Agricoltura libera da veleni: incontro con Vandana Shiva - Roma, giovedì 7 marzo 2019

Si svolgerà a Roma il 7 marzo un incontro dedicato a un'agricoltura senza veleni. L'evento, al quale parteciperà anche Maria Grazia Mammuccini, si terrà presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (Palazzo Montecitorio, Via della Missione 4) dalle ore 14.30 alle ore 15.30.

L’agricoltura del futuro rispetta la terra e la vita. Fertilizzanti chimici e pesticidi per decenni hanno contribuito a contaminare terra, acqua, aria, avvelenando gli abitanti delle aree rurali e tutti coloro che si nutrono di questi prodotti. Il fallimento di un simile modello agricolo è ormai sotto gli occhi di tutti. Il sistema alimentare industriale è al centro della crisi climatica e dell’estinzione delle specie, è alla base della fame e della crisi sanitaria. Ovunque nel mondo si stanno sviluppando sistemi alimentari ecologici basati sulla solidarietà e sulle economie circolari. Questo è il motivo per cui l’industria agroalimentare sta cercando di attaccare il biologico e le produzioni locali. Sempre più studi, compresi quelli della FAO, dimostrano come l’agroecologia sia ormai l’unica strada percorribile per produrre cibo sano su scala mondiale, ridurre gli sprechi e le diseguaglianze nell’accesso delle risorse, contrastare i gravi cambiamenti climatici in atto e difendere la sempre più compromessa sovranità alimentare dei popoli mettendo al primo posto la tutela della salute dei cittadini e il futuro di tutti noi. Se ne parlerà giovedì 7 marzo 2019, dalle ore 14.30 alle ore 15.30, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati con: Vandana Shiva – Presidente di Navdanya International, Ulrich Veith – Sindaco di Malles, Davide Marino – Università Roma Tre, Nadia El-Hage Scialabba – TMG Think tank for Sustainability-Berlin, Patrizia Gentilini – Isde. A cui parteciperanno: Tiziano Quaini – coordinatore dell’Associazione Veneta dei Produttori Biologici e Biodinamici rappresentante Marcia Stop Pesticidi, Claudio Bizzotto – Terra Chiama, Comitato genitori Asilo San Giacomo, Maria Grazia Mammuccini – Federbio. Durante la conferenza stampa si parlerà anche dei tanti esempi concreti di buone pratiche, testimonianze di come non solo sia possibile ma addirittura più efficiente e conveniente produrre e consumare senza ricorrere a sostanze chimiche velenose. Lo dimostrano lo stato himalayano del Sikkim, che ha convertito la propria produzione ad un modello 100% biologico, la Biodiversity Conservation Farm di Nadvanya in India, vero e proprio santuario della biodiversità dove ogni contaminante tossico è bandito e dove si apprendono i principi dell’agroecologia presso l’Università della Terra. E in Italia, il piccolo comune di Malles (Alto Adige) che nel 2015 ha indetto un referendum, vinto a larga maggioranza, per divenire il primo comune pesticide free. Quella dei fitofarmaci è oramai una questione globale e sempre più cittadini, amministrazioni e organizzazioni dimostrano una sempre più alta attenzione sul tema. Tra questi Marcia Stop Pesticidi, uno dei movimenti bottom up più dinamici che danno voce agli abitanti delle campagne avvelenate dall’agricoltura industriale; l’Associazione Veneta dei Produttori Biologici e Biodinamici; Federbio; Terra Chiama e il Comitato genitori Asilo San Giacomo, che proprio in questi giorni sta lottando contro l’ennesimo vigneto intensivo costruito di fianco a una scuola. Proprio per promuovere la sinergia dei movimenti e delle realtà produttive locali e per dare maggiore impulso alla necessaria fase di transizione, Navdanya International lancerà la Campagna internazionale Poison-free Food and Farming 2030 – Cibo e Agricoltura liberi da pesticidi 2030. All’evento parteciperanno i parlamentari: Sara Cunial (M5S); Silvia Benedetti (Misto); Susanna Cenni (Pd); Saverio De Bonis (Misto); Rossella Muroni (LeU). Modera Ruchi Shroff – direttrice di Navdanya International. Per accedere alla conferenza stampa è necessario accreditarsi entro e non oltre le ore 10.00 di mercoledì 6 marzo 2019.

Si ricorda che per accedere per gli uomini è necessario indossare la giacca. La conferenza stampa sarà trasmessa in diretta streaming sul canale Web Tv della Camera dei Deputati. Contatti: ufficio.stampa.mov@gmail.com

 

Per informazioni e interviste: Ufficio Stampa Navdanya International tel. 328 6334318 – 329 8622125 info@navdanyainternational.it

 


FederBio e Assobioplastiche siglano un’intesa per l’impiego di bioteli in agricoltura biologica

L’accordo prevede l’avvio della sperimentazione delle bioplastiche biodegradabili e compostabili per la pacciamatura nelle coltivazioni biologiche.

 

Bologna - Roma, 5 marzo 2019 – FederBio, la Federazione nazionale che da 27 anni tutela e favorisce lo sviluppo dell’agricoltura biologica e biodinamica, e Assobioplastiche, l’associazione che riunisce produttori e trasformatori di materiali biodegradabili e compostabili, hanno firmato una partnership per la promozione della sperimentazione e dell’uso di pacciamature biodegradabili nelle coltivazioni biologiche.

Il protocollo pluriennale nasce con l’obiettivo di diffondere e consolidare l’utilizzo delle pacciamature biodegradabili che rappresentano oggi una risposta importante ai problemi di fine vita dei film plastici tradizionali. Inoltre, l’introduzione dei bioteli rappresenta una risposta significativa ad alcuni dei temi produttivi e ambientali coerenti con i principi e le pratiche dell’agricoltura biologica che richiede grande attenzione alle materie prime utilizzate per la produzione dei film pacciamanti, specialmente assenza di OGM e rinnovabilità.

L’utilizzo dei teli pacciamanti con biodegradabilità e rinnovabilità certificate costituisce una delle principali innovazioni tecniche utili per la conversione di ampie superfici e colture all’agricoltura biologica. In particolare, per poter perseguire questo obiettivo strategico i bioteli dovranno essere biodegradabili secondo lo standard europeo EN 17033, non contenere organismi geneticamente modificati nei formulati utilizzati per la produzione della pacciamatura ed essere costituiti da materie prime rinnovabili in misura pari o superiore al 50% (oltre il 60% dal 2021).

Con l’accordo siglato, FederBio contribuirà attivamente alla comprensione e diffusione delle caratteristiche tecniche e d’impiego delle pacciamature biodegradabili, mentre Assobioplastiche supporterà le richieste di informazioni e di attività di sperimentazione che potranno rendersi necessarie.

Il protocollo prevede inoltre il coinvolgimento di uno o più enti scientifici con i quali Assobioplastiche e FederBio definiranno un programma di prove in campo per la verifica delle rese, della produttività delle colture e degli effetti complessivi dell’utilizzo di questa pratica colturale in agricoltura biologica.

 “La sfida della transizione al biologico dell’agricoltura di pianura e su grandi superfici richiede approcci innovativi e strumenti efficaci, pienamente coerenti con i principi dell’agricoltura biologica sanciti dalla normativa europea e con l’approccio della bioeconomia e dell’economia circolare, politiche strategiche per l’Unione europea. Con il protocollo d’intesa fra Assobioplastiche e FederBio si avvia un percorso di sperimentazione che dovrà portare a uno standard per l’impiego dei bioteli in agricoltura biologica che raggiunga progressivamente la totale rinnovabilità dei materiali, dando con questo un segnale a tutta l’agricoltura italiana ed europea per eliminare definitivamente la plastica non biodegradabile dall’agricoltura”, ha affermato Paolo Carnemolla, presidente FederBio.

“Il biologico rappresenta uno dei molti fiori all’occhiello dell’agricoltura italiana, un modello di produzione a basso impatto e anche uno stile di vita scelto da un numero sempre più crescente di persone. Raccogliere le richieste provenienti da questo comparto, rispettandone i principi fondamentali, è una sfida che il comparto delle bioplastiche ha inteso cogliere mettendo a disposizione degli imprenditori del biologico teli per la pacciamatura biodegradabili, rinnovabili e privi di OGM. I nostri bioteli, grazie alla biodegradabilità secondo lo standard EN 17033, all’assenza di OGM e alla rinnovabilità della materia prima,  rappresentano un’enorme opportunità per gli agricoltori perché oltre ad essere utilizzabili in diverse condizioni ambientali e su colture con cicli diversi, non devono essere recuperati e smaltiti al termine del ciclo colturale ma possono essere lasciati nel terreno dove vengono biodegradati ad opera di microrganismi, offrendo anche un enorme risparmio in  termini di tempo e risorse. Anche in questo caso, dunque, esattamente come con l’uso dei materiali biodegradabili nella raccolta differenziata dell’organico, l’Italia dimostra di essere all’avanguardia, agendo da apripista nell’uso innovativo dei materiali biodegradabili e compostabili: un modello per l’Europa intera”, ha dichiarato Marco Versari, presidente di Assobioplastiche.

 

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Basta plastica in agricoltura , intesa per utilizzo bio teli

Siglata da Assobioplastiche e FederBio, "Italia è apripista"

Eliminare la plastica dall' agricoltura: è questo il messaggio di FederBio e Assobioplastiche che hanno siglato un protocollo di intesa per favorire l'impiego di bioteli in agricoltura biologica. L'accordo, presentato alla Cascina Cuccagna di Milano, prevede l'avvio della sperimentazione dell'utilizzo di bioplastiche biodegradabili e compostabili nella pacciamatura, operazione che prevede la copertura del terreno con uno strato di materiale per impedire la crescita delle erbe infestanti, nelle coltivazioni biologiche. "Questi bioteli si biodegradano nel giro di due anni - ha detto Paolo Carnemolla, presidente di FederBio - per l'agricoltura biologica, che non utilizza diserbanti, sono una risorsa fondamentale. Il protocollo di intesa vale in Italia e ha l'obiettivo di aumentare progressivamente la componente biologica dei teli e le condizioni di impiego in agricoltura". I bioteli, "che sono certificati così da uno standard europeo in due anni si biodegradano e così non rimangono accumuli di micro plastiche nel suolo - ha aggiunto Marco Versari, presidente di Assobioplastiche [...].

Fonte: Ansa.it

Autore: redazione


FederBio segnala lo studio IDDRI: agroecologia e biologico potrebbero nutrire l’intera Europa entro il 2050

L’Istituto indipendente per lo sviluppo sostenibile e le relazioni internazionali (IDDRI) ha pubblicato la ricerca “Ten Years for Agroecology” che mostra come è possibile per l’agricoltura europea passare interamente al metodo biologico.

 

Bologna, 01 marzo 2019 – Il biologico può nutrire l’intera Europa. A sostenerlo è la nuova ricerca del think tank indipendente IDDRI che sottolinea che se l’Europa passasse interamente ad approcci basati sull’agroecologia che prevede rispetto e salvaguardia dell'ambiente, come l'agricoltura biologica, sarebbe perfettamente in grado di nutrire per gli anni a venire la sua popolazione in crescita.

La ricerca ha inteso indagare se la potenziale conversione di tutta l’agricoltura europea a biologico, con il conseguente declino della produzione che deriverebbe dalle minori rese osservate oggi, potrebbe ancora soddisfare il fabbisogno di una popolazione che, si stima, dovrebbe raggiungere quasi 530 milioni di persone entro il 2050.

I risultati che emergono dallo studio rispondono positivamente al quesito d’indagine. La copertura del fabbisogno sarebbe dunque possibile se accompagnata da comportamenti alimentari basati su regimi più salutari, sulla base delle attuali raccomandazioni nutrizionali delle principali istituzioni internazionali: meno prodotti di origine animale, una maggiore quantità di fibre, frutta e verdure stagionali.

Una dieta più bilanciata dal punto di vista nutrizionale che potrebbe contare su produzioni sviluppate in un contesto caratterizzato da una qualità ambientale assoluta se consideriamo, per esempio, l’eliminazione dell’uso di pesticidi.

“Lo studio di dieci anni di IDDRI risponde a una delle critiche che viene rivolta al biologico ovvero il divario di rese con l’agricoltura convenzionale, la conclusione è indubbiamente positiva: un'Europa agroecologica può rispondere alla domanda di cibo bilanciata attraverso una dieta sana, rispondendo al contempo ai cambiamenti climatici, eliminando i pesticidi e mantenendo la biodiversità vitale. Questo è possibile stabilendo parametri di riferimento appropriati e concentrandosi sulla trasformazione delle risorse naturali anziché sugli input esterni, anche perché l'attuale sistema agroalimentare europeo non è più sostenibile”, ha affermato Paolo Carnemolla, presidente FederBio.

Lo studio IDDRI può essere consultato al seguente link: https://www.soilassociation.org/media/18074/iddri-study-tyfa.pdf

 

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FederBio: soddisfatti per la mozione passata alla Camera

Grande vittoria per il biologico. È stata approvata alla Camera la mozione bipartisan che prevede un limite all’utilizzo in agricoltura della chimica di sintesi, maggiori controlli, la valorizzazione dell’agricoltura biologica, introduzione delle distanze di sicurezza dalle abitazioni, dalle zone frequentate dalla popolazione e dalle coltivazioni biologiche per evitare la contaminazione da agrofarmaci.

Passata alla Camera all’unanimità con 453 voti e il sostegno di tutte le forze politiche, la mozione che frena l’uso di pesticidi a favore della sicurezza alimentare è frutto anche dell’impegno di una coalizione di Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica, portato avanti con Cambia la Terra, il progetto di informazione e sensibilizzazione sul biologico voluto da FederBio con Isde-Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e Wwf e di tanti cittadini che si sono espressi anche attraverso una petizione condotta dal gruppo facebook “No pesticidi”.

FONTE


TESTATA: Italia Fruit News
AUTORE: Ufficio Stampa FederBio
DATA DI PUBBLICAZIONE: 28 febbraio 2019



FederBio soddisfatta: la Camera approva all’unanimità la mozione che limita l’uso di pesticidi

Bologna, 27 febbraio 2019 – Grande vittoria per il biologico. È stata approvata alla Camera la mozione bipartisan che prevede un limite all’utilizzo in agricoltura della chimica di sintesi, maggiori controlli e la valorizzazione dell’agroecologia biologica.

Passata alla Camera all’unanimità con 453 voti e il sostegno di tutte le forze politiche, la mozione che frena l’uso di pesticidi a favore della sicurezza alimentare è frutto anche dell’impegno di una coalizione di Associazioni ambientaliste, di tanti cittadini come il gruppo No-pesticidi e di Cambia la Terra, il progetto di informazione e sensibilizzazione sul biologico voluto da FederBio con Isde-Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e WWF.

L’atto ha come obiettivi la protezione della salute, la tutela ambientale e la difesa del made in Italy e impegna il governo a risolvere il problema dei multiresidui attraverso un maggior monitoraggio degli alimenti e controlli a livello nazionale ed europeo.

“Il voto unanime del Parlamento italiano per una mozione che chiede al Governo di limitare l’utilizzo dei pesticidi chimici di sintesi e di favorire le alternative, fra cui l’agricoltura biologica, fa seguito al voto quasi unanime della Camera dei deputati lo scorso dicembre sul progetto di legge per l’agricoltura biologica. Entrambi questi voti, che superano schieramenti partitici e contrapposizioni ideologiche ed esprimono un sentimento diffuso fra i cittadini, impegnano il Governo a scelte chiare già nei prossimi giorni quando si avvierà il lavoro di revisione del Piano nazionale per l’uso sostenibile dei pesticidi. La definitiva approvazione da parte del Senato della legge sull’agricoltura biologica è dunque il passaggio fondamentale per iniziare a lavorare concretamente per la transizione dell’agricoltura italiana alla sostenibilità non solo ambientale e sociale ma anche economica, come chiedono anche le manifestazioni dei pastori e degli agricoltori di questi giorni”, ha dichiarato Paolo Carnemolla, presidente FederBio.

Contatti: Pragmatika s.r.l.

 

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Agricoltura più sostenibile? Missione impossibile senza il cambiamento nella PAC

Dal convegno Metropoli agricole di Milano le associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica con le Università ed altri Enti di ricerca lanciano un appello ai decisori politici europei e nazionali per una radicale riforma della Politica Agricola Comune post 2020.

Milano, 22 febbraio 2019 - L’agricoltura europea può contribuire a raggiungere gli obiettivi per uno sviluppo sostenibile globale fissati dall’Onu per il 2030? “Sarà una missione impossibile se non si abbandonerà l'attuale modello di produzione agricola industriale in favore di un nuovo paradigma basato sull'agroecologia”, questa la risposta dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica che insieme ad accademici ed esperti di settore si sono ritrovati oggi a Milano per l’edizione 2019 di Metropoli Agricole, il convegno organizzato da Fondazione Cariplo.
“L’agricoltura è la prima causa di perdita di Biodiversità e una delle maggior fonti di emissioni di gas serra clima alteranti” ha ricordato Federica Luoni dell’Area Conservazione natura della Lipu-BirdLife Italia, portavoce nel convegno della Coalizione #CambiamoAgriocoltura, l’alleanza italiana composta dalle principali sigle del mondo della tutela ambientale e paesaggistica e dell’agricoltura biologica (WWF, Lipu, Legambiente, FAI, ProNatura, ISDE, FederBio, AIAB e Associazione per l’Agricoltura Biodinamica). “Questi problemi derivano in gran parte da una cattiva Politica agricola comune che, nonostante varie riforme dal 2000 ad oggi, ha promosso essenzialmente un’agricoltura intensiva, ancora oggi ampiamente basata sulla chimica di sintesi, e trascurato le piccole aziende agricole in particolare nelle aree interne più marginali”, ha continuato la rappresentante delle associazioni.
Il convegno Metropoli agricole ha offerto l’occasione per un confronto tra le associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura ed alcuni rappresentanti dei decisori politici in merito alla riforma della Pac post 2020.
Nella tavola rotonda della mattinata la discussione sul contributo che la Pac può dare alla sostenibilità è stata animata, infatti, da interventi di rappresentanti della Commissione europea e dell’eurodeputato Marco Zullo, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. Assente, invece, il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, anch’esso invitato. “Ci piacerebbe confrontarci con il nostro Governo. Confronto importante alla luce dei poteri che la nuova riforma attribuisce agli Stati membri” affermano i rappresentanti delle associazioni. La nuova riforma attribuisce, infatti, una maggiore autonomia ai governi nazionali che dovranno redigere i Piani strategici nazionali della Pac. La Coalizione #CambiamoAgricoltura ha espresso inoltre preoccupazione per l’annuncio (secondo quanto riferito da alcuni parlamentari europei) del rinvio a dopo le elezioni europee della discussione di alcuni punti fondamentali dei nuovi Regolamenti per la futura programmazione della Pac post 2020, un rinvio che potrebbe cancellare i risultati ottenuti dai negoziati in corso. “Alla revisione della Pac, la Fondazione Cariplo ha dedicato molta attenzione negli ultimi tre anni, svolgendo un ruolo di sostegno alle attività svolte dalla coalizione Cambiamo agricoltura nel difficile compito di far ascoltare la voce dell’ambiente e dell’agricoltura sostenibile - spiega Elena Jachia, direttore Area Ambiente di Fondazione Cariplo - Il medesimo ruolo è stato svolto in modo coordinato anche da altre importanti Fondazioni europee aderenti al network Efsaf (European Foundations for Sustainable Agriculture and Food) nei propri paesi di attività (Francia, Spagna, Germania, Polonia) e ha dato forza ai movimenti dal basso”. Il convegno Metropoli agricole ha offerto anche l’occasione per la presentazione, in anteprima, dell’edizione italiana dell’Atlante della Pac, pubblicazione condivisa dalle altre coalizioni nazionali che si stanno mobilitando per la revisione della Pac e sostenuta da diverse fondazioni europee tra cui Fondazione Cariplo. I dati e le infografiche dell’Atlante, liberamente scaricabile da oggi nella versione pdf nel sito www.cambiamoagricoltura.it, mostrano chiaramente le conseguenze dell’attuale Pac sull’ambiente e sulla società europea. Solo un radicale cambiamento della Pac potrà sostenere un’efficace conversione dell’attuale agricoltura con buone pratiche più sostenibili come il biologico, che rappresenta oggi il modello più avanzato di agroecologia. Da Milano la Coalizione #CambiamoAgricoltura ha rilanciato l’ambiziosa sfida del 40% di Sau nazionale in agricoltura biologica entro il 2030 come contributo concreto agli obiettivi di sviluppo sostenibile SDGs che anche l’Unione europea e l’Italia si sono impegnati a raggiungere.

Ufficio stampa Lipu-BirdLife Italia per conto della Coalizione #CambiamoAgricoltura
Tel. 340 3642091 - andrea.mazza@lipu.it


Conferenza Stampa FederBio Assobioplastiche: intesa per l’impiego di bioteli in agricoltura biologica – Milano, martedì 5 marzo 2019

FederBio e Assobioplastiche organizzano una conferenza stampa relativa all'intesa per l’impiego di bioteli in agricoltura biologica.

In avvio la sperimentazione in campo delle bioplastiche degradabili e compostabili in campo per la pacciamatura.

Interverranno Paolo Carnemolla, presidente FederBio Marco Versari, presidente Assobioplastiche.

L'evento si svolgerà a Milano alle ore 11.30 presso la Cascina Cuccagna in via Cuccagna 2/4.

 

Per info:

Ufficio stampa FederBio

Silvia Voltan

Cell: 331 1860936

Mail: silvia.voltan@pragmatika.it

 

Ufficio stampa Assobioplastiche

Fulvio Terzilli

Tel: 06 4827748

Mail: press@assobioplastiche.org

 

 


Convegno: "Agricoltura libera da pesticidi" - Roma, lunedì 18 febbraio 2019

Il 18 febbraio Legambiente presenterà il Dossier “Stop Pesticidi”.  L'evento si terrà a Roma presso il Centro Congressi Cavour in via Cavour 5.

 

PROGRAMMA

Ore 9:30 - Welcome coffee

Ore 10:00 - Introduzione e presentazione del dossier Stop Pesticidi
Daniela Sciarra responsabile filiere agroalimentari Legambiente

Modera
Beppe Croce direttore Chimica Verde

Intervengono:
Pietro Paris responsabile settore sostanze pericolose ISPRA
Danilo Marandola ricercatore CREA – Rete Rurale Nazionale
Eleonora Grilli tecnico La Cesenate conserve alimentari
Fabio Ciconte direttore Terra! Onlus

Ore 11:30
Tavola rotonda

Modera
Angelo Gentili responsabile agricoltura Legambiente

Giorgio Zampetti direttore generale Legambiente
Arturo Santini presidente Alce Nero
Alessandra Pesce sottosegretario Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAFT)
Gianpaolo Vallardi presidente Commissione Agricoltura Senato
Rossella Muroni parlamentare Commissione Ambiente Camera
Maria Grazia Mammuccini portavoce del progetto Cambia la Terra e FederBio
Dino Scanavino presidente Confederazione Italiana Agricoltori*
Massimiliano Giansanti presidente Confagricoltura*
Giampiero Sammuri presidente Nazionale Federparchi

*in attesa di conferma

 

Per informazioni sul convegno:
Legambiente Onlus
telefono 068626821
m.galimi@legambiente.it

 


Coalizione #CambiamoAgricoltura: una PAC post 2020 più verde

La commissione ambiente del parlamento europeo ha votato oggi centinaia di emendamenti ai regolamenti della PAC post 2020. Per le associazioni della coalizione #cambiamo agricoltura positivo il voto della COM-ENVI con una maggiore attenzione alle sfide ambientali dell’agricoltura.

Il voto di oggi è stato il primo di una serie di voti chiave del Parlamento europeo sulla proposta di riforma della PAC della Commissione europea che coprirà gli anni 2021-2027. È stata la prima volta che la commissione per l'ambiente ha avuto voce in capitolo sulla riforma della PAC accanto alla commissione per l'agricoltura.

Roma, 14 febbraio 2019 - La Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento Europeo ha votato oggi sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce norme sul sostegno ai piani strategici che dovranno essere elaborati dagli Stati membri nel quadro della futura politica agricola comune (Piani Strategici della PAC post 2020). La Commissione ha preso in esame 1.796 emendamenti di compromesso concordati tra i diversi gruppi politici, che riassumevano vari emendamenti presentati sullo stesso tema. Relatore in Commissione ambiente è l’eurodeputato italiano Giovanni La Via. Il Parlamento europeo, nel suo ruolo di co-decisore della riforma della PAC, aveva presentato a gennaio 7.768 emendamenti alle proposte legislative della Commissione ma i parlamentari hanno dimostrando una forte volontà politica, lavorando energicamente alla definizione di emendamenti di compromesso, per votare i nuovi Regolamenti in Commissione agricoltura entro marzo, cosi da ipotizzare un voto in prima lettura da parte della plenaria dell’attuale Parlamento europeo prima del blocco dei lavori per le elezioni europee di maggio.

Il voto di oggi nella Commissione Ambiente del Parlamento dimostra che gli eurodeputati hanno raccolto la sfida di un maggiore ruolo della PAC per la tutela dell’ambiente, vista l'urgenza ambientale e climatica, ma quello che è veramente necessario è una completa riforma dell'intero sistema agricolo europeo.

Il rischio di un naufragio della riforma resta però molto alto, vista la tempistica così ridotta e la volontà di un rinvio della decisione al prossimo Parlamento UE di alcune forze politiche.

La Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura (AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI Fondo Ambiente Italiano, FederBio, ISDE Italia Medici per l’Ambiente, LIPU BirdLife, Legambiente, ProNatura e WWF Italia) considera il voto di oggi della Commissione per l'ambiente del Parlamento europeo molto importante perché fornisce alcune indicazioni su come la futura PAC dovrà affrontare le sfide ambientali e climatiche. Nel processo di riforma in corso i Ministeri e le Commissioni parlamentari per l'agricoltura e l'ambiente condividono le competenze e le responsabilità su parti sostanziali del futuro Regolamento principale della PAC, e nel dibattito le due Commissioni hanno lo stesso peso. Per questo la Coalizione #CambiamoAgricoltura ritiene che le autorità ambientali e le parti interessate al ruolo dell’agricoltura nelle sfide ambientali globali e locali dovranno avere voce in capitolo nella progettazione della futura politica agricola dell'UE. Dopo tutto, il cibo e l'agricoltura sono i principali fattori di pressioni e minacce per la natura (dall'inquinamento dell'acqua da pesticidi alle emissioni di gas serra) come dimostra l’allarme lanciato nei giorni scorsi dai ricercatori in merito alla scomparsa degli insetti. Pertanto, la Coalizione #CambiamoAgricoltura accoglie con favore il voto di oggi come un passo importante per trasformare la PAC in una politica moderna che deve aiutare la transizione ecologica del settore primario verso pratiche agroecologiche per una maggiore sostenibilità ambientale, sociale ed economica, ed auspica per questo anche a livello nazionale un maggiore protagonismo del Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare nel dibattito sul futuro della PAC post 2020, alla pari del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo.

Gli obiettivi che la Coalizione #CambiamoAgricoltura ritiene indispensabili per la futura programmazione sono il sostegno dell’agricoltura biologica (con un auspicato raggiungimento del 40% del territorio agricolo dedicato a tale pratica entro il 2030), il riconoscimento del ruolo dell’agricoltura nella gestione della Rete Natura2000 e la ristrutturazione delle filiere zootecniche.

Il decalogo completo delle proposte della Coalizione è disponibile al sito www.cambiamoagricoltura.it

Per info:

 

Ufficio stampa WWF Italia per conto della Coalizione #CambiamoAgricoltura

Tel. 06-84497 332 - 266 - 259

E-mail: ufficiostampa@wwf.it