A Sana 2013 e a Seoul il biologico italiano incontra il mercato sud coreano
Nell’ambito delle strategie di valorizzazione ed internazionalizzazione del Made in Italy, il Ministero dello Sviluppo Economico promuove un ampio programma dedicato al settore agroalimentare biologico e alla cosmetica naturale, per diffondere e tutelare in Corea del Sud le eccellenze di settore italiane. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con FederBio e con Federalimentare, si avvale delle competenze tecniche di BolognaFiere in qualità di soggetto attuatore. Il progetto è rivolto alle aziende italiane produttrici di alimenti biologici, prodotti cosmetici, integratori, erbe officinali biologiche e naturali, interessate allo sviluppo del proprio export in Corea del Sud.rn Alcune attività previste dal programma sono già state svolte; in particolare, è stata realizzata una ricerca di mercato per individuare i trend in atto in Sud Corea, insieme allo scoutingper individuare i buyer e gli operatori locali interessati (la ricerca è disponibile online sul sito www.sana.it nelle pagine dedicate al programma). Inoltre, il 22 aprile scorso, presso BolognaFiere, si è tenuto un seminario informativo intitolato “Il mercato coreano dei prodotti alimentari bio e della cosmesi naturale”. Alle aziende italiane che vi hanno partecipato è stata fornita un’ampia panoramica sulle dinamiche commerciali e sulle potenzialità del mercato sud coreano, nonché sulle normative doganali in vigore in quel paese e sui principali canali di distribuzione, oltre che sulle peculiarità e sulle tendenze del consumatore-tipo sudcoreano (anche in questo caso, tutta la documentazione è reperibile sul sito www.sana.it ).rnLa prossima tappa del programma prevede l’organizzazione dell’incoming di circa 30 buyer sud coreani di food e cosmesi, selezionati grazie al supporto di ICE-Agenzia Seoul. La delegazione visiterà SANA, il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale – in allestimento a Bologna da sabato 7 a martedì 10 settembre – l’unica manifestazione fieristica in Italia dedicata esclusivamente ai prodotti alimentari biologici certificati, leader anche nel campo della cosmesi bio e naturale, dell’erboristica e degli integratori e cibi funzionali. Sempre nell’ambito del programma promosso dal Ministero, presso l’International Buyer Lounge allestita nel Padiglione 31 di SANA, si terrà un fitto calendario di incontri B2B tra gli espositori italiani e gli operatori sud coreani. Questi incontri favoriranno l’incontro tra produttori, trasformatori e distributori italiani da una parte, e operatori e rivenditori sud coreani dall’altra, nell’ottica di sviluppo del business della filiera agroalimentare e cosmetica bio e naturale Made in Italy. Le aziende che espongono a SANA interessate a partecipare, dovranno compilare una scheda di che permetta il match-making con gli operatori sud coreani in visita. Il calendario degli incontri B2B sarà definito a fine agosto.rnNella fase conclusiva del percorso di promozione, è previsto un evento di presentazione del progetto e delle aziende italiane di settore, che avranno così l’opportunità di conoscere da vicino il mercato sud coreano e di sviluppare ulteriormente i rapporti avviati durante SANA, proseguendo le trattative. Le attività si svolgeranno il 7 novembre a Seoul, in occasione di Korea Food Week, una fiera locale di settore di grande rilievo in Corea del sud. La missione prevede un seminario di presentazione della produzione Made in Italy ai buyer, agli operatori e alla stampa locale, con testimonianze di aziende già presenti in Corea. Le aziende italiane aderenti all’iniziativa avranno l’opportunità di prendere parte ad un workshop con gli operatori coreani.rnAi buyer sud coreani sarà consegnato un catalogo contenente la descrizione delle aziende italiane che partecipano all’incontro, comprensivo di informazioni merceologiche e schede prodotto (la scheda per il match-making e le schede prodotto sonodisponibili sul sito di sana alla pagina http://www.sana.it/iniziative-e-premi/promozione-bio-alimentare-e-cosmetico-naturale-in-corea-del-sud/1470.html). Sono anche previste visite-studio ai punti vendita dei principali operatori della GDO e ai centri commerciali di Seoul. La missione nella capitale sud coreana sarà organizzata dai promotori del programma in collaborazione con ICE-Agenzia Seoul.rnPer ulteriori informazioni: Luisa Bersanetti (email: luisa.bersanetti@bolognafiere.it, tel. 051 282843).rn rn
FederBio sulla firma del decreto interministeriale che vieta la coltivazione del mais MON810 in Italia
Prendiamo atto con soddisfazione di questa prima e parziale mossa del Governo per vietare le coltivazioni OGM in Italia e dell’annuncio di una strategia più complessiva che, tuttavia, ci piacerebbe fosse anche frutto della concertazione con le rappresentanze dei settori direttamente interessati, come nel caso del biologico. Rimane il fatto che l’efficacia del Decreto è strettamente connessa con l’individuazione di tutti i siti dove sono stati seminati gli OGM e che, secondo i siti del Movimento Libertario e altre associazioni pro OGM, ammontano a migliaia di ettari di superficie. FederBio già da due settimane ha chiesto formalmente al ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e alle Regioni di procedere con le indagini e le azioni necessarie a individuare questi siti senza che a oggi sia giunta alcuna risposta in merito. Ci auguriamo quindi che anche di questo si parli del Decreto firmato oggi” commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio.
“GREEN ECONOMY APPLIED” al via il desk per l'agro-industria che punta al risparmio energetico e all'eccellenza sulla sostenibilità
Officinae Verdi e FederBio insieme per sviluppare energie rinnovabili ed efficienza energetica nel comparto dell’agricoltura biologicarnPossibili risparmi fino al 30% dei consumi energetici con soluzioni in grid parity (fotovoltaico), biomassa, biogas, minieolico, mini idro, solare termico e misure di efficienza energeticarn Sviluppare energie rinnovabili ed efficienza energetica nel comparto delle coltivazioni biologiche. È questo l’obiettivo del progetto Green Energy Desk FederBio – Officinae Verdi, rivolto ad aziende che vogliono tagliare i costi energetici per recuperare competitività e risorse da investire nel proprio business e puntare sull’eccellenza e la sostenibilità dei prodotti.rnIl progetto, che rappresenta il primo risultato concreto della collaborazione siglata da Officinae Verdi e FederBio nel corso di Vinitaly 2013, è stato presentato oggi a Roma nell’ambito del workshop “Green Economy applied” presso la sede FederBio, alla presenza di Paolo Carnemolla Presidente FederBio, Giovanni Tordi Amministratore Delegato Officinae Verdi, Riccardo Valentini Direttore della Divisione Impatti del clima del Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici e Consigliere della Regione Lazio.rnLe aziende agricole, come il resto delle imprese italiane, sono penalizzate da un costo dell’energia elettrica superiore del 27% al costo medio dell’energia pagato dai competitor europei. Inoltre, su 22 miliardi di euro sprecati ogni anno per inefficienze energetiche, il 42% sono a carico del settore industriale: 8 miliardi di euro che ogni anno potrebbero essere recuperati grazie ad interventi di efficienza energetica sugli stabilimenti e sugli impianti (fonte Confindustria).rnI margini di miglioramento che le imprese possono raggiungere sul fronte del recupero e della riqualificazione energetica sono ampi, intorno al 19%- 30% in base al settore merceologico e allo “stato di salute” impiantistico ed edilizio dell’azienda, con punte che arrivano al 40% laddove si intervenga su impianti che non hanno mai provveduto ad un approccio di riqualificazione energetica integrato (elettricità, riscaldamento).rnIl Green Energy Desk, attraverso gli esperti di Officinae Verdi, supporta le imprese che vogliono investire in tecnologie quali fotovoltaico in grid parity, solare termico, biomasse, biogas, minieolico, minidro, cogenerazione ed efficienza energetica per abbattere i costi energetici e recuperare competitività.rnLe imprese sono supportate dal Desk Energia attraverso: audit energetico, studio di fattibilità tecnico ambientale economico finanziario (TAEF) per ottimizzazione degli investimenti e individuazione delle soluzioni finanziarie (attivabili con UniCredit), realizzazione impiantistica, gestione delle pratiche autorizzative e ottenimento degli incentivi, sino alla certificazione degli interventi realizzati.rnLe soluzioni e i prodotti finanziari (UniCredit) collegati ai progetti di eco-sostenibilità sono pensati non solo per impianti di grandi dimensioni, ma anche e soprattutto per piccole - medie taglie, da 20 a 200 kWp, in una logica di autoconsumo in linea con gli ultimi decreti sulle rinnovabili.rn“L’agricoltura e la deforestazione – ha dichiarato Paolo Carnemolla Presidente FederBio – sono tra i fattori che più contribuiscono al cambiamento climatico: dal 1990 al 2004, la produzione di CO2 collegata ai processi produttivi agricoli è passata da 39 milioni di tonnellate a 49 miliardi, a causa di un sempre maggiore utilizzo di fertilizzanti, lo sviluppo della zootecnia, la produzione dei reflui. Senza un’inversione di rotta, secondo l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) in pochi anni assisteremo ad un aumento tra il 35% e il 60% di ossido di azoto e di 60% di metano associato alle produzioni. Non bisogna dimenticare inoltre – ha aggiunto Carnemolla - che esiste una relazione positiva tra salvaguardia della biodiversità che il metodo di coltivazione biologica permette, miglioramenti della produttività dei terreni e delle rese agricole e protezione dell’ambiente: incentivare tutti gli attori delle filiere agricole a sostenere lo sviluppo tecnologico e l’innovazione per un’agricoltura sostenibile non è solo un’azione di etica ambientale, ma anche una strategia per il contenimento dei consumi energetici e dei costi”.rn“L’esigenza di recupero di competitività che vivono oggi le imprese, penalizzate da un costo dell’energia più alto rispetto ai loro competitor europei – ha dichiarato Giovanni Tordi, Amministratore Delegato Officinae Verdi Spa – può partire proprio dal taglio dei consumi energetici, secondo quanto indicato anche dalla Strategia energetica nazionale e dalla Direttiva europea in materia di efficienza energetica. Obiettivo dell’accordo Officinae Verdi - FederBio è proprio quello di supportare le aziende che vogliono intraprendere concretamente un percorso di riqualificazione energetica, per recuperare risorse abbattendo i costi dell’energia e raggiungere l’eccellenza sul piano della sostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi. E siamo certi – ha concluso Tordi - che questo modello ci consentirà di accelerare il cambiamento verso una new economy improntata al recupero degli sprechi, non solo in campo energetico”.rn“L'importanza del metodo biologico delle produzioni agricole – ha dichiarato Riccardo Valentini, Direttore della divisione Impatti del Clima del CMCC - è sempre più evidente come strumento per tutelare la salute dell'uomo e dell'ambiente. L'agricoltura biologica non è un semplice ritorno al passato: non si tratta di rinnegare le scoperte scientifiche e le innovazioni tecnologiche, ma di utilizzare saggiamente gli strumenti che la scienza e il progresso ci mettono a disposizione. La Regione Lazio si impegna a sostenere l’agricoltura biologica nel proprio territorio con l’obiettivo di tutelare l'ambiente e promuovere uno sviluppo agricolo durevole, per garantire la produzione di cibi di alta qualità nutrizionale e privi di residui chimici, mantenere la biodiversità e l’equilibrio dei microrganismi del suolo e ridurre l'inquinamento che può derivare dalle pratiche agricole.”
FederBio su dati SINAB: il biologico è un’opportunità concreta per la ripresa, per l’occupazione, per l’imprenditoria giovanile e per l’internazionalizzazione
A seguito dell’anticipazione fornita dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali del rapporto sull'agricoltura biologica elaborato dal SINAB (Sistema di Informazione Nazionale dell'Agricoltura Biologica) Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio, sottolinea l’importanza del settore del bio:rn“I numeri in crescita del settore biologico nazionale testimoniano sia l’effetto delle politiche di sviluppo rurale che, soprattutto, di un andamento di mercato che ormai è indicativo di un cambio di stili di consumo e di vita. Nel quadro generale dell’economia agricola e agroalimentare del Paese il biologico è un’opportunità concreta per la ripresa, per l’occupazione, per l’imprenditoria giovanile e per l’internazionalizzazione. Come unico e rappresentativo organismo interprofessionale del settore chiediamo al Governo e al Parlamento azioni concrete per sostenere la continua crescita del biologico italiano attraverso una politica per lo sviluppo concertata con le imprese, sul modello del piano recentemente approvato dal Governo francese, che punta a raddoppiare la dimensione del biologico entro il 2015. Ma serve anche tutelarlo attivando il bando delle coltivazioni OGM sul territorio nazionale ricorrendo alla clausola di salvaguardia, come chiesto al'unanimità dal parlamento, per ora senza esito, al governo. L’Italia ha anche la straordinaria opportunità di ospitare l’EXPO 2015 che ha come focus la sostenibilità; per questo bisogna mettere in campo un nuovo piano d’azione nazionale per consolidare e potenziare la leadership del biologico italiano in Europa e nel mondo”.
Visita della delegazione UE in Giappone e Corea del Sud
Il Mistero delle Politiche agricole nell’ambito delle attività di promozione Comunitarie in Giappone e Sud corea, il Commissario europeo per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale Dacian Ciolos sarà in visita in Giappone e in Corea del Sud nel periodo 10-15 novembre 2013 accompagnato da un gruppo di circa 35 alti rappresentanti delle Indicazioni Geografiche europee (cibo, vino e spiriti) e dei prodotti biologici.rnQuesto viaggio combinerà visite ufficiali del Commissario ai Ministeri competenti, e attività di promozione quali seminari, incontri B2B ed eventi mediatici. Sarà organizzata in parallelo nei Paesi oggetto di visita, una campagna di promozione delle Indicazioni Geografiche e dei prodotti biologici. E’ prevista la partecipazione di aziende chi fosse interessato contatti tempestivamente l’ufficio relazioni internazionali di FederBio: l.colombo@federbio.it.
FederBio su OGM: necessario che Stato e Regioni si attivino
Lo scorso 22 maggio è stata approvata al Senato la mozione per l’adozione della clausola di salvaguardia per il divieto delle coltivazioni OGM in Italia e il rafforzamento dei controlli, un segnale che è apparso importante rispetto a un tema direttamente connesso con la scelta per il modello di agricoltura su cui innestare il futuro dell’economia agricola e agroalimentare dell’Italia. A più di un mese da tale approvazione la questione della semina OGM è nuovamente aperta e dibattuta e soprattutto non sono arrivati segnali per dare seguito a quanto approvato in Senato.rn“Quello che è accaduto negli ultimi 10 anni in Italia sulla vicenda OGM ha dell’incredibile, a voler pensare bene. – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio - Il combinato disposto di conflitti di competenze fra Stato e Regioni e la solita distanza abissale fra i fatti concreti e le dichiarazioni della politica e di un certo mondo agricolo anti OGM solo nelle piazze ha infatti consentito a alcuni agricoltori di seminare OGM in pubblico ma anche in incognito, come dichiarato sui siti di note e assai agitate associazioni pro OGM come il Movimento Libertario. Mentre i tre Ministeri competenti pensano al da farsi e le Regioni tacciono nella grande maggioranza le quasi cinquantamila imprese biologiche italiane e il loro milione di ettari coltivati sono a rischio contaminazione OGM. Per questo FederBio ha inviato al Ministero delle Politiche Agricole e alle Regioni una nota con la quale chiede vengano identificati e resi pubblici i terreni dove sono già stati seminati gli OGM al fine di allertate il sistema di controllo e certificazione e mettere in condizione gli agricoltori biologici di attivare le azioni necessarie alla tutela dei loro terreni e produzioni. La Federazione unitaria del biologico e biodinamico italiano è pronta anche a attivare una vertenza legale collettiva qualora lo Stato e le Regioni non si attivino per quanto di loro competenza, oltre a assistere gli agricoltori biologici che dovessero subire contaminazioni.”
Molte parole e pochi fatti per una falsa riforma che non aiuta ne’l'ambiente ne’l’economia
rnCommento critico delle Associazioni del mondo ambientalista e dell'agricoltura biologica sulla riforma della PAC 2014 - 2020rnL'accordo finale del "trilogo" europeo (Parlamento, Consiglio e Commissione) sulla riforma dellaPolitica Agricola Comune (PAC) è una delusione per le 14 Associazioni ambientaliste edell'agricoltura biologica (AIAB, Associazione per l'Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio -Upbio, FIRAB, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Slow Food, Touring Club Italiano, Pro Natura,Società Italiana Ecologia del Paesaggio, WWF). Per le Associazioni si tratta nella sostanza di unafalsa riforma che non avrà sostanziali ricadute positive sulla tutela dell'ambiente, sulla salute deicittadini, sulla competitività e l’innovazione delle imprese agricole italiane ed europee.rn"Molte parole e pochi fatti concreti per una falsa riforma della PAC che non aiuta nél’ambiente né l’economia, confermando i sussidi all'agricoltura industriale ed i vecchiprivilegi senza introdurre vere innovazioni per una maggiore competitività e sostenibilitàambientale ed economica delle nostre imprese agricole. In questo momento di crisi economicaera necessaria una svolta radicale per l'agricoltura europea ed italiana verso un nuovomodello in grado di premiare le aziende agricole più virtuose, che producono maggioribenefici per la società, cibo sano, tutela dell’ambiente e capacità di creare lavoro per igiovani. Questo si aspettavano i cittadini Europei e invece ancora una volta si è persoun’occasione storica di cambiamento” ha dichiarato la portavoce del Tavolo Maria GraziaMammuccini.Sono numerosi i motivi di delusione per le 14 Associazioni ambientaliste e dell'agricolturabiologica per una annunciata riforma della PAC che non avrà nella quotidiana gestione dellepratiche agricole delle effettive ricadute positive per la tutela della biodiversità, il contrasto eadattamento ai cambiamenti climatici, la gestione sostenibile dell'acqua, il sostegno all'agricolturabiologica e multifunzionale, come ad esempio:La spesa minima obbligatoria per le misure agro-climatiche-ambientali: prevista una spesaminima obbligatoria del 30% per le risorse nello sviluppo rurale, si sono però drasticamenteampliate le misure ammissibili per includere anche quelle con poco o nessun effetto ambientalepositivo. Le Associazioni ambientaliste e del biologico chiedevano per questo un aumento al 50%.Con l'inclusione delle spese per investimenti materiali (per cui già si spendono in media il 22% delbudget) l'aumento del 5% sarà facile da raggiungere e non produrrà concretamente nessun realebeneficio per l'ambiente.Direttive UE su acqua e pesticidi: cancellato il vincolo del rispetto delle norme in applicazionedelle due direttive da parte di tutte le aziende agricole che ricevono contributi dalla PAC(condizionalità), in cambio è stata prevista una consulenza tecnica obbligatoria per le aziendeagricole sulle materie relative all'applicazione delle due direttive. Questa norma non garantisce ilrispetto delle due direttive da parte degli agricoltori perché non ci sarà nessun collegamento direttocon i sussidi che ricevono e rischia di rendere non efficace l'applicazione del Piano di Azionesull'uso sostenibile dei pesticidi che l'Italia deve ancora adottare per le forti resistenze delle lobbydell'agricoltura convenzionale basata sulla chimica.Aree d'interesse ecologico - EFA: per le superfici aziendali destinate alla tutela della biodiversitàed infrastrutture verdi è stata fissata la percentuale del 5% dal 2015 che potrà essere elevata al 7%,solo dopo una valutazione da parte della Commissione UE e successivo processo di codecisione conil Parlamento e il Consiglio, ma nessuna data per questa revisione è stata ancora fissata (potrebbeessere il 31 marzo 2017). La soglia per l'obbligo di applicazione delle EFA è stata fissata a 15 ettari,viene pertanto esclusa il 35,5% della superficie agricola in Europa. La dimensione media delleaziende agricole italiane è 8 ettari, da questa norma del greening saranno pertanto escluse lamaggioranza delle aziende agricole del nostro paese. Vengono inoltre ricomprese nelle EFA lesuperfici con colture che fissano l'azoto, il bosco ceduo a rotazione e le colture intercalari. rnGreening e diversificazione delle colture (articolo 30): a parte il positivo riconoscimentodell’agricoltura biological'accordo prevede anche un principio di equivalenza discutibile edesenzioni per le pratiche agro-ambientali di basso livello, che svuotano l'ecocompatibilità di tutta lasostanza. Per accedere ai finanziamenti del greening (30% del pagamento base) sono esentate daquesta norma le aziende al di sotto di 10 ettari (33% della superficie agricola in Europa) e tra i 10 e30 ha sono necessarie solo 2 colture, con la coltura principale che non copre più del 75% dellasuperficie (questo significa che il 46% della superficie agricola europea è esente da uno dei trerequisi del greening) le aziende sopra i 30 ha, sono obbligate a tre colture, con la principalecopertura massima del 75% e le due principali colture insieme per massimo del 95%. Ladimensione media delle aziende agricole italiane è 8 ettari, anche da questa norma del greeningsaranno pertanto escluse la maggior parte delle aziende agricole italiane.Nessun reale rafforzamento del secondo pilastro sullo sviluppo rurale vero strumentostrategico per le imprese agricole e per il territorio nel quale la conferma della previsione delfinanziamento degli strumenti assicurativi contro le calamità naturali e la stabilizzazione dei redditi,misure estranee allo Sviluppo Rurale e che dovevano caso mai essere trasferite nel primo pilastro,finiranno per assorbire una parte rilevante delle risorse disponibili.Dopo l'approvazione definitiva dei regolamenti comunitari per la PAC si aprirà il processo diprogrammazione 2014 - 2020 a livello nazionale e regionale dove utilizzando gli elementi diflessibilità a disposizione ci sarà la possibilità di migliorare rispetto a quanto è stato approvato alivello europeo. L'impostazione degli strumenti operativi da parte del Ministero delle PoliticheAgricole, Alimentari e Forestali e delle Regioni renderà evidente la reale volontà di scegliereun'agricoltura più sostenibile per l'ambiente, attenta ai beni comuni e all'interesse generale. Le 14Associazioni ambientaliste e dell'agricoltura biologica auspicano che almeno per questo neiprossimi mesi ci sia un ampio e costruttivo confronto con tutte le parti sociali ed economicheinteressate all'attuazione della futura PAC.
Il bio Made in Italy in Brasile e a New York
Continuano le attività di promozione delle certificazioni agroalimentari del Made in Italy, che vedono impegnata anche FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica per le attività di divulgazione del bio italiano.Nell’ambito infatti delle strategie di valorizzazione e internazionalizzazione del Made in Italy e in particolare del programma di diffusione delle certificazioni agroalimentari presso le aziende italiane promosso dal Ministero dello Sviluppo, realizzato in collaborazione con FederBio e Federalimentare e il contributo dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e del Centro Islamico Culturale d’Italia per le tematiche culturali e scientifiche di rispettiva competenza, Fiere di Parma (quale ente esecutore) saranno organizzati i seguenti prossimi eventi:rn• SIAL Brasile – dal 25 al 28 giugno 2013 partecipazione alla manifestazione con attivazione di un desk informativo per la distribuzione di materiale appositamente redatto per la promozione delle certificazioni Bio Kosher e Halal e missioni con Market/Store check. FederBio ha prodotto i materiali informativi in distribuzione sulla crescita del mercato dei prodotti biologici in Brasile e relative alla certificazione bio in Brasile. Alla manifestazione è prevista la partecipazione di circa 50 aziende italiane (censite in un piccolo catalogo che evidenzia il tipo di certificazione prevista) • Fancy Food New York City – dal 30 giugno al 2 luglio 2013 è prevista la partecipazione alla manifestazione con attivazione di un desk informativo per la distribuzione di materiale appositamente redatto per la promozione delle certificazioni Bio Kosher e Halal e missioni con Market/Store check. FederBio ha prodotto i materiali informativi in distribuzione sulla crescita del mercato dei prodotti biologici negli USA. Questa manifestazione ospiterà circa 350 aziende italiane su un totale di 2.200 aziende ed è prevista la presenza di circa 24.000 buyer professionali.rnSono inoltre previste altre attività all’estero:• Missione negli Emirati Arabi a Dubai – dal 24 al 27 luglio 2013 la Federazione parteciperà con un proprio referente alla missione di scouting organizzata dal Ministero dello sviluppo economico nell’ambito delle attività della promozione del Made in Italy negli Emirati. Agli incontri parteciperanno buyer e importatori del settore agroalimentare ed horeca.• Mercato Russia – sempre nell’ambito del progetto Bio Kosher e Halal è prevista un’attività di incoming di buyer Russi in Italia dal 7 al 11 settembre 2013 in concomitanza con la manifestazione SANA di Bologna. Una giornata di presenza dei buyer sarà dedicata alla loro presenza al SANA per incontrare le aziende di prodotti biologici presenti in Fiera.• Partecipazione alla Manifestazione KOSHERFEST – Seacucus NJ - 29/30 ottobre 2013 - partecipazione coordinata alla più importante manifestazione americana dedicata ai prodotti KosherrnIn Italia è previsto un evento informativo per le aziende il 18 e il 19 luglio a Palermo. Per trovare informazioni e aggiornamenti sulla programmazione dei nuovi eventi è possibile consultare il sito del progetto: http://promozionecertificazioni.cibus.it e il sito di FederBio: http://www.federbio.it/Internazionalizzazione.php
Promozione delle certificazioni agroalimentari del Made in Italy - prossimi appuntamenti
Nell’ambito del progetto di Promozione delle Certificazioni agroalimentari del Made in Italy promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico, realizzato in collaborazione con FederBio e Federalimentare e il contributo dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e del Centro Islamico Culturale d’Italia per le tematiche culturali e scientifiche di rispettiva competenza , Fiere di Parma (quale ente esecutore) saranno organizzati i seguenti prossimi eventi:rn rnrnSIAL Brasile – dal 25 al 28 giugno 2013 partecipazione alla manifestazione con attivazione di un desk informativo per la distribuzione di materiale appositamente redatto per la promozione delle certificazioni Bio Kosher e Halal e missioni con Market/Store check. La federazione ha prodotto delle schede informative sulla crescita del mercato dei prodotti biologici in Brasile nonché le informazioni relative alla certificazione bio in Brasile. Alla manifestazione è prevista la partecipazione di circa 50 aziende italiane censite in un cataloghino che evidenzia il tipo di certificazione prrevista. Sono previsti circa 15.000 visitatori professionali.rnrn rnrnFancy Food New York City – dal 30 giugno al 2 luglio 2013 è prevista la partecipazione alla manifestazione con attivazione di un desk informativo per la distribuzione di materiale appositamente redatto per la promozione delle certificazioni Bio Kosher e Halal e missioni con Market/Store check. La federazione ha prodotto delle schede informative sulla crescita del mercato dei prodotti biologici negli USA. Questa manifestazione ospiterà circa 350 aziende italiane su un totale di 2.200 aziende ed è prevista la presenza di circa 24.000 buyer professionali.rnrn rnProssime attività all’estero:rn rnrnMissione negli Emirati Arabi a Dubai – dal 24 al 27 luglio 2013 la Federazione parteciperà con un proprio referente alla missione di scouting organizzata dal Ministero dello sviluppo economico nell’ambito delle attività della promozione del Made in Italy negli Emirati. Agli incontri parteciperanno buyer e importatori del settore agroalimentare ed horeca.rnrn rnrnMercato Russia – sempre nell’ambito del progetto Bio Kosher e Halal è prevista un’attività di incoming di buyer Russi in Italia dal 7 al 11 settembre 2013 in concomitanza con la manifestazione SANA di Bologna. Una giornata di presenza dei buyer sarà dedicata alla loro presenza al SANA per incontrare le aziende di prodotti biologici presenti in Fiera.rnrnPartecipazione alla Manifestazione KOSHERFEST – Seacucus NJ - 29/30 ottobre 2013 - partecipazione coordinata alla più importante manifestazione americana dedicata ai prodotti KosherrnrnLa partecipazione a tutti gli eventi è gratuita, sono a carico di ciascun partecipante i costi di viaggio e alloggio e l’eventuale spedizione materiali e prodotti.rn rnPer i contatti e le modalità di partecipazione alle attività sopraindicate consultare la pagina Servizi di Promozione per le imprese.rn rnPer rimanere in contatto con il progetto e trovare informazioni e aggiornamenti sulla programmazione dei nuovi eventi è possibile consultare il sito del progetto:rn rn http://promozionecertificazioni.cibus.it/index.htmlrn rn
Lettera del Presidente FederBio al Direttore di Greenplanet
rnCaro Direttore,rnsai quanto io personalmente e la Federazione che rappresento siamo impegnati e esposti nella battaglia contro la delinquenza che ha infiltrato alcuni ambiti del mercato dei prodotti biologici in Italia con riflessi e agganci a livello internazionale. rn Anche per questo abbiamo una conoscenza diretta di alcuni fatti che sono stati oggetto delle recenti operazioni delle Procure di Cagliari e di Pesaro e, proprio per questo, permettimi di dissentire rispetto al titolo e all’impostazione del tuo editoriale dello scorso 12 giugno. E’ vero, negli anni scorsi ha agito una 'cupola' di affaristi che ha architettato una frode rilevante nell’ambito del commercio di cereali e materie prime per mangimi, infiltrata nel sistema commerciale e in qualche organismo di certificazione, con contatti e appoggi probabilmente anche nel sistema pubblico che gestiva le autorizzazioni alle importazioni e che avrebbe dovuto e potuto intervenire per tempo per stroncare il flusso di merce dall’Est Europa. Ma questa 'biomafia' è stata individuata, perseguita e isolata almeno sul versante privato fin dall’operazione Gatto con gli Stivali, di cui l’inchiesta di Cagliari è l’origine vera anche se i tempi della Procura di Verona sono stati assai più brevi, per poi essere definitivamente (speriamo) neutralizzata con l’operazione Green War. Che ha preso le mosse dagli spunti investigativi segnalati da FederBio fin da giugno 2012 e che completa e prosegue il lavoro delle Procure di Verona e di Cagliari, in attesa che anche la Procura di Bologna completi le proprie indagini. I nomi sono quelli noti e sono sempre quelli i responsabili principali, così come le aziende e gli organismi di controllo coinvolti, di cui uno (ICS BIOZOO) apparentemente costituito appositamente nel quadro del disegno criminale, il cui 'braccio commerciale' si era spostato nel 2012 dalla bassa veronese all’isola di Malta. Possiamo dunque dire che questa 'biomafia' è stata messa in condizione di non nuocere, anche se con più tempo e sforzo di quello che sarebbe stato necessario se avessimo avuto un’Autorità competente nazionale capace di svolgere il proprio dovere almeno una volta che la Magistratura era già scesa in campo. Dunque il 'malaffare' non sta 'entrando sempre più nel biologico' ma, piuttosto, da questo settore si sta cominciando a espellerlo; e forse anche – per quanto riguarda certi nomi – già espulso. Con molto lavoro ancora da fare rispetto a un malaffare meno 'mafioso' e organizzato quale quello della 'cupola' già inchiodata dalla Magistratura ma con una 'road map' definita e la principale organizzazione interprofessionale del settore, FederBio, determinata a realizzarla senza alcun timore e con volontà assoluta del suo gruppo dirigente. Nonostante le resistenze, che vengono anzitutto dall’Autorità competente nazionale di settore incardinata su una Direzione Generale e un ufficio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali il cui operato fin dai tempi della vicenda Gatto con gli Stivali si è dimostrato essere omissivo quando non contrario ai propri doveri. A meno che non si ritenga normale che un dirigente pubblico possa mentire anche alla Magistratura e all’Autorità di polizia giudiziaria, oltre che a un intero sistema e che, nonostante questo, possa continuare a stare al suo posto continuando a gestire in maniera totalmente discrezionale le attività di competenza e le risorse pubbliche destinate a programmi rilevanti come quello sull’informatizzazione degli adempimenti burocratici per le imprese del settore. O che allerta e richieste possano essere semplicemente ignorate, come se per una Pubblica Amministrazione fosse solo questione di cortesia rispondere alle imprese e a chi le rappresenta, senza quindi che vi sia nei fatti alcun coordinamento efficace né fra gli attori del sistema di controllo e certificazione e nè con chi rappresenta e tutela le imprese oneste. Non collaborando, quindi, rallentando un’efficace e tempestiva azione di contrasto e repressione delle frodi così come il presidio di situazioni di crisi come quella che si è determinata di recente con la scoperta di contaminazione da chlormequat nella soia importata dall’India. In altri termini trovo veramente inopportuno e ingeneroso in questo caso attribuire ai soli difetti e limiti dell’attività di controllo esercitata dagli organismi autorizzati la responsabilità di un problema che sta, invece e anzitutto, in capo a un’Autorità pubblica che costa una quantità impressionante di denaro speso in stipendi altissimi di dirigenti 'assenti', consulenti e progetti d’informatizzazione meritevoli solo di indagini da parte della Corte dei Conti e che non svolge adeguatamente il proprio dovere. Per colpa o per dolo sarebbe interessante scoprirlo, visto che si tratta di persone tutte beneficiate nella loro carriera dalla vicinanza con il 'centurione' Giuseppe Ambrosio, ritenuto dalla Procura di Roma al vertice di un sistema di corruzione che ha pervaso per anni le attività del Ministero in questione. Se vogliamo parlare di legalità, come ha fatto di recente l’attuale Ministro illustrando le proprie linee programmatiche in audizione alla Camera dei Deputati, parliamo di questo scandalo nazionale che sta compromettendo il futuro del biologico italiano e gli sforzi per ripulirlo dal malaffare e renderlo competitivo nel mondo. E lasciamo stare le 'biomafie', ora che il padrino è finalmente indagato e con la Guardia di Finanza e la Procura di Pesaro alle calcagna. Oltre che FederBio, da anni ormai. Cordialmente Paolo Carnemolla'rn rn rn








