OGM. FederBio e UPBIO: necessaria un’azione decisa della Regione Friuli Venezia Giulia per evitare il rischio di contaminazione

In Friuli Venezia Giulia non è ancora stata presa una decisione adeguata e definitiva in merito alle coltivazioni OGM, ovvero ai campi di Colloredo di Montalbano nei quali sta crescendo mais MON 810.rn“L’imminente fioritura del mais, con una conseguente contaminazione dei campi vicini e un rischio tangibile in particolare per i campi coltivati con metodo biologico, impone tempi di decisione più stretti e azioni molto più concrete. – sottolinea Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – La Regione Friuli Venezia Giulia e intervenuta, tuttavia la distruzione di una delle coltivazioni non è certo sufficiente. E’ necessario che venga presa una decisione sia sul campo di Colloredo, al momento demandata alla magistratura, e che vengano intensificati i controlli da parte della Regione stessa per verificare in quali altre aree siano stati seminati OGM e per procedere con le dovute azioni”.rnAggiunge Michele Monetta, Presidente di UPBIO: “Quanto sta accadendo in Friuli rappresenta una minaccia in particolare per gli agricoltori che hanno scelto il bio, un settore in crescita e trainante nell’ambito del settore agroalimentare italiano. In Italia è vietato seminare OGM: è quindi paradossale che non vengano prese decisioni veloci e concrete a tutela della legalità”.


Bio, ce n'è davvero per tutti i gusti

22 GIUGNO 2014 LA NUOVA FERRARA.PDF


Vertical Bio: FederBio formalizza la propria costituzione quale parte offesa

Oggi la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica ha dato mandato al proprio legale per formalizzare alla Procura della Repubblica e al GIP di Pesaro la propria costituzione come parte offesarnIn riferimento all’operazione Vertical Bio – di cui i media hanno scritto nei giorni scorsi - FederBio formalizzerà alla Procura delle Repubblica e al GIP di Pesaro, incaricati delle indagini relative alle operazioni Green War e Vertical Bio, la propria costituzione quale parte offesa. La Federazione rappresentativa di tutta la filiera del biologico in Italia ha dato mandato in data odierna al proprio legale per trasmettere la relativa documentazione.rnLe due operazioni della Magistratura di Pesaro, che fanno seguito a quella della Procura della Repubblica di Verona e al procedimento in corso presso il Tribunale della città scaligera - nel quale FederBio è l’unica parte civile ammessa - hanno riscontrato gravi fatti di frode denunciati da FederBio fin dal 2012 alle Autorità competenti nell’ambito dell’importazione di granaglie biologiche da Paesi Terzi attraverso autorizzazioni concesse dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.rnSottolinea Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio: “Le notizie di stampa dei giorni scorsi hanno rilanciato, purtroppo anche in maniera generalizzata e inesatta, gli elementi principali di un’importante indagine della Procura della Repubblica di Pesaro già resa pubblica ad aprile del 2013 con il nome di Green War e a gennaio di quest’anno con il nome Vertical Bio. Nonostante il ruolo attivo che FederBio ha svolto per dare l’avvio alle indagini e l’immediata disponibilità manifestata anche in maniera formale alle Autorità di polizia giudiziaria e al Pubblico Ministero per collaborare alle indagini, a tutt’oggi non abbiamo avuto alcun riscontro e dobbiamo purtroppo constatare che l’indagine pare - almeno per ora - focalizzata esclusivamente sulle responsabilità di imprese e organismi di certificazione. E’ di tutta evidenza, tuttavia, che la frode ha potuto realizzarsi anche perché per anni alcune persone all’interno del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali hanno concesso in maniera quanto meno inappropriata e incauta autorizzazioni alle importazioni di prodotti biologici da Paesi Terzi per migliaia di tonnellate, ignorando tutti gli allerta lanciati dagli organismi di certificazione e da FederBio. In rappresentanza degli operatori biologici onesti danneggiati e dei consumatori truffati, FederBio si mette quindi e come sempre a disposizione della Magistratura affinché vengano perseguite fino in fondo tutte le responsabilità di questi fatti gravi, perché la delinquenza venga stroncata ovunque sia e in modo definitivo.”


FederBio: bene bloccare le frodi a tutela dei consumatori e degli operatori onesti del settore

FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica, da sempre impegnata a tutela del settore del biologico lungo tutta la filiera, esprime il proprio apprezzamento all’operato della Procura della Repubblica di Trani e del Corpo Forestale dello Stato che ha sequestrato un ingente quantitativo di pappa reale biologica cinese venduta come biologica italiana, miele di origine serba commercializzato come miele biologico italiano e propoli con denominazione illecita Propoli “D.O.C.”.rnSottolinea il Presidente di FederBio, Paolo Carnemolla: "A nome degli operatori biologici onesti fra cui quelli che hanno denunciato il traffico illecito di prodotti apistici, esprimo il plauso all’operato della Procura della Repubblica di Trani e del Corpo Forestale dello Stato che hanno stroncato una frode a danno non solo dei consumatori ma anche degli apicoltori italiani. FederBio come in altre vicende di frode accadute negli anni recenti è a fianco della Magistratura e degli organi di polizia giudiziaria per fare pulizia con il massimo rigore, dunque nei prossimi giorni valuteremo le azioni da intraprendere anche rispetto a questa vicenda.”


OGM. Il mondo del biologico su accordo Consiglio Ambiente UE: dietro alla maggiore libertà per gli Stati membri si cela una trappola

Mentre il Consiglio di Stato ci mette al sicuro da rischio semine di Mais Monsanto 810 per il 2014 non accogliendo la sospensiva richiesta dall’agricoltore friulano e rinviando  la decisione nel merito al 4 dicembre,  lo scenario per arrivare ad un divieto definitivo di coltivazione di OGM nel nostro paese si sta complicando. Ad esprimere forte preoccupazione sono le tre associazioni che rappresentano il mondo del biologico: AIAB, Federbio e Associazione per l’Agricoltura Biodinamica che, a seguito dell’accordo raggiunto oggi dal Consiglio Ambiente sulla proposta delle Commissione, lanciano l’allarme:   “Dietro alla maggiore flessibilità concessa agli Stati membri nel decidere se impedire o ammettere la coltivazione di OGM sul proprio territorio, si cela una vera e propria trappola”.rn rnLa proposta presentata dalla Presidenza greca sulla modifica della direttiva 2001/18/CE relativa all’ emissione deliberata di OGM nell’ambiente – secondo le tre associazioni –crea forti preoccupazioni perché la facoltà dello Stato membro di vietare la coltivazione risulta in realtà ampiamente ridimensionata. Si potrà esercitare il divieto, infatti, solo se lo Stato è in grado di dimostrare che esistono motivi di impedimento diversi da quelli ambientali e relativi alla salute sui quali, invece, continuerà ad esprimersi soltanto la Commissione su parere dell’EFSA. La proposta, inoltre, consente agli Stati di vietare soltanto una coltura GM alla volta mentre non attribuisce un diritto unico e generalizzato di vietare qualsiasi coltivazione transgenica sul proprio territorio. Alle compagnie del biotech – continuano le associazioni del biologico - viene invece riconosciuto un potere di intervento, che non ha alcun fondamento né logico né giuridico.rnLe tre associazioni, per salvaguardare i territori italiani e le produzioni locali da coltivazioni inappropriate di OGM, chiedono di utilizzare il semestre di presidenza italiana per: rn rn1) Riformare in modo più democratico la procedura di autorizzazione degli OGM. La Presidenza Italiana deve imporre una discussione urgente su questo tema ed avviare subito una seria riflessione in seno al Consiglio per individuare gli strumenti giuridici necessari a dare attuazione alla dottrina della Maggioranza Prevalente.rn2) Avviare il processo di rafforzamento del sistema di valutazione del rischio degli OGM  rimettendo in discussione (perché scientificamente infondato) il principio della “sostanziale equivalenza”, individuando le tecniche appropriate per valutare gli effetti a lungo termine degli OGM  per garantire una seria valutazione del rischio ambientale e sanitario  e includendo nella procedura una seria valutazione degli impatti socio-economici degli OGM dando seguito alle conclusioni del Consiglio Ambiente che risalgono ormai al 2008rn3) Approvare la proposta di regolamento che consente agli Stati membri di vietare la coltivazione di OGM sul proprio territorio, in linea con la posizione adottata dal Parlamento europeo nel 2011.rn“La nostra proposta alla Presidenza Italiana dell’UE – dicono le tre associazioni  - è di impostare da subito in modo chiaro e netto il confronto nel Consiglio sulla base non dell'inapplicabile proposta della Commissione Europea e dell’accordo raggiunto oggi in sede di Consiglio Ambiente  ma di quella, assai più sicura e praticabile, adottata dal Parlamento Europeo e giungere ad un accordo entro la fine dell'anno.rnIn tutto questo periodo tutto il mondo del biologico continuerà ad esercitare il massimo impegno nei confronti delle Istituzioni e a mobilitarsi insieme agli agricoltori e a tutti i cittadini affinché  il Governo del nostro paese possa riuscire, nel semestre di Presidenza Italiana dell’UE, a liberare l’Italia e l’Europa dagli OGM” .


La fattoria si tinge di rosa

21 MAGGIO 2014 NOVA IL SOLE 24 ORE.PDF