Cinque anni di glifosato: l'Europarlamento non tiene conto dell'interesse dei cittadini
federbioRoma, 24 ottobre - Il Parlamento europeo non ha colto la richiesta che viene dalla società. È duro il commento della Coalizione #StopGlifosato, che raccoglie 45 associazioni italiane che si sono schierate contro l’utilizzo dell’erbicida a commento della risoluzione approvata oggi con cui il Parlamento europeo si è pronunciato a favore dell'eliminazione progressiva del glifosato entro fine 2022.
“È una maggioranza che non ha ascoltato le preoccupazioni degli europei, quella che si è espressa oggi a Bruxelles - dice la portavoce della Coalizione Maria Grazia Mammuccini - La Commissione Ambiente aveva approvato nei giorni scorsi un documento in cui si chiedeva una fase di eliminazione delle scorte, fissata da qui al 2020. Andare oltre questa ipotesi non è accettabile. Cinque anni di proroga sono quelli su cui l’industria chimica conta per mettere a tacere i problemi. Abbiamo visto, in questi mesi, le pressioni e addirittura i documenti interni delle multinazionali contrabbandati come studi scientifici indipendenti”.
“La risoluzione del Parlamento europeo va ben oltre il tempo limite, per un prodotto di cui sono riconosciuti gli effetti sulla salute umana e sull’ambiente – continua Mammuccini – Ora la parola passa ai governi che domani si confrontano al tavolo del Comitato tecnico cibo e alimentazione (PAFF). Ai ministri Martina e Lorenzin, che hanno assicurato in questi giorni che la posizione italiana è quella dello stop immediato dell’autorizzazione, chiediamo di far sentire chiara e forte la loro voce, e di salvaguardare gli interessi dei cittadini e dell’agricoltura italiana di qualità”.
La decisione di tirare per le lunghe l’eliminazione del glifosato, secondo la Coalizione, è in contraddizione con la posizione espressa sempre oggi nella risoluzione approvata dall’Europarlamento, in cui si esorta a procedere all’autorizzazione di sostanze chimiche solo sulla base di studi scientifici “soggetti a revisione paritetica e su studi indipendenti pubblicati e commissionati dalle autorità pubbliche competenti. Le agenzie dell’UE dovrebbero essere dotate di risorse sufficienti per consentire loro di lavorare in questo modo”.
In altre parole, occorre cambiare rotta rispetto alle modalità seguite da EFSA ed ECHA per superare il parere dello IARC, l’istituto di ricerca sul cancro. Le valutazioni di quest’ultimo, infatti erano basate esclusivamente su studi indipendenti, mentre le due agenzie europee hanno deciso anche in base a ricerche delle multinazionali produttrici. ”Una giusta richiesta, che appare però a maggior ragione un palliativo rispetto alla decisione di non fermare subito il glifosato. I media di tutto il mondo hanno dimostrato attraverso la pubblicazione dei Monsanto Papers, che c’è una interconnessione tra agenzie di regolamentazione e ricerca guidata dalle multinazionali che va oltre il lecito scambio di pareri. Occorre avere il coraggio di tirare le giuste conclusioni politiche”, conclude la portavoce della Coalizione #StopGlifosato.
Per essere sempre informato sulle attività della Campagna StopGlifosato seguici su Facebook, hashtag #StopGlifosato
Aderiscono alla Coalizione italiana #StopGlifosato: ACP-ASSOCIAZIONE CULTURALE PEDIATRI - AIAB - ANABIO- APINSIEME – ASSIS - ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA - ASSO-CONSUM – ASUD – AVAAZ - CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali - CONSORZIO DELLA QUARANTINA - COSPE ONLUS - DONNE IN CAMPO CIA LOMBARDIA - EQUIVITA - FAI - FONDO AMBIENTE ITALIANO – FEDERBIO - FEDERAZIONE PRO NATURA - FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA - FIRAB - GREEN BIZ - GREEN ITALIA - GREENME – GREENPEACE - IBFAN- ITALIA - IL FATTO ALIMENTARE- IL TEST - ISDE Medici per l’Ambiente - ITALIA NOSTRA – LEGAMBIENTE – LIFEGATE - LIPU-BIRDLIFE ITALIA - MDC-MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO - NAVDANYA INTERNATIONAL - NUPA-NUTRIZIONISTI PER L’AMBIENTE - PAN ITALIA – Pesticide Action Network - REES-MARCHE - SLOW FOOD ITALIA - TERRA NUOVA - TOURING CLUB ITALIANO - UNAAPI-UNIONE NAZIONALE ASSOCIAZIONI APICOLTORI ITALIANI – UPBIO - VAS-VERDI AMBIENTE E SOCIETA’ - WWF ITALIA - WWOOF-ITALIA
La Portavoce del Tavolo delle associazioni:
Maria Grazia Mammuccini, 3357594514
Gli uffici stampa:
AIAB Michela Mazzali -m.mazzali@aiab.it – Cell. 348 2652565
Lipu Andrea Mazza - andrea.mazza@lipu.it - Cell.3403642091
WWF Antonio Barone - a.barone@wwf.it – Cell. 340.9899147
Legambiente Milena Dominici - m.dominici@legambiente.it - Cell. 349.0597187
Luisa Calderaro – l.calderaro@legambiente.it - 06.86268353
Associazione Biodinamica Francesca Biffi - f.biffi@silverback.it - cell: 333 2164430
Lo standard "High Welfare" di FederBio: garantire il vero benessere animale attraverso la zootecnia biologica certificata
federbioAlla Fiera Zootecnica di Cremona il 26 ottobre presentazione delle linee guida per la corretta applicazione della normativa sul biologico e di uno standard superiore di benessere animale, in via di approvazione da parte della Federazione. Entrambi i documenti elaborati da un gruppo di lavoro multistakeholder voluto da FederBio.
Bologna, 24 ottobre 2017 – La conversione all’allevamento biologico interessa un numero crescente di imprese, in un quadro normativo che presenta ancora alcune criticità e diversi punti che si prestano a interpretazioni anche assai divergenti, in particolare per quanto riguarda il benessere animale.
Proprio per ristabilire un rispetto puntuale e condiviso della normativa sul biologico, FederBio ha formato un gruppo di lavoro multistakeholder comprendente veterinari, rappresentanti degli enti certificatori, rappresentanti dei produttori e della società civile, che ha stilato una linea guida esplicativa volta a fugare i possibili dubbi nella gestione degli allevamenti. Tali linee guida mirano a garantire una conformità puntuale alla normativa vigente e verranno proposte agli organismi di certificazione e alle Autorità competenti nazionale e regionali.
Ma la Federazione del biologico e biodinamico italiano vuole andare anche oltre: per rispondere a un consumatore sempre più sensibile alle condizioni di allevamento degli animali, con uno sguardo tutto volto al futuro, FederBio, tramite il gruppo di lavoro, ha elaborato uno standard di benessere animale superiore ai requisiti di legge che ha i suoi principali punti cardine in:
- obbligo di pascolo per almeno 120 gg l’anno per bovini, suini e ovini
- utilizzo di razze a lento accrescimento/a duplice attitudine/a minore produttività
- divieto di decornazione per le vacche e di debeccaggio per le galline
- superamento dell’eliminazione dei pulcini maschi nell’allevamento di ovaiole
- divieto di utilizzo delle gabbie di allattamento per le scrofe
- obbligo per le scrofe di passare la gestazione all’aperto
- vitelli nutriti alla mammella
Su questo standard superiore, FederBio con l’iniziativa alla Fiera di Cremona, intende aprire un percorso partecipato anche dalle imprese e da tutte la parti interessate, al fine di poter definire un testo da inserire nel Codice Etico della Federazione e che diventerà un disciplinare volontario certificato a disposizione di tutti gli allevatori biologici italiani.
Dichiara Paolo Carnemolla, presidente di FederBio: “Di fronte a un fenomeno di conversione al biologico rilevante come quello che registriamo dallo scorso anno e alla necessità che le attese dei consumatori, sempre più attenti al benessere degli animali e alla qualità degli allevamenti, vengano soddisfatte, abbiamo ritenuto necessario riaffermare che solo il metodo biologico, se correttamente praticato e reso del tutto coerente con i principi che lo caratterizzano, può dare garanzie di reale eticità certificata.”
Come rappresentante della società civile ha partecipato al tavolo Compassion in World Farming Italia ONLUS la cui direttrice, Annamaria Pisapia, dichiara: “Il futuro standard high welfare di FederBio contiene alcuni fondamentali passi avanti in tema di benessere animale, anche rispetto alla stessa normativa sul biologico, che sappiamo, dà purtroppo adito a possibili “interpretazioni”. Penso, come, ad esempio, a quella sull’effettivo accesso al pascolo o all’uso delle deroghe per le mutilazioni, e al fatto che può permettere ancora pratiche crudeli come l’uso delle gabbie di allattamento per le scrofe nonché l’utilizzo di genetiche ad accrescimento rapido, così lesive per il benessere degli animali coinvolti. Il nuovo standard va oltre tutto ciò e definisce una serie di principi stringenti in tema di benessere animale, che, una volta adottati, andranno a migliorare in maniera sostanziale il benessere degli animali della filiera biologica in Italia facente capo a FederBio, consentendo loro di vivere in condizioni molto più naturali e rispettose dei loro bisogni etologici fondamentali. Apprezziamo anche molto il principio affermato del superamento dell’eliminazione dei pulcini maschi nell’all’allevamento delle galline ovaiole, una delle maggiori cause di crudeltà sugli animali della zootecnia moderna. Noi di CIWF vigileremo affinchè l’approvazione dello standard FederBio avvenga nel tempo più rapido possibile.”
Per ulteriori informazioni:
Delia Ciccarelli
Delia.Ciccarelli@bm.com
Tel. +390272143590
Marta Andena
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Glifosato, domani voto decisivo dell'Europarlamento. Coalizione #StopGlifosato: "Italia voti per definitiva eliminazione pericoloso erbicida"
federbioLA COALIZIONE INVIA UNA LETTERA A TUTTI GLI EUROPARLAMENTARI ITALIANI
Roma, 23 ottobre 2017- Domani l’Europarlamento voterà in seduta plenaria per la proposta di risoluzione già approvata dalla Commissione Ambiente che invita la Commissione UE a non rinnovare per altri 10 anni l’autorizzazione all’utilizzo del Glifosato, e ne prevede il divieto di utilizzo in via definitiva entro il 2020. Si tratta di un appuntamento di primaria importanza, ricordano dalla Coalizione #StoGlifosato, cui aderiscono 45 associazioni, che per sottolineare la rilevanza del voto, oggi ha inviato una lettera con un appello a tutti gli europarlamentari italiani chiedendo di impegnarsi perché il Parlamento Europeo si pronunci sulle decisioni da assumere sul Glifosato. In particolare nella lettera si sottolinea la necessità del rispetto del principio di precauzione a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, opponendosi alla possibilità di procedere ad una nuova autorizzazione a livello europeo. Nello stesso tempo la Coalizione domanda che l’Europarlamento si pronunci a favore di un chiaro e netto indirizzo politico per la Commissione Europea affinché sia garantito il totale divieto di produzione, commercializzazione ed uso di tutti i prodotti fitosanitari a base di glifosato nel più breve tempo possibile in coerenza con la proposta di risoluzione approvata a larga maggioranza dalla Commissione Ambiente del Parlamento Europeo.
“Il voto del Parlamento Europeo di domani”, aggiunge Maria Grazia Mammuccini, portavoce della Coalizione, “è particolarmente importante perché arriva alla vigilia della riunione del Comitato PAFF dal quale dovrà emergere la posizione dei vari paesi e dove è prevedibile che non si arrivi a una decisione condivisa. Viste le difficoltà fra i paesi ad assumere una posizione contro o a favore, l’Europarlamento può assumere un ruolo importantissimo, in linea con il parere della Commissione Ambiente e anche con l’indicazione che arriva dall’ICE, l’iniziativa dei cittadini europei, grazie alla quale sono state depositate e consegnate alla Commissione Europea oltre un milione di firme per fermare l’erbicida. Questa sarà l’occasione per dimostrare che l’Europa invece di cedere alle lobby ha la capacità di rispondere in via prioritaria ai cittadini, mettendo al primo posto la tutela della salute e dell’ambiente".
La Coalizione chiede inoltre che il Parlamento si pronunci per un provvedimento urgente che elimini il glifosato dai disciplinari di produzione integrata e conservativa dei Piani di Sviluppo Rurale affinché si escludano dai contributi assegnati con il secondo pilastro della PAC gli agricoltori che lo utilizzano, anche nel periodo di smaltimento delle scorte che verrà eventualmente concesso a seguito del mancato rinnovo dell’autorizzazione all’uso del diserbante.
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Maria Grazia Mammuccini, 3357594514
Gli uffici stampa:
AIAB Michela Mazzali -m.mazzali@aiab.it – Cell. 348 2652565
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ansa.it: L'agricoltura biologica contro la fame nel mondo, la firma al G7 agricoltura
federbioEconomia circolare e sostenibile in agricoltura
Apre a Messina lo sportello BIOconosco - ADOC Messina e FederBio - “pronti gli operatori del servizio on line per informare i consumatori siciliani sui prodotti biologici"
federbioIl Consorzio di Ricerca Filiera Carni con il Gruppo di Controllo e Certificazione ha ospitato la formazione degli operatori BIOConosco, uno sportello online interamente dedicato ai consumatori che vorranno avere maggiori informazioni sulla produzione, etichettatura e sistema dei controlli dei prodotti biologici o eventualmente segnalare la presenza in commercio di prodotti che hanno un’etichettatura non conforme alla normativa o che vengono venduti come biologici pur non essendo tali.
Il corso, promosso dalla presidenza Adoc-Messina, è stato realizzato da FederBio con la collaborazione dell’Associazione Siciliana Organica Sicilia.
Abate - Presidente Adoc Messina: “Grazie alla disponibilità di professionisti volontari ed alla collaborazione di CoRFilCarni, Organica Sicilia e FederBio, potremo offrire per primi questo importante servizio informativo ai consumatori di prodotti BIO”.
Carnemolla – Presidente FederBio: “Siamo e saremo sempre al fianco di iniziative che contribuiscano concretamente alla crescita consapevole dei consumi di prodotti BIO. La sinergia con Adoc parte non a caso dalla Sicilia, regione leader per produzione ed aziende certificate bio, dove la nostra associata Organica Sicilia punta a diventare il polo aggregazione dei produttori che si riconoscono nel nostro codice etico “
Chiofalo - Presidente CoRFilCarni: “mettiamo a disposizione le competenze tecniche, laboratori innovativi e servizi per rafforzare la cultura della qualità dei prodotti agroalimentari. Siamo convinti che competenza e qualità dei servizi che offriamo servano ad informare correttamente il consumatore sul sistema della certificazione nelle filiera BIO, a garanzia dei prodotti biologici certificati”.
Info: adocmessina@gmail.com
Obiettivo G7 Agricoltura: garantire il diritto al cibo L’agricoltura biologica come modello per salvare 500 milioni dalla fame entro il 2030. L’agricoltura biologica come modello per salvare 500 milioni dalla fame entro il 2030.
federbioNel giorno in cui si celebra la fondazione della FAO, i Paesi del G7 Agricoltura scelgono di impegnarsi per contrastare la piaga della fame del mondo e lo fanno adottando all’unanimità la Dichiarazione di Bergamo.
Frutto dell’accordo tra tutti i Ministri dei Paesi del G7, la Dichiarazione di Bergamo si pone l’importante obiettivo di strappare 500 milioni di persone dalla fame entro il 2030. Un impegno che vede come priorità fondamentali la protezione dei suoli e la biodiversità, la maggiore trasparenza nella formazione del prezzo del cibo, la riduzione radicale dello spreco alimentare, la difesa dei redditi degli agricoltori davanti alle crisi climatiche ed economiche e un incremento degli sforzi per favorire la produttività sostenibile, in particolare in Africa.
Un obiettivo che dialoga con i principi contenuti nella Carta del Biologico di Bergamo, proposta da FederBio insiemeagli altri protagonisti internazionali dell’agricoltura biologica, una dichiarazione comune che riconosce il valore dell’agricoltura biologica come strumento di trasformazione dei sistemi agricoli mondiali. Partendo dai principi fissati nella Carta del Bio di EXPO Milano 2015, la Carta di Bergamo ha voluto dimostrare come, grazie a un approccio ecosistemico, socialmente inclusivo ed economicamente ed ecologicamente resiliente, l’agicoltura biologica rappresenti un modello di agricoltura capace di rispondere alla sfida per garantire il diritto al cibo di ogni essere umano a qualunque latitudine.
La transizione al modello agricolo biologico a scala globale, indicata nella Carta di Bergamo, rappresenta quindi l’opzione strategica, percorribile dai ministri dei Paesi del G7, per affrontare la grande sfida della lotta contro la fame del mondo garantendo il rispetto della sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei sistemi agricoli e alimentari.
Commenta il presidente di FederBio, Paolo Carnemolla:“A due anni da EXPO Milano 2015 le ragioni economiche, sociali e ambientali che rendono il modello agricolo biologico l’innovazione per rispondere alle grandi sfide globali sono ancora più evidenti, così come è ancora più evidente l’urgenza di soluzioni efficaci e di lungo periodo alle crisi climatiche che impattano sull’agricoltura e quindi sulla sicurezza alimentare. E’ altrettanto evidente che il biologico è la più autentica espressione del modello agricolo italiano, che valorizza la biodiversità e opera secondo regole internazionali e di tracciabilità, dunque non posso che rilanciare al ministro Martina la sfida positiva di una collaborazione fattiva su questo versante, in continuità con quanto abbiamo fatto assieme a Bergamo durante la settimana che ha preceduto il vertice dei ministri del G7 agricolo.”
La Carta del Biologico di Bergamo è consultabile al link: https://www.feder.bio/files/2045.pdf
G7 dell’agricoltura: Il Biologico come modello di sistemi agricoli sostenibili.
carta del bioFederBio condivide con le organizzazioni del biologico dei Paesi del G7 e con IFOAM EU la Carta del Biologico di Bergamo.
Bologna, 12 ottobre 2017 - A due anni dalla condivisione della Carta del biologico in Expo Milano 2015 e a partire dalle esperienze dei Paesi del G7 e delle principali organizzazioni internazionali, si è tornato a parlare di agricoltura biologica in occasione del G7 Agricoltura di Bergamo.
FederBio insieme al Ministero delle Politiche agricole, a CIHEAM BARI, IFOAM EU e all’Organic Action Network Italia (OANI) ha organizzato oggi il convegno - Il Biologico Come Modello Di Sistemi Agricoli Sostenibili - dove i protagonisti dell’agricoltura biologica si sono confrontati per mettere a punto una dichiarazione comune in grado di riconoscere ilvalore dell’agricoltura biologica come strumento di trasformazione dei sistemi agricoli mondiali.
Partendo dai principi fissati nella Carta del Bio di EXPO Milano 2015, le organizzazioni hanno voluto richiamare le caratteristiche che rendono il modello di agricoltura biologica l’innovazione più efficiente per rispondere alle grandi sfide dell’agricoltura anche nei Paesi del G7, prima tra tutte la fame nel mondo. Un fenomeno, quest’ultimo, che dopo un decenno di declino è ritornato a crescere: secondo la FAO l'11% della popolazione globale, in particolare bambini, vive oggi in condizioni di insicurezza alimentare.
L’incontro di stamane ha voluto sottolineato come grazie ad un approccio ecosistemico, socialmente inclusivo ed economicamente ed ecologicamente resiliente, l’agricoltura biologica rappresenti l’unica innovazione in campo agricolo e alimentare dell’ultimo secolo capace di far fronte all’emergenza della fame. Il potenziale rivoluzionario del modello biologico è confermato dal successo globale dell’agricoltura bio, cresciuta sia in termini di superfici convertite (+57,8% per complessivi oltre 7,4 milioni di ettari) sia in termini di operatori (2.4 milioni di operatori in 179 Paesi nel 2015).
"Il modello agricolo italiano - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina al termine del convegno in cui è stata presentata la “Carta del Biologico di Bergamo” - è tra i più sostenibili in Europa. La produzione biologica nel nostro Paese conta oltre 1,8 milioni di ettari coltivati e circa 73 mila operatori. Abbiamo introdotto per la prima volta le mense biologiche certificate e rafforzato le norme sui controlli, ma dobbiamo continuare a lavorare sul piano internazionale per un sostegno sempre maggiore a questo settore. La sostenibilità è una chiave centrale per la crescita e la competitività dei sistemi agroalimentari. Affronteremo questo tema cruciale nel corso della riunione ministeriale del G7 il 14 e 15 ottobre prossimi e il contributo presentato oggi rappresenta una base di confronto importante".
“La Carta di Bergamo - ha detto Matteo Bartolini Vice Presidente FederBio e Coordinatore OANI - vuole essere uno strumento per comunicare ai tavoli dei ministri l’importanza di inserire la transizione al modello agricolo biologico all’interno delle strategie agricole de Paesi del G7, i quali grazie a migliori competenze, esperienze ed infrastrutture possono trainare la transizione al modello biologico a scale globale”.
Maria Grazia Mammuccini, Consigliere FederBio ha commentato: “Il Rapporto ONU sulla desertificazione uscito poche settimane mette in evidenza i danni causati dall’agricoltura industriale e chiede ai governi di trovare nuove strategie e modelli di sviluppo per la produzione alimentare. Ed è proprio la transizione verso il modello di agricoltura biologica che può rappresentare l’innovazione fondamentale in grado di tenere insieme sostenibilità ambientale, sociale ed economica dei sistemi agricoli e alimentari. E’ l’opzione strategica per affrontare le grandi sfide future come il contrasto al cambiamento climatico, il recupero della biodiversità e della fertilità dei suoli, la garanzia del diritto a un cibo sano per tutti. Per questo è importante che la Presidenza italiana del G7 porti al tavolo dei Ministri questa opzione strategica proponendo azioni di cooperazione per avviare da subito questo percorso impegnativo nei Paesi che guidano l’economia mondiale”.
FederBio (feder.bio) è una federazione di rilevanza nazionale nata nel 1992, per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, avente l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. È socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione. Attraverso le organizzazioni attualmente associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, in cui si riconoscono le principali realtà attive in Italia nei settori della produzione, trasformazione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.
La Federazione è strutturata in sezioni soci tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni Culturali. FederBio è dunque un’entità multiprofessionale, tesa a migliorare e ad estendere la qualità e la quantità del prodotto alimentare ottenuto con tecniche di agricoltura biologica e biodinamica, attraverso regole deontologiche e professionali, in linea con le norme cogenti e con le direttive IFOAM. In particolare, FederBio intende garantire la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati, vincolati in questo senso da un Codice Etico e si preoccupa di verificare l’applicazione degli standard comuni.
Per scaricare la Carta del Biologico di Bergamo, clicca qui versione italiano (english version)
Per ulteriori informazioni:
Delia Ciccarelli
Delia.Ciccarelli@bm.com
Tel. +390272143590
Mobile +383483179924
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A Ferrara più di 20 esperti discutono sul futuro del Delta del Po. 14 associazioni propongono patto territoriale
federbioPiù di 20 autorevoli esponenti della comunità scientifica nazionale ed esperti delle comunità locali, sabato 7 ottobre 2017 (dalle 9.30 alle 13.30) nel Museo civico di storia naturale di Ferrara (via De’ Pisis, 24) daranno vita ad una riflessione pubblica su “Il Futuro del Delta del Po” in un momento in cui c’è una forte attenzione su come conservare e valorizzare di un patrimonio unico, costituito dal più grande sistema di aree umide del nostro paese alla foce del più importante fiume della Penisola.
Le 14 Associazioni che lo hanno promosso (AIAB - Associazione Italiana Agricoltura Biologica, AIPIN – Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica, APAB - Associazione Italiana Agricoltura Biodinamica, CIRF – Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale, CTS, Federazione Pro Natura, FEDERBIO, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Marevivo, Slow Food, Touring Club Italiano, WWF) ritengono che il Delta del Po possa diventare un’area pilota su scala nazionale ed internazionale dove sperimentare forme di tutela e gestione integrata e dinamica della biodiversità e del territorio e di conversione ecologica dell’economia.
Contribuiranno alla discussione che affronterà quattro diverse aree tematiche (biodiversità, paesaggio, equilibrio idrogeologico, sviluppo sostenibile), tra gli altri - vedi programma completo a seguire - : Stefano Detti, direttore dello stabilimento Mater-Biotech Novamont; Isabella Finotti, segretario nazionale delle Guide Ambientali AIGAE; Carlo Magnani, direttore del Dipartimento Culture del Progetto dello IUAV di Venezia; Stefano Mazzotti, direttore del museo di storia naturale di Ferrara; Lorenzo Marchesini, presidente DELTA 2000; Walter Sancassiani, di Focus Lab di Modena; Nicola Scolamacchia, presidente Confesercenti di Ferrara; Ezio Todini , presidente Società Idrologica Italiana,
Per migliorare la capacità di intervento nell’area del Delta del Po le 14 Associazioni propongono alle istituzioni diano vita ad unPatto territoriale che promuova una migliore gestione e valorizzazione, concordate e convergenti con la società civile, di una zona umida di importanza internazionale dove sperimentare concretamente una riconversione ecologica dell’economia che superi le lavorazioni inquinanti (dismissione della centrale termoelettrica di Porto Tolle) e rinnovi le attività tradizionali sostenibili (legate alla piccola pesca e dilettantistica) in un quadro di promozione ecoturistica internazionale nei mercati più ricchi del Nord e Centro Europa. Le Associazioni promotrici ritengono, infatti, che le istituzioni debbano rafforzare la loro capacità di fare sistema, come dimostra il successo della proposta MAB UNESCO.
*****
Programma del Convegno
IL FUTURO DEL DELTA DEL PO
Tutela della biodiversità e del paesaggio,
equilibrio idrogeologico e sviluppo sostenibile
10.00 Introduzione - Stefano Lenzi, a nome delle 14 Associazioni promotrici
Spunti di riflessione
10.10 Valori scientifici, ambientali e culturali della biodiversità del Delta – Riflessioni per il futuro – Introduce il tema: Stefano Mazzotti, direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara
10.25 La tutela e la valorizzazione del paesaggio e del patrimonio storico dell’area del Delta - Introduce il tema: Carlo Magnani, direttore del Dipartimento Culture del Progetto dello IUAV di Venezia
10.40 Il fiume Po, effetto dei cambiamenti climatici sui regimi di piena e di magra - Introduce il tema: Ezio Todini,presidente Società Idrologica Italiana, già ordinario di Idrologia presso la facoltà di Ingegneria della Università di Bologna
10.55 Sviluppo sostenibile, green economy, attori del cambiamento economico e sociale nell’area del Delta - Introduce il tema: Walter Sancassiani, Focus Lab, esperto di Green Economy, CSR e stakeholder engagement
11.10 “Visioni di futuro degli attori dell’area del Delta”, con i contributi di: Marco Bondesan – Italia Nostra di Ferrara, Eddy Boschetti - Rete Oasi WWF Rovigo, Carla Corazza, biologa – ricercatrice del Museo Civico di Storia Naturale di Ferrara, Franco Dalle Vacche – Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, Giacinto Derenzi – servizio vigilanza ambientale Legambiente, Emilio Destefani – Lanciatori del Polesine / Spinning club Italia, Stefano Detti - direttore stabilimento Mater-Biotech Novamont di Bottrighe, Carlo Ferrari - botanico Università di Bologna, Isabella Finotti – segretario nazionale delle Guide Ambientali AIGAE, Giorgia Gaibani– responsabile del settore Rete Natura 2000 della LIPU, Marco Gottardi – responsabile Riserva MAB UNESCO, Giancarlo Gusmaroli – CIRF, Francisco Martinez – coordinatore AccademiaBio / Federbio, Lorenzo Marchesini – presidente DELTA 2000, Claudio Pigato – vicepresidente Italia Nostra Rovigo, Nicola Scolamacchia – presidente Confesercenti Ferrara, Claudia Sorlini– vice presidente del Touring Club Italiano, Gianfranco Vitali - coordinatore della Cabina di Regia Destinazione Turistica Romagna.
13.20 Conclusioni e saluti








