OGM: Carnemolla (FederBio) “Coesistenza impossibile fra OGM e produzioni biologiche. Il caso della Spagna sia da monito per tutti”

02/07/08 – “I risultati dello studio dell’Università di Barcellona ripresi oggi da alcune riviste scientifiche dimostrano una volta di più e con autorevolezza che nel particolare contesto dell’Europa mediterranea la coesistenza fra coltivazioni OGM in pieno campo e colture biologiche è impossibile” ha dichiarato il Presidente di FederBio, l’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica italiana, commentando la pubblicazione su Science Daily di parte degli esiti del primo progetto europeo di ricerca sul campo relativo alla coesistenza fra colture geneticamente modificate, convenzionali e biologiche. “Nella regione dell’Aragona dal 2004 al 2007 la coltivazione del mais biologico è calata del 75% a causa dell’impossibilità di certificare il prodotto per la contaminazione derivante dalla coltivazione in pieno campo di mais BT geneticamente modificato, che in quella regione ha raggiunto nel tempo oltre il 40% delle superficie coltivata a mais. E’ inoltre evidente che i costi molto elevati da sostenere per una segregazione efficace hanno ulteriormente spinto per una scomparsa delle coltivazioni biologiche nei territori interessati” ha proseguito Carnemolla. “Ribadiamo quindi che la nostra opposizione alle coltivazioni OGM non ha nulla di ideologico ma è una semplice questione di sopravvivenza per un’agricoltura che non solo è per il nostro Paese e per le imprese elemento oggi importante di competitività sui mercati ma ha una insostituibile funzione ambientale e sociale. Il problema non è la ricerca e la sperimentazione delle colture OGM, specie se condotta da strutture pubbliche con rigore e sicurezza, il tema vero sono le scelte che la politica a livello nazionale e regionale è chiamata a fare per il futuro del nostro sistema agricolo e alimentare” ha concluso il Presidente di FederBio.


Agricoltura biologica: L’assemblea di FederBio a Vignola in contemporanea con quella mondiale di IFOAM

25/06/08 – Si è svolta il 24 giugno a Vignola (MO) l’assemblea annuale dei soci FederBio, la federazione unitaria dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane che associa 34 organizzazioni che operano in tutti gli ambiti della filiera e del settore. Il Presidente Paolo Carnemolla ha illustrato il programma della Federazione, evidenziando la necessità per il settore di uno sforzo straordinario per cogliere le opportunità date dalla prossima riforma della PAC e dalla discussione che sta avvenendo sul ruolo dell’agricoltura rispetto alle grandi sfide del cambiamento climatico e della sicurezza alimentare. Anche il riaprirsi del dibattito sugli OGM per Carnemolla deve essere un’occasione per affermare la distintività delle produzioni biologiche e il valore del metodo biologico quale alternativa praticabile e sostenibile, su larga scala, ad un’agricoltura lontana dal territorio e dagli agricoltori. Nella sua relazione, approvata all’unanimità dei presenti, il Presidente di FederBio ha anche posto l’accento sulla necessità di ricostruire a livello regionale una presenza organizzata e unitaria delle imprese biologiche per presidiare le politiche di sostegno al settore, troppo disomogenee e spesso inadeguate per uno sviluppo significativo e strutturato del settore. Il neo eletto presidente di IFOAM, l’italo americana Catrine Di Matteo, ha portato il saluto del nuovo board della federazione mondiale dell’agricoltura biologica in cui è stato eletto anche Fabio Piccioli, il candidato sostenuto da FederBio. Nel suo intervento la Di Matteo ha indicato in FederBio un esempio importante e ancora troppo isolato di unità del settore biologico nella rappresentanza dei propri interessi a dimensione nazionale.


Agricoltura biologica: Carnemolla (FederBio) “Bene le dichiarazioni del Ministro Zaia sul biologico, ora seguano i fatti”

18/06/08 – Il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla ha commentato positivamente le dichiarazioni del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Luca Zaia in occasione dell’apertura del 16° Congresso scientifico mondiale sull’agricoltura biologica a Modena. “Le dichiarazioni del Ministro Zaia, alla vigilia delle audizioni parlamentari per illustrare il proprio programma di mandato, sono un segnale importante di attenzione al nostro settore e di visione strategica del ruolo che può svolgere l’agricoltura biologica sia nell’ambito delle politiche agricole che nel mercato” ha dichiarato Carnemolla. “Siamo all’avvio della nuova programmazione dello sviluppo rurale e nella fase delicata della discussione sulla riforma della PAC, oltre che in una situazione dei mercati certamente assai instabile. I numeri del biologico italiano dimostrano che questa può essere un’opzione strategica per la nostra agricoltura e quanto sta emergendo anche dal Congresso di Modena conferma che il metodo biologico è un’alternativa praticabile e sostenibile, anche su vasta scala, all’agricoltura chimica e geneticamente modificata” ha proseguito il Presidente di FederBio.
“Chiediamo ora al Ministro Zaia impegni concreti affinché si definisca, assieme alle Regioni, una strategia nazionale per il settore che trovi immediata corrispondenza nella definizione della posizione italiana sull’health check della PAC, nell’adeguamento dei Piani regionali di sviluppo rurale e nella predisposizione di un nuovo Piano d’azione nazionale che consenta di utilizzare al meglio i fondi previsti dalla legge finanziaria 2007” ha concluso Carnemolla.


Agricoltura biologica: Carnemolla (FederBio) scrive al Ministro Zaia per chiedere ripresa del percorso avviato per il sostegno al settore biologico e la riforma del quadro normativo

16/05/08 – Il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla ha inviato oggi una nota al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Luca Zaia per esprimere il sostegno e la disponibilità dell’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane per una rapida ripresa dell’azione del Ministero sulle tematiche d’interesse per il settore. L’importanza del momento, segnato dalla riforma ancora in corso della normativa europea, dall’avvio della nuova programmazione dello sviluppo rurale e dall’orizzonte rappresentato dall’Expo 2015, il cui tema è l’alimentazione sostenibile, richiede secondo FederBio la ripresa, con maggiore incisività, delle azioni già in corso ormai da troppo tempo. Il completamento del Piano d’azione nazionale del 2005 e la messa a punto di un nuovo Piano per il biennio 2008-2009, un maggiore presidio della riforma del regolamento europeo e la ripresa dell’iniziativa per una nuova norma quadro nazionale sono le priorità indicate nella nota del Presidente di FederBio. Carnemolla ha inoltre auspicato la conferma e il rafforzamento della nuova organizzazione della Direzione generale e dell’ufficio competenti per l’agricoltura biologica, considerata la necessità di superare definitivamente gli anni di ritardo e difficoltà che hanno penalizzato fortemente il settore, nonostante l’impegno delle organizzazioni di rappresentanza e delle Regioni.


Consumi alimentari: Carnemolla (FederBio) “L’indagine Federalimentare-AC Nielsen conferma le notevoli opportunità per gli alimenti biologici anche nel mercato interno”

05/05/08 – “Le preferenze e gli orientamenti dei consumatori italiani descritte dal rapporto Federalimentare-AC Nielsen diffuso in occasione dell’apertura del CIBUS testimoniano che c’è molto spazio per i prodotti biologici anche nel mercato interno, facendo quindi immaginare che i notevoli incrementi negli acquisti verificatisi nel 2007 in alcune aree del Paese si possano non solo consolidare ma estendere, nonostante la difficile congiuntura” ha dichiarato il Presidente di FederBio, l’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane commentando alcuni dati emersi dall’indagine. Il 62% dei consumatori intervistati dichiara infatti come prevalente nella scelta di acquisto la valenza salutistica del prodotto e addirittura l’82% si dichiara attento alla difesa dell’ambiente e alla sostenibilità. “Tuttavia perché ciò avvenga è necessario comunicare con maggiore chiarezza le peculiarità e gli aspetti distintivi degli alimenti biologici, in grado di conciliare salubrità, sicurezza d’uso e sostenibilità, e diffondere maggiormente la presenza dei prodotti biologici nella rete vendita a livello nazionale, rivedendo anche alcune politiche discutibili della GDO in materia di marchi e posizionamento del prodotto” sostiene Carnemolla. “Per questo motivo auspichiamo che il nuovo Governo confermi alcune azioni già in essere del Piano d’azione nazionale di settore e avvii al più presto la messa a punto di un nuovo Piano che tenga in maggior considerazione l’obiettivo della diffusione e promozione dei prodotti biologici in tutti i canali della distribuzione presenti sul territorio nazionale. È inoltre indispensabile che anche in Italia la ricerca si occupi delle valenze nutrizionali e ambientali dei prodotti dell’agricoltura biologica, ormai testimoniate da molti studi a livello internazionale, meglio se collegate ad un modello di sviluppo e alimentare peculiare per l’Italia com’è la dieta mediterranea” ha concluso il Presidente di FederBio.


Sviluppo rurale: Carnemolla (FederBio) “Regioni inadempienti sui bandi dello sviluppo rurale per l’agricoltura biologica”

23/04/08 – “All’apertura dei bandi regionali dei nuovi PSR la situazione del sostegno all’agricoltura biologica si presenta del tutto frammentata e contraddittoria, in violazione delle regole europee e in totale contraddizione con le troppe chiacchiere sul sostegno al settore” ha dichiarato il Presidente di FederBio, l’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane, annunciando di aver inviato nei giorni scorsi un’ennesima lettera al Ministro De Castro, agli Assessori regionali all’agricoltura e alla Commissione europea. “Oltre alle ingiustificate differenze nelle misure e nei premi attivati ora che il quadro si sta completando con i piani operativi di asse e di misura e con l’uscita dei primi bandi la situazione appare semplicemente folle” ha proseguito Carnemolla. “Che il sistema Stato Regioni non sia stato in grado di trovare nemmeno un assetto minimo e comune di strumenti per il sostegno e lo sviluppo di un settore che conta appena 50.000 imprese e che ha regole e certificazione unici a livello europeo e nazionale la dice lunga sulla stato della collaborazione istituzionale in materia di sviluppo rurale” sostiene il Presidente di FederBio. “Le regioni che non hanno aperto i bandi per la misura agricoltura biologica anche per l’anno 2007 hanno tempo fino a maggio per farlo e vigileremo perché questo avvenga, dato che la misura è l’unica che ha un sistema di certificazione in grado di attestare l’effettivo rispetto delle prescrizioni anche per l’anno passato. Abbiamo inoltre reiterato la richiesta di una immediata azione di concertazione a livello nazionale, anche attraverso INEA e la rete dello sviluppo rurale. Se sarà necessario e se i nostri appelli continueranno ad essere ignorati siamo intenzionati a rivolgerci direttamente alla Commissione europea e a valutare azioni legali a tutela dei diritti delle imprese del nostro settore e dell’interesse collettivo. Inutile celebrare la giornata mondiale della Terra se poi all’atto pratico non si fa nulla per cambiare rotta e incentivare l’agricoltura veramente sostenibile e durevole” ha concluso Carnemolla.


Moria api: Carnemolla (FederBio) “Il settore dell’agricoltura biologica a fianco degli apicoltori per chiedere interventi urgenti e efficaci contro la moria delle api”

08/04/08 – FederBio, l’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane, sostiene la mobilitazione degli apicoltori per chiedere ai Ministeri competenti provvedimenti immediati e concreti contro lo spopolamento degli alveari in alcune zone ad agricoltura intensiva. “Aderiamo con convinzione alla mobilitazione promossa da UNAAPI e Legambiente dato che la produzione di miele da apicoltura biologica è un comparto per noi rilevante e il biologico rappresenta un modello di agricoltura che da sempre si è fatta carico della compatibilità ambientale e della tutela della biodiversità” afferma il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla. “Non è ammissibile che per interessi di natura commerciale dell’industria chimica si metta a rischio non solo un intero comparto economico ma un patrimonio naturale indispensabile per tutta l’agricoltura italiana. Le alternative ai prodotti chimici di sintesi ci sono, che i Ministeri adottino la massima precauzione per far cessare immediatamente questo disastro” ha concluso Carnemolla.


Agricoltura biologica: FederBio presenta al Biofach il protocollo d’intesa di filiera per il rafforzamento dei controlli sull’ortofrutta biologica

18/02/08 – Il prossimo 22 febbraio alle 9.45 presso la fiera Biofach di Norimberga FederBio, l’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane, presenta alla stampa e agli operatori esteri il protocollo d’intesa di filiera per il rafforzamento dei controlli sull’ortofrutta da agricoltura biologica già firmato lo scorso settembre dalle principali organizzazioni dei produttori e piattaforme di commercializzazione dell’ortofrutta biologica italiana e da 8 organismi di certificazione autorizzati dal MiPAAF. L’iniziativa ha fatto seguito al notevole aumento delle esportazioni di queste produzioni, in particolare sui mercati europei, e alle polemiche sollevate in Germania la scorsa estate sull’aumento dei casi di non conformità. “Il protocollo di filiera messo a punto in ambito FederBio prevede uno scambio di informazioni e l’attivazione di ispezioni più rapidi ed efficaci, oltre alla creazione di una banca dati delle non conformità analitiche a cui contribuiscono sia le piattaforme produttive e commerciali che gli organismi di certificazione autorizzati” chiarisce il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla. “Proprio grazie ai primi riscontri della banca dati è stato inoltre possibile condividere a livello di filiera la predisposizione di linee tecniche e indicazioni operative per migliorare i piani di controllo e l’efficacia dell’attività ispettiva. Il tutto avviene nel pieno rispetto della normativa cogente, pur se in un ambito volontario, con l’auspicio che il MiPAAF faccia proprio il prima possibile questo lavoro. Il fatto che i soggetti firmatari rappresentino oltre il 70% del prodotto esportato e oltre il 94% degli operatori controllati a livello nazionale testimonia la vocazione interprofessionale di FederBio e assicura un impatto reale dell’intesa di filiera sul miglioramento delle garanzie offerte dal sistema di produzione e certificazione nazionale in un comparto strategico per il nostro export” ha concluso Carnemolla.


Appello per la Locride: Carnemolla (FederBio) “Tutto il biologico italiano aderisce alla mobilitazione del 1 marzo promossa dalle cooperative sociali nella Locride”

11/02/08 – FederBio, l’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica e biodinamica italiane, ha aderito all’appello del consorzio di cooperative sociali della Locride per una mobilitazione che porti a sostenere le esperienze di economia sociale nate negli ultimi anni in Calabria grazie all’impegno di mons. Bregantini, soprattutto nell’agroalimentare. “A nome della Federazione e di tutte le organizzazioni associate esprimo la vicinanza all’impegno per un’economia legale in Calabria e la piena disponibilità a far parte di un’alleanza che sostenga il prosieguo dell’esperienza di questi anni, rafforzandola anche a dimensione nazionale” ha dichiarato il Presidente Carnemolla.


Agricoltura biologica: Si amplia la base sociale di FederBio, nuovi soci produttori e negozianti specializzati

01-02-08: Il 31 gennaio il Consiglio Direttivo di FederBio, l’organizzazione unitaria del biologico e biodinamico italiani, ha approvato le domande di nuova associazione presentate da U.NA.PRO.BIO., unione nazionale delle organizzazioni produttori del biologico, da Negozi Bio, associazione di negozianti specializzati, e di Pro.B.E.R., l’associazione degli operatori biologici dell’Emilia Romagna. “Con questi nuovi ingressi non solo si completa l’assetto interprofessionale della Federazione ma si rafforza la componente dei produttori, a conferma del fatto che la grande parte del settore biologico nazionale crede nella necessità di un momento unitario e forte di rappresentanza degli interessi comuni” ha dichiarato il Presidente Paolo Carnemolla. “Ora ci attendiamo che le istituzioni facciano la loro parte, valorizzando adeguatamente la presenza di un momento realmente unitario e dando seguito alle decisioni già assunte sull’impiego delle risorse del Piano d’azione nazionale di settore, una parte delle quali è destinata proprio a rafforzare l’organizzazione e le iniziative a carattere interprofessionale per il biologico italiano” ha concluso Carnemolla.