Arriva la tracciabilità per il riso biologico italiano
federbiohomeriso biologicoTracciabilitàEnte Risi, permette controlli più mirati. Soddisfazione FederBio
E’ stato firmato dal ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio il decreto relativo al riso biologico che, una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale, comporterà l’obbligo di indicare eventuali superfici a biologico o in conversione ad agricoltura biologica nella denuncia di superficie.
Lo rende noto l’Ente nazionale Risi.
FONTE
TESTATA: Ansa.it
DATA DI PUBBLICAZIONE: 20 luglio 2018
FederBio: giudizio positivo sulle dichiarazioni programmatiche del Ministro Centinaio
federbioSostenibilità ambientale, tracciabilità e impegno per la semplificazione tra i punti più apprezzati delle nuove direttive di politica agricola e agroalimentare.
Bologna, luglio 2018 – FederBio accoglie positivamente le linee programmatiche recentemente presentate dal Ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio durante l'audizione alle Commissioni di Camera e Senato.
La Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica esprime soddisfazione in particolare sui temi che riguardano la sostenibilità ambientale, la tracciabilità, i contratti di filiera e i distretti del cibo che comprendono anche il biologico.
Inoltre, FederBio sottolinea il forte accento posto dal Ministro sulla semplificazione burocratica, la creazione di una rete nazionale sulla ricerca e il consolidamento di un sistema di controlli efficace, tutti aspetti che interessano anche il settore biologico.
“Siamo fiduciosi sull’intenzione di rivedere e potenziare il Piano Strategico Nazionale per il settore biologico, purtroppo solo annunciato e lasciato privo di risorse dal precedente Governo. Riteniamo positiva anche l’intenzione di aprire un confronto con le rappresentanze delle imprese su temi normativi anche a livello europeo, avendo come punto di riferimento primario la tutela del Made in Italy agroalimentare. Chiediamo anche che si intervenga velocemente sul Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei pesticidi. Per rispondere alle esigenze legate al crescente interesse da parte dell’agricoltura convenzionale alla conversione verso il biologico, riteniamo necessario dotare il Paese di un sistema adeguato di formazione, linee tecniche e consulenza supportato dalla ricerca. L’obiettivo è consolidare ulteriormente, con le massime garanzie, la leadership italiana sui mercati europei e mondiali dei prodotti biologici, riducendo le importazioni di materie prime bio da Paesi Terzi”, precisa Paolo Carnemolla, Presidente FederBio.
In attesa che venga attribuita la delega per le funzioni di controllo del settore, la Federazione riconosce l’impegno straordinario svolto dai Carabinieri nell’attività di verifica del comparto biologico, così come quella dell’Ispettorato centrale repressione frodi del Ministero. FederBio rinnova, infine, l’esigenza che si giunga alla creazione di una cabina di regia nazionale finalizzata ad affrontare efficacemente le vere criticità che si possono determinare, gestendo in maniera corretta la comunicazione in modo da evitare sensazionalismi privi di fondamento.
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FederBio commenta il nuovo Regolamento europeo sull’agricoltura biologica
federbio
In relazione alle direttive europee recentemente pubblicate sulla Gazzetta ufficiale, la Federazione esprime ulteriori considerazioni su: l’accesso alla certificazione di gruppo, la frequenza dei controlli, gli OGM, i residui accidentali e tecnicamente inevitabili di pesticidi.
Bologna, giugno 2018 – Nell’ottica di garantire la massima trasparenza e tutelare la salute dei consumatori, FederBio evidenzia alcune note di commento su aspetti del nuovo Regolamento europeo sull’agricoltura biologica che entrerà in vigore nel 2021.
In generale, il giudizio della Federazione continua ad essere in parte negativo pur apprezzando come il documento integri alcune delle principali richieste dei produttori biologici.
Tra i temi al centro dell’attenzione della Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica l’accesso alla certificazione di gruppo che, seppur valutato positivamente, andrebbe modificato inserendo il criterio del fatturato al posto della dimensione aziendale. “Riteniamo strategico basarsi sul fatturato poiché, ad esempio, 5 ettari di vigneto a Montalcino, tre ettari di meleto in Val di Non, ammesso che esistano nella zona realtà così grandi, o cinque ettari di pescheto a Cesena non fanno di certo pensare a strutture che possano definirsi piccole aziende”, spiega Paolo Carnemolla, Presidente FederBio.
Per quando concerne i residui accidentali e tecnicamente inevitabili di pesticidi, FederBio rimarca che la soglia di contaminazioni non autorizza l’uso di fitofarmaci di sintesi nella produzione biologica. Tale soglia serve solo per offrire criteri uniformi di valutazione nello svolgimento dell’attività di controllo.
“Attualmente, solo in Italia non può venire concessa la certificazione bio sopra la soglia di 0,01 ppm, pari a 1 grammo di fitofarmaco su 100 tonnellate di prodotto, neppure se dalle verifiche ispettive risulti l’assoluta estraneità dell’operatore alla contaminazione. Al di sotto di tale soglia, ad esempio, in presenza di un residuo di 0,003 ppm, 1 grammo di fitofarmaco su 333 tonnellate di prodotto, l’organismo di controllo deve condurre una
specifica indagine per accertare se la contaminazione dipenda da fattori al di fuori del controllo dell’operatore. Le regole europee sull’agricoltura biologica impongono di non usare prodotti chimici di sintesi, ma non possono garantire l’assoluta assenza di residui in quanto la certificazione è di processo e non di prodotto. Considerando che già nelle acque d’irrigazione si trovano residui di fitofarmaci il cui uso è cessato da decenni, ci chiediamo come sia possibile attribuire agli agricoltori biologici questa responsabilità. Ciò in considerazione anche del fatto che i fenomeni di inquinamento ambientale, come attestano gli stessi regolamenti europei, sono tecnicamente inevitabili”, continua Carnemolla.
FederBio ritiene inoltre fondamentale un approccio uniforme a livello europeo per evitare che imprese di trasformazione italiane debbano rifiutare prodotti agricoli nazionali con contaminazioni accidentali e tecnicamente inevitabili nella misura di 0,011 ppm e accettare, per il criterio della libera circolazione delle merci, un prodotto estero con contaminazione perfino maggiore.
Su questo punto il nuovo Regolamento europeo, rinviando ogni decisione e dando agli Stati membri cinque anni di tempo per adeguare la propria normativa nazionale, rischia di penalizzare gli agricoltori italiani.
Sul punto relativo alla coltivazione fuori terra, FederBio sottolinea come si tratti di un regime transitorio concesso a un gruppo di aziende biologiche danesi, svedesi e norvegesi, che possono coltivare funghi, fragole e ortaggi in cassoni di terra nelle serre, sistema di coltivazione vietato a livello europeo dal Reg. UE 2018/848. La deroga riguarda un’area complessiva di circa 20 ettari già identificati e non aumentabili, cioè lo 0,00016% dei 12,1 milioni di ettari coltivati secondo metodo biologico in UE.
Sugli OGM, tema sul quale la Federazione è particolarmente sensibile, si precisa che la soglia di contaminazione accidentale o tecnicamente inevitabile con OGM autorizzati in UE non è neppure citata nel regolamento sulle produzioni biologiche. È stata invece definita in quota 0,9% dal Reg. CE 1829/03 e si applica a tutte le produzioni, convenzionali e biologiche, a condizione che gli operatori siano in grado di dimostrare alle autorità competenti di avere adottato tutte le misure appropriate per evitarne la presenza.
Positivo il giudizio sulla certificazione delle importazioni che prevede lo stesso controllo e le medesime tecniche di produzione adottate in Europa per i prodotti biologici extra UE.
“Considerando le diversità oggettive tra i vari Paesi, ad esempio climatiche,
non ha molto senso stabilire che le tecniche di produzione debbano essere le medesime. Una volta che sia inequivocabilmente rispettato lo spirito della norma possono ben esserci leggere differenze tecniche. Nell’allevamento gli animali devono avere libero accesso al pascolo quando la stagionalità lo consenta: attualmente pascolano di più i manzi delle aziende del Sud Europa che quelle del Nord coperto dalla neve per buona parte dell'anno, ma ciò non significa che il latte prodotto nel nord della Svezia sia ‘meno biologico’ di quello italiano”, precisa Carnemolla.
Infine, per quanto concerne la frequenza dei controlli, FederBio ritiene che dopo tre anni di ispezioni senza problemi, la verifica obbligatoria debba continuare ad essere annuale e non biennale come prevede il nuovo Regolamento.
FederBio (www.federbio.it) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali.
Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.
La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
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Workshop - La PAC post 2020: luci e ombre nella proposta di Regolamento - Milano, mercoledì 4 luglio 2018
Mercoledì 4 luglio 2018 - Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali Università degli studi di Milano - via L. Mangiagalli 25, Milano - dalle 14.00 alle 18.00
Workshop: La PAC post 2020: Luci e ombre nella proposta di Regolamento
Il 1° giugno 2018 è stata presentata dalla Commissione Europea la nuova proposta di Regolamento per la Politica Agricola Comune (PAC). Vogliamo ora cogliere la possibilità di orientare il dibattito in sede italiana e europea, per questo organizziamo un incontro allo scopo di analizzare da molteplici punti di vista la proposta di regolamento per valutarne le ricadute sulla biodiversità e l’ambiente, il paesaggio, la messa in sicurezza del territorio, la salute dei cittadini e il welfare sociale delle aree rurali, il sostegno agli agricoltori che praticano un’agricoltura sostenibile.
Le associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura aprono un confronto con accademici, esperti di diversi settori e portatori di interesse il 4 Luglio 2018 dalle 14.00 alle 18.00, presso il Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali. La giornata sarà strutturata in un momento collegiale e in 3 sottogruppi di lavoro dedicati guidati da un moderatore.
Questi i tre quesiti su cui lavoreremo insieme:
GRUPPO 1. Scompare il Greening, come gestire il nuovo strumento degli Eco-scheme?
GRUPPO 2. Il piano nazionale strategico e le grandi sfide ambientali (acque, clima, rete natura2000, abbandono aree interne)
GRUPPO 3. Come poter favorire modelli innovativi e sostenibili (es. agricoltura biologica e agricoltura sociale) nella nuova PAC?
Ogni contributo è importante, Ti aspettiamo!
Per info e registrazione, clicca qui
Progetto “La nostra agricoltura, il nostro cibo, il nostro ambiente. Campagna per una politica agricola sostenibile nell’Unione europea”. Lipu, FAI-Fondo Ambiente Italiano, Legambiente, WWF in collaborazione con le associazioni del biologico e del biodinamico. Con il contributo di Fondazione CARIPLO
Prodotti «bio» ovunque «Bene, occhio ai prezzi»
federbiomercato bio«Boom di consumi, ma se costano poco c’è qualcosa che non quadra»
Prodotti biologici sempre più accessibili e ormai presenti anche nelle filiere dei grandi marchi industriali. Una scelta che coniuga l’attenzione
all’ambiente a quella per la salute delle persone e per il benessere degli animali, e che ieri ha attirato in piazza dei Signori molti veronesi in occasione della prima edizione della festa del Bio organizzata e promossa da FederBio […].
FONTE
TESTATA: L’Arena
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 24 Giugno 2018
Bio, settore portante dell’agroalimentare nazionale: un nuovo record di vendite nella GDO. Agli italiani stanno sempre più a cuore l’ambiente e la salute
AssoBio presenta all'assemblea annuale dei soci a Milano i nuovi dati di scenario rilevati da Nielsen. Aumenta il peso del bio nel mercato totale Food. Superata quota 1miliardo e mezzo di vendite nella GDO con un + 15,8% nei supermercati e un +11,7% negli ipermercati.
Milano, 22/06/18 – Il biologico cresce ancora e si consolida tra le abitudini d’acquisto degli italiani. Lifestyle e informazione condizionano sempre di più il carrello orientando i consumatori a scelte alimentari consapevoli, selettive e di valore. Il mercato non è più solo quello di oltre 1.200 negozi specializzati, i pionieri del settore, ma anche quello della grande distribuzione dove per la prima volta il bio supera il miliardo e mezzo di vendite.
Gli ultimi dati di scenario rilevati da Nielsen e presentati da AssoBio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici, confermano un trend assai positivo. Dopo un triennio eccezionale che ha visto un’impennata delle vendite a tassi annui tra il 18 e il 19%, il biologico è tornato a crescere a un tasso del 10.5%, più normale (se così si può dire, visto che l’alimentare nel suo complesso cresce solo del 2.8%).
Le vendite nei supermercati sono a + 15,8%, quelle degli ipermercati a +11,7%. Dei 1522 milioni di maggiori vendite di alimentari nell'ultimo anno, 156 milioni derivano da prodotti biologici.
Nella GDO il numero di referenze biologiche è aumentato del 18%. I prezzi? In leggera diminuzione (fatto 100 il costo della media convenzionale, quello bio è sceso da 152 a 149, quando era 160 nel 2016).
Nell’ultimo anno 1,3 milioni di famiglie in più sono diventate consumatrici abituali: il biologico entra ormai ogni settimana nel carrello di 6.5 milioni di famiglie (26% del totale); altrettanti son diventati nuovi acquirenti: ormai acquistano almeno saltuariamente prodotti biologici 21,8 milioni di famiglie, l’88% del totale.
I prodotti best seller in GDO sono: uova, gallette di cereali soffiati, confetture e spalmabili a base frutta, bevande vegetali sostitutive del latte, olio extravergine d’oliva, latte fresco, pasta, frutta secca sgusciata, yogurt intero, biscotti.
Per quanto riguarda la distribuzione dei consumi: a crescere di più è il sud (+19,7%), ma la penetrazione è ancora limitata al 2.1%; nel Nord Est il bio pesa il 4,4% della spesa alimentare e cresce del 14,1%, al Centro il peso è del 3,6% e la crescita del 14,9%, a nord ovest quota del 3,5% e incremento del 12,1%.
In Europa sono oltre 300mila le aziende agricole biologiche (64.818 le italiane, che coltivano senza un grammo di sostanze chimiche di sintesi 1.796.363 ettari, +20,3% in un anno, il 14,5% della superficie agricola totale).
“La conversione all'agricoltura biologica è una necessità: dopo settant'anni di ricorso dissennato alle sostanze chimiche di sintesi ci troviamo con pochissima sostanza organica nei suoli e con una preoccupante presenza di residui di fitofarmaci nelle acque superficiali e in quelle delle falde profonde”- ha ricordato il presidente di AssoBio Roberto Zanoni. “L’Italia famosa nel mondo per il suo cibo è anche è il maggior
consumatore di pesticidi per unità di superficie in Europa Occidentale, con valori doppi rispetto a quelli di Francia e Germania. A ciò si aggiunge la seria problematica dell’antibiotico-resistenza: batteri pericolosi per l’uomo sono diventati resistenti a farmaci essenziali per l’uomo, in seguito all’impiego massiccio e indiscriminato di queste sostanze negli allevamenti. In Italia la quantità di antibiotici per animale è più che doppia della media europea, è tre volte quella della Francia e cinque volte quella della Gran Bretagna. Il nostro sistema si avvia al collasso, e questo senza neanche la scusa che sia necessario alla salute economica delle aziende agricole, che continuano a chiudere perché i prezzi non sono sufficienti a coprire le spese di produzione, basta pensare alle proteste per il latte, per il grano e per i pomodori. E purtroppo numerose aziende tentano di resistere ricorrendo al caporalato. Per questo non ha senso contestare al prodotto biologico un prezzo più elevato: non si possono usare come termine di paragone prezzi che costringono le aziende a chiudere o le inducono a un inaccettabile sfruttamento dei lavoratori”.
“Se poi aggiungiamo i costi dell’inquinamento, che in barba al principio di “chi inquina paga” non sono addebitati a chi è responsabile delle contaminazioni delle nostre acque prima con l’atrazina e ora col glifosate, ma vengono scaricati sulla collettività, è evidente che il prezzo indicato sul cartellino non è quello vero”.
Quello della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente è citato come motivo d’acquisto da 29 consumatori italiani su 100, mentre 34 segnalano la qualità superiore dei prodotti biologici.
Il drive più forte, però, rimane quello della sicurezza, citato da 76 consumatori su 100, che si rivolgono al biologico ritenendolo più sicuro per la salute, più degno di fiducia per la certificazione o su consiglio del pediatra.
“Qui entrano in campo le nostre aziende: nei prodotti biologici niente coloranti, conservanti, edulcoranti, esaltatori di sapidità eccetera. C’è l’espresso divieto della legge europea, ma sarebbe comunque insensato rovinare con inutili additivi una materia prima di qualità eccezionale”, conclude Zanoni.
AssoBio. Fondata nel 2006 da 11 imprese, AssoBio conta oggi oltre 80 soci che pesano per oltre il 50% del mercato nazionale. Tra i suoi obiettivi l’integrità, il miglioramento della qualità e della quantità dei prodotti biologici, la tutela e il sostegno allo sviluppo delle imprese. AssoBio rappresenta inoltre le aziende biologiche nei confronti delle istituzioni europee, delle autorità competenti nazionali, nell’ambito della federazione interprofessionale italiana FederBio, dell’organizzazione europea IFOAM-EU, di quella mondiale IFOAM Organics e dei loro gruppi di lavoro tecnici, di cui è parte attiva.
Coordinamento Ufficio Stampa
Patrizia Adami Mail: patrizia@clabcomunicazione.it
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Fonte: AssoBio
Convegno: La montagna che produce e innova - Pratovecchio Stia, sabato 23 giugno 2018
Sabato 23 giugno 2018 - Pratovecchio Stia (Arezzo)
Si svolgerà sabato 23 giugno all'interno della quarta edizione di VIVEREBIO, rassegna dedicata al mondo del biologico, il convegno dal titolo "La montagna che produce e innova". All'evento parteciperà Maria Grazia Mammuccini (FederBio) in qualità di moderatrice della Tavola Rotonda dal titolo "Quali opportunità per uno sviluppo sostenibile di vallata" in programma alle ore 12.15.
PROGRAMMA:
- 9.00 Registrazione
- 9.30 INAUGURAZIONE Saluti istituzionali
- 10.00 Strumenti e opportunità per i territori della montagna
Modera Donato Romano, Accademia Georgofili (FI)
- 10.15 Le opportunità per la montagna: la strategia delle aree interne
Raoul Romano, CREA
- 10.45 Il ruolo europeo e italiano di Euromontana
Enrico Calvo, ERSAF - Euromontana coord. Italia
- 11.15 La valorizzazione dei prodotti tipici
Marina Lauri, ANCI Toscana
- 11:45 Il Bando regionale per le Cooperative di comunità
Vittorio Bugli, ass. alla Presidenza Regione Toscana
- 12.15 Tavola Rotonda: quali opportunità per uno sviluppo sostenibile di vallata
Modera Maria Grazia Mammuccini, FederBio
Nicolò Caleri, Sindaco di Pratovecchio Stia
Eleonora Ducci, Unione dei Comuni del Casentino
Daniele Bernardini, Sindaco di Bibbiena
Paolo Cerofolini, ass. Biodistretto Casentino
Alessandro Triantafyllidis, Biodistretto Val di Vara
Presentazione del protocollo territoriale per la nascita del Biodistretto del Casentino
- 15.30 Inaugurazione Officine Capodarno
Nicolò Caleri, Sindaco di Pratovecchio Stia
Vincenzo Ceccarelli, Assessore alle Infrastrutture, mobilità, urbanistica e politiche abitative Regione Toscana
Luca Santini, Presidente Parco Nazionale Foreste Casentinesi
Eleonora Ducci, Unione dei Comuni del Casentino
- 16.30 Presentazione della mostra degli elaborati prodotti dagli studenti nell’ambito del Laboratorio “Design e tecnologie per la sostenibilità”, del Corso di laurea Magistrale in design presso il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze
Eleonora Ducci, Unione dei Comuni del Casentino
Alfredo Bresciani, Ufficio Forestazione Unione dei Comuni del Casentino
Giuseppe Lotti, Presidente CDL Magistrale in Design al dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze Marco Fioravanti, docente CDL Magistrale in Design- Dipartimento GESAAF UNIFI
Modera Andre a Rossi, Ecomuseo del Casentino
Nella splendida cornice di Piazza dei Signori, la quarta tappa del tour di FederBio
federbioVerona ospita la Festa del BIO: degustazioni, prove sensoriali, talk e show cooking.
Una kermesse che traccia un percorso impegnato verso l’informazione e la lotta ai pesticidi chimici di sintesi.
E a fine giornata il BIOaperitivo!
Bologna, 19 giugno 2018. Dopo i successi di Milano, Torino e Roma, la Festa del Bio giunge ora a Verona, nella centralissima Piazza dei Signori, sabato 23 giugno, dalle ore 10 alle 19. Questo tour nazionale è organizzato da FederBio per promuovere la conoscenza e il consumo dei prodotti biologici certificati, nel rispetto dell’ambiente, dell’uomo e della biodiversità.
Per il biologico il 2017 è stato l’anno del boom; un settore sempre più dinamico e portante dell’economia italiana, dove il solo consumo interno vale 3,5 miliardi: +15% rispetto al 2016 e +153% dal 2008. Un settore che traina la crescita dei giovani che puntano a un ritorno all’agricoltura, soprattutto a quella biologica: solo dal 2013 al 2016 il numero di aziende agricole biologiche è aumentato del 40%, mentre nell’agricoltura tradizionale, in vent’anni, l’Istat ha registrato un crollo del 46%. Il biologico, quindi, non è un ritorno al passato, ma una scelta orientata al futuro.
Sono circa 1.800.000 gli ettari in Italia coltivati secondo metodo biologico: quasi il 15% della superficie agricola totale, con un incremento di oltre il 20% rispetto al 2015. Cifre che confermano la piena consapevolezza di una società che vuole fermamente tutelare la propria salute, ma anche l'ambiente e la natura.
Cresce l'attesa per l’appuntamento del 23 giugno a Verona: nella splendida cornice di Piazza dei Signori sarà allestito il Villaggio del BIO dove, per tutta la giornata, dalle 10 alle 19, con ingresso libero e gratuito, si alterneranno eventi creati per ogni fascia d’età e degustazioni di prodotti biologici Made in Italy. Lo spazio del Villaggio è allestito per ospitare espositori di prodotti e servizi del mondo biologico, offrire un ricco programma di iniziative di promozione e informazione, oltre che coinvolgere direttamente aziende, giornalisti, blogger, esperti, studenti, adulti e bambini sui temi dell’alimentazione naturale e della sostenibilità ambientale.
Immancabili le degustazioni free di cibi biologici e gli show cooking in diretta dal palco dell’arena. Da non perdere alle 11.00 l’appuntamento con lo chef stellato Leandro Luppi e la sua “Carbonara di lago” e alle ore 13.15 appuntamento con il giovane chef Martino Scarpa impegnato nella realizzazione di un piatto specialissimo con un mix di sapori del territorio, ovviamente tutto BIO certificato.
Alle ore 17.30 - a chiusura della Festa - il BIOaperitivo offerto a tutto il pubblico del Villaggio.
“Qui in riva all’Adige, un territorio tra i più coinvolti nelle produzioni biologiche, possiamo esprimere tutta la nostra soddisfazione per il successo che sta riscuotendo la Festa del BIO – dichiara il Presidente di FederBio, Paolo Carnemolla – una kermesse che avvicina i consumatori al mondo del bio e diffonde la cultura della sana alimentazione.”
Tra gli appuntamenti da segnare in agenda, il talk fissato alle 11:50 dall’inequivocabile titolo: “I pesticidi non solo dentro di noi”; ne discuterà Maria Grazia Mammuccini, responsabile del progetto “Cambia la Terra” insieme ad altri esperti del settore. Spazio sarà dato, anche, alle voci che sono impegnate sul territorio locale nella lotta all’uso di pesticidi chimici di sintesi.
Nel pomeriggio (ore 16:00) sarà protagonista un momento informativo con il talk “Il valore del benessere animale in agricoltura biologica”; un’interessante tavola rotonda per parlare degli standard predisposti da FederBio per stimolare il pubblico a riflettere sull’importanza del trattamento degli animali durante tutto il loro percorso di vita.
Ma Festa del Bio è, anche, degustazioni, show cooking e molti momenti ludici pensati per i più piccoli in uno spazio interamente dedicato a loro: il Baby BIOpark; tra il laboratorio “Esperienza Tattile, quello sensoriale "Frutta e verdura BIO”, la merenda tutta BIO con il riciclo creativo dei packaging, i piccoli ospiti avranno pane (bio) per i loro denti!
Il tour della Festa del BIO si concluderà a Bologna l'8 settembre, nella centralissima Piazza Minghetti: una tappa di chiusura con un programma denso di eventi speciali, per terminare questo itinerario di sensibilizzazione in grande stile.
Per maggiori informazioni: www.festadelbio.it
Ufficio Stampa Gruppo Atomix – Barbara Mancini b.mancini@gruppoatomix.com 366 1643835
FederBio rassicura: nessun allarmismo sul biologico
federbioIn risposta alle recenti notizie sul “falso biologico” alimentare, la Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica sostiene le operazioni condotte dai Carabinieri Nucleo Tutela Agroalimentare e ridimensiona l‘entità dei valori resi noti.
Bologna, 15 giugno 2018 – La maxi operazione di repressione frodi condotta sull’intero territorio nazionale dai Carabinieri del Nucleo Tutela Agroalimentare nell’ambito del settore biologico trova pieno sostegno da parte di FederBio, da sempre a fianco dell’Arma per un’azione di prevenzione e scoperta delle non conformità sempre più efficace.
La Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica precisa che gli esiti delle indagini evidenziano tuttavia frodi di modeste dimensioni e in ambiti molto specifici, che nulla hanno a che vedere con la reale dimensione del mercato dei prodotti biologici in Italia. Tali esiti non autorizzano quindi ad affermare che la maggioranza della popolazione italiana sarebbe esposta al rischio di frodi alimentari.
“Se fosse realmente così – dichiara Paolo Carnemolla, Presidente FederBio - i Carabinieri del NTA avrebbero svolto un’attività d’indagine inefficace, in relazione ai risultati quantitativi dell’operazione, cosa che evidentemente non è. Con l’insediamento del nuovo Governo e il completamento della squadra che affiancherà il ministro Centinaio ci sono finalmente le condizioni per dare piena attuazione alla riforma del sistema di certificazione di settore e anche, ci auguriamo, per poterla migliorare. Su questo terreno FederBio è come sempre pronta al confronto con tutti gli attori istituzionali e con le organizzazioni di rappresentanza delle imprese, respingendo ogni allarmismo ingiustificato e fuorviante rispetto alle reali garanzie che tutto il sistema deve assicurare ai consumatori che scelgono i prodotti biologici”, conclude Carnemolla.
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Milano, Torino e Roma… terminata anche la terza tappa della Festa del BIO. A Roma tutti pazzi per il BIO!
federbioDegustazioni, incontri con gli esperti, giochi e laboratori per bambini: alla kermesse organizzata da FederBio, nella meravigliosa cornice del Giardino di Palazzo Venezia, era tutto perfettamente in armonia
Roma, 12 giugno 2018. Grande successo di pubblico per la terza tappa romana della Festa del BIO; le ore sono trascorse immersi in un’atmosfera giocosa deliziata dal clima primaverile e da un palinsesto di eventi e incontri stimolanti ed interattivi. Una giornata intensa aperta dai saluti dell’Onorevole Daniele Diaco, Presidente della Commissione di Roma Capitale Ambiente, che ha definito questo evento legato al BIO come uno stimolo e una grande sfida, un modo per riscoprire il valore del biologico per una città grande come Roma e per i romani che, considerando la massiccia presenza per tutta la giornata e l’interesse mostrato per i numerosi appuntamenti con gli esperti, sicuramente non mancheranno di rispondere con lo stesso entusiasmo di sabato alle proposte dell’amministrazione locale. Ai saluti istituzionali era presente anche Francesco Scacchetti, intervenuto in rappresentanza dell’Assessore regionale Enrica Onorati, che ha voluto - tramite la voce del suo delegato - ribadire l’impegno preso per una collaborazione con FederBio per dare maggiore sostegno e un vigoroso sviluppo del settore bio nel Lazio e per appoggiare e incentivare iniziative di promozione come la Festa del Bio.
Nel ricco palinsesto dell’arena dedicata ai talk, ancora una volta la lotta ai pesticidi è stato uno dei grandi temi affrontati durante la giornata e ne hanno parlato, in una intensa tavola rotonda moderata dalla giornalista Gabriella Facondo: Maria Grazia Mammuccini, responsabile del progetto Cambia la Terra – FederBio, Fulco Pratesi, fondatore e presidente onorario di WWF Italia, Lorenzo Ciccarese, ricercatore ISPRA, Laura Di Renzo, Professore associato di Nutrizione clinica e nutrigenomica e Vanessa Pallucchi, vice presidente di Legambiente.
“Concretamente il biologico è un modo di produrre normato - oramai da molti anni - da un regolamento europeo: chi produce biologico deve rispettare il disciplinare di questo regolamento e deve essere certificato biologico. Per un prodotto, essere biologico significa non fare uso della chimica di sintesi, quindi, né concimi chimici né pesticidi; significa rispettare la terra integrando tutti gli anni la sostanza organica per mantenere il terreno fertile, applicare il principio delle rotazioni colturali per non impoverire il suolo e usare la biodiversità nelle sementi, nelle piante e nelle razze che si allevano.” Queste le parole di Maria Grazia Mammuccini usate per spiegare, al folto ed attento pubblico, cosa vuol dire esattamente biologico.
Il benessere animale è stato il secondo importante tema che ha animato il palcoscenico all’interno del suggestivo refettorio di Palazzo Venezia. A parlarne: Carla De Benedictis, medico veterinario, Anna Beatrice Federici, allevatrice e Tullio Melchiorri, responsabile allevamenti bio; Uu colloquio a tre moderato dal giornalista Lorenzo Tosi.
Voci diverse che partono da esperienze diverse, accomunate da un’unica idea legata all’importanza di imparare a rispettare gli animali da allevamento durante tutte le fasi della loro vita. In particolare, negli allevamenti biologici emerge l’importanza dello spazio in cui vivono, che deve essere adeguato e sufficientemente ampio per non mettere mai i capi in pericolo di trasmissione di malattie ed evitare quindi l’uso di antibiotici.
Una giornata ricca ed intensa, quindi, con incontri con esperti del settore, studiosi e ricercatori, ma anche momenti ludici per grandi e bambini. Diverse le degustazione dei prodotti biologici delle aziende sponsor che hanno presentato al pubblico romano e ai turisti, un menù ricco di ricette italiane e connubi particolari, a volte mixando le loro produzioni.
Sempre per parlare di cibo e per vedere come si realizzano semplici ricette della tradizione italiana, all’interno del refettorio di Palazzo Venezia, molto seguiti sono stati gli show cooking della food blogger romana Serena Bringheli e della chef Barbara Agosti di ZUM, che ha preparato per l’occasione un classico della cucina nazionale: il tiramisù tutto biologico, definito – da chi ha potuto degustarlo – “paradisiaco”.
L’entusiasmo per questa terza tappa è stato condiviso da tutti e anche nelle parole di ringraziamento del presidente di FederBio, Paolo Carnemolla, si è sentita l’energia di chi si è impegnato con forza ed ha creduto in questo progetto così complesso.
Un evento che solitamente si svolge nelle piazze e che in questa terza occasione, anche
grazie al supporto di Rigoni di Asiago e Fondaco e alla disponibilità dell’architetto Sonia Martone, direttrice del Polo Museale di Palazzo Venezia, è stato portato in una bellissima location che ha dato a questa giornata una connotazione diversa.
“Una terza tappa che all’interno di Palazzo Venezia ha dato prestigio al format itinerante.” – afferma il presidente di FederBio – “Un evento che vuole parlare del biologico ai consumatori, coloro che sostengono questo settore, che ci consentono di crescere a due cifre e di rappresentare una delle poche opportunità dell’agricoltura italiana di essere economicamente sostenibile, non solo a livello ambientale ma anche da un punto di vista della resilienza degli agricoltori; è l'agricoltura del futuro, che parla soprattutto alle nuove generazioni, e quindi diventa importante raccontarla e farla conoscere anche a chi non è abituato a comprare i prodotti bio.” Un importante auspicio che chiude questo terzo appuntamento e muove tutti i soggetti intervenuti per continuare verso questa direzione.
La Festa del BIO si sposterà a Verona il 23 giugno, per chiudere infine a Bologna l'8 settembre. Per maggiori informazioni: www.festadelbio.it
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