FederBio: soddisfazione per il proseguimento delle indagini sull'operazione Vertical bio

Carnemolla: “Non si tratta di una nuova operazione che smaschera “il falso bio” ma dello sviluppo dell'inchiesta avviata due anni fa”.rn rnFederBio esprime viva soddisfazione per la notizia divulgata oggi sul proseguimento delle indagini relative all'operazione “Vertical Bio”, che testimonia la bontà del lavoro avviato già nel 2013 con l’operazione “Green War” dall’Ispettorato Repressione Frodi (ICQRF) del ministero Politiche agricole e dalla Guardia di Finanza, in collaborazione col Corpo Forestale dello Stato e ACCREDIA, sotto il coordinamento della Procura di Pesaro. rnSi tratta di un lavoro partito anche grazie alle denunce di FederBio e degli organismi di certificazione suoi associati nei confronti di personaggi noti per traffici anche in altre frodi e in  situazioni evidentemente non presidiate in modo adeguato da chi avrebbe dovuto bloccare importazioni di prodotti provenienti da realtà di già evidenziata criticità.rn“E' necessario precisare che si tratta del proseguimento delle indagini sull'operazione Vertical Bio e non di una nuova frode. - sottolinea Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – La Federazione, in rappresentanza del settore del bio, composto da oltre 50.000 imprese oneste e impegnate nello sviluppo di un’economia sana che dà lavoro a oltre 200.000 addetti, esprime il proprio apprezzamento per l'operato del Nucleo di Polizia Tributaria di Pesaro e del Nucleo Investigativo dell'Ispettorato Repressione Frodi di Roma”.


FederBio sulle mele biologiche "rivestite di cera"

rn rnLa disinformazione e la pretesa di imporre verità senza alcun riscontro oggettivo amplificate dalla rete stanno creando grave danno al settore e a tutte le aziende che da anni lavorano con impegno e serietà assoluta per portare sulle tavole degli italiani prodotti biologici certificati secondo le rigide normative europee, per questo e pur consapevoli che in questo modo possiamo ulteriormente amplificare una notizia falsa riteniamo opportuno diffondere i numerosi link che, seppure in modo diverso e indipendente, hanno cercato di ristabilire la verità rispetto al tema delle mele bio “rivestite di cera” che ha preso avvio da un video pubblicato su Youtube.rnPer fare chiarezza abbiamo deciso, inoltre, di pubblicare un filmato realizzato dalla VI.P, l'associazione delle cooperative ortofrutticole della Val Venosta - reparto bio, in cui un operatore ripete il test su una mela Gala biologica. La buccia del frutto bio, prima di qualunque passaggio in sala lavorazione, viene raschiata con un coltellino e si ottengono  delle scaglie di cera del tutto di origine naturale e autoprodotta dal frutto stesso. Il leggero strato ceroso che appare sulla superficie della mela Gala biologica ripresa, infatti, è prodotto naturalmente dal frutto per proteggere la sua epidermide dagli agenti atmosferici, da attacchi fungini e da altri parassiti.rn rnCera naturale sulla mela Bio Galarnrn rnQuando lo strato ceroso viene strofinato, come qualsiasi cera, la superficie della mela si luciderà. Questo fenomeno del tutto naturale viene evidenziato in una scheda tecnica diffusa dal sito della Regione Lombardia, di cui riportiamo un breve estratto:rn"La lucentezza di alcuni frutti non deve indurre in inganno: non è legata a particolari trattamenti chimici, ma è un fenomeno naturale, dovuto al fatto che, per proteggersi dagli agenti atmosferici, i frutti producono delle cere naturali, con le quali ricoprono la buccia. Queste cere, se strofinate contro una superficie morbida... si lucidano, proprio come la cera che si dà ai pavimenti" (Per scaricare il documento, clicca qui http://www.buonalombardia.it/images/File/edu%20alim%20varie/ora%20felice/mele.pdf).rnA completamento delle informazioni rilasciate dalla VI.P – reparto bio, riportiamo di seguito la dichiarazione del responsabile qualità:rn rn“Le mele Bio in Val Venosta vengono coltivate secondo le norme europee e le norme nazionali della produzione biologica. La filosofia che sta alla base delle produzioni biologiche consiste nell’assoluto rinuncia a sostanze chimiche come antiparassitari, fertilizzanti e diserbanti. È consentito solo l’uso di tecniche di coltivazione naturali come, per esempio, la concimazione organica o l’uso mirato d’insetti utili nella lotta antiparassitaria, in modo da  poter rispettare e proteggere l’ambiente. La raccolta dei produttori biologici VI.P, a intervalli regolari, viene sottoposta a controlli severi tramite organi di controllo interni ed esterni. Le nostre mele biologiche sono completamente senza sostanze chimiche.rnPossiamo garantire che le Mele Bio Val  Venosta non sono mai cerate e non hanno subito dei trattamenti con sostanze chimiche dopo la raccolta.”rn rnQuesti ulteriori elementi smentiscono in maniera evidente la teoria sulla frode di chi ha voluto innescare questa spiacevole campagna virale di denigrazione del bio e di una nota catena della GDO che da anni opera correttamente nel settore.rnPer visualizzare tutti i filmati sull'argomento, visita il canale YouTube FederBio Italia: rnhttps://www.youtube.com/watch?v=Qm9HtHnz7Lo&list=PLH3pfXmRRNoKjOol3FBC46jnebdq0Wc8hrn rnLink consigliati:rnrnhttp://www.greenme.it/mangiare/prodotti-biologici/15779-mele-biologiche-cerate-bufalarnrnhttp://www.italiafruit.net/DettaglioNews/29679/lesclusiva/false-mele-bio-esselunga-ecco-perche-il-video-virale-e-una-bufala rnrnhttp://www.ilfattoalimentare.it/mele-cerate-video-bufala.html  rnhttp://www.bufale.net/home/allarmismo-e-disinformazione-quando-le-mele-sono-troppo-lucide-per-essere-veramente-bio-bufale-net/,rnhttp://www.butac.it/il-tempo-delle-mele-cerate/rnhttp://leganerd.com/2015/01/14/le-mele-cerate/,rnhttp://www.buonalombardia.it/images/File/edu%20alim%20varie/ora%20felice/mele.pdfrnhttp://www.ecoblog.it/post/141494/mele-troppo-lucide-per-essere-bio-un-po-di-chiarezza-sulle-cere-usate-per-proteggere-la-fruttarnhttp://www.youtube.com/watch?v=x4l4Tkor-7E&x-yt-ts.rnrn rnFederBio e gli organismi di certificazione del settore sono a disposizione per ogni ulteriore approfondimento e verifica. Per qualunque tipo di informazione sull’argomento potete scriverci su: http://www.federbio.it/Segnalazioni_e_Reclami.php.rn


OGM: ALTRI 18 MESI DI DIVIETO. AIAB, FederBio e Associazione per l'Agricoltura Biodinamica: “Italia leader nella battaglia contro il transgenico”

“L’Italia si conferma leader nella battaglia contro gli Ogm, in linea con le sue caratteristiche di paese produttore di un’alimentazione diversificata e di alta qualità. Complimenti al governo che, subito dopo l’approvazione della direttiva Europea che sancisce la libertà degli Stati membri di vietare o meno la coltivazione di Ogm, tiene fede a un impegno preso, di salvaguardia della nostra biodiversità e del nostro Made in Italy”.Le tre associazioni rappresentative del biologico in Italia - AIAB, FederBio e Associazione per l'Agricoltura Biodinamica - esprimono la loro soddisfazione dopo l’approvazione del decreto che sancisce il divieto di coltivazione di mais Ogm Mon810 prorogando per un altro anno e mezzo il divieto già emanato con il precedente decreto interministeriale del 12 luglio 2013.“Ci auguriamo che il divieto divenga presto a tempo indeterminato, mettendo una volta per tutte il nostro paese al riparo da contaminazioni transgeniche e preservando definitivamente la produzione biologica e di qualità”.


Cresce il mercato bio, in Italia vale 2.6 miliardi

17 GENNAIO 2015 GIORNALE DELL'UMBRIA.PDF


Su Rai 1 si parla di biologico

13 GENNAIO 2015 RAI 1 - A CONTI FATTI


OGM: passa la libertà di vietare la produzione. Il mondo del bio:“Con il voto di oggi, si rischia di spianare la strada alle multinazionali e si ignora la volontà dei cittadini"

Roma, 13 gennaio 2015 – “Il voto di oggi, nonostante le innegabili ricadute positive, rischia di essere un regalo alle multinazionali del biotech che mirano a tenere in ostaggio la sovranità alimentare. Allo stesso tempo, ponendo limiti all’obbligo di etichettatura, si ignora la volontà di gran parte dei cittadini che, a più riprese, hanno detto ‘no’ agli OGM”.rn Il mondo del biologico, rappresentato dalle tre principali associazioni, AIAB, FederBio e  Associazione Agricoltura Biodinamica, esprime la sua preoccupazione per l’esito che ha avuto oggi il voto europeo che ha concesso agli Stati membri la libertà di limitare o vietare la coltivazione di Ogm.rn “Per alcuni Paesi europei questo voto può rappresentare senz’altro un passo avanti. Gli Stati sono un po’ più liberi di decidere ed esiste un nuovo modello per il resto del mondo. Per un paese come l’Italia, però, che ha nell’agricoltura biologica e di qualità un fiore all’occhiello della produzione, si tratta di un pericoloso arretramento. Ulteriore elemento di debolezza, come sottolinea anche IFOAM UE, è che i paesi che non opteranno per il divieto, non sono obbligati a prendere misure di tutela verso l’agricoltura non transgenica”.rn Secondo le tre associazioni, la versione approvata oggi contiene troppe ambiguità e vaghezze sull’introduzione delle ragioni ambientali invocabili da ogni Stato per sostenere il divieto di coltivare prodotti transgenici.rn “Lo Stato non potrà appellarsi a ragioni ambientali per vietare gli Ogm ma solo a ragioni socio-economiche. Un modo per rendere giuridicamente deboli i singoli paesi e per lasciare un pericoloso spazio di contestazione alle multinazionali che acquisiscono, così, un grande potere.  Inoltre, la possibilità che l’etichettatura obbligatoria sia considerata un ostacolo alla libera circolazione delle merci diventa, con il testo approvato, un pericolo reale che mette a rischio il diritto dei consumatori a essere correttamente informati“rn “Il voto di oggi  – dice Vizioli presidente di AIAB – indica chiaramente una volontà da parte dei governi europei di spianare la strada al TTIP, la cui trattativa sta andando avanti in segreto tra Usa e UE. Inoltre, sulla questione etichettatura, nascondendosi dietro ai principi del liberismo (e cioè della libera circolazione delle merci) si ignora la volontà di tutti quei cittadini (e sono tanti) che hanno dichiarato di non voler mangiare OGM”.rn “Un notevole danno anche economico – sottolinea Carlo Triarico, presidente dell’ Associazione Agricoltura Biodinamica – se si pensa al boom di domanda interna ed esportazioni che ha avuto negli ultimi anni l’agricoltura biologica e biodinamica. Così si tagliano le gambe a uno dei pochi settori in crescita, che fa dell’Italia un gioiello nella produzione dell’agroalimentare di qualità”.rn “Non resta che ribadire che il biologico rimane l’unico sistema agricolo e di filiera alimentare che vieta gli OGM - dice Paolo Carnemolla Presidente di Federbio –, ci auguriamo che il Governo italiano utilizzi al meglio il nuovo quadro normativo e anche in relazione al voto odierno confermi il divieto di coltivazioni OGM in Italia anche dopo la scadenza del decreto interministeriale attualmente vigente, sulla cui legittimità già a suo tempo si è pronunciato il TAR Lazio”.rn In questo quadro la richiesta delle tre associazioni a chi oggi grida vittoria per questo compromesso, è un impegno immediato a blindare a tempo indeterminato l’agricoltura sana dall’inquinamento OGM.rn rn----------------------rnUfficio Stampa FederBio:  Silvia Pessini - silvia.pessini@ariescomunicazione.it  - Cell. 348 3391007 Ufficio stampa Associazione per l’Agricoltura Biodinamica – info@biodinamica.org Ufficio stampa AIAB:  Michela Mazzali, Silverback - Greening the communication - 
ufficiostampa@aiab.it –  Cell. 348 2652565