Il bio vale 34 miliardi l'anno in Ue, FederBio chiede una veloce approvazione in Senato della legge sul bio

Durante il Salone internazionale in corso a Norimberga sono stati rilasciati gli ultimi numeri sull’andamento del biologico che evidenziano un incremento sia come consumi sia come superficie coltivata: quasi 70 milioni di ettari a livello mondiale e circa 2 milioni di ettari in Italia.

Bologna, 14 febbraio 2019 – Continua la crescita del biologico. IFOAM, Federazione internazionale dei movimenti per l'agricoltura bio, l’Istituto svizzero di ricerca sull'agricoltura biologica (FiBL) e Agrarmarkt Informations-Gesellschaft (AMI) hanno recentemente presentato gli ultimi dati del settore alla 30ª edizione di BioFach, la principale fiera mondiale di alimenti biologici.

Un mercato globale che sta continuando a crescere a ritmi elevati: le vendite al dettaglio di prodotti biologici in Europa hanno superato i 37 miliardi di euro, +10,5% rispetto al 2016; sono aumentati anche i produttori + 4% nell'Ue. I dati presentati evidenziano inoltre un incremento delle superfici coltivate a bio che in Europa registrano +1 milione di ettari. L’Italia con 1,9 milioni di ettari e 68mila coltivatori è al secondo posto dopo la Spagna.

Sottolineando il primato dell'Italia, il Paese europeo con il maggior numero di imprese di trasformazione (oltre 18mila), FederBio auspica che venga presto approvato anche al Senato il progetto di legge sull’agricoltura biologica.

“Le dimensioni e i trend di sviluppo dell’agricoltura biologica in Europa rendono ancora più evidente non solo l’importanza quantitativa del biologico italiano, ma anche la necessità per l’Italia di assumere una leadership relativamente agli aspetti politici e normativi. Anche per questo non possiamo che ribadire l’appello al Governo italiano e al Senato della Repubblica ad accelerare l’iter di discussione e votazione in aula del progetto di legge sull’agricoltura biologica già approvato a larghissima maggioranza dalla Camera lo scorso dicembre”, ha affermato Paolo Carnemolla, presidente FederBio.

Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.

La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.

 

Contatti: Pragmatika s.r.l.

Silvia Voltan

silvia.voltan@pragmatika.it

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Daniela Fioramonti

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Mob. 347 5725666


Coalizione #Cambiamoagricoltuta: la crisi del latte conferma il fallimento della PAC

Le associazioni della coalizione #cambiamoagricoltura chiedono al governo un impegno serio per la riforma dell’agricoltura europea post 2020

Più sostegno ai piccoli agricoltori e per i territori rurali a rischio di estinzione

Roma, 12 febbraio 2019 - La crisi del latte esplosa questa settimana dopo le proteste degli allevatori della Sardegna, arrivata questa mattina a Palazzo Chigi, è l’ennesima conferma del fallimento dell’attuale Politica Agricola Comune dell’Unione Europea (PAC), che continua a premiare la rendita fondiaria, le grandi aziende agroindustriali e penalizzare i piccoli agricoltori.
Le responsabilità della PAC nella crisi del latte, ma in generale nelle ormai periodiche crisi dei prezzi delle produzioni agricole italiane, viene sottolineata dalla Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura, che chiede per questo al Governo ed in particolare al Ministro dell’Agricoltura, Gian Mario Centinaio, un impegno serio per una vera riforma della PAC post 2020 che garantisca maggiore sostenibilità economica, ambientale e sociale alla nostra agricoltura.
Partirà dopodomani, il 14 febbraio la discussione sulla revisione della PAC post 2020 da parte del Parlamento UE per decidere se ben più di un terzo delle spese comunitarie deve andare a favore di un’agricoltura pulita in grado di produrre cibo sano, ambiente, lavoro nell’interesse di tutti i cittadini oppure continuare come oggi a finanziare lo spopolamento delle campagne, l’impoverimento degli agricoltori e della qualità dei cibi e l’inquinamento da pesticidi.
La Politica Agricola Comune della UE nonostante utilizzi circa il 38% del bilancio comunitario, pari a oltre 55 miliardi di Euro all’anno, ha clamorosamente fallito la ricerca di soluzioni efficaci ai problemi che affliggono il settore agricolo, l’agroecosistema e la società rurale. La crisi del latte di questa settimana è la dimostrazione evidente del fallimento della PAC. Le promesse di realizzare una politica equa e verde, con una necessaria semplificazione burocratica, fatte dall’ultima riforma non sono state mantenute. E’ ormai chiaro che l’attuale politica è inadeguata ad affrontare i problemi economici delle aziende agricole e non contribuisce a risolvere la crisi ambientale globale, come dimostra l’allarme lanciato nei giorni scorsi dai ricercatori in merito alla scomparsa degli insetti.
“Chiediamo al Governo e al Ministro Centinaio di sostenere la riforma per una Politica Agricola Comune (PAC) più coraggiosa a sostegno dell’ambiente e delle piccole aziende agricole. E’ il momento di decidere se continuare a promuovere un modello di agricoltura non più sostenibile per l’ambiente, i cittadini e i piccoli agricoltori oppure se è possibile fare un’alleanza tra istituzioni, cittadini, agricoltori e Ong per cambiare le cose”.
È questo il messaggio che le Associazioni AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI Fondo Ambiente Italiano, FederBio, ISDE Italia Medici per l’Ambiente, LIPU BirdLife, Legambiente, ProNatura e WWF Italia, riunite nella Coalizione #CambiamoAgricoltura inviano al Governo e agli allevatori della Sardegna riuniti questa mattina a Palazzo Chigi per trovare soluzioni alla crisi del latte.
Per la Coalizione #CambiamoAgricoltura non servono più palliativi per dare risposte concrete alle difficoltà dei nostri agricoltori, serve piuttosto una seria riforma della PAC che eviti l’utilizzo di miliardi di euro di fondi pubblici per sussidi perversi e per arricchire coloro che speculano sulla proprietà dei terreni, e favorisca invece le piccole aziende agricole e zootecniche che garantiscono la qualità delle produzioni “made in Italy”.
Gli obiettivi che la coalizione ritiene indispensabili per la futura programmazione sono il sostegno dell’agricoltura biologica (con un auspicato raggiungimento del 40% del territorio agricolo dedicato a tale pratica entro il 2030), il riconoscimento del ruolo dell’agricoltura nella gestione della Rete Natura2000 e la ristrutturazione delle filiere zootecniche che rappresentano attualmente la fonte principale di emissioni di gas climalteranti e di azoto senza garantire un reddito dignitoso agli allevatori.

Il decalogo completo delle proposte della Coalizione è disponibile al sito www.cambiamoagricoltura.it


Convegno: "Metropoli agricole - #2030. Sistemi agroalimentari per la sostenibilità: un dialogo tra locale e globale" - Milano, venerdì 22 febbraio 2019

Si terrà a Milano il 22 febbraio il convegno dal titolo "Metropoli agricole - #2030. Sistemi agroalimentari per la sostenibilità: un dialogo tra locale e globale". L'evento avrà luogo alle ore 9.00 presso l'Aula Magna dell'Università in via Festa del Perdono.

Dal 2013 il convegno Metropoli Agricole si pone l’obiettivo di alimentare la riflessione e il confronto su un’agricoltura basata sul presidio del territorio, la riqualificazione del paesaggio, la sostenibilità dei processi produttivi, la salubrità delle colture, l’equità delle transazioni, la riduzione degli sprechi. Nell’edizione di quest’anno, il tema che farà da filo conduttore saranno gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (o SDGs) che le Nazioni Unite hanno fissato per il 2030. L’agricoltura è uno dei fattori chiave per raggiungere questi obiettivi sia sotto il profilo sociale che in relazione alle sfide dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità. Per rispettare gli impegni dell’Agenda 2030 occorrono un cambiamento nelle politiche agricole di ampia scala e una applicazione locale dei nuovi modelli proposti dall’agroecologia per progettare sistemi agro-alimentari sostenibili. La giornata vedrà quindi un costante dialogo fra esponenti del mondo delle istituzioni, rappresentanti degli ambiti scientifici, società civile e mondo agricolo che forniranno visioni e spunti di riflessione, riferendosi ad esempi concreti di ciò che nel nostro territorio si sta facendo, non dimenticando il processo in corso di riforma della PAC.

 

Ingresso libero con prenotazione su https://metropoliagricole2019.eventbrite.it

 

 


Convegno: "Le prospettive delle coltivazioni biologiche: aspetti tecnici e di mercato" - Malborghetto di Boara, mercoledì 6 febbraio 2019

Si terrà a Malborghetto di Boara (FE) mercoledì 6 febbraio il convegno sull'agricoltura biologica dal titolo "Le prospettive delle coltivazioni biologiche: aspetti tecnici e di mercato". Il convegno riguarda l’agricoltura biologica 3.0, la domanda di alimenti biologici e i suoi riflessi sui mercati dei prodotti agricoli. Si parlerà inoltre dell’analisi dei costi e delle criticità nella gestione delle infestanti delle colture estensive biologiche. L’evento è in programma presso l'aula Magna Ciro Guidorzi - Istituto Agrario Statale F.lli Navarra, piazzale L. Chiappini, 3 . Ingresso aperto al pubblico.

 

PROGRAMMA:

Ore 9:30 Registrazione Partecipanti
Ore 10:00 Saluti delle Autorità
Luigi Fenati Presidente della Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra
Roberta Monti Dirigente Polo Scolastico Agro-Alimentare Estense Vergani-Navarra

Interventi Tecnici:

  • Prospettive e approccio per l’agricoltura biologica 3.0 - Paolo Carnemolla, Presidente FederBio
  • La domanda di alimenti biologici e i suoi riflessi sui mercati dei prodotti agricoli - Mauro Bruni – Presidente Areté
  • Analisi dei costi nella realtà aziendale della Fondazione Navarra - Alessandro Zago – Attività Sperimentali Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra
  • Criticità nella gestione delle infestanti delle colture estensive biologiche - Luca Davì – Area Tecnica Agricola Fondazione per l’Agricoltura F.lli Navarra

Ore 12:30 Dibattito e Chiusura lavori .

Coordina i lavori Luigi Fenati

 

Per info:

Segreteria orgaqnizzativa - Fondazione per l'Agricoltura F.lli Navarra

Tel. 0532-756110 - email: info@fondazionenavarra.it

 


Contributi di approfondimento scientifico sull'agricoltura biologica - Gruppo di docenti per la Libertà della Scienza

Condividi e diffondi l'approfondimento scientifico sull’agricoltura biologica. che un gruppo di ricercatori che, con studi e dati alla mano, ha voluto dimostrare la bontà dei campi liberi dalla chimica di sintesi, rivolgendosi in primo luogo ai senatori che dovranno esaminare la legge sul biologico in queste prossime settimane. Il documento redatto dal Gruppo di docenti per la Libertà della Scienza (Gaio Cesare Pacini, Paolo Barberi, Stefano Bocchi, Manuela Giovannetti, Andrea Squartini, Claudia Sorlini) è disponibile nella sua versione integrale sulla piattaforma ResearchGate (di seguito l’abstract).

 

 

Abstract

In merito al disegno di legge attualmente in discussione e delle critiche espresse in diverse occasione dai detrattori dell'agricoltura biologica (sen. Cattaneo in testa), non condividendo molte di queste dichiarazioni, abbiamo deciso, come "Gruppo di docenti per la Libertà della Scienza", di riprendere e affrontare alcuni temi controversi per un approfondimento scientifico. Con questo nostro contributo intendiamo ribadire la validità dell'agricoltura biologica, senza togliere nulla ad altri modelli di agricoltura che si sforzino nella ricerca di sistemi di gestione e pratiche più sostenibili. Intendiamo ribadire anche l'importanza di discutere di questi temi - di cruciale importanza per il futuro non solo dei sistemi agro-alimentari ma dell'intera umanità - con serietà, evitando posizioni ideologiche di parte e approcci pseudo-scientifici.

 
FonteResearchGate

 

A tutti quelli che hanno a cuore il futuro dell'agricoltura biologica italiana chiediamo di sottoscrivere e diffondere il documento per consentire la più ampia partecipazione al dibattito in questa delicata fase legislativa.

 

Scarica e diffondi la versione integrale del documento! Qui

 

Sottoscrivi il documento inviando un’email -  con nome, cognome, titolo di studio e professione - agli indirizzi email: claudia.sorlini@unimi.it; paolo.barberi@santannapisa.it 

La ricerca a difesa del biologico

A confutare le tesi dei detrattori dell’agricoltura biologica sono Gaio Cesare Pacini (professore associato di Agronomia e Coltivazioni Erbacee, Università di Firenze); Paolo Bàrberi, professore associato di Agronomia e Coltivazioni Erbacee e Vice-Presidente di Agroecology Europe, già presidente della European Weed Research Society, Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa); Stefano Bocchi (professore ordinario di Agronomia e Coltivazioni Erbacee; coordinatore del Centro di Ricerca GAIA 2050, Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali, Università degli Studi di Milano); Manuela Giovannetti (professore ordinario di Microbiologia Agraria, già preside della Facoltà di Agraria e Direttore Centro Interdipartimentale di Ricerca “Nutraceutica e Alimentazione per la Salute”, Università di Pisa); Andrea Squartini (professore associato di Ecologia Microbica, Università di Padova); Claudia Sorlini (professore emerito di Microbiologia Agraria, già preside della Facoltà di Agraria, Università di Milano).

Una sorta di puntuale fact checking quindi, che ha toccato vari aspetti:

  • le differenze di produttività tra agricoltura convenzionale e agricoltura biologica
  • le alternative al biologico
  • i prodotti a base di rame e i prodotti chimici di sintesi
  • la fertilità dei suoli e le emissioni di anidride carbonica
  • l’innovazione e l’economia di mercato legata ai prodotti di qualità del made in Italy
  • il valore dell’agricoltura italiana
  • le soluzioni al problema della sicurezza alimentare.
"Se condividete il contenuto e lo spirito di questo documento sottoscrivetelo (andando sulla piattaforma  ResearchGate e utilizzando la funzione commenti di RG). Per la delicatezza di questa fase legislativa e' importante raccogliere il pii' ampio supporto. grazie!"

«Agricoltura bio, dalla Ue la patente di sostenibilità»

Carnemolla, FederBio , risponde all’intervento di Casagrande di Confagricoltura sul biologico «I fitofarmaci rispettano le regole europee»

Interviene direttamente FederBio nel dibattito sul biologico che anima le nostre pagine da alcuni giorni. In particolare, l’associazione, per voce del suo presidente Paolo Carnemolla, risponde al direttore di Confagricoltura Piacenza Marco Casagrande che sulle nostre pagine si era espresso nei giorni scorsi in modo critico: “È singolare – dice il presidente – che il direttore di un’organizzazione che vede fra i suoi associati anche molti agricoltori biologici e biodinamici, al punto da costituire una propria Federazione nazionale per i prodotti biologici, ritenga normale sottoscrivere documenti che contestano e sviliscono le attività d’impresa dei suoi soci.” […].

LEGGI TUTTO

FONTE


TESTATA: Libertà
AUTORE: Claudia Molinari
DATA DI PUBBLICAZIONE: 30 Gennaio 2019



Si scatena la polemica sulla biodinamica Federbio: «E’ legittimata da norme Ue»

Il Presidente risponde all’intervento su Agrisole della Fivs, che chiedeva di tenere la biodinamica fuori dall’Università.

In riferimento all’articolo «L’appello della scienza: fuori dagli atenei l’agricoltura biodinamica», come presidente della Federazione nazionale nata nel 1992 con l’obiettivo di tutelare e favorire lo sviluppo dell’agricoltura biologica e biodinamica mi preme precisare quanto segue.
L’agricoltura biodinamica è normata in Ue dal 1991 da regolamenti europei, gli stessi che riguardano l’agricoltura biologica. A differenza di quanto affermato nell’ articolo relativo all’appello degli appartenenti alla Fisv, vorrei puntualizzare che non esiste la scienza biodinamica o biologica, ma solo le scienze agrarie. L’agricoltura biologica e quindi anche quella biodinamica sono le uniche forme di agricoltura normate e certificate nella Ue in quanto sostenibili e perfettamente allineate alle politiche e alle strategie dell’Unione Europea, com’è facile evincere leggendo i punti del regolamento Ue 848/2018. I prodotti biologici e biodinamici sono quindi gli unici alimenti, assieme a quelli tipici certificati, a poter riportare in etichetta il logo Ue.

FONTE


TESTATA: Agrisole
AUTORE: Paolo Carnemolla
DATA DI PUBBLICAZIONE: 23 gennaio 2019



Disegno di legge sull'agricoltura biologica: FederBio replica al documento “Contributo tecnico scientifico alla discussione”

2. ASPETTI POCO CONOSCIUTI, CONFLITTUALI E NEGATIVI DEL BIOLOGICO

(i) L’evidenza circa la scarsa produttività del biologico
I dati sulle rese unitarie relativi al biologico sono disponibili anche per l’Italia, per quanto sconosciuti agli estensori del documento non essendosi mai occupati di biologico. Proprio la mancanza di conoscenza sulla realtà tecnica e produttiva dell’agricoltura biologica italiana costringe gli autori a dover citare dati di Paesi anche molto differenti rispetto al nostro o dati, come quelli riferiti alla Francia, completamente decontestualizzati e casualmente assortiti. Oltre ai dati dei centri di ricerca del CREA sono disponibili quelli del centro di ricerca federale svizzero FIBL, che da diversi decenni confronta i diversi metodi di produzione proprio per valutarne la diversa efficienza, anche produttiva. La stessa attività che da anni svolgono decine di Università e centri di ricerca in Ue e anche la FAO, il tutto riassunto in una ricerca pubblicata a fine 2017 che smentisce in toto le tesi degli autori del documento:
https://feder.bio/wp-content/uploads/2017/11/Strategies-for-feeding-the-world-more-sustainably-with-organic-agriculture.pdf
Il titolo della ricerca è di per sé esaustivo del ruolo che può svolgere l’agricoltura biologica anche a scala globale per nutrire il Pianeta. Le affermazioni contenute nell’approfondimento 1 riguardo alla presunta arretratezza dell’agricoltura biologica in merito al contrasto alle piante infestanti, ai parassiti e patogeni nonché alla nutrizione tramite concimazione attribuite a tale Cavigelli e ormai vecchie di 11 anni sono smentite oltre che da ben più autorevoli, numerose e aggiornate ricerche anche dalla pratica quotidiana di aziende agricole biologiche italiane di eccellenza. Del resto da diversi anni sono le aziende convenzionali ad essere in crisi e a chiudere progressivamente, poiché ciò che determina la sostenibilità economica delle imprese anche agricole non è solo la quantità prodotta ma la differenza fra costi e ricavi. Produrre molto per vendere i prodotti agricoli sottocosto, come propongono gli autori del documento contro la legge sul biologico, comporta profitti per le aziende che vendono mezzi tecnici e servizi, ma il fallimento delle aziende agricole convenzionali e la schiavitù del lavoro nero nelle campagne.

(ii) La sostenibilità ecologica del biologico a livello di singole aziende
L’affermazione degli autori secondo la quale l’agricoltura biologica dipende dalla sostanza organica prodotta da allevamenti convenzionali alimentati con vegetali coltivati in maniera convenzionale è di per sé la migliore dimostrazione del fatto che è necessario aumentare la conversione al biologico dell’agricoltura e zootecnia italiane per realizzare una vera agricoltura biologica circolare, dunque che la legge in discussione è necessaria. Per il resto le argomentazioni di natura tecnica sono prive di fondamento, anche perché gli autori del documento mostrano anche in questo caso di non conoscere minimamente la realtà tecnica e normativa dell’agricoltura biologica.

(iii) La sostenibilità ecologica del biologico a livello globale
Lo studio della FAO, FIBL e Università già citato nel punto (i) smentisce clamorosamente la tesi degli autori del documento contro la legge sul biologico. Gli studi citati dagli autori del documento nell’approfondimento 4 sono tutti più datati, parziali e decisamente meno autorevoli di quello commissionato dalla FAO. A ulteriore confutazione delle tesi infondate esposte nel documento contro la legge sul biologico citiamo la Carta del biologico di EXPO Milano 2015 e la Carte del biologico del G7 agricoltura di Bergamo:
https://feder.bio/la-carta-del-bio/ e https://feder.bio/wp-content/uploads/2017/07/2045_federbio.pdf

(iv) La sostenibilità del biologico sul piano economico e sociale
Non risulta che la legge in discussione al Senato imponga ai cittadini di acquistare prodotti biologici e tanto meno agli agricoltori di convertire tutte le loro superfici agricole al biologico, dunque la tesi che l’approvazione della legge sul biologico potrebbe provocare “effetti dirompenti sui bilanci dei consumatori” se non addirittura un aumento dei tumori per minor consumo di frutta e verdura appaiono nella migliore delle ipotesi bizzarre congetture di nemici dichiarati dell’agricoltura biologica alla disperata ricerca di argomenti d’effetto.

(v) Il marketing del biologico
È comprensibile la frustrazione degli autori del documento per il fatto che l’agricoltura biologica è l’unica agricoltura sostenibile che dal 1991 è normata a livello Ue e l’unica che consente di mettere sull’etichetta dei prodotti agricoli e alimentari il logo europeo, come per le produzioni tipiche certificate. Del resto l’agricoltura integrata è diventata obbligatoria a partire dal 2014 e, nonostante questo, ingenti risorse pubbliche sono tuttora spese in Italia per diffonderne la pratica, la formazione e la consulenza per gli agricoltori, oltre che per sostenere gli agricoltori che la attuano attraverso la Misura 10 dei PSR che in diverse Regioni italiane è stata attivata con possibilità di raggiungere livelli di contributo per unità di superficie e azienda superiori a quelli previsti per il biologico. È comunque bizzarro chiedere che una legge sull’agricoltura biologica si occupi di promuovere piuttosto l’agricoltura integrata ovvero che non si faccia una legge sull’agricoltura biologica per non sfavorire l’agricoltura integrata. Che non è più una libera scelta degli agricoltori, come la conversione al biologico, ma un obbligo di legge che non necessita quindi di ulteriori atti normativi e tanto meno di risorse per la promozione.

(vi e vii) Circa il reale peso del biologico sul mercato italiano e la sua crescita
Anche in questo caso gli autori del documento nel tentativo di sminuire l’importanza e la dimensione reale del biologico in Italia di fatto sostengono la necessità di una legge che ne promuova efficacemente la crescita. I numeri tuttavia non vanno letti solo in senso assoluto ma anche relativo. Secondo i dati di AC Nielsen sulle vendite dei prodotti confezionati con codice a barre a partire dal 2017 nella GDO circa il 40% dell’incremento delle vendite dei prodotti alimentari su base annua rispetto all’anno precedente si è dovuto ai prodotti biologici. Oltre il 60% dei giovani agricoltori scelgono l’agricoltura biologica,
anche se purtroppo i giovani in agricoltura sono numericamente ancora una percentuale ridotta. Dunque, è già nei fatti che nei prossimi anni la dimensione anche delle superfici coltivate a biologico è destinata a crescere significativamente con il ricambio generazionale, così come crescerà stabilmente il consumo di prodotti biologici perché è in atto anche in questo caso un cambio generazionale e di stili di vita. Non solo in Italia ma in tutto il Pianeta e del resto il mercato per i prodotti biologici italiani è un mercato globale. Tutti fenomeni che gli autori del documento contro la legge sull’agricoltura biologica ignorano.

(viii) Circa i sussidi destinati al biologico italiano
La legge sul biologico non si occupa di sussidi diretti agli agricoltori biologici previsti dalla PAC, in ogni caso i dati elaborati dall’ufficio studi della Camera dei Deputati sono dati ufficiali, le valutazioni espresse dagli autori del documento sono opinioni personali.

(ix) Il biologico fa largo ricorso ai fitofarmaci
I fitofarmaci ammessi in biologico sono quelli previsti dalla normativa europea e nazionale di riferimento, la pretesa degli autori del documento che la legge sull’agricoltura biologica promuova l’informazione sui fitofarmaci non ammessi in biologico oltre che essere assurda testimonia solo, una volta di più, che l’intento degli autori del documento è contrastare l’agricoltura biologica normata dall’Ue perché non incentiva l’utilizzo della chimica di sintesi e vieta l’impiego degli OGM. Appunto perché l’agricoltura biologica non prevede affatto il divieto di impiego di fitofarmaci citare nell’approfondimento 6 uno studio commissionato all’Università Cattolica di Piacenza da AGROFARMA relativo a uno scenario di questo tipo è del tutto fuorviante e non pertinente con il contesto normativo e tecnico dell’agricoltura biologica e della legge di cui si tratta.

(x) Il biologico rifiuta in modo preconcetto l’innovazione
Gli autori del documento contro la legge sull’agricoltura biologica intendono l’innovazione esclusivamente quale l’ingegneria genetica e la chimica industriale di sintesi. Si tratta di una tipologia di innovazione che non è compatibile con i principi dell’agricoltura biologica sanciti anche dal Reg. CE 848/2018, che non vieta affatto altro tipo di innovazione, anzitutto per quanto attiene le tecniche agronomiche e agroecologiche, la lotta biologica, la chimica “verde”, i metodi fisici, il miglioramento genetico, la meccanizzazione, i farmaci omeopatici e fitoterapici, il benessere animale, l’agricoltura di precisione e digitale.

3. LA NECESSITÀ DI UNA LEGISLAZIONE AGRICOLA CHE TUTELI L’INTERESSE GENERALE

(i) L’autosufficienza alimentare da garantire al Paese
Gli squilibri fa produzione agricola nazionale e consumo interno di prodotti alimentari descritti sono frutto delle dinamiche produttive e di mercato dell’agricoltura convenzionale. Il disegno di legge, anche attraverso l’istituzione di un logo nazionale per i prodotti biologici, punta a favorire l’autosufficienza alimentare per il Paese per il settore del biologico, come tassello di una strategia
più complessiva che certamente non può essere messa in campo con questa legge.

(ii) La tutela del diritto ad alimenti salubri
Sono completamente destituite di ogni fondamento le affermazioni degli autori del documento in merito al maggior rischio di contaminazione da micotossine dei prodotti biologici italiani: anche in questo caso vengono utilizzati strumentalmente dati che fanno riferimento ad altri Paesi e per nulla contestualizzati. Esaminando i rapporti del sistema rapido di allerta sanitario dell’Ue su alimenti e mangimi (RAFFS) per il 2018 si può verificare che ci sono state complessivamente 655 allerta per micotossine, solo 11 di queste (cioè l'1,7%) hanno riguardato prodotti biologici (ergo, il 98,3% ha riguardato prodotti non biologici). Inoltre, di quegli 11 casi 8 (72%) hanno riguardato frutta secca di importazione e 1 solo farina di cereale di produzione nazionale. Considerando che la superficie coltivata a biologico in Italia è ormai il 15% è evidente che in proporzione il rischio di contaminazione da micotossine è decisamente più basso nel caso di agricoltura biologica.

(iii) La tutela del territorio e la sua gestione e manutenzione
Com’è noto l’agricoltura biologica da sempre ha precise limitazioni sulle quantità di rame impiegabili e solo negli anni recenti ha raggiunto una superficie coltivata significativa, mentre il rame si utilizza da 150 anni in agricoltura e anche nell’agricoltura integrata, per la quale nel 2018 diverse Regioni hanno consentito impieghi di quantità di rame per unità di superficie anche doppi di quelli ammessi in agricoltura biologica. Se dunque secondo gli autori del documento il rame è un problema questo va risolto limitandone l’impiego in agricoltura convenzionale/integrata. L’agricoltura conservativa con impiego di glifosato è una pratica scarsamente diffusa anche nell’agricoltura convenzionale, dunque anche in questo caso i rischi di erosione dei terreni sono propri dei terreni coltivati ad agricoltura convenzionale/integrata in quanto la presenza di sostanza organica è minore e le lavorazioni meccaniche si svolgono comunque. La maggiore presenza di sostanza organica, la diversa tipologia e profondità delle lavorazioni meccaniche e la copertura vegetale di fatto permanente che caratterizza una buona pratica di agricoltura biologica aumenta notevolmente la resilienza dell’agricoltura agli effetti negativi del cambiamento climatico, in particolare per quanto riguarda eccessi o carenza d’acqua. È infine sufficiente leggere i rapporti di ISPRA sulla qualità delle acque per comprendere che solo una maggiore pratica di agricoltura biologica potrà consentire di ridurre la notevole presenza di sostanze chimiche di sintesi anche nelle acque profonde che alimentano gli acquedotti.

(iv e v) La tutela della libera concorrenza e degli imprenditori agricoli convenzionali
I due capitoli del documento trattano argomenti assai diversi e in maniera molto superficiale. L’inserimento nella legge sull’agricoltura biologica di una delega al Governo per una riforma rigorosa del sistema di certificazione è certamente auspicabile, per il resto è bizzarro pretendere che una legge sull’agricoltura
biologica che è un sistema regolamentato di qualità a livello europeo debba incentivare forme di agricoltura che non hanno analogo rango e riconoscimento normativo in quanto semplici buone pratiche obbligatorie, oltretutto non soggette a certificazione e controlli come nel caso dell’agricoltura biologica.

(vi) La tutela dei redditi dei consumatori
Si ribadisce che non si vede in quale punto del disegno di legge in discussione vi sia obbligo per i consumatori di acquistare prodotti biologici. È invece evidente, leggendo questo paragrafo del documento, come i redattori e sottoscrittori del documento siano degli accaniti sostenitori degli OGM, ambito del tutto estraneo all’agricoltura e ai prodotti biologici per decisione del legislatore europeo.

Bologna, 10 gennaio 2019


Convegno: "La terra grida: è ora di cambiare, cominciamo dall'agricoltura!" - Pistoia, sabato 19 gennaio 2019

 

Si terrà a Pistoia il 19 gennaio il covegno dal titolo ""La terra grida: è ora di cambiare, cominciamo dall'agricoltura!". L'evento è in programma presso la biblioteca San Giorgio, in via Pertini - Auditorium Terzani.

 

Info: 3396134081 Rosanna | 3405995091 Patrizia
alleanzabenicomunipistoia@gmail.com | Centro di Documentazione di Pistoia: 0573-371785

 

 


FederBio soddisfatta per l’approvazione alla Camera della legge sull’agricoltura biologica, ora l’esame passa al Senato

La Camera dei deputati ha approvato a grande maggioranza il testo unificato delle proposte di legge “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”.

La legge, che dovrà seguire l’iter di approvazione al Senato, prevede anche l’introduzione di un logo nazionale che valorizzi le coltivazioni italiane.

Il testo unificato messo a punto dalla Commissione Agricoltura della Camera rispecchia il quadro normativo europeo che riconosce che la produzione biologica è basata sulle migliori pratiche ambientali, su prassi di azione per il clima, su un alto livello di biodiversità, sulla salvaguardia delle risorse naturali e sull’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali.

FONTE


TESTATA: terraoggi.it
DATA DI PUBBLICAZIONE: 8 gennaio 2019