Response of the Arthropod Community to Soil Characteristics and Management in the Franciacorta Viticultural Area (Lombardy, Italy)
In questo studio si è voluta analizzare la biodiversità dei suoli in Franciacorta, regione a vocazione vitivinicola famosa nel mondo. Su un’area complessiva di 2615 ettari (con 117 cantine), sono stati indagati cento campioni da cento vigneti diversi, nell’arco di un periodo di cinque anni, dal 2014 al 2018. Questo considerando sia vigneti coltivati in modo convenzionale, che produzioni biologiche.
Così sono stati identificati diciannove diversi gruppi di artropodi e i ricercatori hanno evidenziato i fattori che più influiscono sulla loro presenza e sul loro comportamento: sostanza organica, umidità, temperatura e pH del suolo. Il risultato più evidente enfatizza il ruolo delle coltivazioni biologiche nella tutela della biodiversità. Lo studio ha infatti evidenziato un effetto positivo sulla biodiversità dei suoli, in relazione alla gestione biologica dei vigneti e all’aumento del periodo di conversione dalla gestione convenzionale a quella organica: livelli maggiori di diversità sono stati osservati a fronte di periodi più prolungati di adozione della gestione biologica del vigneto.
L’obiettivo a lungo termine della ricerca è quello di comprendere queste dinamiche per intraprendere azioni meno impattanti suolo, evidenziando l’importanza di una visione aziendale rispettosa dell’equilibrio ecologico e del suo valore agrario ed ambientale.
agricoltura biologicaAmbienteBiodiversitàsuolo
AUTORI: Isabella Ghiglieno, Anna Simonetto, Francesca Orlando, Pierluigi Donna, Marco Tonni, Leonardo Valenti e Gianni Gilioli
FONTE: Agronomy , 10(5), 740 - DOI: https://doi.org/10.3390/agronomy10050740
DATA PUBBLICAZIONE: 21 MAGGIO 2020
CATEGORIA: Studi e Ricerche
To what extent does organic farming promote species richness and abundance in temperate climates? A review
Una meta-analisi pubblicata sulla rivista Agricoltura Biologica ha esaminato i risultati di una selezione di 98 studi pubblicati nel periodo 1990-2017 e ha scoperto che l'agricoltura biologica aumenta la diversità e l'abbondanza di piante, insetti e uccelli, fornendo una strategia efficace per combattere la perdita di biodiversità. Lo studio ha confrontato 474 rilevazioni in termini di ricchezza e abbondanza di specie in sistemi agricoli convenzionali e biologici. La diversità o l'abbondanza delle specie complessive, comprese tutte le piante, gli insetti e gli animali, era più elevata nelle aziende agricole biologiche per il 58% di questi confronti. Le piante hanno mostrato il massimo beneficio dall'agricoltura biologica, con un confronto delle abbondanze del 95% superiore nelle terre coltivabili biologiche (coltivate) e del 21% maggiore nei margini dei campi. L'abbondanza e la diversità degli insetti erano anche più elevate per il biologico rispettivamente nel 36% e nel 22% dei confronti. Infine, l'abbondanza e la diversità degli uccelli erano più elevate rispettivamente nel 24% e nel 35% nelle aziende agricole biologiche. Lo studio sottolinea che l'agricoltura biologica può svolgere un ruolo efficace per arginare la perdita di biodiversità.
agricoltura biologicaBiodiversità
AUTORI: Karin Stein-Bachinger, Frank Gottwald, Almut Haub & Elisabeth Schmidt
FONTE: Organic Agricolture/(https://doi.org/10.1007/s13165-020-00279-2)
DATA PUBBLICAZIONE: 1 FEBBRAIO 2020
CATEGORIA: Studi e Ricerche
Il Riso Biologico Italiano: analisi economica, politiche e certificazione. I risultati del progetto Risobiosystem.
Nella presente pubblicazione, redatta nell’ambito del progetto di ricerca Risobiosystems, si riportano i risultati delle attività effettuate dal Centro di ricerche Politiche e Bioeconomia del CREA, relativi all’inquadramento normativo del sistema biologico, all’analisi del sistema di controllo e certificazione e allo studio della sostenibilità economica delle aziende biologiche in risicoltura. In particolare, si è cercato di fornire il framework normativo e di politica agraria entro cui si inserisce la produzione di riso biologico italiano. Inoltre, è stato analizzato in maniera critica, il sistema di controllo e vigilanza per la produzione e la certificazione di riso biologico. La ricerca è stata condotta applicando un approccio multi-attore e le principali tecniche di coinvolgimento degli stakeholder previsti dalla sociologia rurale (focus group, interviste in profondità).
Il progetto è nato nel 2016, per volontà del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, al fine di esaminare lo stato dell’arte e avanzare proposte per la tutela e lo sviluppo della risicoltura biologica nazionale. Questo settore presentava diversi aspetti da approfondire dal punto di vista agronomico, quali ad esempio l’adozione delle rotazioni e le potenzialità produttive delle agrotecniche utilizzate, di sostenibilità economica delle aziende e di efficacia dei controlli e del sistema di certificazione nel suo complesso. La risicoltura, infatti rappresenta un settore molto importante per l’Italia e in particolare per le aree a maggior vocazione e diffusione del Nord-Italia, dove è localizzata più del 50% della superficie coltivata a riso in Unione europea. Tuttavia, le pratiche di coltivazione del riso e l’ampio ricorso a input chimici causano un forte impatto ambientale soprattutto per quanto riguarda le acque, il suolo e la biodiversità.
Il sistema di produzione italiano del riso biologico è stato contestualizzato nel quadro produttivo mondiale ed europeo da cui è emersa l’importanza che l’Italia riveste come player sul mercato, in grado di fornire un riso di qualità con una forte connotazione locale di prodotto Made in Italy. Un ultimo approfondimento è stato fatto sull’analisi della sostenibilità economica di un gruppo di aziende operanti nel distretto risicolo compreso tra le provincie di Vercelli, Novara e Pavia, utilizzate come casi-studio. In particolare, tramite l’impiego di alcuni indici di bilancio, sono state valutate la produttività e la redditività aziendale e, facendo ricorso alla contabilità analitica, sono stati stimati i costi di produzione della risicoltura biologica.
agricoltura biologicaAgroecologiaAmbienteEconomiaNutrizioneSalute
AUTORI: Patrizia Borsotto e Ilaria Borri
FONTE: Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia (CREA)
DATA PUBBLICAZIONE: 2020
CATEGORIA: Studi e Ricerche
A Systematic Review of Organic Versus Conventional Food Consumption: Is There a Measurable Benefit on Human Health?
La review "A Systematic Review of Organic Versus Conventional Food Consumption: Is There a Measurable Benefit on Human Health?", pubblicata tra le pagine della rivista Nutrients, prende in esame gli studi divulgati fino al 2019 e torna a porre l’accento sull’importanza del consumo di prodotti biologici per la salute umana. È revisione sistematica che analizza i risultati di una serie di osservazioni sugli effetti sulla salute umana quando viene consumata una dieta biologica rispetto a una alimentazione convenzionale. Molti degli studi pubblicati e citati nella review, hanno dimostrato come il consumo di prodotti biologici protegga dall’esposizione a pesticidi neurotossici o cancerogeni e a metalli cancerogeni come il cadmio, a fertilizzanti sintetici. Risultati positivi significativi sono stati osservati in “longitudinal studies” in cui un aumento dell'assunzione di prodotti biologici è stato associato a una ridotta incidenza di infertilità, difetti congeniti, sensibilizzazione allergica, otite media, pre-eclampsia, sindrome metabolica, alto indice di massa corporea e linfoma non-Hodgkin. Tuttavia, i risultati analizzati dalla review non consentono di giungere a una conclusione definitiva, ma possiamo evidenziare che un numero crescente di osservazioni e di studi scientifici mettono in correlazione il consumo di alimenti biologici con benefici per la salute umana.
agricoltura biologicaNutrizioneSaluteSicurezza alimentare
AUTORI: Vanessa Vigar, Stephen Myers, Christopher Oliver, Jacinta Arellano, Shelley Robinson and Carlo Leifert
FONTE: Nutrients. 2020 Jan; 12(1): 7./DOI: 10.3390/nu12010007
DATA PUBBLICAZIONE: 18 DICEMBRE 2019
CATEGORIA: Studi e Ricerche
Contributi di approfondimento scientifico sull'agricoltura biologica
Pubblichiamo l’approfondimento scientifico sull’agricoltura biologica. che un gruppo di ricercatori che, con studi e dati alla mano, ha voluto dimostrare la bontà dei campi liberi dalla chimica di sintesi, rivolgendosi in primo luogo ai senatori che dovranno esaminare la legge sul biologico in queste prossime settimane.
Una sorta di puntuale fact checking quindi, che ha toccato vari aspetti:
- le differenze di produttività tra agricoltura convenzionale e agricoltura biologica
- le alternative al biologico
- i prodotti a base di rame e i prodotti chimici di sintesi
- la fertilità dei suoli e le emissioni di anidride carbonica
- l’innovazione e l’economia di mercato legata ai prodotti di qualità del made in Italy
- il valore dell’agricoltura italiana
- le soluzioni al problema della sicurezza alimentare.
Il documento redatto dal Gruppo di docenti per la Libertà della Scienza (Gaio Cesare Pacini, Paolo Barberi, Stefano Bocchi, Manuela Giovannetti, Andrea Squartini, Claudia Sorlini) è disponibile nella sua versione integrale sulla piattaforma ResearchGate (di seguito si riporta l’abstract).
Abstract
In merito al disegno di legge attualmente in discussione e delle critiche espresse in diverse occasione dai detrattori dell’agricoltura biologica (sen. Cattaneo in testa), non condividendo molte di queste dichiarazioni, abbiamo deciso, come “Gruppo di docenti per la Libertà della Scienza”, di riprendere e affrontare alcuni temi controversi per un approfondimento scientifico. Con questo nostro contributo intendiamo ribadire la validità dell’agricoltura biologica, senza togliere nulla ad altri modelli di agricoltura che si sforzino nella ricerca di sistemi di gestione e pratiche più sostenibili. Intendiamo ribadire anche l’importanza di discutere di questi temi – di cruciale importanza per il futuro non solo dei sistemi agro-alimentari ma dell’intera umanità – con serietà, evitando posizioni ideologiche di parte e approcci pseudo-scientifici.
AUTORI: Gaio Cesare Pacini, Paolo Barberi, Stefano Bocchi, Manuela Giovannetti, Andrea Squartini, Claudia Sorlini
FONTE: Gruppo di docenti per la Libertà della Scienza su Researchgate
DATA PUBBLICAZIONE: 29 GENNAIO 2019
CATEGORIA: Studi e Ricerche
Association of Frequency of Organic Food Consumption With Cancer Risk
Secondo un lo studio francese, Association of Frequency of Organic Food Consumption With Cancer Risk, pubblicato sulla rivista Journal of the American Medical Association (JAMA) emerge che le persone che consumano con maggiore frequenza alimenti di origine biologica hanno meno probabilità di sviluppare alcune forme d tumori (-25%) rispetto a chi li consuma solo saltuariamente o mai.
Nell’ambito dello studio i ricercatori hanno seguito per un periodo medio di 4 anni e mezzo un campione costituito da circa 70.000 persone, in maggioranza volontari di sesso femminile (il 78% dei partecipanti), con un’età media di 44,2 anni.
Il team di scienziati è arrivato alla conclusione che una maggiore frequenza di consumo di alimenti biologici è associata a «un rischio ridotto» di sviluppare linfomi non Hodgkin e carcinoma mammario in post-menopausa. Tuttavia, ulteriori studi prospettici che utilizzano dati di esposizione precisi sono necessari per confermare questi risultati e dovrebbero integrare un gran numero di individui. Se confermati, i risultati della ricerca sembrano suggerire che la promozione del consumo di alimenti biologici nella popolazione potrebbe essere una promettente strategia preventiva contro alcune forme tumorali.
agricoltura biologicaNutrizioneSalute
AUTORI: Vanessa Vigar, Stephen Myers, Christopher Oliver, Jacinta Arellano, Shelley Robinson, and Carlo Leifert
FONTE: JAMA Intern Med. 2018;178(12):1597-1606/DOI:10.1001/jamainternmed.2018.4357
DATA PUBBLICAZIONE: 18 DICEMBRE 2018
CATEGORIA: Studi e Ricerche
Converging and diverging principles and practices of organic agriculture regulations and agroecology. A review
Una delle più importanti sfide dei nostri giorni riguarda lo sviluppo futuro dei sistemi agricoli e alimentari. Tra i principali fattori da considerare, per far fronte alle sfide globali di approvvigionamento alimentare e per contrastare i cambiamenti climatici, ci sono l’agricoltura biologica e l’agroecologia. Entrambe hanno obiettivi simili e utilizzano un approccio sistemico; tuttavia, sono conosciute e recepite in maniera diversa. Il presente studio esamina e confronta i principi e le pratiche di entrambe da tre punti di vista: la normativa UE, le indicazioni dell’IFOAM e la letteratura scientifica sull’agroecologia. [...]
AgroecologiaAmbienteConsumiSostenibilità
AUTORI: Paola Migliorini, Alexander Wezel
FONTE: Agron. Sustain. Dev. 37, 63 (2017) / https://doi.org/10.1007/s13593-017-0472-4Agronomy for Sustainable Development volume 37, Article number: 63
DATA PUBBLICAZIONE: 16 NOVEMBRE 2017
CATEGORIA: Studi e Ricerche
Strategies for feeding the world more sustainably with organic agriculture
Redatto dall’Istituto di Ricerca per l’Agricoltura Biologica (FiBL), lo studio è basato sull’apporto sostenibile dell’agricoltura bio sull’attuale modello di alimentazione globale. Può l'agricoltura biologica contribuire all’approvvigionamento alimentare globale?
Se accompagnata da ulteriori provvedimenti ambientali, come ridurre il consumo di prodotti di origine animale, l’uso dei mangimi concentrati negli allevamenti e lo spreco alimentare, la conversione al biologico dell’intera produzione agricola mondiale porterebbe alla creazione di un grande sistema sostenibile. Questo apporterebbe benefici enormi all’ambiente, come il contenimento delle emissioni di gas serra e la riduzione dell’impiego di fertilizzanti e pesticidi. Una sicurezza alimentare sostenibile su scala globale sarebbe assicurata, anche se la popolazione mondiale superasse i 9 miliardi di persone entro il 2050, come previsto dalla FAO, senza aumentare necessariamente il consumo di suolo dedicato all’agricoltura.
Secondo i ricercatori, quindi, solo cambiando i nostri modelli di consumo, sarà possibile sfamare il mondo in modo sostenibile e l’agricoltura biologica potrà giocare un ruolo decisivo in questa direzione. Al contrario, se le abitudini di consumo dovessero rimane inalterate, la conversione al bio determinerebbe un incremento dei terreni coltivati.
Questo studio è stato condotto in collaborazione con i ricercatori della FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, l’Università di Aberdeen, l’Università Alpen-Adria-Universitat Klagenfurt e l’ETH di Zurigo ed è stato pubblicato su “Nature Communications” […]
AmbienteBiodiversitàCambiamenti climaticiFAOFiBLSicurezza alimentareSostenibilità
AUTORI: Adrian Muller, Christian Schader, Nadia El-Hage Scialabba, Judith Brüggemann, Anne Isensee, Karl-Heinz Erb, Pete Smith, Peter Klocke, Florian Leiber, Matthias Stolze & Urs Niggli
FONTE: Nature Communications
DATA PUBBLICAZIONE: 14 NOVEMBRE 2017
CATEGORIA: Studi e Ricerche
A global synthesis of the effects of diversified farming systems on arthropod diversity within fields and across agricultural landscapes
L'aumento della superficie destinata ad un’agricoltura spesso intensiva è una delle principali cause della perdita di biodiversità globale con una conseguente alterazione degli ecosistemi. L'agricoltura biologica, grazie ad un approccio agroecologico, è un metodo di gestione aziendale che può mitigare i potenziali danni ecologici aumentando la biodiversità all’interno degli ecosistemi.
Nel presente studio si è cercato di quantificare gli effetti che l'agricoltura biologica e la diversificazione varietale hanno sulla quantità e sulla varietà di insetti utili presenti nei suoli, quali artropodi impollinatori, predatori, erbivori e detritivori.
Nel complesso, si sono riscontrati effetti importanti su impollinatori e predatori, suggerendo che questi schemi di gestione possono favorire lo sviluppo di diverse comunità di artropodi. In conclusione conservare nei sistemi agricoli insetti utili richiede pratiche sostenibili che operino sia all'interno dei campi che attraverso i paesaggi.
AgroecologiaBiodiversitàSostenibilitàsuolo
AUTORI: AA.VV.
FONTE: Global Change Biology - Volume 23, Issue 11 | https://doi.org/10.1111/gcb.13714
DATA PUBBLICAZIONE: 10 MAGGIO 2017
CATEGORIA: Studi e Ricerche
Concerns over use of glyphosate-based herbicides and risks associated with exposures: a consensus statement
AUTORI: Peterson Myers et al. – Environmental Health
DATA PUBBLICAZIONE: 2016
CATEGORIA: Studi e Ricerche









