Pesticidi: un novembre decisivo per la loro riduzione
CambiamoAgricolturahomeNoPesticidiStopGlifosatoNelle prossime settimane le Istituzioni decideranno il destino degli obiettivi di riduzione dei pesticidi. Giovedì 16 novembre seconda votazione sul rinnovo del glifosato. Dal 20 al 23 novembre voto in plenaria del Parlamento UE sul Regolamento SUR. Appello della Coalizione #CambiamoAgricoltura ai decisori politici europei e nazionali: votate per tutelare la salute delle persone e dell’ambiente. Invito alla mobilitazione dei cittadini: https://www.savebeesandfarmers.eu/ita
Roma, 15 novembre 2023 – Le prossime settimane saranno decisive per il destino degli obiettivi di riduzione dell’uso dei pesticidi indicati dalle Strategie del Green Deal europeo, Farm to Fork e Biodiversità 2030. I decisori politici degli Stati membri della UE e del Parlamento europeo voteranno per decidere le sorti del glifosato e del Regolamento UE sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.
Giovedì 16 novembre è infatti previsto il voto nel Comitato di Appello della Commissione Europea per le Piante, gli Animali, gli alimenti e i mangimi (SCoPAFF) degli Stati membri sulla proposta della Commissione UE di rinnovare l’autorizzazione del glifosato per altri 10 anni, dopo che nella riunione del 13 ottobre scorso non si è raggiunta una maggioranza qualificata favorevole o contraria. Il Governo italiano ha votato a favore del rinnovo dell’autorizzazione del diserbante, ribaltando il parere espresso nel 2017. In occasione di questa seconda votazione la Coalizione #CambiamoAgricoltura auspica che prevalga una posizione responsabile con un netto parere contrario al rinnovo, ciò anche sulla base delle evidenze scientifiche sulla relazione tra l’esposizione a basse dosi di glifosato e l’insorgenza di leucemie, in base allo studio internazionale condotto dall’Istituto Ramazzini di Bologna pubblicato negli scorsi giorni. Per questo 13 associazioni tra cui quelle aderenti alla Coalizione #CambiamoAgricoltura hanno scritto lo scorso venerdì una lettera ai Ministri Italiani competenti in materia, perché l’Italia torni sui suoi passi e voti contro il rinnovo di questo pesticida. Nella settimana del 20 novembre è, invece, previsto il voto in plenaria del Parlamento europeo sul Regolamento UE per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (SUR) e la riunione del Consiglio europeo che dovrà esprimersi sul testo prima dell’apertura del negoziato del Trilogo.
Dopo il voto del 24 ottobre scorso della Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (ENVI) del Parlamento europeo, che ha accolto e parzialmente migliorato la proposta del Regolamento SUR della Commissione, il testo dovrà adesso superare la prova decisiva del voto del Parlamento UE in plenaria. Il testo di compromesso adottato dalla Commissione ENVI contiene alcuni miglioramenti, ma presenta ancora punti deboli decisivi che potrebbero compromettere l’efficacia della normativa europea. In primo luogo il metodo con cui misurare i progressi compiuti nella riduzione dell’uso dei pesticidi, attraverso l’indicatore di rischio armonizzato (HRI1 secondo l’allegato 1), al fine di verificare se l’uso di pesticidi sarà effettivamente dimezzato entro il 2030. Questo indicatore, come è proposto dalla Commissione europea, è inadatto perché calcolerebbe una diminuzione dell’uso di pesticidi che in realtà non esisterebbe. È inoltre fondamentale che il voto in plenaria mantenga le disposizioni vincolanti sulla difesa integrata, in modo che gli agricoltori debbano adottare in via prioritaria metodi preventivi e non chimici. Dovrebbero inoltre essere rafforzata la previsione del monitoraggio dei residui e dei metaboliti di antiparassitari nell’ambiente e nell’uomo, le norme sull’importazione e l’esportazione di sostanze attive, le distanze di sicurezza dalle abitazioni e aree sensibili. Dovrebbe essere infine confermato il divieto totale dei pesticidi in tutte le aree sensibili, come i Siti Natura2000, esclusi i prodotti consentiti nell’agricoltura biologica, eliminando la possibilità di deroghe da parte degli Stati membri, estendendo il divieto dell’uso dei pesticidi chimici di sintesi a tutte le aree dedicate alla tutela della biodiversità.
Si teme che il Consiglio europeo, guidato dalla Spagna che ha la presidenza nel secondo semestre 2023, possa indebolire il Regolamento SUR proponendo l’eliminazione degli obiettivi di riduzione vincolanti per gli Stati membri e il divieto di uso dei pesticidi nelle aree sensibili. Anche per questo il voto in plenaria del Parlamento europeo sarà decisivo per garantire con il negoziato del Trilogo un Regolamento davvero efficace, senza trucchi e inganni a danno dei cittadini e dell’ambiente. Il rafforzamento del SUR, attraverso i voti della Plenaria del Parlamento Europe, il posizionamento del Consiglio e il successivo Trilogo, sarebbe coerente con le indicazioni del mondo scientifico e con le richieste di oltre 1 milione di cittadini europei che hanno sottoscritto l’ICE “Salviamo api e agricoltori”.
Se il Regolamento SUR sarà una vittoria per l’ambiente e la salute delle persone oppure vinceranno gli interessi privati dell’agroindustria e delle corporazioni agricole dipenderà dai voti espressi dagli eurodeputati la prossima settimana. Nei prossimi giorni, che ci separano dalla plenaria del Parlamento europeo, tutti i cittadini che vogliono campagne e città libere dai pesticidi hanno l’ultima occasione per fare sentire forte la loro voce, mandando una e-mail ai Parlamentari attraverso questo link: https://www.savebeesandfarmers.eu/ita

CambiamoAgricoltura è una coalizione nata nel 2017 per chiedere una riforma della PAC che tuteli tutti gli agricoltori, I cittadini e l’ambiente. Aderiscono alla Coalizione oltre 90 sigle della società civile ed è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, consumerista e del biologico italiane che aderiscono ad organizzazioni europee (Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). È inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo.
Anabio-Cia rafforza la sua presenza in Federbio
anabiofederbiohomeAnabio, l’associazione per la promozione del biologico di Cia-Agricoltori Italiani, consolida la sua presenza all’interno di Federbio, che ha appena provveduto al riassetto degli organi.
In questo nuovo organigramma, il presidente di Anabio Giuseppe De Noia ha fatto il suo ingresso sia nel Comitato di Presidenza della stessa Federazione sia nella Sezione Soci Produttori, in qualità di vice coordinatore.
“Assumo questi nuovi incarichi con l’umiltà necessaria -ha detto De Noia- ma consapevole che tutto ciò è motivo di orgoglio e, soprattutto, attestato di riconoscimento verso tutti i produttori biologici aderenti a Cia e, quindi, ad Anabio. Il mio impegno -ha continuato- sarà diretto, da un lato, a sostenere il ruolo strategico del biologico nel comparto agroalimentare italiano e, dall’altro, ad accrescere e ampliare la rappresentatività di Federbio, con la certezza che proprio l’unità di intenti e azioni di tutti gli attori del mondo del bio rappresenti la risposta fondamentale alle esigenze dei nostri agricoltori e dell’intera filiera produttiva biologica”.
FONTE
TESTATA: Agricolae.eu
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 7 novembre 2023
Formazione Accademia BIO: la scuola di specializzazione in agricoltura biologica e biodinamica è pronta per il nuovo anno accademico
AccademiaBioFederBio ServizihomeBologna, 11 novembre 2023 – Al via le iscrizioni ai corsi professionali 2023/2024 realizzati da Accademia BIO, la scuola di specializzazione in agricoltura biologica e biodinamica di FederBio Servizi per la formazione nel settore biologico.
La proposta formativa, che dopo il successo degli anni precedenti torna online, è un’importante occasione per chi vuole approcciarsi al mondo del biologico o approfondirne alcune specifiche tematiche ed è declinata in moduli che possono essere affrontati in tempi successivi e permettono al corsista di approcciarsi in funzione delle proprie esigenze specifiche e avere un quadro chiaro ed esaustivo dei regolamenti comunitari e le normative nazionali che governano le produzioni biologiche. Più nel dettaglio sarà possibile acquisire nozioni tecnico e operative fondamentali per la gestione delle imprese agroalimentari che operano nel settore della trasformazione dei prodotti biologici.
L’obiettivo è un approccio alla normativa di settore per stare al passo con i numerosi cambiamenti che il Reg. in vigore ha portato con sé. Inoltre, le ore di formazione riservate alla normativa di settore in biologico sono diventate un requisito essenziale per i futuri Tecnici Ispettori ai fini di quanto richiesto dal D.Lgs. 148 del 06/10/2023.
Ma non solo! La proposta formativa quest’anno si arricchisce di ulteriori collaborazioni e contenuti. Accademia BIO si avvale di nuove partnership: Ordine dei Tecnologi Alimentari dell’Emilia Romagna, Toscana, Marche ed Umbria, Bureau Veritas, F.O.R.I.A oltre alla consolidata collaborazione con AssoBio. Si punterà alla formazione di professionisti che potranno avvalersi di approfondimenti inerenti la gestione delle contaminazioni da prodotti non ammessi in biologico, conoscenze specifiche per la gestione dell’import e dell’export di prodotti biologici realizzato sulla base delle esigenze dell’azienda in relazione ai prodotti e ai paesi terzi che interessano direttamente l’interlocutore, l’introduzione alla regolamentazione dell’economia circolare per le aziende agroalimentari e molto altro.
Sul sito di Accademia BIO https://www.accademiabio.it/ sono consultabili le modalità di iscrizione e partecipazione, i programmi nel dettaglio, i docenti che terranno il corso e i contatti utili per ricevere maggiori informazioni. Le iscrizioni sono già attive.
Biologico, oltre il logo c'è di più
homeZootecnia biologicaLa zootecnia biologica è una componente fondamentale dell’agricoltura biologica, definita dalla Federazione Internazionale dei Movimenti per l’Agricoltura Biologica (International Federation of Organic Agriculture Movements – IFOAM) come insieme di “tecniche di gestione basate sulle esigenze fisiologiche ed etologiche degli animali di allevamento in questione. Ciò comprende che gli animali abbiano possibilità di seguire le loro esigenze comportamentali di base e che tutte le tecniche di gestione, comprese quelle relative ai livelli di produzione e alla velocità di crescita, siano dirette al benessere e alla salute degli animali stessi”.
La produzione biologica rientra tra i regimi di qualità dei prodotti agricoli dell’Unione, insieme alle indicazioni geografiche e alle specialità tradizionali garantite, ma se ne differenzia per essere l’unica certificazione di processo (le altre sono certificazioni di prodotto): le sue caratteristiche “qualitative” vanno quindi ricercate lungo tutto il processo produttivo dove il rispetto di norme rigorose in materia di salute, di ambiente e di benessere degli animali è intrinsecamente legato all’elevata qualità di tali prodotti.
Come emerge dai dati presentati da Nomisma al SANA 2023 i primi tre motivi che portano un consumatore a scegliere un prodotto biologico sono la maggior sicurezza per la propria salute e un maggior rispetto per l’ambiente e il benessere animale. […]
FONTE
TESTATA: Ruminantia
AUTORE: Sujen Santini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 2 novembre 2023
Comuni liberi da pesticidi
Cambia la TerracomuniliberidaipesticidiMammucciniLa Festa del BIO di Bologna è stata anche la prima tappa de «I territori amano il Bio – In tour» un’iniziativa della campagna Cambia la Terra promossa da FederBio e dedicata ai Comuni che hanno deciso di ridurre fino a eliminare l’utilizzo di pesticidi.
L’obiettivo è valorizzare una serie di azioni concrete e norme quali: vietare l’utilizzo di concimi chimici, di diserbanti e antiparassitari per la gestione delle aree verdi urbane; intervenire sulle mense scolastiche per orientarle al biologico; promuovere la diffusione del metodo di produzione biologica come modello di gestione sostenibile del territorio. L’obiettivo raccogliere le esperienze virtuose dei Comuni in un unico database e mettere a disposizione un archivio delle buone pratiche per fornire uno strumento di facilitazione a tutte le realtà che desiderano avviare politiche a supporto di una transizione ecologica. Siamo in una fase storica decisiva nella quale è fondamentale dare valore alle tante esperienze che dal basso lavorano concretamente per la tutela dell’ambiente, della biodiversità e per il contrasto al cambiamento climatico.
A maggior ragione adesso, viste le evidenti contraddizioni della Commissione europea che da una parte chiede di raggiungere gli obiettivi indicati dalle strategie sulla biodiversità, Farm to Fork e riduzione dei pesticidi al 50% entro 2030 e dall’altra propone il rinnovo per altri 10 anni dell’utilizzo del glifosato, un erbicida dannoso per l’ambiente acquatico e per la salute dell’uomo. Sostenere e valorizzare le amministrazioni che, con i loro mezzi di regolamentazione, cercano di portare avanti concretamente una transizione ecologica necessaria per l’ambiente e per la salute dei cittadini è oggi ancora più importante.
Ci sono tantissimi esempi virtuosi che possono essere replicati dai Comuni che desiderano intraprendere questo percorso, così da creare una rete solida, che fa sentire la propria voce.
FONTE
TESTATA: TerraNuova
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 ottobre 2023
Assemblea dei Soci FederBio: procedono positivamente i lavori per gli obiettivi di mandato e si rafforza il vertice della Federazione integrando figure di esperienza, giovani e donne
federbiohomeBologna, 27 ottobre 2023 – Il biologico si conferma in una fase strategica caratterizzata da u6na significativa dinamicità in termini di crescita delle superfici, degli operatori e dell’export. Tuttavia, il settore deve affrontare anche alcune criticità sia in termini di capacità produttiva, a causa dell’impatto del cambiamento climatico, sia nel rallentamento dei consumi, legato all’inflazione che sta riducendo la capacità di spesa delle famiglie.
In questa fase decisiva per il futuro, FederBio ha ritenuto necessario fare un punto sull’attuazione del programma di mandato durante l’Assemblea dei soci che si è tenuta recentemente a Bologna. Dai lavori è emerso che il quadro normativo e programmatico per il bio a livello nazionale sta procedendo positivamente grazie al dialogo costruttivo con il Governo, in particolare con il Sottosegretario D’Eramo, che ha portato alla redazione del Piano d’Azione sul biologico, del decreto sui controlli e all‘avvio della Campagna di comunicazione ISMEA-Ministero, importante per sensibilizzare i cittadini ad adottare stili alimentari sani e sostenibili.
Per valorizzare ulteriormente il biologico come perno della transizione ecologica dell’agricoltura italiana, FederBio punta a rafforzare il proprio ruolo di rappresentanza ampliando il dialogo e il confronto con le istituzioni e le organizzazioni dell’agroalimentare. La Federazione sta dunque ridefinendo le strategie organizzative puntando su tre pilastri: essere un’associazione sempre più rappresentativa dal punto di vista politico-istituzionale e aperta alla società, fornire servizi avanzati per il settore a supporto delle imprese, consolidarsi come un’organizzazione interprofessionale riconosciuta a tutela del mercato.
Le tre direttive, elementi chiave del programma di mandato, stanno trovando effettiva attuazione: per la società di servizi, è in fase avanzata il rafforzamento con l’ingresso di nuovi soci puntando a un sistema avanzato di innovazione con una diffusione capillare sul territorio. Per quanto riguarda l’organizzazione interprofessionale, con i soci di dimensione nazionale della Federazione – AnaBio-Cia e Coldiretti Bio per la produzione, AssoBio per trasformazione e distribuzione, che complessivamente rappresentano circa il 70% del settore – si sta lavorando su una prima bozza di Statuto sul quale si aprirà poi un confronto anche con soggetti non associati a FederBio.
L’Assemblea ha affrontato anche il tema del rilancio della Sezione soci Produttori. L’obiettivo di contare su un gruppo dirigente motivato, espressione della base sociale e con una buona presenza di giovani e donne, è stato raggiunto attraverso un percorso elettivo trasparente che ha visto l’elezione all’unanimità di Maria Letizia Gardoni, Presidente di Coldiretti Bio, come Coordinatrice della Sezione. Giuseppe De Noia, Presidente di AnaBio-Cia, e Paolo Di Francesco, Presidente dell’Associazione dei produttori bio della Lombardia “La Buona Terra”, sono stati nominati Vicecoordinatori.
L’Assemblea ha, infine, proceduto al riassetto degli organi con l’elezione a Vicepresidenti di Maria Letizia Gardoni, Roberto Zanoni, Coordinatore della sezione soci trasformatori e distributori, e Marco Paravicini Crespi, in rappresentanza della biodinamica. I vertici della Federazione sono stati, inoltre, completati con l’ingresso di Giuseppe De Noia nell’Ufficio di Presidenza e con l’arrivo di Nicoletta Maffini, Presidente di AssoBio, Paolo Di Francesco e di Chiara Rebonato, rappresentante dell’Associazione Veneta del bio AVe.Pro.Bi., nel Consiglio Direttivo della Federazione.
“Ritengo che il rafforzamento del gruppo dirigente sia essenziale per accrescere la rappresentatività della Federazione e per sostenere il ruolo strategico del biologico nella transizione ecologica del sistema agroalimentare del nostro Paese – ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – Il nuovo organigramma fonde la grande esperienza dei dirigenti storici del bio con l’energia e lo spirito innovativo dei giovani, sempre più protagonisti del settore ed essenziali per l’indispensabile ricambio generazionale. Infine, è importante evidenziare i ruoli chiave assunti dalle donne nel settore del bio, rappresentativi di un contributo decisivo per una svolta verso la sostenibilità dei sistemi agricoli e alimentari”.
FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.
La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
UFFICIO STAMPA
16 ottobre Giornata Mondiale dell’alimentazione
federbiogiornata mondiale dell’alimentazionehomeFederBio: biologico essenziale per tutelare la qualità delle acque e per favorire sistemi agroalimentari sostenibili
Bologna, 16 ottobre 2023 – La FAO ha deciso di dedicare la Giornata mondiale dell’alimentazione 2023 al tema: “L’acqua è vita, l’acqua ci nutre”. La salvaguardia della qualità delle risorse idriche, fondamentali per la vita e la produzione alimentare, passa anche dalla transizione al biologico dei sistemi agroalimentari.
Tutelare la qualità dell’acqua è fondamentale per l’agricoltura e per la qualità del cibo che consumiamo. Secondo il rapporto Ispra 2022 “I pesticidi nelle acque”, che analizza lo stato delle acque superficiali e sotterranee, risulta che in Italia è presente una forte concentrazione di pesticidi. Nei 1.837 punti di monitoraggio delle acque in superficie è stata trovata una concentrazione del 55,1%, mentre nei 2.551 punti delle acque sotterranee analizzati la presenza di pesticidi riscontrata è del 23,3%. Sono state individuate 183 sostanze diverse, rappresentate per la maggior parte da erbicidi. FederBio evidenzia come l’agricoltura biologica, che non utilizza sostanze chimiche di sintesi, abbia un ruolo strategico nella tutela delle falde acquifere e degli ecosistemi acquatici, fonti idriche indispensabili per la vita sulla Terra e per la produzione di cibo sano.
L’autorevole rapporto Lampkin e Padel, che analizza gli impatti positivi che si otterrebbero al raggiungimento entro il 2030 del 25% di terreni agricoli biologici nell’Ue, evidenzia come grazie alla conversione al biologico si determinerebbe un notevole miglioramento della qualità dell’acqua e della biodiversità grazie alla riduzione del 90-95% dell’uso di pesticidi e fertilizzanti azotati.
“Il biologico è un metodo basato sull’incremento della fertilità del suolo e della biodiversità, elementi fondamentali per la produzione di alimenti sostenibili – commenta Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio – Inoltre, un suolo con un maggior contenuto di sostanza organica è in grado di trattenere maggiori quantitativi d’acqua, che poi viene rilasciata gradualmente durante i periodi di siccità purtroppo sempre più frequenti, contribuendo così a mitigare gli effetti del cambiamento climatico. In occasione della giornata mondiale dell’alimentazione, vogliamo sottolineare l’importanza delle scelte del cibo che portiamo in tavola e sensibilizzare su come un’alimentazione a base di biologico contribuisca a proteggere la qualità di un bene vitale come l’acqua”.
FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.
La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
UFFICIO STAMPA
Decreto controlli nel biologico: FederBio soddisfatta per il miglioramento al sistema di certificazione dei prodotti biologici ma molto critica per la mancata semplificazione burocratica
federbiohomeBologna, 13 ottobre 2023 – Dopo che le Commissioni agricoltura della Camera e del Senato avevano espresso pareri sullo schema del Decreto legislativo controlli previsto dalla legge nazionale sull’agricoltura biologica (Legge n. 23 del 9 marzo 2022) accogliendo anche le proposte di FederBio, il testo finale approvato dal Governo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale è una riforma a metà, senza alcuna novità per la semplificazione e l’innovazione digitale del sistema.
Oltre alla soddisfazione per l’accoglimento delle proposte relative a una maggiore trasparenza e migliore organizzazione del sistema di controllo dei prodotti biologici, la Federazione ritiene un aspetto critico la decisione del Governo di ignorare anche il parere della Commissione agricoltura della Camera riguardo alla necessità di istituire un’unica piattaforma digitale di interscambio delle informazioni fra gli organismi di certificazione e fra questi e gli operatori controllati. Quest’ultima avrebbe dovuto sostituire i molteplici sistemi informativi, scarsamente coordinati tra loro, oggi a disposizione del sistema del biologico.
Questa lacuna, insieme al mantenimento dell’obbligo di apposizione della marca da bollo nelle notifiche, rappresenta un vulnus dal punto di vista del conseguimento di una maggiore semplificazione burocratica che grava direttamente sugli operatori del settore, in termini di costi e tempi, in un momento nel quale si dovrebbe invece operare per ridurre i costi che poi si riflettono sui prezzi al consumatore finale.
“Ringraziamo il sottosegretario D’Eramo, i presidenti delle Commissioni agricoltura della Camera Carloni e la vicepresidente Gadda e del Senato De Carlo per la disponibilità al confronto e l’impegno che hanno portato a gettare le basi per un effettivo miglioramento del sistema di certificazione accogliendo molte delle proposte della Federazione. Tuttavia il Governo ha deciso di non fare nulla per ridurre drasticamente la burocrazia e il caos di adempimenti e banche dati che oltre a aumentare i costi, disincentiva i produttori a entrare nel sistema di certificazione del biologico – commenta Paolo Carnemolla, Segretario Generale di FederBio – Perché il biologico si affermi come modello di riferimento del comparto agroalimentare e si raggiunga l’obiettivo del 25% di superficie certificata entro il 2027 c’è la necessità di un sistema di certificazione moderno ed efficiente, privo di quegli ostacoli burocratici che, ad oggi, rappresentano un vero e proprio freno per questa crescita. Per questo FederBio ritiene necessario riaprire al più presto il confronto sul tema dell’innovazione tecnologica e digitale per una vera semplificazione e trasparenza del sistema di controllo”.
FederBio (feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.
La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.
UFFICIO STAMPA
Il rinnovo del glifosato: un rischio certo per la salute dei cittadini e dell’ambiente
federbiohomePer tutelare la salute dei cittadini italiani e dell’ambiente, sull’erbicida deve vigere il principio di precauzione. Il Governo italiano prenda una posizione contraria al rinnovo per altri 10 anni proposto dalla Commissione UE
Roma, 10 ottobre 2023 – Il 12 e 13 ottobre tutti gli Stati membri saranno chiamati a votare sulla proposta della Commissione europea di prorogare l’autorizzazione del glifosato per altri 10 anni. L’attuale autorizzazione, infatti, scade il 15 dicembre e affinché il diserbante possa continuare ad essere utilizzato è necessario un voto favorevole della maggioranza del Consiglio dell’UE.
Alcuni Stati Membri hanno già apertamente dichiarato il loro voto. La posizione italiana è emersa, seppur ancora in forma non chiara durante il “question time” del 6 ottobre alla Camera dei Deputati quando il Sottosegretario al Ministero della Salute, Marcello Gemmato, ha risposto ad una interpellanza urgente sulla posizione che assumerà il nostro Paese nel Consiglio UE dichiarando che l’Italia “potrebbe” votare a favore del rinnovo dell’autorizzazione del glifosato per altri 10 anni.
Questa posizione, così come quella proposta dalla Commissione europea, è inconcepibile e contraria ai principi su cui si fonda la legislazione europea in tema di tutela della salute e dell’ambiente. Numerosi studi scientifici dimostrano infatti come l’erbicida più utilizzato in Europa potrebbe provocare disturbi oncologici e aumentare l’insorgenza di patologie dello spettro autistico, oltre ad essere accertato il suo effetto di interferenza endocrina sugli esseri umani e il suo impatto sugli organismi degli ecosistemi acquatici. Studi che non sono stati considerati o adeguatamente valutati dalle Agenzie europee (ECHA e EFSA) nella loro valutazione del rischio. Inoltre il consorzio europeo PAN (Pesticide Action Network Europa) ha portato in tribunale la Bayer per non aver presentato la giusta documentazione nella richiesta di approvazione all’utilizzo del glifosato. Nel suo esposto presso la procura di Vienna, si sottolinea che la più importante azienda produttrice di glifosato, quando ha chiesto il rinnovo dell’autorizzazione dell’erbicida nel mercato europeo, non ha presentato e sottoposto a valutazione uno studio, secondo il quale l’erbicida può causare forme di disturbi neurologici – nello specifico autismo –, condotto su un campione importante di bambini.
Molti studi dimostrano che il glifosato è una sostanza ad elevata tossicità ambientale capace di alterare la funzionalità degli ecosistemi e degli habitat naturali e ridurre drasticamente la biodiversità. Trattandosi di un erbicida totale, usato come alternativa a pratiche agricole generalmente considerate sostenibili, come rotazioni, consociazioni e lavorazioni meccaniche, ogni ulteriore proroga è in contrasto con quanto indicato dalle Strategie europee From farm to fork e Biodiversity 2030, che chiedono di puntare sulla sostenibilità ambientale dell’intero settore agroalimentare, tramite obiettivi come la riduzione del 50 per cento dei pesticidi chimici.
13 Associazioni esortano per questo il governo italiano a prendere una posizione chiara contraria al rinnovo del glifosato considerando seriamente i potenziali e gravi rischi che un ulteriore uso del diserbante causerebbe all’ambiente e alla salute dei cittadini italiani e dell’ambiente dell’Unione europea.
Le Associazioni chiedono di applicare con rigore il principio di precauzione laddove vi sia anche una piccola probabilità di rischio per la salute pubblica e per l’ambiente. Anche la sola incertezza dovrebbe bastare a fermare l’approvazione da parte dell’UE, ma nel caso del glifosato le prove della sua pericolosità per la salute delle persone e dell’ambiente superano ogni ragionevole dubbio, alimentato dalle aziende che producono e commercializzano il diserbante.
Chi sostiene l’esigenza del rinnovo del glifosato difende il diserbo chimico in agricoltura come pratica indispensabile per garantire il reddito degli agricoltori, una tesi smentita dall’aumento delle superfici agricole gestite con metodi biologici (oggi in Italia il 18,7% della SAU) che escludono completamente l’uso di sostanze chimiche di sintesi. Inoltre, un recente studio condotto dall’Istituto Sant’Anna di Pisa, ha dimostrato che adottando buone pratiche agroecologiche è possibile eliminare completamente l’uso del glifosato garantendo le rese e riducendo i costi per le aziende agricole.
Vietare l’uso del glifosato quindi sarebbe una decisione virtuosa, in linea con la necessità di tutelare la salute delle persone e dell’ambiente e favorire la trasformazione delle pratiche agricole, senza essere in contrasto con la sostenibilità dei redditi degli agricoltori. Le 13 Associazioni ritengono che la difesa degli interessi dei cittadini italiani e degli agricoltori virtuosi non possa essere espressa dal Governo Meloni con coerenza se non votando contro la nuova autorizzazione del glifosato.
Le 13 Associazioni ambientaliste* dell’agricoltura biologica e dei consumatori che inviano questo comunicato rappresentano un’ampia alleanza che condivide la visione di una transizione ecologica dell’agricoltura italiana ed europea, che tuteli tutti gli agricoltori, i cittadini e l’ambiente.
*(AIDA Associazione Italiana di Agroecologia, CIWF Italia Onlus, FederBio, Greenpeace Italia, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu-BirdLife, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia, Associazione TERRA, WWCOF e WWF Italia).
UFFICIO STAMPA
Mammuccini: «Gli OGM secondo la visione agroecologica»
homeMammucciniNGTNoOGM«Il concetto di innovazione alla base delle nuove tecniche di modificazione genetica non risponde ai principi dell’agroecologia, che invece si basa su un approccio sistemico alla sostenibilità»: lo sottolinea Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio
Il concetto di innovazione alla base delle nuove tecniche di modificazione genetica non risponde ai principi dell’agroecologia, che invece si basa su un approccio sistemico alla sostenibilità. Secondo tali principi un prodotto o un sistema produttivo agricolo non può essere dichiarato «sostenibile» solo sulla base di una determinata varietà vegetale e tanto meno su una sua caratteristica.
I produttori biologici sanno per esperienza che una resistenza basata su una singola caratteristica della coltura, dopo qualche anno viene di fatto superata dagli agenti patogeni, portando a una spirale continua per sviluppare nuove resistenze a nuovi parassiti. L’agricoltura biologica dimostra che l’approccio agroecologico nei sistemi agricoli e alimentari si basa su una serie di tecniche e strategie fondate sulla conoscenza delle dinamiche della natura e delle specificità territoriali, ed è tutto questo che crea resilienza.
I principi del bio si basano su una visione olistica, secondo la quale un sistema agricolo sostenibile deve prevedere la tutela e l’incremento della fertilità del suolo, della biodiversità e dell’agrobiodiversità, la riduzione delle emissioni di gas serra, per un equilibrio ecologico stabile e duraturo che sta alla base di tutto. In una visione di questa natura la resilienza non deriva da una specifica coltura o varietà, ma dalla tenuta del sistema agronomico nel suo complesso. Per questo la singola caratteristica di una varietà non può essere definita sostenibile, come suggerisce la proposta legislativa della Commissione europea sulle NGT; è il metodo di coltivazione delle colture che può essere condotto in modo sostenibile. Non esistono scorciatoie per aggirare la complessità degli agroecosistemi.
Una strategia a sostegno del biologico non è quindi compatibile con le NBT ed è indispensabile che la nuova normativa europea preveda regole coerenti per garantire la specificità del biologico che esclude le NGT dal processo produttivo. […]









