6° Conferenza internazionale sulle scienze dell'agricoltura biologica (ICOAS) - Eisenstadt, Austria, 7-9 novembre 2018
Mercoledì 7 novembre - venerdì 9 novembre 2018
“Sviluppi dinamici nella ricerca relativa al biologico: rafforzare i partenariati in tutta Europa e oltre” è il tema della sesta conferenza internazionale ICOAS, che si svolgerà ad Eisenstadt.
Dopo tre Conferenze scientifiche sull'agricoltura biologica nell'Europa centrale e orientale tenute dal ‘Czech Bioinstitute’ battezzate ‘Bioacademy’ a Lednice na Moravě e a Praga, nel 2012 gli organizzatori concordarono di ampliare lo scopo della conferenza e lanciare un evento scientifico internazionale per la ricerca sull'agricoltura biologica da realizzarsi nell'Europa centrale e orientale. ICOAS 2013 fu così ospitato in Ungheria, e ICOAS 2015 in Slovacchia.
Per la prima volta, ICOAS 2018 si terrà in Austria. Dopo una lunga collaborazione in vari settori agricoli, FiBL Austria ed Esterhazy Betriebe GmbH hanno deciso di ospitare ICOAS 2018 a Eisenstadt, situata nell'Austria orientale, luogo ideale per la conferenza, un ponte tra i paesi dell'Europa centrale e orientale. Inoltre, il Palazzo Esterházy è stato scelto come sede della conferenza per le sue notevoli strutture.
ICOAS riunisce scienziati, consulenti, imprenditori, responsabili politici, associazioni, organizzazioni non governative e altre parti interessate che vogliano incontrarsi e discutere gli ultimi risultati della ricerca e gli sviluppi dell'agricoltura biologica nei paesi dell'Europa centrale e orientale. Promuove altresì una collaborazione forte tra gli stakeholders dell'Europa centrale e orientale. Diffusione della conoscenza e capacity building lungo la catena del valore nei paesi dell'Europa centrale e orientale sono l'obiettivo principale di ICOAS.
Nell'ambito del tema generale sono ora aperte una call per l’invio di abstract e una call per proposte nell’ambito della sessione.
La registrazione per la conferenza si aprirà entro il mese di aprile.
La lingua della conferenza è l'inglese.
Ulteriori informazioni QUI
Fonte: FIBL
Vinitaly 2018: il trionfo del vino biologico italiano
federbiohomeL’edizione di Vinitaly appena conclusa non solo ha confermato il successo del vino bio, ma ha anche sancito che il futuro della viticoltura sarà sempre più bio.
Bologna, 18 aprile - “Già nel 2016 nel mondo gli ettari di vigneto biologico, coltivato senza un grammo di sostanze chimiche di sintesi erano 380.000, oltre il 5% dell’intera superficie a vite” – commenta Mariagrazia Mammuccini, viticoltrice in Toscana e consigliere delegato di FederBio – “Questa superficie è concentrata in Europa: i 328mila ettari di vigneto biologico del Vecchio continente pesano già per l’8,5% del totale e continuano a crescere”.
Nel Vecchio Continente un posto d’onore è riservato all’Italia, dove si trovano ben un terzo dei vigneti biologici europei e dove il tasso di crescita ha dell’impressionante: “Nel 2012 coltivavamo con metodo biologico 52.000 ettari, nel 2016 la superficie ha superato i 103.500: un raddoppio in soli quattro anni, il segnale più evidente che il mercato del vino ha imboccato la strada della sostenibilità. Il consumatore cerca prodotti “green”, ottenuti senza chimica di sintesi che contamini falde acquifere e suolo, per non parlare dei residui che può lasciare in bottiglia. E vuole tecniche di trasformazione responsabili e ”dolci” delle uve, che ne esaltino le caratteristiche organolettiche senza ricorrere a un’intera farmacia di coadiuvanti e additivi”.
In Italia nel 2016 la superficie a vigneto biologico è aumentata del 23,8% a livello nazionale, ma con picchi superiori al 40% in sette Regioni; in Basilicata si è sfiorato il raddoppio in un anno, da 539 ettari a 1.065.
La produzione di vino biologico italiano è di circa 500 milioni di litri, destinati al canale delle enoteche, dei negozi specializzati in prodotti biologici, alla grande distribuzione, nella quale nel 2016 le vendite sono aumentate di un eloquente 65% per gli spumanti bio, dell’85% per i vini DOC e DOCG e di un incredibile 118% per i vini a indicazione geografica, alle vendite dirette nelle aziende agricole e all’agriturismo, alla ristorazione di qualità.
Nell’ultimo anno nei supermercati italiani le vendite di vini biologici piemontesi sono aumentate del 415%, quelle dei vini bio dell’Emilia Romagna del 233%. A +176% i vini biologici siciliani, +107% quelli delle Marche, +70% i toscani, e così via, tutti con segno positivo.
Il successo non è solo sul mercato interno, anzi: cresce l’export (che rappresenta ancora lo sbocco più significativo per le cantine biologiche italiane). I mercati più rilevanti sono Germania, Stati Uniti, Svezia, Canada, Svizzera, con una sorprendente Cina come sesta destinazione, seguita da Regno Unito, Giappone e qualche altra decina di mercati di peso minore.
In collaborazione con Verona Fiere, FederBio ha dato vita alla quarta edizione di Vintalybio, un salone nel salone che ha raccolto 74 cantine biologiche di 15 Regioni (con una lista d’attesa di altre cinquanta: lo spazio disponibile è del tutto insufficiente) e che ha visto presentazioni aziendali e sedute di degustazione guidate con acquirenti selezionati che, alla ricerca di vini biologici da inserire nel proprio assortimento, hanno raggiunto Verona da Stati Uniti, Giappone, Cina. Svizzera, Spagna, Germania, Danimarca, Israele e dalla new entry India.
“La domanda del consumatore per prodotti che coniughino la qualità organolettica, la grande tradizione vitivinicola italiana, una coltivazione “pulita” e un’attenzione maniacale alla qualità nella trasformazione delle uve, evitando la chimica di sintesi, è un fenomeno globale. Ma c’è anche un’altra considerazione che si sta facendo strada con forza tra le aziende più attente: chi produce grandi vini intimamente legati al territorio, a questo territorio deve il massimo rispetto, deve salvaguardarne le caratteristiche ambientali che ne costituiscono la ricchezza e l’unicità. Per farlo, alla scelta della produzione biolologica non ci sono alternative”, conclude Mammuccini.
Andamento della vite biologica in Italia
| ettari 2016 | ettari 2015 | variazione | |
| SICILIA | 38935 | 32297 | +20,6% |
| PUGLIA | 15990 | 10866 | +47,0% |
| TOSCANA | 12832 | 11556 | +11,0% |
| MARCHE | 4863 | 4120 | +18,0% |
| VENETO | 4493 | 4003 | +12,2% |
| CALABRIA | 4223 | 3206 | +31,7% |
| ABRUZZO | 3862 | 3629 | +6,4% |
| LOMBARDIA | 3214 | 2664 | +20,6% |
| EMILIA ROMAGNA | 2963 | 2460 | +20,4% |
| PIEMONTE | 2845 | 1998 | +42,4% |
| LAZIO | 2008 | 1673 | +20,0% |
| SARDEGNA | 1558 | 964 | +61,0% |
| CAMPANIA | 1414 | 803 | +76,1% |
| BASILICATA | 1065 | 539 | +97,6% |
| FRIULI VENEZIA GIULIA | 1033 | 707 | +46,1% |
| TRENTO | 676 | 671 | +0,7% |
| UMBRIA | 673 | 796 | -15,4% |
| MOLISE | 459 | 326 | +40,8% |
| BOLZANO | 382 | 314 | +21,7% |
| LIGURIA | 36 | 29 | +24,1% |
| VALLE D'AOSTA | 22 | 22 | 0 |
| TOTALI ITALIA | 103546 | 83643 | 23,8% |
Fonte: Elaborazione FederBio da dati Sinab
Per ulteriori informazioni:
Delia Ciccarelli
Delia.Ciccarelli@bm.com
Tel. +390272143590
Mobile +383483179924
Marta Andena
Marta.Andena@bm.com
Tel. +390272143511
Mobile +393485499956
Convegno - BIO: la crescita del settore e la nuova normativa per le sementi - Bologna, giovedì 3 maggio 2018
federbioGiovedì 3 maggio 2018
Bologna, Aula Magna del plesso di agraria dell'università, via Fanin n. 44.
Si terrà a Bologna il convegno dal titolo: "BIO: la crescita del settore e la nuova normativa per le sementi", organizzato e promosso da FederBio e Assosementi.
Programma
Moderatore
Antonio Boschetti | L’Informatore Agrario
ore 14:00 - Registrazione dei partecipanti
ore 14:15 - Apertura dei lavori. Saluti:
Prof. G. Molari | Direttore Dip.to di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari Università degli Studi di Bologna
ore 14:30 - La crescita del Bio tra PAC e mercato
A. Frascarelli | Università degli Studi di Perugia
ore 14:50 - Valorizzare le produzioni attraverso l’impiego di seme bio certificato
E. Tassinari | Presidente CONVASE
ore 15:05 - Trattamento del seme: nuove esperienze di film coating bio
C. Accinelli | Università degli Studi di Bologna
ore 15:20 - Banca dati sementi biologiche e gestione delle deroghe: esperienze e aspettative per l’applicazione del DM 24 febbraio 2017 n. 15130
P. G. Bianchi | CREA-DC
ore 15:35 - Integrazione di filiera per superare le deroghe
Paolo Carnemolla | Presidente Federbio
G. Carli | Presidente Assosementi
ore 16:00 - Interventi programmati:
P. Parisini| Confagricoltura
ore 16:30 - Conclusioni a cura del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
G. Paesano | PQAI I, Agricoltura biologica e sistemi di qualità alimentare nazionale e affari generali
ore 17:00 - Chiusura dei lavori
Seguirà aperitivo Bio
La pre-registrazione è obbligatoria. Per ogni ulteriore informazione contattare la segreteria Assosementi : tel. 051-503881, e-mail: info@sementi.it
Convegno - Vini Bio, questione di etichetta. Quali garanzie per un'informazione chiara e trasparente al consumatore - Verona, lunedì 16 aprile 2018
federbioLunedì 16 aprile 2018
Verona, 52° Vinitaly – Salone internazionale dei vini e dei distillati
Sala Puccini – Centrocongressi Arena - h. 15.00 16.30
Cresce la richiesta di sostenibilità dei winelover italiani e internazionali e cresce, con la riforma della normativa europea sull’etichettatura, anche l’attenzione al ruolo di ingredienti come i solfiti e alla naturalità del metodo di produzione in vigneto e in cantina. Tra marchi privati e nomi di fantasia il vino biologico ribadisce il suo ruolo come unico metodo di produzione attento all’ambiente regolamentato e certificato a livello Ue.
PROGRAMMA
- 14.45 - Registrazione dei partecipanti
- 15.00 – Saluti e introduzione i lavori
Referente Verona Fiere
Maria Grazia Mammuccini – FederBio
- 15.10 - Vini sostenibili, cresce la domanda mondiale e serve chiarezza
Silvia Zucconi - Nomisma Wine Monitor
- 15.20 - La sostenibilità non è una gara
Ruenza Santandrea - Alleanza Cooperative
- 15.30 - Presentazione dell’indagine sul tenore in solfiti usato dalle aziende partecipanti a Vinitalybio
Lorenzo Tosi - giornalista VVQ Edagricol
- 15.40 - Solfiti, la dose giusta
Fulvio Mattivi - Università Di Trento
- 15.50 - Nuove pratiche ammesse, nuovi approcci nei controlli (e la risorsa autocontrollo)
Stefano Sequino - ICQRF
- 16.00 - La risorsa certificazione
Cristina Baia - Responsabile Schema di Certificazione – ICEA
- 16.10 - ViniVeri, le indicazioni in etichetta
Gianpiero Bea – ViniVeri
- 16.20 - Vini bio, questione d’etichetta. Le proposte FederBio
Roberto Pinton - consigliere delegato – FederBio
Discussione col pubblico
Moderatore: Lorenzo Tosi - giornalista VVQ Edagricole
Città libere dai pesticidi: ecco come salvaguardare la salute dei cittadini
federbiohome
Abolire l’uso dei prodotti chimici dai campi e dalle aree verdi.
Se ne parla oggi a Firenze Bio a Fortezza dal Basso, alla presentazione dei risultati della Campagna “I pesticidi dentro di noi”.
23 marzo. La salute umana è messa a rischio dall’utilizzo dei pesticidi. Un allarme lanciato da tutti goli organismi scientifici e sanitari, e confermato dall’esperienza de “I pesticidi dentro di noi”, un’iniziativa che fa parte del progetto Cambia la Terra, voluto da FederBio, ISDE- Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu e WWF, con l’apporto di sei aziende del biologico, che viene presentato oggi a FirenzeBio nel convegno “Cambiare la terra, a partire dalle città”.
Una comune famiglia italiana si è sottoposta ad analisi di laboratorio prima e dopo una dieta interamente biologica di 15 giorni per verificare la presenza o meno all’interno dell’organismo di composti chimici derivanti da pesticidi utilizzati nei campi. L’esperimento sociale, concluso alla fine del 2017, ha dimostrato che, nonostante i controlli sui residui nei cibi, ,le sostanze contenute nel alimenti si depositano all’interno del nostro corpo: glifosato, clorpirifos, piretroidi sono stati rilevati in dosi al di sopra della media di riferimento nelle urine della famiglia D. Dopo 15 giorni di bio al 100%, nell’80% delle analisi le tracce sono scomparse o fortemente diminuite, a riprova del fatto che quello che mangiamo influenza enormemente la quantità di sostanze chimiche assorbite dal nostro corpo. La presenza di pesticidi ed erbicidi è diminuita in modo considerevole, soprattutto nei bambini, azzerandosi o riducendosi nella maggior parte dei casi fino al 75% rispetto al valore di partenza (*).
“L'ONU ha quantificato in 200.000 in un anno le vittime dei pesticidi nel solo settore agricolo per intossicazione acuta o avvelenamento, moltissimi studi hanno ormai dimostrato che l'esposizione ai fitofarmaci prolungata nel tempo - seppur a piccole dosi - ha ricadute devastanti sulla salute e sull'ambiente”, ha detto Maria Grazia Mammuccini, introducendo il convegno organizzato da FederBio, ANCI, Associazione nazionale Città del Bio, Rete Europea Città Bio. “In realtà tutti i cittadini sono esposti, che vivano o no in aree agricole. Per questo, molti comuni italiani ed europei hanno dato vita a iniziative di contenimento del rischio: regolamenti che normano e in qualche caso addirittura vietano- l’utilizzo di prodotti fitosanitari di sintesi nei campi e nelle aree cittadine”.
Sono nate così le reti delle città libere dai pesticidi, in stretta connessione con PAN – Pesticides Action Network, e associazioni di comuni che sono intervenuti o stanno intervenendo nella regolamentazione dei pesticidi, con l’intento di salvaguardare salute umana e ambientale.
Ad esempio, nel 2015 Malles, un piccolo comune della Val Venosta, diventava il primo comune in Italia a vietare i pesticidi sul proprio territorio, incentivando invece la conversione alla coltivazione biologica. Da quel momento città come Varese, Belluno, Bolzano e altre ancora hanno seguito l’esempio del paese alto-atesino, emanando disposizioni che regolano l’utilizzo della chimica di sintesi nelle aree verdi e nei campi. Come Ragusa, che, dal dicembre scorso, si è impegnata a raggiungere una significativa riduzione dell’uso dei pesticidi, con l’obiettivo di eliminarli gradualmente in tutte le aree pubbliche gestite dall’amministrazione comunale e a promuovere campagne d’informazione per incoraggiare anche i privati ad usare alternative sostenibili ai pesticidi negli orti e nei giardini. O comuni come quelli toscani di Sestino e Badia (in provincia di Arezzo) che hanno approvato regolamenti comunali per incentivare l’attività produttiva agricola biologica e biodinamica (quindi contro l’utilizzo di prodotti fitosanitari), sia per la coltivazione che per gli allevamenti.
* La Famiglia D, madre, padre, due bambini di 7 e 9 anni: per tutti loro, per quasi tutte le sostanze chimiche analizzate, si è passati – dopo 15 giorni di dieta bio - da livelli di contaminazione alti a quantità molto basse e spesso sotto i limiti di rilevabilità. La “decontaminazione” ha funzionato per alcuni degli insetticidi più utilizzati dall’agricoltura convenzionale (clorpirifos e piretroidi) e per il glifosato, l’erbicida contro cui si è mobilitata l’opinione pubblica e una parte della ricerca a livello europeo e non solo. In complesso, su 16 analisi delle urine (quattro per ognuno dei membri della famiglia), ben 13 hanno avuto esiti estremamente positivi, con significative differenze tra prima e dopo la dieta.
Le analisi, elaborate a Brema in un laboratorio accreditato (il Medizinisches Labor Bremen - MLHB), vedevano ad esempio l’insetticida clorpirifos prima della dieta presente nelle urine del bambino più piccolo con oltre 5 microgrammi per grammo di creatinina, un valore più di tre volte maggiore della media di riferimento che è 1,5 (microgrammi/g). Dopo quindici giorni di dieta biologica la concentrazione dell’inquinante è scesa a un valore di 1,8 microgrammi. Mentre nelle analisi del padre, Giorgio, la stessa sostanza – che era oltre tre volte la media di riferimento per la popolazione adulta– non è più rilevabile dopo la dieta. Il glifosato, invece, è totalmente scomparso dalle analisi del padre, Giorgio e del bambino di sette anni.
La campagna “I pesticidi dentro di noi” è stata sostenuta da Aboca, Germinal Bio, NaturaSì, Pizzi Osvaldo, Probios e Rigoni di Asiago.
Tutti i risultati, i video, e le informazioni sono reperibili a questo link.
L'agricoltura biologica non è ideologia ma il futuro
agroecologiaCarnemollafederbioIl cibo ottenuto con la chimica di sintesi e sistemi monocolturali intensivi costa apparentemente meno solo perché esternalizza su tutti i consumatori i propri costi ambientali e sociali. L'agricoltura biologica non è filosofia ma coscienza per questo mondo e alta competenza, anche se non è esente da critiche. Le riflessioni di Paolo Carnemolla, Presidente FederBio
Sono un agronomo, uno di quei pochi che in tempi non sospetti scelse di occuparsi di agricoltura biologica per il semplice motivo che mi appariva il modo migliore per applicare ciò che avevo studiato con passione e impegno, senza dover dipendere nella mia professione da “calendari” di gestione del suolo e delle colture decisi da altri e finalizzati a massimizzare anzitutto il profitto certo dei produttori dei mezzi tecnici.
E questo con meno attenzione al reddito degli agricoltori e scarsissima attenzione agli impatti sull’ambiente e sulla salute di operatori e cittadini, che non solo mangiano ciò che l’agricoltura produce, ma bevono anche l’acqua e respirano l’aria che, soprattutto in alcuni territori e periodi dell’anno, sono altamente contaminati dalla chimica di sintesi, come da anni dimostrano i dati di ISPRA.
La mia attività professionale nel settore biologico è iniziata nel 1991, quando l’Unione Europea emanò il Reg. CEE n. 2092/1991. Nulla d’ideologico o mistico, ma concreta e severa realtà normativa e tecnica per imprese agricole, allevamenti e industria agroalimentare, con tutti i limiti della mancanza di ricerca e di esperienza consolidata, soprattutto nella nostra realtà mediterranea, tuttavia la più vocata per un’agricoltura che fa dell’agroecologia la sua base. Quell’agroecologia che ora stanno riscoprendo in molti, anche chi non vuole smettere di utilizzare glifosato (e altri erbicidi) o OGM, finalmente consapevole dei danni creati dalla monocoltura e dalla semplificazione estrema degli ambienti agrari tanto care ai venditori di chimica e di cavalli vapore.
Fa dunque semplicemente sorridere leggere gli appassionati sfoghi di colleghi ormai pensionati, dopo una vita dedicata a fare i commessi viaggiatori per imprese sementiere o dell’agrochimica, che si ostinano a ignorare la realtà dei fatti e a tentare di trascinare il settore biologico sul piano di una polemica ideologica che è solo nella loro testa, completamente rivolta all’indietro e fuori dal pianeta in cui viviamo. La realtà oggettiva e incontestabile è che anche nel 2018 l’agricoltura biologica è l’unica forma di agricoltura sostenibile con dignità di legge nell’Unione europea, con tanto di norme tecniche, di etichettatura e di certificazione di processo agricolo, zootecnico e agroindustriale. Sono i governi dei Paesi UE e la Commissione europea che le hanno stabilite e codificate, come per l’unico altro sistema di qualità regolamentata certificata esistenti nell’UE (DOP/IGP). Altrettanto è avvenuto negli USA, in Cina e nella grande maggioranza dei Paesi del pianeta dove si pratica un’agricoltura avanzata e che vivono nella dimensione moderna del mercato.
Se una critica può essere mossa a questo processo di normazione e regolazione dei mercati è, eventualmente, che la componente ideale e filosofica è scemata a favore di un approccio tecnico e scientifico rigoroso e a volte non così coerente con i principi. Ciò premesso, il costo del cibo si può calcolare in tanti modi, di certo quello del cibo ottenuto con la chimica di sintesi e sistemi monocolturali intensivi costa apparentemente meno solo perché esternalizza su tutti i consumatori i propri costi ambientali e sociali. Per fare un’agricoltura biologica efficiente anche sul piano delle rese e del reddito degli agricoltori non servono una laurea in filosofia, la militanza in sette esoteriche o movimenti ideologici, ma robuste conoscenze agronomiche e una notevole professionalità. Nell’agricoltura biologica non ci sono “calendari” o “bollettini” di trattamento, linee tecniche standard e sementi tossicodipendenti che deresponsabilizzano tecnici e agricoltori e consentono di rimediare a mancanze o errori in campagna o in stalla, sfruttando al massimo la nutrizione e la protezione artificiali delle colture per ottenere prodotti con molta acqua e tessuti e assai pochi nutrienti essenziali. Del resto perché l’economia circolare cara all’industria chimica/farmaceutico/sementiera funzioni, mangiare alimenti davvero sani e nutrienti, vivendo in un ambiente pulito, non è strettamente necessario, anzi.
Insomma, noi tecnici e i tanti agricoltori e imprenditori che in questi anni hanno investito in miglioramento delle conoscenze e delle tecniche avremmo necessità, da parte dei colleghi più anziani e delle Università, non di dispute su chi produce più chili di mele per pianta, ma di uno sforzo corale per percorrere al meglio e il più velocemente la strada della conversione all’agricoltura biologica dell’agricoltura italiana. Che, per sua natura e per vocazione dei suoi addetti, non può che andare in questa direzione, magari producendo qualcosa meno per unità di superficie per singola coltura, ma assai di più in termini di biomassa e di beni comuni nella dimensione pluriennale di una rotazione (obbligatoria), a cominciare dal sequestro di carbonio, dalla tutela della biodiversità e della qualità delle acque, dal miglioramento della qualità nutrizionale degli alimenti, del benessere e del reddito degli agricoltori e delle comunità rurali.
di Paolo Carnemolla
Fonte: TeatroNaturale.it
FederBio e Accademia dei Georgofili insieme per il rilancio della ricerca in agricoltura biologica
federbioin primo pianoPresentato il protocollo di intesa tra Accademia dei Georgofili e FederBio che sancisce l’impegno per l’attivazione di iniziative di supporto scientifico per il settore
Firenze, 22 marzo 2018 – Si è tenuta oggi presso il Teatrino Lorenese nella Fortezza da Basso a Firenze la giornata di studio “Quale ricerca e quali strumenti di trasferimento dell’innovazione per l’agricoltura biologica”, organizzata dall’Accademia dei Georgofili insieme a FederBio, con il patrocinio di Conferenza Regioni e Province Autonome, ANCI Toscana, CNR, Crea, TP – Organics-European Technology Platform.
Al termine dell’incontro è stato presentato il Protocollo di intesa tra Accademia dei Georgofili e FederBio che, unendo l’esperienza dell’industria del biologico con le competenze scientifiche dell’Accademia, impegna i due soggetti nella promozione e nell’attivazione di iniziative congiunte destinate a contribuire al progresso del settore agricolo, alla tutela dell'ambiente e allo sviluppo del mondo rurale, dedicando particolare attenzione all'agricoltura biologica.
L’Italia è infatti leader mondiale del settore bio, con una percentuale di SAU (superficie agraria utilizzata) dedicata all’agricoltura biologica attualmente del 14,5% in aumento, a testimoniare un crescente interesse e un cambiamento degli stili di vita da parte dei consumatori.
La giornata, volta a ribadire l’importanza della ricerca in agricoltura biologica, ha visto l’intervento di esperti provenienti dal mondo accademico e della ricerca (CNR, CREA), e delle rappresentanze istituzionali (ANCI, Conferenza Regioni e Province Autonome), che hanno sottolineato il ruolo economico e strategico del metodo biologico in termini di salvaguardia dell’ambiente, di rispetto della biodiversità e di sostenibilità. Sono stati inoltre presentati i prossimi scenari in termini di fabbisogno di ricerca e innovazione nel settore delle produzioni vegetali e della zootecnia.
Nel corso della giornata è emerso come il modello biologico rappresenti una realtà importante con presupposti per uno sviluppo duraturo e consistente, capace di conciliare sostenibilità economica, sociale e ambientale e in grado anche di rispondere alle grandi sfide globali legate al cambiamento climatico e alla sicurezza alimentare globale.
Simone Orlandini del Consiglio accademico dei Georgofili ha dichiarato: “La firma di questo protocollo di intesa con Federbio rappresenta la concretizzazione di un percorso avviato dal Presidente dell’Accademia Prof. Maracchi, purtroppo recentemente scomparso, che il Consiglio ha voluto confermare visto la crescente importanza del settore dell’agricoltura biologica e la necessità di una ricerca di qualità per far fronte alle numerose esigenze dei produttori biologici. Il settore biologico è forse quello più innovativo perché ha bisogno di risposte “preventive”, di conseguenza è un settore in cui la ricerca può davvero svolgere un ruolo di primo piano”.
Paolo Carnemolla, Presidente FederBio, ha proseguito: “E’ un momento importante perché è l’avvio di un percorso fra l’organizzazione che rappresenta il settore del biologico in Italia - che in questo momento è in fortissima crescita ed ha quindi ancor più bisogno di supporto di competenze, conoscenze, formazione e ricerca – e la più antica e prestigiosa accademia di agricoltura del mondo. Questo non è un fatto banale perché fino a poco tempo fa il mondo accademico in generale non considerava l’agricoltura biologica al pari di quella convenzionale. Con la firma del protocollo si riconosce il settore biologico come uno dei motori di innovazione per l’agricoltura del futuro”
Giulia Bartalozzi
Ufficio Stampa
Accademia dei Georgofili
Tel. 055 212114 – cell. 338 3901467
Email: ufficio.stampa@georgofili.it
Marta Andena
Ufficio Stampa
FederBio
Tel.02 72143511 - cell. 3485499956
Email: Marta.Andena@bm.com
Convegno - Agricoltura biologica modello di sviluppo rurale - Firenze, venerdì 23 marzo 2018
Venerdì 23 marzo 2018
Sala Verde | Padiglione Cavaniglia, Fortezza da Basso - Firenze, ore 9.30
Il convegno si terrà all'interno della manifestazione Firenze Bio, mostra mercato dei prodotti biologici e biodinamici che si terrà dal 23 al 25 marzo a Firenze. L'evento, ad ingresso gratuito, è organizzato con il patrocinio della Regione Toscana.
PROGRAMMA
ORE 9:30
Registrazione partecipanti.
ORE 10:00
Saluti istituzionali di Marco Remaschi, Assessore Agricoltura, politiche per la montagna e politiche per il mare della Regione Toscana.
ORE 10:15
Introduce i lavori Roberto Scalacci, Direttore Agricoltura e sviluppo rurale Regione Toscana.
ORE 10:30
“Nuovo regolamento dell’agricoltura Biologica” video intervento di Elena Panichi, Vice Capo Unità Commissione Europea DG Agricoltura e sviluppo rurale.
ORE 10:40
“L’agricoltura biologica nel nuovo quadro normativo”.
ORE 11:00
“L’agricoltura biologica in Toscana”, Donatella Cavirani, Regione Toscana.
ORE 11:20
“Il ruolo delle Associazioni di produttori biologici nella regione Toscana”, Marco Bignardi CTPB, Carlo Triarico APAB.
ORE 11:50
Intervento programmato Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica (FederBio).
ORE 12:10
Interventi programmati delle OOPP (CIA, Coldiretti, Confagricoltura).
ORE 12:40
Interventi programmati degli Organismi di Controllo.
ORE 13:00
Dibattito.
ORE 13:20
Conclusioni.
Convegno - I mezzi tecnici in agricoltura biologica - Roma, giovedì 22 marzo 2018
Giovedì 22 marzo 2018
Sala convegni del centro CREA-DC, via C.G. Bertano, 22 - Roma
La Rete Rurale Nazionale ha organizzato un evento dedicato al tema dei "Mezzi tecnici in agricoltura biologica". La giornata, proposta dall'Ismea all'interno delle attività di valorizzazione della filiera biologica si rivolge alle imprese agricole, ai produttori di mezzi tecnici, al partenariato della rete e al mondo della ricerca. L'obiettivo è informare, fare chiarezza e aggiornare tutti gli interessati sulle opportunità e criticità date dall'utilizzo di mezzi tecnici in agricoltura biologica, discutere sugli aggiornamenti normativi e le regole che mirano alla difesa e valorizzazione della sostenibilità.
A breve sarà pubblicato il programma definitivo dell'evento.
Convegno - Cambia la Terra, a cominciare dai paesi e dalle città - Firenze, venerdì 23 marzo 2018
federbio23 marzo 2018 ore 15:00
FIRENZE BIO, mostra mercato dei prodotti biologici e biodinamici - Fortezza da Basso, Firenze
CONVEGNO - Cambia la Terra, a cominciare dai paesi e dalle città
Organizzato da FederBio, AnaBio, ANCI, AssoBio, Associazione Italiana Agricoltura Biodinamica, Città del Bio, Coordinamento Toscano Produttori Biologici, in collaborazione con Firenze Bio e Sana-Bologna Fiere
PROGRAMMA
h.15.00 - Registrazione
h.15.30 - Saluti
- Rappresentante Regione Toscana
- Alberto Bencistà - Firenze Bio
- Marco Momoli - Direttore Commerciale Bologna Fiere
h.16.10 - Apertura dei lavori
- Maria Grazia Mammuccini - Consigliere delegato FederBio
Presentazione del progetto “Cambia la Terra. No ai pesticidi-Si al biologico”
- Proiezione video finale della Campagna #IPESTICIDIDENTRODINOI
h.16.30 - Tavola rotonda
"Il ruolo dei Comuni per la promozione e lo sviluppo dell'agricoltura biologica e biodinamica"
- Vittorio Gabbanini
Sindaco di San Miniato Responsabile Agricoltura ANCI Toscana
- Antonio Ferrentino
Presidente Associazione Nazionale Città del Bio
- Claudio Serafini
Portavoce Rete Europea Città del Bio
- Paolo Carnemolla
Presidente FederBio
- Carlo Triarico
Presidente Associazione per l’Agricoltura Biodinamica
- Fernando Favilli
Vicepresidente di AssoBio
- Marco Bignardi
Coordinamento Toscano Produttori Biologici
- Piero Tartagni
Vicepresidente AnaBio
- Beppe Croce
Presidenza del comitato scientifico Legambiente
- Franco Ferroni
Responsabile Agricoltura del WWF
- Rappresentante di ISDE-Medici per l’Ambiente
Modera: Simonetta Lombardo, giornalista
h.18.00 - Chiusura dei lavori









