Concimi al pesticida? Nei guai

21 LUGLIO 2014 LA GAZZETTA DI LECCE.PDF


Bene il sequestro di mezzi tecnici contenenti matrina, operazione partita da una segnalazione di FederBio

FederBio, che dal 2013 ha attivato un gruppo di lavoro specifico per i mezzi tecnici ammessi in biologico e ha fra i propri soci IBMA Italia-ASSOMETAB (associazione di imprese che producono prodotti per la difesa, coadiuvanti, fertilizzanti e corroboranti utilizzabili in agricoltura biologica), ha avuto un ruolo attivo nel dare avvio all’operazione “Mela Stregata” condotta dai militari della Guardia di finanza del Nucleo di polizia tributaria di Cagliari e dell'Ispettorato repressione frodi (ICQRF) che ha portato al sequestro di finti concimi contenenti il principio attivo “matrina”, che ha in realtà efficacia come pesticida ma non è fra quelli ammessi in agricoltura biologica pur se di derivazione naturale. Il principio attivo, estratto da una pianta di origine asiatica, non è registrato come pesticida secondo la legislazione europea e nazionale nemmeno per l’agricoltura convenzionale ma nonostante questo i prodotti della ditta ICAS sono stati maggiormenternimpiegati proprio su questo tipo di colture. Spiega il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla: “Le indagini coordinate dalla Procura di Cagliari hanno preso avvio dal coordinamento attuato con l’ufficio di Cagliari di ICQRF al quale FederBio ha messo a disposizione il carteggio avviato già a luglio 2013 con i ministeri delle Politiche agricole e della Salute su questi prodotti, al tempo venduti come “preparati biodinamici”, e tutto il materiale raccolto dalla propria organizzazione territoriale. Già un anno fa infatti FederBio aveva diramato un allerta anche a tutti gli organismi di certificazione associati e alle organizzazioni dei produttori socie di UPBIO, l’Unione Nazionale dei Produttori Biologici e Biodinamici, affinché si evitasse l’impiego di questi preparati e fosse impedita la certificazione dei prodotti eventualmente trattati. L’allerta è stato poi reiterato anche a inizio 2014, nonostante le minacce di querela e i tentativi di contatto da parte di ICAS e la trasformazione delle etichette dei prodotti, diventati fertilizzanti. Da segnalare tuttavia che l’impiego di questi prodotti ha riguardato massicciamente anche l’agricoltura cosiddetta “integrata”, nelle quali non c’è un sistema di certificazione come quello del biologico in grado di monitorare l’effettivo impiego di questi prodotti. FederBio, che rappresenta tutto il comparto del bio italiano, ha l’obiettivo di tutelare tutti gli operatori onesti che fanno crescere un settore strategico per l’agroalimentare italiano. Le segnalazioni e le attività che la federazione porta avanti per evitare che realtà disoneste inquinino il settore fanno parte di questa nostra missione e riguarda tutti gli ambiti di possibile frode. Siamo quindi molto soddisfatti quando, come in questo caso, è possibile una collaborazione fattiva con le Autorità competenti che consenta di risolvere in tempi ragionevoli una situazione delicata non solo per il mondo del bio mapiù in generale per l’agricoltura italiana, fiore all’occhiello del Made in Italy in tutto il mondo”.


OGM: ripristino dello stato di legalità. In Friuli Venezia Giulia distrutti i campi illegalmente seminati con varietà GM

I campi illegalmente seminati con varietà GM in Friuli Venezia Giulia sono stati finalmente distrutti questa mattina, nonostante le azioni prepotenti messe in atto dall’agricoltore friulano per impedire l’applicazione della legge. La Procura della Repubblica del Tribunale di Udine ha infatti firmato nei giorni scorsi il decreto di sequestro che ha consentito al Corpo Forestale dello Stato di procedere oggi alle operazioni necessarie al ripristino dello stato di legalità.rnDopo la sentenza del Tar del Lazio e dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato che ha respinto la richiesta di sospensiva della sentenza nonché dopo l’approvazione di pesanti sanzioni penali per chi coltiva Mais Mon810 disposte con il decreto ‘Campo libero’ e di quelle amministrative previste dalla legge regionale 5/2014 del FVG, nelle scorse settimane in Friuli Venezia Giulia si era creata una situazione paradossale. Il Corpo Forestale dello Stato aveva distrutto uno dei campi seminati illegalmente ma non aveva avuto la possibilità di procedere con la stessa azione su altri a causa della resistenza messa in atto da un gruppo di sostenitori OGM; la vicenda era passata nelle mani della Procura di Udine che non ha provveduto in tempi rapidi ad adottare i necessari provvedimenti di sequestro conservativo del mais GM richiesti dagli organi di polizia giudiziaria.rnLe tre associazioni del biologico (AIAB, FederBio e Associazione per l’Agricoltura Biodinamica) esprimono soddisfazione per quanto fatto oggi in Friuli Venezia Giulia. “Si era creata una situazione molto grave. I campi di mais OGM erano prossimi alla fioritura con conseguente rischio di dispersione di polline OGM e di contaminazione nelle coltivazioni limitrofe, causa di danni significativi non solo per gli agricoltori locali ma per tutta l’agricoltura italiana, soprattutto per quella biologica. L’impegno delle associazioni del biologico, accanto alla Task Force nazionale che è intervenuta inviando una lettera al ministro della Giustizia Andrea Orlando, è stato molto alto. Non pensavamo che in uno stato di diritto fosse ancora necessaria una pressione così forte da più parti, ma comunque il nostro impegno non è mancato, sia a livello regionale sia nazionale. Un impegno che, insieme a quello di tante altre associazioni che aderiscono alla Task Force, è riuscito ancora una volta a sbloccare rapidamente la situazione sollecitando le istituzioni che hanno finalmente ripristinato la legalità. Di fronte alla prepotenza di chi semina illegalmente OGM e delle multinazionali della manipolazione genetica era doveroso ripristinare lo stato di diritto e garantire ai cittadini l’applicazione delle leggi e ai trasgressori la certezza della pena”.