#Stopglifosato - Decisione rinviata a Bruxelles per le molte opposizioni, ma alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, si sono apertamente schierati per la difesa della salute e per la buona agricoltura.
federbioIntanto mentre lo IARC ribadisce la pericolosità dell’erbicida si allarga la coalizione #StopGlifosato, sono adesso 34 le Associazioni italiane che chiedono subito il bando del glifosato.
Rinviata ieri la decisione sul destino del glifosato in Europa, secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, l’opposizione di 4 Stati membri (Italia, Francia, Olanda e Svezia) nonché la forte opposizione del gruppo di Socialisti e Democratici ha costretto la Commissione a rinviare la decisione sul rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato.
Maria Grazia Mammuccini – portavoce della coalizione italiana #StopGlifosato ha commentato: “Questo rinvio è un segnale importante, perché molti Stati membri, tra cui l’Italia, hanno deciso di prendere la strada giusta a difesa della salute dei cittadini, dell’ambiente e dell’agricoltura di qualità e non cedere alle pressioni delle multinazionali. Si tratta anche di un segnale a difesa dei principi democratici. Sono molti infatti i cittadini che non vogliono più convivere con questo pericoloso pesticida di cui l’Italia, peraltro, è uno dei maggiori utilizzatori. Questi cittadini, che si stanno esprimendo attraverso le associazioni che li rappresentano, ma anche autonomamente attraverso una serie di petizioni, hanno diritto di essere ascoltati”.
Mentre l'agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell'Oms (organizzazione mondiale della sanità) con una nota del 1° marzo ha ribadito che, in base ai risultati di propri studi, effettuati sulla base di "tutte le prove rilevanti disponibili nel pubblico dominio per la revisione scientifica indipendente", il glifosato e' un probabile cancerogeno per gli esseri umani, si allarga in Italia il fronte della coalizione #StopGlifosato che riunisce adesso 34 Associazioni dell’Agricoltura biologica, biodinamica e ambientaliste.
Il rinvio da parte della Commissione della decisione e la richiesta agli Stati membri di presentare entro il 18 marzo gli emendamenti alla proposta dell’Esecutivo Ue, concentrandosi in particolare sui ‘coformulanti’ (le sostanze che vengono aggiunte al principio attivo, alcune delle quali sono sicuramente tossiche) potrebbe nascondere però una trappola: focalizzare l’attenzione sui coformulanti per far passare così il rinnovo all’utilizzo dell’erbicida.
“Chiediamo dunque ai nostri Ministri competenti – dichiara Maria Grazia Mammuccini - che già hanno espresso il loro parere contrario all’approvazione, di mantenere ferma la loro posizione e invece di presentare emendamenti lavorare per convincere altri Paesi membri ad assumere la stessa posizione contraria, osservando così il principio di precauzione, salvaguardando la salute dei cittadini, l’ambiente e la ricchezza della nostra agricoltura di qualità, come quella biologica”.
Del Tavolo fanno parte: Aiab, Associazione per l'Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, Firab, Italia Nostra, ISDE – Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu, Navdanya International, PAN Italia, Slowfood, Terra Nuova, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura, UpBio, WWF.
Aderiscono alla Campagna Stop Glifosato: AnaBio, Asso-Consum, l’Associazione Culturale Pediatri (ACP), Donne in campo-CIA Lombardia, Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, Greenpeace, Ibfanitalia, MdC, NUPA, REES Marche, il Test, UNA.API, VAS, WWOOF Italia, Zero OGM, Green Italia, Cospe Onlus.
strong>La Portavoce del Tavolo delle associazioni: Maria Grazia Mammuccini - Cell. 3357594514
GLI UFFICI STAMPA
Ufficio stampa AIAB: Michela Mazzali m.mazzali@aiab.it - Cell. 348 2652565
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#StopGlifosato: trend topic politico della mattinata. Tweet del Ministro Galletti: "Stop al fitofarmaco #glifosato. Proteggere la nostra terra è priorità per l'Italia"
federbioRoma, 8 marzo 2016 – #StopGlifosato è stato l'hashtag trend topic politico di questa mattina (fonte pokedem.it): questo il successo del Twitter Storm che le 34 Associazioni ambientaliste e dell'agricoltura biologica hanno rivolto ai tre Ministri competenti - politiche agricole, salute e ambiente - per l’attuazione del PAN Pesticidi (Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci) per chiedere a livello europeo una verifica della valutazione dell’EFSA sulla pericolosità del glifosato e per un “Piano nazionale glifosato zero” con uno #StopGlifosato subito efficace e vincolante.
Le 32 Associazioni della coalizione #StopGlifosato esprimono inoltre la loro soddisfazione per l'annuncio del Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti lanciato proprio durante il Twitter storm: "Stop al fitofarmaco #glifosato. Proteggere noi stessi, la nostra terra è priorità per l'Italia".
“È una gran bella notizia che i tre Ministri condividano una posizione così chiara contro il rinnovo dell’autorizzazione per il glifosato a livello europeo - ha commentato la portavoce del tavolo Maria Grazia Mammuccini.
Del Tavolo fanno parte: Aiab, Associazione per l'Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, Firab, Italia Nostra, ISDE – Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu, Navdanya International, PAN Italia, Slowfood, Terra Nuova, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura, UpBio, WWF.
Aderiscono alla Campagna Stop Glifosato: AnaBio, Asso-Consum, l’Associazione Culturale Pediatri (ACP), Donne in campo-CIA Lombardia, Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, Greenpeace, Ibfanitalia, MdC, NUPA, REES Marche, il Test, UNA.API, VAS, WWOOF Italia, Zero OGM, Green Italia, Cospe Onlus.
La Portavoce del Tavolo delle associazioni: Maria Grazia Mammuccini, 3357594514
#StopGlifosato - 32 Associazioni italiane: bravi i ministri Martina e Lorenzin per il loro parere negativo al rinnovo autorizzazione UE uso del glifosato
federbioOggi Twitter storm per chiedere ai Ministri Martina, Galletti, Lorenzin, un “Piano nazionale glifosato zero” subito efficace e vincolante per la cancellazione nei PSR 2014 – 2020 dei finanziamenti pubblici per tutte le pratiche agricole che utilizzano il glifosato.
Roma, 7 marzo 2016 – Le 32 Associazioni della coalizione #StopGlifosato esprimono la loro soddisfazione e plauso ai Ministri Maurizio Martina (Mipaaf) e Beatrice Lorenzin (Salute) per l’annuncio della posizione contraria dell’Italia al rinnovo dell’autorizzazione all’uso del Glifosato da parte della Commissione Europea.
“Abbiamo accolto con soddisfazione l’annuncio della posizione contraria dell’Italia al rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato in Europa, che finalmente è arrivata. Il Governo italiano con la posizione netta e chiara dei Ministri Martina e Lorenzin dimostra la giusta attenzione per la salute dei consumatori e per la tutela dell’Ambiente” dichiara Maria Grazia Mammuccini portavoce della coalizione italiana delle 32 Associazioni unite per lo Stop al glifosato.
Oggi e domani si riunisce il Comitato permanente europeo per i prodotti fitosanitari nell'ambito dell'istruttoria della UE che deve decidere sul rinnovo dell'autorizzazione all'uso del glifosato entro giugno 2016. L’Italia dopo le dichiarazioni dei nostri due Ministri si presenterà alla riunione con una posizione contraria al rinnovo, insieme al Governo francese e al Parlamento dell’Olanda che avevano annunciato analoga posizione contraria la settimana scorsa.
L’agenzia di stampa che dava notizia del parere negativo dell’Italia in vista della riunione di lunedì e martedì a Bruxelles ha anticipato anche la volontà del Ministro Martina di definire "a prescindere dagli esiti del confronto europeo dei prossimi giorni" una via di uscita italiana dal glifosato entro il 2020 con il “Piano nazionale glifosato zero”
"Implementazione della rete di monitoraggio dei residui di glifosato su tutto il territorio nazionale, introduzione di limitazioni al suo impiego nell'ambito dei disciplinari che permettono l'adesione volontaria al sistema di qualità nazionale produzione integrata e definitiva eliminazione del glifosato dai disciplinari di produzione integrata entro l'anno 2020", sarebbero questi i tre punti essenziali del
"Piano nazionale glifosato zero" in corso di elaborazione da parte dei funzionari del Mipaaf. Una prospettiva che però non convince le 32 Associazioni della coalizione #StopGlifosato determinate a chiedere al Governo un impegno vincolante per le Regioni ad escludere subito da ogni premio nei bandi PSR 2014 – 2020 (Programmi Sviluppo Rurale regionali) le pratiche agricole che utilizzano il glifosato, come ad esempio per le produzioni con lotta integrata volontaria o nell’agricoltura conservativa con semine su sodo.
“Il nostro obiettivo è che l’autorizzazione a livello europeo non venga concessa ma di fronte ad un eventuale rinnovo sarebbe assurdo concedere finanziamenti pubblici dello sviluppo rurale a quelle aziende che continuano ad utilizzare una sostanza considerata potenzialmente cancerogena per l’uomo e nociva per l’ambiente - commenta Maria Grazia Mammuccini – un contro senso ancora più evidente dopo le dichiarazioni dei nostri Ministri dell’Agricoltura e della Salute”
Per chiedere a livello europeo una verifica della valutazione dell’EFSA sulla pericolosità del glifosato e per un “Piano nazionale glifosato zero” con uno #StopGlifosato subito efficace e vincolante, le 32 Associazioni lanceranno questa mattina dalle ore 10.00 alle 11.00 un Twitter Storm rivolto ai tre Ministri competenti per l’attuazione del PAN Pesticidi (Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci).
“Ci auguriamo – dice la portavoce del Tavolo delle Associazioni Maria Grazia Mammuccini – che dopo le incoraggianti dichiarazioni dei nostri Ministri contro il rinnovo dell’autorizzazione europea all’uso del glifosato, le azioni del ns. Governo e delle Regioni siano coerenti. I cittadini italiani hanno il diritto di sapere per quanti anni dovranno ancora convivere con questo pericoloso pesticida, di cui l’Italia è attualmente uno dei maggiori utilizzatori, e se il suo utilizzo sarà premiato o meno con i fondi pubblici della PAC”.
Del Tavolo fanno parte: Aiab, Associazione per l'Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, Firab, Italia Nostra, ISDE – Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu, Navdanya International, PAN Italia, Slowfood, Terra Nuova, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura, UpBio, WWF.
Aderiscono alla Campagna Stop Glifosato: AnaBio, Asso-Consum, l’Associazione Culturale Pediatri (ACP), Donne in campo-CIA Lombardia, Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, Greenpeace, Ibfanitalia, MdC, NUPA, REES Marche, il Test, UNA.API, VAS, WWOOF Italia, Zero OGM, Green Italia, Cospe Onlus.
La Portavoce del Tavolo delle associazioni: Maria Grazia Mammuccini - Cell. 3357594514
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FederBio: plauso all’approvazione del Piano strategico nazionale per il bio
federbioNecessario dare il via alle azioni di semplificazione del sistema amministrativo e di certificazione e agli strumenti per l’innovazione
Nell’ambito della Conferenza Stato Regioni, tenutasi ieri, gli assessori regionali hanno dato il via libera al “Piano strategico nazionale per lo sviluppo del settore biologico”, iniziativa avviata un anno fa dal Viceministro Olivero.
FederBio, l’unica organizzazione interprofessionale nazionale di riferimento per l’intero settore, proprio venti giorni fa ha alzato l’attenzione sul Piano strategico nazionale del bio indirizzando una lettera a tutti gli Assessorati all’agricoltura delle Regioni e delle Province autonome, nonché al Viceministro Olivero,per evidenziare la necessità di una strategia unitaria per il settore, proprio in uno scenario in cui il mercato dei prodotti biologici, nonostante la crisi di diversi comparti dell’agricoltura nazionale, è in continua crescita.
Il Presidente Paolo Carnemolla, a nome di tutta la Federazione, plaude all’approvazione del Piano strategico nazionale per il bio e commenta: “La notizia dell’approvazione del Piano strategico per il settore in Conferenza Stato Regioni è importante perché testimonia la consapevolezza di tutto il sistema istituzionale dell’urgenza di un quadro strategico nazionale e di interventi condivisi e sinergici in un momento in cui il biologico sta crescendo sempre di più, sia sul mercato che, grazie alle opportunità offerte dai PSR regionali, come numero di imprese agricole e di superfici. Esprimo a nome della Federazione il doveroso riconoscimento al Viceministro Olivero per l’impegno e la determinazione con cui ha condotto il percorso di concertazione che si è concluso ieri, e mi auguro che ora si passi rapidamente a condividere e concretizzare anche il piano di lavoro sulle singole azioni previste dal Piano, con priorità a quelle che riguardano la semplificazione di tutto il sistema amministrativo e di certificazione, il coordinamento di alcuni strumenti per l’innovazione e il suo trasferimento alle imprese. La Federazione si mette fin da subito a disposizione per avviare il percorso per il riconoscimento anche formale dell’organizzazione interprofessionale di settore, per attribuire finalmente in via ufficiale a un sistema di imprese italiane tra i più avanzati la rappresentanza moderna di carattere economico che merita”.
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#Stopglifosato - Le 34 associazioni: un altro passo avanti nella giusta direzione la proposta della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo che dice no al rinnovo dell’autorizzazione
federbioLe 34 associazioni: un altro passo avanti nella giusta direzione la proposta della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo che dice no al rinnovo dell’autorizzazione e chiede una revisione scientifica indipendente sulla valutazione dell’EFSA .
La coalizione italiana #StopGlifosato, formata da 34 associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica, esprime grande soddisfazione per l’approvazione, da parte della Commissione Ambiente dell’Europarlamento della proposta di risoluzione del socialdemocratico Pavel Poc. La risoluzione approvata invita la Commisione Ue a non rinnovare l’autorizzazione all’utilizzo del glifosato in scadenza a giugno di quest’anno, commissionare una valutazione scientifica indipendente sulla sostanza e divulgare tutti i dati che l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha utilizzato per la sua valutazione.
La proposta, approvata a larga maggioranza verrà votata in aula nella sessione dell’11-14 aprile e avrà senz’altro un importante peso sia sul voto del Parlamento sia sul parere che il Comitato fitosanitario, composto da esperti nominati dagli Stati membri esprimerà a maggio.
“Due risultati fondamentali quelli di non rinnovare l’autorizzazione del glifosato e chiedere invece una valutazione scientifica indipendente; proprio come chiedeva la nostra coalizione nella lettera appello inviata agli Europarlamentari il 4 di marzo – dice Maria Grazia Mammuccini, portavoce della coalizione – “ l’Europa, attraverso questo voto della Commissione Ambiente, sta mostrando senz’altro il suo volto migliore e, anche in un momento così drammatico che, a seguito dei fatti di Bruxelles, ha colpito profondamente tutti noi, dimostra, su un tema così complesso, di voler rispettare i principi democratici mettendo in primo piano la salute dei cittadini e il rispetto dell’ambiente.
Siamo fiduciosi che, anche grazie alla posizione italiana, espressa recentemente dai tre ministri Martina, Lorenzin e Galletti, la battaglia contro il glifosato sarà vinta perché i cittadini che vogliono vivere in un mondo più pulito e più sano sono ormai la maggioranza. A dispetto degli interessi delle grandi lobby”.
La coalizione #StopGlifosato continuerà a vigilare e a organizzare una serie di azioni in attesa delle successive scadenze a livello europeo che porteranno alla decisione finale sul rinnovo dell’autorizzazione all’utilizzo dell’erbicida e a chiedere nuovamente al Governo e alle Regioni di escludere il glifosato dal Piano agricolo Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci e a rimuoverlo da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono.
FAI, Federbio, Firab, Italia Nostra, ISDE – Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu, Navdanya International, PAN Italia, Slowfood, Terra Nuova, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura, UpBio, WWF.
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La Portavoce del Tavolo delle associazioni: Maria Grazia Mammuccini - Cell. 3357594514
GLI UFFICI STAMPA
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“Il disservizio pubblico televisivo colpisce ancora”
federbioC’è poco da fare, stiamo dando fastidio.
- I dati sull’andamento delle vendite dei prodotti biologici in forte crescita
- L’estensione dello spazio a scaffale e l’investimento delle catene nelle linee a marchio biologico
- I fatturati delle imprese fortemente positivi
- La posizione assunta dall’Italia sugli OGM (anche se in parte ombreggiata dai vaneggiamenti sulla cisgenesi)
- La mobilitazione delle organizzazioni ambientaliste e del biologico contro il glifosato, la cui portavoce è espressione del movimento biologico, che ha condotto alla netta posizione italiana in ambito europeo contraria alla ri-autorizzazione del prodotto (il diserbante più venduto anche dai Consorzi agrari base sociale di Coldiretti)
- L’esaurimento in tutte le regioni delle risorse dei PSR per il biologico per il gran numero dell’avvio delle conversioni
- L’approvazione del Piano Strategico nazionale del biologico (politiche di filiera, piano di comunicazione, impegno all’aumento dei consumi pubblici di prodotti biologici, piano per la ricerca, finalmente con quanto chiediamo da anni in materia di semplificazione legislativa, informatizzazione, banche dati, revisione della normativa sui controlli)
- Il ministro Martina che in seguito alle richieste del settore (vedi convegni di Expo, vedi pubblicazione di AssoBio) propone corsi universitari di agricoltura biologica
- La continua conversione al biologico dei grandi del vino di qualità
- La netta contrarietà da parte dei consumatori più attenti nei confronti dell’olio di palma, che si traduce in una generale sfiducia nell’industria alimentare e nella ricerca di “gente di cui potersi fidare”
- La procura di Pesaro che si è vista smantellare dal tribunale del riesame e dalla Cassazione la parte del telaio accusatorio la cui tesi era quella di un complotto tra imprese e organismi di controllo, della quale a maggio il GUP dovrà valutare l’operato esprimendosi sui rinvii a giudizio e che ha assoluto bisogno di pressione mediatica per turare le falle di un’inchiesta nata nel 2013, ancora sospesa a mezz’aria e riproposta di tanto in tanto come "novità"
- L’ICQRF che deve far dimenticare di essere intervenuto sulla frode realizzata a Malta dopo due anni di segnalazioni al ministero da parte delle organizzazioni del settore
- La morte mediatica di Slow Food e del suo “cibo buono, sano e giusto”, rimpiazzata da un dinamico Farinetti che nei suoi Eataly introduce “vini liberi” e cibo solo "buono”, ché gli aggettivi di troppo fan confusione
- La generale disinformazione dei consumatori, pur se ubriachi di gare di cuochi, sui temi agricoli e alimentari
- La deriva caciaresca dei programmi televisivi e la costruzione di scoop che non ci sono, ma servono a épater le bourgeois.
Stiamo dando fastidio a troppi.
Ma la notizia è che abbiamo intenzione di continuare a dar fastidio e che non riusciranno a fermarci, i troppi se ne facciano una ragione.
Senza dire che tutto va bene, madama la marchesa, perché tutto può e deve migliorare, nelle aziende, negli organismi di controllo, nel ministero, nell’informazione, ma senza accettare caciare strumentali che rallentino il grande progetto di conversione ecologica dell’economia che è quanto avevamo in mente quando ciascuno di noi ha avviato l’attività, un’attività che ormai coinvolge oltre 200.000 addetti in tutti gli anelli delle nostre filiere produttive: non dobbiamo soltanto difendere le nostre imprese e la verità, ma anche queste 200.000 persone che ogni giorno dai campi ai punti vendita, passando per laboratori, stabilimenti e magazzini sono impegnati in questo grande progetto.
Neppure val la pena di elencare le superficialità emerse in trasmissione.
Ci limitiamo a un paio:
I controllori pagati dai controllati
Quando ce l’hanno addebitato la prima volta avevamo i pantaloni corti.
Rispondevamo che non è che ci tenessimo proprio a pagar noi i controllori, eravamo più che soddisfatti di non dover sopportare anche questi costi (senza dire che è curioso che chi fa produzioni inquinanti non deve pagar nulla –anzi, è la collettività che deve pagare il disinquinamento, quando esso è possibile; meglio: è la collettività che dovrebbe pagare il disinquinamento, perché, in periodo di spending review non si disinquina – e chi non inquina deve pagare per vederselo ufficialmente riconoscere). Se il controllo fosse stato pubblico non avremmo eccepito nulla (d’altra parte, siamo già sottoposti a valanghe di controlli pubblici), ma l’Italia, come la quasi totalità dei Paesi europei ha optato per un controllo a cura di organismi privati, sottoposti all’accreditamento pubblico di Accredia, all’autorizzazione pubblica del ministero, alla vigilanza pubblica del ministero e delle Regioni. Il pubblico c’è, eccome.
L’ascensore che Giannini piglia per andare in redazione è certificato da un organismo di certificazione privato, pagato dal costruttore dell’ascensore. Il phon che usa Giordano dopo la doccia è certificato da un organismo di certificazione privato, pagato dal costruttore del phon. La valvola cardiaca che hanno impiantato a qualcuno che conosceranno è certificata da un organismo di certificazione privato, pagato dal costruttore della valvola cardiaca. Il parmigiano reggiano (o il pecorino romano) che Vissani grattugia sulla pasta è certificato da un organismo di certificazione privato, pagato dal caseificio che produce il formaggio.
Se pensano che, per il solo fatto di esser pagato dal produttore, l’organismo di certificazione dia il proprio marchio a un ascensore che casca, a un phon che dà la scossa, a una valvola cardiaca che si blocca o a un formaggio fatto con latte in polvere, dovrebbero andare a piedi, asciugarsi i capelli al vento e smettere di grattugiare formaggio (per le valvole cardiache non sappiamo suggerire alternative).
Se, invece, pensandoci, trovano che il sistema sia logico, non vediamo perché debba andar bene per i loro ascensori e phon e non per le nostre mele e patate (che manco rischiano di far precipitare o di fulminare qualcuno).
Le ispezioni annunciate
Oltre il 10% delle ispezioni è non preannunciato. Per i resto le ispezioni (basterebbe farne una l’anno, l’ultimo anno in Italia se ne son fatte 1,34, agli importatori 2,53) sono su appuntamento.
Succede, quando devi farti firmare i verbali delle visite e controllare sui registri contabili quanti semi e piantine sono stati comprati e quanto peperone e pomodoro sono stati venduti. Se l'agricoltore è andato all'Inail, all'Inps, in comune, in banca o al mercato trovi un portoncino chiuso, che non ti mostra i registri Iva. Nemmeno puoi dire a un agricoltore che sta raccogliendo fragole per fare una consegna alla cooperativa "Visto che bella sorpresa? Son qua io, ferma tutto, adesso dai retta a me": si chiama "sistema di controllo", non "sistema per ostacolare le aziende".
E un agronomo che va in un'azienda agricola si accorge se è stato usato diserbante o se son stati effettuati trattamenti sia che la visita sia annunciata o non preannunciata, cosi' come Giannini e Giordano si accorgono che se scriviamo "tutto sbaliato, tutto da rifare" invece che "tutto sbagliato, tutto da rifare" non va bene, sia che sottoponiamo loro il testo a sorpresa sia che prendiamo un appuntamento.
Gli organismi che non si parlano
Compete al ministero organizzare le banche dati del settore. Dice la legge “Il Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali è l'autorità preposta al controllo ed al coordinamento delle attività amministrative e tecnico-scientifiche inerenti l'applicazione della regolamentazione comunitaria in materia di agricoltura biologica”.
E comunque è corretto ammettere che gli organismi non si parlavano fino a qualche anno fa. Ora, invece, dopo i casi di frode antecedenti il 2013 (per quanto la Procura di Pesaro li riproponga - a mo' di peperoni con le cotiche mangiati la sera prima- come sempre nuovi: quelli sono, quelli rimangono) gli organismi di controllo aderenti a FederBio, in collaborazione con Accredia si sono dotati di una banca dati unica degli operatori e di una piattaforma informatica che traccia qualsiasi vendita e acquisto delle granaglie per mangimi che furono oggetto del vecchio caso di frode, e, già che c'erano, di tutti i cereali per alimentazione umana e zootecnica e di tutte le proteoleaginose.
Il resto (da un Vissani che probabilmente non mette piede in cucina dal numero di anni in cui partecipa a trasmissioni televisive dispensando non ruvida saggezza, ma solo ruvidità su qualsiasi argomento, alla scelta delle aziende biologiche da intervistare) è solo colore, un colore bigio, ma sempre colore: è la TV, baby).
Il ruolo di FederBio
FederBio promuove, supporta e fa crescere il biologico italiano: le oltre 50.000 aziende italiane oneste e che credono nel bio, non come opportunità di guadagno veloce, ma come settore economico strutturato, sano e robusto, sicuramente trainante per l’agroalimentare nazionale, che favorisce la tutela ambientale e la biodiversità. Ha sempre supportato l’operato della Magistratura e della Guardia di Finanza nelle indagini per mettere all’angolo i “furbi” e agevolare la crescita sana del comparto. Non a caso è parte civile (cioè le è stato riconosciuto il ruolo di soggetto danneggiato) nel processo relativo all’operazione Vertical Bio.
Per monitorare il settore e alcune categorie merceologiche potenzialmente più esposte FederBio ha creato nel 2011 l’Unità di Crisi specializzata nella prevenzione e nella gestione delle frodi e ha messo a punto linee guida per la gestione delle importazioni. Ha realizzato la piattaforma di tracciabilità informatica delle produzioni di cereali e dell’olio extra vergine di oliva, per escludere le possibilità di frodi in questi settori centrali della produzione nazionale.
Nel 2011, per rafforzare ulteriormente il suo ruolo di soggetto nel quale tutti i protagonisti del biologico italiano condividono comportamenti etici e collaborano per rafforzare il sistema di garanzie per il mercato e per i consumatori offerto dal sistema di certificazione, FederBio ha adottato il Codice Etico, teso a garantire la massima trasparenza e integrità del comparto, il cui rispetto è garantito dal Giurì di Autodisciplina.
Tutti i giorni la Federazione lavora per un bio in crescita sano ed equo: IL BIOLOGICO ITALIANO IN MOVIMENTO.
Tavola rotonda BIOFACH 2016
Tavola rotonda
Prospettive per i mezzi tecnici per l’agricoltura biologica e biodinamica in Europa
BIOFACH 2016 12 febbraio 2016 h. 15.00 18.00 Sala Budapest, NCC Ost
WWF, FederBio e Aiab: il caso Xylella conferma che l’agricoltura biologica e’ la via per salvare l’agricoltura e l’ambiente
Le emergenze agricole, prime fra tutte quella relativa al caso Xylella in Puglia, vanno affrontate e necessariamente prevenute con l’approccio agroecologico: WWF, FederBio e AIAB sottolineano la necessità di scelte politiche chiare orientate verso l’agricoltura biologica, che attraverso l’esclusione di pesticidi chimici di sintesi e l’adozione di tecniche agronomiche idonee ai territori è in grado di garantire prodotti di qualità tutelando ambiente e biodiversità.rnLe più recenti vicende in Puglia hanno dimostrato che gli interventi basati sull’esclusivo utilizzo della chimica di sintesi previsti dal Piano per la lotta al batterio Xylella sono inefficaci: i magistrati pugliesi hanno evidenziato un’evidente scarsità di confronto scientifico, sottolineando che il Piano ha privilegiato solo le ipotesi che portavano alle eradicazioni e all’autorizzazione straordinaria di pesticidi chimici, anche vietati da tempo per la loro nocività, che sono stati così utilizzati in modo spregiudicato, con un conseguente pericolo per la salute pubblica.rnFederBio, AIAB e WWF esprimono soddisfazione per il provvedimento della Procura di Lecce che ha disposto il sequestro preventivo d’urgenza di tutte le piante di ulivo interessate dalle operazioni di rimozione immediata come previsto dal Piano Silletti. Il provvedimento dei magistrati pugliesi anticipa in pratica gli effetti dell’auspicata vittoria del WWF Italia davanti al TAR del Lazio con il ricorso presentato dall’Associazione per fermare proprio l’eradicazione degli olivi ancora sani.rnL’azione giudiziaria avviata dalla Procura di Lecce sul caso Xylella, non è però sufficiente per garantire la conservazione degli olivi secolari della Puglia. E’ indispensabile incentivare e favorire, anche con una priorità e maggiore premialità nella concessione dei contributi del Programma per lo Sviluppo Rurale 2014 – 2020 della Puglia, tutte quelle azioni e tecniche agronomiche preventive e curative che non adottano o riducono drasticamente l’uso di insetticidi o fungicidi e possono evitare l’estirpazione delle piante di olivo o ospiti dell’insetto vettore infette dalla Xylella fastidiosa. Per le piante di particolare pregio, storico o monumentale sarebbe sufficiente, come misura alternativa all’abbattimento, il loro isolamento con reti anti-insetto.rnPer Franco Ferroni, Responsabile Agricoltura del WWF Italia “i magistrati dovranno accertare le eventuali responsabilità personali degli indagati ma un problema come il Complesso del Disseccamento Rapido dell’Olivo (CoDiRO) non può essere risolto con provvedimenti giudiziari. E’ indispensabile da parte del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e della Regione Puglia avviare immediatamente tutte le attività di ricerca, sperimentazione e prevenzione basate sull’agroecologia, da tempo suggerite dalle Associazioni dell’Agricoltura biologica e dal WWF Italia, alternative all’uso massiccio di pesticidi e all’eradicazione delle piante”.rnAll'avvio dell’emergenza Xylella FederBio ha immediatamente attivato un gruppo di lavoro tecnico scientifico che ha messo a punto una proposta per la gestione con metodo biologico dei territori colpiti dal batterio a cui hanno aderito tutte le organizzazioni del settore e il WWF Italia.rn“Al di fuori di ogni contrapposizione strumentale e ideologica avevamo proposto alla Regione Puglia, al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e anche all’EFSA un’alternativa concreta all’impiego massiccio di pesticidi e all’abbattimento degli olivi – sottolinea Paolo Carnemolla, presidente di FederBio – utile anche a valorizzare quel territorio. Il documento non è stato ancora preso in considerazione, comportando, come ipotizza la Procura di Lecce, danni ambientali e alla salute per gli agricoltori e per tutte le persone che vivono nel Salento che avrebbero potuto essere evitati. Ora che anche il presidente Emiliano si è schierato apertamente contro la passata gestione dell’emergenza, chiediamo di riaprire il confronto sulla base delle nostre proposte, ampiamente sostenute anche dai molti comitati di agricoltori e cittadini dell'area, affinché si possa concretamente lavorare per la creazione di un “biodistretto” nei territori interessati dalla Xylella, con la prospettiva di una migliore valorizzazione anche turistica”.rn"I dati che emergono confermano, se ancora ce ne fosse bisogno, che i pesticidi oltre a non essere la soluzione dei problemi, spesso contribuiscono ad esserne la causa. – precisa Vincenzo Vizioli, Presidente di AIAB - La ricerca di una soluzione sta nel non alterare o, in questo caso ripristinare gli equilibri naturali, come dettano i principi dell'agricoltura biologica e biodinamica. La biodiversità ambientale e del suolo è la linea guida di ogni intervento in agricoltura. AIAB e tutto il settore biologico hanno da tempo evidenziato le storture prodotte da teorie sbrigative e poco efficaci, la cui logica ha sempre creato sospetti. Purtroppo c'è voluta la magistratura per capirlo. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo per una riconversione del territorio." rn rnFederBio, AIAB e WWF Italia chiedono ai Ministeri interessati e alla Regioni una scelta netta per un nuovo approccio alternativo all’utilizzo della chimica di sintesi in agricoltura: il Piano d’Azione Nazionale sull’uso sostenibile dei pesticidi deve mettere in campo azioni concrete per sviluppare un grande piano di conversione al biologico dell’agricoltura italiana, proprio a partire dai territori dove sono ormai evidenti le contaminazioni ambientali e i danni alla salute provocati dall’agricoltura intensiva. E’ una scelta che va fatta anche per garantire la sostenibilità economica all’agricoltura italiana e orientarla al biologico, il cui mercato è in costante e forte crescita da anni.rn rn rnUfficio Stampa FederBio - Federazione Italiana Agricoltura Biologica e BiodinamicarnSilvia Pessini silvia.pessini@ariescomunicazione.it - Cell. 348 3391007rnAries Comunicazione rn rnUfficio stampa WWF Italia rnCristina Maceroni, c.maceroni@wwf.it rnTel. 06 84497.213m 266 – cell. 329.8315725, 329-83157rn rnUfficio stampa AIAB rnMichela Mazzali - m.mazzali@aiab.it – Cell. 348 2652565
FederBio: al via la nuova struttura. Claudia Bastia nominata segretario generale
FEDERBIO: AL VIA LA NUOVA STRUTTURA. CLAUDIA BASTIA NOMINATA SEGRETARIO GENERALErn rnBologna, 16 dicembre 2015 – Dopo la definizione lo scorso 1 dicembre nell’ambito dell’assemblea dei soci di FederBio del nuovo assetto statutario e organizzativo della Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica, è stato nominato ieri il Segretario Generale: sarà Claudia Bastia, donna che opera nel bio da oltre 15 anni, prima in AIAB, poi in FIAO e - dalla sua costituzione - in FederBio, dove negli anni più recenti ha già ricoperto attività di coordinamento dei progetti e della struttura.rn rnNella stessa giornata si è insediato il nuovo Ufficio di Presidenza, guidato da Paolo Carnemolla, rieletto come Presidente al suo terzo mandato, e sono state formalizzate le deleghe dei Vicepresidenti e dei Consiglieri.rn rnI tre Vicepresidenti avranno rispettivamente le seguenti deleghe:rn rn• Matteo Bartolini (ANABIO-CIA): coordinatore della sezione soci produttori, rapporti con AGRINSIEME e con le Istituzioni dell’Unione Europea• Andrea Bertoldi (AssoBio e coordinatore sezione bio di Alleanza Cooperative Italiana): rapporti con la cooperazione• Carlo Triarico (Associazione per l'agricoltura biodinamica): agricoltura biodinamica e formazionernI quattro consiglieri si occuperanno rispettivamente di:rn• Marco Lamonica: sviluppo di servizi integrati per il settore;• Roberto Pinton: internazionalizzazione e comunicazione;• Maria Grazia Mammuccini: rapporti con le associazioni del Tavolo organizzazioni ambientaliste e bio, Rete Rurale Nazionale e innovazione;• Paolo Frigati: fundraising e supporto al controllo di gestione.rn rn
Clima, la soluzione è bio: con agricoltura naturale -36% CO2 solo in Usa
"Se tutte le superfici agricole fossero coltivate con metodi biologici, le emissioni di CO2 causate dall'agricoltura potrebbero ridursi del 23% in Europa e del 36% negli Usa". In concomitanza con l’inizio della COP21 di Parigi le associazioni del biologico Aiab e FederBio alzano l’attenzione sul tema del clima e sul forte impatto che l’agricoltura intensiva ha giocato nei decenni passati, evidenziando la necessità di promuovere e adottare sempre più un metodo di produzione innovativo e al tempo stesso rispettoso dell’ambiente, in tutte le sue declinazioni.rnIl dato a cui fanno riferimento le associazioni è di uno studio pubblicato nel 2013, diretto da Andreas Gattinger (FiBL – Istituto di ricerca per l’agricoltura biologica) e portato avanti da un gruppo di ricercatori internazionali che ha esaminato i risultati di 74 studi internazionali che hanno paragonato gli effetti sul terreno delle coltivazioni biologiche e di quelle convenzionali il quale ha dimostrato che l'agricoltura biologica permette di fissare nel terreno quantità di carbonio significativamente superiori, con ciò offrendo un importante contributo per frenare il riscaldamento globale.rn rn Gli autori hanno inoltre calcolato che ciò corrisponderebbe a circa il 13% della riduzione complessiva necessaria per raggiungere gli obiettivi climatici fissati per il 2030.rnA ciò si aggiungono i risultati dello studio 'Enviromental Impact of different agricultural management practices: conventional versus organic agriculture', apparso sulla rivista Critical reviews in plant sciences, realizzato dai ricercatori guidati da Maurizio Paoletti del Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova in collaborazione con l'Università di Cornell, Usa secondo cui "i terreni gestiti con il metodo bio hanno una maggiore capacità di sequestrare CO2 e di trattenere acqua, con conseguente miglior rendimento in condizioni climatiche di scarsità di precipitazioni".rnAiab e Federbio evidenziano quindi la necessità di promuovere e adottare sempre più un metodo di produzione innovativo e al tempo stesso rispettoso dell’ambiente, in tutte le sue declinazioni. "Come abbiamo dimostrato con la Carta del Bio in EXPO, il modello agricolo e alimentare biologico – sottolinea Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio - è la risposta più efficace alle sfide del futuro in quanto capace di conciliare la tutela dell’ambiente, la salute e la nutrizione adeguata della popolazione con un’economia rurale equa e migliore. Questo anche perché le tecniche di agricoltura e allevamento biologico possono concretamente contribuire alla lotta al cambiamento climatico".rn"Non si scappa – aggiunge Vincenzo Vizioli, presidente di Aiab – il modello biologico è l’unico modello agricolo in grado di salvare questo pianeta dai cambiamenti climatici. E’ la biodiversità, cuore dell’agricoltura biologica, l’elemento di vero contrasto ai cambiamenti climatici. Non possiamo più aspettare, dunque. E’ giunta l’ora di cambiare passo. L’Italia, Paese leader del settore, deve avere il coraggio di spingere il cuore oltre l’ostacolo e assicurare al bio il giusto sostegno in termini economici e di sicurezza. C’è bisogno di aiuti economici, ma anche di una normativa seria e rigorosa che non dia più voce a nessuna ambiguità. Il cambiamento planetario può partire dal nostro Paese e Parigi è un'occasione imperdibile".rn rn rnFonte: AdnKronos









