La coltivazione della barbabietola 100% italiana: opportunità e prospettive nell'ambito agroeconomico
DOVE:
Sala Giovanni Bersani - COPROBVia Mora 56 - Minerbio (BO)
QUANDO:
15 dicembre 2022 - h. 17.30
Si terrà giovedì 15 dicembre presso la Sala Giovanni Bersani, in via Mora 56 a Minerbio (BO) il convegno dal titolo “la coltivazione della barbabietola bio 100% italiana: opportunità e prospettive nell’ambito agroeconomico”. Al centro dell’incontro, organizzato da Coprob e FederBio Servizi, il bilancio della campagna 2022 e le prospettive per il 2023.
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Innovation Week: il contributo del biologico pugliese alle nuove sfide
DOVE:
Centro Documentale, Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, Ciheam Bari
QUANDO:
13 dicembre 2022 - h. 09.00
Pesticidi: urgente e necessario ridurre il loro uso
CambiamoAgricolturafederbiohomeSotto attacco i Regolamenti della Commissione europea per la transizione ecologica dell’agricoltura e il ripristino della natura. Appello di 16 Associazioni ambientaliste, dei consumatori e del biologico italiane ai tre Ministri competenti, MASAF, MASE e Sanità per sollecitare il sostegno del Governo alla proposta di Regolamento UE per la riduzione dei pesticidi presentata dalla Commissione UE
Roma, 6 dicembre 2022 – I piani dell’UE per dimezzare l’uso e il rischio dei pesticidi e proteggere gli ambienti più sensibili potrebbero essere messi a rischio dai Ministri europei dell’Agricoltura il prossimo fine settimana. Sabato 10 dicembre si terrà, infatti, una riunione del Consiglio Europeo dell’Agricoltura e della Pesca nel cui ordine del giorno vi è la discussione sulla proposta di un nuovo Regolamento per l’utilizzo dei fitofarmaci (SUR) presentata lo scorso 22 giugno dalla Commissione europea che contiene al suo interno obiettivi di riduzione dell’uso dei pesticidi legalmente vincolanti per gli Stati membri. Dopo quasi due decenni di tentativi falliti di ridurre l’uso di sostanze chimiche di sintesi in agricoltura e dopo i recenti successi delle iniziative dei cittadini europei, con la validazione di 1,1 milioni di firme raccolte, questa sarebbe la prima proposta concreta che potrebbe far virare l’agricoltura europea verso una reale maggiore sostenibilità con ricadute positive sulla salute dei cittadini e la tutela della natura.
Esiste però, il rischio concreto che i Ministri dell’Agricoltura possano rimandare al mittente questa proposta, accogliendo le richieste delle Associazioni agricole e dell’industria dell’agrochimica. Sabato prossimo, i rappresentanti ministeriali a Bruxelles voteranno infatti una risoluzione per chiedere alla Commissione un’ulteriore “valutazione d’impatto” sul regolamento. Questo causerebbe un ritardo delle prossime fasi di discussione della proposta (che dopo il Consiglio dovrà essere discussa anche dal Parlamento Europeo), con il rischio che il Regolamento comunitario non venga adottato prima delle prossime elezioni europee. Un rinvio strumentale per affossare la riforma della Direttiva UE pesticidi, come riferito da alcune fonti anonime all’Interno della stessa Commissione. Inoltre, la Commissione si è già resa disponibile a ridurre i divieti attualmente presenti per proteggere le categorie sensibili, come i bambini, e le aree naturali protette, per accontentare le richieste di alcuni Stati membri. I verbali secretati di una riunione dei Ministri dell’agricoltura di novembre, ottenuti dall’associazione ambientalista Austriaca Global 2000, mostrano che 17 ministri su 26 sarebbero a favore della valutazione d’impatto aggiuntiva, tra cui Austria, Bulgaria, Estonia-Estland, Finlandia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lituania, Lussemburgo, Lettonia, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Slovenia, mentre Germania, Francia, Spagna, Croazia, Cipro, Belgio e Svezia si oppongono.
Oggi, In una conferenza stampa a Bruxelles, scienziati, associazioni ambientaliste, movimenti per l’agricoltura biologica e contadine insieme ai promotori dell’ iniziativa dei cittadini europei “Save Bees and Farmers” hanno invitato i Governi dell’UE a negoziare rapidamente e in modo costruttivo la proposta legislativa senza richiedere un’ulteriore valutazione d’impatto. 16 associazioni Italiane (Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, Greenpeace, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu-BirdLife, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia, Terra! e WWF Italia), hanno inviato questa mattina una lettera ai Ministri Italiani dell’Agricoltura, dell’Ambiente e della Salute, competenti in materia di pesticidi, per chiedere che l’Italia cambi la sua posizione e non appoggi la richiesta di valutazione di impatto ma sostenga la proposta della Commissione Europea. Il nostro Paese sta già dimostrando di poter essere un esempio virtuoso in Europa nella riduzione dell’uso dei pesticidi grazie alle sempre più numerose aziende che scelgono l’agricoltura biologica (il 17,4% della SAU condotta con metodo biologico contro il 9% della media Europea). E’ però necessario un impegno maggiore considerato che l’Europa ha chiesto all’Italia di raggiungere un taglio dell’ uso del 62% dei pesticidi entro il 2030 e oggi siamo al secondo posto per consumo di sostanze chimiche di sintesi in agricoltura, secondi solo alla Spagna. È necessaria per questo un’azione immediata, non solo di sostegno alla proposta della Commissione, ma anche un impegno a portare a termine la revisione del Piano di Azione Nazionale (PAN) pel l’Uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, in attesa di rinnovo dal febbraio 2019, con un testo che recepisca gli obiettivi di riduzione europei indicati dalle Strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030.
“Gli attuali giochi politici per abbandonare gli obiettivi di sostenibilità del Green Deal europeo, non garantiranno la sicurezza alimentare indicata come pretesto per dilazionare i tempi della transizione ecologica della nostra agricoltura , ma rischiano invece di causare un peggioramento delle crisi ambientali” dichiarano le Associazioni. “Gli effetti del cambiamento climatico e della perdita di biodiversità stanno già causando impatti devastanti sui raccolti e mezzi di sussistenza in tutto il mondo. La finestra di opportunità per garantire un futuro vivibile sul nostro pianeta attraverso un’azione decisa e mirata si sta chiudendo rapidamente. Se non riusciamo oggi ad avviare la necessaria trasformazione dei nostri sistemi agro-alimentari, come delineato nelle Strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030, la situazione peggiorerà notevolmente. Rinviare l’approvazione dei Regolamenti per la riduzione dell’uso dei pesticidi e il ripristino della natura presentati dalla Commissione UE sarebbe un errore imperdonabile”, concludono le Associazioni.
Le 16 Associazioni ambientaliste, dell’agricoltura biologica e dei consumatori che inviano questo comunicato rappresentano un’ampia alleanza tra la Coalizione #CambiamoAgricoltura* e Associazioni come Greenpeace e Terra! che condividono la visione di una transizione ecologica dell’agricoltura italiana ed europea, che tuteli tutti gli agricoltori, i cittadini e l’ambiente.
*(Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu-BirdLife, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia).
Dalla “Festa del BIO” l’invito ad adottare stili alimentari sostenibili per tutelare il pianeta e contrastare la deriva climatica
federbioFesta del biohomeMammuccinimestolinobioOltre 4.000 persone hanno voluto festeggiare il biologico, partecipando ai dibattiti, assaggiando le proposte bio negli stand gastronomici e negli show cooking*.
Bologna, 6 dicembre 2022 – La difesa ambientale e degli ecosistemi passa anche da cosa portiamo in tavola. Occorre adottare un modo più sostenibile di produrre e consumare cibo facendo attenzione agli sprechi e alla stagionalità. L’agricoltura biologica ha un ruolo fondamentale nel contribuire a preservare la fertilità del suolo e nel contrasto al cambiamento climatico, ambientale e alla perdita di biodiversità. Questi i messaggi lanciati dalla “Festa del BIO” che è ripartita sabato 3 dicembre da Palazzo Re Enzo di Bologna, per fare poi tappa a Milano a gennaio e a marzo a Roma. Grande partecipazione all’evento ideato per costruire un dialogo diretto con i cittadini per spiegare i benefici dell’alimentazione biologica per l’uomo e il Pianeta. Organizzata da FederBio – con la partecipazione di Legambiente, Slow Food Italia, Lipu, WWF Italia, ISDE Medici per l’Ambiente, Coalizione CambiamoAgricoltura, Cambia la Terra e Kyoto Club, AssoBio e Associazione per l’Agricoltura Biodinamica – la Festa del Bio di Bologna ha coinvolto oltre 4.000 persone.
Tanti i temi trattati durante la tappa di Bologna. Si è parlato della valorizzazione dei prodotti biologici nelle mense scolastiche dell’Emilia Romagna, una regione che pone grande attenzione alla qualità e alla sostenibilità del cibo offerto alle generazioni più giovani. Un focus è stato poi dedicato al ruolo strategico del suolo per la produzione e varietà alimentare, con la presentazione dei dati della campagna informativa della Compagnia del suolo che ha esaminato lo stato di salute dei campi agricoli. Si è sottolineato come servirebbero anche per i terreni agricoli controlli per capire il livello di inquinamento e limiti legislativi alla presenza di pesticidi. Tra i momenti più seguiti, il contest “Buono È BIO!” che ha coinvolto, in una creativa sfida del gusto a base di abbinamenti inediti, i tre giovani finalisti degli istituti alberghieri dell’Emilia Romagna. I “Passatelli con capesante e bottarga, in brodo orientale affumicato al tè bianco”, preparati da Francesco Orsi dell’Istituto Professionale Alberghiero “Luigi Veronelli” di Casalecchio di Reno, hanno convinto l’esigente giuria presieduta da Martina Grimaldi, campionessa italiana, europea e mondiale di nuoto, in forza al Gruppo Sportivo Fiamme Oro. Il vincitore si è aggiudicato il primo “Mestolino bio” nella storia della cucina italiana e una fornitura di 100 chili di cibo biologico per la scuola.
Particolarmente seguito anche il dibattito * che ha coinvolto alcuni agricoltori e apicoltori biologici, che hanno raccontato come ogni giorno si trovano a fronteggiare un clima sempre più imprevedibile. Hanno spiegato come il biologico sia la soluzione, perché è in grado di ripristinare la biodiversità essenziale per proteggere gli ecosistemi e aumentarne la resilienza.
“Ci ha fatto davvero molto piacere vedere una così ampia affluenza di pubblico alla Festa del Bio. È stata un’importante occasione di incontro e confronto, per spiegare quali sono le differenze tra i prodotti biologici e quelli convenzionali. La Festa è ripartita in un momento complesso come quello attuale, con il potere d’acquisto delle famiglie eroso da una forte inflazione, ecco perché riteniamo fondamentale spiegare quanto sia importante comprare meno ma meglio. Va cambiato sia il modello di produzione sia quello di consumo basandolo su prodotti di stagione, acquistati vicino al luogo di produzione, non possiamo permetterci di trasportare inutilmente mele o pere lungo la Penisola. È poi fondamentale ridurre gli sprechi alimentari e il consumo di carne scegliendo quella proveniente da allevamenti sostenibili. Abbiamo voluto quindi fare un punto sulle mense scolastiche perché sono uno strumento di educazione alimentare. In quest’ottica s’inserisce anche il contest tra gli studenti degli istituti alberghieri che hanno realizzato dei piatti davvero buonissimi, ma soprattutto hanno manifestato un grande interesse per gli alimenti biologici, rendendosi conto che il loro domani dipende da un uso più sostenibile del suolo oggi, elemento centrale per salvare la biodiversità e ridurre l’impatto sul clima”, ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
*Iniziative realizzate nell’ambito della campagna Being Organic in Eu promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014.
Il cibo buono viene dalla buona salute del suolo
federbioFesta del biohomeMammucciniLa tutela dei suoli non evita solo le tragedie causate dall’abusivismo edilizio. Difende anche la qualità del cibo dai veleni sparsi nel terreno. L’allarme della Fao alla vigilia della giornata mondiale del suolo: in Europa l’80% è degradato dai pesticidi. Sotto accusa l’agricoltura industriale. L’alternativa naturale è la conversione al biologico che domenica celebra la sua festa a Bologna. Intervista a Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio
Troppo spesso ignoriamo la relazione che esiste tra quello che mangiamo e il suolo agricolo. Si è creata in questi ultimi decenni una separazione profonda tra il cibo che arriva sulle nostre tavole e gli ambienti in cui viene prodotto. Per ribadire che l’alimentazione inizia dal suolo e che la sua gestione riveste un ruolo fondamentale per la sicurezza alimentare, il tema dominante della giornata mondiale del suolo che quest’anno si tiene il prossimo lunedì 5 dicembre è: Suoli, dove inizia il cibo. L’importanza del Suolo deriva dalle funzioni che svolge: ospita un quarto della biodiversità mondiale, fornisce alle piante il nutrimento necessario, immagazzina carbonio. Il problema è che siamo di fronte a un suolo malato che in vaste aree del pianeta non è più in grado di produrre cibo sano e nutriente. Soprattutto a partire dagli anni duemila si è avuto un crescente degrado dei suoli dovuto al loro cambiamento d’uso, alla perdita di carbonio organico, all’erosione, all’inquinamento, al deterioramento degli habitat. Questo straordinario laboratorio biochimico che è il suolo è anche l’ecosistema che ha subito le maggiori trasformazioni.
I dati della FAO mostrano che il degrado fisico, chimico e biologico dei suoli interessa più di un terzo della superficie agricola mondiale. In Europa l’80% dei suoli agricoli contiene residui di pesticidi, in particolare glifosato, idrocarburi, metalli pesanti, microplastiche. L’Unione Europea, nel piano strategico per il suolo per il 2030, mette in evidenza che la cattiva salute dei suoli europei sia da attribuire alle attività di impermeabilizzazione, sfruttamento eccessivo, erosione, compattazione, riduzione della materia organica, inquinamento, perdita di biodiversità, salinizzazione.
Un Suolo Degradato perde la fertilità, non è in grado di produrre cibo sano e non svolge i fondamentali servizi ecosistemici (sequestro del carbonio e controllo dei gas serra, ciclo dei nutrienti, controllo idrologico). Per formare un centimetro di suolo fertile servono da cento a mille anni, ma sono sufficienti pochi anni di pratiche agricole scorrette per degradarlo. Il suolo come bene comune e risorsa limitata non rinnovabile è un concetto che fa fatica ad essere assimilato. Questo ecosistema non ha ricevuto finora la necessaria attenzione. Anche nella recente Cop 27, l’agricoltura e l’uso dei suoli sono rimasti ai margini del dibattito.
Nel suolo si produce il 95% del cibo globale, ma la perdita di fertilità dei suoli è un fenomeno che minaccia la nutrizione della popolazione mondiale. Un suolo povero di nutrienti produce un cibo povero di principi nutritivi. L’ultimo rapporto della Fao sullo stato della sicurezza alimentare calcola che negli ultimi due anni più di 900 milioni di persone hanno sofferto la fame, mentre altri 2,3miliardi di persone hanno un’alimentazione carente dei nutrienti necessari per la salute a causa dei suoli poveri di micro e macronutrienti. La gestione sostenibile del suolo diventa un obiettivo da cui non si può prescindere per avere terreni sani e cibo sano. La «rivoluzione verde» ha puntato sul «suolo utile», in funzione della massima produttività, con l’impiego massiccio di fertilizzanti sintetici e pesticidi. Ma un «suolo utile» non coincide con un suolo sano e le pratiche agricole che si sono affermate hanno prodotto, sul lungo periodo, impoverimento dei suoli, perdita di fertilità, gravi fenomeni di inquinamento, alterazione dell’equilibrio microbiologico, rilascio di gas serra. Ma cosa si intende per suolo sano? Secondo la FAO è “la capacità del suolo di sostenere la produttività, la biodiversità e i servizi ambientali degli ecosistemi terrestri”. La perdita di sostanza organica è l’elemento che maggiormente incide sulla qualità dei suoli e del cibo prodotto. I sistemi agricoli si trovano in un «punto di rottura» perché è venuta a mancare la salvaguardia del suolo, senza riuscire a garantire cibo a sufficienza per la popolazione umana. La destinazione del 70% della superficie agricola alla produzione di mangimi per animali ha contribuito a creare una situazione di grave squilibrio nel sistema alimentare mondiale.
Le esperienze maturate in questi anni, in risposta al modello di produzione basato sull’agricoltura intensiva, mirano a garantire un adeguato livello di produttività, rispettando la vita del suolo (biodiversità) e mantenendo le funzioni fondamentali che esso svolge. La qualità e la quantità del cibo che arriva sulle nostre tavole dipende da come trattiamo il suolo. La Fao ha stimato che attraverso pratiche agricole sostenibili dei suoli si potrebbe avere a livello mondiale un incremento del 50% della produzione agricola, riducendo gli effetti che i cambiamenti climatici hanno sull’agricoltura. Il sostegno dei sistemi alimentari resilienti e sostenibili diventa una necessità per fornire cibo a sufficienza e contrastare il riscaldamento del pianeta. Si tratta di perseguire un cambiamento di paradigma. Sfruttare la biodiversità per una migliore agronomia, è il titolo della conferenza che si terrà a Bruxelles il 5 dicembre, giornata internazionale del suolo, per indicare la necessità di passare dall’attuale modello basato sulla chimica, come soluzione dei problemi del suolo, ad una agronomia sostenuta dalla biodiversità.
La drastica riduzione di fertilizzanti sintetici e pesticidi è un obiettivo da perseguire con forza per salvaguardare la salute umana e quella del suolo. Ricomporre il legame tra cibo e suolo è importante anche per far fronte a tutte le fantasie e suggestioni sul cibo sintetico, un cibo senza suolo, propagandato come «soluzione per la fame nel mondo». L’umanità non ha bisogno del cibo creato nei laboratori industriali, perché non c’è un laboratorio biochimico più efficiente del suolo. Ma per svolgere la sua funzione è necessario mantenerlo in buona salute, sviluppando una strategia di transizione verso un modello agricolo globale che punti sulla qualità dei suoli e del cibo. […]
FONTE
TESTATA: Il Manifesto
AUTORE: Francesco Bilotta
DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 dicembre 2022
A Bologna si festeggia la rivoluzione biologica
federbioFesta del biohomeLa «Festa del Bio» in programma domenica 3 dicembre a Bologna, a Palazzo Re Enzo, è la prima tappa di un evento che vuole celebrare la rivoluzione dell’agricoltura biologica, ormai diventata per tanti italiani un elemento presente nel quotidiano (nel 2022 l’89% delle famiglie italiane ha acquistato prodotti biologici certificati almeno una volta e nel primo semestre dell’anno almeno 6 italiani su 10 l’hanno consumato fuori casa.
L’iniziativa promossa da FederBio è alla quinta edizione, la prima dal 2019 dopo la sosta forzosa a causa dell’emergenza Covid-19, e vedrà anche due tappe successive, a Milano, nel mese di gennaio, e a Roma, marzo 2023. Il cuore della festa, che vedrà anche show cooking e concorsi, sono però i quattro talk che toccheranno altrettanti temi strategici per l’agricoltura biologica. Il primo riguarda le mense scolastiche, a partire dall’esperienza del Comune di Bologna: la regia della ristorazione scolastica bolognese, racconterà i valori cardine del piatto nelle sue triangolazioni di politiche, sostenibilità e stagionalità, evidenziando il ruolo che le tavole delle scuole giocano per la diffusione di una cultura sempre più green.
Parte sempre dai più piccoli l’appuntamento dedicato a Bambini e carne, che vuole approfondire il tema di enorme importanza della qualità degli allevamenti, questione che non riguarda solo il punto di vista ambientale e quello del benessere animale, ma necessariamente anche la qualità della carne che mangiamo.
Gli altri due Talk sono invece dedicati a due temi di attualità. Il primo è il suolo, anche in vista della Giornata mondiale in programma il 5 dicembre, il secondo i cambiamenti climatici. «Solo un suolo fertile ci darà sicurezza alimentare» è il titolo del primo appuntamento, che parte da un dato di fatto, ovvero la condizione di degrado in cui versa un terzo delle terre mondiali. Anche in Italia, il 30% dei suoli risulta desertificato o in via di desertificazione: in molte aree della Pianura Padana i campi hanno percentuali di fertilità molto bassi, sotto l’1%. Si tratta di un problema che investe tutto il mondo agricolo e di conseguenza tutti i cittadini. L’appuntamento è realizzato nell’ambito del progetto Cambia la Terra, promosso da FederBio con Legambiente, Lipu, Medici per l’Ambiente, SlowFood e Wwf, e della campagna di informazione la Compagnia del Suolo, che ha esaminato la quantità di pesticidi presenti nei campi. Dopo aver prelevato campioni di terreno in 12 siti da campi coltivati con metodo biologico e convenzionale, La Compagnia gli ha analizzati per individuare la presenza di pesticidi chimici, rischiosi per la salute umana e quella dei terreni, ritrovando 20 sostanze attive nei campi convenzionalie3in quelli biologici. Nei terreni convenzionali la sostanza chimica di sintesi più rilevata è stato l’erbicida Glifosate, seguito dal suo metabolita Amopa. In quelli biologici il rame.
Infine, FederBio dà spazio agli agricoltori, che racconteranno «come affrontiamo ogni giorno la crisi climatica», i cui effetti sono già ben visibili sotto forma di siccità, aumento delle temperature medie e degli eventi estremi. Anche se il biologico è un metodo agricolo che aiuta a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, come tutti gli agricoltori quelli bio si trovano di fronte un sistema naturale che sta rapidamente cambiando e devono trovare soluzioni giorno per giorno. All’ingresso tutti riceveranno un braccialetto piantabile, un messaggio di speranza. […]
FONTE
TESTATA: Il Manifesto
AUTORE: Luca Martinelli
DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 dicembre 2022
Festa del Bio a Bologna
federbioFesta del biohomeSabato 3 dicembre a Bologna, a Palazzo Re Enzo, si terrà la Festa del Bio promossa da FederBio. Terra Nuova è media partner dell’evento.
«Anche in questa occasione, sapere e gusto si uniranno in un evento unico, da vivere con tutta la famiglia e con gli amici. Un’occasione per conoscere le eccellenze del BIO Made in Italy, imparare e scoprire tutti i segreti dei nostri chef durante gli show cooking, assaporare le ricette pensate per dare ancora più gusto ai prodotti BIO e incontrare esperti del settore e imparare cosa vuol dire biologico attraverso i talk» spiegano gli organizzatori […]

FONTE
TESTATA: TerraNuova
AUTORE: Redazione
DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 dicembre 2022
Torna la Festa del Bio
federbioFesta del bioDOVE:
Palazzo Re Enzo - Bologna
QUANDO:
3 dicembre 2022 - h. 10.45
Torna la Festa del Bio
Il 3 dicembre presso palazzo Re Enzo nel cuore di Bologna, torna la Festa del Bio l’evento di riferimento del biologico italiano. La manifestazione aperta a tutti, è organizzata da FederBio in collaborazione con AssoBio e con la partecipazione di Legambiente, Slow Food Italia, Lipu, WWF Italia, ISDE Medici per l’Ambiente, Coalizione CambiamoAgricoltura, Cambia la Terra e Kyoto Club. Tra i temi al centro della Festa: il ruolo fondamentale dell’agroecologia nel mantenimento della fertilità del suolo e il contributo del biologico nella riduzione delle emissioni di gas serra e nel contrasto ai cambiamenti climatici.
Bologna capitale del biologico. Sabato 3 dicembre a Palazzo Re Enzo torna la “Festa del BIO”, l’evento di riferimento del biologico italiano
federbioFesta del biohomeMammucciniLa manifestazione aperta a tutti, è organizzata da FederBio in collaborazione con AssoBio e con la partecipazione di Legambiente, Slow Food Italia, Lipu, WWF Italia, ISDE Medici per l’Ambiente, Coalizione CambiamoAgricoltura, Cambia la Terra e Kyoto Club. Tra i temi al centro della Festa: il ruolo fondamentale dell’agroecologia nel mantenimento della fertilità del suolo e il contributo del biologico nella riduzione delle emissioni di gas serra e nel contrasto ai cambiamenti climatici.
Bologna, 30 novembre 2022 – Bologna si conferma la città del biologico. Sabato 3 dicembre, alle ore 10.45, il Sindaco di Bologna Matteo Lepore taglierà, insieme alla Presidente di FederBio, Maria Grazia Mammuccini e a Roberto Zanoni, Presidente di AssoBio, il nastro inaugurale dell’edizione 2022 della Festa del BIO. Si tratta della prima di tre tappe dell’evento itinerante che punta a far conoscere e a sensibilizzare sui valori del vero biologico attraverso dibattiti, talk di approfondimento, alternati a momenti di show cooking e divertimento. La Festa del BIO proseguirà poi a Milano e a Roma.
L’edizione 2022 si annuncia particolarmente ricca di appuntamenti interessanti. Si parlerà dell’importanza del cibo biologico nella ristorazione scolastica, con l’esperienza delle mense e la food policy del Comune di Bologna nel talk “La mensa scolastica del Comune di Bologna: il filo verde del BIO si intreccia tra politica, sostenibilità e stagionalità”, moderato da Andrea Segrè, Consigliere speciale del Sindaco di Bologna per le Politiche alimentari urbane e metropolitane. Il dibattito rappresenta un’opportunità per conoscere l’approccio e l’attività della città di Bologna per la diffusione di una cultura sempre più green.
“Solo un suolo fertile ci darà sicurezza alimentare” è il titolo del secondo incontro che animerà l’Arena della Festa del BIO dalle ore 12.15. In vista della giornata mondiale del suolo del 5 dicembre, Cambia la Terra presenta i risultati della campagna di informazione “La Compagnia del Suolo”, che fotografa la preoccupante situazione dei terreni agricoli italiani: il 30% risulta desertificato o in via di desertificazione, molte aree della Pianura Padana hanno percentuali di fertilità sotto l’1%. Il monitoraggio dimostrativo evidenzia, invece, una situazione diversa per quando riguarda i campi coltivati a biologico dove viene tutelata la fertilità dei terreni e la biodiversità.
Interverranno Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, Francesco Sottile, Docente Unipa e Board Slow Food Internazionale, l’entomologo e scrittore Gianumberto Accinelli. Porteranno la propria esperienza anche Anna Luise di ISPRA, Corrispondente scientifico UNCCD – Convenzione Nazioni Unite contro la desertificazione, Carlo Triarico, Presidente dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica e Marco Santori, Consigliere AssoBio. Modera l’incontro Patrizio Roversi, autore e conduttore televisivo.
Alle 13, nell’area Bio-kitchen, si accende il BIOLunch con la sfida tra i tre finalisti del contest “BUONO! È BIO” che ha coinvolto gli studenti dei principali Istituti Alberghieri dell’Emilia Romagna. I tre giovani chef si contenderanno il primo “Mestolino BIO” della storia della cucina italiana. L’obiettivo della sfida gastronomica è sensibilizzare, in modo divertente e gustoso, all’utilizzo di prodotti biologici, tracciabili, ecosostenibili, buoni e sani. Presidente di giuria Martina Grimaldi, campionessa italiana, europea e mondiale di nuoto, in forza al Gruppo Sportivo Fiamme Oro. La nutrizione è importante per tutti, ma è da piccoli che si formano le abitudini alimentari. Il talk con la nutrizionista Renata Alleva punta a fare chiarezza sul ruolo della carne nell’alimentazione dei bambini. Non sempre ha un apporto nutrizionale positivo, poiché la carne non è tutta uguale. Quella biologica si distingue per i metodi di allevamento sostenibili, che rispettano i ritmi di crescita degli animali e le loro necessità di spazi, integrandosi al ciclo della natura e creando solidi legami con i territori. Il ricco palinsesto della Festa del BIO prosegue alle 16.30 con la presentazione del contest fotografico dedicato alla biodiversità che punta a rafforzare la consapevolezza del ruolo fondamentale della biodiversità per la tutela delle specie e degli ecosistemi.
Tra gli appuntamenti clou della Festa del BIO spicca alle 17.30 il talk “Parlano gli agricoltori bio: ecco come affrontiamo ogni giorno la crisi climatica”. Stiamo assistendo a fenomeni meteorologici sempre più frequenti e violenti, periodi di estrema siccità si alternano ad alluvioni che, in alcune casi, generano conseguenze devastanti. Parlano gli agricoltori biologici, che ogni giorno devono affrontare le criticità di un meteo ormai imprevedibile, raccontando le pratiche sostenibili che mettono in atto per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico e il ruolo strategico dell’biologico nel contribuire a mitigarlo. Alle 16.45 e alle 18.30 spazio al gusto. Nel villaggio del bio si accendono i fornelli per lo showcooking live con degustazione della chef Chloe Facchini che delizierà con colorate e appetitose realizzazioni amiche dell’ambiente. La Festa si concluderà con un gustoso e goloso BIOAperitivo per tutti!
“Anche in un momento complicato come quello attuale siamo convinti che sia importante riportare il bio al centro di alcune delle principali piazze italiane con il nostro format di successo La Festa del BIO, un evento che punta a comunicare i valori del biologico e le ripercussioni positive per la salute e per l’ambiente. Per l’edizione bolognese di sabato 3 dicembre, abbiamo scelto di far parlare esperti, nutrizionisti, giornalisti, tecnici, ma anche di sentire la voce degli agricoltori che ogni giorno si trovano a fronteggiare le sfide legate ai repentini sbalzi climatici. Le recenti calamità naturali ci ricordano che non abbiamo più tempo, serve un cambio di passo, dobbiamo adottare tutti comportamenti e stili alimentari più sostenibili. Diversi studi provano che, sequestrando ingenti quantitativi di carbonio e riducendo le emissioni di gas serra, l’agricoltura biologica esercita un forte potenziale nella mitigazione dei cambiamenti climatici e quindi, diventa ancora più necessario fare attività di promozione per comunicare ai cittadini i valori del biologico. Con La Festa del BIO abbiamo cercato di farlo in maniera divertente e coinvolgente attraverso dibattiti, contest e show cooking per far conoscere la bontà del cibo biologico per il benessere nostro e del pianeta”, ha commentato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.
FederBio: no alla carne sintetica
ColdirettifederbiohomeMammucciniBologna, 25 novembre 2022 – Fermare un pericolo che si sta profilando all’orizzonte, vale a dire l’immissione in commercio di prodotti alimentari di origine sintetica, a partire dalla carne: questo l’obiettivo della petizione firmata dalla Presidente di FederBio in occasione del “XX Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione”, organizzato da Coldiretti con la collaborazione dello studio The European House – Ambrosetti.
Dopo la prima autorizzazione al consumo da parte della Food and Drug Administration (Fda) di un prodotto a base di carne sintetica, il pericolo è che in tempi rapidi si potrebbe aprire la strada alle prime richieste di autorizzazione per la commercializzazione di carne sintetica anche in Europa. Tutto ciò, non solo è in contrasto con la cultura alimentare del nostro Paese, ma una deriva tecnologica di questa portata è proprio il contrario di quello che serve per il futuro.
Per FederBio occorre puntare sul consumo di carne biologica, proveniente da allevamenti sostenibili, rispettosi della biodiversità, attenti alla valorizzazione delle risorse naturali e in grado di generare solidi legami all’interno dei territori e delle comunità in cui sono insediati. Gli ingenti investimenti nella Ricerca & Sviluppo dedicata alla produzione di alimenti sintetici, tra i quali la carne, sono un chiaro indicatore di come questo mercato stia capitalizzando l’interesse delle multinazionali e delle aziende Hi-Tech che vedono in questo segmento un’area per generare nuovi e consistenti profitti.
Commentando la firma dell’appello di Coldiretti, Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio, ha sottolineato: “Sottoscriviamo con convinzione l’iniziativa di Coldiretti perché crediamo che sia fondamentale porre subito un freno alla deriva del cibo sintetico. La necessità di conversione degli allevamenti intensivi deve puntare sulla valorizzazione di quelle realtà locali che operano con metodo biologico ed estensivo, basato su un approccio agroecologico, che prevede animali al pascolo che favoriscono la fertilità del suolo. Peraltro, crediamo che sia totalmente insensato che la produzione di cibo sia consentita a multinazionali attive in settori che nulla hanno a che fare con questo comparto strategico, concentrando sempre di più la produzione di cibo in mano a pochi. L’agroecologia che sta alla base delle produzioni biologiche, insieme all’ambiente, alla biodiversità e alla salute, mette al centro la dimensione sociale nella quale sono gli agricoltori e le comunità locali i protagonisti della produzione di cibo”.
Maria Letizia Gardoni, Presidente di Coldiretti Bio e membro dell’Ufficio di Presidenza di FederBio, ha commentato: “Qualità e tradizione non sono aspetti che si possono ricreare in laboratorio, ma sono il frutto di una storia che contraddistingue la produzione agroalimentare italiana da secoli. Crediamo sia profondamente sbagliato rescindere il legame che esiste tra i nostri territori e la produzione alimentare, affidando alla chimica la produzione di cibo che, in particolare nel nostro Paese, è invece sinonimo di cultura. Siamo lieti che FederBio, insieme a numerosi altri portatori d’interesse, abbia aderito al nostro appello affinché il cibo ‘in provetta’ sia tenuto lontano dalle tavole degli italiani”.








