FederBio: con il Parco della Biodiversità l'agricoltura biologica è protagonista di EXPO Milano 2015

Il Parco della Biodiversità, una delle quattro aree tematiche di EXPO 2015, realizzata da BolognaFiere grazie all'accordo con EXPO 2015, e della quale FederBio è partner, si sviluppa sul tema dell’agro-biodiversità coniugata sul versante più congeniale al biologico, quale risorsa strategica per la sicurezza alimentare del Pianeta. Uno spazio centrale all'interno dell'Esposizione Universale che rappresenta il bio dalla produzione alla tavola.rnCommenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio: “La collocazione del biologico e delle migliori esperienze imprenditoriali italiane di questo settore, che rappresenta la vera innovazione sostenibile e di qualità dell'agricoltura, in un'area tematica di EXPO e, non casualmente, l’unica dedicata a una delle chiavi principali per la sicurezza alimentare del Pianeta, è anche il risultato dell’impegno di FederBio che ha trovato in Bologna Fiere un alleato convinto e nel Ministro Martina e nel Commissario Sala la capacità di cogliere una enorme opportunità per il Paese e per EXPO. L'Esposizione Universale sarà un’occasione straordinaria per rafforzare la leadership che già l’Italia ha nel biologico a livello europeo e il suo ruolo di protagonista a livello mondiale, oltre che per rimettere al centro del dibattito sul tema di EXPO il modello di agricoltura e alimentazione biologico, un modello innovativo, di successo e molto italiano”.


Xylella fastidiosa e disseccamento degli ulivi: le proposte di FederBio a tutela delle aziende biologiche e del territorio del Salento

Bologna, 14 aprile 2015 - Il territorio della Puglia interessato dall’emergenza del disseccamento degli ulivi è un’area di particolare pregio ambientale e turistico nella quale c’è una presenza significativa di aziende e superfici condotte con il metodo biologico (da elaborazioni IAMB su dati del sistema BioBank della Regione Puglia si stima che al 31 marzo 2015 la SAU delle aziende olivicole biologiche delle province di Lecce e Brindisi rappresenti circa il 16% del totale regionale con la seguente distribuzione: Provincia di Lecce 860 aziende con circa 15.199Ha, Provincia di Brindisi 700 aziende con 9.785Ha), per questo motivo FederBio, l’organizzazione interprofessionale di riferimento per il settore biologico, nelle scorse settimane ha attivato un gruppo di esperti che ha elaborato un documento di proposte che è stato inviato oggi alle Autorità europee, nazionali e regionali per contribuire a questa delicata fase di definizione degli interventi da attuare in quel territorio per contrastare l’emergenza fitosanitaria.rn“Siamo convinti di aver messo a disposizione un contributo tecnico concreto e positivo che testimonia la possibilità di adottare su vasta scala le tecniche e i prodotti ammessi in biologico per contribuire a una lotta efficace al vettore della Xylella ma anche a una gestione degli uliveti e del territorio che ripristini condizioni ottimali per evitare altre patologie che evidentemente concorrono al disseccamento degli ulivi. - commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio - Questa strategia ha inoltre la possibilità di collegarsi con il Piano di sviluppo rurale regionale, dunque con un progetto di conversione di un territorio che merita di essere riqualificato e valorizzato anche a fini turistici come un distretto biologico. L’alternativa sono massicci trattamenti con prodotti chimici di sintesi, che possono solo contenere l’insetto vettore del batterio senza però eradicarlo e nemmeno curare gli ulivi, oltre al fatto che in questo modo le aziende biologiche presenti nell’aerea verrebbero esposte al rischio grave di deriva dei trattamenti chimici il cui impatto sarebbe quindi dannoso per tutta l’economia della zona, oltre che per le popolazioni.”rnScarica la proposta FederBio da questo link


Governo italiano metta al bando il glifosato invece di spingere l'uso sostenibile dei pesticidi Tavolo delle associazioni contro pesticidi: il Piano supporti l’agricoltura pulita

Invece di avviare la procedura per mettere al bando il glifosato, dopo che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC)  ne ha decretato la “probabile cancerogenicità”, il nostro Governo si avvia a discutere e mettere in atto un piano di azione nazionale “per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari” che ne prevede ampio uso anche per pratiche definite “sostenibili” e che saranno finanziate  dai nuovi PSR. A denunciarlo è il Tavolo delle Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica di cui fanno parte 14 associazioni nazionali.rnIl glifosato è l’erbicida più utilizzato al mondo. Dal 1992 al 2012 il suo uso è aumentato di 140 volte solo negli Stati Uniti. Oggi, inoltre, è il fitofarmaco più collegato alle coltivazioni Ogm. Per questo Monsanto, la multinazionale che lo produce sotto il marchio commerciale di RoundUp, ha definito il rapporto dello IARC (che fa parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità)“scienza spazzatura” e pochi giorni fa ha chiesto all’Organizzazione mondiale per la sanità il ritiro del rapporto. “Una reazione di panico giustificata dagli enormi guadagni portati  dall’erbicida alla multinazionale. Il nostro Paese e l’Unione europea devono rispondere ad altri interessi – dichiara la portavoce del Tavolo Maria Grazia Mammuccini – cioè agli interessi di milioni di agricoltori esposti direttamente all’uso del glifosato e alle centinaia di milioni di cittadini che nel continente consumano prodotti trattati con questo pesticida”.rnIl governo italiano per ora non ha raccolto  nessuna richiesta che proviene dal mondo delle associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica. Nel Piano di azione nazionale  non sono previste azioni concrete per ridurre l’uso dei pesticidi e invece di favorire la diffusione di  pratiche che non ne fanno uso come l’agricoltura biologica e biodinamica sostenendo gli agricoltori verso la conversione, si lavora solo per garantire l’obbligo di rispettare le prescrizioni in etichetta con un approccio che alla fine porterà come sempre un nuovo peso economico e burocratico sulle spalle degli agricoltori senza eliminare nessun pesticida.rnTra pochi giorni, il 14 aprile, i ministeri delle Politiche agricole , della Salute e dell’Ambiente hanno organizzato assieme al CNR un convegno dal titolo. “Piano di azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari: coordinamento, ricerca e innovazione”: nessuna associazione agricola fa parte del panel dei relatori. “Vogliamo veramente programmare un uso sostenibile di probabili cancerogeni?”, chiede la portavoce del tavolo Pan. “Oppure, come sta accadendo in questi giorni in Olanda e come Francia e Brasile si accingono a fare, vogliamo mettere al bando perlomeno quelli probabilmente cancerogeni come il glifosato ed applicare davvero il principio di precauzione  per salvaguardare le condizioni di vita e di lavoro e per evitare l’insorgere di altri tumori?”.rnIl nostro Paese è - secondo un rapporto dell’Ispra del febbraio 2015 – è il maggiore consumatore tra quelli dell’Europa occidentale di pesticidi per unità di superficie coltivata, con valori doppi rispetto a quelli della Francia e della Germania. Molto alto anche il numero delle sostanze di cui si trovano importanti tracce nelle acque: 175 tipologie di pesticidi nel 2012 a fronte dei 166 del 2010 e di 118 del biennio 2007-2008. E le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono il glifosato e i suoi metaboliti, il metolaclor, il triciclazolo, l’oxadiazon, la terbutilazina.rnDel Tavolo fanno parte: Aiab, Associazione per l'Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, Firab, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Slowfood, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura,SIEP, UpBio WWF.


FederBio: pieno sostegno all’iniziativa del MiPAAF per un tavolo di lavoro politico e programmatico sul biologico

Il tavolo che si è riunito il 31 marzo presso il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali presieduto del Viceministro Olivero con lo scopo di avviare un confronto sugli obiettivi e gli strumenti per lo sviluppo del settore biologico italiano è stato da tempo sollecitato da FederBio e dalle altre organizzazioni dell’agricoltura biologica e biodinamica per definire una politica nazionale per il biologico e un nuovo piano d’azione di settore in grado di sostenerne la crescita in aderenza al forte sviluppo del mercato, interno e per l’esportazione.rn“Apprezziamo e sosteniamo la volontà del ministero, rappresentato dal Viceministro Olivero, di condividere con le rappresentanze del sistema delle imprese del biologico italiano un tavolo che definisca obiettivi e strumenti idonei a far crescere la base produttiva nazionale, rafforzando nel contempo le garanzie e l’efficacia del sistema di controllo. FederBio, che è l’organizzazione interprofessionale del settore biologico e biodinamico italiano, nei prossimi giorni definirà le proposte da portare al tavolo, dando priorità alla semplificazione normativa e burocratica, agli strumenti di coordinamento fra gli attori del sistema di certificazione e alle opportunità date dalla programmazione dei fondi europei in materia di sostegno alla conversione delle aziende agricole e di allevamento, alla formazione, consulenza e ricerca. Occorre un nuovo piano nazionale di settore, che sia anche un grande piano di conversione al biologico per l’agricoltura e zootecnia nazionali allo scopo di sostenere il grande successo che i prodotti biologici italiani stanno avendo sul mercato, riducendo quindi il ricorso alle importazioni e dando opportunità di reddito e di occupazione ai nostri territori più vocati”.


Convegno - Vinitaly 2015

La revisione della normativa sul vino biologico.
Il comparto si confronta

Verona, 49° Vinitaly – Salone internazionale dei vini e dei distillati

lunedì 23 marzo 2015
H. 15.00 Sala Puccini – Centrocongressi Arena

A tre anni dall’approvazione del regolamento europeo sulla produzione dei vini biologici (Reg. UE 203/2012) è già tempo di revisione nel quadro della più generale proposta di modifica del regolamento orizzontale sull’agricoltura biologica (Reg. CE 834/2007). Il convegno ha lo scopo di avviare un percorso di ampia consultazione tra tutti gli attori del comparto vitivinicolo italiano e porre le basi per alleanze e sinergie con le organizzazioni di altri Paesi europei.

PROGRAMMA:

H. 14.30

Registrazione dei partecipanti


H. 15.00

Saluti e introduzione ai lavori
Ettore Riello – Presidente Veronafiere
Paolo Carnemolla – Presidente FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica


H. 15.10

Il percorso della normativa europea sulla vinificazione biologica
Cristina Micheloni – AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica


H. 15.25

Le proposte di revisione della normativa europea sul vino biologico
Giacomo Mocciaro – MiPAAF, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali


H. 15.40

I punti critici della normativa dal punto di vista dei produttori
Mauro Braidot – UPBIO, Unione Nazionale dei Produttori Biologici e Biodinamici FederBio


H. 15.55

Interventi programmati
Marco Serventi – Associazione Italiana per l’Agricoltura Biodinamica
Emilio Renato Defilippi – Vicepresidente Assoenologi
Marcello Lunelli – Consigliere UIV, Unione Italiana Vini


H. 16.25

Interventi dal pubblico


H. 17.20

Conclusioni

Moderatore: Lorenzo Tosi – Terra e vita/Edagricole


VinitalyBio: sempre più vino bio anche alla kermesse enologica di Verona

Bologna, 18 marzo 2015 - Un intero padiglione, uno spazio espositivo di 1.000 mq, più di 70 aziende produttrici: VinitalyBio, organizzato da Vinitaly grazie alla collaborazione di  FederBio, rende il vino biologico protagonista alla 49° edizione della rassegna enologica di riferimento sia a livello nazionale che internazionale.rn rnDal 22 al 25 marzo, presso il padiglione 11, produttori, italiani e stranieri, che hanno scelto la via del bio, escludendo la chimica e abbracciando l'innovazione passando per la tutela dell'ambiente e della biodiversità,  mettono in scena i loro vini: dal Gewuerz Traminer Trentino DOC al Nero D'Avola IGT Terre Siciliane, passando per il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, il Barbera DOC, il Montepulciano d'Abruzzo DOC, tutti bio certificati.rnPresso la sala degustazioni  “BiOrganic Lifestyle” - il progetto co-finanziato dalla Comunità Europea e dallo Stato Italiano che prevede azioni di informazione e promozione in Germania, Italia e Belgio ed intende valorizzare le produzioni certificate BIO e le loro caratteristiche qualitative, diffondendo le disposizioni in materia di regolamentazione comunitaria, di salvaguardia del prodotto e di diffusione della conoscenza – il mondo dei buyer internazionali avrà l'occasione di degustare alcune delle eccellenze bio italiane, con sessioni dedicate sia lunedì 23 che martedì 24.rn rn“Per il secondo anno il vino biologico certificato, che rappresenta l’unica garanzia per chi intende acquistare un prodotto ottenuto secondo i principi e le rigorose normative dell’UE in materia di biologico, è protagonista a Vinitaly. - commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio - In questa edizione FederBio, che durante la manifestazione verifica il rispetto dei termini di certificazione degli espositori italiani ed esteri produttori di vini biologici, vuole concentrare l'attenzione proprio sulla normativa europea, dato che nel quadro più generale della riforma del Regolamento europeo sui prodotti biologici si potrà riaprire anche il confronto sulla regolamentazione del vino biologico, sulla quale l’Italia ha certamente molto da dire.”rn rnIl tema della revisione della normativa viene approfondito in occasione del Convegno “La revisione della normativa sul vino biologico. Il comparto si confronta” organizzato da FederBio - nell'ambito di “BiOrganic Lifestyle”-  lunedì 23 marzo alle ore 15.00 presso Sala Puccini - Centrocongressi Arena - Padd. 6/7.rn rnMercoledì 25 marzo, presso la sala degustazione BiOrganic Lifestyle, FederBio presenta QuiVino, l’e-shop dedicato al vino di QuiCibo, il più grande mercato online dell’agroalimentare.rnPer informazioni: http://www.federbio.it/VinitalyBio.php


Convegno: La revisione della normativa sul vino biologico. Il comparto si confronta - 49° Vinitaly, 23 marzo 2015

VINITALYBIO 2015rn49° Vinitaly - Salone internazionale dei vini e dei distillatirnVerona, lunedì 23 marzo 2015 - ore 15.00 Sala Puccini - Centrocongressi Arenarn rnA tre anni dall'approvazione del regolamento europeo sulla produzione dei vini biologici (Reg. UE 203/2012) è già tempo di revisione nel quadro della più generale proposta di modifica del regolamento orizzontale sull'agricoltura biologica (Reg. CE 834/2007). Il convegno ha lo scopo di avviare un percorso di ampia consultazione tra tutti gli attori del comparto vitivinicolo italiano e porre le basi per alleanze e sinergie con le organizzazioni di altri Paesi europei. rn rnPROGRAMMA:rn rnh.14.30: Registrazione dei partecipantirnrn rnh. 15.00: Saluti e introduzione ai lavorirnEttore Riello - Presidente VeronafierernPaolo Carnemolla - Presidente FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamicarn rnh. 15.10:  Il percorso della normativa europea sulla vinificazione biologicarnCristina Micheloni - AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologicarn rnh.15.25: Le proposte di revisione della normativa europea sul vino biologicornGiacomo Mocciaro – MiPAAF, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestalirn rnh. 15.40: I punti critici della normativa dal punto di vista dei produttorirnMauro Braidot - UPBIO, Unione Nazionale dei Produttori Biologici e Biodinamici FederBiorn rnh.15.55: Interventi programmatirnMarco Serventi - Consigliere nazionale Associazione Italiana per l’Agricoltura BiodinamicarnEmilio Renato Defilippi - Vicepresidente AssoenologirnMarcello Lunelli - Consigliere UIV, Unione Italiana Vinirn rnh.16.25: Interventi dal pubblicorn rnh. 17.20: Conclusionirn rnModera: Lorenzo Tosi - Terra e vita/Edagricole  rn rn rnrnrnrnrnCOORDINAMENTO E SEGRETERIA ORGANIZZATIVArn rn rn rn rn rn rn rn rn rn rn rn rnUFFICIO STAMPArnrnrn rn rn rn rn rn rn rn rn rn rn rn rn rn rnrnrn rn rn rn rn rn rn rn rn rn rn rn rn rn rnrnrninfo@federbio.itTel. (+39) 051.4210272;  (+39) 06.88980879rn rn rn rn rn rn rn rn rn rn rn rn rnrn rnsilvia.pessini@ariescomunicazione.itrncell. 348 3391007rn rnrnrnrnrnrnrnrnrnIN COLLABORAZIONE CONrn rnrnrn rn rnrnrn rn rnrnrn


Quale sarà il futuro del biologico in Italia e Europa? Le risposte dei maggiori protagonisti italiani del settore

Quale sarà il futuro del biologico in Italia e in Europa? I prezzi dei prodotti bio scenderanno? Da Biofach 2015 è emersa un'immagine positiva del biologico, quella di un settore in crescita che vede il nostro Paese all'avanguardia.rn L'Italia è infatti tra gli 11 Paesi del mondo dove la superficie dei terreni agricoli dedicati all'agricoltura biologica è superiore al 10%. Perché sempre più consumatori scelgono bio? La risposta è molto semplice.rnIl biologico risponde alle nuove esigenze di chi preferisce compiere acquisti responsabili proprio a partire dalla spesa quotidiana. Comprare bio significa optare per un maggior rispetto del Pianeta, dell'ambiente, della salute e del benessere. Scegliere prodotti bio italiani permette di dare supporto all'economia locale, alle aziende agricole italiane che hanno deciso di coltivare i prodotti che arriveranno sulle nostre tavole nel pieno rispetto dell'ambiente.rnOra i consumatori si attendono che i prezzi dei prodotti biologici calino, in modo che possano diventare accessibili a tutti. In realtà nel corso degli ultimi anni abbiamo già assistito ad un calo dei prezzi. Se facciamo attenzione, tra gli scaffali dei supermercati possiamo già trovare prodotti bio che costano al pari o meno dei prodotti convenzionali.rnGrazie alle reti di economia solidale ormai molto diffuse nel nostro Paese, a partire dai G.a.s, è possibile comprare biologico e spendere poco, con la garanzia di avere a disposizione prodotti genuini e a chilometri zero, secondo la filosofia dei Gruppi d'Acquisto Solidale.rnDa Biofach 2015 emerge ormai che il successo del biologico non tocca più soltanto l'agroalimentare ma anche il settore cosmetico. Proprio alla manifestazione di Norimberga è stata annunciata la nascita di una piattaforma informatica per la tracciabilità elettronica dei prodotti biologici, per tutelare dalle frodi i consumatori e l'intero settore, che al momento è un vero e proprio volano per l'econimia italiana, contro la crisi.rnIl fatturato mondiale del biologico è di ben 72 miliardi di dollari, una crescita rapida che negli Stati Uniti sta consentendo a sempre più supermercati di mettere a disposizione della clientela prodotti biologici low cost. Notiamo che anche in Italia stanno nascendo diverse linee di prodotti bio a marchio del supermercato che le propone, una scelta che permette un notevole contenimento dei prezzi. Serve però che il biologico continui ad espandersi nei negozi di tutta Italia, con una maggiore varietà di articoli e con prezzi inferiori.rnNel mondo 43,1 milioni di ettari di terreno vengono coltivati con metodo biologico - 5,6 più rispetto al 2012. E sono 2 milioni in totale i produttori bio a livello globale, un vero e proprio record storicoche vede ai vertici India, Messico e Uganda, secondo quanto emerge dai dati Ifoam presentati a Biofach 2015.rnQuale sarà, dunque, il futuro del biologico in Italia e Europa? Le previsioni sono rosee. Abbiamo chiesto ulteriori dettagli ai maggiori protagonisti italiani del settore presenti alla fiera di Norimberga. Ecco il video con le nostre interviste.rnFonte: www.greenme.itrn rn


FederBio a bordo del “Treno Verde 2015” di Legambiente

 rnBologna, 18 febbraio 2015 – FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, sostiene l'iniziative di Legambiente “Treno Verde 2015”. Un viaggio nel mondo dell'agricoltura e dall'alimentazione con l'obiettivo, tappa dopo tappa, di far conoscere i percorsi di produzione, dalla semina alla distribuzione, di ciò che mangiamo: partenza da Roma, 15 tappe lungo la Penisola e destinazione EXPO.rn“Anche l'agricoltura biologica, per le sue caratteristiche, è protagonista del percorso informativo  organizzato da Legambiente. L'agricoltura bio è sostenibile, tutela l'ambiente e la biodiversità, rappresenta un modello di economia e di sviluppo equo e allo stesso tempo equilibrato. - sottolinea Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio -  Il “Treno Verde 2015” arriverà ad EXPO, luogo nel quale il bio sarà protagonista all'interno del Parco della Biodiversità con il Padiglione del Biologico e del Naturale. Grazie all'accordo tra BolognaFiere ed EXPO, supportato da FederBio, i volti del bio, le eccellenze dell'agricoltura sostenibile e del futuro incontreranno i milioni di visitatori italiani e internazionali per far comprendere che un altro modo di coltivare e di produrre, nel rispetto del benessere del Pianeta e dell'uomo, è possibile. Ma non solo: si tratta di un metodo produttivo competitivo e in espansione, sia a livello mondiale che nel nostro Paese”.rn rnL'agricoltura biologica sarà protagonista con FederBio ad EXPO presso il Parco della Biodiversità, Padiglione del Biologico e del Naturale


L'Italia maggior consumatore europeo di pesticidi. Il Tavolo delle associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica: "Il PAN PESTICIDI approvato continua a favorire le multinazionali della chimica"

Un micidiale cocktail di 175 pesticidi viaggia nelle acque italianesuperficiali e sotterranee. Lo ha rilevato l’Ispra - l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - nel Rapporto da poco pubblicato, confermando di fatto quanto già scritto dalla rivistaScience, che indica il nostro Paese come il maggior consumatore di pesticidi per unità di superficie coltivata dell’Europa occidentale, con un consumo pari a 5,6 chili per ettaro ogni anno. Un valore doppio rispetto a quelli della Francia e della Germania. rnIl dato, come sottolinea l’Ispra, continua ad essere molto alto sia per quanto riguarda il numero di fitosanitari rinvenuti sia che per la quantità di punti di contaminazione. Nel 2012, anno di riferimento della ricerca Ispra, nelle acque superficiali il 17,2% dei punti monitorati presenta concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali. Cresce anche la varietà delle sostanze riscontrate:  175 tipologie di pesticidi nel 2012 a fronte dei 166 del 2010 e di 118 del biennio 2007-2008. E le sostanze che più spesso hanno determinato il superamento sono il glifosate, il metolaclor, il triciclazolo, l’oxadiazon, la terbutilazina.rn rnL'allarme è al centro del Tavolo delle Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica che sono tornate a riunirsi sul tema del Piano di Azione Nazionale (PAN) sull’utilizzo sostenibile dei pesticidi previsto dalla direttiva europea del 2009 e adottato in Italia solo nel 2014. rn"Il Piano italiano non contiene proposte concrete per tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente. Non è prevista una sensibile riduzione delle sostanze chimiche in uso, ma solo l’obbligo dal novembre 2015 di rispettare ciò che andrebbe rispettato per legge, ossia le prescrizioni contenute sulle etichette degli agrofarmaci”,  dicono i rappresentanti del coordinamento tra 14 associazioni che si è creato proprio per monitorare la situazione. "Il rischio è che le multinazionali della chimica continuino a condizionare l’applicazione delle politiche europee nel nostro Paese e la destinazione di miliardi di euro di soldi pubblici che verranno spesi da qui al 2020 con l’applicazione della PAC, la politica agricola comunitaria. La stessa nuova programmazione dei Programmi di Sviluppo Rurale dalle Regioni per le misure agroambientali rischia di essere destinata sempre più a pratiche agronomiche che prevedono l’uso massiccio di pesticidi. Bisogna invece favorirne la reale riduzione principalmente attraverso la conversione al biologico, premiando quelle aziende agricole in grado di fare a meno dei pesticidi e  che producono benefici per tutti: cibo sano, tutela dell’ambiente e della biodiversità agricola e naturale".  rnIl Tavolo chiede che i provvedimenti in attuazione del PAN seguano un iter trasparente visto che riguardano temi fondamentali per tutti i cittadini come la tutela della salute delle persone e dell’ambiente, che dovranno essere in primo piano per il nuovo periodo della programmazione dei fondi comunitari. Per questo il tavolo delle Associazioni ha chiesto un incontro al Ministro dell’Agricoltura e alle Regioni ma le lettere inviate all’inizio di dicembre non hanno ricevuto ancora nessuna risposta.rn rnDel Tavolo fanno parte: Aiab, Associazione per l'Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, Firab, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Slowfood, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura,SIEP, UpBio WWF.