Innovazione e produzione, connubio perfetto per il futuro del biologico.

Il 23 gennaio, al CIHEAM di Bari, verranno presentati i risultati finali del progetto Oltre.bio.

20 gennaio 2023 – Il biologico si coniuga bene con l’innovazione. È questo il messaggio chiave che emerge dal progetto Oltre.bio il cui obiettivo è stato appunto quello di “andare oltre” il tradizionale approccio del metodo di agricoltura biologica adottando pratiche innovative. Il tutto mantenendo la salvaguardia dell’ambiente e della salute. L’innovazione integrata con il mondo produttivo rappresenta un elemento chiave del futuro del biologico, indispensabile per rispondere alle sfide del settore che sta registrando un significativo trend di crescita: +142% la spesa alimentare bio in 10 anni.

Sviluppato nel 2020 in Puglia, una delle regioni italiane più produttive in termini di biologico, Oltre.bio parte dall’analisi delle caratteristiche di due colture campione del nostro Paese, l’uva da tavola e il ciliegio. Il progetto ha voluto migliorare la coltivazione biologica delle due specie mediante un approccio ecosistemico che prevede una gestione integrale del suolo, dell’acqua e delle risorse viventi. I risultati di tre anni di sperimentazione e i materiali tecnici elaborati nel corso del progetto Oltre.bio saranno presentati il 23 gennaio (ore 15) in un convegno conclusivo che si terrà nel centro documentale del CIHEAM di Bari.

All’evento, oltre ai ricercatori di CREA (Centro Viticoltura ed Enologia di Turi e Centro Agricoltura e Ambiente di Bari), Università degli Studi di Bari Aldo Moro (dipartimento DISSPA), Università della Basilicata (dipartimento SAFE), CIHEAM Bari, ai tecnici delle strutture che operano nell’assistenza tecnica di campo, Agrolab ed Agrimeca, parteciperanno Oronzo Milillo, presidente ODAF Bari, Riccardo Velasco, direttore CREA-Centro ricerca Viticoltura ed Enologia, Gianluca Chieppa, presidente ARPTRA, Luigi Trotta, dirigente sezione Competitività delle Filiere Agroalimentari, Regione Puglia, Gianluigi Cardone, amministratore scientifico CIHEAM Bari. Suolo più fertile, migliore gestione dell’acqua, prodotti più durevoli in termini di shelf-life, controllo dei parassiti sono stati gli ambiti sui quali si è concentrato il progetto.

“Chi accoglierà le nuove metodologie potrà andare oltre la classica gestione bio. Potrà avere un suolo più fertile, grazie alle tecniche di inerbimento interfilare, di sovescio e dell’apporto di compost. Potrà gestire al meglio le avversità grazie all’utilizzo di antagonisti e/o di preparati microbiologici in grado di contrastare i nuovi e/o emergenti parassiti e, in contemporanea, all’utilizzo di sensoristica avanzata per il monitoraggio microclimatico, la razionale gestione irrigua e i modelli previsionali delle avversità. E, infine, potrà meglio gestire la fase di post-raccolta e il packaging in relazione all’utilizzo del dispositivo Blowdevice in sinergia con la frigoconservazione e atmosfera modificata per aumentare la shelf-life di uva e ciliegie”, afferma Luigi Tarricone (CREA-VE).

Tutto questo, come dimostrano i risultati Oltre.bio, è stato reso possibile dalla stretta collaborazione tra agricoltori, ricercatori e agronomi nelle diverse fasi dal campo allo scaffale di vendita. “L’adattamento ai cambiamenti climatici riguarda tutti noi, per cui diviene indispensabile rivedere le pratiche di gestione agronomica, dare forza al settore bio attraverso le nuove tecnologie, aiutare gli agricoltori a essere parte della soluzione e non del problema. Dobbiamo andare Oltre, verso un futuro salutare per noi e per il nostro Pianeta”, conclude Nicola d’Onghia (Tenute D’Onghia).

Al seguente link è possibile visualizzare il programma dell’evento.

All’evento sarà possibile partecipare anche in modalità web tramite il seguente link


Oltre.bio è un progetto che prende forma dall’opportunità fornita dalla sottomisura 16.2 del PSR Puglia “Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie”. Partecipano attivamente al progetto: TENUTE D’ONGHIA S.A.S., FEDERBIO – FEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI BIOLOGICI E BIODINAMICI, ROMANAZZI VITANTONIO, OP ORTOFRUTTICOLA JONICA SOC. CONS. A R.L., AGRIMECA GRAPE and FRUIT CONSULTING SRL, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELLA BASILICATA, GRUPPO TARULLI SOC. CONS. A R.L., UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO, CIHEAM ‐ BARI, AGROLAB S.c.a.r.l., CREA– CENTRO DI RICERCA VITICOLTURA ED ENOLOGIA CREA- CENTRO DI RICERCA AGRICOLTURA AMBIENTE Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente.

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Maria Pia Terrosi

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Il biologico sempre più strategico nella Distribuzione Moderna: nel 2022 + 1,6% a valore e 1,5% a volume

Nonostante il periodo congiunturale, i dati presentati nel workshop sull’andamento della Distribuzione Moderna, organizzato nell’ambito del progetto Being Organic in Eu, evidenziano per il bio una crescita reale, a fronte di un incremento molto contenuto del totale del carrello alimentare (+0,4% a volume).

Bologna, 20 gennaio 2023 – La Distribuzione Moderna rimane il primo canale per gli acquisti di prodotti bio da parte degli italiani. Questo il dato principale emerso dal convegno “Bio nella distribuzione Moderna italiana” che ha visto la partecipazione di alcuni dei protagonisti del retail e dell’industria di trasformazione bio, che si è tenuto a Marca 2023. L’iniziativa è realizzata nell’ambito della campagna Being Organic in Eu promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014.

L’evento si è focalizzato sull’analisi dello scenario evolutivo del bio e sulle opportunità per ottimizzare le potenzialità del biologico nella distribuzione moderna, a fronte di un contesto contrassegnato dalle insidie del greenwashing e dalla contrazione economica, criticità che richiedono l’individuazione di nuovi strumenti e piattaforme di collaborazione tra produttori e distributori. Durante il workshop è stato presentato anche il progetto Being Organic in Eu, partner dell’iniziativa, che ha l’obiettivo di promuovere il biologico europeo attraverso attività di promozione, formazione e comunicazione tese a incrementare la considerazione e la conoscenza dell’agricoltura biologica e a sensibilizzare a un consumo più etico e sostenibile.

Dai dati presentati da Nomisma su fonte Nielsen emerge che il 58% del totale delle vendite di bio in Italia vengono effettuate nella Distribuzione Moderna. Nel 2022, gli acquisti bio in questo canale si attestano a 2,3 miliardi di euro, con un incremento del +1,6% a valore rispetto al 2021 (anno terminante gennaio 2023 perimetro omnichannel).  Paragonata al totale del paniere agroalimentare la crescita del bio a valore è più contenuta (1,6% a fronte del 7,8%) ma si tratta di un incremento reale considerando la dinamica a volume dove il bio cresce di 1,5% mentre il totale del carrello alimentare è sostanzialmente fermo (+0,4%). Determinante per il bio il ruolo della Marca del Distributore che oggi rappresenta oltre il 50% delle vendite e che esprime una crescita del 4% a valore a fronte della frenata nel bio registrata invece dalle marche industriali (-0,9%).

Per quanto concerne le categorie di prodotti bio maggiormente vendute all’interno della Distribuzione Moderna, troviamo al primo posto la Drogheria Alimentare (pasta, prodotti da forno, conserve, sughi) con un peso del 57% sul totale delle vendite a valore, seguono con il 21% il Fresco (formaggi, salumi, yogurt, uova) e l’Ortofrutta (12%). A livello generale i prodotti maggiormente venduti rimangono le uova, le confetture e spalmabili base di frutta, e i sostitutivi del latte. Nel 2022, continua l’analisi realizzata da Nomisma, l’89% delle famiglie italiane ha acquistato alimenti bio almeno una volta. Il bio continua dunque ad essere un punto di riferimento degli stili alimentari: 7 consumatori su 10 in Italia sono soddisfatti della presenza di prodotti bio freschi e il 62% valuta positivamente la disposizione dei prodotti bio sugli scaffali all’interno dei punti vendita. Inoltre, 6 consumatori su 10 vorrebbero avere informazioni più dettagliate sulle caratteristiche, sul metodo di produzione e sui valori nutrizionali degli alimenti biologici. Nello specifico, il 58% vuole saperne di più sui benefici che il prodotto può apportare a dieta e salute; la stessa percentuale chiede anche ulteriori dettagli sulla distintività del biologico rispetto al convenzionale. Più di 6 consumatori su 10, inoltre, vogliono avere maggiori informazioni sul contributo alla sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) legate al metodo biologico.

“La Marca del Distributore si è costruita nel tempo una forte reputazione nel segmento biologico conquistando la fiducia del consumatore grazie a un’attenta attività di selezione e controllo dei copacker e, soprattutto, grazie alla creazione di assortimenti profondi e coerenti alle esigenze del consumatore, con grande capacità di offrire sostenibilità a 360° anche in relazione al packaging dei prodotti. La grande distribuzione ha oggi un ruolo decisivo per promuovere azioni di educazione alimentare nei confronti del consumatore, per trasferire in modo chiaro le informazioni, on pack e sul punto vendita, sulla distintività dei prodotti biologici e sul contributo attivo alla sostenibilità”, ha dichiarato Silvia Zucconi, Responsabile Market intelligence Nomisma.

“Le scelte alimentari hanno un ruolo determinante nella tutela della salute e dell’ambiente, ecco perché è estremamente importante puntare sulla stagionalità e sul consumo di alimenti biologici che assicurano resilienza e sostenibilità. I dati di crescita di vendita di prodotti bio nella Distribuzione Moderna sono positivi, ma non bastano. L’1,6% è una percentuale troppo bassa se si considera che l’obiettivo, in linea con le politiche del Green Deal Eu, è di triplicare le superfici coltivate a bio entro il 2030. Diventa quindi fondamentale far crescere i consumi consolidando le iniziative di formazione ed educazione alimentare per spiegare con chiarezza come vengono prodotti gli alimenti biologici nel rispetto della natura e i benefici per la tutela del suolo, della biodiversità, oltre che evidenziare il contributo per la mitigazione al cambiamento climatico”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.

 I dati che Nomisma ha presentato hanno dell’incredibile: l’Italia vende all’estero ciò che non apprezziamo in casa e così restiamo scarsi consumatori di biologico nel nostro paese, ma non basta essere bravi esportatori – ha osservato Roberto Zanoni, presidente di AssoBio -. Se promuoviamo i valori del bio dobbiamo mettere i consumatori in condizione di apprezzarli. La Gdo ci ha messo la faccia valorizzando il settore, ma spesso l’offerta e l’assortimento restano limitati e in molti casi non è possibile acquistare una spesa bio completa. Servono, inoltre, scelte politiche su questioni su cui AssoBio è al lavoro da tempo con le istituzioni: trasparenza, costi di certificazione, piattaforma di tracciabilità, giusto prezzo e comunicazione. È evidente che non bastano sconti e promozioni per promuovere il settore, per questo motivo lanciamo l’idea di una Settimana del Bio da attuarsi in tutti i canali di vendita, compresa la ristorazione, per raccontare meglio la filiera e per creare una vera cultura del biologico nel nostro paese”.

Come ha affermato Armando Garosci, Direttore di Largo Consumo nelle vesti di moderatore del dibattito, “Il settore del bio ha una rilevanza strategica nello scenario alimentare per i suoi connotati di forte identità. È uno dei settori più iconici e identitari del food ed è protagonista di nuove proposte e di una nuova e rinnovata collaborazione tra Industria e Distribuzione. Largo Consumo è sempre vicina alle Imprese della Produzione e della Distribuzione e ai momenti di dialogo fra loro che possano favorire la nascita di nuove iniziative. La collaborazione con Assobio e Nomisma proseguirà all’insegna dello sviluppo di progetti editoriali comuni“.

BEING ORGANIC in EU

Choose the European Organic Leaf for a better world.

 Il progetto BEING ORGANIC in EU è una campagna di promozione proposta da FederBio in collaborazione con Naturland cofinanziata dall’Unione Europea ai sensi del regolamento UE n.1144/2014 e prevede un insieme articolato di azioni con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti ortofrutticoli biologici verso i due paesi target: Italia e Germania.  “BEING ORGANIC in EU” mira a contribuire ad un sistema agroalimentare sostenibile a sostegno del “Green Deal Europeo” e delle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” per favorire un sistema alimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico e a mettere in risalto le caratteristiche virtuose dell’agricoltura biologica europea, sia in termini di qualità del prodotto sia di sostenibilità, dalla produzione primaria fino al consumatore. Per queste ragioni le iniziative messe in campo dal progetto sono del tutto in linea con gli obiettivi dell’ “European Green Deal” e le sue strategie e funzionali alla realizzazione dal “Piano d’azione europeo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”.

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BIOFACH &VIVANESS 2023

BIOFACH e VIVANESS ospiteranno a Norimberga, dal 14 al 17 febbraio 2023, la comunità internazionale dei produttori biologici e della cura personale, naturale e biologica (evento anche online).

BIOFACH

BIOFACH, fiera leader mondiale per i prodotti alimentari bio, riunirà il settore a Norimberga dal 14 al 17 febbraio 2023. Come ogni anno i visitatori avranno modo di scoprire nuovi prodotti, tendenze e innovazioni. Partecipando si avrà l’opportunità di conoscere nuovi potenziali partner e assaporare le nuove proposte del mercato biologico, iniziando a percorrere la strada verso un futuro più verde – Paving the path!

Il Congresso BIOFACH, componente fissa del salone quale piattaforma di conoscenze unica al mondo, affronterà in questa edizione il tema del sistema biologico come agricoltura del futuro. Ulteriori informazioni: www.biofach.de/en

VIVANESS

VIVANESS, Fiera internazionale per la cura personale naturale e biologica, darà modo di scoprire le nuove proposte del mercato cosmetico biologico. Tutte le novità e le informazioni utili sono disponibili sul sito: www.vivaness.de/en

COME OTTENERE I BIGLIETTI

Potete partecipare ad entrambe le fiere con lo stesso biglietto di ingresso, acquistabile al seguente link.


Il contributo del gruppo operativo Oltre.bio per una gestione innovativa della cerasicoltura e viticoltura da tavola biologica

DOVE: 

Centro documentale, CIHEAM Bari
Via Ceglie 9, Valenzano (BA)

QUANDO:

23 gennaio 2023 - h. 15.00

Oltre.Bio, il progetto di introduzione delle innovazioni e trasferimento delle conoscenze in agricoltura biologica in Puglia, volge alla conclusione delle sue attività con l’evento finale durante il quale saranno esposti i risultati di tre anni di sperimentazione e saranno forniti ai presente materiali tecnici elaborati nel corso del progetto. L’evento si terrà il 23 gennaio alle ore 15.00 presso il centro Documentale CIHEAM di Bari e sarà possibile seguire la diretta anche via streaming tramite il seguente link


“Being Organic in Eu” promuove il biologico europeo a Marca 2023

Uno stand istituzionale, la promozione del workshop sul ruolo del biologico nella GDO e l’organizzazione di incontri B2B nell’area lounge tra buyer e operatori per creare opportunità di business: il progetto Being Organic colora di green la più importante vetrina dedicata alla marca del distributore.

Bologna, 17 gennaio 2023 – Being Organic in Eu tra i protagonisti di Marca 2023. La principale manifestazione internazionale dedicata al settore MDD, che si terrà il 18 e 19 gennaio a BolognaFiere, diventa agorà di promozione del biologico europeo grazie alla presenza del progetto che ha l’obiettivo di valorizzare un sistema agroalimentare sostenibile in linea con gli obiettivi del Green Deal, delle strategie Farm to Fork, Biodiversità 2030 e del Piano d’Azione europeo per il bio.

Nell’ampio spazio espositivo (Pad. 28, stand B9-C8) si potranno approfondire le iniziative di Being Organic in Eu, che vede una sinergia tra FederBio e Naturland, Associazione internazionale per l’agricoltura biologica fondata in Germania nel 1982, per sensibilizzare a un consumo più etico, salutare e sostenibile comunicando in maniera molta chiara gli effetti positivi di un’alimentazione bio per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Being Organic in Eu promuove il workshop “Il Bio nella Distribuzione Moderna Italiana: scenario evolutivo, performance, ruolo, spazi di mercato” di giovedì 19 gennaio, alle ore 10.30, nella Gallery Hall del padiglione 21/22. Durante l’evento verranno analizzate le potenzialità di sviluppo del biologico nella distribuzione moderna, in un contesto contrassegnato dalle insidie del greenwashing e dalla contrazione economica, individuando nuovi strumenti e piattaforme di collaborazione tra produttori e distributori.

La partecipazione di Being organic in Eu a MARCA prevede, inoltre, la realizzazione della Buyers lounge, uno spazio B2B riservato agli incontri con i buyer per creare nuove opportunità di business. Si tratta di iniziative realizzate nell’ambito della campagna Being Organic in Eu promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione Europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014.

“Manifestazioni di valenza internazionale come Marca rappresentano la vetrina ideale per promuovere il biologico europeo e avviare un’efficace attività di promozione, comunicazione ed educazione alimentare sui valori del bio. La Distribuzione Moderna rappresenta un mezzo fondamentale per lo sviluppo del comparto, ecco perché con il progetto “Being Organic in Eu” abbiamo organizzato una serie di incontri B2B tra operatori e buyer anche con l’obiettivo di trasferire conoscenze sulle specificità dei metodi di produzione biologica nell’Unione, in particolare in termini di sicurezza alimentare, tracciabilità, naturalezza, etichettatura, rispetto dell’ambiente e della sostenibilità. Inoltre, per promuovere il bio con “Being Organic in Eu” abbiamo organizzato le ‘Restaurant weeks’ che proseguiranno dopo Marca, si tratta di appuntamenti di formazione con degustazione dedicati alla ristorazione, durante i quali chef e sommelier spiegheranno nel dettaglio le caratteristiche organolettiche e gustative che caratterizzano i prodotti biologici”, ha dichiarato Paolo Carnemolla Segretario Generale FederBio.

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 Il progetto BEING ORGANIC in EU è una campagna di promozione proposta da FederBio in collaborazione con Naturland cofinanziata dall’Unione Europea ai sensi del regolamento UE n.1144/2014 e prevede un insieme articolato di azioni con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti ortofrutticoli biologici verso i due paesi target: Italia e Germania.  “BEING ORGANIC in EU” mira a contribuire ad un sistema agroalimentare sostenibile a sostegno del “Green Deal Europeo” e delle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” per favorire un sistema alimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico e a mettere in risalto le caratteristiche virtuose dell’agricoltura biologica europea, sia in termini di qualità del prodotto sia di sostenibilità, dalla produzione primaria fino al consumatore. Per queste ragioni le iniziative messe in campo dal progetto sono del tutto in linea con gli obiettivi dell’ “European Green Deal” e le sue strategie e funzionali alla realizzazione dal “Piano d’azione europeo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”.

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Strategie contadine per la Bioagricoltura

DOVE: 

Aula Magna Adalberto Libera, Università degli Studi Roma Tre

QUANDO:

26-27 gennaio 2023 - h.8.30/18.30

Oggi, l’incertezza macro-economica, il degrado ambientale e le pratiche dannose in agricoltura, ci spronano a riflettere sul ruolo che il modello biodinamico offre per risanare i rapporti fra gli uomini, la connessione con la natura, il modo di produrre e di consumare.

Il 26 e 27 gennaio 2023 si terrà un convegno dedicato a questi temi presso l’Università degli Studi Roma Tre (Aula Magna Adalberto Libera) per riflettere, fra agricoltori professionali, studiosi, filosofi, esperti nel sociale, ma anche giovani studenti, sulle opportunità, criticità e raccomandazioni per poter valorizzare al meglio l’agricoltura biodinamica. Scarica il programma per tutti i dettagli.


Aiab E FederBio: “Il Biologico deve rimanere una strategia di interesse nazionale”

A rischio i fondi per la conversione al bio denunciano le due associazioni. Dal Masaf arriva garanzia per il comparto

“All’avvio della nuova programmazione del Piano Strategico Nazionale della PAC si rischia una trappola per il bio: un codicillo temporale potrebbe rendere inaccessibili i finanziamenti per molte nuove imprese che hanno deciso di scommettere sul futuro green dell’agricoltura italiana”.

È quanto dichiarano i Presidenti di FederBio ed Aiab, le due associazioni di rappresentanza del settore biologico, che lo scorso 14 dicembre hanno inviato una lettera al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF), e per conoscenza agli assessori regionali all’agricoltura.

“Abbiamo voluto evidenziare – spiegano i Presidenti – che fissare una scadenza al 31 dicembre per la presentazione delle notifiche biologiche, in un quadro di totale incertezza, sarebbe stato   assolutamente inopportuno e controproducente per il conseguimento degli obiettivi del Piano Strategico per la PAC, nel quale è previsto che, entro il 2027, i terreni coltivati con metodo di produzione bio devono arrivare al 25% della superficie agricola totale nazionale. Infatti, tale imposizione avrebbe limitato fortemente l’accesso di nuove realtà agricole che in questo periodo stanno valutando le informazioni sulla nuova PAC al fine di programmare le proprie scelte future”.

“Il MASAF – aggiungono – a tal riguardo ha attivato una serie di interlocuzioni con gli uffici della Commissione Europea, che auspichiamo diano quanto prima un esito positivo con una proroga dei termini di presentazione delle notifiche biologiche. Le associazioni sono determinate nel continuare a fare pressione fino a quando non sarà trovata una soluzione. La crisi economica dovuta al caro energia e la lotta contro il cambiamento climatico richiedono scelte politiche coraggiose che tengano conto dell’importanza della riconversione green nell’ottica di semplificazione degli iter burocratici e come è stato più volte ribadito da AIAB e FederBio il biologico è uno strumento importantissimo per l’uscita dalle crisi del comparto agricolo. Sarebbe stato assurdo che un cavillo burocratico fermasse la crescita dell’agricoltura biologica nazionale”.

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Nuovi talenti per il settore agroindustria

Il fiore all’occhiello quest’anno all’Its Tech&Food di Parma, un’eccellenza nella formazione terziaria di tecnici per il settore agroindustria, è il nuovo corso in «Food Sustainability» che accoglie 25 studenti (la sede del corso è Bologna).

Il percorso, ci racconta la direttrice dell’Its Tech&Food, Francesca Caiulo, in linea con gli obiettivi e le sfide di Pnrr, Agenda 2030 e Green Deal europeo, si concentra sulla sfida di riprogettare i sistemi alimentari per renderli più equi, più sani e più sostenibili. Il percorso ha l’ambizione di preparare esperti che possano, grazie a specifiche competenze, accompagnare le imprese della filiera agroalimentare ad attuare la transizione ecologica. L’impegno è di 2mila ore nel biennio, di cui 1.200 in formazione d’aula e le restanti 800 on the job. Collaborano con noi eccellenze nazionali e internazionali, come Fondazione Golinelli, il Future Food Institute, Federbio Servizi, solo per citarne alcuni».

Quest’anno l’Its Tech&Food ha fatto partire altri quattro corsi, oltre a quello sulla sostenibilità, (Food Tech, Food Marketing, Food Development), e ospita circa 150 studenti. La docenza proveniente dal mondo del lavoro supera il 60%. Il tasso di occupazione dei neo diplomati è al 92%.

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FONTE


TESTATA: Il Sole 24 Ore
AUTORE: Claudio Tucci
DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 dicembre 2022



Il biologico può essere una soluzione alle crisi attuali

L’agricoltura biologica può essere una delle soluzioni alle crisi attuali. Intervista a Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio

Si è tenuta sabato 4 dicembre a Bologna la Festa del Bio, tra dibattiti, show cooking e assaggi. L’appuntamento – organizzato da FederBio – è stata l’occasione per tracciare un bilancio sulla situazione del settore biologico in Italia e in Europa. Con uno sguardo verso le crisi dell’attualità – alimentare, climatica, energetica ed economica – e uno verso il futuro.

«A chi dice che il bio è un lusso che in questo momento non ci possiamo permettere dobbiamo rispondere che in realtà è una soluzione». Così Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, descrivendo il biologico come possibile soluzione alle crisi attuali.

L’Unione europea si è posta l’obiettivo di portare l’agricoltura biologica al 25% della superficie agricola utilizzata da qui al 2050. In Italia siamo già al 17% contro una media europea del 9%. Siamo davvero così avanti rispetto agli altri Paesi?

Sicuramente quello del biologico è un settore in cui siamo leader a livello europeo. Non solo abbiamo una superficie destinata al bio quasi doppia rispetto alla media europea, ma abbiamo anche il numero di operatori più alto. Siamo leader anche su alcune innovazioni come le mense bio e i distretti biologici, per i quali, tra l’altro, l’Europa ha preso come riferimento proprio l’esperienza del nostro Paese. Non c’è dubbio che il biologico sia un punto di forza del nostro sistema agricolo e alimentare.

Il settore ha resistito bene durante la pandemia?

Nella pandemia ha retto bene, anzi, c’è stato uno sviluppo notevole nei consumi di prodotti bio. Abbiamo tutta una serie di dati ancora positivi, ad esempio per quanto riguarda l’export e la crescita del bio nell’Horeca (hotel, ristorazione, esercenti, eccetera, ndr). Ora però c’è un momento di stasi nel mercato interno dovuto alla crisi economica. I cittadini vorrebbero scegliere il biologico, lo dimostra il fatto che aumentano le vendite nei discount. Però c’è un problema di capacità di spesa. Che non deve spingere a fermarsi, ma piuttosto a rilanciare e fare aumentare i consumi di biologico perché servono dal punto di vista ambientale, della salute, della biodiversità. Ma anche dal punto di vista economico. Perché gli agricoltori bio hanno una possibilità maggiore di valorizzare il proprio prodotto anche da questo punto di vista.

Nel suo intervento ha detto: «A chi dice che il bio è un lusso che in questo momento non ci possiamo permettere dobbiamo rispondere che in realtà è una soluzione». Perché?

Perché il modello di agricoltura intensiva è una delle cause dei cambiamenti climatici e si basa su sistemi che utilizzano molta energia, oltre a prodotti derivati dal petrolio (come concimi e antiparassitari). È un modello che si basa sul produrre sempre di più non per garantire un diritto al cibo a tutte le persone, ma per abbassare il prezzo all’agricoltore. E al tempo stesso per aumentare i consumi vendendo tanti prodotti a basso costo che poi finiscono nei rifiuti. È un sistema agricolo e alimentare sbagliato che crea spreco, inquinamento e che non ha risolto il problema della fame. Anzi. Tutti dicono che dobbiamo aumentare la produzione, ma produciamo cibo per 12 miliardi di persone, quando al mondo siamo 8 miliardi. E nonostante questo 900 milioni di persone soffrono la fame.

Cosa propone?

Innanzi tutto, bisogna cambiare il modello di produzione. Serve un nuovo modello orientato all’agroecologia. A lavorare in armonia con la natura usando ricerca, conoscenza, innovazione ma per rispettarne le regole, non per dominarla. Al tempo stesso bisogna cambiare anche il modello dei consumi, tornando a insegnare alle persone a comprare prodotti di stagione – che sono più salutari, e richiedono meno energia per essere prodotti – e a consumare il prodotto fresco e vicino al luogo di produzione. Così si evita un dispendio energetico inutile. I prodotti tradizionali dei Paesi che sono sempre stati motivo di commercio internazionale, lo saranno sempre. Ma frutta, verdura, latte, pane, vanno comprati vicino al luogo di produzione. Non possiamo permetterci di far girare il mondo alle pere o alle mele. Quindi: stagionalità, comprare prodotti freschi vicino al luogo di produzione, evitare lo spreco alimentare e ridurre il consumo di carne. Questi principi fondamentali garantiscono un modo diverso di produrre e di consumare che alla fine costerà se non uguale, addirittura meno di quello attuale. È inutile comprare tanto cibo per poi buttarne una parte. Compriamone meno ma di miglior qualità.

Siamo leader a livello europeo nella produzione biologica, ma siamo in coda nei consumi. Come mai?

Sicuramente c’è un problema di informazione e di comunicazione nei confronti dei cittadini. Nel nostro Paese c’è una cultura alimentare della qualità del cibo molto diffusa. Però bisogna spiegare che la qualità, il sapore e quello che è il legame con il territorio di un prodotto, uniti alla produzione bio, hanno un valore ancora più alto. Sia per le persone dal punto di vista nutrizionale, che per il territorio. Se tu vuoi valorizzare un prodotto locale, devi partire da un metodo produttivo che rispetta il territorio, che non inquina, che mantiene la biodiversità e che preserva il paesaggio. Il lavoro da fare è proprio quello di comunicare ai cittadini i valori del biologico e questo può essere uno strumento fondamentale anche per aumentarne i consumi. […]

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FONTE


TESTATA: Valori
AUTORE: Alessandro Longo
DATA DI PUBBLICAZIONE: 12 dicembre 2022



Humus! Per la Terra

DOVE: 

Cineteca di Bologna & Auditorium DAMS lab (Bologna)

QUANDO:

17 dicembre 2022 - EVENTO h. 9.00/FORUM h. 11.00

Sabato 17 novembre a Bologna si terrà una giornata sulle Agroecologie partecipate per la cura del pianeta e la produzione di cibo dal titolo “Humus! Per la Terra”.  L’evento si dividerà in due momenti:

  • La terra è viva e si riconosce alla vista, al tatto, all’odorato e al gusto! dalle 9.00 alle 13.00 presso il Mercato Ritrovato nella Cineteca di Bologna. I cittadini potranno riconoscere ed assaggiare 5 terre di diverse aziende agricole bio del Distretto Biologico dell’Appennino Bolognese. Con la partecipazione di Patrizio Roversi.
  • Forum ed Assemblea Plenaria dalle 11.00 alle 17.00 presso l’Auditorium DAMSLab, in Piazzetta P.P.Pasolini

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