Slow Wine Fair sarà buono, pulito, giusto e sostenibile
federbiohomeMammucciniSlow Wine Fairvino biologicoPresentata la prossima edizione della rassegna, che si terrà a Bologna dal 26 al 28 febbraio prossimi. Tra i temi della fiera: la crisi climatica, il biologico e la questione delle denominazioni fra aggiornamento e tradizioni
Buono, pulito e giusto. Ma anche appassionato, responsabile nei confronti dell’ambiente e sostenibile a livello sociale. Così è il vino che piace a Slow Food e che per la seconda volta si metterà in mostra a Bologna da domenica 26 a martedì 28 febbraio 2023 per una nuova edizione di Slow Wine Fair, l’evento internazionale organizzato da BolognaFiere e Sana (il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale) con la direzione artistica di Slow Food per affermare che il nettare di Bacco non è soltanto prodotto da vendere, ma economia relazionale e simbolo della transizione ecologica.
Tre i temi cardine che animeranno la fiera di febbraio, dopo aver registrato l’anno scorso la presenza di 542 cantine (la metà delle quali certificate biologiche o biodinamiche) provenienti da 20 Paesi del mondo e di oltre 6mila appassionati, buyer e professionisti: la crisi climatica, il biologico e la questione delle denominazioni. «Puntiamo a raggiungere le mille cantine presenti e a diventare la fiera del vino biologico più importante del mondo, ampliando la partecipazione dei produttori esteri» dice Domenico Lunghi, direttore Manifestazioni Dirette di BolognaFiere. «Abbiamo esteso la possibilità di partecipare agli Spirits e agli amari, mentre un nuovo settore sarà dedicato ai produttori di soluzioni tecnologiche innovative connesse alla filiera del vino sostenibile».
In Italia, la viticoltura bio è aumentata in maniera significativa e incide per il 19% sulla superfice complessiva di vigneto, la percentuale più alta nel mondo, che supera la quota complessiva di superficie bio nazionale del 17,4%. «Secondo uno studio effettuato da Nomisma, Osservatorio SANA e Wine monitor le prospettive di sviluppo del vino bio Made in Italy sono molto interessanti – osserva Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio -. In questo momento di criticità ritengo importante sottolineare anche l’aspetto sociale e ambientale legato allo sviluppo del vino bio. Sul piano sociale si determina una concreta opportunità di crescita per le piccole e medie aziende viticole italiane orientate al territorio e alla produzione bio. A livello ambientale, la gestione del suolo del vigneto bio contribuisce a contrastare il cambiamento climatico. Inoltre, dati scientifici attestano che con una cura sostenibile del suolo e del microbiota migliora notevolmente la qualità del vino».
È questo un aspetto che offre anche uno spunto di riflessione sulla spinosa questione delle denominazioni, con i disciplinari che faticano ad aggiornarsi ai mutamenti, con il rischio di diventare un boomerang per chi punta con rigore alla qualità. […]
FONTE
TESTATA: la Repubblica
AUTORE: Roberto Fiori
DATA DI PUBBLICAZIONE: 5 novembre 2022
Nuovi OGM: ultimi giorni per sottoscrivere la petizione europea contro la deregolamentazione
CambiamoAgricolturafederbiohomeNoOGMRaccolte già 400 mila firme, è possibile firmare fino al 19 novembre
Roma, 17 novembre – Il Coordinamento Italia libera da OGM – C.I.L.O. – composto da associazioni contadine, ambientaliste e della società civile –annuncia la chiusura della campagna #ItaliaLiberadaOGM per promuovere la petizione europea #IchooseGmofree il 20 novembre ore 10:00. La campagna ha mobilitato cittadini della UE con l’obiettivo di prevenire la deregolamentazione dei nuovi OGM. In poco più di sei mesi sono state raccolte oltre 400.000 firme, un chiaro segnale della comune volontà dei cittadini italiani ed europei di mantenere anche per i nuovi OGM l’attuale regolamentazione prevista dalla Direttiva europea 2001/18 e la totale trasparenza in etichetta. Sarà ancora possibile fino al 19 novembre firmare la petizione on line sulle seguenti pagine web:
https://aiab.it/ogm-petizione-europea-contro-la-deregulation/
https://www.assorurale.it/2022/09/16/firma-la-petizione-europea-per-dire-no-ai-nuovi-ogm/
https://www.croceviaterra.it/petizione-no-ogm/
Perché una petizione europea
L’iniziativa è nata da un’ampia coalizione europea ed in Italia vede coinvolto il Coordinamento Italia Libera da OGM, che in questi anni ha ripetutamente denunciato e fermato i tentativi di deregolamentare l’iter legale per la coltivazione dei nuovi OGM a scapito del principio di precauzione e dei diritti dei consumatori e dei produttori. Questa pressione per una liberalizzazione viene dalle organizzazioni dell’agroindustria e delle imprese sementiere, nel tentativo di forzare le regole europee per aggirare i requisiti giuridici che regolano il rilascio dei nuovi OGM in campo, la loro tracciabilità lungo le filiere e la loro etichettatura. L’Italia, da oltre 20 anni, ha fatto la scelta di restare un paese libero da coltivazioni OGM, e questo è uno dei fattori distintivi del Made in Italy agroalimentare. Questa decisione, grazie anche ad una legislazione sempre più stringente, rappresenta una chiave della forza commerciale e della garanzia di qualità del nostro cibo sul mercato. La deregolamentazione dei nuovi OGM metterebbe invece a rischio l’intero comparto con conseguenze irreversibili. Per questo, la richiesta delle organizzazioni è che la sperimentazione resti nei laboratori accreditati e il rilascio rimanga sottoposto alle attuali condizioni della Direttiva UE del 2001, che obbliga a valutare accuratamente il rischio, tracciare ed etichettare gli organismi geneticamente modificati.
I nuovi OGM sono sempre OGM
Che anche le nuove biotecnologie di editing del genoma, affermatesi negli ultimi dieci anni, producano a tutti gli effetti degli OGM, è sancito da una sentenza della Corte di Giustizia Europea del 25 luglio 2018. Questa sentenza oggi rischia di essere messa in discussione e aggirata riscrivendo le norme che regolano il settore ed esentando le nuove biotecnologie dal perimetro della legge europea. Ciò aumenterebbe i rischi di contaminazione irreversibile delle colture convenzionali e biologiche da parte dei nuovi OGM, con la conseguenza di compromettere tutti i vantaggi derivanti dall’aver perseguito una politica che ha tenuto il nostro paese libero da OGM.
La promessa dei difensori delle nuove biotecnologie è che i nuovi OGM permetteranno una maggior resilienza delle colture al cambiamento climatico e consentiranno una riduzione dell’uso della chimica in agricoltura. Le organizzazioni del Coordinamento Italia Libera da OGM sostengono invece che l’editing del genoma non è la risposta alla crisi climatica nè a quella relativa all’accesso non ovunque garantito ad una alimentazione completa e sana: si tratta di problematiche collocate in un quadro di inadeguatezza dei sistemi alimentari, ampiamente riconosciuto dalla comunità scientifica e dalle agenzie internazionali, la cui soluzione non contempla scorciatoie tecnologiche ma una mutazione di approccio in chiave di sostenibilità dei sistemi globali del cibo, dalla produzione alla distribuzione e consumo. Nell’attuale sistema di regole, l’immissione sul mercato di prodotti ingegnerizzati, oltre a provocare impatti ecologici e sulla sicurezza alimentare ancora in gran parte ignoti e inesplorati, è destinata a concorrere ad una estensione di diritti di proprietà intellettuale su varietà vegetali ancora accessibili agli agricoltori, accentuando ancora di più gli squilibri già presenti nei sistemi agroalimentari. Solo l’agricoltura biologica, l’agroecologia, le scelte responsabili di produttori e consumatori potranno assicurare la tutela della biodiversità, la riduzione effettiva di pesticidi ed erbicidi, la produzione di cibo sano in un ambiente sano.
“Con questa petizione – spiegano le associazioni – chiediamo dunque al nostro governo, alla Presidente del Consiglio e ai ministri dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e della Salute di opporsi al tentativo di smantellare la normativa basata sul principio di precauzione per favorire i colossi dell’agribusiness. L’Italia deve restare un paese libero da OGM e i consumatori devono poter contare su una reale libertà di scelta e su un’informazione ed etichettatura trasparente. Evitiamo che per il guadagno di pochi si metta a rischio il futuro economico ed ecologico dell’agricoltura”.

CambiamoAgricoltura è una coalizione nata nel 2017 per chiedere una riforma della PAC che tuteli tutti gli agricoltori, I cittadini e l’ambiente. Aderiscono alla Coalizione oltre 90 sigle della società civile ed è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, consumerista e del biologico italiane che aderiscono ad organizzazioni europee (Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). È inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo.
Agroecologia Circolare
agroecologiatransizione agroecologicaDOVE:
Roma - Palazzo Falletti
QUANDO:
22 novembre 2022 - h. 10.00
Per una transizione ambientale, energetica e sociale del modello agricolo
Il 22 novembre 2022 presso Palazzo Falletti in via Panisperna 207 (Roma) si terrà la IV edizione del Forum “Agroecologia Circolare”. Si affronteranno i temi legati ad un cibo sano e giusto e alle agroenergie per contrastare la crisi climatica.
Scarica il programma per tutti i dettagli.
Agricoltura Sostantivo Femminile
federbioMammucciniDOVE:
Terni - Centro arti opificio Siri (CAOS)
QUANDO:
17 novembre 2022 - h. 9.30
L’agricoltura di qualità, l’artigianato artistico, il terziario avanzato e il turismo slow rappresentano le nuove frontiere di un rilancio delle aree interne del nostro Paese, un patrimonio inestimabile di natura, storia, sapere che rappresenta uno degli asset principali dello sviluppo sostenibile.
Questa ‘nuova alleanza’ tra tradizione, innovazione e territori è oggi fortemente legata al protagonismo delle donne, particolarmente in campo agricolo. Contadine, imprenditrici, sindacaliste, braccianti, donne delle istituzioni e delle associazioni: un patrimonio di esperienze che possono costruire una nuova proposta economica e politica, a partire dal superamento delle condizioni di arretratezza e violenza ancora presenti nelle attività agricole in alcune aree del Paese.
A discutere di questi temi, a pochi giorni dalla Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, ci sarà Maria Grazia Mammuccini presidente FederBio insieme ai rappresentanti delle maggiori associazioni agricole, ambientali e sociali (Coldiretti, Cia, Cgil, Slow Food).
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Il Biologico alla maratona di New York
homeFederBio si congratula con Roberto Setti che ha corso la maratona di New York e ha colto l’occasione per promuovere il cibo biologico. Bravo Roberto!
“Un’esperienza straordinaria, una festa magnifica: 42 chilometri (26 miglia) circondati da due ali di newyorkesi che non smettono mai di tifare, chiamarti per nome, applaudire, fare chiasso, musica, campanacci e chi più ne ha più ne metta. via. Fantastico!” ha commentato Roberto Setti.

Vini bio: aumenta la richiesta, Italia al top
federbiohomeMammuccinivino biologicoviticoltura biologicaA colloquio con la presidente della Federazione Agricoltura Biologica e Biodinamica: “C’è voglia di cibo bio ma l’inflazione frena le famiglie. Vola l’export. Il caro-energia comincia a rendere difficoltosa la produzione anche per noi”
Le indicazioni di mercato danno il consumo di vini bio in piena espansione, e i produttori italiani sono avvantaggiati per ragioni climatiche: infatti l’Italia è in vetta alla classifica. Il vino biologico piace sempre di più e ad affermarlo sono praticamente tutte le statistiche di settore, fotografando un consumo ogni giorno più importante ma che, per adesso e in termini assoluti, ha un peso marginale. Comunque la strada è imboccata in tutto il mondo e in un mix di opportunismo, scetticismo e autentico credo, molti produttori hanno abbracciato la causa dell’agricoltura bio.
Vini Bio in aumento
Secondo i dati Faostat raccolti da FederBio, nel 2016 gli ettari vitati a biologico (compresi quelli in via di conversione) che si contavano sul pianeta erano più o meno 380mila: il 5,3% del totale (7,1 milioni) e in costante aumento. Di questi, ben 328mila, cioè oltre l’86%, erano distribuiti in Europa e l’Italia da sola rappresentava il 32% del dato europeo e quasi il 28% mondiale.
Il Primato
Il Bel Paese non ha solo il primato in termini assoluti, aspetto quasi scontato considerando l’enorme quantità di filari che uniscono le Alpi Aurine all’isola di Lampedusa, ma ha anche quello un po’ più significativo del rapporto sul totale. Qui l’Italia comanda con il 12% davanti a una sorprendente Austria con l’11,2%, alla Spagna con il 10,2% e, medaglia di legno dell’ipotetico podio, la Francia che si ferma al 9%. Non è un caso se quest’anno rispetto al 2021 l’aumento dell’export del vino biologico verso Austria e Germania registra un +22 per cento. […]
FONTE
TESTATA: è NordEst
AUTORE: Lorenzo Baldoni
DATA DI PUBBLICAZIONE: 6 novembre 2022
Vivere. Bene. Oggi: inaugurate Fiera d’Autunno e Biolife 2022.
agricoltura biologicafederbiohomeNuove sinergie per promuovere il biologico: avvio della collaborazione Fiera Bolzano, BolognaFiere e FederBio.
Si è tenuta stamattina, sul Biolife Stage, la cerimonia di inaugurazione dell’accoppiata fieristica più amata dal grande pubblico. La nuova Fiera d’Autunno e Biolife aprono oggi i battenti e sono pronte ad accogliere i loro affezionati visitatori con un assetto rivisitato: nuovi temi, nuove iniziative e nuovi settori. Tutto all’insegna del benessere e del consumo consapevole a 360°. Da giovedì 3 a domenica 6 novembre a Fiera Bolzano, con entrata gratuita oggi e venerdì 4 novembre.
Nuove sinergie per promuovere il biologico
Durante la cerimonia, che ha ospitato sul palco tra gli altri speaker anche Domenico Lunghi, coordinatore delle manifestazioni dirette di BolognaFiere e Paolo Carnemolla, Segretario Generale di FederBio, è stato annunciato l’avvio di una collaborazione sinergica tra Fiera Bolzano, BolognaFiere e FederBio – Federazione nazionale delle organizzazioni del settore biologico e biodinamico nazionale che opera anche in ambito internazionale per promuovere il biologico italiano nel mondo. Questa nuova partnership fonda le sue basi su una mission condivisa tra le parti, ovvero la voglia di rafforzare i concetti di biologico e sostenibilità anche nell’ambito delle proprie manifestazioni e attività.
“L’accordo fra le due manifestazioni fieristiche dedicate all’agricoltura e ai prodotti biologici è il risultato anche dell’impegno di FederBio per costruire una forte piattaforma nazionale per la comunicazione, la promozione e l’internazionalizzazione del biologico italiano, mettendo in valore la propria rete di organizzazioni socie come Bioland Sud Tirolo, che ha un forte radicamento locale ma è anche un ponte con la Germania, il mercato più importante anche per il biologico Made in Italy” ha dichiarato Paolo Carnemolla, Segretario Generale FederBio.
“Quando ancora nessuno ne parlava, 35 anni fa, BolognaFiere creava SANA, il Salone del biologico e del naturale – dice Domenico Lunghi, coordinatore delle manifestazioni dirette di BolognaFiere – un appuntamento diventato fondamentale e imprescindibile per chiunque si occupi di questo settore. In questi anni il biologico è cresciuto anche grazie al nostro supporto, e la sostenibilità e l’ambiente sono diventati temi importanti sui quali tutti abbiamo il dovere di misurarci. BolognaFiere ha consolidato partnership storiche, come quella con Federbio, e ne ha accese di nuove: in particolare siamo lieti di aver sottoscritto un’intesa con Fiera Bolzano per dar vita a una inedita collaborazione con progetti sinergici che nei prossimi mesi proporremo insieme a operatori, buyer e visitatori”.
“Siamo felici che grazie a questo progetto strategico possiamo potenziare il nostro impegno per lo sviluppo e la promozione del mondo del biologico. L’obiettivo comune e condiviso sarà quello di creare nuove sinergie coinvolgendo istituzioni, mondo del business e consumatori finali per dare un valore aggiunto a tutta la filiera del biologico”, afferma Thomas Mur, Direttore di Fiera Bolzano.
La collaborazione avrà dunque come obiettivo l’informazione ai cittadini e la promozione dei valori e dei benefici dell’agricoltura e dei prodotti biologici – ancora più necessari ora che l’UE e l’Italia hanno deciso di raggiungere l’obiettivo del 25% di superficie coltivata a biologico – attraverso una rete di eventi e manifestazioni dedicate, nonché con la creazione di una piattaforma unica nazionale a supporto delle imprese del settore e per l’internazionalizzazione delle stesse.
Informazioni e biglietti: www.fieramesse.com/fiera-dautunno e www.biolife.it
Arriva Blowdevice®il dispositivo che migliora la conservazione dei prodotti ortofrutticoli
OltreBioPugliaBioL’Università della Basilicata realizza un nuovo protocollo di conservazione di uva e ciliegie biologiche per rispondere alle esigenze dei produttori e dei consumatori
2 novembre 2022. Si basa sul dispositivo Blowdevice® il nuovo protocollo di conservazione realizzato dall’Università della Basilicata. Obiettivo: prolungare la shelf-life dei prodotti ortofrutticoli. Questa è una delle tante novità messe a punto da “Oltre.bio: gestione innovativa della cerasicoltura e viticoltura da tavola”. Finanziato dal PSR Puglia 2014-2020, il progetto si pone l’obiettivo di analizzare e sperimentare quali siano a oggi le migliori pratiche di gestione in biologico per due delle colture più importanti del territorio pugliese: uva da tavola e ciliegio. Uno dei problemi principali legati al trasferimento industriale di questa innovazione era rappresentato dalla possibilità di applicare online, sulle linee di confezionamento, il dispositivo Blowdevice®. Nell’ambito del progetto Oltre.bio è stato sviluppato il prototipo di macchina e installato presso l’azienda Romanazzi.
Blowdevice® viene applicato sulle confezioni durante la fase preparazione del prodotto per il mercato. Tecnicamente il dispositivo consente la gestione dell’atmosfera modificata nell’interno della confezione e ottimizza il metabolismo del prodotto prolungandone, così, la freschezza e migliorando le prospettive commerciali. Ancora una volta la Puglia supporta l’agricoltura biologica puntando, con questo dispositivo, a ottimizzare la gestione del post-raccolta offrendo alle imprese pugliesi uno strumento valido per portare il made in Puglia su mercati attualmente non coperti.
Il prototipo di macchina applicatrice on-line di Blowdevice® sarà presentato il 4 novembre alle ore 16,00 presso l’azienda Romanazzi. In quest’occasione verranno illustrati i passi che hanno portato alla sua realizzazione, il funzionamento e i risultati raggiunti sia in termini di dati che di qualità del prodotto. I partecipanti, inoltre, potranno degustare i frutti conservati grazie all’utilizzo del dispositivo e prendere coscienza di quanto illustrato. Questa giornata dimostrativa, unita alle altre attività finora svolte all’interno del progetto Oltre.bio, dimostra chiaramente quanto sia necessario creare una stretta collaborazione tra mondo agricolo e istituzioni al fine di sviluppare tecnologie che siano sostenibili in termini ambientali ed economici e che rispondano alla reale necessità dei consumatori che sempre più chiedono al mercato prodotti biologici di qualità.
Parteciperanno all’incontro: Luigi Tarricone, CREA-Centro ricerca Viticoltura ed Enologia, Turi (BA), Annamaria Mincuzzi e Antonio Ippolito dell’Università degli Studi di Bari -DiSSPA, Giovanni Carlo Di Renzo – Università degli Studi della Basilicata -SAFE, Vitantonio Romanazzi, dell’azienda Romanazzi e Oronzo Milillo, Presidente ODAF Bari. L’appuntamento ha il patrocinio dell’Associazione Regionale Pugliese dei Tecnici e Ricercatori in Agricoltura e dall’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Bari.
Oltre.bio è un progetto che prende forma dall’opportunità fornita dalla sottomisura 16.2 del PSR Puglia “Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie”. Partecipano attivamente al progetto: TENUTE D’ONGHIA S.A.S., FEDERBIO – FEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI BIOLOGICI E BIODINAMICI, ROMANAZZI VITANTONIO, OP ORTOFRUTTICOLA JONICA SOC. CONS. A R.L., AGRIMECA GRAPE and FRUIT CONSULTING SRL, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELLA BASILICATA, GRUPPO TARULLI SOC. CONS. A R.L., UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO, CIHEAM ‐ BARI, AGROLAB S.c.a.r.l., CREA– CENTRO DI RICERCA VITICOLTURA ED ENOLOGIA CREA- CENTRO DI RICERCA AGRICOLTURA AMBIENTE Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente.
Gestione innovativa del post raccolta per l'uva da tavola biologica pugliese
OltreBioDOVE:
Auditorium Stella Maris - Piazzale KennedyCastellaneta Marina (TA)
QUANDO:
4 novembre 2022 - h. 16.00
GESTIONE INNOVATIVA DEL POST RACCOLTA PER L’UVA DA TAVOLA BIOLOGICA PUGLIESE
Le nuove frontiere della shelf life: i trattamenti in preraccolta, il confezionamento in atmosfera modificata e Blowdevice®.
Scarica il programma per tutti i dettagli.
#Cambiamoagricoltura: auguri di buon lavoro al nuovo governo per una vera transizione ecologica
CambiamoAgricolturagreen dealhomeLa Coalizione #CambiamoAgricoltura augura buon lavoro al nuovo Governo e al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, ed auspica che al cambio di denominazione del ministero di Via XX Settembre corrisponda un’adesione convinta ai principi dell’agroecologia, in coerenza con il Green Deal dell’Unione europea.
A seguito dell’insediamento e del primo Consiglio dei Ministri le Associazioni, riunite nella Coalizione CambiamoAgricoltura, augurano buon lavoro al nuovo Governo e al neo ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, ribadendo al contempo le richieste presentate a tutte le forze politiche prima delle elezioni e descritte nei 10 Punti dell’Agenda per una vera transizione ecologica dell’agricoltura.
“Un Governo che vuole restare fedelmente ancorato all’Unione europea non può ignorare gli obiettivi del Green deal, a partire dalle Strategie Ue Farm to Fork e Biodiversità 2030. Per questo è indispensabile che il concetto di Sovranità Alimentare, diventato parte del nome del Ministero (su esempio francese), si rifaccia al significato autentico del termine, così come pensato dai movimenti contadini che lo hanno coniato.”
Le Associazioni ribadiscono, infatti, che la nuova denominazione adottata dal ministero è un termine nato 25 anni fa in contrapposizione ad un modello agroalimentare globalizzato, dominato da potenti attori economici e guidato da un approccio liberista. Rispetto a tale modello il concetto di Sovranità Alimentare intendeva, dunque, riportare il controllo delle pratiche attorno al cibo nelle mani delle comunità locali e mettere al primo posto i diritti delle persone e dell’ambiente. Una visione quanto mai attuale, che fa riferimento a sistemi alimentari localizzati, legati in forme sostenibili ai territori e alle loro risorse, e a un sistema democratico di partecipazione pubblica nella definizione delle politiche del cibo. Una visione intimamente legata a quella di agroecologia.
Le Associazioni chiedono al Ministro un incontro per illustrare la loro visione del futuro dell’agricoltura Italiana al fine di lavorare insieme nella stessa direzione, a partire dall’implementazione del Piano Strategico della PAC post 2022 in corso di approvazione e della Legge sull’Agricoltura Biologica approvata nella scorsa legislatura.
Un altro impegno prioritario per il nuovo Ministro, sarà l’approvazione del nuovo Piano di Azione nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, ormai scaduto dal febbraio 2019 e non portato a termine dai suoi due predecessori. Questo strumento dovrà adeguarsi ai contenuti e agli obiettivi del nuovo Regolamento in discussione in Europa, per cui si auspica che l’Italia nel Consiglio Europeo ne sia un sostenitore e non uno dei Paesi membri che ne ostacoleranno l’iter.
Le prime dichiarazioni del neo Ministro Lollobrigida sembrano purtroppo non andare nella direzione sperata dalla Coalizione #CambiamoAgricoltura, che ribadisce l’importanza di un’agricoltura che tuteli il clima, sia in equilibrio con la Natura, garantendone gli spazi vitali, e continui a garantire fondamentali servizi ecosistemici (come impollinazione, fertilità del suolo, tutela della risorsa idrica).
“Da parte del Ministro Lollobrigida e del suo Staff – concludono le Associazioni – auspichiamo una reale volontà di ascolto e confronto, al fine di condividere i necessari traguardi di sostenibilità delle pratiche agricole e di qualità delle produzioni alimentari. Solo in tal modo la competitività delle produzioni agroalimentari del nostro Paese potrà poggiare su un incremento della sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle aziende agricole e su benefici per i consumatori”.

CambiamoAgricoltura è una coalizione nata nel 2017 per chiedere una riforma della PAC che tuteli tutti gli agricoltori, I cittadini e l’ambiente. Aderiscono alla Coalizione oltre 90 sigle della società civile ed è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, consumerista e del biologico italiane che aderiscono ad organizzazioni europee (Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). È inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo.









