Stopglifosato: dal Paff restrizioni all'uso dell'erbicida. Coalizione: è una conferma del pericolo per la salute pubblica, ora serve il via al piano glifosato zero.

Roma, 12 luglio 2016 – Dopo l’autorizzazione all’uso del glifosato per altri 18 mesi, il Comitato UE per la salute delle piante ha votato a favore di una restrizione dell’utilizzo dell’erbicida nei giardini e nei parchi pubblici nonché di un rafforzamento dell’esame minuzioso del suo uso pre-raccolto. “Una conferma, se mai ce ne fosse bisogno – dice Maria Grazia Mammuccini, portavoce delle Coalizione italiana #StopGlifosato - della pericolosità della sostanza”.
La Coalizione chiede al ministero per le Politiche Agricole l’attuazione di misure concrete per la difesa del principio di precauzione perlomeno fino alla pronuncia dell’Echa, l’Agenzia Ue per le sostanze chimiche.
“Il nostro Paese – dice Mammuccini - deve ora dare seguito all’annuncio del ‘Piano Glifosato Zero’. Ci aspettiamo che il ministro Martina incontri presto la nostra Coalizione, che riunisce 46 associazioni e organizzazioni della società civile, per discutere nel merito delle azioni concrete da realizzare per vietare totalmente la pericolosa sostanza, a partire dai PSR.

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Aderiscono alla Coalizione italiana #StopGlifosato: ACP-ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDIATRI - AIAB - ANABIO- APINSIEME – ASSIS - ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA - ASSO-CONSUM – ASUD – AVAAZ - CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali - CONSORZIO DELLA QUARANTINA - COSPE ONLUS - DONNE IN CAMPO CIA LOMBARDIA - EQUIVITA - FAI - FONDO AMBIENTE ITALIANO – FEDERBIO - FEDERAZIONE PRO NATURA - FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA - FIRAB - GREEN BIZ - GREEN ITALIA - GREENME – GREENPEACE - IBFAN- ITALIA - IL FATTO ALIMENTARE- IL TEST - ISDE Medici per l’Ambiente - ISTITUTO RAMAZZINI - ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE – LIFEGATE - LIPU-BIRDLIFE ITALIA - MDC-MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO - NAVDANYA INTERNATIONAL - NUPA-NUTRIZIONISTI PER L’AMBIENTE - PAN ITALIA – Pesticide Action Network - REES-MARCHE - SLOW FOOD ITALIA - TERRA NUOVA - TOURING CLUB ITALIANO - UNAAPI-UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI – UPBIO - VAS-VERDI AMBIENTE E SOCIETÀ- WWF ITALIA - WWOOF-ITALIA

La Portavoce del Tavolo delle associazioni: Maria Grazia Mammuccini - Cell. 3357594514

GLI UFFICI STAMPA
Ufficio stampa AIAB: Michela Mazzali m.mazzali@aiab.it - Cell. 348 2652565
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Ufficio stampa FederBio: Silvia Pessini  silvia.pessini@ariescomunicazione.it - Cell. 348 3391007
Ufficio Stampa Lipu: Andrea Mazza andrea.mazza@lipu.it - Cell. 3403642091
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Ufficio Stampa Ufficio stampa Legambiente: Milena Dominici m.dominici@legambiente.it - Cell. 349.0597187, Luisa Calderaro l.calderaro@legambiente.it - 06.86268353
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Nasce FederBio Puglia, il primo organismo interprofessionale regionale del biologico

Con l’insediamento di una cabina di regia composta dai rappresentanti di tutte le componenti del settore biologico regionale e la nomina a portavoce di Michele Gaudiano, storico imprenditore bio pugliese, ha preso avvio l’esperienza di FederBio Puglia, che intende costituire una rappresentanza economica e interprofessionale del biologico nella regione, forte dell’esperienza e del supporto di FederBio nazionale.
In Puglia il settore del biologico riveste un ruolo di primaria importanza: la regione, infatti, si posiziona al secondo posto in Italia per entità di superficie coltivata a bio con 176.998 ettari - pari al 14,16% della superficie coltivata totale e con una specializzazione nella coltivazione di olivo, vite e cereali. La Puglia ricopre inoltre il terzo posto per numero di operatori bio con 6.599 tra produttori, trasformatori, distributori. (Fonte: Sinab - Bio in cifre 2015). Tali numeri confermano che il biologico è una straordinaria opportunità per tutta l’agricoltura e l’agroalimentare pugliese, sia nella dimensione di filiera che in quella territoriale, considerata la crescita rilevante dei consumi non solo a livello locale, ma anche nazionale e internazionale e la forte carenza di materie prime biologiche nazionali proprio nei comparti in cui la Puglia ha un elevato potenziale produttivo.
“Ormai da anni l'agricoltura biologica italiana ha raggiunto dimensioni rilevanti in tutte le sue unità, dalla produzione primaria, all’industria, alla certificazione, alla distribuzione, al punto da essere considerata una categoria le cui istanze devono essere tenute in considerazione dal governo centrale e dalle amministrazioni regionali. – evidenzia Michele Gaudiano, portavoce di FederBio Puglia - L'eccellente operato svolto da FederBio, condiviso con il ministero delle Politiche agricole, è una prova del fatto che la combinazione tra una categoria ben rappresentata e un mondo istituzionale incline a condividere problematiche e decisioni, è un modello vincente. Con FederBio Puglia si è avviato un percorso aperto a tutte le realtà organizzate del biologico e biodinamico pugliese, con lo scopo di creare una rappresentanza economica di settore sempre più ampia e diffusa e una rete capillare attiva nel territorio regionale che coinvolga tutti gli attori della filiera. Ciò consentirà di veicolare al governo regionale le necessità del comparto, con le dovute priorità, garantendo cooperazione e continuità di crescita al settore.
Un'unica cabina di regia determinerà per gli operatori scambi informativi frequenti e propositivi, favorendo sempre più il lavoro del singolo, ma sempre in un'ottica di sistema, arginando così comportamenti individualistici ormai fuori da ogni contesto che funzioni. Il tutto con la doverosa attenzione verso l’ambiente e le biodiversità, elementi distintivi del mondo bio.”
FederBio Puglia sarà operativa anche per assicurare formazione, servizi e organizzazione per l’ingresso nel sistema di certificazione e nel mercato agli agricoltori pugliesi, con l’obiettivo di rafforzare le garanzie del sistema di certificazione e promuovere la conoscenza dell’agricoltura e dei prodotti biologici attraverso attività per la qualificazione dei tecnici, lo sviluppo della ricerca e innovazione, l'aggregazione di un’offerta sempre più garantita e tracciata.
La cabina di regia è composta da Michele Gaudiano (ASSOBIO-BIORGANICA ITALIA srl), Filippo Cassano (Cantine POLVANERA), Matteo Manna (ICEA), Saverio Internò (OP JONICA srl), Nicola Lamascese (BIOAGRICERT) Antonello Russo (DEMETER ITALIA), Maurizio Magnatta (OP DAUNIA & BIO), Enzo Verrastro (CIHEAM Bari) e Damiano Petruzzella (AGRIPLAN srl), che avrà le funzioni di Segretario e di coordinamento con la struttura nazionale di FederBio.
La sede di FederBio Puglia è presso AGRIPLAN srl - Bari, società di servizi socia di FederBio nazionale che assicura il supporto organizzativo e progettuale alle attività della nuova organizzazione regionale.


Si gioca sull'export il futuro del bio made in Italy. Dai bandi europei per la promozione sui mercati esteri agli accordi operativi con Ice, il ruolo strategico di FederBio

di Rosa Maria Bertino, Biobank

Il futuro del biologico italiano si gioca soprattutto sull’export. I dati dell’Osservatorio Sana 2015 lo mostrano in modo inequivocabile. Lo confermano le oltre 150 imprese con prodotti a marchio bio intervistate per l’indagine. Nell’arco di cinque anni, dal 2008 al 2013 l’export agroalimentare italiano è cresciuto del 31%, quello di alimenti biologici più di dieci volte, ovvero del 337%. È vero che il bio rappresenta il 4% dell’export, pari ad 1,4 miliardi di euro nel 2014, sul totale di 34 miliardi di euro. Ma è altrettanto vero che ha una forza propulsiva ineguagliabile.

Bio made in Italy: i punti di forza

I punti di forza del bio made in Italy? Secondo le aziende intervistate, al primo posto c’è la qualità organolettica (36%), al secondo la tracciabilità e la presenza di altre certificazioni che si affiancano al bio (21%), al terzo l’affidabilità del marchio e dell’azienda (18%). Poi l’origine italiana e la capacità di innovazione. Frutta e verdura guidano la classifica dei prodotti più esportati (20%), eguono bevande vegetali (16%), pasta e affini (12%), carni e salumi (7%), vino (7%). La destinazione è per oltre oltre l’80% dentro i confini europei con la Germania al 24% e la Francia al 20%. Gli altri Paesi sono tutti sotto il 10%. Ma la spinta ll’internazionalizzazione è confermata anche dalle aspettative delle aziende: quasi 8 su 10 prevedono un incremento del fatturato estero a marchio bio per i prossimi tre anni. Inoltre, il 57% di chi ancora non esporta dichiara di avere un forte interesse ad entrare sui mercati internazionali nel prossimo futuro. Dati preziosi per delineare le strategie future e le politiche di promozione del biologico made in Italy.

Il ruolo di FederBio

Una partita, quella dell’export, in cui gioca un ruolo strategico FederBio, Federazione unitaria del biologico e del biodinamico, che negli ultimi sei anni ha operato per favorire l’internazionalizzazione delle imprese del settore con azioni di informazione e promozione. Strumento principale i bandi europei, finanziati al 50% dall’Unione Europea, al 20% dallo Stato italiano e al 30% da FederBio. Il primo bando, partito nel 2012 e concluso nel febbraio 2015, è stato OFOM 1 (Organic Food Organic Mood) per la promozione e l’informazione dei prodotti biologici certificati nei Paesi extra europei, in particolare Stati Uniti, Cina e Giappone, con un investimento complessivo di circa 2,1 milioni di euro.
Dal 2014 e fino al 2017 è in corso BIOLS (BiOrganic_LifeStyle) con attività in Germania, Italia e Belgio, per un importo di oltre 3,6 milioni di euro. E in febbraio riparte il progetto OFOM 2 finanziato con circa 4,6 milioni di euro per tre anni, in continuità con il precedente, negli stessi Paesi. Le azioni si traducono in partecipazione a fiere, seminari, laboratori del gusto, cooking show, incontri commerciali con buyer e distributori, tour e visite di operatori esteri in Italia. In parallelo e nella stessa direzione vanno anche anche altre importanti alleanze che fanno di FederBio il partner istituzionale del biologico, come l’accordo di settore con il Ministero dello Sviluppo Economico, da cui derivano le intese operativa con ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Proprio dall’intesa con ICE e in collaborazione con AssoBio, l’Associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione di prodotti biologici e naturali, sono nati gli utilissimi Rapporti Paese. Preziose bussole con i dati fondamentali per un primo approccio all’export in ben 16 mercati, scaricabili dalla sezione Biblioteca del sito Sinab.

Fonte: www.biobank.it


Stopglifosato: commissione UE autorizza per 18 mesi l'erbicida. Stati membri UE cedono alla lobby della chimica ignorando interessi generali dei cittadini europei.

Coalizione italiana: il glifosato va vietato per garantire tutela della salute e dell'ambiente, non abbasseremo la guardia.
Roma, 30 giugno 2016 - Dopo l’impasse politico la Commissione Europea autorizza oggi, nell’ultimo giorno utile, l’uso di glifosato nei campi e nei giardini. La proroga vale per 1 anno e mezzo e non per i 15 anni che normalmente vengono concessi ai prodotti fitosanitari. La Coalizione #StopGlifosato avverte: “L’esecutivo europeo non si illuda che questo slittamento faccia abbassare la guardia ai cittadini”.
"I tempi di eliminazione del glifosato dai nostri campi e dalle nostre tavole sono significativamente ridotti rispetto alla ‘norma’ solo grazie alla fortissima mobilitazione dei cittadini. Ma non basta”, afferma Maria Grazia Mammuccini, portavoce della Coalizione #StopGlifosato, che riunisce ben 46 associazioni e organizzazioni della società civile. “La Coalizione chiedeva e continua a chiedere con chiarezza un divieto immediato all’uso del glifosato, in applicazione del principio di precauzione che è uno dei temi fondanti dell’Unione. Il glifosato è stato catalogato come probabile cancerogeno dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, lo Iarc di Lione. È inoltre nella lista delle sostanze che attaccano il sistema endocrino, minacciando la sfera sessuale e riproduttiva. Ora si stabilisce un periodo di proroga decisamente più breve per aspettare il parere dell' Echa, l’Agenzia europea sulle sostanze chimiche: in altre parole si chiedono altri pareri scientifici prima di procedere alla decisione definitiva”.
Ma a non prendere la decisione di vietare decisamente a partire da oggi l’uso dell’erbicida sono stati, oltre all’organismo europeo, anche i governi. “Gli Stati membri – si legge in un comunicato della stessa Commissione - non sono stati disposti ad assumersi la responsabilità di una decisione e non sono riusciti a raggiungere una maggioranza qualificata né nella riunione del comitato permanente del 6 giugno né in quella di appello del 24 giugno”. “Si tratta di un ulteriore segnale preoccupante, che parla di una debolezza dei nostri Governi ad assumere su di sé la responsabilità della salute umana e dell’ambiente”, afferma Mammuccini.
“Se questa proroga ridotta fosse il tentativo di dilazione per far abbassare la guardia all’opinione pubblica, l’Unione europea e i governi sappiano che non è una strada saggia. I cittadini non abbasseranno l’attenzione e la Coalizione non ridurrà il suo impegno. Veglieremo affinché questo periodo venga effettivamente utilizzato per avere adeguati pareri scientifici e non come manovra dilatoria per far calare la tensione politica intorno a un tema essenziale per la salute degli agricoltori e di tutti i cittadini. Se c’è qualcosa che l’Unione Europea può imparare dai risultati della Brexit è proprio questa: occorre porre più attenzione alle richieste che vengono dalla pubblica opinione, e smettere di rispondere alle sollecitazioni delle multinazionali come Monsanto", conclude la portavoce della Coalizione.

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Ufficio Stampa WWF: Cristina Maceroni c.maceroni@wwf.it - Cell. 329.8315725
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Stopglifosato: Ancora oggi la mancaza della maggioranza qualificata conferma lo stallo europeo sul glifosato

La coalizione: "continuiamo il nostro impegno a sostegno dei milionidi cittadini europei che si sono espressi contro l'erbicida". "Dopo il no della Francia ci saremmo aspettati la stessa cosa da parte dell'Italia in coerenza con le posizioni assunte fino ad oggi".
La mancanza della maggioranza qualificata nel Comitato di appello riunitosi oggi su convocazione della Commissione Europea conferma nuovamente lo stallo sul glifosato, posticipando ancora una volta la decisione sul divieto di utilizzo dell'erbicida “potenzialmente” cancerogeno per l'uomo. “Questo ulteriore rinvio, segno della difficoltà a trovare una soluzione condivisa dai paesi Europei, è il frutto della grande mobilitazione che c’è stata da parte dei cittadini e delle Associazioni a livello europeo. Per quanto ci riguarda come Coalizione Italiana #StopGlifosato continueremo il nostro impegno a sostegno della voce di milioni di cittadini europei che hanno sottoscritto la petizione di Avaaz contro il rinnovo del Glifosato – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, la portavoce della coalizione StopGlifosato – Ci aspettiamo che la Commissione confermi al più presto il divieto definitivo all'uso del diffusissimo e altrettanto nocivo erbicida”. Nell’incontro di oggi Malta e Francia hanno votato contro mentre si sono astenuti Germania, Italia, Portogallo, Austria, Lussemburgo, Bulgaria e Grecia. “Dopo la posizione contraria della Francia ci saremmo aspettati la stessa posizione da parte dell’Italia in coerenza con l’impegno portato avanti fino ad oggi contro l’autorizzazione di un prodotto probabile cancerogeno e a tutela della salute degli agricoltori, dei cittadini e dell’ambiente- conclude Maria Grazia Mammuccini”

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Comunicato a favore delle politiche in materia di sviluppo dell’agricoltura e ambiente pulito della Regione Emilia-Romagna.

Ambiente ed agricoltura sono la stessa cosa.
Ed anche agricoltura e cibo sono la stessa cosa - ognuno dipende dall’altro.
Diamo grande rilevanza agli sforzi e all’impegno che la Giunta della Regione Emilia Romagna sta facendo per migliorare ambiente e cibo, preservando e valorizzando la ricchezza della biodiversità per la salute del proprio territorio.
Non solo perché favorisce dove possibile metodi biologici, perché scoraggia il Glifosato come erbicida che in realtà è un “Fertilicida” e che è l’emblema di una agricoltura basata sul petrolio, dalla quale emanciparsi. Non solo perché è impegnata nella lotta ai pesticidi e neoticotinoidi che continuano a sterminare gli insetti pronubi, come le api.
Ma perché guarda finalmente alle necessità di tutti e non a quelle corporative di alcune rappresentanze di un modello agricolo superato, ancorché diffuso.
L’Agricoltura che è Ambiente che è Cibo (sano anziché inquinato) è un bene comune.
Grazie a chi lo preserva per tutti.


FederBio, AIAB, WWF e Legambiente sull'emergenza Xylella: promuovere l'agroecologia garantendo la sperimentazione di soluzioni alternative all'abbattimento delle piante non infette

Per FederBio, Aiab, WWF e Legambiente le emergenze agricole, prime fra tutte quella relativa al caso Xylella in Puglia, vanno affrontate e necessariamente prevenute con l’approccio agro ecologico. Per questo fanno riferimento alle recenti dichiarazioni del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano "Faremo di tutto per proteggere il patrimonio paesaggistico della nostra Regione e per questo seguiremo e sosterremo la ricerca scientifica e in particolare i protocolli sperimentali più promettenti volti a garantire una maggiore resistenza delle piante di olivo alla batteriosi”, per chiedere un impegno prioritario per l’agroecologia come risposta di medio e lungo termine contro la Xylella.
Le quattro Associazioni sottolineano pertanto la necessità di scelte politiche chiare orientate verso l’agricoltura biologica e biodinamica, con l’adozione di tecniche agronomiche idonee ai territori e in grado di garantire prodotti di qualità tutelando ambiente e biodiversità.
La risposta alla sentenza della Corte UE sul contrasto alla “Xylella fastidiosa” in Puglia non può essere la sola eradicazione preventiva delle piante, anche quelle non colpite dall’infezione, e la realizzazione d’interventi basati sull’esclusivo utilizzo della chimica di sintesi come previsto dal Piano per la lotta al batterio.
È necessario che la risposta alla sentenza della Corte UE contempli anche la sperimentazione di soluzioni alternative al solo abbattimento delle piante. Nell’immediato deve essere previsto un programma di ricerca sul campo delle possibili soluzioni alternative all’estirpazione delle piante di olivo o ospiti dell’insetto vettore infette dalla Xylella fastidiosa, verificando l’efficacia dei diversi metodi di contenimento dell’infezione.
Nel medio e lungo termine la ricerca di una soluzione sta nel non alterare, o in questo caso ripristinare, gli equilibri naturali come dettano i principi dell'agricoltura biologica e biodinamica. La conservazione della biodiversità ambientale e del suolo per aumentare la resilienza degli agroecosistemi dovrebbe essere la linea guida prioritaria di ogni intervento in agricoltura. È indispensabile per questo incentivare e favorire tutte quelle azioni e tecniche agronomiche preventive e curative che non adottano o riducono drasticamente l’uso di insetticidi o fungicidi.
Deve essere inoltre esclusa l’autorizzazione straordinaria di pesticidi chimici vietati da tempo per la loro nocività e che sono stati utilizzati in modo spregiudicato nella gestione dell’emergenza Xylella con un conseguente pericolo per la salute pubblica.
Per le piante di particolare pregio storico o monumentale sarebbe opportuno prevedere preventivamente il loro isolamento con reti anti-insetto, anche come misura alternativa all’abbattimento, monitorando attentamente la diffusione dell’infezione.
Al di fuori di ogni contrapposizione strumentale e ideologica Federbio, WWF e Legambiente, hanno da tempo proposto alla Regione Puglia, al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e anche all’EFSA una proposta concreta per la gestione con metodo biologico dei territori colpiti dal batterio, in alternativa all’impiego massiccio di pesticidi e all’abbattimento degli olivi, utile anche a valorizzare quel territorio. Ad oggi le proposte delle tre Associazioni non sono ancora state prese in considerazione. Accogliendo con favore le dichiarazioni del Presidente Emiliano, Federbio, WWF e Legambiente chiedono di poter riaprire il confronto sulla base di queste proposte, ampiamente sostenute anche dai molti comitati di agricoltori e cittadini del Salento, affinché si possa in prospettiva concretamente lavorare per la creazione di un “biodistretto” nei territori interessati dalla Xylella.


Allarme bomba alla sede Efsa di Parma: la coalizione italiana condanna l’atto intimidatorio e ripudia qualsiasi forma di violenza.

Roma, 08 giugno 2016 – Dopo la notizia del plico contente materiale esplosivo indirizzato alla sede parmense dell’EFSA la coalizione italiana StopGlifosato condanna duramente simili atti intimidatori. “Esprimiamo la nostra solidarietà all’Efsa per il grave episodio”, dice la portavoce della Coalizione Maria Grazia Mammuccini. “Le oltre 40 associazioni da mesi impegnate per un obiettivo di civiltà con la richiesta all'Unione Europea di uno stop immediato al glifosato e che stanno conducendo la loro battaglia insieme a milioni di cittadini con strumenti civili e democratici, ripudiano la violenza e la condannano sempre e comunque.
Sulla pericolosità del glifosato abbiamo aspramente criticato il parere dell'Efsa ma in questo momento le diversità di opinioni e di valutazione nel merito del caso specifico vanno messe da parte per manifestare il nostro radicale dissenso verso ogni forma di violenza ed esprimere a dirigenti e dipendenti dell'Agenzia europea di Parma la nostra solidarietà e vicinanza”

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Ennesimo rinvio, manca la maggioranza qualificata. Successo dei cittadini e della coalizione. La coalizione: “non abbasseremo la guardia e ci batteremo per l’abolizione totale del glifosato”

L’empasse europeo sul glifosato che ha portato alla mancanza di una maggioranza qualificata e all’ennesimo rinvio di voto è il risultato della mobilitazione di milioni di cittadini europei. In oltre due milioni, infatti hannosottoscritto la petizione di Avaaz, contro il rinnovo, 153.000 solo in Italia.
“Un successo dei cittadini e della coalizione StopGlifosato – dice Maria Grazia Mammuccini, la portavoce – che ci fa ben sperare per il voto finale. La decisione rinviata per l’ennesima volta indica la difficoltà a trovare una soluzione condivisa al problema del rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato”. La decisione è ora rinviata al Comitato di appello e la coalizione non ha intenzione di smuoversi dalle sue posizioni “L’unica risposta adeguata è l’applicazione rigorosa del principio di precauzione – dice Mammuccini – con la messa al bando definitiva dell’erbicida”.
L’Italia si è astenuta insieme a Germania, Francia, Grecia, Austria e Portogallo e Lussemburgo. Solo Malta ha votato contro.
“La posizione dei ministri italiani dell’Agricoltura e dell’Ambiente – conclude la portavoce – ha consentito di mantenere salda la posizione dell’l’Italia. Ci auguriamo che questa posizione, se non una ancora più coraggiosa rimanga inalterata fino in fondo”.

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Aderiscono alla Coalizione italiana #StopGlifosato: ACP-ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDIATRI - AIAB - ANABIO- APINSIEME – ASSIS - ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA - ASSO-CONSUM – ASUD – AVAAZ - CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali - CONSORZIO DELLA QUARANTINA - COSPE ONLUS - DONNE IN CAMPO CIA LOMBARDIA - EQUIVITA - FAI - FONDO AMBIENTE ITALIANO – FEDERBIO - FEDERAZIONE PRO NATURA - FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA - FIRAB - GREEN BIZ - GREEN ITALIA - GREENME – GREENPEACE - IBFAN- ITALIA - IL FATTO ALIMENTARE- IL TEST - ISDE Medici per l’Ambiente - ISTITUTO RAMAZZINI - ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE – LIFEGATE - LIPU-BIRDLIFE ITALIA - MDC-MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO - NAVDANYA INTERNATIONAL - NUPA-NUTRIZIONISTI PER L’AMBIENTE - PAN ITALIA – Pesticide Action Network - REES-MARCHE - SLOW FOOD ITALIA - TERRA NUOVA - TOURING CLUB ITALIANO - UNAAPI-UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI – UPBIO - VAS-VERDI AMBIENTE E SOCIETÀ- WWF ITALIA - WWOOF-ITALIA

La Portavoce del Tavolo delle associazioni: Maria Grazia Mammuccini - Cell. 3357594514


Giornata Mondiale dell'Ambiente. FederBio: l'agricoltura è la prima causa di inquinamento dell'aria. Facciamo crescere il bio

I risultati del nuovo studio “Significant atmospheric aerosol pollution caused by world food cultivation” (16 maggio 2016) dell’Earth Insitute effettuato presso la Columbia University confermano che l’agricoltura è la prima causa di inquinamento dell’aria: “I fertilizzanti azotati di cui si serve l’agricoltura industriale, insieme all’allevamento degli animali, danno un contributo determinante e devastante all’aumento del particolato fine che provoca malattie e morti premature. Non solo le auto e le emissioni industriali, dunque, vanno incolpate degli alti livelli di PM2,5”. I tre ricercatori che hanno condotto lo studio hanno scoperto che quando i composti azotati provenienti da agricoltura si mescolano all’aria già inquinata si formano particelle solide che possono attaccare il tessuto polmonare di bambini e adulti.
“Proprio in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente che si celebra il 5 giugno – precisa Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio – vogliamo sottolineare la necessità di un cambiamento di passo in agricoltura. L’abuso di fertilizzanti ricchi di azoto utilizzati per decenni in tutto il mondo ha rappresentato una vera e propria minaccia per l’ambiente, come conferma lo studio dell’Earth Insitute, e per l’uomo stesso. L’agricoltura del futuro deve necessariamente avere come primo obiettivo quello di preservare l’ambiente e dunque la salute dell’uomo allo stesso tempo; deve essere sostenibile, come evidenziato dal lavoro e dell’impegno preso dai ministri all’agricoltura dei Paesi del G20 riunitisi oggi in Cina. Il bio rappresenta la vera alternativa, ponendosi come metodo di produzione che tutela la fertilità del suolo, la biodiversità e il benessere dell’uomo. L’agricoltura industriale, in particolare nei Paesi in via di sviluppo, non può rappresentare il futuro, al contrario è una vera e propria minaccia”.