Convegni tecnici del Festival dell'agricoltura - Bressanvido (VI), venerdì 28 settembre 2018

Incontri, workshop, convegni ed eventi: questo è il programma de Il Festival dell'Agricoltura 2018.
Inserito all'interno della Festa della Transumanza di Bressanvido,
tema dell'anno è AGRICOLTURA E BIODIVERSITA’.

 

Nel ricco palinsesto di incontri, convegni, workshop, laboratori ci occuperemo del binomio agricoltura-biodiversità da diversi punti di vista: in primis da quello della scienza e delle tecnica, fornendo spunti per capire quanto sia importante conservare la biodiversità sia selvatica (la vita selvatica attorno a noi) che coltivata (l’insieme delle varietà di piante ed animali da noi selezionati). Daremo poi grande spazio agli aspetti culturali ed artistici, andando a scoprire la biodiversità attraverso la letteratura, la pittura, la fotografia e, soprattutto, la cucina, assaporando la biodiversità sulla nostra tavola.
Si sgnalano i seguenti convegni  organizzati da A.Ve.Pro.Bi. che si terranno venerdì 28 settembre:
  • venerdì 28 settembre dalle ore 10 presso Villa Pagiusco, Auditorium Maggiore, Via Chiesa Nord, 5: Le Filiere Lattiero-Casearie tra biologico, salutismo e fake news. Il ruolo del sistema allevatori italiano.

 

  • venerdì 28 settembre dalle ore 15 presso le Latterie Vicentine, Via San Benedetto, 19 Cereali in Biologico – da vecchie e antiche varietà alle popolazioni; le sfide del nuovo regolamento sul Bio.

 


Zucchero biologico 100% italiano: da oggi si può

Siglato a SANA da COPROB e FederBio Servizi il progetto di Agricoltura Biologica

per la barbabietola da zucchero.

 

Bologna, 10 settembre 2018 – COPROB – Cooperativa Produttori Bieticoli, unico produttore italiano di zucchero presente sul mercato con la marca Italia Zuccheri, e FederBio Servizi, primaria società che dispone di un sistema di servizi multiprofessionali nel settore biologico e biodinamico, hanno siglato oggi al SANA di Bologna il contratto che porterà, nel 20198, ad avere il primo zucchero biologico 100% italiano.

“Il progetto nasce dalla sfida lanciata da COPROB nel 2017 con la coltivazione biologica di alcuni ettari  - spiega Claudio Gallerani, Presidente di COPROB -. Gli ottimi risultati ottenuti l’anno scorso hanno portato la Cooperativa ad ampliare la sperimentazione nel 2018 su 130 ettari coltivati da 31 aziende agricole e anche quest’anno i risultati sono stati più che positivi”.

“Il Made in Italy e Biologico sono elementi che valorizzano i prodotti rispetto ai consumatori – afferma Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio Servizi -. La domanda commerciale di zucchero biologico è molto forte, con i principali player italiani dell’agroindustria che sono interessati ad acquistare un prodotto che ancora non esiste sul mercato.”

A fronte di questa domanda COPROB e Federbio Servizi hanno quindi creato il progetto Agricoltura Biologica per la Barbabietola, unendo le loro forze per creare la prima Filiera Italiana di Zucchero Biologico, una filiera tracciata, garantita e di qualità.

COPROB metterà a disposizione tutta l’esperienza nella gestione della barbabietola fino alla trasformazione. Federbio Servizi metterà a disposizione l’assistenza tecnica biologica, il supporto commerciale agli agricoltori e il percorso di crescita nel settore Biologico.

Il progetto di coltivazione biologica della barbabietola da zucchero vuole inserire l’azienda agricola all’intero di un approccio Multi Filiera, nel quale vengono contrattualizzate tutte le produzioni inserite all’intero di idonee rotazioni, in modo da poter dare la possibilità all’azienda agricola biologica di assicurare la vendita di tutte le colture in rotazione. Le aziende agricole potranno scegliere se contrattualizzare le coltivazioni in rotazione con i diversi capofiliera che vorranno partecipare al progetto.

La Multi Filiera sarà caratterizzata per la tracciabilità di tutti i processi in modo di dare valore aggiunto al prodotto e, di conseguenza, condizioni migliori di vendita ai produttori. Nello stesso tempo si potrà garantire al consumatore la provenienza, la trasparenza dei disciplinari di produzione biologica e l’elevato livello tecnologico conseguito dagli agricoltori coinvolti, al fine di soddisfare le attuali richieste in tema di conoscenza dei processi produttivi e a garanzia della sicurezza alimentare e dell’origine delle produzioni agricole, in poche parole: la provenienza da filiere ITALIANE.

 

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa COPROB

AD MIRABILIA - Tel. 02 4382191 – italiazuccheri@admirabilia.it

Contatti: Manuela Lubrano - Tel. 02 438219.37 Cell. 349 2410696

Chiara Carinelli - Tel. 02 438219.48 Cell. 347 78 98 673

 


SANA 2018: FederBio Servizi organizza il convegno “FIP4: la piattaforma innovativa di tracciabilità e land management per le filiere bio”

Lunedì 10 settembre alle 10.30, nella Sala MELODIA presso il Centro Servizi, si approfondiranno le funzionalità della soluzione che consente di tracciare e gestire le filiere per garantire la massima trasparenza del biologico.

Bologna, settembre 2018 - La continua crescita dei consumi di prodotti biologici e lo sviluppo di nuove linee di prodotto a marchio pone con sempre più urgenza la necessità di poter garantire massima trasparenza e integrità lungo tutta la filiera, a partire dal campo coltivato.

La trasparenza sull’origine e sulle tecniche di coltivazione utilizzate e nei processi di certificazione deve essere garantita anche quando le filiere sono estremamente lunghe e complesse, con il coinvolgimento di diverse imprese e organismi di certificazione anche di Paesi terzi.

Per rispondere a queste esigenze, FederBio ha attivato nel 2016 in collaborazione con ACCREDIA e i principali organismi di certificazione di settore, la prima piattaforma informatica di tracciabilità a sistema: FIP (FederBio Integrity Platform). Dopo un anno di operatività la piattaforma aveva già coinvolto oltre 300 operatori nel comparto cereali e granaglie con risultati apprezzati da tutto il mercato.

Mentre organismi di certificazione e Autorità pubbliche, anche in base al nuovo Decreto sui controlli nel settore biologico, dovranno continuare a occuparsi delle tracciabilità delle transazioni commerciali e quindi dei prodotti, la piattaforma FIP4 consentirà alle imprese titolari di propri marchi di gestire non solo tutti i dati con il sistema dei fornitori e di interfacciarsi con i sistemi degli organismi di certificazione, ma anche di verificare la gestione agricola dei terreni da cui derivano le materie prime utilizzate. Si potranno così verificare anticipatamente eventuali rischi e controllare l’applicazione dei propri standard qualitativi e anche di certificazioni estere o volontarie per il mercato del biologico.

Lunedì 10 settembre, insieme a Paolo Carnemolla Presidente di FederBio Servizi, si analizzeranno le caratteristiche innovative della piattaforma FIP4 per le esigenze dei prodotti a marchio e per progetti di filiera rilevanti a dimensione nazionale quali quello del Grana Padano DOP biologico, del contratto di filiera fra il molino Casillo e Coldiretti per frumento biologico e quella dello zucchero di barbabietola biologico di COPROB e Italia Zuccheri.

“I prodotti biologici si distinguono per il metodo di coltivazione o di allevamento, secondo rigidi standard normativi. È necessario quindi garantire ai consumatori massima trasparenza a partire dal campo o dalla stalla, oltre che una tracciabilità effettiva di tutte le materie prime anche quando i prodotti che acquistano hanno diversi ingredienti.
Le imprese che vendono prodotti biologici sono dunque chiamate a gestire filiere tracciate e trasparenti. Per supportarle FederBio Servizi, la società fondata da FederBio e AssoBio, ha messo a punto FIP4, l’unica piattaforma di tracciabilità dedicata esclusivamente alle filiere di prodotto biologico. Senza rapporti strutturati e contrattualizzati fra le diverse componenti della filiera, a partire da quella agricola, e senza strumenti moderni di agricoltura digitale e di precisione non è possibile garantire in maniera preventiva ed efficace trasparenza e integrità dei prodotti biologici, soprattutto non è possibile mostrare ai consumatori la vera origine e storia degli alimenti che si trovano sugli scaffali della distribuzione”, ha dichiarato Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio.

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Agricoltura. I soldi pubblici sostengono l'uso dei pesticidi

Al biologico, che copre quasi il 15% delle superfici agricole italiane,

va meno del 3% dei finanziamenti europei e nazionali

 

In occasione del SANA, presentati alla Festa del Bio a Bolognan i dati del primo rapporto “Cambia la Terra”

Bologna, Piazza Minghetti. Sabato 8 settembre, alle 11

 

8 settembre – Nei nostri campi, chi inquina viene pagato. È all’agricoltura che utilizza pesticidi, diserbanti e fertilizzanti sintetici che va la quasi totalità delle sovvenzioni europee e nazionali: in sostanza, i soldi pubblici servono per sostenere l’utilizzo della chimica di sintesi. La politica agricola comunitaria sovvenziona infatti per il 97,7% l’agricoltura convenzionale. E quando ai fondi Ue si aggiungono anche quelli italiani, il risultato non cambia: al biologico, che rappresenta il 14,5% della superficie agricola coltivata del nostro Paese, va il 2,9% delle risorse. Anche senza tirare in causa i costi consistenti che l’utilizzo della chimica di sintesi e quindi l’inquinamento provocano sulla nostra salute e su quella dell’ambiente, è evidente che si tratta di una palese inversione della regola “chi inquina paga”.

È quanto emerge dal Rapporto “Cambia la Terra. Così l’agricoltura convenzionale inquina l’economia (oltre che il Pianeta)” presentato oggi alla Festa del BIO che si tiene a Bologna in occasione del SANA, la fiera del biologico italiano, da Maria Grazia Mammuccini, responsabile del progetto Cambia la Terra- FederBio; Susanna Cenni, Vicepresidente Commissione Agricoltura Camera; Giorgio Zampetti, Direttore Legambiente; Franco Ferroni, Responsabile Agricoltura WWF; Fulvio Mamone Capria, Presidente LIPU; Lorenzo Ciccarese, Ricercatore ISPRA; Patrizia Gentilini di ISDE International Society of Doctors for Environment – Associazione medici per l’ambiente.

Secondo il Rapporto, la maggior parte delle risorse destinate all’agricoltura viene ancora usata per finanziare il modello agricolo basato sull’uso di concimi e pesticidi di sintesi chimica. In percentuale le risorse dedicate all’agricoltura biologica, seppure in crescita rispetto al passato, sono inferiori alla media che spetterebbe al settore in base alla Superficie Agricola Utilizzata (SAU) biologica. Per i dati elaborati dall’Ufficio studi della Camera dei deputati, su 41,5 miliardi di euro destinati all’Italia, all’agricoltura biologica vanno appena 963 milioni di euro. In altri termini, il bio – che rappresenta il 14,5% della superficie agricola utilizzabile – riceve il 2,3% delle risorse europee: anche solo in termini puramente aritmetici, senza calcolare il contributo del biologico alla difesa dell’ambiente e della salute, circa sei volte meno di quanto che gli spetterebbe. Se ai dati dei fondi europei si aggiunge il cofinanziamento nazionale per l’agricoltura, pari a circa 21 miliardi, il risultato rimane praticamente invariato: su un totale di fondi europei e italiani di circa 62,5 miliardi, la parte che va al biologico è di 1,8 miliardi, il 2,9% delle risorse.

“In altre parole – ha detto Maria Grazia Mammuccini di FederBio - gli italiani e gli europei in generale pagano per sostenere pratiche agricole che alla fine si ritorcono contro l’ambiente e contro la loro salute, a partire da quella degli agricoltori stessi. Inoltre, non è il modello agricolo ad alto impatto ambientale a farsi carico della tutela degli ecosistemi con cui interagisce, ma sono gli operatori del biologico a sopportare i costi prodotti dall’inquinamento causato dalla chimica di sintesi: il costo della certificazione; il costo della burocrazia (ancora più alto che per gli agricoltori convenzionali); il costo della maggiore quantità di lavoro necessaria a produrre in maniera efficace e a proteggere il raccolto dai parassiti , senza ricorso a concimi di sintesi e diserbanti; il costo della fascia di rispetto tra campi convenzionali e campi biologici”.

Difficile calcolare con esattezza quali siano i carichi economici totali che gravano sugli agricoltori biologici. Solo per la certificazione, il costo da sostenere da parte dell’agricoltore in caso di prima notifica è pari a circa 2.790 euro, mentre per il mantenimento annuale il costo è di poco inferiore ai 1.000, se si prende in esame una azienda biologica media, con una dimensione di circa 28 ettari. Altro elemento da aggiungere a un conto complessivo impossibile da sintetizzare, la maggior incidenza del costo del lavoro nei campi bio: vale il 30% in più che nell’agricoltura convenzionale. Maggiori costi per la tutela ambientale e sociale a cui non corrisponde un maggiore aiuto, ma una sostanziale penalizzazione a livello di incentivi.

Eppure, l’impatto economico dell’inquinamento da pesticidi è ormai documentato da una serie di studi e ricerche internazionali. In termini complessivi, una ricerca USA (Pimentel, 2005) valuta i costi derivati dall’uso dei pesticidi - spese sanitarie, perdita di produttività, perdita di biodiversità, costi per il disinquinamento del suolo e delle acque - in circa 10 miliardi di dollari l’anno nei soli Stati Uniti.

Dal punto di vista strettamente sanitario, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità complessivamente nel mondo si registrano oltre 26 milioni di casi di avvelenamento da pesticidi all’anno e 258.000 decessi. In pratica 71.232 persone ogni giorno - più o meno gli stessi abitanti di una città come Pavia - restano intossicate in maniera acuta dai pesticidi e 706 persone muoiono (Prüss et al., 2011). Uno studio europeo del 2015 ha poi valutato che l’esposizione prenatale a organofosfati (composti base di molti pesticidi ed erbicidi) fa perdere ogni anno 13 milioni di punti di quoziente intellettivo e provoca 59.300 casi di ritardo mentale, con un costo economico valutabile da un minimo di 146 miliardi di euro a un massimo di 194 miliardi all’anno: all’incirca l’1% del PIL dell’Unione europea. Nel 2017 un’ulteriore valutazione ha confermato la stima di 194 miliardi di euro l’anno in Europa per danni cognitivi per esposizione ai soli pesticidi organofosfati e ha sottolineato che tali costi sono comunque sottostimati perché tengono conto delle disabilità intellettive ma non delle disfunzioni cognitive meno gravi.

Paradossalmente l’agricoltura industrializzata che utilizza chimica di sintesi figura sia tra gli imputati  che tra le vittime del cambiamento climatico in atto. Secondo il quinto rapporto dell’IPCC, il panel di esperti ONU, le anomalie climatiche potranno provocare una riduzione della produttività agricola su scala globale compresa tra il 9 e il 21%, da qui al 2050. D’altra parte, l’agricoltura viene ritenuta responsabile dell’11% delle emissioni di gas serra a livello globale. La gestione convenzionale dei campi ha fatto sì che terreni coltivati e pascoli abbiano perso tra il 25 e il 75% del carbonio che contenevano (liberando gas serra). I terreni organici, invece, svolgono un ruolo di assorbimento che può arrivare a circa mezza tonnellata di carbonio per ettaro l’anno. Il potenziale tecnico complessivo del sequestro di carbonio nei terreni degli ecosistemi agricoli è quindi compreso tra 1,2 e 3,1 miliardi di tonnellate di carbonio all’anno, una quantità che corrisponde a 27 volte le emissioni italiane di CO2 del 2016. In generale, l’agricoltura chimica richiede maggiori quantità di energia e particolarmente di idrocarburi. Secondo i dati pubblicati dal Rodale Institute nel 2011, i sistemi di agricoltura biologica utilizzano il 45% in meno di energia rispetto a quelli convenzionali e producono il 40% in meno di gas serra rispetto all’agricoltura basata su metodi convenzionali.

Non ultimo, nella lista dei problemi sollevati dall’uso intensivo di chimica nei campi, quello dell’impatto sugli ecosistemi naturali e sulle stesse specie animali. Qualche dato per tutti: uno studio Usa del 2014 (Environmental and Economic Costs of the Application of Pesticides) ha valutato in 284 milioni di dollari l’anno il solo danno diretto legato alla scomparsa delle api e degli altri insetti impollinatori. Lo sterminio di altri insetti e dei parassiti predatori naturali degli insetti e degli organismi dannosi costa invece, complessivamente, 520 milioni di dollari l’anno, considerando anche la spesa del ricorso aggiuntivo a trattamenti fitosanitari.  Per quanto riguarda gli uccelli, al massiccio e diffuso impiego di insetticidi e diserbanti è riconosciuto un ruolo decisivo nella contrazione numerica delle popolazioni nel corso degli ultimi decenni: tra le specie che vivono in contesto agricolo, uno studio della Lipu - Lega italiana protezione uccelli ha indicato upupa e torcicollo come le specie a maggiore vulnerabilità.

Cambia la terra – No ai pesticidi, sì al biologico è un progetto di informazione e sensibilizzazione voluto da FederBio con Isde- Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu e WWF, con un comitato di garanti composto da alcune personalità del mondo dell’associazionismo e della ricerca.

 

Ufficio stampa

Cambia la Terra
Silverback

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Federbio
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FederBio conferma la partnership storica con SANA

Convegni, talk show e la Festa del Bio al centro di SANA City caratterizzano la partecipazione della Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica alla 30ª edizione del Salone Internazionale del biologico e del naturale che si terrà a Bologna dal 7 al 10 settembre.

Bologna, 4 settembre 2018 – FederBio rinnova anche per il 2018 la propria storica presenza a SANA 2018 con uno spazio espositivo (Pad. 21 Stand C/9) e attraverso l’organizzazione di momenti di approfondimento e confronto sulle tematiche più attuali del settore.

Venerdì 7 settembre alle ore 14.30, nella Sala MELODIA al Centro Servizi, il convegno “Quali mezzi tecnici per l’agricoltura biologica, le regole per un corretto utilizzo” farà il punto sui possibili rischi legati a un utilizzo improprio dei mezzi tecnici, soprattutto da parte delle sempre più numerose aziende che iniziano l’attività nell’agricoltura biologica.

I mezzi tecnici rappresentano un comparto non compiutamente regolato e suscettibile di diverse interpretazioni, in particolare in riferimento ad alcuni aspetti normativi su prodotti fitosanitari e fertilizzanti. Il convegno punta quindi a fare chiarezza sull’utilizzo corretto dei mezzi tecnici sostitutivi dei prodotti di sintesi, che costituiscono una delle più significative differenze rispetto all’agricoltura convenzionale.

Sabato 8 settembre alle 14.30 è previsto il talk show “Strumenti per la risoluzione dell'emergenza fosfiti nei prodotti ortofrutticoli biologici” sul progetto BIOFOSF finanziato dal ministero delle Politiche agricole, curato dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (CREA) in collaborazione con FederBio; lunedì 10 settembre dalle 10.30 nella sala MELODIA al Centro Servizi, FederBio Servizi organizza il convegno dal titolo: “FIP4: la piattaforma innovativa di tracciabilità e land management per le filiere bio”.

Momento clou della presenza FederBio a SANA 2018 sarà la tappa finale della Festa del Bio che trasformerà, per l’intera giornata di sabato 8 settembre, la centralissima Piazza Minghetti nel Villaggio del biologico italiano. Un ricco palinsesto di eventi per informare e sensibilizzare a uno stile di vita più attento e consapevole, che prevede approfondimenti culturali e scientifici sui temi della nutrizione, dell’intera filiera alimentare dal campo alla tavola, della lotta contro i pesticidi chimici di sintesi e un focus sul benessere animale negli allevamenti biologici. La kermesse ospiterà anche show cooking con degustazioni e in chiusura un BIOaperitivo.

Tra i momenti centrali della Festa del Bio, la presentazione del rapporto “Cambia la terra. Così l’agricoltura convenzionale inquina l’economia (oltre che il Pianeta)”, il primo studio che – partendo dagli impatti dell’agricoltura convenzionale sulla salute e sull’ambiente – disegna una valutazione dei costi della chimica di sintesi nei campi e sulle tavole del nostro Paese. Lo studio dimostra come gli agricoltori biologici devono pagare per produrre in modo pulito, con maggiori costi di produzione, di lavoro e di certificazione e controllo, cui corrispondono incentivi pubblici più bassi rispetto all’agricoltura convenzionale. Cifre alla mano, il rapporto dimostra come “chi non inquina paga”, l’esatto contrario di una delle regole su cui dovrebbe fondarsi la politica italiana ed europea in campo ambientale e sanitario. I dati delle politiche di incentivi ‘brown’ saranno diffusi alle 11 di sabato 8, durante il talk “Chi inquina campi e cibo non paga: facciamola finita”.

“Siamo legati a Sana da una consolidata partnership che ci ha visto negli anni rafforzare il nostro coinvolgimento in questa prestigiosa manifestazione internazionale che attesta la costante crescita del settore biologico. In occasione della 30ª edizione abbiamo deciso di intensificare ulteriormente la nostra presenza affiancando a momenti di confronto e approfondimento tecnico un evento dedicato al grande pubblico, la tappa finale del road show la Festa del Bio all’interno del palinsesto di SANA City”, afferma Paolo Carnemolla, presidente FederBio.

 

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Dopo il successo delle altre tappe, l’8 settembre arriva a Bologna il road show di FederBio

Festa del BIO al centro di SANA City: l’appuntamento in piazza Minghetti conferma la grande evoluzione del biologico in Italia, il Paese europeo con il maggior numero di produttori bio

 

Bologna è stata scelta come teatro per la quinta e ultima tappa di questa importante iniziativa itinerante che prevede approfondimenti, show cooking con degustazioni e in chiusura un BIOaperitivo.

Bologna, 4 settembre 2018 - Sabato 8 settembre, piazza Minghetti nel cuore di Bologna, si trasformerà in un Villaggio BIO dove dalle 10 alle 20 prenderà vita la festa del cibo biologico Made in Italy, organizzata dalla Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica. La kermesse coinvolgerà tutti i protagonisti del biologico: dagli appassionati agli operatori della filiera dalla produzione alla distribuzione, dai grandi e piccoli produttori fino ai consumatori finali.

Un ricco palinsesto di iniziative che spaziano da approfondimenti culturali e scientifici sui temi della nutrizione, conoscenza della filiera alimentare biologica dal campo alla tavola, all'importanza del benessere animale in agricoltura biologica e a quella della lotta all’uso dei pesticidi chimici di sintesi. Tanti spunti di riflessione con un unico obiettivo: informare e sensibilizzare a un cambiamento dei consumi e a un approccio più attento e consapevole riguardo ai prodotti che si acquistano.

Il programma prevede incontri con esperti che affronteranno tematiche importanti in modo semplice ed efficace. In apertura l'intervento di Gianumberto Accinelli, entomologo, divulgatore scientifico e scrittore di libri sulla natura che hanno riscosso successo internazionale. Da segnalare l’appuntamento delle ore 11.00 con la presentazione del rapporto “CAMBIA LA TERRA 2018 - Così l'agricoltura convenzionale inquina l'economia (oltre che il Pianeta)”, a cura di FederBio con il contributo di ISDE - Medici per l’Ambiente, Legambiente, LIPU e WWF, moderato dal giornalista Antonio Cianciullo di La Repubblica.

Nel pomeriggio alle ore 14.45, nell’arena eventi, si terrà “Il biologico incontra i consumatori”, una presentazione a cura del segretario di AssoBio Roberto Pinton sullo sviluppo dell’agricoltura nel corso dei secoli e su come è cambiato l’approccio, in particolare delle giovani generazioni, sempre più orientate alla sostenibilità e all’agricoltura biologica. Alle 15.30, con la moderazione del giornalista Lorenzo Tosi di Edagricole, allevatori, imprenditori e veterinari si confronteranno sulla tematica del benessere animale di grande attualità.

Alle ore 16.45 la Festa del Bio prosegue con la tavola rotonda tutta al femminile #IPESTICIDIDENTRODINOI: la scelta per la salute nostra e del pianeta è in mano alle donne, moderata dalla giornalista di TV2000 Gabriella Facondo.

Gli eventi e gli incontri con gli esperti sono aperti al pubblico, così come le degustazioni di cibo bio che si alterneranno per l’intera giornata, dalla prima colazione fino all’apericena. Da non perdere il gustoso show cooking del social chef Lorenzo Biagiarelli e i laboratori sensoriali per i più piccoli, ai quali è dedicato un ampio spazio ludico.

Tutti gli appuntamenti si svolgeranno all’interno del Villaggio BIO, ingresso e degustazioni saranno totalmente gratuiti. Per info www.festadelbio.it

 

Ufficio stampa Festa del BIO: Gruppo Atomix Barbara Mancini

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Sana festeggia suoi 30 anni di bio

Compleanno per il Salone del naturale a Bologna dal 7 settembre.

La festa per i trent’anni nel momento più alto nella storia del biologico in Italia. A festeggiarli è Sana, il salone internazionale di bio e naturale che torna dal 7 al 10 settembre alla Fiera di Bologna. “Come tutti i compleanni – ha detto il presidente della Fiera bolognese, Giampiero Calzolari, presentando alla scuola della Cucina italiana a Milano la manifestazione – si fanno un po’ di riflessioni sulla storia. E’ un compleanno che si festeggia nella stagione più florida: 30 anni fa fu una felice intuizione per un’area di nicchia. Oggi parlare di biologico vuol dire parlare del quotidiano e non solo di alimentazione”.

FONTE


TESTATA: ANSA.it
DATA DI PUBBLICAZIONE: 04 settembre 2018



FederBio esprime fiducia e piena disponibilità alla collaborazione con il Sottosegretario Manzato per le nuove deleghe assegnate dal Ministro Centinaio

La Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica accoglie con favore le deleghe conferite dal MIPAAFT in un’ottica di ulteriore consolidamento dell’agricoltura biologica e biodinamica in Italia.

 Bologna, 28 agosto 2018 – Giudizio positivo di FederBio sulle nuove deleghe relative all’agricoltura biologica assegnate al Sottosegretario di Stato Franco Manzato, ex Vicepresidente della Regione Veneto con delega all’agricoltura.

Manzato, oltre alle competenze sul settore biologico, si occuperà anche di qualità agricole e agroalimentari, seminativi, comparto delle foreste e filiere forestali, comparto della pesca marittima e dell'acquacoltura, settore lattiero e attività per la difesa fitosanitaria.

 

“In una fase estremamente impegnativa e delicata per il settore biologico nazionale, esprimiamo piena fiducia e apprezzamento per la delega al Sottosegretario Manzato in materia di agricoltura biologica. Ci auguriamo che la sua autorevolezza e competenza possano contribuire a definire alcune tra le questioni più urgenti ancora in sospeso come la finalizzazione di un Piano strategico nazionale, la riforma del sistema di certificazione nazionale, al momento insoddisfacente, e il nuovo regolamento europeo il cui dispositivo richiederà ancora due anni di lavoro per essere completato. Ulteriori tematiche sulle quali sarà necessario recuperare il ritardo accumulato negli anni scorsi riguardano la semplificazione amministrativa, la tracciabilità, la formazione, l’innovazione e i servizi per il settore. FederBio, che conosce e apprezza il lavoro svolto in passato dal Sottosegretario Manzato, è già disponibile per un confronto fattivo e di merito sulle politiche e le iniziative da mettere in campo per lo sviluppo del settore a partire dai prossimi appuntamenti al SANA di Bologna”, afferma Paolo Carnemolla, Presidente FederBio.

 

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L’agricoltore bio: un mestiere che non s’improvvisa

Dedicarsi alla coltivazione biologica è una scelta che ripaga sotto tanti punti di vista. Ma bisogna valutare bene molti aspetti, a cominciare dall’ambito economico. Tra le competenze più importanti: la conoscenza del terreno, la scelta di cosa coltivare e per chi. Tutto questo e molto altro nel libro di Jean-Martin Fortier, Coltivare bio con successo , il primo manuale di orticoltura biologica per piccole aziende edito da Terra Nuova.

Coltivare biologico, in tutte le sue varianti, è una questione di civiltà. Una scelta di vita, un lascito per le future generazioni.

Ma coltivare è anzitutto un lavoro che, come tale, deve ripagare chi lo esegue. Lasciamo per un attimo stare tutto l’eroismo, l’afflato romantico e la spregiudicatezza di chi coltiva bio per pura passione sfidando le condizioni più sfavorevoli. Proviamo per un attimo a cambiare prospettiva e a valorizzare il ruolo dell’agricoltore in base a un’altra capacità: quella di riuscire a fare i conti con la realtà. L’obiettivo di chi coltiva deve essere anche quello di creare benessere, a partire dalla propria famiglia e da chi gli sta intorno.

L’agricoltura biologica non può essere considerata solo una sperimentazione, un gioco da ragazzi o una sfida al potere delle multinazionali.
Per molte famiglie è già così, una possibilità in più per uscire dal vicolo cieco della grande distribuzione e delle monocolture, che riconoscono prezzi sempre più bassi agli agricoltori, e che mettono a rischio la sopravvivenza dell’agricoltura.

FONTE


TESTATA: Terra Nuova.it
AUTORE: Gabriele Bindi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 28 luglio 2018



FederBio esprime soddisfazione per il Decreto che sblocca l’avvio del sistema di tracciabilità del riso biologico in capo all’Ente Risi

La firma del Ministro Centinaio riconosce una battaglia che la Federazione sta portando avanti da oltre due anni.

Bologna, 19 luglio 2018 – FederBio accoglie molto positivamente la firma del decreto che imporrà ai risicoltori l’obbligo di indicare eventuali superfici a biologico o in conversione ad agricoltura biologica nella denuncia di superficie.

La disposizione prevede, inoltre che, all’interno della denuncia di superficie, sia espressamente indicato l’organismo di controllo designato.

Questo importante passo normativo, che avvia di fatto la possibilità di implementare i controlli di tracciabilità, è frutto di un’azione di pressione costante di FederBio che ha sempre sostenuto la necessità di operare in modo coordinato, attraverso tavoli tecnici, coinvolgendo tutti gli attori interessati della filiera: MIPAAF, Ente Risi, ICQRF e organismi di certificazione.

Ringrazio il ministro Centinaio per aver finalmente sbloccato l’avvio del sistema di tracciabilità del riso biologico in capo all’Ente Risi, una battaglia che FederBio ha portato avanti ormai da due anni per conto dei risicoltori bio onesti. Ora è necessario che Ente Risi e ministero assicurino un monitoraggio a sistema dei dati sulle rese produttive e sulle quantità commercializzate, dato che i singoli organismi di certificazione potranno verificare solo i dati delle aziende che controllano direttamente”, ha commentato Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio.

 

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