#CAMBIAMOAGRICOLTURA: NO PESTICIDI, SI BIOLOGICO! Il 23 Settembre tutti a Bologna per festeggiare il Bio e chiedere una rapida approvazione del Regolamento UE pesticidi SUR
CambiamoAgricolturaFesta del biohomeSabato 23 settembre, in occasione della Giornata europea dell’agricoltura biologica, grande Festa del Bio a Bologna al Palazzo Re Enzo, Piazza Nettuno 1, dalle ore 10.30 alle 19.00. Sarà presente anche la Coalizione #CambiamoAgricoltura con uno stand e un talk dedicato al Regolamento UE sull’uso sostenibile dei pesticidi – SUR – in discussione nei prossimi mesi nel Parlamento europeo.
Roma, 22 settembre 2023 – Il biologico sarà in festa per presentare ai cittadini il valore dell’agricoltura libera dalle sostanze chimiche di sintesi per la transizione ecologica del settore primario, per la salute delle persone e del pianeta. Per maggiori informazioni sulla Festa del Bio di Bologna: https://www.festadelbio.it/tappe/bologna-23-settembre-2023-speciale-eu-organic-day/
“No pesticidi, SI biologico: L’agricoltura libera da pesticidi per la tutela della salute e dell’ambiente” questo il titolo del dibattito a cura della Coalizione #CambiamoAgricoltura per informare e sensibilizzare il pubblico della Festa del Bio sull’importanza di tutelare la salute delle persone e dell’ambiente eliminando l’uso delle sostanze chimiche di sintesi in agricoltura. In questo Talk saranno presentati gli obiettivi del Regolamento europeo pesticidi – SUR – fondamentale per la transizione agroecologica della nostra agricoltura, con interventi di Piotr Medrzycki, ricercatore CREA; Fiorella Belpoggi, Direttrice emerita dell’Istituto Ramazzini di Bologna e membro del Comitato scientifico ISDE; Angelo Gentili, Responsabile agricoltura Legambiente; Carlo Jacomini di ISPRA; Franco Ferroni, WWF Italia e coordinatore Coalizione Cambiamo Agricoltura; moderati da Nicholas Bawtree, Direttore responsabile della rivista Terra Nuova.
L’approvazione del Regolamento UE sull’uso dei prodotti fitosanitari – SUR – presentato dalla Commissione UE il 22 giugno 2022, che modifica il Regolamento (UE) 2021/2115, sarà una tappa fondamentale del Green Deal europeo, strumento indispensabile per l’attuazione delle Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”. Il Regolamento SUR indica gli obiettivi di riduzione dei pesticidi entro il 2030, l’uso e il rischio dei prodotti fitosanitari chimici a livello di ogni singolo Stato membro e a livello dell’Unione; insieme a norme più efficaci per la difesa integrata e alternative ai pesticidi chimici. Ogni Stato membro della UE avrà un proprio obiettivo nazionale di riduzione dei pesticidi secondo i valori calcolati dalla Commissione europea. Nel caso dell’Italia entro il 2030 la riduzione dovrebbe essere del 62% per il consumo totale dei prodotti fitosanitari e del 54% quella del consumo delle sostanze più pericolose, rispetto alla media che è stata determinata nel triennio 2015-2017. Il Regolamento SUR prevede inoltre il divieto di utilizzo dei pesticidi in tutti i territori sensibili come le aree naturali protette, i siti della rete Natura 2000 e le aree dove è stata accertata la presenza di insetti impollinatori a rischio estinzione.
La proposta di Regolamento SUR prevede la realizzazione di Piani d’azione nazionali (PAN) che contengano informazioni sugli obiettivi di riduzione nazionale per il 2030, sulle misure nazionali per incoraggiare l’uso di metodi non chimici da parte degli agricoltori attraverso incentivi finanziari, le misure previste e adottate per sostenere, o garantire, attraverso obblighi vincolanti, l’innovazione, la messa a punto e l’uso di metodi di controllo non chimico delle specie nocive e l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in linea con i principi della difesa integrata. In Italia l’ultimo PAN è scaduto dal febbraio 2019 e siamo in attesa del nuovo Piano che dovrà comunque essere aggiornato dopo l’approvazione del Regolamento SUR.
La sorte di questo importante Regolamento sarà decisa nei prossimi due mesi con la discussione nel Parlamento europeo; il voto in plenaria è previsto per le riunioni dal 20 al 23 novembre. Le Associazioni agricole e l’industria dei pesticidi stanno cercando di ostacolare con ogni mezzo l’approvazione del Regolamento SUR, che renderebbe vincolanti per gli Stati membri gli obiettivi delle Strategie del Green Deal, sostenuto invece dalle Associazioni ambientaliste e del biologico forti dell’iniziativa dei cittadini europei ICE “Salviamo api e agricoltori” che ha raccolto oltre 1,1 milioni di firme per chiedere provvedimenti concreti ed efficaci per la riduzione dell’uso dei pesticidi e la promozione del biologico. L’agricoltura biologica è, infatti, oggi, il modello di produzione che non solo elimina gran parte degli impatti negativi dell’agricoltura convenzionale sull’ambiente ma produce e mantiene servizi ecosistemici fondamentali per tutta l’economia, come nel caso dell’impollinazione, dell’aumento della biodiversità e fertilità del suolo, della disponibilità di acqua potabile, della riduzione delle emissioni dei gas climalteranti.
“I veri arbitri della sfida per la vera transizione ecologica dell’agricoltura saranno i cittadini chiamati oggi a mobilitarsi per chiedere agli europarlamentari la rapida approvazione del Regolamento SUR senza modifiche che ne riducano l’efficacia” dichiarano le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura e per questo sollecitano l’invio di una email ai membri italiani del Parlamento europeo attraverso il sito del coordinamento europeo dell’ICE: https://www.savebeesandfarmers.eu/ita/.
La Coalizione #CambiamoAgricoltura ha denunciato i rischi connessi all’uso delle sostanze chimiche di sintesi in agricoltura pubblicando nei mesi scorsi l’edizione italiana dell’Atlante dei pesticidi, realizzata dalla Fondazione Heinrich Boll Stiftung Francia e Italia e con il contributo della Fondazione Cariplo. Le copie cartacee della pubblicazione saranno in distribuzione gratuita nella Festa del Bio di Roma presso lo stand della Coalizione #CambiamoAgricoltura. Oggi in Italia il 18,7% della superficie agricola utilizzata (SAU) è gestita con i metodi dell’agricoltura biologica. Il Piano Strategico Nazionale della nuova Politica Agricola Comune (PAC) della UE fissa per l’agricoltura biologica un obiettivo ambizioso ma realistico: raggiungere il 25% (SAU) certificata entro il 2027, anticipando di 3 anni l’obiettivo europeo delle Strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030.
“Raggiungere questo obiettivo entro i prossimi 4 anni non sarà una missione impossibile” – dichiara #CambiamoAgricoltura – “è però necessaria una alleanza tra gli agricoltori, che devono saper cogliere le opportunità offerte dalla programmazione nazionale della nuova PAC, che ha quasi raddoppiato le risorse finanziarie disponibili, ed i cittadini, che con le loro scelte di consumo responsabili devono sostenere l’aumento della domanda dei prodotti biologici certificati a fronte del previsto aumento dell’offerta.”
Per la crescita dell’agricoltura biologica è però essenziale che l’Unione Europea adotti rapidamente tutti gli strumenti per ridurre l’inquinamento ambientale diffuso che, attraverso le contaminazioni accidentali, rischia di compromettere gli sforzi di migliaia di agricoltori che hanno già rinunciato all’uso dei pesticidi. I piani dell’UE per dimezzare l’uso e il rischio dei pesticidi, proteggere le colture biologiche e tutelare gli ambienti naturali più sensibili potrebbero essere messi a rischio se il Parlamento UE non approverà entro l’anno la proposta del Regolamento SUR.

CambiamoAgricoltura è una coalizione nata nel 2017 per chiedere una riforma della PAC che tuteli tutti gli agricoltori, I cittadini e l’ambiente. Aderiscono alla Coalizione oltre 90 sigle della società civile ed è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, consumerista e del biologico italiane che aderiscono ad organizzazioni europee (Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). È inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo.
SABATO 23 SETTEMBRE GIORNATA EU DEL BIOLOGICO - L’agricoltura bio aumenta fino al 30% la biodiversità: alla Festa del BIO di Bologna, il progetto Being organic in Eu presenta le storie degli agricoltori che hanno scelto il bio per tutelare la terra e gli ecosistemi
BEINGORGANICINEUfederbioFesta del biohomeLa campagna triennale cofinanziata dall’Ue con l’obiettivo di trasferire i benefici che il biologico comporta per la salute delle persone e l’ambiente, sensibilizzando a un consumo più etico e salutare, sostiene i principali appuntamenti della Festa del BIO che animerà sabato 23 settembre, dalle ore 10.30, Palazzo Re Enzo di Bologna, tra cui il talk “Storie di biodiversità. Parla il bio”
Bologna, 22 settembre 2023 – La perdita di biodiversità è la terza minaccia più grave dei prossimi 10 anni. A sostenerlo è il Rapporto di Lampkin e Padel che sottolinea i benefici ambientali, sociali ed economici che l’agricoltura biologica può produrre con il raggiungimento del 25% di terreni agricoli coltivati bio entro il 2030, uno degli obiettivi della strategia “Farm to Fork.
L’agricoltura biologica, sostiene l’indagine, nutrendo la terra per mantenerla fertile, svolge un ruolo fondamentale nella conservazione e implementazione degli habitat naturali. Su come tutelare la biodiversità, interverranno alla Festa del BIO di Bologna quattro agricoltori bio che racconteranno come ogni giorno, senza utilizzare sostanze chimiche di sintesi, si impegnano nella conservazione della fertilità del terreno e dell’armonico sviluppo dei cicli naturali, per contrastare la perdita di biodiversità.
Modera l’incontro Francesco Sottile di Slow Food, Agronomo e docente di coltivazioni arboree e biodiversità e qualità del Sistema Agroalimentare presso l’Università di Palermo, che aiuterà a far emergere le buone pratiche sostenibili messe in atto quotidianamente dai produttori bio per salvaguardare la biodiversità e lo scambio virtuoso che esiste da sempre tra natura e agricoltura bio. Storie di resilienza che partono dall’intervento di agroforestry di Maria Bernadetta Masini, dell’omonima azienda agricola di Ravenna fondata dal bisnonno. Dopo studi artistici, Maria Bernadetta diventa agricoltrice, concentrandosi sui grani antichi bio scoprendo subito l’infinita generosità della natura, l’importanza di esserne in sintonia e, soprattutto, di rispettarla.
Cambio di vita anche per Giovanni Drei che ha deciso di coltivare noci con metodo biodinamico nell’azienda agricola di famiglia “Tre Querce”, nella pianura forlivese. Per Giovanni la biodiversità più importante è quella microbiologica a livello del terreno e delle foglie che si associa a quella delle siepi, delle aree incolte e delle zone boschive. Federico San Bonifacio racconterà, invece, la storia della sua Azienda Agricola San Bonifacio di Villa Bartolomea (VR), che partendo dall’impatto della silvicoltura sostenibile e del suo importante contributo nella tutela della biodiversità e della fertilità del suolo, si è concentrato nella lavorazione di grani e semi senza chimica. Ermanno Rocca dell’azienda agricola Bonazza, di San Lazzaro di Savena (BO), condividerà la sua profonda passione per l’olivicoltura bio e il recupero della biodiversità olivicola autoctona locale. In collaborazione con IBIMET CNR di Bologna, l’azienda ha partecipato a progetti volti a preservare piante di olivo plurisecolari delle colline bolognesi da cui oggi derivano nuove cultivar che hanno preso il nome del luogo su cui sono situate le piante antiche.
“La valorizzazione del biologico passa prima di tutto dall’esperienza di chi ogni giorno lavora con passione la terra e deve affrontare le sfide legate alla tutela della biodiversità e al contrasto di cambiamenti climatici sempre più estremi – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – Gli agricoltori biologici sono stati i primi a dimostrare come la protezione della natura e l’agricoltura possano coesistere, incrementando la fertilità del suolo, preservando la biodiversità e immagazzinando carbonio. Ecco perché alla nostra Festa del BIO, in occasione del secondo European Organic day, abbiamo voluto, tra gli altri eventi, dare spazio alle loro storie che raccontano il costante impegno per la salvaguardia delle risorse naturali del Pianeta”.
Il Talk “Parlano gli agricoltori bio, Storie di biodiversità” è realizzato nell’ambito della campagna “Being Organic in” Eu promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014
BEING ORGANIC in EU
Choose the European Organic Leaf for a better world.
Il progetto BEING ORGANIC in EU è una campagna di promozione proposta da FederBio in collaborazione con Naturland cofinanziata dall’Unione Europea ai sensi del regolamento UE n.1144/2014 e prevede un insieme articolato di azioni con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti ortofrutticoli biologici verso i due paesi target: Italia e Germania. “BEING ORGANIC in EU” mira a contribuire ad un sistema agroalimentare sostenibile a sostegno del “Green Deal Europeo” e delle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” per favorire un sistema alimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico e a mettere in risalto le caratteristiche virtuose dell’agricoltura biologica europea, sia in termini di qualità del prodotto sia di sostenibilità, dalla produzione primaria fino al consumatore. Per queste ragioni le iniziative messe in campo dal progetto sono del tutto in linea con gli obiettivi dell’ “European Green Deal” e le sue strategie e funzionali alla realizzazione dal “Piano d’azione europeo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”.
UFFICIO STAMPA
Ufficio Stampa Pragmatika
Silvia Voltan | silvia.voltan@pragmatika.it |
Una festa tutta al naturale. Tra show e degustazioni
federbioFesta del biohomeMammucciniFederBio torna a Palazzo Re Enzo con una kermesse dedicata al biologico. La presidente Mammuccini: “Sosteniamo un corretto consumo alimentare”.
In occasione dell’European Organic Day, FederBio celebra con un evento – gratuito e aperto a tutti – i valori, i benefici e le caratteristiche del biologico, paradigma fondamentale per il futuro dell’agricoltura dal punto di vista economico, ambientale e sociale. Domani la ‘Festa del Bio’ torna a colorare di verde Palazzo Re Enzo: l’evento alterna momenti ludici, showcooking con degustazioni, a dibattiti e talk di approfondimento su temi di grande attualità.
L’obiettivo è sensibilizzare i cittadini sul biologico, modello fondamentale per tutelare la fertilità del suolo, la biodiversità e la salute delle persone e dell’ambiente. Organizzata da FederBio, con la partecipazione di Legambiente, Slow Food Italia, Lipu, WWF Italia, ISDE Medici per l’Ambiente, AssoBio, NaturaSì, Coalizione #CambiamoAgricoltura e Cambia la Terra, la manifestazione ha il supporto di ‘Being Organic in EU’, progetto che punta a favorire un sistema agroalimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico valorizzando le caratteristiche dell’agricoltura biologica.
Domani alle 10.30 durante la conferenza sarà presentata #IOPARLOBIO, la campagna di comunicazione sul biologico promossa dal MASAF e a cura di Ismea.
“La Giornata europea del biologico è l’occasione per fare il punto sull’importanza della transazione agroecologica per la salvaguardia del Pianeta – commenta Mammuccini di FederBio –. Ecco perché abbiamo scelto di celebrarla insieme ai cittadini con la nostra Festa del Bio: un evento condiviso, che unisce degustazioni, laboratori, giochi, approfondimenti, dibattuti e soprattutto divertimento per tutta la famiglia. Riteniamo fondamentale sensibilizzare a un corretto consumo alimentare: le scelte del cibo che portiamo in tavola hanno importanti ripercussioni sulla salute e sull’ambiente e possono contribuire ad arginare gli effetti dei cambiamenti climatici”.
Info e programma: www.feder.bio | www.festadelbio.it.
FONTE
TESTATA: Il Resto del Carlino
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 22 settembre 2023
FederBio: servono coraggio e innovazione per riformare il sistema di certificazione del biologico
Carnemollacertificazione biofederbiohomeBologna, 21 settembre 2023 – Occorre una riforma all’insegna della semplificazione, della trasparenza e dell’innovazione tecnologica per adeguare il sistema di certificazione del biologico alle esigenze attuali.
FederBio accoglie con favore l’iniziativa del Sottosegretario D’Eramo che, insieme ai Presidenti delle Commissioni agricoltura del Senato De Carlo e della Camera Carloni, ha avviato un momento di confronto sulla riforma del sistema di certificazione dei prodotti biologici con le organizzazioni di rappresentanza del settore. Obiettivo dell’incontro analizzare lo schema di Decreto legislativo sul tema, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso agosto, che sta iniziando l’iter di discussione in conferenza Stato Regioni e nelle Commissioni parlamentari.
In rappresentanza delle organizzazioni nazionali e regionali di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica e dei servizi, FederBio aveva già diffuso a luglio 2023 un documento di visione su una riforma del sistema di certificazione, in linea con la delega al Governo contenuta nella Legge 23/2022 sull’agricoltura biologica. La proposta della Federazione punta a una reale semplificazione, efficacia e trasparenza dell’iter certificativo, attraverso l’informatizzazione e la creazione di piattaforme di scambio dati. Inoltre, FederBio considera necessaria una revisione della delega agli organismi di certificazione privati basata sulle nuove normative europee in materia di controlli ufficiali di alimenti e mangimi.
“L’iniziativa del Sottosegretario D’Eramo ha consentito di fare il punto su uno schema di testo legislativo sul quale non c’è stato un confronto preventivo con le organizzazioni di settore, che nel loro complesso hanno tutte segnalato la necessità di miglioramenti anche significativi – dichiara Paolo Carnemolla, Segretario Generale di FederBio– Abbiamo ribadito la necessità di una riforma coraggiosa in linea con il nuovo quadro normativo europeo in materia di controlli. Crediamo fondamentale riorganizzare l’intero funzionamento del sistema di certificazione, utilizzando le tecnologie informatiche per un’operatività e un coordinamento effettivo ed efficace di tutti gli attori pubblici e privati. Occorre, inoltre, puntare a una reale semplificazione e riduzione di costi per gli operatori. Vogliamo, infine, ringraziare anche i Presidenti De Carlo e Carloni non solo per l’ascolto, ma per la disponibilità a definire un percorso parlamentare del provvedimento che possa consentirne il miglioramento in linea con le richieste di tutto il settore del biologico”.
FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali.
Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio. La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
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Il biologico è il futuro. Se ne parla alla “Festa del BIO”, l’evento che celebra insieme ai cittadini la Giornata Europea del Biologico, il 23 settembre dalle ore 10.30 a Palazzo Re Enzo di Bologna
federbioFesta del biohomeLe politiche per lo sviluppo del settore, la tutela della biodiversità e del clima, l’importanza della dieta mediterranea a base di cibo biologico e il racconto dei territori virtuosi che hanno aderito alla campagna “Comuni Liberi dai Pesticidi”. Questi alcuni dei temi della sesta edizione della Festa del BIO di Bologna dedicata all’Eu Organic Day. Un palinsesto ricco di iniziative e divertimento con degustazioni, talk di approfondimento e showcooking impreziositi dall’estro creativo di Vito, comico e attore bolognese. Modera la giornata Patrizio Roversi, autore e conduttore televisivo.
Bologna, 19 settembre 2023 – Da fenomeno di nicchia a strumento al centro della politica agricola europea che punta fortemente sulla transizione ecologica dei sistemi agricoli. In occasione dell’European Organic Day, sabato 23 settembre, FederBio celebra con un evento gratuito e aperto a tutti i valori, i benefici e le caratteristiche del biologico, paradigma fondamentale per il futuro dell’agricoltura dal punto di vista economico, ambientale e sociale.
Dalle ore 10.30, la Festa del BIO torna dunque a colorare di verde Palazzo Re Enzo, nel cuore di Bologna. L’evento alterna momenti ludici, showcooking con degustazione a dibattiti e talk di approfondimento su temi di grande attualità. L’obiettivo è sensibilizzare i cittadini sul biologico, modello fondamentale per tutelare la fertilità del suolo, la biodiversità e la salute delle persone e dell’ambiente.
Organizzata da FederBio – con la partecipazione di Legambiente, Slow Food Italia, Lipu, WWF Italia, ISDE Medici per l’Ambiente, AssoBio, NaturaSì, Coalizione #CambiamoAgricoltura e Cambia la Terra – la manifestazione ha il supporto di “Being Organic in EU”, il progetto, che punta a favorire un sistema agroalimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico valorizzando le caratteristiche dell’agricoltura biologica.
Sabato 23 settembre, alle ore 10.30, Luigi D’Eramo*, Sottosegretario al MASAF, Maria Chiara Gadda, Vicepresidente Commissione Agricoltura alla Camera, Daniele Ara, Assessore alla scuola, agricoltura e reti idriche del Comune di Bologna e Giampaolo Sarno, Dirigente Area Agricoltura Sostenibile Regione Emilia Romagna, taglieranno il nastro inaugurale insieme a Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, Nadia Monti, Direttore di AssoBio e Domenico Lunghi, Direttore Manifestazioni Dirette BolognaFiere.
Durante la conferenza sarà presentata #IOPARLOBIO, la campagna di comunicazione sul biologico promossa dal MASAF e a cura di Ismea. Inoltre, per festeggiare la seconda giornata europea del biologico, che celebra il successo dell’agricoltura bio e ne promuove il ruolo chiave nella transizione verso sistemi alimentari sostenibili, è stata preparata una gigantesca torta dedicata all’Eurofoglia, simbolo internazionale dell’agricoltura biologica.
La Festa del BIO prosegue dando voce agli agricoltori che, in un dialogo moderato da Francesco Sottile di Slow Food Italia, racconteranno le loro storie di biodiversità basate sullo scambio virtuoso tra natura e agricoltura bio, che punta sulla resilienza del modello agroecologico a tutela dei servizi ecosistemici e degli habitat naturali.
Alle 13.30 si accende il gusto, con lo showcooking** “Tutti i colori della cucina amica dell’ambiente”, che vede il noto comico bolognese Vito, grande appassionato di cucina, preparare una sfiziosa “Pasta corta ai 3 pomodori con burrata”. In un dialogo con Patrizio Roversi e Laura Gobbi si sottolineerà, tra gag e pratici consigli, l’importanza dell’utilizzo di ingredienti biologici, sostenibili e di stagione che regalano colori vivaci e sapori autentici.
“L’agricoltura libera da pesticidi per la tutela della salute e dell’ambiente”, è il titolo del dibattito a cura della Coalizione #CambiamoAgricoltura che vuol sensibilizzare sull’importanza di tutelare salute e ambiente attraverso l’eliminazione di sostanze chimiche di sintesi in agricoltura. Piotr Medrzyeki, Ricercatore CREA, Fiorella Belpoggi, Direttrice Emerita dell’Istituto Ramazzini e membro del Comitato scientifico ISDE e Franco Ferroni, Coordinatore Coalizione Cambiamo Agricoltura, insieme con Angelo Gentili, Responsabile agricoltura Legambiente e Carlo Jacomini di ISPRA, moderati da Nicholas Bawtree, Direttore responsabile di Terra Nuova, parleranno anche dell’urgenza dell’approvazione del Regolamento per l’uso sostenibile dei pesticidi (SUR), fondamentale per lo sviluppo della transizione agroecologica.
Il ricco palinsesto della Festa del BIO prosegue alle 16.00 con un focus su “La dieta mediterranea sceglie il bio”. Stefania Ruggeri, prima ricercatrice e del CREA-Alimenti e Nutrizione, e Laura di Renzo, Professore di Nutrizione Clinica e Direttrice della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione dell’Università Tor Vergata, spiegheranno l’importanza di una dieta sostenibile in un dialogo con il giornalista Radio RAI 1 Claudio Vigolo. Leggere correttamente le etichette dei prodotti bio certificati potrebbe non essere sempre semplice. In un divertente monologo Patrizio Roversi fornisce utili consigli per destreggiarsi nelle scelte d’acquisto e non cadere nella trappola del greenwashing.
Alle 17.30 nel talk a cura di Cambia la Terra, “I territori amano il Bio-in tour”**, i referenti dei Comuni virtuosi che hanno aderito alla campagna “Comuni Liberi dai Pesticidi” illustreranno la loro scelta di ridurre o eliminare l’uso dei pesticidi nei campi agricoli nelle aree verdi e di inserire sempre più alimenti biologici nelle mense pubbliche. Moderati da Francesco Magnani, giornalista di LA7, interverranno: Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio, Stefano Locatelli, Vicesindaco Chiuduno (BG) delegato Agricoltura ANCI, Daniele Ara, Assessore alla scuola, agricoltura e reti idriche del Comune di Bologna, Emilia Muratori, Sindaca di Vignola, che racconterà l’esperienza del Biodistretto Valle del Panaro, e Sondra Coizzi, Sindaca di Occhiobello.
Alle 18.45 si riaccendono i fornelli con lo showcooking** “Quando il biologico delizia il palato”, uno spettacolo che unisce gusto e divertimento. Interverranno Patrizio Roversi, Laura Gobbi e Vito che preparerà un grande classico della cucina bolognese in versione bio: “Friggione su crostini di pane croccante” a base di ingredienti stagionali, sostenibilità e fantasia. La festa dedicata al biologico si concluderà con un BIOAperitivo per tutti che darà appuntamento alla prossima tappa della Festa del BIO.
“La Giornata Europea del biologico è l’occasione per fare il punto sull’importanza della transazione agroecologica per la salvaguardia del Pianeta – ha commentato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – Ecco perché abbiamo scelto di celebrarla insieme ai cittadini con la nostra Festa del BIO, un evento condiviso, che unisce degustazioni, laboratori, giochi, approfondimenti, dibattuti e soprattutto divertimento per tutta la famiglia. Riteniamo fondamentale sensibilizzare a un corretto consumo alimentare: le scelte del cibo che portiamo in tavola hanno importanti ripercussioni sulla salute e sull’ambiente e possono contribuire ad arginare gli effetti dei cambiamenti climatici. La Festa del BIO nasce da queste premesse, vogliamo spiegare che cambiare è possibile ma serve il contributo di tutti. Siamo in un momento particolarmente rilevante poiché si sta lavorando sul Piano d’azione per il biologico che mette a disposizione risorse e strumenti fondamentali per far crescere sia la produzione che i consumi, a partire d dalla campagna istituzionale di comunicazione appena presentata #IOPARLOBIO che vede come testimonial Elio e Luca Sardella”.
*Invitato, in attesa di conferma
** Iniziativa realizzata nell’ambito del progetto BEING ORGANIC IN EU promosso da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziato dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014.
FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali.
Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio. La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
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FederBio a SANA 2023: il Piano d’azione è fondamentale per la crescita del biologico
federbiohomeRivoluzione BioSANAGli stati generali del biologico Rivoluzione Bio, sostenuti dal progetto di promozione Being Organic in EU cofinanziato dall’Ue, hanno evidenziato le grandi opportunità che sta vivendo il biologico tra il Piano Strategico Nazionale, che punta ad arrivare al 25% di SAU bio nel 2027, e il Piano d’Azione Nazionale che definisce gli interventi concreti per sostenere lo sviluppo di produzione e consumi di alimenti bio.
Bologna, 7 settembre 2023 – La transizione agroecologica passa dal Piano d’azione nazionale per il biologico, uno dei temi al centro di Rivoluzione Bio, gli Stati generali del biologico che si stanno svolgendo all’interno della 35ª edizione di SANA. Un importante momento di confronto tra imprese, istituzioni, associazioni e organizzazioni con la partecipazione del Sottosegretario Politiche Agricole con delega al biologico Luigi D’Eramo e l’interazione di esperti e protagonisti del settore.
I dati presentati dall’Osservatorio SANA evidenziano un andamento positivo del settore per quanto concerne superfici, operatori, consumi interni ed export. Nel 2023 le vendite di alimenti bio nel mercato interno – considerando consumi domestici e fuori casa – hanno superato i 5,4 miliardi di euro, con un incremento (anno terminante luglio) del 9% rispetto al 2022, mentre l’export ha raggiunto 3,6 miliardi di euro, segnando una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente. Positiva anche la ristorazione, commerciale e collettiva, che segna un +18% sul 2022 per un valore di oltre 1,3 miliardi di euro, mentre i consumi domestici registrano un incremento del 7% anche se con calo dei volumi (-3% nella grande distribuzione rispetto al 2022).
Per quanto riguarda le superfici coltivate a biologico – secondo i dati presentati dal SINAB, il Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica per il MASAF – sono in crescita, raggiungendo 2.349.880 di ettari, con un incremento del 7,5% rispetto al 2021, portando l’incidenza della superficie agricola utilizzata (SAU) nazionale al 18,7% (+1,3% sul 2021), che si conferma quindi la più elevata in Ue. Aumento significativo anche per il numero di operatori biologici che hanno toccato quota 92.799, di cui 82.627 è rappresentato da aziende agricole (+ 8,9% rispetto al 2021).
Con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente i consumi domestici, a SANA 2023 è stata lanciata #IOPARLOBIO, la campagna istituzionale di comunicazione del biologico promossa dal MASAF e realizzata da ISMEA, Istituto di servizi sul mercato agricolo alimentare. Questa iniziativa è stata sottolineata come centrale anche dal Sottosegretario Luigi D’Eramo che – accanto a formazione degli operatori, sostegno al settore e semplificazione burocratica – vede proprio nella comunicazione un pilastro fondamentale del Piano d’azione per il biologico per trasferire ai cittadini i valori del bio, sia dal punto di vista della salute che della sostenibilità ambientale. L’impegno e la disponibilità della politica, che ha avviato un confronto costruttivo con le associazioni sul Piano d’azione per il biologico, possono fornire gli indirizzi strategici affinché risorse e strumenti siano impiegati efficacemente per consolidare la leadership dell’Italia nel biologico.
“In uno scenario positivo per il biologico, con una crescita degli operatori, delle superfici e delle vendite, emergono alcune criticità e sfide che il Piano d’azione per il biologico deve affrontare – ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio – In particolare, sarà fondamentale far crescere di pari passo le produzioni e i consumi che, oggi, stanno risentendo degli effetti dell’inflazione, del cambiamento climatico, che impatta su costi di produzione e rese, oltre che di un quadro generale di instabilità e volatilità. Auspichiamo che il Piano d’azione metta al centro i produttori agricoli affrontando nodi fondamentali quali il giusto prezzo, il marchio Made in Italy bio, il sostegno ai distretti bio e il supporto all’export. Infine, crediamo essenziale il supporto agli agricoltori con investimenti in ricerca, innovazione, formazione e servizi per contrastare il cambiamento climatico e andare verso l’affermazione dell’agroecologia”.
FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali.
Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio. La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
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Mammuccini (FederBio): Sana 2023 è un’occasione per il bio, ma serve una riflessione strategica comune
agricoltura biologicafederbiohomeMammucciniLa prossima edizione del SANA sarà un momento di incontro importante per il settore del biologico. Nonostante l’incremento della SAU a bio, l’interesse degli operatori coinvolti e il buon andamento dell’export mostrino un settore per certi aspetti ancora dinamico, la contrazione dei consumi sul mercato interno impone una riflessione strategica comune. Ne abbiamo parlato con la presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini durante una piacevole chiacchierata a latere della conferenza stampa di presentazione dell’imminente Salone Internazionale del naturale e del biologico.
Mammuccini, cosa si aspetta FederBio da questa nuova edizione del Salone, per la prima volta in versione B2B?
“Ci aspettiamo una presa di posizione comune, un cambiamento necessario che generi valore per tutti gli attori della filiera a vantaggio dell’intero sistema. Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo ragionare insieme (associazioni, rappresentanti del settore e governo), per mettere in campo tutti gli strumenti volti a dare un contributo strategico in termini di politica e innovazione. È dunque cruciale dare attuazione alla legge sul biologico e andare avanti nella positiva interlocuzione con il sottosegretario D’Eramo per l’approvazione del Piano d’azione nazionale per il biologico”.
Cioè?
“Ci aspettiamo che il dibattito possa allargarsi all’agro-ecologia. L’impatto del cambiamento climatico sulle realtà che operano nel bio, e non solo, ci impone infatti un investimento comune importante, in grado di avere un effetto reale nel medio lungo termine. Il Piano d’azione è fondamentale anche per attuare investimenti strategici a sostegno dei produttori agricoli in termini di assistenza tecnica, formazione, ricerca e trasferimento d’innovazione, e per affrontare in maniera adeguata tutte le conseguenze del climate change”.
E come pensa si possa sostenere la ripresa dei consumi di bio in Italia?
“Il settore – risponde Mammuccini – si trova in un momento di svolta. Ora più che mai è tempo di fare il sistema. In questo senso c’è bisogno di una campagna di comunicazione strategica rivolta al consumatore che spieghi l’importanza del bio e delle nuove politiche europee a sostegno del settore, anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale e in termini di contrasto al cambiamento climatico. Ecco perché sarà interessante vedere la presentazione della nuova campagna di comunicazione del governo, in programma proprio nei prossimi giorni al SANA. Ma non solo. Penso sia importante rafforzare il programma per la distribuzione di prodotti certificati nella ristorazione collettiva, anche per assolvere una funzione di tipo educativo verso il consumatore. Potrebbe inoltre essere significativo offrire esempi concreti di filiere made in Italy bio al giusto prezzo, che significa filiere più corte, un’equa ricompensa per tutti gli attori e l’istituzione di una commissione unica nazionale che determini il prezzo di riferimento per i prodotti biologici. In ultimo, non per importanza, come definito dalla legge sul biologico è ora di puntare sullo sviluppo del biodistretti per incentivare un sistema etico basato sull’economia circolare e agro ambientale”.
FONTE
TESTATA: Green Planet
AUTORE: Chiara Brandi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 5 settembre 2023
Il futuro della zootecnia italiana? È biologico. I benefici economici, sociali e ambientali raccontati a SANA 2023 da FederBio
BEINGORGANICINEUfederbiohomeSANALa necessità di superare il modello di allevamento intensivo, la crescente attenzione al benessere animale, alla salute delle persone e dell’ambiente e i dubbi sulla carne sintetica. Questi gli argomenti al centro del seminario dedicato al futuro della zootecnia italiana che si terrà venerdì 8 settembre, alle ore 15, nella Sala Suite – Blocco C. L’evento è organizzato con il supporto di Being Organic in Eu, il progetto triennale che ha l’obiettivo di valorizzare il biologico europeo.
Bologna, 5 settembre 2023 – La transizione ecologica passa anche dell’allevamento. Quello intensivo è causa di ingenti emissioni di gas serra che hanno contribuito a rendere l’agricoltura il terzo settore più inquinante, dopo energia e processi industriali. Ma l’alternativa non può certo essere la carne sintetica che cancella il ruolo degli agricoltori e delle comunità locali nella produzione del cibo e che potrebbe portare al definitivo abbandono d’intere aree del nostro Paese. L’unico modello di allevamento che rispetta il benessere degli animali, l’ambiente e la biodiversità è il biologico e biodinamico fondato sul rapporto tra allevamento animale e produzione vegetale per mantenere e incrementare la fertilità del suolo.
Il seminario “Zootecnia italiana. Perché il futuro non può che essere biologico” punta ad approfondire i motivi che fanno del biologico, basato sul legame animale-natura e perfetto esempio di economia circolare, la scelta migliore per rispondere a una domanda di consumo che guarda sempre di più alla sostenibilità.
Sui temi del seminario interverranno Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, che illustrerà i benefici economici, sociali e ambientali legati al modello di allevamento biologico. Marcello Volanti, medico veterinario, farà un punto sugli standard e sull’etologia dell’allevamento biologico, sottolineando come i processi di trasformazione non siano riproducibili in laboratorio. Raffaella Ponzio di Slow Food Italia si concentrerà sulla posizione contraria ai cibi sintetici, privi di quelle radici territoriali che rappresentano l’eccellenza dell’agroalimentare italiano e sono la base indispensabile per un cibo buono, pulito e giusto. Eduardo Cuoco, Direttore IFOAM OE, si soffermerà su strategie e sfide per lo sviluppo della zootecnia biologica in Europa, mentre Felice Adinolfi, dell’Università di Bologna, parlando di cibo e futuro, svelerà le false promesse degli alimenti coltivati in laboratorio. Chiuderà l’incontro Marco Paravicini, Vicepresidente FederBio, che analizzerà la zootecnia dell’azienda biodinamica, un vero modello di economia circolare.
Il seminario “Zootecnia italiana. Perché il futuro non può che essere biologico” è un evento realizzato nell’ambito della campagna Being Organic in Eu, promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014
“Tra allevamenti intensivi e la carne ottenuta attraverso processi di laboratorio, la vera alternativa è il modello biologico, paradigma di riferimento per l’intera zootecnia italiana, che risponde alla crescente sensibilità dei cittadini per il benessere degli animali e il rispetto dell’ambiente – commenta Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – La carne sintetica è decisamente in contrasto con la tradizione e la cultura agroalimentare del nostro Paese. Affidare ai laboratori la produzione di alimenti non è la risposta giusta alle esigenze alimentari attuali e future. La zootecnia biologica, grazie a pratiche sostenibili, contribuisce invece a preservare la biodiversità e a mitigare i cambiamenti climatici. Riteniamo dunque fondamentale sostenere lo sviluppo del settore in quanto, attualmente, gli allevamenti bio non riescono a rispondere alla crescente domanda di carne biologica. Potrebbe essere una straordinaria occasione per l’allevamento biologico di porsi come modello per l’intera zootecnia italiana e per una strategia finalizzata anche alla valorizzazione delle aree interne”
BEING ORGANIC in EU
Choose the European Organic Leaf for a better world.
Il progetto BEING ORGANIC in EU è una campagna di promozione proposta da FederBio in collaborazione con Naturland cofinanziata dall’Unione Europea ai sensi del regolamento UE n.1144/2014 e prevede un insieme articolato di azioni con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti ortofrutticoli biologici verso i due paesi target: Italia e Germania. “BEING ORGANIC in EU” mira a contribuire ad un sistema agroalimentare sostenibile a sostegno del “Green Deal Europeo” e delle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” per favorire un sistema alimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico e a mettere in risalto le caratteristiche virtuose dell’agricoltura biologica europea, sia in termini di qualità del prodotto sia di sostenibilità, dalla produzione primaria fino al consumatore. Per queste ragioni le iniziative messe in campo dal progetto sono del tutto in linea con gli obiettivi dell’ “European Green Deal” e le sue strategie e funzionali alla realizzazione dal “Piano d’azione europeo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”.
UFFICIO STAMPA
Ufficio Stampa Pragmatika
Silvia Voltan | silvia.voltan@pragmatika.it |
Più Bio per tutti, ce lo chiede l'Europa. Siamo pronti?
DOVE:
BolognaFiere - Sala Notturno (Blocco D)
QUANDO:
8 settembre 2023 h. 15.00
In occasione di SANA, venerdì 8 settembre alle ore 15.00 presso la Sala Notturno del Centro Servizi (Blocco D), si terrà il convegno dal titolo: “Più Bio per tutti, ce lo chiede l’Europa. Siamo pronti?”. Scarica il programma è scopri tutti i relatori che prenderanno parte alla tavola rotonda.
Seminario Zootecnia Italiana. Perché il futuro non può che essere bio
DOVE:
SANA - Sala Suite (Blocco C)
QUANDO:
8 settembre 2023 h. 15.00
La crescente sensibilità verso il benessere animale, sostenuta dalle strategie Eu che incentivano la transizione ecologica, stanno determinando scelte alimentari più sostenibili da parte dei cittadini. Se da un lato il modello di allevamento intensivo si sta ridimensionando, anche per il calo dei consumi in particolare di latte e carne rossa, dall’altro l’introduzione della carne sintetica, alimenta dubbi e contestazioni.
L’allevamento basato sul metodo biologico, che garantisce il benessere animale e un ridotto impatto ambientale, rappresenta dunque il futuro della zootecnia. I dati confermano questa tendenza. Secondo “Bio in cifre 2023”, infatti, la zootecnia biologica italiana fa registrare significativi aumenti in ogni comparto: +10,5% per i bovini, +12,1% per suini, mentre gli avicoli registrano con i polli da carne e ovaiole un +16,9%. Scopri il programma del seminario organizzato nell’ambito del progetto BEING ORGANIC in EU.







