Convegno: "Tutti insieme appassionatamente. Come gestire una linea biologica e vivere felici" - Bologna, giovedì 17 gennaio 2019
Si svolgerà a Bologna il 17 gennaio il convegno dal titolo "Tutti insieme appassionatamente. Come gestire una linea biologica e vivere felici". L'evento è organizzato da AssoBio all'interno di MARCA, il salone internazionale sulle private label di BolognaFiere, in programma dal 16 al 17 gennaio.
PROGRAMMA:
14.15 - Registrazione partecipanti
14.30 - Saluti (Roberto Zanoni - presidente AssoBio)
14.40 - Il mercato italiano dei prodotti biologici (Silvia Zucconi - responsabile Marketing Intelligence Nomisma)
15.00 - Il mondo ViviVerde e cosa chiede Coop ai fornitori (Vladimiro Adelmi, brand manager ViviVerde Coop Italia)
15.15 - La transizione alimentare di Carrefour e cosa chiede Carrefour ai fornitori (Giovanni Panzeri, direttore MDD Carrefour)
15.30 - I servizi per qualificare l'offerta commerciale biologica (Paolo Carnemolla, presidente FederBioServizi)
15.45 - Question time
La partecipazione è libera fino a esaurimento posti previa registrazione a: info@assobio.it
Convegno: "Studio di fattibilità per un biodistretto dell'Appennino bolognese" - Bologna, lunedì 14 gennaio 2019
Si svolegerà a Bologna il 14 gennaio il convegno dal titolo "Studio di fattibilità per un biodistretto dell'Appennino bolognese". L'evento, a cura del GAL Appennino Bolognese, è orgnizzato presso la Sala Poggioli della Regione Emilia Romagna in viale della Fiera n. 8.
PROGRAMMA
Ore 10.00 - Introduzione a cura del Presidente del GAL Appennino Bolognese Tiberio Rabboni
Ore 10.30 - Presentazione del progetto a cura del Progettista GAL Appennino Bolognese Stefano Sozzi
Ore 11.00 - Testimonianza di un biodistretto a cura del Presidente Biodistretto della Val di Vara Alessandro Triantafyllidis
Ore 11.30 - Discussione
Ore 12.30 - Conclusioni a cura dell'Assessore all'agricoltura regione Emilia Romagna Simona Caselli
Agricoltura biologica tutela la sostenibilità
agricoltura biologicaCarnemollaLettera al Messaggero di Paolo Carnemolla
Gentile Direttore,
in relazione all’articolo dal titolo “Si rischia di finanziare un’illusione”, pubblicato lunedì 10 dicembre, riteniamo opportuno come Federazione nazionale che da 26 anni tutela l’agricoltura biologica e biodinamica, fare alcune osservazioni e integrazioni.
L’agricoltura biologica è l’unico metodo di coltivazione, allevamento e di preparazione alimentare sostenibili normato dall’UE i cui prodotti vengono certificati e venduti dal 1991 con il logo comunitario. Ritengo pertanto che non sia più possibile definirla una “moda” o ancor meno “un’illusione”. Si tratta, a tutti gli effetti, di uno degli assi portanti delle politiche europee della qualità e della sostenibilità in agricoltura e nell’agroalimentare. Anche a livello mondiale tutti i Paesi più importanti si sono dotati di normative sul biologico e l’ONU, nel CODEX ALIMENTARIUS, ha sancito gli standard per armonizzare il mercato globale.
La definizione di agricoltura e prodotto biologico è, dunque, da quasi 30 anni affidata alla normativa che ne definisce le regole stringenti e i percorsi di certificazione per la loro applicazione e non all’opinione di imprese o singoli, indipendentemente dal loro status.
Come dimostrano molte ricerche, l’agricoltura biologica ha rese per singola coltura e per unità di superficie spesso inferiori all’agricoltura convenzionale che utilizza pesticidi, diserbanti, fertilizzanti, fungicidi e conservanti di sintesi chimica oltre che più acqua irrigua. Tuttavia, nel medio e lungo periodo, l’agricoltura biologica ha rese produttive più stabili e risente meno degli effetti dei cambiamenti climatici.
L’approccio biologico è più resiliente rispetto a quello convenzionale poiché, oltre a produrre una maggiore quantità di biomassa e biodiversità vegetale e animale per unità di superficie, migliora contemporaneamente la sostanza organica e le caratteristiche dei suoli, che occupa con le colture per maggior tempo durante l’anno, contribuendo così anche al sequestro di carbonio. È anche maggiormente sostenibile dal punto di vista economico sia per gli agricoltori sia per i cittadini, dato che comporta un minore impatto ambientale e sanitario e, se praticata correttamente, anche una migliore qualità nutrizionale del cibo.
Le agenzie dell’ONU che si occupano di alimentazione e sviluppo agricolo stanno approfondendo da tempo le potenzialità dell’agricoltura biologica per rispondere alla necessità di ridurre la povertà e la fame, salvando nel contempo il Pianeta dalle crisi ambientali e sociali. È ormai acquisito che la gran parte della popolazione contadina che vive di agricoltura familiare può trarre grandi benefici dalla pratica dell’agricoltura biologica, mentre nei Paesi che utilizzano metodi intensivi sono ormai evidenti i rischi di desertificazione dei suoli, perdita di resilienza ai cambiamenti climatici e di biodiversità che mettono a rischio il mantenimento di rese produttive elevate e quindi la sicurezza alimentare e ambientale a lungo termine.
Il comparto biologico non ha beneficiato fino a ora di investimenti adeguati in ricerca pubblica. Quando questo è avvenuto il miglioramento anche delle rese produttive è stato evidente. È inoltre evidente che la sola transizione all’agricoltura biologica senza un radicale cambiamento di stile alimentare, puntando a un minore spreco di cibo e un maggior consumo di alimenti a base vegetale, non potrà risolvere gli squilibri alimentari che oggi generano obesità e malattie legate all’eccesso di cibo, in una parte del Pianeta, e denutrizione in altre
Paolo Carnemolla
Presidente FederBio
FederBio soddisfatta per l’approvazione alla Camera della legge sull’agricoltura biologica che ne riconosce il ruolo ambientale
federbiohomeIl testo unificato prevede l’introduzione del logo nazionale e integra anche la proposta di FederBio relativa al riconoscimento del ruolo ambientale dell’agricoltura biologica, oltre a quello economico-sociale già presente.
Bologna, 12 dicembre 2018 – La Camera dei deputati ha approvato ieri a grande maggioranza il testo unificato delle proposte di legge “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell'acquacoltura con metodo biologico”.
La legge, che dovrà seguire l’iter di approvazione al Senato, prevede anche l’introduzione di un logo nazionale che valorizza le coltivazioni italiane.
Il testo unificato messo a punto dalla Commissione Agricoltura della Camera rispecchia il quadro normativo europeo che riconosce che la produzione biologica è basata sulle migliori pratiche ambientali, su prassi di azione per il clima, su un alto livello di biodiversità, sulla salvaguardia delle risorse naturali e sull’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali.
“In un momento in cui i consumatori chiedono al sistema di certificazione del biologico maggiori garanzie di integrità, l’istituzione di un logo nazionale è un primo passo importante per sviluppare un sistema di tracciabilità e controllo più efficace per i prodotti biologici nazionali. La norma, attesa da tre legislature, prevede l’integrazione di azioni di promozione istituzionale dei prodotti biologici che fino a ora sono mancate, intensificando così anche le verifiche sui prodotti importati dai Paesi fuori dall’Unione Europea.
Ci fa particolarmente piacere che sia stato finalmente inserito anche il riconoscimento del valore ambientale dell’agricoltura biologica, accanto a quello economico e sociale e che il testo unificato abbia sviluppato un confronto politico positivo con un sostegno trasversale di maggioranza e opposizione”, ha dichiarato Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio.
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Le BioSettimane, il buon cibo come identità e cultura - Verona, da mercoledì 5 a domenica 16 dicembre 2018
Le BioSettimane, il buon cibo come identità e cultura. Non mangiamoci il pianeta, mangiamo bio.
L’Associazione Veneta dei Produttori Biologici e Biodinamici, in collaborazione con l’Istituto Agrario "Stefani-Bentegodi" di Buttapietra ed alcune aziende storiche del territorio come la Cooperativa Agricola Cà Magre, il Laboratorio Artigianale Ceres Pane Bio, l’Azienda agricola Fontana Bio, la Cooperativa la Buona Terra, l’Azienda agricola Novaia, l’Azienda agrituristica Rosegoti e Vin & Organic Products, intendono presentare a tutti i cittadini i prodotti biologici che rispecchiano i criteri di produzione già esposti nella prima settimana del biologico a Verona svoltasi a Settembre dal 21 al 29 con una serie di eventi.
Dal 5 al 16 dicembre si terranno incontri, eventi, degustazioni e promozioni sui prodotti del territorio nei punti vendita e ristorazione bio. Una rete di produttori, cooperative e realtà locali, pionieri del biologico nel territorio veronese. Un progetto che ha come obiettivo la conoscenza e la promozione dei prodotti BIO a km zero e delle loro qualità nella tutela dell’ambiente e dei diritti sociali. Nutrirsi BIO è ... VIVERE un nuovo stile di vita.
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FederBio accoglie con favore il nuovo testo unificato su agricoltura e acquacoltura bio che ne riconosce il ruolo ambientale oltre che economico-sociale
homeBologna, 30 novembre 2018 – La Commissione Agricoltura della Camera ha messo a punto, approvando una serie di emendamenti, un nuovo testo unificato delle proposte di legge in materia di disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell'acquacoltura con metodo biologico, che è stato inviato alle commissioni competenti per il parere.
Da una prima lettura, FederBio esprime grande soddisfazione poiché è stata accolta la proposta più rilevante espressa dalla Federazione sul piano politico che riguarda il riconoscimento del ruolo ambientale dell’agricoltura biologica, accanto a quello sociale che era già presente nel testo in discussione.
Il testo nella nuova versione si allinea così al quadro normativo europeo che riconosce, inoltre, che la produzione biologica è basata sulle migliori pratiche ambientali, su prassi di azione per il clima, su un alto livello di biodiversità, sulla salvaguardia delle risorse naturali e sull’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali.
“L’approvazione di un testo unificato sull’agricoltura biologica da parte della Commissione agricoltura della Camera a poche settimane dall’avvio della discussione è anzitutto un segnale importante della volontà della maggioranza parlamentare di procedere in maniera spedita rispetto a una legge che aspettiamo ormai da tre legislature. Altrettanto importante il lavoro congiunto con i partiti di opposizione, che anche in questa legislatura conferma il sostegno trasversale al settore biologico nazionale. È con particolare soddisfazione che vediamo finalmente inserito nel testo licenziato dalla Commissione il riconoscimento anche del valore ambientale dell’agricoltura biologica, accanto a quello economico e sociale.” ha dichiarato Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio.
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La verità sul bio, Mammuccini risponde alla senatrice Cattaneo
Cambia la TerrafederbioMammucciniLa presentazione presso la Camera del rapporto Cambia la Terra ha rappresentato l’occasione di esporre i più recenti dati sul modello produttivo agricolo italiano e di avanzare proposte concrete ai rappresentanti delle istituzioni per una transizione verso il biologico. L’attuale modello di produzione e distribuzione, come confermato dai più recenti studi delle organizzazioni internazionali, non ha risolto i problemi dell’accesso al cibo aggravando le emergenze relative all’inquinamento, al clima, alla sanità e alla conservazione della biodiversità.
La presentazione del rapporto è avvenuta nella cornice di una polemica che ha recentemente guadagnato grande spazio sui media nazionali. Da un lato la senatrice a vita Elena Cattaneo che ha duramente criticato la campagna “Cambia la Terra” e l’agricoltura biologica, dall’altra le organizzazioni promotrici del rapporto: Federbio, Isde – Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e Wwf. Abbiamo intervistato Maria Grazia Mammuccini, portavoce della campagna, per approfondire le proposte della coalizione e per comprendere al meglio i contorni della polemica alimentata dall’autorevole senatrice Cattaneo.
La presentazione alla Camera del rapporto Cambia la Terra © Manlio Masucci
I dati del rapporto sono noti da alcune settimane. Che sensibilità e apertura ha riscontrato fra i politici e in particolare in Commissione agricoltura?
I dati scientifici ci dicono che il modello dell’agricoltura industriale è assolutamente superato e ci offrono indicazioni molto chiare su come contrastare il cambiamento climatico, su come tutelare la biodiversità e la salute pubblica attraverso il modello dell’agroecologia e dell’agricoltura biologica. A fronte di questa chiarezza chiediamo che le scelte politiche siano altrettanto chiare e coraggiose. Alla Camera erano presenti, fra gli altri, il presidente della Commissione agricoltura Filippo Gallinella, e la vicepresidente Susanna Cenni. Abbiamo riscontrato attenzione ed aperture che devono essere seguite da impegni e iniziative concrete. Tutto ci dice che dobbiamo andare avanti perché ci sono le condizioni di poterlo fare anche da parte della politica. Siamo ottimisti e fiduciosi [...].
Fonte: LifeGate.it
Autore: Manlio Masucci
Proposte del bio: si sostenga chi combatte il cambiamento climatico e mantiene la fertilità dei suoli. Obiettivo 40% campi bio al 2027
federbiohomeIN AGRICOLTURA, GLI INCENTIVI OGGI VANNO A UN MODELLO BASATO
SULL’USO DI PESTICIDI E CONCIMI DI SINTESI CHIMICA
In agricoltura, gli incentivi oggi vanno a un modello basato sull'uso di pesticidi e concimi di sintesi.
“Chi non inquina, non paghi!”, oggi alla Camera il Rapporto Cambia la Terra 2018
Roma, 27 novembre 2018. Se si vuole combattere l’effetto serra, la desertificazione, il degrado dei suoli, occorre scegliere l’approccio agroecologico che produce beni per tutti i cittadini. E per farlo, occorre che – oltre al mercato – anche le politiche si indirizzino con chiarezza allo sviluppo dell’agricoltura biologica. Oggi, oltre il 97% degli incentivi pubblici europei viene destinato nel nostro Paese a sostenere forme di agricoltura che diffondono nell’ambiente sostanze chimiche dannose all’ecosistema e alla salute umana. Mentre meno del 3% delle risorse pubbliche va a sostenere il ruolo di difesa ambientale e sanitaria svolto a molti livelli dagli agricoltori bio che – dal loro canto – pagano costi economici più alti per produrre in maniera pulita: più lavoro per produrre senza concimi e diserbanti di sintesi chimica, maggiori costi amministrativi e burocratici, costi aggiuntivi per difendersi dalla contaminazione accidentale e una produzione più contenuta.
Occorre quindi passare a un sistema di incentivi che tenga conto dell’importanza dei servizi forniti dall’agricoltura biologica: suolo, acqua e aria puliti; assorbimento del carbonio atmosferico e quindi lotta al cambiamento climatico; difesa della biodiversità; conservazione dei suoli. Occorre passare dal pagare i modelli di produzione agricola e zootecnica inquinanti a sostenere quelli che forniscono cura dell’ambiente, del paesaggio e anche dell’occupazione (nel biologico il lavoro incide per circa il 30% in più sulla produzione lorda vendibile rispetto al convenzionale). Occorre dare luogo alle dichiarazioni di principio e investire con decisione in agricoltura pulita, passando dal 15,4% di superficie coltivata a bio in Italia a fine 2017 al 40% di campi biologici entro il 2027, a conclusione del periodo di programmazione della nuova PAC.
Vietare l’utilizzo dei prodotti chimici più dannosi – ad esempio il glifosato - tanto per cominciare nei parchi e in special modo nelle aree protette dalle direttive europee, i siti Natura2000 e rimuoverlo da tutti i disciplinari di produzione che lo prevedono per escludere dai premi dei PSR chi ne fa uso. Attivare normative volte a prevenire il rischio di contaminazione accidentale con misure adeguate a carico di chi fa uso di prodotti chimici di sintesi nei terreni confinanti con quelli coltivati con il metodo biologico, applicando correttamente il principio “chi inquina paga”.
Queste le proposte alla politica scaturite dal Rapporto Cambia la Terra 2018 “Così l’agricoltura convenzionale inquina l’economia (oltre che il pianeta)” presentato oggi alla Camera dei Deputati a due mesi dalla sua pubblicazione da Maria Grazia Mammuccini, Ufficio di presidenza di FederBio e Daniela Sciarra, responsabile Filiere alimentari di Legambiente e discusso da Susanna Cenni e Filippo Gallinella, rispettivamente vicepresidente e presidente della Commissione Agricoltura della Camera assieme ai membri del comitato dei garanti di Cambia la Terra, un progetto voluto e promosso da FederBio, ISDE- Medici per l’Ambiente, Legambiente, WWF e Lipu.
Il modello agricolo del ‘900 (la cosiddetta rivoluzione verde: industrializzazione più chimica di sintesi) si sta esaurendo a causa dell’enorme impatto ambientale che ha generato: l’11% dei gas serra che stanno alzando la febbre del Pianeta proviene dai campi coltivati; l’allargarsi a dismisura di coltivazioni sta eliminando – a livello globale – boschi e foreste ed è una delle prime due cause di perdita di specie animali e vegetali. A dirlo non sono solo gli agricoltori biologici o gli ambientalisti ma anche la FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite che in passato ha sostenuto il modello agricolo industriale e che proprio nell’aprile 2018 ha dichiarato che la rivoluzione verde deve considerarsi esaurita a causa dell’impatto ambientale prodotto, a cui non è corrisposto il raggiungimento dell’obiettivo di sfamare il mondo e di garantire un reddito minimo agli agricoltori. La stessa FAO stima che il 40% delle terre coltivate intensivamente andranno perse entro il 2050 mentre quelle coltivate con il metodo biologico manterranno stabili i livelli di produttività perché più fertili e con più elevata biodiversità.
Maggiori costi, più lavoro, rischio di perdere il marchio biologico se il raccolto viene contaminato accidentalmente dai pesticidi rilasciati nell’aria da un coltivatore convenzionale vicino e trasportati da un corso d’acqua inquinato. Ci sono intere aree d’Italia, ad esempio quella di coltivazione del prosecco, dove agli agricoltori biologici non è sostanzialmente permesso di svolgere la propria attività. Ma proprio in questi giorni si comincia a discutere a livello parlamentare della legge nazionale sull’agricoltura biologica. Ed è aperto il confronto istituzionale sull’aggiornamento del PAN pesticidi e sulla definizione della nuova PAC 2021-2027: è quindi il momento di fare scelte chiare per ridurre drasticamente l’uso dei pesticidi e diffondere l’agricoltura biologica.
“Occorrono scelte coraggiose, lo stato del pianeta impone con urgenza di lasciare alle spalle metodi di produzione a forte impatto ambientale. Per questo è necessario puntare ad aumentare le superfici coltivate con il metodo biologico; per garantire il contrasto al cambiamento climatico, la tutela del suolo, della biodiversità e della salute dei cittadini. Ma puntare sull’agricoltura biologica è anche una opportunità strategica di sviluppo per le aziende agricole e di occupazione per i giovani”, dice Maria Grazia Mammuccini di FederBio presentando le proposte di Cambia la terra alla politica.
“C’è chi è preoccupato- continua Mammuccini - e reagisce in malo modo perché il biologico e il biodinamico si stanno rapidamente affermando, guadagnando posizioni sul mercato e mettendo sempre più in evidenza che il modello di agricoltura basato sull’uso intensivo della chimica di sintesi e sull’ingegneria genetica è ormai superato. Ma la realtà è questa, e oggi la vera innovazione anche in ambito scientifico è seguire l’approccio agroecologico per coltivare in armonia con la natura”.
In Italia, a oggi, la Politica agricola europea (PAC), nel periodo 2013-2020, ha destinato 963 milioni di euro all’agricoltura biologica (secondo i dati elaborati dall’Ufficio studi della Camera dei deputati), contro i 41,5 miliardi destinati a quella convenzionale. Se si ragiona in termini di superficie, sei volte in meno di quello che le spetterebbe, anche senza tener conto dei benefici ambientali che crea e che invece andrebbero contabilizzati e incentivati. Per questo motivo il comitato di Cambia la Terra chiede un cambio di rotta per la futura PAC alla luce dei benefici ambientali ed economici che l’agroecologia e più specificamente l’agricoltura biologica, che è l’applicazione più diffusa di questo approccio sostenibile all’agricoltura, può portare. A cominciare dalla conservazione del paesaggio e dalla tutela dei territori più fragili vessati dall’erosione, dalla desertificazione e dal dissesto idrogeologico fino ad arrivare alla tutela della salute pubblica.
È possibile seguire la diretta dell’evento sul canale webtv.camera.it.
#cambialaterra
Cambia la terra – No ai pesticidi, sì al biologico è un progetto di informazione e sensibilizzazione voluto da Federbio con Isde- Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e WWF, con un comitato di garanti composto da alcune personalità del mondo dell’associazionismo e della ricerca. A sostenere il progetto, un gruppo di aziende del biologico: Aboca, Germinal Bio, NaturaSì, Pizzi Osvaldo, Probios e Rigoni di Asiago.
sito del progetto: www.cambialaterra.it
Cambia la Terra
Silverback – Greening the communication
Nicola Moscheni -n.moscheni@silverback.it
3403573319
Federbio
Pragmatika S.r.l.
Silvia Voltan – silvia.voltan@pragmatika.it
+39 331 1860936
Chi non inquina, non paghi! Dal rapporto Cambia la Terra 2018 le proposte a favore dell'agroecologia - Camera dei deputati Roma, martedì 27 novembre 2018
federbioDal rapporto Cambia la Terra 2018, le proposte a favore dell’agroecologia. Evento il prossimo 27 novembre alle 11:30, alla Sala Stampa della Camera dei Deputati.
A due mesi dalla divulgazione del Rapporto elaborato da FederBio con ISDE- Medici per l'Ambiente, Legambiente, Lipu e WWF, la coalizione che ha dato vita al progetto “Cambia la Terra - No ai pesticidi, Sì al biologico” presenta le sue proposte alla politica per fermare il degrado dei suoli, delle acque, del clima e per produrre cibi più sani.
Evento a numero chiuso.
Per info:
FederBio - Leonardo Pugliese, tel. 06-88980879, e-mail: l.pugliese@federbio.it
Workshop: “Agricoltura biologica, sviluppo nel Sud e Focus sui finanziamenti” - Napoli, mercoledì 28 novembre 2018
Si terrà a Napoli il 28 novembre il Workshop dal titolo “Agricoltura biologica sviluppo nel Sud e Focus sui finanziamenti” , organizzato nell’ambito del Forum “Economia circolare e sostenibile”, c/o la Sala del Capitolo – Complesso Monumentale San Domenico Maggiore – Vico San Domenico 18.
Per info:
Segreteria organizzativa:
ANEA Agenzia Napoletana Energia e Ambiente
Via Toledo, 317 - 80134 Napoli
Tel. +39 081 409459 - Email: aneastaff@tin.it
PROGRAMMA:
Introduce e Modera: Gianni Molinari – Il Mattino
9.30 Registrazione
10.00 Saluti
Avv. Franco Alfieri - Capo segreteria e Consigliere per i temi attinenti l'Agricoltura, le Foreste, la Caccia e la Pesca del Presidente De Luca Regione Campania.
Dott. Gennarino Masiello - Presidente Coldiretti Campania
Dott. Benedetto Scarpellino - Presidente ANEA
Dott. Per.agr. Biagio Scognamiglio – Presidente Collegio Periti Agrari e Periti Agrari Laureati di Napoli
10.40 Interventi
PSR Finanziamenti regionali - Opportunità per le aziende agricole
Dott. Filippo Diasco - Direttore Generale Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Regione Campania – AdG PSR
Nuovo Regolamento Ue sull’agricoltura biologica
Dott. Francesco Saverio Abate – Direttore generale per la promozione della qualità agroalimentare e dell'ippica - MIPAAFT
Finanziamenti europei per l’agricoltura: il programma Horizon 2020 e la Bioeconomia
Dott.ssa Serena Borgna- NCP (EU Horizon 2020 –National Contact Point) Food Security, Sustainable Agriculture and Forestry, Marine and Maritime and Inland water Research and the Bio-Economy
L’Agricoltura 4.0 –le nuove tecnologie in campo per rendere intelligente l’azienda agricola
Dott. Guido Bonati - Crea (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria - Rete Rurale Nazionale)
L’opportunità dell’agricoltura biologica per l’agricoltura e l’agroalimentare del Sud
Dott. Paolo Carnemolla – Presidente FederBio
Novità fiscali in agricoltura - approfondimento sulla fiscalità in agricoltura, obblighi e opportunità
Salvatore Loffreda - Direttore Coldiretti Campania
Il PSR e il trasferito tecnologico: i progetti STABULUM e REMIDA
Ing. Luigi Frunzo - Università degli Studi di Napoli Federico II
Dibattito e Conclusioni










