free esiste già ed è quello biologico certificato, mentre decine di migliaia di ettari dove non si coltiverà più bietola possono diventare una straordinaria occasione, con i nuovi PSR, per creare nella pianura padana un bacino di produzione OGM free per tutta la zootecnia italiana. È ora di passare dagli slogan ai fatti se davvero si vogliono tutelare le aziende agricole del territorio e i consumatori” ha concluso Carnemolla.


Agricoltura biologica: Carnemolla (FederBio) “Interverremo con le associazioni dei produttori biologici sul Ministero e a Bruxelles perché tutti i nuovi Piani di sviluppo rurale siano una vera occasione di sviluppo per il settore”

12/07/07 – “L’11 luglio a Roma le associazioni dei produttori biologici di molte regioni italiane hanno aderito all’invito di FederBio per l’avvio di un coordinamento organizzato e di iniziative comuni per tentare di correggere le gravi disuguaglianze e incongruenze di molti dei nuovi PSR ancora in corso di approvazione. All’incontro erano presenti anche ANABIO CIA e Confagricoltura.” ha dichiarato il Presidente di FederBio, l’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane, commentando l’esito dell’incontro organizzato dalla Federazione a margine di un seminario dell’INEA sulle politiche per il settore. “Riparti delle risorse che, al netto dei trascinamenti, sono meno di quanto fosse disponibile nella vecchia programmazione, livelli di premio disomogenei e a volte penalizzanti, condizioni di accesso e vincoli che penalizzano il biologico nelle aree di agricoltura intensiva, concorrenza nelle aree marginali con misure assistenziali e disomogeneità nelle misure attivate sono alcuni dei problemi evidenziati dai produttori biologici per molti dei 16 Piani già redatti a livello regionale” ha proseguito Carnemolla. “Anche nelle regioni dove fino ad ora si è lavorato bene, come in Emilia Romagna, Lazio, Campania e Puglia è necessario vigilare perché i piani operativi di asse e di misura mantengano stretta coerenza con le enunciazioni dei Piani” sostiene il Presidente di FederBio. “Per questo motivo nei prossimi giorni invieremo una nota al MiPAAF, alle regioni e all’Unione Europea per richiamare la necessità di assicurare alle 50 mila imprese del settore un quadro di sostegno omogeneo e coerente con le linee delle politiche di settore nazionale ed europee, pur nella diversità dei territori. Chiederemo anche di attivare subito la Rete nazionale dello sviluppo rurale coordinata da INEA, nell’ambito della quale FederBio si candida come punto di riferimento per tutta l’agricoltura biologica nazionale” ha concluso Carnemolla.


Agricoltura biologica: Carnemolla (FederBio) “L’11 luglio a Roma i produttori biologici si riuniscono per discutere dei nuovi Piani regionali di sviluppo rurale, la situazione ci preoccupa”

08/07/07: “Nonostante le affermazioni del Piano d’azione europeo per l’agricoltura biologica e le indicazioni che, grazie alle richieste di FederBio, sono state inserite di recente nel Piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale, in molte Regioni confusione e ritardi nella predisposizione dei nuovi PSR rischiano di impedire lo sviluppo dell’agricoltura biologica in Italia” afferma Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio, l’organizzazione unitaria del biologico e biodinamico italiani. “Proprio mentre i mercati mondiali aprono prospettive straordinarie per le produzioni biologiche italiane e mediterranee e c’è necessità di intervenire in maniera decisa a tutela della biodiversità, delle risorse naturali e per la lotta al cambiamento climatico le scelte di molte Regioni rischiano di penalizzare l’opzione del biologico da parte delle imprese agricole interessate ai nuovi bandi” continua Carnemolla. “Se la situazione non verrà rapidamente corretta a livello nazionale ed europeo rischiamo non solo di non cogliere le opportunità dei nuovi scenari ma addirittura di ridimensionare a breve la base produttiva del biologico italiano. Per questo l’11 luglio FederBio ha promosso un incontro a Roma aperto a tutte le associazioni dei produttori biologici nazionali e regionali, non solo per fare il punto della situazione ma anche per decidere azioni ad ogni livello. L’agricoltura biologica e di qualità si difende con azioni concrete e unitarie, non con manifestazioni di piazza contro un Ministro che dal suo insediamento sta operando seriamente a favore del biologico italiano” conclude Carnemolla.


Prodotti di qualità: Carnemolla (FederBio) "Sbagliato il proliferare dei marchi, le produzioni tipiche e tradizionali scelgano il biologico libero da chimica e OGM"

03/07/2007: "La nuova normativa europea per l'agricoltura biologica, con la possibilità di abbinare al logo europeo un marchio nazionale e la conferma del divieto d'impiego di OGM è un'occasione straordinaria per tutto l'agroalimentare italiano di qualità legato al territorio" ha affermato il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla commentando la pubblicazione dell'elenco aggiornato delle specialità alimentari tradizionali e la proposta della sen. De Petris per un marchio nazionale. "I consumatori italiani e di tutto il mondo hanno bisogno di chiarezza e di identificare in maniera diretta e univoca i prodotti del territorio e della tradizione alimentare italiana su tutti i mercati" prosegue Carnemolla. "Non può esserci tipicità e tradizione con l'uso della chimica e degli OGM. Con i nuovi Piani di sviluppo rurale c'è finalmente la possibilità di fare scelte nette verso una prospettiva di distintività e competitività per l'eccellenza del made in Italy alimentare, ovvero il biologico mediterraneo" precisa il Presidente di FederBio. "Parlare di territorio e tradizione in maniera indistinta e incomprensibile ai consumatori del mercato globalizzato non serve ai nostri produttori ma solo per fare folklore sui giornali e nelle piazze. L'11 luglio a Roma FederBio incontrerà tutte le organizzazioni locali dei produttori biologici per discutere di sviluppo rurale e lanciare un appello al mondo agricolo e ambientalista per una scelta chiara a favore dell'unica agricoltura libera dalla chimica e dagli OGM" ha concluso Carnemolla.


Editoriale di Paolo Carnemolla sull'assemblea dei soci di FederBio

21/06/2007 - A Viareggio, poche ore prima dell’avvio della prima edizione di Saporbio, si è svolta l’assemblea annuale di FederBio. Un’assemblea molto partecipata, che con l’occasione della discussione sulle linee di programma proposte dalla Presidenza ha preso atto delle posizioni espresse dal Presidente di AIAB Andrea Ferrante e su queste ha finalmente potuto discutere in maniera diretta e approfondita. Ferrante non crede possibile che gli interessi legittimamente contrapposti che compongono il settore biologico e biodinamico italiano possano convivere nella Federazione per dare vita ad una rappresentanza autorevole e unitaria. Non crede però nemmeno possibile che il nostro settore possa rappresentarsi da solo, contando qualcosa in qualunque sede, e per questo sente un’esigenza incomprimibile di “contaminazione”. Non con gli OGM, ovviamente, ma con Coldiretti. E del resto è difficile dargli torto. Come dimostra la manifestazione dello scorso 20 giugno davanti a Montecitorio o si è ospiti negli stand gialli dell’organizzazione agricola che risiede sul Colle, a pochi metri dal Quirinale, oppure non si ha dignità alcuna e questo fatto deve aver colpito l’ambizioso Presidente di AIAB e i suoi collaboratori, in cerca di ruolo e forse anche di qualcos’altro. Chi conosce bene Andrea Ferrante sa già che i molti interventi delle organizzazioni associate alla Federazione che ribadivano, invece, la necessità di rilanciare la rappresentanza unitaria e di affrontare finalmente, assieme, i temi prioritari per il futuro del settore (piani di sviluppo rurale, mercato, informazione, legislazione e piano d’azione nazionale) non hanno nemmeno scalfito la sua granitica convinzione che, per dirla con il Marchese del Grillo, così si può sintetizzare: “io sono io e voi non siete un cazzo”. Il voto unanime dei presenti che ha approvato il documento della Presidenza (AIAB non ammessa al voto perché “morosa” sul fronte quote associative) e la forza della chiarezza con cui tutte le componenti della Federazione hanno bollato come “irricevibile” l’atteggiamento di AIAB dimostra come si sia giunti, finalmente, al momento delle scelte. FederBio ha scelto di andare avanti, modificando ancora, se sarà necessario, l’assetto organizzativo ma proseguendo la sua politica delle alleanze, aprendosi alle realtà del territorio e non più solo nazionali e rafforzando la sua azione sui temi che per il nostro settore sono davvero prioritari. AIAB, invece, forse ancora non ha scelto ma di certo quando lo farà saprà dove sta tutta la restante parte di quel settore a cui dice di appartenere.
Una nota, infine, su questa prima edizione di Saporbio, frutto dell’impegno soprattutto di Marco Columbro e Stefania Santini a cui va il ringraziamento mio personale e della Federazione assieme a quello per Marco Lamonica e Roberto Pinton, infaticabili sostenitori dello staff. La formula è vincente e positiva per un settore che ha necessità di comunicare e di uscire dalla ristretta cerchia degli addetti ai lavori. Un settore, come ci ha ricordato il Presidente di IFOAM Gerald Hermann, che in Italia sembra incapace di credere in sé stesso e nelle enormi potenzialità che presentano oggi il mercato alimentare e le politiche pubbliche. In troppi in questi due anni di preparazione dell’evento si sono voltati dall’altra parte, prendendo a pretesto ingenuità e errori dell’organizzazione. Credo sia stato uno sbaglio che non si deve ripetere e se Saporbio, come spero, andrà avanti la Federazione farà la sua parte per migliorare dove possibile e per far sì che l’evento sia davvero di tutti.


FederBio esprime apprezzamento per l’iniziativa del Ministro De Castro

19/06/07 – “L’annuncio del Ministro De Castro per un Decreto che indichi nello 0,1% il limite di rilevabilità per le contaminazioni accidentali e inevitabili da OGM nelle produzioni biologiche sancisce una situazione su cui il biologico italiano è già attestato dal 2003, grazie all’iniziativa di FederBio e degli organismi di certificazione associati” afferma il Presidente dell’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane Paolo Carnemolla. “È lo stesso limite di altre legislazioni europee e finché le coltivazioni OGM non saranno consentite nel territorio nazionale l’organizzazione attuale delle filiere e del sistema di certificazione potranno garantire il rispetto di questo limite restrittivo, come dimostrano anche le dichiarazioni di importanti catene distributive nazionali e i dati dei controlli effettuati” prosegue Carnemolla. “Esprimiamo apprezzamento per l’iniziativa del Ministro De Castro, nella speranza che possa contribuire a far cessare una campagna di stampa allarmistica e sbagliata rispetto a rischi inesistenti di presenze significative e stabili di OGM nei prodotti biologici. La normativa europea sull’agricoltura biologica ha sempre tassativamente vietato, e continuerà a farlo, l’utilizzo di OGM in ogni fase della coltivazione, allevamento e preparazione dei prodotti biologici” ha concluso il Presidente di FederBio.


Regolamento biologico: Carnemolla (FederBio) “Con la decisione di oggi del Consiglio Agricolo dell’UE il biologico rimane l’unico metodo di produzione che vieta l’utilizzo di OGM”

Regolamento biologico: Carnemolla (FederBio) “Con la decisione di oggi del Consiglio Agricolo dell’UE il biologico rimane l’unico metodo di produzione che vieta l’utilizzo di OGM”
12/06/07 – “Il voto di oggi in Consiglio Agricolo ha confermato che con il nuovo Regolamento europeo l’agricoltura biologica sarà anche per il futuro l’unica produzione agricola e alimentare certificata OGM free” sostiene il Presidente dell’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane Paolo Carnemolla. “Il fatto che la Commissione e i Governi non abbiano tenuto conto del parere del Parlamento europeo sul limite delle contaminazioni accidentali da OGM è grave sul piano istituzionale, ma non deve distogliere l’attenzione dagli aspetti positivi del nuovo quadro normativo di settore” prosegue Carnemolla. “Esprimiamo apprezzamento per lo sforzo diplomatico e la posizione espressa dal Ministro De Castro e confermiamo la piena disponibilità degli organismi di certificazione aderenti alla Federazione a valutare assieme a tutte le componenti della filiera e al MiPAAF quali comportamenti assumere per garantire che le contaminazioni accidentali rientrino comunque di norma entro i limiti tecnici di rilevabilità, quindi al di sotto della soglia prevista dal nuovo Regolamento” ha concluso il Presidente di FederBio.