Superata ogni aspettativa per la prima tappa della Festa del BIO

E’ partito da Milano sabato 12 maggio il grande tour di FederBio nelle più importanti città d’Italia

La vivace kermesse ha debuttato nel centro meneghino, coinvolgendo migliaia di visitatori grazie al nutrito programma di eventi.

Milano. 12 maggio 2018. - Dopo il successo dell’edizione 2017, anche quest’anno Milano e i milanesi hanno premiato la Festa del BIO e, nonostante il tempo incerto, hanno affollato il villaggio del biologico di Via Mercanti. Organizzata da FederBio, in partnership con Fiera Milano/TUTTOOOD, questa prima tappa del Tour 2018 ha richiamato oltre 6000 visitatori agli stand del villaggio del BIO, ai talk, ai giochi, alle degustazioni.

Inserita nel ricco calendario di iniziative della “Milano Food City” l’evento si è confermato uno spazio aperto di confronto, ricerca, comunicazione e arricchimento reciproco, in grado di coinvolgere gli avventori con un nutrito programma di attività informative e ludiche.

La festa si è aperta con il talk dal titolo “Il valore del benessere animale in agricoltura biologica” insieme a Davide Bochicchio, medico veterinario – GdL FederBio. Sujen Santini, medico veterinario – vice direttore tecnico della Coop COMAZOO, Leandro Giusti, responsabile allevamenti Fileni e Gianluca Ferrari, Vice Presidente Gruppo Granarolo; moderava il giornalista di VVQ Edagricole, Lorenzo Tosi.

Opinione comune a tutti i relatori presenti la necessità di affermare il principio guida dell’allevamento biologico codificato da FederBio, per assicurare il benessere animale nel rispetto della sua libertà, riconosciuta in cinque punti: libertà dalla fame e dalla sete, dai disagi ambientali, dal dolore e dalle malattie, dallo stress e dalla paura e di poter manifestare il proprio repertorio comportamentale, anche in ambito sociale.

La vita degli animali allevati con il metodo biologico, infatti, dovrebbe avvicinarsi il più̀ possibile ai loro cicli naturali e le tecniche di gestione dell’allevamento devono soddisfare le esigenze fisiologiche ed etologiche delle diverse specie. In agricoltura biologica non sono autorizzati allevamenti di tipo industriale con animali sempre chiusi in stalle, né sono ammesse gabbie o batterie; è vietato tenerli legati o in condizioni di isolamento e la riproduzione non deve essere indotta da trattamenti artificiali (ormoni o sostanze affini).

E dal sistema del welfare animale di FederBio - Davide Bochicchio – medico veterinario che ha contribuito alla definizione di questo standard, porta un unico messaggio, semplice, ma assoluto: “Per gli animali da allevamento biologico ci vuole pascolo, pascolo, solo tanto pascolo, così potranno essere animali sereni dal quale potrà essere prodotto cibo di qualità.”

Animato dallo stesso principio, Gianluca Ferrari, Vice Presidente Gruppo Granarolo, che afferma: “per la nostra filiera degli allevamenti biologici, le mucche hanno più spazio, libertà di movimento e l’accesso ad un pascolo all’aperto.”

Anche per Fileni BIO - da sempre attento alla salvaguardia della regione Marche dove è nato e in cui opera -  sostiene che lo stesso amore per la propria terra è una linea guida nel rispetto del benessere dei loro polli, allevati in campi completamente dedicati a loro, liberi di razzolare e nutriti con mangimi 100% biologici e prodotti sul territorio. “Inoltre – sottolinea Leandro Giusti, responsabile allevamenti Fileni - gli allevamenti biologici sono anche una “scusa” per migliorare l’approccio con il territorio stesso e per la sua salvaguardia.”

Un folto ed interessato pubblico presente anche durante la realizzazione della fase finale del contest “Buono! E’ BIO”, riservato agli chef del futuro e organizzato da FederBio per questo importante tour in 5 città d’Italia, dove sono stati coinvolti altrettanti Istituti Alberghieri, con l’obiettivo di incontrare i giovani chef, i veri protagonisti della festa, per insegnare loro il rispetto della biodiversità e dell’importanza di introdurre sempre più prodotti biologici certificati nei loro menù. A Milano erano presenti gli studenti Andrea e Vincenzo dell’IPSOA “Carlo Porta” che si sono cimentati nella preparazione di un menù a quattro mani.

Con Marcello Zaccaria, invece, il famoso chef dell’Accademia Barilla, il pubblico ha imparato qualche piccolo segreto per una cottura perfetta della pasta e l’importanza di utilizzare materie prime di qualità.

Dalla Festa del BIO anche un’interessante tavola rotonda tutta al femminile anticipata dai saluti istituzionali di Cristina Tajani, Assessore alle Politiche del Lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse Umane del Comune Di Milano. La discussione si è aperta con il saluto di Giulia Maria Crespi, Presidente onorario del FAI, che non ha potuto partecipare di persona alla kermesse, ma che ha voluto lanciare un importante messaggio attraverso una lettera letta dalla moderatrice del secondo talk della giornata Gabriella Facondo, giornalista e autrice radiotelevisiva di TV2000.

Sono anzitutto felice di constatare che la realtà del biologico cresce forte nel nostro Paese purtroppo però le nostre campagne sono ancora invase dal glifosato, un miscuglio di veleni irrorato per dare morte alle erbe infestanti, che con la pioggia finisce nella terra e poi nelle falde e nei fiumi e infine sulle nostra tavola.” Mi riempie, però, di fiducia sapere che tanti giovani in questo momento vogliono trovare una maniera diversa di coltivare la terra.

Questo importante messaggio è stato lo spunto per parlare proprio di pesticidi ed in particolare della campagna di Cambia la TerraNo ai pesticidi, sì al biologico”; un progetto di informazione e sensibilizzazione voluto da FederBio con Isde - Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e WWF, con un comitato di garanti composto da alcune personalità del mondo dell’associazionismo e della ricerca come Fiorella Belpoggi, Direttore del Centro di Ricerca sul cancro Cesare Maltoni (Istituti Ramazzini), una delle protagoniste della tavola rotonda odierna. Tra i sostenitori del progetto anche l’azienda Rigoni di Asiago - da sempre biologica -  rappresentata in questo incontro da Cristina Cossa, Marketing Manager.

Il tema affrontato, #ipesticididentrodinoi, ha assunto una connotazione in cui la sensibilità e la risolutezza, tutta femminile, hanno fatto da sfondo ad un argomento delicato - a tratti sconcertante - cercando di dare delle risposte concrete ed un suggerimento a tutti di fare la propria parte.

 “I dati presentati in questi giorni dall’ISPRA sono allarmanti.” - evidenzia Maria Grazia Mammuccini, portavoce della campagna Cambia la Terra e consigliere delegato FederBio “Nonostante la tendenza alla diminuzione delle vendite dei pesticidi e diserbanti, nelle nostre acque e quindi in tutto l’ambiente e nella catena alimentare, i residui di sostanze tossiche per la vita anche in concentrazioni infinitesimali stanno aumentando. Per questo continueremo il nostro impegno con il progetto “Cambia la Terra”, per far crescere la consapevolezza sui danni dell’agricoltura chimica alla salute e all’ambiente”.

“Ormai è chiaro, continua Mammuccini, che occorre cambiare modello agricolo e scegliere il biologico per un futuro senza pesticidi e per questo la visione femminile è fondamentale”

A chiusura dell’intensa giornata ancora un incontro con una giovanissima ricercatrice, Federica Aglietta, dell’Università Cattolica di Milano della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali che, per il contest “Dal Campo allo Scaffale, dal Produttore al Consumatore”, ha presentato un budino prodotto con fico d’india biologico, senza zuccheri aggiunti e ricco di sostanze nutritive.

L’appuntamento milanese della Festa del Bio è stato anche occasione per fare il punto sull’andamento del comparto biologico che, come dichiara Paolo Carnemolla, presidente di FederBio – “è in piena salute e questi dati positivi ne sono la miglior conferma: la produzione biologica nazionale, rigorosamente controllata lungo l’intera filiera, sta crescendo costantemente e ci ha fatto assumere un ruolo sempre più importante nell’ambito dell’economia agricola italiana. Non dobbiamo certo sederci sugli allori, ma continuare nel nostro percorso di sviluppo al fianco di consumatori e amici del biologico, che numerosi hanno vivacizzato anche l’odierna festa di Milano”.

Dopo la tappa milanese, la Festa del BIO si sposterà, nell’ordine, a Torino (26 maggio), Roma (9 giugno), Verona (23 giugno) per chiudere a Bologna (8 settembre). Per maggiori informazioni: www.festadelbio.it

 

 

Ufficio Stampa

Gruppo Atomix - Barbara Mancini

b.mancini@gruppoatomix.com

366 1643835


Rapporto ISPRA. Pesticidi aumentano invece di diminuire. Cambia la Terra: via subito i contributi a chi inquina con glifosato e altri diserbanti

Roma 10/05/2018 - I pesticidi nelle acque sono in aumento e i livelli di contaminazione sono sopra i limiti in quasi un quarto dei punti di monitoraggio delle acque superficiali. Il glifosato, particolarmente nella forma del suo metabolita AMPA, arriva a superare gli standard di qualità delle acque in quasi il 48% dei siti monitorati. Il rapporto nazionale pesticidi nelle acque, presentato oggi da Ispra, disegna una mappa dei corsi d’acqua e delle stesse falde sotterranee in cui la contaminazione da pesticidi continua a crescere e in cui – paradossalmente – sostanze come l’atrazina, bandite ormai 26 anni fa dai nostri campi, continuano a girare indisturbate nelle acque che poi ricaricano i nostri acquedotti. L’atrazina supera infatti i limiti di concentrazione consentita nell’8,3% dei punti di analisi delle acque sotterranee.

Nelle circa due milioni di misurazioni effettuate dal sistema delle ARPA per Ispra, sono state trovate tracce di pesticidi nel 67% dei punti monitorati nelle acque superficiali: due anni fa le sostanze inquinanti erano state rilevate in una quantità minore di punti, il 63,9%. Per le acque sotterranee le analisi hanno rintracciato fertilizzanti e fitofarmaci nel 33,5% dei punti: nel rapporto 2013-2014, le analisi che rilevavano tracce di inquinanti avevano interessato il 31,7% del totale.

 

Anche il numero dei composti chimici aumenta: le analisi Ispra hanno individuato 259 sostanze contro le 224 del rapporto precedente e sulle 400 correntemente utilizzate nei nostri campi, oltre che come insetticidi casalinghi e disincrostanti per barche. Il glifosato presenta il maggior numero di superamenti delle soglie (24,5% dei casi) e il suo metabolita AMPA (prodotto dalla naturale degradazione della sostanza) sfora i limiti in quasi la metà dei punti di controllo, il 47,8%. Ma sono numerosi gli sforamenti dei tre neonicotinoidi il cui uso è stato proibito solo qualche giorno fa dall’Unione Europea.

“La situazione, nonostante una generale tendenza alla diminuzione delle vendite dei pesticidi e diserbanti, è molto grave: nelle nostre acque e quindi in tutto l’ambiente e nella catena alimentare, i residui di sostanze che sono tossiche per la vita anche in concentrazioni infinitesimali stanno aumentando. Il caso dell’atrazina è emblematico: ancora supera i limiti nelle acque sotterranee. Di fatto abbiamo preso una sostanza fortemente dannosa e l’abbiamo messa ‘in cassaforte’, nelle falde acquifere”, sottolinea Maria Grazia Mammuccini, portavoce della campagna Cambia la Terra, promossa da FederBio con Isde- medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu e WWF.

“Il punto è che si spendono soldi pubblici per ridurre l’uso dei pesticidi e invece i pesticidi nelle acque aumentano. La prima richiesta che il mondo del bio e gli ambientalisti fanno è che nell’utilizzo dei fondi europei della PAC e dei PSR sia data priorità a chi non usa chimica di sintesi come il biologico e biodinamico e che si sospendano con effetto immediato i sussidi e le sovvenzioni a chi utilizza prodotti altamente inquinanti per le falde acquifere come i diserbanti a partire dal glifosato. E’ necessario inoltre che in questa fase di revisione del Piano d’azione nazionale per la riduzione dei pesticidi (PAN) si appilichino in maniera vincolante le linee guida per la tutela delle acque e siano definite misure concrete e vincolanti a partire dalle distanze sicurezza rispetto alle aree pubbliche frequentate dalla popolazione, alle abitazioni e alle coltivazioni biologiche per evitare la contaminazione. Non si tratta di vietare, ma di chiarire che il sistema agroindustriale non può essere l’unico che sfugge alla regola del ‘chi inquina paga’”.

“Le misure in atto – continua Mammuccini – non bastano: bisogna cambiare modello agricolo. Vediamo dalle mappe Ispra che la situazione più critica per l’inquinamento è in Pianura Padana: certo questo dipende dall’esistenza di una rete maggiore e più efficace che nel resto dell’Italia, ma anche dal fatto che lì si concentra il massimo dell’agricoltura intensiva e industriale del nostro paese. Il punto è prendere atto delle alternative che ci sono soprattutto per eliminare almeno le sostanze che maggiormente sono state individuate nelle acque, i diserbanti”.

 

 

 

Ufficio Stampa

Silverback – Greening the communication

Nicola Moscheni

n.moscheni@silverback.it

+39 3403573319


Seminario - “Il Made in Italy bio di provenienza regionale (ER) nei canali esteri Ho.Re.Ca” - Cesena, giovedì 10 maggio 2018

Giovedì 10 maggio 2018 - Cesena, ore 14.30 - 17.30

c/o MACFRUT - Stand Regione Emilia-Romagna, Padiglione B1 – Area 107/109 – 132/134

 

L’incontro è rivolto ad imprenditori e figure chiave di imprese manifatturiere e della commercializzazione di prodotti bio food e non food, anche di start up al bio, con sede legale o unità produttive in Emilia-Romagna, e a rappresentanti di enti, istituzioni e associazioni di riferimento per la filiera.

Ne parliamo con:

  • Rosa Maria Bertino (BIOBANK)
  • Roberto Pinton (ASSOBIO)
  • Franca Ladogana (BIOAGRICERT)

Coordina i lavori:

  • Silvia Zamboni (giornalista esperta in tematiche ambientali - Enfap Emilia Romagna)

Obiettivi:

  • far conoscere e valorizzare eccellenze bio della nostra Regione rispetto ai canali esteri Ho.Re.Ca.;
  • sviluppare nuove competenze in ambito normativo e di certificazione bio per accedere ai mercati europei e internazionali.

Il seminario sarà occasione di promozione dei percorsi formativi studiati per favorire l’internazionalizzazione d’impresa per la filiera bio emiliano-romagnola.

Partenariato a supporto del progetto:

ALMA MATER STUDIORUM – UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BOLOGNA – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari (DISTAL) e Dipartimento di sociologia e diritto dell’economia (CESCOCOM); NOMISMA, CAAB, FederBio, AIAB EMILIA ROMAGNA, SEGRETARIATO IFOAM AGRIBIOMEDITERRANEO EMILIA ROMAGNA, ECOBIO CONFESERCENTI BOLOGNA, UNERBE CONFESERCENTI BOLOGNA, BIOAGRICERT srl, CCPB srl, BIOS SRL , IONC Gmbh, BIOESPERTI.IT, LEGAMBIENTE EMILIA-ROMAGNA, AZZEROCO2 srl, KYOTO CLUB , FONDAZIONE ALBERTO SIMONINI

La partecipazione all’evento è gratuita.

Per informazioni e iscrizioni:

ENFAP Emilia Romagna
Via Zamboni, 8 40126 Bologna
Tel. 051 352932 – 353002
segreteria@enfap.emr.it
www.enfap.emr.it
Lorella Parmeggiani - Simona Pandolfi

 


Al via l’edizione 2018 dell’appuntamento “on the road” con il cibo biologico certificato Parte da Milano la grande Festa del BIO italiano

Organizzata da FederBio, la vivace kermesse debutta nel centro meneghino e si sposta poi in altre cinque città per coinvolgere grandi e piccoli con un ricco programma di giochi, degustazioni e talk show.

 

(Bologna, 07 maggio 2018). Dopo il successo dell’edizione 2017, ritorna la Festa del BIO, organizzata da FederBio in cinque grandi città italiane da maggio a settembre 2018 per promuovere la conoscenza e il consumo dei prodotti biologici nel rispetto dell’ambiente, dell’uomo e della biodiversità.

 

Il taglio ufficiale del nastro sarà a Milano con appuntamento nella centralissima via dei Mercanti il prossimo 12 maggio, dalle 10.00 alle 19.00, nell’ambito di Milano Food City, in partnership con Fiera Milano/TUTTOFOOD. Vista la grande affluenza di pubblico dell’edizione passata, anche quest’anno FederBio si è inserita nel ricco calendario di eventi della Settimana meneghina del Cibo per raccontare e vivere il cibo e la cultura dell’alimentazione naturale e avere quindi la possibilità d’incontrare un pubblico multiforme verso il quale promuovere l’importanza del consumo di cibo biologico certificato.

 

L’evento è uno spazio aperto di confronto, ricerca, comunicazione e arricchimento reciproco, disponibile a tutti e coinvolge da mattina a sera produttori, aziende, consumatori, giornalisti, blogger, esperti, studenti, adulti e bambini con un nutrito programma di attività informative e ludiche all’insegna dei sapori naturali e del sano divertimento.

 

La Festa del BIO prevede, tra l’altro, il talk show dal titolo: Il valore del benessere animale in agricoltura biologica per evidenziare che il principio guida degli allevamenti biologici è il miglioramento delle condizioni di vita degli animali in linea con gli standard predisposti da FederBio. L’altro talk, intitolato #ipesticididentrodinoi: la scelta per la salute nostra e del pianeta è in mano alle donne, sarà una tavola rotonda tutta al femminile per parlare di chi non fa uso di pesticidi e fertilizzanti di sintesi sui campi, di chi produce e vende alimenti puliti e vede un altro futuro per il Paese.

 

Di grande interesse anche il contest “Dal Campo allo Scaffale, dal Produttore al Consumatore”, che prevede la partecipazione degli studenti e dei gruppi di lavoro delle facoltà di Agraria, Economia e Commercio e Scienze della Comunicazione delle città in cui si svolgerà la Festa del BIO. Tutte le idee e i progetti saranno valutati da una giuria di esperti e sarà premiato il progetto migliore di ogni singola tappa. In occasione dell’appuntamento finale del tour a Bologna sarà selezionato il progetto vincitore assoluto.

I progetti e le idee ammessi al concorso devono rientrare in una di queste 3 categorie: Amici del Territorio, tra sostenibilità e creatività; Impresa e Reti d’impresa Bio; Comunica il Bio.

 

Insieme a focus group, incontri con i media, istituzioni e mondo della ricerca, il Villaggio del BIO ospita anche innumerevoli spazi espositivi per presentare un’ampia gamma di prodotti e servizi del mondo biologico e dialogare con il pubblico: un nutrito programma di intrattenimento ludico e informativo invita a trascorrere alcune ore all’interno del Villaggio per imparare a leggere un’etichetta Bio, capire il significato di agricoltura biologica e biodinamica, conoscere i benefici derivanti dal consumo di alimenti biologici. Il tutto condito da momenti di piacevole convivialità, come il concorso fotografico #scattailatoBIO, gli eventi dedicati ai più piccoli all’interno del Baby BIOpark, come il laboratorio Esperienza Tattile, curato da Fileni BIO, che prevede il coinvolgimento dei bambini in un'esperienza tattile/sensoriale alla scoperta della filiera biologica o la merenda BIO a cura di Rigoni di Asiago, Barilla e Granarolo con le loro linee di prodotti biologici.

 

Sempre nell’ottica della valorizzazione delle eccellenze del biologico Made in Italy, viene organizzato il concorso “Buono è BIO” per promuovere la formazione dei cuochi del futuro e avvicinarli all’uso in cucina di prodotti biologici certificati. In particolare, la dinamica del concorso prevede il coinvolgimento di cinque Istituti alberghieri con la realizzazione di un BIO Menù, la selezione dei piatti più meritevoli e la loro realizzazione in diretta nel corso di alcuni show cooking.

 

“L’obiettivo della Festa del BIO - che ben si identifica con la mission di FederBio - sottolinea il presidente di FederBio, Paolo Carnemolla - è avvicinare il maggior numero di persone al mondo del biologico, trasmettere i valori dell’agricoltura bio e biodinamica e diffondere la cultura del consumo di cibo sano e prodotto senza agenti chimici. Per rendere sempre più edotti e consapevoli i consumatori circa il valore della scelta biologica ritengo che l’idea di organizzare un originale e dinamico road show, aperto al pubblico per offrire momenti di comunicazione, convivialità e degustazione, sia quella giusta.”

 

Dopo la tappa milanese, la Festa del BIO si sposterà, nell’ordine, a Torino (26 maggio), Roma (9 giugno), Verona (23 giugno) per chiudere a Bologna (8 settembre). Per maggiori informazioni: www.festadelbio.it

 


Al via l’edizione 2018 dell’appuntamento “on the road” con il cibo biologico certificato. Parte da Milano la grande Festa del BIO italiano

Organizzata da FederBio, la kermesse toccherà cinque città e coinvolgerà grandi e piccoli con un nutrito programma di giochi, degustazioni e talk show.

 

Bologna. 4 maggio 2018. Dopo il successo dell’edizione 2017, ritorna la Festa del BIO, organizzata da FederBio in cinque città italiane da maggio a settembre 2018 per promuovere la conoscenza e il consumo dei prodotti biologici nel rispetto dell’ambiente, dell’uomo e della biodiversità.

 

La prima tappa è Milano con appuntamento nella centralissima via dei Mercanti il prossimo 12 maggio, nell’ambito di Milano Food City, la settimana del food meneghino, in partnership con Fiera Milano/TUTTOFOOD. La grande affluenza di pubblico alla prima edizione di Milano Food City ha dimostrato quanto sia stata vincente la scelta di puntare su un calendario di eventi diffusi in città per raccontare il cibo e la cultura alimentare in generale. Questa spinta ha coinvolto anche FederBio nella scelta di inserirsi nella kermesse milanese, di cui sposa i principi; questa sarà una preziosa opportunità per incontrare un pubblico variegato verso il quale promuovere l’importanza del consumo di cibo biologico certificato.

L’evento è aperto a tutti e coinvolge produttori, aziende, consumatori, giornalisti, blogger, esperti, studenti, adulti e bambini con un ricco programma all’insegna dei sapori naturali e del sano divertimento. La Festa del BIO prevede, tra l’altro, iniziative informative (talk show) e ludiche (concorso fotografico, i giochi BIOdegusta e Nutriamoci Chiaro): sempre nell’ottica di far conoscere le eccellenze del biologico Made in Italy, c’è anche il concorso “Buono è BIO” per promuovere la formazione dei cuochi del futuro e avvicinarli all’uso in cucina di prodotti biologici certificati. In particolare, la dinamica del concorso prevede il coinvolgimento di cinque Istituti alberghieri con la realizzazione di un BIO Menù, la selezione dei piatti più meritevoli e la loro realizzazione in diretta nel corso di alcuni show cooking.

 

“La Festa del BIO – rileva il presidente di FederBio, Paolo Carnemolla - è un originale e divertente road show, aperto a tutti gli amanti dell’alimentazione biologica certificata, dove vengono organizzati tanti momenti di comunicazione, convivialità e degustazioni per avvicinare le persone al mondo del biologico italiano, trasmettere i valori dell’agricoltura bio e biodinamica e diffondere la cultura del cibo bio italiano.”

 

Dopo la tappa milanese, la Festa del BIO si sposterà, nell’ordine, a: Torino (26 maggio), Roma (9 giugno), Verona (23 giugno) e per chiudere a Bologna (8 settembre). Per maggiori informazioni: www.festadelbio.it

 


Seminario - Climate Change Mitigation, Organic Agriculture and Human Health: Status Quo and New Data - Bruxelles, mercoledì 23 maggio 2018

Mercoledì 23 maggio 2018 - Bruxelles

 

Il 23 maggio, a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo, Kyoto Club organizza il seminario "Climate Change Mitigation, Organic Agriculture and Human Health: Status Quo and New Data", un'iniziativa durante la quale saranno presentati in anteprima i dati relativi al progetto ORGANIKO LIFE + incentrato sulla mitigazione dei cambiamenti climatici attraverso il potenziamento delle coltivazini biologiche.

 

L'evento si inserisce all'interno della European Green Week 2018, la settimana europea dedicata alle città sostenibili, che si terrà a Bruxelles dal 21 al 25 maggio.

 

Per registrarsi, si prega gentilmente di compilare il seguente form entro e non oltre venerdì 11 maggio 2018 .

 


Assosementi e Federbio: pronti a firmare un protocollo d’intesa per tutelare la produzione biologica italiana

A causa di un sistema di deroghe che consente l’utilizzo di seme convenzionale anche per l’agricoltura biologica in Italia la moltiplicazione di sementi bio riguarda solo il 4% della superficie sementiera

Bologna, 3 maggio 2018 -Assosementi e FederBio pronte a firmare un Protocollo d’Intesa che possa superare l’attuale sistema delle deroghe e garantire una produzione biologica tracciata a partire dal seme. È quanto emerso nel corso del convegno "BIO: la crescita del settore e la nuova normativa per le sementi", tenutosi oggi presso l’Aula Magna del plesso di Agraria dell’Università degli Studi di Bologna.

Il sistema biologico italiano è tra i più rigorosi a livello mondiale in termini di controlli e rispetto delle regole definite dalle normative di settore. Tuttavia, la moltiplicazione delle sementi secondo il metodo bio coinvolge appena il 4% dell’intera superficie sementiera italiana, poiché è attivo un sistema derogatorio che consente di utilizzare sementi ottenute con tecnica convenzionale anche per l’agricoltura biologica. Secondo i dati ufficiali pubblicati dal CREA-DC, nel 2016 è stato concesso quasi il 94% delle 63.810 deroghe richieste. Il “Nuovo regolamento per la produzione biologica”, che dopo l’approvazione da parte della Commissione europea e del Parlamento europeo dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2021, prevede il mantenimento del sistema delle deroghe almeno sino al 2035. L’attuale apparato normativo disincentiva quindi l’investimento nella produzione di sementi bio da parte delle aziende sementiere italiane, che considerano ad elevato rischio gli investimenti effettuati nel settore biologico proprio a causa del sistema derogatorio.

“Nell’incontro di oggi Assosementi e FederBio hanno voluto portare all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica un paradosso, ha dichiarato Giuseppe Carli, Presidente di Assosementi. In Italia l’agricoltura biologica, tanto apprezzata dai consumatori, non può quasi mai definirsi completamente tale perché il seme, primo anello della filiera, è prodotto con tecniche convenzionali. Riteniamo che la disponibilità di seme per le produzioni in regime biologico potrebbe invece essere garantita da meccanismi che vanno oltre lo strumento della deroga e che prevedono intese tra gli operatori del settore.”

“Nella fase attuale, dove alla crescita dei consumi di biologico nel mercato interno si sta affiancando finalmente anche la crescita delle superfici coltivate con metodo biologico nel territorio nazionale, è necessario puntare all’organizzazione di filiere che partano dalla scelta di sementi idonee e prodotte anch’esse in biologico, come richiede la normativa vigente. Il nuovo Decreto Ministeriale, che rivede finalmente anche in Italia l’organizzazione del sistema di concessione delle deroghe per l’utilizzo di sementi convenzionali non trattate, deve essere l’occasione per avviare una puntuale ricognizione dei fabbisogni e delle disponibilità di semente biologica ma certamente il superamento del sistema delle deroghe non può che cominciare da accordi di filiera che prevedano l’utilizzo di semente bio. E’ questo ad esempio il caso dei frumenti antichi e locali, dove una piena valorizzazione del prodotto biologico finito non può prevedere la deroga sul seme. Siamo consapevoli della difficoltà e complessità della sfida, per questo c’è necessità di una stretta alleanza fra i produttori di sementi e i protagonisti delle filiere biologiche nazionali” ha dichiarato il Presidente di FederBio, Paolo Carnemolla.

Con questo obiettivo le due organizzazioni hanno annunciato oggi di essere pronte a firmare un Protocollo d’Intesa che definisca una stretta collaborazione di filiera e preveda la produzione di sementi biologiche secondo i quantitativi richiesti dagli agricoltori.


Convegno - Bioeconomia. Eccellenza italiana e opportunità di sviluppo - Bologna, 19 maggio 2018

Sabato 19 maggio 2018 - ore 9.00

Bologna, Fico Eataly World, Sala C - Via Paolo Canali 8

 

La Bioeconomia è sostenibile, in forte crescita e ha grandi prospettive di creare valore. Comprende la produzione primaria (agricoltura, allevamento, foreste, pesca e acquacoltura) e l’industria che utilizza o trasforma le bio-risorse (alimentare, mangimi, cellulosa, carta, prodotti del legno, composti biochimici, biomateriali e biocombustibili). In Europa fattura 2.200 miliardi e ha 18 milioni di occupati. In Italia, terzo mercato dopo Germania e Francia, fattura 260 miliardi (7% del Pil) e ha 1,7 milioni di occupati. Fatto non trascurabile, stanno nascendo tante startup (576 quelle innovative, 7% del totale). Prioritalia, il veicolo della comunità manageriale per sviluppare intelligenza e innovazione sociale, ha coinvolto i massimi esperti del settore, le istituzioni e la business community per valorizzare i territori e connettere tutti gli attori. L’obiettivo è generare sostenibilità ambientale e crescita economica, replicare i casi di successo, mobilitare capitali, promuovere la ricerca e creare occupazione. Insomma, la bioeconomia, che ci coinvolge tutti come attori economici e sociali, è un’eccellenza italiana da conoscere e sostenere.

Programma:

ore 9.00 - Registrazione e benvenuto

ore 9.30 - Saluti istituzionali
Andrea Segrè, presidente Fondazione Fico
Fabio Fava, delegato per la ricerca industriale, la cooperazione territoriale e l’innovazione dell’Università di Bologna
Stefano Bonaccini, governatore Regione Emilia Romagna
Marcella Mallen, presidente Prioritalia

ore 10.00  - Bioeconomia in Europa e la Strategia italiana per la Bioeconomia
Fabio Fava, Università di Bologna e rappresentante italiano per la Bioeconomia presso la Commissione Europea e l’Oecd

ore 10.15 - La produzione primaria agricola
Davide Viaggi, Università di Bologna

ore 10.30 - L’industria Alimentare, La filiera dell’Agrifood
Paolo Bonaretti, direttore generale Aster e vicepresidente Cluster Agrifood

ore 10.45 - Foreste e Boschi
Giuseppe Scarascia Mugnozza, Università della Tuscia e EU Technology Platform on Forest Based Sector

ore 11.00 - L’industria dei composti biochimici, biomateriali e biocombustibili
Marco Pistocchi, Biosphere spa e Cluster tecnologico nazionale Chimica verde

ore 11.15 - La Bioeconomia Blu
Fabio Trincardi, Cnr e Cluster tecnologico nazionale Crescita Blu

ore 11.30 - Tavola rotonda: “Bioeconomia mettiamo a terra le strategie”
coordina Mario Mantovani, Prioritalia
Silvio Barbero, vicepresidente Slow Food
Andrea Bianchi, direttore Politiche Industriali Confindustria
Paolo Carnemolla, presidente FederBio
Stefano Ciafani, presidente Legambiente
Ermanno Comegna, vicepresidente Fenda
Raffaele Liberali, coordinatore tavolo delle regioni per la Bioeconomia
Giorgio Quagliuolo*, presidente Conai
Albino Russo, direttore generale Ancc/Coop

ore 12.45 - Conclusioni
Fabio Fava e Marcella Mallen

ore 13.30 - Fine lavori

* in attesa di conferma

L'evento è organizzato con il patrocinio di Alma Mater Studiorum Università di Bologna, l' Ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di Bologna e il Ministero dell'ambiente.

INFO E ISCRIZIONI: info@prioritalia.it


Approvato il nuovo Regolamento europeo sull’agricoltura biologica

FederBio: “Adesso tre anni di lavoro impegnativo e massima priorità nelle politiche europee e nazionali”

 Bologna, 19 aprile - Il Parlamento europeo ha approvato oggi in seduta plenaria il nuovo regolamento europeo sull'agricoltura biologica, che dal 2021 sostituirà l’attuale quadro normativo, che risale al 2007 e che aveva aggiornato il primo regolamento sull'argomento, che risale al 1991.

Il testo è il frutto di quasi quattro anni di negoziati tra Parlamento, Commissione Europea e Consiglio, che son stati più volte sul punto di saltare per l’irrigidimento dell’una o dell’altra posizione.

Il Parlamento ha ratificato il testo su cui s’era raggiunto l’accordo di massima tra le tre istituzioni nel novembre scorso” – commenta il Presidente di FederBio Paolo Carnemollanonostante un giudizio che nel complesso confermiamo negativo, già allora avevamo riconosciuto lo sforzo compiuto dalle diverse parti in causa per migliorare il testo iniziale della Commissione. Sono state tenute in considerazione alcune delle richieste dei produttori biologici, tra queste la possibilità della certificazione di gruppo per le piccole aziende agricole riunite in cooperative e organizzazioni locali, strumenti per garantire un quadro di controllo e di garanzie anche sui prodotti importati dai Paesi extra europei. Lo sviluppo del settore biologico deve ora diventare una priorità delle politiche europee e nazionali, a partire dalle programmazioni regionali dei Piani di sviluppo rurale agli acquisti verdi della pubblica amministrazione”.

Il nocciolo duro del Regolamento non cambia: nelle aziende biologiche si continuerà a non utilizzare fertilizzanti, diserbanti, pesticidi e altre sostanze di sintesi, continuerà la rigorosa esclusione degli OGM e della clonazione dal processo di produzione, rimangono le strette norme in materia di allevamento per garantire il massimo benessere degli animali, nella trasformazione dei prodotti non si ricorrerà a coloranti, conservanti, esaltatori di sapidità ed altri additivi discussi o inutili.

Il nuovo testo conferma inoltre la considerazione sulla produzione biologica, che definisce  “un sistema globale di gestione dell'azienda agricola e di produzione alimentare basato sull'interazione tra le migliori prassi in materia di ambiente ed azione per il clima, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali e l'applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e norme rigorose di produzione confacenti alle preferenze di un numero crescente di consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali”.

Viene inoltre confermato il riconoscimento che “la produzione biologica esplica una duplice funzione sociale, provvedendo, da un lato, a un mercato specifico che risponde alla domanda di prodotti biologici da parte dei consumatori e, dall'altro, fornendo al pubblico beni che contribuiscono alla tutela dell'ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale”.

Da oggi al 2021, anno della completa applicazione, le istituzioni europee e l’intero movimento biologico son chiamati a un forte impegno per la predisposizione degli atti di esecuzione e di quelli delegati, affinché il regolamento si possa applicare al lavoro quotidiano di tutte le componenti della filiera di produzione biologica: dai produttori di sementi agli agricoltori, dalle imprese di trasformazione agli operatori della distribuzione, dagli organismi di certificazione agli organi di vigilanza che sovraintendono al sistema di controllo” conclude Carnemolla.

La crescita della produzione biologica in Europa è un caso di successo: basta pensare che già nel 2016 in Europa c’erano 13 milioni e mezzo di ettari a coltivazione biologica (più dell’intera superficie agricola italiana), per un peso del 6.7% del totale, che diventa del 21,9% in Austria, del 18% in Svezia e del 14,5% in Italia; in altri 4 Paesi la superficie supera il 10% del totale nazionale. Sono già 370mila gli agricoltori che hanno deciso di produrre in modo sostenibile e rinunciare alle sostanze chimiche di sintesi, e continuano ad aumentare col ricambio generazionale: nel 2016 in Italia il loro numero è amentato del 20.3%. Il potenziale di crescita è ancora enorme e può innescare una trasformazione profonda dell'agricoltura, dell’alimentazione e dell’intera economia, con benefici alla società, ai produttori e all'ambiente".

 

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Workshop - "Organic farming and agro-ecology as a response to global challanges” - Capri, 27-29 giugno 2018

Mercoledì 27 giugno -  venerdì 29 giugno 2018

 

Si svolgerà a Capri dal 27 al 29 giugno 2018, il secondo workshop internazionale di Grab-it: “Organic farming and agro-ecology as a response to global challanges”.

L’obiettivo del workshop è quello di condividere competenze e visioni future per supportare l’agricoltura sostenibile e l’alimentazione di domani nel loro percorso di crescita.

Le principali tematiche affrontate saranno:

  • passaggio all’agricoltura biologica: produrre disponibilità di cibo salutare e sicuro per un numero consistente di persone nel mondo
  • passaggio all’economia circolare: il ruolo dell’agricoltura biologica
  • protezione dell’ambiente rurale
  • l’emergere dei concetti etici, le abitudini al cibo sostenibile, stile di vita e bisogni dei consumatori
  • dimensioni sociali e politiche dell’agricoltura biologica
  • allevamenti e salute degli animali nella fattoria biologica e nell’acquacoltura
  • gestione dei parassiti nell’agricoltura biologica

 

Tutte le informazioni al link http://capriworkshop.centrodiportici.it/

Fonte: Sinab