FederBio e il “caso Fileni”, la credibilità del settore innanzitutto

Chiamata in causa dall’editoriale del direttore di GreenPlanet Antonio Felice, la presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini ci spiega in una lunga intervista l’importanza di fare fronte comune a difesa del settore della zootecnia bio messo a dura prova dalla flessione dei consumi, da una politica bizzarra che separa l’allevamento dall’agricoltura trasformando il letame da risorsa a rifiuto da smaltire e, ultimo solo in ordine temporale, dal terremoto provocato dalla trasmissione Report.

1.L’intero settore della carne biologica è stato messo sotto esame dal “caso Fileni”. Come si pone FederBio nei confronti dell’inchiesta di Report e di tutte le polemiche che ne sono seguite?

“La trasmissione di Report di Rai 3 ha mandato in onda un’inchiesta sul gruppo Fileni, principale allevatore di polli e tacchini da carne biologici in Italia e probabilmente in UE, anche se questo tipo di allevamento rispetto al convenzionale di tipo intensivo rappresenta solo l’11% del fatturato del gruppo. Ed è proprio la doppia modalità di allevamento che ha reso non chiara la distinzione fra criticità reali o presunte riferibili all’allevamento biologico e a quello convenzionale, generando confusione a danno essenzialmente del biologico. Il conduttore ha tenuto a precisare, a più riprese, che l’intento dell’inchiesta riguardava le attività dell’azienda e non certo mettere in discussione il settore biologico in quanto tale, considerato come la strada principale per ridurre l’impatto degli allevamenti intensivi, affermando però che se ci sono delle anomalie bisogna avere il coraggio di denunciarle per poterle correggere. Proprio in considerazione di questa premessa, abbiamo ritenuto che dovessero essere l’azienda e i soggetti responsabili del controllo e della vigilanza a chiarire direttamente quanto emerso nella trasmissione. È evidente, tuttavia, che i chiarimenti che sono seguiti da parte dell’azienda e dell’organismo di controllo non sono stati esaustivi nella risposta alle molte critiche sul fronte dei media e dei tanti cittadini che hanno espresso la loro opinione tramite i social o scrivendo alle nostre associazioni per esprimere come e quanto tutta la vicenda abbia messo in crisi la loro fiducia nei confronti del bio. E questo è il danno più grande per il biologico, incrinare la fiducia dei cittadini nei confronti del bio e quindi, a prescindere dai distinguo fatti dal conduttore della trasmissione, il danno di reputazione per il settore e in particolare per l’allevamento biologico è molto rilevante”.

2. Qual è il ruolo dell’associazionismo del bio in questa delicata fase per il comparto?

“Il compito principale delle Associazioni del bio in questo momento è tutelare il settore nel suo insieme e la priorità è proprio puntare a recuperare e a mantenere la piena fiducia dei cittadini senza la quale non c’è futuro per il bio. Per questo occorre informare ancora con maggior chiarezza sui valori fondamentali del bio, sul metodo con cui si produce e sulle caratteristiche dei sistemi di controllo e vigilanza per garantire la totale trasparenza del settore del settore, anche attraverso l’utilizzo delle innovazioni che sono a disposizione a partire dai sistemi digitali. Bisogna anche far comprendere ai cittadini che una parte importante, per un futuro più sostenibile, sta nelle loro mani. Servono scelte responsabili finalizzate a consumare meno carne preferendo la qualità al giusto prezzo invece della quantità a basso costo. Infine, serve analizzare le criticità per superarle puntando a un’applicazione più avanzata del regolamento sull’allevamento bio, che risponda ad un approccio etico rigoroso, fondato sul benessere animale e sul rapporto effettivo con la terra destinata al pascolo degli animali per salvaguardare realmente i valori del bio. Per questo FederBio già da diversi anni ha adottato un proprio standard “High Welfare FederBio” ed è questo il momento per rilanciarne l’adozione da parte delle imprese zootecniche che investono sul bio. È proprio questa la proposta che abbiamo fatto all’azienda Fileni, che ci auguriamo la accolga, ossia utilizzare questa fase critica per progredire sul versante della sostenibilità e del benessere animale adottando lo standard FederBio, con il necessario supporto tecnico da parte nostra. Se il nostro ruolo si fosse limitato ad una difesa d’ufficio dell’azienda, come si è sostenuto dalle colonne di questa testata, non solo non avremmo svolto la nostra funzione in maniera adeguata, ma non avremmo fornito un contributo utile a recuperare la fiducia dei cittadini”. […]

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FONTE


TESTATA: Green Planet
AUTORE: Chiara Brandi
DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 febbraio 2023



Presentazione del report “The World of Organic Agriculture 2023"

Anche nel 2021 il biologico è cresciuto in Europa. FederBio: bene anche l’Italia ma si acceleri sulle politiche a sostegno dei consumi bio

Bologna, 16 febbraio 2023 – Un quadro incoraggiante quello che emerge dai dati presentati ieri al BIOFACH in occasione della pubblicazione del ventiquattresimo report “The World of Organic Agriculture 2023“, riferiti al 2021 e curato dall’Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica FiBL in collaborazione con IFOAM, la Federazione delle associazioni del biologico a livello mondiale.

Tutti i fondamentali del biologico evidenziano trend positivi, in particolare in Europa dove il mercato cresce di quasi il 4%, raggiungendo i 54,5 miliardi di euro. Nel 2021, altri 0,8 milioni di ettari sono stati convertiti al biologico, +4.4% rispetto al 2020, portando la superficie agricola europea coltivata a bio a 17,8 milioni di ettari (nell’Unione europea: 15,6 milioni di ettari). Su questo specifico parametro, l’Italia si posiziona al terzo posto con i suoi 2,2 milioni di ettari. La Francia si conferma saldamente al primo posto con quasi 2,8 milioni, seguita dalla Spagna con 2,6 milioni.

Nel 2021, complessivamente, i terreni agricoli biologici in Europa costituivano il 3,6% del totale dei terreni agricoli (9,6% all’interno del perimetro dell’Unione Europea). L’Italia si aggiudica il gradino più alto del podio per quanto riguarda il numero dei produttori bio con oltre 75mila operatori sui 440.000 attivi in Europa. Sul fronte dei consumi, nel 2021, la spesa media per i prodotti bio è stata di 65,7 euro per persona, registrando un sostanziale raddoppio nel decennio 2012-2021. Le vendite 2021, tuttavia, hanno subito un rallentamento, evidenziando un incremento del 3,8%, molto inferiore rispetto al +15% registrato l’anno precedente.

“Il quadro generale che emerge dal report curato da FiBL, in collaborazione con IFOAM, è positivo. Le politiche europee finalizzate alla transizione ecologica dei sistemi agricoli e alimentari, a partire dalle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030, hanno favorito un consolidamento dei trend di crescita del settore bio. Dobbiamo, tuttavia, non abbassare la guardia e continuare a lavorare insieme per fare del biologico il paradigma di riferimento per una transizione del modello agricolo fondata su criteri sostenibili dal punto di vista economico, sociale e ambientale, soprattutto in questa fase nella quale i consumi anche a livello europeo hanno registrato una decelerazione. In particolare, in Italia, dobbiamo intensificare gli sforzi per rafforzare i primati che abbiamo conquistato nel settore e, primariamente, stimolare con azioni coordinate ed efficaci i consumi interni. Solo attraverso una maggiore consapevolezza dei cittadini sul valore del bio potremo incentivare ulteriormente la crescita del settore e raggiungere i traguardi fissati anche in ambito europeo” ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente FederBio.

FederBio (www.feder.bio) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.

La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni

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Silvia Voltan – silvia.voltan@pragmatika.it

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Bio è Vita

DOVE: 

Convegno Digitale Online

QUANDO:

22 febbraio 2023 - h. 18.00

Benché stiamo attraversando una fase di grandi ed epocali cambiamenti, il bio ha confermato la tendenza di crescita in tutto il 2022. Nell’export si è arrivati sino a un +11%, con alcuni settori, come il vino, arrivati sino al 19%.

Non è difficile intuire il perché di questo successo. I prodotti bio sono percepiti come portatori di qualità, ne viene meglio compresa la provenienza territoriale e ne è premiato il metodo di produzione, sicuramente più sano rispetto all’agricoltura convenzionale. A volte, però, il bio rischia di essere percepito solo come una moda, mentre è necessario fare un passo ulteriore e rendere il pubblico sempre più consapevole dei benefici che questa pratica agricola porta alla fertilità del suolo – grazie all’utilizzo di sola sostanza organica –, alle piante, ad un uso più consapevole e parsimonioso delle risorse – in primis le risorse idriche – e anche come forma di contrasto e prevenzione dei cambiamenti climatici.

Grazie alla preziosa partnership con la Slow Wine, il 22 febbraio 2023 alle ore 18.00, si terrà il convegno dal titolo: Bio è Vita.  Un momento di riflessione sulla viticoltura biologica che, a partire dall’analisi della situazione attuale, disegni anche gli scenari futuri del settore.

Scopri tutti i dettagli dell’evento: https://slowinefair.slowfood.it/evento/bio-e-vita/


Il vino buono, pulito e giusto è a Bologna per Slow Wine Fair, dal 26 al 28 febbraio 2023

La seconda edizione della fiera organizzata da BolognaFiere e SANA, con la direzione artistica di Slow Food

Slow Wine Fair, la fiera del vino buono, pulito e giusto, torna per la seconda edizione a BolognaFiere da domenica 26 a martedì 28 febbraio 2023. Organizzata da BolognaFiere e SANA, Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, con la direzione artistica di Slow Food, Slow Wine Fair è nata dal connubio fra la trentennale esperienza di BolognaFiere nel mondo del biologico con SANA e lo storico impegno di Slow Food sui temi della biodiversità, della sostenibilità ambientale e dell’equità sociale.

I numeri dell’edizione 2023
750 cantine, + 50% rispetto all’edizione 2023, la metà delle quali certificate biologiche, biodinamiche o in conversione, da tutte le regioni italiane e da 21 Paesi dei cinque continenti, e oltre 3.000 etichette attendono in degustazione un pubblico di appassionati, buyer e professionisti, che avrà la possibilità di scoprire vini frutto di un’agricoltura sostenibile, le cui parole d’ordine sono biodiversità, tutela del paesaggio agricolo, uso ponderato delle sue risorse, crescita culturale e sociale delle comunità contadine, oltre a una sempre maggiore consapevolezza dei consumatori. Un’occasione di conoscenza e approfondimento offerta dal ricco banco di assaggio, dalle 8 Masterclass e dalle conferenze in programma nella Slow Wine Arena – Reale Mutua e in Sala Opera.

Tra queste ultimi, citiamo la consegna del Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, lunedì 27, e il convegno di domenica 28 La comunicazione e promozione del vino tra revisione Ocm e istanze salutiste, a cui sono invitati i maggiori rappresentanti politici e professionali del settore. Slow Wine Fair è soprattutto un momento di incontro tra buyer o professionisti dei settori Gdo e Horeca e i produttori presenti nel banco d’assaggio. Grazie alla collaborazione con Italian Trade Agency (Ice) e del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci) sono oltre 100 i buyer internazionali che partecipano alla fiera e numerosi sono i professionisti italiani che in questi giorni si stanno registrando sul sito e che utilizzeranno la piattaforma B2Match per incontrare le aziende che più corrispondono ai loro interessi. Tra i Paesi maggiormente attenti alle caratteristiche espresse dal catalogo espositori segnaliamo quelli del Nord America e del Nord Europa, e tra questi in particolare la Germania – il più importante mercato europeo per il vino bio, il quarto mercato al mondo per consumi e la seconda destinazione del nostro export di vino – Paese su cui la Slow Wine Fair ha concentrato la sua attenzione con circa un terzo dei buyer selezionati.

La sostenibilità protagonista

«Con Slow Wine Fair, BolognaFiere ha arricchito e consolidato la propria offerta di eventi in tema di sostenibilità agroalimentare – afferma Domenico Lunghi, Direttore Manifestazioni Dirette di BolognaFiere –, frutto anche dell’esperienza maturata in ben 35 edizioni di SANA, unico appuntamento fieristico di riferimento per la business community del biologico e del naturale. Per queste ragioni, lo scorso anno abbiamo deciso di impegnarci insieme a Slow Food in questa nuova avventura, coinvolgendo il nostro partner di lunga data FederBio. L’edizione 2023 di Slow Wine Fair ha pienamente soddisfatto le nostre aspettative, in termini di grande qualità degli espositori vinicoli presenti. Inoltre, abbiamo voluto dare impulso a un primo ampliamento delle referenze merceologiche per l’horeca estendendo agli Spirits e agli amari la possibilità di partecipare, mentre un’area della fiera sarà dedicata a una selezione di produttori di soluzioni tecnologiche innovative, impianti, attrezzature e servizi connessi alla filiera del vino, i veri partner della sostenibilità».

La viticoltura come strumento per incidere sulla crisi climatica e l’appello alla politica

«A fine mese Slow Food torna a Bologna per la seconda edizione della Slow Wine Fair. Un evento che cresce con nuove attività, partner e tanti delegati internazionali, con un obiettivo comune: difendere il vino buono, pulito e giusto, confrontarsi sul mondo vino e promuovere la viticoltura sostenibile. Lo faremo, come sempre, insieme a centinaia di vignaioli e vigneron da tutto il mondo per unire le forze, discutere e cercare soluzioni comuni per reagire agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici anche nella viticoltura – dichiara Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia. Soluzioni per ridurre l’impatto sul clima in tutti i passaggi produttivi: in vigna, in cantina, fino alla distribuzione. Un’occasione per guardare al futuro dell’agricoltura e dei territori del vino italiano e un modo per riflettere insieme al mondo della politica sull’alternativa al modello di agricoltura fin qui perseguito, quello della massima produttività e del profitto che sta minacciando il suolo e l’ambiente naturale, che sperpera materie prime e impoverisce i produttori. Produttori, tecnici, distributori, comunicatori, giornalisti o appassionati, tutti possiamo contribuire come comunità del vino Slow Food ad avviare la rivoluzione nel mondo del vino che ci aspettiamo».

La prima edizione di Slow Wine Fair ha messo in luce quanto sia importante per i produttori avere spazi per confrontarsi e promuovere un vino buono, pulito e giusto, tutti insieme. «Per questo motivo pensiamo che la fiera di Bologna rappresenti un unicum tra le varie manifestazioni di settore: sta nascendo, infatti, una comunità di persone che crede fermamente come attraverso la coltivazione dell’uva e la sua trasformazione si possa cambiare il sistema agricolo dalle basi, facendo sì che le nuove parole d’ordine siano sostenibilità ambientale e uso oculato delle risorse naturali, difesa del paesaggio e la sua tutela per contrastare cementificazione, incendi, dissesti idrogeologici – sottolinea Giancarlo Gariglio, coordinatore della Slow Wine Coalition. Infine, non sottovalutiamo il ruolo sociale ed economico delle cantine sia nei confronti dei propri dipendenti, sia per la crescita dei luoghi dove operano. Chi sceglie un vino fa una scelta di campo ben precisa, così come chi lo commercializza. Solo con una precisa unità d’intenti si può cambiare il sistema produttivo e una fiera può contribuire a mettere in connessione tutte queste energie positive».

Vino bio, un settore in crescita

«Il vino biologico piace sempre di più sia in Italia che all’estero. Da un’indagine condotta da Nomisma-Wine Monitor risulta che 1 italiano su 2 sceglie vino biologico, apprezzandone la qualità, legata all’attenzione alla sostenibilità ambientale. La forza dei vini italiani è proprio la denominazione d’origine che, unita alla certificazione bio, fa davvero la differenza, valorizzando i territori di provenienza. Il vino bio Made in Italy è particolarmente apprezzato anche all’estero, dove vale il 19% dell’esportazione globale di agroalimentare bio. In termini assoluti parliamo di 626 milioni di euro di vino bio Made in Italy venduto all’estero, +18% rispetto al 2021 e una quota sul totale dell’export vitivinicolo italiano dell’8% (dati Nomisma Osservatorio Bio). Inoltre, l’Italia con 128 mila ettari di vite coltivata con metodo biologico detiene il primato per incidenza di superficie vitata biologica: il 19% sul totale della viticoltura nazionale. Negli ultimi 10 anni le superfici di vite coltivate a bio sono aumentate di oltre il 109%. Il vino bio conferma, dunque, il suo ruolo centrale all’interno del processo di transizione ecologica verso un’agricoltura sostenibile, che non utilizza sostanze chimiche di sintesi, a tutela della fertilità del suolo, della biodiversità e come contrasto al cambiamento climatico» dichiara Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio.

La fiera gode del supporto di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di FederBio, del patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, della Regione Emilia-Romagna e dell’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna, e della partnership con Tannico, Amaroteca e ANADI – Associazione Nazionale Amaro d’Italia. Tra le realtà che credono nel progetto della Slow Wine Fair citiamo: i Main partner, Luigi Bormioli, Bormioli Rocco, Parmigiano Reggiano, Reale Mutua; gli InKind partner Direct From Italy, NakPack, Pulltex, San Bernardo, WinterHalter; Media partner sono Il Sole 24 Ore, Bar.it, BioFiera.it, Premiata Salumeria Italiana, Green Retail, Horecanews.it, I Grandi Vini, Italy Export, Luxury Food & Beverage
Magazine, Tabui, Vendemmie.

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Ufficio Stampa Slow Wine Fair

BolognaFiere SpA: Relazioni istituzionali e marketing
Daniela Modonesi, daniela.modonesi@bolognafiere.it

Slow Food: Elisa Virgillito, e.virgillito@slowfood.it
Valter Musso, v.musso@slowfood.it

FederBio: Silvia Voltan – Pragmatika

silvia.voltan@pragmatika.it

 



Il BIOFACH Congress 2023, principale evento di Biofach per il trasferimento di conoscenze nel settore biologico, mette al centro le esigenze dei consumatori e dei rivenditori.

Più orientamento per i consumatori e chiaro posizionamento nel commercio al dettaglio sono due tra gli argomenti al centro della discussione nel Congresso BIOFACH.

Il programma del BIOFACH Congress incentrato sul tema “Biologico. Sovranità Alimentare e prezzi veri.» suggerisce che il settore dovrà affrontare alcune sfide importanti nel 2023. Tuttavia, anche se gli argomenti trattati sono molto delicati, c’è la sensazione che si possano trovare soluzioni concrete per la salvaguardia e la valorizzazione del settore biologico. La discussione sull’etichettatura ha spinto a fornire ai consumatori maggiore orientamento e chiarezza. I rivenditori sono chiamati a guardare alle attuali incertezze come un’opportunità per adottare una posizione più chiara, giusta e trasparente. Anche il programma del Congresso VIVANESS è caratterizzato da tematiche importanti per la cosmesi del settore bio come la sostenibilità, le nuove tendenze e gli sviluppi di mercato.

Quali sono i sistemi in grado di valutare i prodotti alimentari rispetto alla loro qualità e sostenibilità? E quali sistemi sono così trasparenti da far sentire i consumatori al sicuro e ispirare fiducia nell’industria alimentare?

Diversi talk discuteranno di questi problemi e presenteranno soluzioni per fornire una guida più chiara ai consumatori. In questo contesto entrano in gioco i temi dell’etichettatura e delle certificazioni “B Corp” o “We care”.

In che modo il commercio al dettaglio si prepara per il futuro?

Mentre i consumatori sono sempre più preoccupati della sostenibilità nei loro consumi e nei loro modi di vivere, il mercato si domanda dove le persone acquisteranno i loro prodotti e su quali concetti baseranno le loro scelte. Lo Specialist Retail Forum, che si terrà nel padiglione 9, tratterà queste tematiche e in particolare:

  • quali sono i messaggi che raggiungono i nuovi clienti;
  • quali saranno i requisiti futuri per un ambiente di lavoro moderno;
  • come la tendenza verso i prodotti alimentari regionali sta plasmando le gamme di prodotti;
  • come il commercio al dettaglio biologico si stia evolvendo con successo.

Congresso VIVANESS

Il programma del Congresso VIVANESS è composto da diverse sessioni, che tratteranno gli sviluppi e le cifre del mercato biologico (con vari approfondimenti) e le scelte dei consumatori. Il programma riflette le questioni che stanno preoccupando il settore, come le novità per l‘imballaggio, l’economia circolare, la crescente importanza della sostenibilità e il “cleanwashing“. In quattro giorni (da martedì a venerdì) il settore esplorerà questioni rilevanti per il futuro. Oltre allo Specialist Retail Forum, i forum BIOFACH dedicati alla Sostenibilità, politica e Scienza offriranno interessanti approcci di discussione. Alcune presentazioni verranno registrate e potranno essere seguite on demand sulla piattaforma digitale dell’evento (tutti i partecipanti alla fiera hanno accesso alla piattaforma digitale). Scopri tutti i dettagli su:

http://www.biofach.de/programme

http://www.vivaness.de/programme


Cos’è l’allevamento biologico (e una proposta per rafforzare questo modello)

L’allevamento biologico rispetta l’ambiente e il benessere animale e si propone come modello verso la transizione agroecologica. Ma per Federbio servono standard di produzione ancora più elevati.

Cosa significa allevamento biologico ma, soprattutto, cosa vuol dire oggi rispettare il benessere animale? Se n’è parlato durante la seconda tappa della Festa del bio, lo scorso 4 ottobre a Milano, un evento ideato da FederBio (Federazione italiana agricoltura biologica) per riunire gli operatori del settore, associazioni, cittadini e discutere di bio attraverso talk, show cooking, laboratori. Durante l’evento, Federbio, insieme a tutte le associazioni di Cambia la terra – Isde Medici per l’ambiente, Legambiente, Lipu, Slow Food e Wwf – ha presentato il quaderno Allevamenti. Sostenibile non basta: il modello è quello del bio, un testo che fa il punto sull’impatto degli allevamenti in Italia e che propone soluzioni innovative e concrete affinché ci sia un nuovo metodo produttivo per la zootecnia.

Cos’è l’allevamento biologico

L’allevamento biologico è normato dal regolamento europeo 834/2018 sulla produzione biologica che fa riferimento ad alcuni principi tra cui:

  1. rispettare i sistemi e i cicli naturali e mantenere e migliorare lo stato dei suoli, delle acque e dell’aria, la salute dei vegetali e degli animali e l’equilibrio tra di essi;
  2. mantenere un elevato livello di benessere degli animali rispettando le esigenze specifiche delle specie;
  3. praticare una produzione animale adatta al luogo di allevamento e legata alla terra;
  4. ricorrere a pratiche zootecniche che rafforzano il sistema immunitario e stimolano le difese naturali contro le malattie, compresi l’esercizio fisico regolare e l’accesso a spazi all’aria aperta e ai pascoli. […]

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FONTE


TESTATA: Lifegate
AUTORE: Carlotta Garancini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 8 febbraio 2023



Contaminazioni accidentali e tecnicamente inevitabili di prodotti fitosanitari in agricoltura biologica

tavola rotonda – Slow Wine Fair, BolognaFiere, Sala Opera (27 febbraio 14.30 – 16.30)

8 febbraio 2023 – FederBio e Unione Italiana Vini organizzano una Tavola rotonda sulla tematica “Contaminazioni accidentali e tecnicamente inevitabili di prodotti fitosanitari in agricoltura biologica” il prossimo lunedì 27 febbraio dalle ore 14.30 alle ore 16.30 nel corso di Slow Wine Fair a BolognaFiere, sala Opera che sarà moderata da Elisabetta Romeo-Vareille, Policy Officer, Unione Italiana Vini.

Emanuele Busacca, Regulatory Manager, IFOAM Organics Europe, presenterà lo stato dell’arte della normativa europea e le proposte IFOAM; Alessio Bernasconi, dell’Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica, FIBL presenterà la Italian Input List quale strumento per garantire la conformità dei mezzi tecnici ammessi in agricoltura biologica.

I residui di fosfiti e di altre sostanze attive non ammesse in bio rappresentano un problema specifico per i produttori di vino biologico? La recente proroga dei limiti massimi tollerati di fosfiti è adeguata? Come dovrebbe essere corretto affrontare la novità introdotta dal Reg. UE 2018/848 agli articoli 27 e 28 che prevede che sia in prima battuta l’operatore biologico a decidere se un’eventuale non conformità analitica sia comprovata?

Queste sono solo alcune delle domande a cui risponderanno i vari relatori della Tavola rotonda. E’ prevista, oltre alla presenza dei relatori sopracitati, anche la partecipazione di: Elena Panichi, Capo Unità Agricoltura Biologica, Commissione Europea; Pietro Gasparri, PQAI I – Agricoltura Biologica e Sistemi di qualità alimentare nazionale e affari generali, Paolo Carnemolla, Segretario Generale FederBio, Domenico Corradetti, Segretario generale AssocertBio che commenteranno la situazione europea e nazionale, proponendo delle soluzioni anche in termini di approccio delle problematiche da parte dei produttori biologici lungo tutta la filiera vitivinicola.


Contaminazioni accidentali e tecnicamente inevitabili di prodotti fitosanitari in agricoltura biologica

DOVE: 

Slow Wine Fair

BolognaFiere, Sala Opera

QUANDO:

27 febbraio 2023

h. 14.30/16.30

FederBio e Unione Italiana Vini organizzano una Tavola rotonda sulla tematica “Contaminazioni accidentali e tecnicamente inevitabili di prodotti fitosanitari in agricoltura biologica” lunedì 27 febbraio dalle ore 14.30 alle ore 16.30 nel corso di Slow Wine Fair a BolognaFiere. 

Emanuele Busacca, Regulatory Manager, IFOAM Organics Europe, presenterà lo stato dell’arte della normativa europea e le proposte IFOAM; Alessio Bernasconi, dell’Istituto di ricerca sull’agricoltura biologica, FIBL presenterà la Italian Input List quale strumento per garantire la conformità dei mezzi tecnici ammessi in agricoltura biologica.

 I residui di fosfiti e di altre sostanze attive non ammesse in bio rappresentano un problema specifico per i produttori di vino biologico? La recente proroga dei limiti massimi tollerati di fosfiti è adeguata? Come dovrebbe essere corretto affrontare la novità introdotta dal Reg. UE 2018/848 agli articoli 27 e 28 che prevede che sia in prima battuta l’operatore biologico a decidere se un’eventuale non conformità analitica sia comprovata? Queste sono solo alcune delle domande a cui risponderanno i vari relatori della Tavola rotonda.


Come mitigare i cambiamenti climatici? Lo hanno spiegato gli agricoltori alla Festa del BIO di Milano nel talk sostenuto dal progetto “Being Organic in Eu”

Promosso da FederBio e Naturland, la più grande organizzazione di agricoltori e produttori biologici a livello mondiale, la campagna “Being Organic in Eu” ha l’obiettivo di trasferire con chiarezza i benefici che il biologico comporta per la salute delle persone e dell’ambiente.

Bologna, febbraio 2023 – Un valido aiuto alla mitigazione del cambiamento climatico viene dall’agricoltura. Quella biologica, che non usa chimica di sintesi e si basa sul riciclo della sostanza organica per tutelare la fertilità dei suoli, rappresenta un prezioso alleato nella lotta al climate change perché è in grado di ridurre le emissioni di gas a effetto serra e incrementare il sequestro di carbonio organico nel terreno.

Alla Festa del BIO di Milano, in un dialogo con Stefano Caserini, docente di mitigazione dei cambiamenti climatici, alcuni agricoltori hanno voluto condividere la propria esperienza di resilienza spiegando come ogni giorno si trovano ad affrontare gli effetti devastanti dell’emergenza climatica. Sono intervenuti: Valentina Carlà Campa Vignini dell’Azienda Agricola Pian Barucci, Marco Penitenti della Società Agricola Videlle Bionatura, Enrico Zagnoli dell’Azienda agricola ZAD Zagnoli Agrodynamics ed Enrico Montonati dell’Azienda Agricola “A poc a poc”. Si tratta di un’iniziativa realizzata nell’ambito della campagna “Being Organic in” Eu promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014

La dimensione del cambiamento climatico ha assunto contorni sempre più preoccupanti, con temperature medie in costante crescita. Ecco perché l’Unione europea con il Green Deal ha avviato un percorso di transizione verde con politiche e iniziative che puntano a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, ma per farlo agricoltura e allevamento devono ridurre le emissioni di gas climalteranti.

Grazie alla rotazione delle colture, all’utilizzo di fertilizzanti naturali, come il letame, e alla pratica del sovescio, l’approccio agroecologico è in grado di incrementare l’apporto di nutrienti che aumentano la fertilità dei suoli rendendoli più resistenti alle condizioni meteorologiche estreme. Inoltre, grazie alla migliore capacità di trattenere l’acqua, il metodo biologico rappresenta una forma di protezione anche in caso di siccità e inondazioni.

“L’approccio biologico rappresenta un valido strumento di contrasto al cambiamento climatico. Lo hanno testimoniato con grande efficacia gli agricoltori nel corso del talk durante la Festa del BIO di Milano. Il confronto è parte del progetto “Being Organic in Eu*”, la campagna di comunicazione nata con l’obiettivo di incrementare la considerazione e la conoscenza dell’agricoltura biologica, la riconoscibilità del logo bio europeo e di sensibilizzare a un consumo più etico e salutare. Investire su momenti qualificati di comunicazione è fondamentale soprattutto in questo momento in cui, per la prima volta, i consumi interni di alimenti biologici hanno fatto registrare una leggera flessione. Da qui la necessità di spiegare con chiarezza ai cittadini che scegliere bio significa non solo tutelare la salute e l’ambiente ma anche contribuire a mitigare i cambiamenti climatici”, ha commentato Paolo Carnemolla Segretario Generale FederBio.

BEING ORGANIC in EU

Choose the European Organic Leaf for a better world.

 Il progetto BEING ORGANIC in EU è una campagna di promozione proposta da FederBio in collaborazione con Naturland cofinanziata dall’Unione Europea ai sensi del regolamento UE n.1144/2014 e prevede un insieme articolato di azioni con l’obiettivo di migliorare la conoscenza, il prestigio e il consumo dei prodotti ortofrutticoli biologici verso i due paesi target: Italia e Germania.  “BEING ORGANIC in EU” mira a contribuire ad un sistema agroalimentare sostenibile a sostegno del “Green Deal Europeo” e delle strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030” per favorire un sistema alimentare etico, salutare, resiliente dal punto di vista climatico ed ecologico e a mettere in risalto le caratteristiche virtuose dell’agricoltura biologica europea, sia in termini di qualità del prodotto sia di sostenibilità, dalla produzione primaria fino al consumatore. Per queste ragioni le iniziative messe in campo dal progetto sono del tutto in linea con gli obiettivi dell’ “European Green Deal” e le sue strategie e funzionali alla realizzazione dal “Piano d’azione europeo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”.

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Milano dice sì al BIO. Oltre 5 mila presenze alla “Festa del BIO”, l’evento di riferimento del biologico italiano

Grande successo per la manifestazione organizzata da FederBio con la partecipazione di Legambiente, Slow Food Italia, Lipu, WWF Italia, ISDE Medici per l’Ambiente, AssoBio, Altromercato, Coalizione CambiamoAgricoltura, Cambia la Terra e Kyoto Club. L’evento si è inaugurato con il taglio del nastro cui ha partecipato anche Raffaele Cattaneo, Assessore all’Ambiente e Clima Regione Lombardia.

Milano, 6 febbraio 2023 – Occorre modificare urgentemente le scelte alimentari, perché il cibo che scegliamo incide sulla salute delle persone e degli ecosistemi. Dalla Festa del BIO, che si è appena conclusa a Palazzo Giureconsulti nel cuore di Milano, è stato lanciato un messaggio importante: dobbiamo impegnarci tutti insieme per diminuire l’impatto ambientale passando da un modello intensivo all’approccio agroecologico.

Anche per quanto riguarda gli allevamenti occorre un cambio di passo, non basta migliorare le condizioni di vita del bestiame, si deve puntare su un’interpretazione dell’allevamento biologico che, partendo dal benessere animale, sia in grado di produrre vantaggi per l’ambiente e la salute, tutelando la biodiversità e valorizzando le razze locali. FederBio ha definito un modello di gestione avanzato e restrittivo lo “Standard High Welfare”, basato sull’ interconnessione tra la salute delle persone, delle piante, degli animali e del Pianeta. Anche dello standard si parla nel Quaderno di Cambia La Terra: “Allevamenti. Sostenibile non basta: il modello è quello del bio”, presentato durante l’evento milanese, che definisce lo stato degli allevamenti in Italia con proposte innovative per il miglioramento della zootecnia a vantaggio degli allevatori, della collettività e dell’ambiente.

Sul fronte antiparassitari, alla Festa del BIO è stato presentato l’Atlante dei Pesticidi curato della Coalizione #CambiamoAgricoltura che rivela come siano ancora troppe le sostanze chimiche di sintesi, anche quelle più pericolose, che vengono utilizzate: 4 milioni di tonnellate nel mondo con un tasso di crescita annuo di oltre il 4% dal 2015. Di grande interesse, inoltre, il talk con i produttori agricoli biologici e biodinamici che hanno evidenziato l’impatto concreto dei cambiamenti climatici sulle produzioni aziendali e le priorità d’intervento necessarie per affrontare l’adattamento a tali cambiamenti.

I talk della tappa milanese della kermesse dedicata al biologico hanno trattato tematiche di grande attualità, seguite con particolare interesse dal numeroso pubblico presente. La Festa del BIO meneghina ha superato la precedente edizione di Bologna con oltre 5 mila persone che hanno voluto vivere una giornata all’insegna del biologico, visitando gli stand degli agricoltori di Campagna Amica, dell’Associazione Biodinamica e delle aziende di trasformazione presenti, seguendo i dibattiti, partecipando ai momenti ludici, degustando le specialità della Bio kitchen e le originali preparazioni realizzate nello show cooking di Daniele Resconi, chef e star di TikTok.

Tra i momenti clou il contest “BUONO. È BIO!”, che ha visto sfidarsi a colpi di creatività i 3 finalisti dell’Istituto Professionale Servizi per L’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera “Amerigo Vespucci” di Milano. Ad aggiudicarsi l’ambito Mestolino BIO e una fornitura di 100 chili di prodotti bio per l’istituto, è stata Veronica Busetti. Le sue “Fettuccine fresche ai cardoncelli con pesto di erbe e spuma di Parmigiano” hanno convinto l’esigente giuria presieduta da Tessa Gelisio.

Siamo in una fase in cui è urgente e indispensabile un cambiamento nel modo di produrre e consumare cibo. La Festa del BIO ci consente di avvicinare i cittadini al bio per renderli più informati e in grado di scegliere responsabilmente per sé stessi e il Pianeta. L’Ue con il Green Deal punta fortemente sulla transizione ecologica per arrivare alla neutralità climatica nel 2050. Le strategie Farm to Fork e Biodiversità stabiliscono politiche ben precise per raggiungere l’obiettivo ambizioso di ridurre del 50% l’uso di pesticidi e antibiotici e raggiungere il 25% di superficie coltivata a bio entro il 2030. Da metodo agronomico, il biologico diventa lo strumento al centro delle politiche agricole del futuro, la punta più avanzata che tutela ambiente, clima e salute. Vanno però incrementati i consumi, da qui l’impegno della Festa del BIO di comunicare e informare in modo serio, chiaro, ma anche divertente e coinvolgente, i cittadini sui valori fondamentali del biologico, attraverso uno scambio diretto con il mondo delle associazioni biologiche e ambientaliste”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.

La Festa del BIO prevede iniziative realizzate nell’ambito della campagna Being Organic in Eu promossa da FederBio in collaborazione con Naturland e cofinanziata dall’Unione europea ai sensi del Reg. EU n.1144/2014.

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