FederBio al Biofach, l'evento mondiale del biologico
federbiohomein primo pianoLa federazione nel biologico italiano chiamata a portare la sua esperienza a un Biofach sempre più in crescita
Bologna, 20 febbraio 2018 - 178 Paesi in cui si pratica l’agricoltura biologica, 87 dei quali con una specifica normativa nazionale, 57,8 milioni di ettari (erano 11 milioni nel 1999, sono 1,8 milioni in Italia), che pesano per l’1,2% della superficie agricola mondiale (ma per il 21,9% in Austria, per il 18,9% in Estonia, per il 19% in Svezia e per il 14,5% in Italia), 2,7 milioni di produttori (72.154 gli operatori in Italia nel 2016), un mercato che vale oltre 80 miliardi di EUR, che equivale a un consumo pro capite di 11 EUR/anno a livello globale, ma è di 274 EUR in Svizzera, 227 in Danimarca, 197 in Svezia.
La fotografia della produzione biologica restituita dal salone Biofach (9 padiglioni affollati da 3.200 espositori da una novantina di Paesi del mondo, molti rimasti in lista d’attesa) chiusosi a Norimberga è impressionante e conferma ancora una volta che si tratta del comparto più in crescita di tutto l’agroalimentare a livello globale.
Nella UE la superficie coltivata senza un grammo di sostanze chimiche di sintesi è aumentata nell’ultimo anno del l’8,2% (del 20,3% in Italia, record assoluto in Europa), i produttori del 7% (del 20,3% in Italia, altro record).
Quest’anno l’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane ha organizzato la partecipazione collettiva di circa 25 aziende (olio di oliva e aceto balsamico, pasta fresca e secca, dolciumi, pasticceria, cereali, farina e riso, formaggio e vino, conserve di frutta e verdura, ortofrutta e specialità regionali); l’Italia, maggior esportatore europeo (prodotti per un controvalore di quasi 2 miliardi di EUR venduti in tutto il mondo, che si aggiungono agli oltre 3 miliardi di consumi sul mercato interno) è stata ancora una volta il primo Paese per numero di espositori, dopo i padroni di casa tedeschi.
"La politica agricola comune europea deve orientarsi spendendo il denaro dei contribuenti per sostenere gli agricoltori che proteggono l'ambiente, gli animali, l'acqua, la biodiversità e il clima. Gli agricoltori biologici dimostrano anno dopo anno che la loro scelta è vincente dal punto di vista ecologico, ma anche economico”, commenta Matteo Bartolini, vice presidente di FederBio.
FederBio è stata chiamata a presentare la propria esperienza nell’ambito di due convegni tecnici del Congresso internazionale.
In particolare si è trattato del convegno di presentazione dei risultati del progetto biennale BIOFOSF “Strumenti per la risoluzione dell’emergenza “fosfiti” nei prodotti ortofrutticoli biologici”,che vede FederBio partner del Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, di organizzazioni di produttori biologici (BRIO, Apofruit, BioTropic) e di Assofertilizzanti.
Le conclusioni del progetto,che hanno indotto il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali a un interrvento a tutela dei consumatori e dei produttori biologici, con un aumento dei controlli sui concimi organici e sui prodotti per la protezione delle piante attualmente in commercio, rivedendo la normativa nazionale sui concimi e fornendo direttive sull'interpretazione dei referti delle analisi, sono state attentamente seguite da una sala stracolma (la tematica è stata approfonidta dall'Italia, ma è d'interesse europeo) di ricercatori, autorità nazionali, politici e agricoltori.
L'altro incontro tecnico al quale FederBio è stata chiamata a presentare la sua esperienza è stato sul livello raggiunto dalla ricerca sulla trasformazione dei prodotti biologici, tema particolarmente centrale, dato che nella produzione biologica non solo si evitano i pesticidi chimici di sintesi, ma è drasticamente ridotto il numero di additivi.
La ricerca delle aziende biologiche italiane ha portato alla ripetuta vittoria del premio per il prodotto più innovativo e a decine di brevetti internazionali, garantendo al settore nazionale una forte posizione sul mercato globale.
La federazione ha anche incontrato le organizzazioni sorelle di altri Paesi per rafforzare i rapporti e definire forme di cooperazione internazionale, soprattutto in seno alle attività di IFOAM EU.
Fruttuosi scambi di opinioni sono avvenuti in particolare tra la delegazione di FederBio e quelle tedesca, francese, olandese e spagnola, gettando le basi per sempre più strette collaborazioni sin dal prossimo futuro.
Il dialogo si è incentrato principalmente sulla riforma della PAC, con un focus particolare sull’obiettivo “Public money for public goods”, sulla base della convinzione comune che sia necessario agire immediatamente, con proposte forti, concrete e condivise, al fine di influenzare quanto più possibile il testo finale del nuovo regolamento di settore che il parlamentop europeo esaminerà a marzo, con l'obiettivo di farne un valido strumento per lo sviluppo e il successo del settore negli anni a venire.
FederBio (feder.bio) è una federazione di rilevanza nazionale nata nel 1992, per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, avente l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. È socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione. Attraverso le organizzazioni attualmente associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, in cui si riconoscono le principali realtà attive in Italia nei settori della produzione, trasformazione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio. La Federazione è strutturata in sezioni soci tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni Culturali. FederBio è dunque un’entità multiprofessionale, tesa a migliorare e ad estendere la qualità e la quantità del prodotto alimentare ottenuto con tecniche di agricoltura biologica e biodinamica, attraverso regole deontologiche e professionali, in linea con le norme cogenti e con le direttive IFOAM. In particolare, FederBio intende garantire la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati, vincolati in questo senso da un Codice Etico e si preoccupa di verificare l’applicazione degli standard comuni.
Per ulteriori informazioni:
Delia Ciccarelli
Delia.Ciccarelli@bm.com
Tel. +390272143590
Mobile +383483179924
Marta Andena
Marta.Andena@bm.com
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Workshop: Risoluzione dell’emergenza “fosfiti” nei prodotti dell’ortofrutta biologica: risultati della ricerca e strategie politiche. Progetto Biofosf - Norimberga,15 febbraio - Biofach 2018
Biofach 2018
h.10.00 Room Budapest, NCC Ost
La qualità e la sicurezza del cibo sono un imperativo nella produzione biologica. Recentemente, la rilevazione di residui di acido fosforoso in alcuni prodotti biologici sta diventando un problema rilevante per il mercato dell'UE, essendo l’etilfosfonato ed il fosfito non consentiti entro il Reg. EC n.889/2009. Per comprenderne l'origine, nel 2016 l’Ufficio PQAI 1 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha finanziato il progetto biennale BIOFOSF "Strumenti per la risoluzione dell’emergenza “fosfiti” nei prodotti ortofrutticoli biologici", coordinato dal CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria). Il progetto BIOFOSF ha coinvolto tre centri di ricerca italiani CREA, Federbio, diversi produttori biologici (BRIO, Apofruit, BioTropic) e la principale associazione italiana di produttori di fertilizzanti (Assofertilizzanti).
Il workshop proposto aprirà una discussione tra ricercatori, politici e agricoltori sugli LMR e sulle potenziali cause di residui di acido fosfonico nei prodotti biologici, sulla base dei risultati emersi dal progetto. Per valutare le potenziali fonti “nascoste” di residuali di ac. fosforoso, sono state realizzate prove sperimentali di campo su colture ortofrutticole bio, applicando concimi organici, inorganici e prodotti per la protezione ammessi in biologico, valutando poi il contenuto residuo di acfosforoso/etilfosfonico nel prodotto al commercio e nei tessuti vegetali. Tali sistemi bio sono stati quindi confrontati con altri convenzionalmente gestiti, utilizzando sali di etilfosfonato o di fosfito. Il progetto ha previsto anche uno studio della cinetica di degradazione dei prodotti a base di fosetyl ed il loro potenziale effetto residuo a lungo termine su colture arboree.
I risultati hanno confermato che non erano presenti fosfiti se non direttamente applicati: la presenza di acido fosfonico nei tessuti vegetali, senza rilevamento di acido etilfosfonico, potrebbe essere dovuta al verificarsi dif osfiti in alcuni tipi di fertilizzanti organici ammissibili nell'allegato I, come estratti di alghe.
D'altra parte la rilevazione dell'acido fosforoso è stata messa in relazione con una significativa presenza di fosfito o di fosetyl in alcune formulazioni commerciali di rame consentite nell'agricoltura biologica, contaminazione che peraltro sembra perdurare anche per diversi anni dopo l'applicazione in colture arboree (i.e. piante di pero).
Al fine di risolvere tale emergenza, il Mipaaf ha quindi lanciato una serie di misure correttive per proteggere sia i coltivatori biologici che i consumatori:
i) l'aumento dei controlli sui concimi organici e prodotti per la protezione ammessi in bio attualmente in commercio, con il supporto degli
Organismi di controllo ufficiali italiani;
ii) la revisione dell'Allegato 13 alla normativa italiana sui concimi (D.Lgs. 75/2010);
iii) una modifica dell’attuale interpretazione dell’RT-16 (Direttive per l'accreditamento di Organismi che rilasciano dichiarazioni di conformità di prodotti biologici e alimenti in conformità ai Regolamenti CE n.834 / 2007 e successive integrazioni e modifiche), che attribuisce ad un “falso positivo” la rilevazione del solo ac. fosforoso, in assenza di ac. etilfosfonico.
Relatori
o Giacomo Mocciaro -Official / Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MIPAAF)
o Carlo Bazzocchi - Consultant / FEDERBIO - Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica
o Alessandra Trinchera - Researcher / Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA)
Modera
Cristina Micheloni - Comitato Scientifico AIAB / Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica (AIAB)
Partecipazione italiana alla fiera BIOFACH 2018
in primo pianoNorimberga, 14 - 17 Febbraio 2018, Padiglione 4 (Stand 549/651)
Si rinnova anche quest’anno, a Febbraio, l’evento fieristico leader per i prodotti alimentari biologici che si terrà a Norimberga.
La Fiera BIOFACH, che avrà dal 14 al 17.02.2018 (parallelamente alla fiera VIVANESS per i cosmetici naturali), vanterà più di 50.000 visitatori specializzati provenienti da oltre 100 paesi che verranno ad incontrare i 3.235 espositori che presenteranno i propri prodotti alla 29° edizione della manifestazione.
L’importanza dell’Italia nel campo dei prodotti alimentari biologici sarà particolarmente visibile in una fiera in cui il nostro Paese con 410 espositori avrà la presenza più folta dopo la Germania, padrona di casa.
Il valore del mercato biologico in Italia ammonta a circa 3,4 miliardi di Euro (dati 2016, ultimi disponibili in quanto le statistiche ufficiali non evidenziano tale categoria). A questo si aggiungono 1,95 miliardi di EUR di export (+16% rispetto al 2015), dato che pone l’Italia al primo posto in Europa tra i Paesi esportatori di prodotti biologici: circa il 35% del fatturato del biologico italiano deriva dall’export. I prodotti biologici pesano per il 5% del totale di esportazioni di food italiane, e il loro valore è quintuplicato dal 2008.
Tra i principali partner commerciali per l’export italiano di prodotti biologici, troviamo la Germania (circa 350 milioni di EUR), la Francia (circa 350 milioni di EUR), il BeNeLux (circa 210 milioni di EUR), la Scandinavia (circa 175 milioni di EUR), gli Usa (circa 160 milioni), seguono Austria, Spagna, Paesi dell’est Europa, Svizzera, Canada, altri Paesi terzi (assieme circa 160 milioni) e altri Paesi europei (assieme circa 100 milioni).
L’ICE - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, ha curato per questa edizione l’organizzazione di una collettiva su una superficie complessiva di 265 m2 dove 23 aziende presenteranno una vasta gamma di prodotti innovativi.
Tra di essi squisite tipologie di olio di oliva e aceto balsamico, pasta fresca e secca, dolciumi, pasticceria, cereali, farina e riso, prodotti a base di pesce, formaggio e vino, conserve di frutta e verdura, limone e noci fino a specialità regionali di coltivazione biologica.
L’obiettivo consiste nel supportare la promozione dei prodotti biologici e l’ingresso delle aziende italiane del settore alimentare sul mercato internazionale. A tal proposito l’Agenzia ha realizzato una vasta campagna pubblicitaria per promuovere la partecipazione italiana, e in particolare la collettiva ICE, all'evento fieristico BIOFACH.
Tutti i visitatori internazionali specializzati sono invitati a contattare gli espositori italiani presso la collettiva ICE nel Padiglione 4 Stand 549/651
Lo staff del settore alimentare dell’ICE-Agenzia, Ufficio di Berlino, sarà a disposizione per fornire ai visitatori e alle aziende italiane informazioni sulle produzioni italiane e sul mercato tedesco, nonché sui servizi di internazionalizzazione offerti dalla nostra Agenzia.
Maggiori informazioni sugli espositori della collettiva ICE alla BIOFACH 2018 sono disponibili
al link: http://italyatbiofach2018.ice.it.
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Per ulteriori informazioni:
ICE - Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane
Sezione per la Promozione degli Scambi
dell'Ambasciata d'Italia
ICE - Italienische Agentur für Außenhandel
Büro für Handelsförderung der italienischen Botschaft
Il Direttore Fabio Casciotti
Schlüterstr. 39
10629 Berlino
Tel.: +49 (0)30 884403-0
Fax +49 (0)30 884403-10
Email: berlino@ice.it
FederBio plaude la nascita del comando carabinieri per la tutela agroalimentare
federbiohomeFederBio plaude la nascita del comando carabinieri per la tutela agroalimentare
Carnemolla: il comando rappresenta per gli operatori biologici onesti la migliore garanzia di un presidio efficace a tutela del mercato
Bologna, 14 febbraio 2018 – L’Arma dei carabinieri ha reso noto che per effetto del decreto legislativo 228/2017 e per riconfigurazione del comando carabinieri Politiche agricole alimentari è stato costituito il comando carabinieri per la Tutela Agroalimentare.
Nato in data 12 febbraio 2018, il nuovo comando guidato dal colonnello Luigi Cortellessa si inserisce tra i reparti speciali dell'arma e costituisce un importante comparto di specialità a presidio dei diritti e della tutela degli operatori e dei consumatori.
L’unità composta, da militari altamente specializzati nelle plurime e complesse fonti normative a presidio della produzione agricola e alimentare, è oggi articolata in una struttura centrale, uffici del comando e reparto operativo e su una struttura periferica di cinque reparti Tutela Agroalimentare, con competenza interregionale (Torino, Parma, Roma, Salerno e Messina).
FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, accoglie positivamente questa riorganizzazione sottolineandone l’importanza sul versante del ruolo e operativo. Il nuovo comando si occuperà del settore agroalimentare in maniera esplicita ed essendo un reparto speciale dei CC, sarà di fatto equiparato ai NAS.
Commenta Paolo Carnemolla, presidente di FederBio: “Il nuovo ruolo assunto dal Comando Carabinieri per la tutela agroalimentare è un segnale importante anche per il settore biologico, la cui crescita sempre più veloce e diffusa deve avvenire in una cornice di assoluto rigore e legalità per mantenere la fiducia dei consumatori. Abbiamo estremo bisogno di semplificazione e di maggiore efficacia nei controlli lungo tutta la filiera e anche per le importazioni. Il Colonnello Cortellessa e i militari del suo Comando sono per gli operatori biologici onesti la migliore garanzia di un presidio efficace a tutela del mercato che ora potrà operare con ancora maggiore capacità e con il quale FederBio intende collaborare pienamente.”
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Delia Ciccarelli
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Dinamico, solido e in crescita: tutti i record del biologico europeo
homePer Paolo Carnemolla, presidente di FederBio, la discussione sulla riforma della politica agricola comune deve tenere conto del ruolo strategico della conversione al biologico per l’agricoltura e i territori rurali di tutta Europa
Bologna, 25 gennaio 2018 – Con un’avanzata da 400mila ettari l’anno e con un incremento di superfici dedicate all’agricoltura bio del 18,7%, il settore più dinamico dell’agricoltura europea è quello biologico.
I dati rilevati da Eurostat fotografano un settore che, dal 2012 al 2016, è in costante crescita con risultati da record relativi all’incremento delle superifici coltivate e al sempre più consistente numero di produttori che decidono di lasciare l’agricoltura tradizionale per abbracciare il metodo biologico.
Nell’UE, infatti, 11,9milioni di ettari certificati bio o in via conversione - il 6,7% della superficie agricola totale utilizzata (Sau) – sono gestiti da 295.600 produttori biologici registrati, che operano in un solido mercato comunitario dal valore di 27 miliardi di euro: il 125% in più rispetto a 10 anni fa.
Un settore florido che ha trovato nell’Italia uno dei Paesi più ricettivi ad accogliere le innovazioni del biologico. Il Bel Paese si posiziona ai primi posti della classifica europea per le maggiori estensioni coltivate, il maggior numero di produttori e per la quota più elevata di aree a biologico sul totale delle superfici coltivate.
Secondo le elaborazioni effettuate dal Sinab, il comparto biologico italiano ha mostrato una crescita senza precedenti: dal 2015 al 2016 le superfici e gli operatori bio sono aumentati del 20% arrivando a coprire 1,8 milioni di ettari e circa il 14,5% della superficie agricola utilizzata, mentre si registrano oltre 70mila aziende bio, vale a dire il 4,4% del totale nazionale.
Una crescita che trova la sua giustificazione nei risultati di mercato: nel 2016 le vendite dei prodotti biologici hanno toccato quota 3 miliardi di euro, registrando dal 2015 un +14% sul mercato interno e un +15% sul mercato esterno, con un aumento dell’export per circa 2 miliardi di euro.
L’Unione Europea riconosce il valore dell’agricoltura biologica come alternativa per un modello agricolo comunitario più sostenibile e competitivo e lo fa attraverso fondi specifici previsti nei programmi di sviluppo e nuove regole su produzione e commercializzazione dei prodotti bio.
Queste novità si pongono l’obiettivo di garantire ai prodotti importati gli stessi standard di qualità di quelli europei, di ridurre i costi per le piccole aziende attraverso l’introduzione di certificazioni di gruppo e, infine, di estendere i controlli a tutta la filiera riducendone la frequenza ai produttori che si sono dimostrati in regola dopo diverse ispezioni.
Commenta Paolo Carnemolla, presidente di FederBio: “A questi dati eclatanti della crescita delle superfici coltivate a biologico in UE va aggiunto il fatto che il biologico è l’unico settore che sta contrastando la perdita di occupazione e imprese nell’agricoltura europea, dunque è necessario che la discussione in corso sulla riforma della politica agricola comune (PAC) tenga conto del ruolo strategico della conversione al biologico per l’agricoltura e i territori rurali di tutta Europa”
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Convegno: Seme certificato per una filiera veramente tracciata - Castello della Rancia Tolentino (MC), 25 gennaio 2018
Seme certificato per una filiera veramente tracciata.
Il contributo del settore sementiero per la qualità dell’agroalimentare italiano.
Giovedì 25 gennaio 2018
TRACCIABILITÀ E SEME CERTIFICATO: VALORE AGGIUNTO PER I PRODUTTORI, GARANZIA PER I CONSUMATORI
Angelo Frascarelli, Università degli Studi di Perugia
o Uso del seme certificato tra i criteri di gestione obbligatori della nuova PAC
o Seme certificato e agricoltura di precisione: le possibili relazioni
Michele Pisante, Crea
o Ricerca pubblica per il settore sementiero: lo stato dell’arte a fronte della ristrutturazione del CREA
o Criticità dell’attuale sistema di certificazione e nuove possibili soluzioni
Eugenio Tassinari, Convase
o Impianto normativo sementiero per la certificazione delle sementi: come migliorarlo
o Il futuro del servizio di certificazione: evoluzione verso una maggiore efficienza
Paolo Carnemolla, FederBio
o I vantaggi del seme certificato nelle produzioni bio
o L’importanza di un sistema di certificazione virtuoso per il biologico
Franco Brazzabeni, Assosementi
o Mancato impiego di seme certificato: le problematiche per tutta la filiera
o Seme non certificato: soluzioni per contrastare il fenomeno e valorizzare il settore
Stefano Barbieri, Sicasov
o Proprietà intellettuale: l’impegno della Francia a tutela del settore sementiero
o Illegalità: un impianto normativo chiaro a sostegno dei costitutori
DAGLI ACCORDI INTERPROFESSIONALI ALLA LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE: MODELLI DI COLLABORAZIONE A LIVELLO NAZIONALE E LOCALE TRA SETTORE SEMENTIERO E ISTITUZIONI
• Modelli di collaborazione virtuosi tra settore sementiero e istituzioni
• Evoluzione della PAC e scenari per il settore sementiero
o Simona Caselli, Regione Emilia Romagna
o Anna Casini, Regione Marche
o Bruno Caio Faraglia, Mipaaf
• Affrontare le criticità in un contesto di filiera per tutelare i consumatori
• Azioni e strategie per creare la cultura del seme certificato presso gli agricoltori
o Massmiliano Giansanti, Confagricoltura
o Dino Scanavino, Cia
o Emanuele Occhi, Coldiretti
o Franco Verrascina, Copagri
o Cosimo De Sortis, Italmopa
o Giuseppe Carli, Assosementi
Info:
Simone Iemmolo
Haiku RP Srl a socio unico
Via Vittoria Colonna 50
20149 Milano
Tel. +39 02 4351 1671 - Fax +39 02 4399 3408
Workshop: Strategie di aggregazione dell’offerta dei prodotti agricoli biologici per fronteggiare una domanda in crescita e sempre più esigente. - Ancona, 19 gennaio 2018
Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali - UNIVPM - Aula 140/D4
Via Brecce Bianche 10, Ancona
PROGRAMMA
14.30 | SALUTI DI BENVENUTO
Sauro Longhi, Rettore dell’Università Politecnica delle Marche
Nunzio Isidoro, Direttore Dip. D3A, Università Politecnica delle Marche
14.40 | Il Ruolo di FEDERBIO nell’aggregazione dell’offerta
Paolo Carnemolla, Presidente Federbio
15.00 | Le Organizzazioni di Produttori (OP) per l’organizzazione dell’offerta dei prodotti biologici
Andrea Bordoni, Servizio Agricoltura della Regione Marche
15.20 | Il modello organizzativo CONMARCHEBIO
Francesco Torriani, Presidente Consorzio Marche Biologiche
15.40 | I Progetti di Filiera di ECOR
Fabio Brescacin, Presidente Ecor-NaturaSì
16.00 | Il Biologico nella GDO: tendenze, opportunità e
prospettive
Massimo Krogh, Coop. Alleanza 3.0
INTRODUZIONE E MODERAZIONE
Raffaele Zanoli, Professore di Marketing Agroalimentare
dell’Università Politecnica delle Marche
Attività realizzata nell'ambito del Corso in Gestione della Conversione alle produzioni Agro-Alimentari Biologiche e Biodinamiche.
Per informazioni
tel. 0712204804
f.solfanelli@staff.univpm
Carnemolla (FederBio) e Zanoni (AssoBio) a governo e parlamento: disappunto profondo per mancata calendarizzazione del DDL sull'agricoltura biologica
AssoBioDdl sul biologicofederbioMilano, 11 dicembre 2017 - FederBio e AssoBio esprimono profondo disappunto per la mancata calendarizzazione in aula al Senato, entro la fine della legislatura, della discussione del ddl sull’agricoltura biologica già approvato dalla Camera e dalla Commissione Agricoltura di Palazzo Madama.
“Siamo consapevoli delle difficoltà legate al grande numero di provvedimenti in attesa del voto dell’Aula e dei tempi molto stretti della legislatura corrente, tuttavia riteniamo che la Legge Nazionale sul settore biologico debba rientrare nelle priorità di voto per motivi che attengono l’interesse del Paese”, fa sapere il presidente della federazione interprofessionale del settore FederBio, Paolo Carnemolla per il quale “la sola riforma del sistema di certificazione, affidata con delega al Governo ma ancora in itinere, non può essere considerata sufficiente se nel contempo non si interviene anche su tutti gli aspetti toccati dal provvedimento già approvato a larghissima maggioranza alla Camera e in Commissione al Senato. Fallire anche in questa legislatura questa opportunità di supporto e organizzazione per uno dei settori più dinamici e promettenti per la crescita dell’Italia significherebbe indurre sfiducia nelle Istituzioni, un messaggio assai grave e pericoloso, proprio perché del tutto incomprensibile, visto che manca solo un voto in Aula per chiudere un percorso partecipato e lungo”.
“Sollecitiamo quindi le forze politiche responsabili presenti in Senato a chiedere l’inserimento del disegno di legge nel calendario dei lavori dell'Assemblea: si tratta di uno strumento per sviluppare la sostenibilità di cui il sistema agroalimentare del Paese ha assoluto bisogno”, aggiunge Zanoni presidente di AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici (cui aderiscono le maggiori aziende italiane con un fatturato di oltre un miliardo di euro l'anno) che non nasconde il disappunto dell’Associazione. “La mancata approvazione entro l’imminente fine della legislatura di un testo - continua infatti Zanoni - che è pacificamente condiviso da tutte le forze parlamentari rinvierà sine die gli investimenti nella ricerca, la valorizzarizzazione delle produzioni dei nostri territori e il benefico impatto dello sviluppo dell’agricoltura sostenibile sul nostro ambiente, ormai pesantemente inquinato da un’agricoltura intensiva che non può più costituire il modello di produzione e di consumo".
“Francamente non se ne può più - rilancia il presidente di FederBio Carnemolla - da vent’anni i ministri alle politiche agricole che si sono succeduti han fatto a gara nel definirci la punta di diamante dell’agroalimentare italiano e prometterci che avrebbero reso più forte il comparto con scelte concrete. La scelta concreta che vediamo è quella della mancata calendarizzazione della discussione al Senato di una votazione che si risolverebbe in mezz’ora, tanto è diffuso il consenso. Questa precisa scelta politica non è certamente il trattamento da riconoscere a un’attività che si definisce d’interesse nazionale e rischia di dimostrare per l’ennesima volta la lontananza delle istituzioni dal Paese reale”.
Zanoni ricorda inoltre che “il settore biologico italiano è al primo posto in Europa per numero di aziende, oltre il 14% della superficie agricola nazionale è coltivata con metodo biologico, senza un grammo di pesticidi chimici di sintesi. Siamo l’unico settore dell’agroalimentare in crescita: solo l’anno scorso il numero delle aziende e delle superfici è cresciuto del 20%, creando occupazione, gettito fiscale, salvaguardia ambientale. Siamo al primo posto in Europa per l’export, e sul mercato interno, mentre i consumi alimentari convenzionali ristagnano, da una decina d’anni il consumo di prodotti biologici aumenta a doppia cifra”.
Mentre Carnemolla sottolinea che “l’agroalimentare biologico ormai dal 2008 e ancor più negli ultimi due anni ha dato un contributo fondamentale alla crescita dei consumi alimentari in Italia (secondo i dati AC NIELSEN gli si deve circa il 40% della ripresa nella GDO nel 2016), all’insediamento di giovani nelle imprese
agricole, all’immagine e alla crescita del Made in Italy all’estero e quindi anche all’occupazione. Tutto questo garantendo qualità alimentare e ambientale, dunque salute, biodiversità e paesaggio.”
A differenza degli altri sistemi di qualità regolamentati a livello europeo - vini e prodotti tipici – che possono contare su un quadro normativo nazionale ormai consolidato, il settore biologico attende ormai da tre legislature un inquadramento legislativo che consenta di risolvere le molte criticità che, altrimenti, rischiano di minare una delle poche opportunità di futuro per l’agricoltura del nostro Paese.
FederBio (feder.bio) è una federazione di rilevanza nazionale nata nel 1992, per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, avente l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. È socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione. Attraverso le organizzazioni attualmente associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, in cui si riconoscono le principali realtà attive in Italia nei settori della produzione, trasformazione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.
La Federazione è strutturata in sezioni soci tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni Culturali. FederBio è dunque un’entità multiprofessionale, tesa a migliorare e ad estendere la qualità e la quantità del prodotto alimentare ottenuto con tecniche di agricoltura biologica e biodinamica, attraverso regole deontologiche e professionali, in linea con le norme cogenti e con le direttive IFOAM. In particolare, FederBio intende garantire la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati, vincolati in questo senso da un Codice Etico e si preoccupa di verificare l’applicazione degli standard comuni.
Fonte: Terraevita.it
Autore: Guido Trebbia
Carnemolla (FederBio) e Zanoni (AssoBio) a governo e parlamento: disappunto profondo per mancata calendarizzazione del DDL sull'agricoltura biologica
AssoBioDdl sul biologicofederbioMilano, 11 dicembre 2017 – FederBio e AssoBio esprimono profondo disappunto per la mancata calendarizzazione in aula al Senato, entro la fine della legislatura, della discussione del ddl sull’agricoltura biologica già approvato dalla Camera e dalla Commissione Agricoltura di Palazzo Madama.
“Siamo consapevoli delle difficoltà legate al grande numero di provvedimenti in attesa del voto dell’Aula e dei tempi molto stretti della legislatura corrente, tuttavia riteniamo che la Legge Nazionale sul settore biologico debba rientrare nelle priorità di voto per motivi che attengono l’interesse del Paese”, fa sapere il presidente della federazione interprofessionale del settore FederBio, Paolo Carnemolla per il quale “la sola riforma del sistema di certificazione, affidata con delega al Governo ma ancora in itinere, non può essere considerata sufficiente se nel contempo non si interviene anche su tutti gli aspetti toccati dal provvedimento già approvato a larghissima maggioranza alla Camera e in Commissione al Senato. Fallire anche in questa legislatura questa opportunità di supporto e organizzazione per uno dei settori più dinamici e promettenti per la crescita dell’Italia significherebbe indurre sfiducia nelle Istituzioni, un messaggio assai grave e pericoloso, proprio perché del tutto incomprensibile, visto che manca solo un voto in Aula per chiudere un percorso partecipato e lungo”.
“Sollecitiamo quindi le forze politiche responsabili presenti in Senato a chiedere l’inserimento del disegno di legge nel calendario dei lavori dell’Assemblea: si tratta di uno strumento per sviluppare la sostenibilità di cui il sistema agroalimentare del Paese ha assoluto bisogno”, aggiunge Zanoni presidente di AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici (cui aderiscono le maggiori aziende italiane con un fatturato di oltre un miliardo di euro l’anno) che non nasconde il disappunto dell’Associazione. “La mancata approvazione entro l’imminente fine della legislatura di un testo – continua infatti Zanoni – che è pacificamente condiviso da tutte le forze parlamentari rinvierà sine die gli investimenti nella ricerca, la valorizzarizzazione delle produzioni dei nostri territori e il benefico impatto dello sviluppo dell’agricoltura sostenibile sul nostro ambiente, ormai pesantemente inquinato da un’agricoltura intensiva che non può più costituire il modello di produzione e di consumo”.
“Francamente non se ne può più – rilancia il presidente di FederBio Carnemolla – da vent’anni i ministri alle politiche agricole che si sono succeduti han fatto a gara nel definirci la punta di diamante dell’agroalimentare italiano e prometterci che avrebbero reso più forte il comparto con scelte concrete. La scelta concreta che vediamo è quella della mancata calendarizzazione della discussione al Senato di una votazione che si risolverebbe in mezz’ora, tanto è diffuso il consenso. Questa precisa scelta politica non è certamente il trattamento da riconoscere a un’attività che si definisce d’interesse nazionale e rischia di dimostrare per l’ennesima volta la lontananza delle istituzioni dal Paese reale”.
Zanoni ricorda inoltre che “il settore biologico italiano è al primo posto in Europa per numero di aziende, oltre il 14% della superficie agricola nazionale è coltivata con metodo biologico, senza un grammo di pesticidi chimici di sintesi. Siamo l’unico settore dell’agroalimentare in crescita: solo l’anno scorso il numero delle aziende e delle superfici è cresciuto del 20%, creando occupazione, gettito fiscale, salvaguardia ambientale. Siamo al primo posto in Europa per l’export, e sul mercato interno, mentre i consumi alimentari convenzionali ristagnano, da una decina d’anni il consumo di prodotti biologici aumenta a doppia cifra”.
Mentre Carnemolla sottolinea che “l’agroalimentare biologico ormai dal 2008 e ancor più negli ultimi due anni ha dato un contributo fondamentale alla crescita dei consumi alimentari in Italia (secondo i dati AC NIELSEN gli si deve circa il 40% della ripresa nella GDO nel 2016), all’insediamento di giovani nelle imprese agricole, all’immagine e alla crescita del Made in Italy all’estero e quindi anche all’occupazione. Tutto questo garantendo qualità alimentare e ambientale, dunque salute, biodiversità e paesaggio.”
A differenza degli altri sistemi di qualità regolamentati a livello europeo – vini e prodotti tipici – che possono contare su un quadro normativo nazionale ormai consolidato, il settore biologico attende ormai da tre legislature un inquadramento legislativo che consenta di risolvere le molte criticità che, altrimenti, rischiano di minare una delle poche opportunità di futuro per l’agricoltura del nostro Paese.
FederBio a SANA 2017: quale regolamento per potenziare la crescita del biologico europeo?
SANAFederBio aprirà il 29° Salone Internazionale del biologico e del naturale con un convegno dedicato all’importanza di un quadro normativo comunitario capace di consolidare la crescita dell’agricoltura biologica.
Bologna, 05 settembre 2017 - Apre venerdì 8 settembre SANA 2017 - il Salone internazionale del biologico e del naturale - organizzato da BolognaFiere con la storica collaborazione di FederBio.
Aziende, operatori, buyer e appassionati si danno appuntamento nel Quartiere fieristico di Bologna per la quattro giorni di riferimento del mondo del biologico e del naturale, ricca di appuntamenti tradizionali e molte novità.
In prima linea nella promozione dei punti di forza e delle ultime opportunità del comparto biologico e biodinamico, FederBio approfondirà, in occasione di convegni e workshop tematici, alcuni degli argomenti più attuali e importanti per lo sviluppo del settore: la riforma del regolamento europeo, la necessità dei servizi alle imprese, la sostenibilità ambientale e i nuovi dati del mondo bio.
Sarà proprio il dibattito sul nuovo quadro normativo europeo in materia di agricoltura biologica ad inaugurare la prima giornata del SANA 2017.
L’8 settembre 2017 alle ore 11:00 presso Sala Concerto, il convegno - Quale regolamento per potenziare la crescita del biologico europeo? - vedrà confrontarsi i rappresentanti delle principali organizzazioni europee del settore col Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali sugli aspetti della riforma del regolamento europeo necessari per sostenere l’affermazione del biologico come forma di agricoltura maggioritaria.
Commenta Paolo Carnemolla, presidente di FederBio: “I dati sul comparto biologico confermano l’andamento di crescita significativo. Solo in Italia nel 2016 si sono registrati incrementi record: +20% di aziende agricole, +25% di imprese di trasformazione e +20% di superfici agricole coltivate a metodo biologico. Una crescita dovuta anche ai cambiamenti del mercato, nel 2016 la domanda di prodotti bio ha infatti raggiunto il valore di 4.744 milioni di euro, sancendo come questa filosofia di consumo sia diventata parte del carrello degli italiani.
Ci troviamo di fronte a uno scenario in cui l’agricoltura convenzionale sta perdendo sempre più competitività e redditività mentre il metodo biologico e il consumo di prodotti bio si stanno affermando in Italia e nel mondo. A fronte di questi positivi cambiamenti, le Autorità e le organizzazioni del settore sono chiamate a collaborare per definire e implementare strumenti normativi comunitari capaci di valorizzare e sostenere la crescita del comparto biologico nel pieno rispetto degli alti standard qualitativi che contraddistinguono il settore.”
Sempre venerdì 8 settembre alle ore 16.30 si terrà presso la Sala Notturno il Convegno - Servizi alle imprese: Il Salto di Qualità Per Il Biologico Italiano. L’incontro vuole sottolineare come un sistema multidisciplinare di servizi alle imprese sia necessario per la crescita qualitativa del biologico italiano.
Il convegno rappresenterà l’occasione per presentare FederBio Servizi, la società di consulenza, nata dall’esperienza di FederBio nel supportare e sostenere il mondo biologico, per contribuire alla crescita culturale, sociale, tecnica ed economica di tutte le componenti della filiera biologica e biodinamica (www.federbioservizi.it).
FederBio sarà presente in fiera presso il padiglione 26, stand C82/C84.








