FederBio: buon lavoro al primo Presidente del Consiglio donna della storia repubblicana e al nuovo Ministro dell’Agricoltura

Bologna, 22 ottobre 2022 – A seguito dell’insediamento odierno del nuovo Governo, FederBio fa i migliori auguri a Giorgia Meloni, prima donna a capo di un Esecutivo della storia del nostro Paese. La Federazione dà inoltre il benvenuto al nuovo Ministro Francesco Lollobrigida, che ha assunto l’incarico del dicastero rinominato “dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare”, con il quale si augura di iniziare una proficua collaborazione che affronti i temi strategici legati al mondo del biologico.

La nuova denominazione declinata secondo l’interpretazione fornita dalla FAO, come sistema alimentare fondato sull’autodeterminazione e la valorizzazione delle produzioni locali, la sostenibilità e la giustizia sociale, è pienamente coerente con i principi dell’agroecologia e delle produzioni biologiche.

“Facciamo i nostri migliori auguri al nuovo Governo che si è insediato oggi per le difficili sfide che si troverà ad affrontare. In particolare alla Presidente del Consiglio, prima donna della storia della nostra Repubblica ad assumere questo incarico, e al Ministro Lollobrigida con il quale auspichiamo un confronto costruttivo per portare avanti anche in questa legislatura temi strategici, non solo per il mondo del biologico, ma per l’intero comparto agroalimentare. Crediamo infatti che per far fronte alle difficoltà delle imprese del settore e rispondere a una domanda di consumo sostenibile, sia essenziale promuovere con ancora maggiore decisione il modello biologico sul quale il nostro Paese è leader in Europa. Di fronte a noi abbiamo una serie di impegni cruciali da affrontare, a partire dall’attuazione della Legge sul bio approvata nella legislatura precedente. Inoltre, è necessario affrontare questioni fondamentali come il Piano strategico nazionale della PAC e il Piano d’azione nazionale sul biologico. Come sempre, FederBio è pronta ad offrire la massima collaborazione e portare il proprio contributo per affermare un modello agricolo che ha dimostrato la propria sostenibilità dal punto di vista economico sociale e ambientale”, ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.

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#CambiamoAgricoltura: Italia pro-glifosato?

L’Italia dice SI al rinnovo dell’autorizzazione per un altro anno del diserbante, mentre Francia, Germania e Slovenia si sono astenuti facendo mancare la maggioranza qualificata per la proroga della scadenza prevista il prossimo 15 dicembre. Quale sarà la posizione del nuovo Governo nazionale?

Roma, 19 ottobre 2022 – Slitta di un altro mese la decisione del Comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi (PAFF) dell’Unione Europea per la proroga di un anno dell’autorizzazione all’uso del glifosato in scadenza il prossimo 15 dicembre. Nella riunione dello scorso 14 ottobre è mancata una maggioranza qualificata favorevole che concedeva un anno di proroga per l’uso di questo pesticida. Determinante è stata l’astensione di Germania, Francia e Slovenia, l’Italia ha, invece votato a favore della proroga, smentendo la sua posizione contraria all’uso del glifosato.

La richiesta di una proroga di un anno è stata determinata dalla situazione di stallo creatasi dalla dichiarazione di EFSA di necessitare di altri mesi (fino a giugno del prossimo anno) per completare la sua valutazione scientifica al fine di decidere sul possibile rinnovo o sul divieto totale e definitivo. Dopo il nulla di fatto a causa della mancata maggioranza qualificata (sebbene, purtroppo, la maggioranza degli Stati membri abbia sostenuto la proposta) la DG Sante della Commissione UE ha annunciato che intende ripresentare al più presto la sua proposta di proroga al Comitato d’appello, senza specificare però una data, invitando gli Stati membri che si sono opposti alla proposta o si sono astenuti a riconsiderare la loro posizione. Il prossimo PAFF sui fitofarmaci è previsto per l’8-9 dicembre e non ci sarebbero i tempi tecnici per formalizzare la proroga dell’autorizzazione, potrebbe per questo essere programmata un’altra riunione a novembre per evitare l’automatico divieto dell’uso del glifosato dopo il 15 dicembre.

Il voto favorevole alla proroga da parte dell’Italia è un clamoroso cambio di rotta rispetto al voto contrario espresso nel 2017 ed arriva nel momento in cui si attende l’insediamento del nuovo Governo che dovrà dimostrare il suo impegno per la transizione ecologica della nostra agricoltura”, sottolineano le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura, che esortato a non prolungare l’autorizzazione del glifosato fino alla fine del 2023. “Esistono ormai prove evidenti, documentate da numerose pubblicazioni scientifiche, che confermano il rischio inaccettabile dell’attuale uso del glifosato per la salute umana e per l’ambiente“, aggiungono le Associazioni di #CambiamoAgricoltura, “le autorità responsabili degli Stati membri si prendano la responsabilità di vietare immediatamente l’uso del diserbante“.

I numerosi studi sugli effetti nocivi sulla salute dell’uomo ed eco tossicologici del glifosato giustificherebbero, infatti, l’immediato divieto totale del suo utilizzo in agricoltura, in coerenza con gli obiettivi di riduzione dell’uso e del rischio dei pesticidi entro il 2030 indicato dal Green Deal europeo. Il divieto di utilizzo del Glifosate, che ricordiamo essere l’erbicida più utilizzato al mondo, sarebbe anche una prima risposta ad oltre un milione di cittadini che hanno sottoscritto l’Iniziativa dei Cittadini Europei “Salviamo Api e Agricoltori” che chiede l’eliminazione graduale dell’80% dell’uso di pesticidi sintetici entro il 2030 e del 100% entro il 2035, le cui firme sono appena state validate dalla Commissione UE. La Germania e la Francia, che erano state determinanti nel 2017 per il rinnovo dell’autorizzazione del glifosato per 5 anni, si sono astenute dal voto del PAFF che ha portato gli Stati membri ad opporsi a una proroga temporanea dell’approvazione del diserbante. La Germania in particolare ha criticato i ritardi della Commissione europea alla quale era stato detto da tempo che l’effetto della sostanza chimica sulla biodiversità doveva essere considerato come parte del processo di valutazione del rinnovo dell’autorizzazione. Il governo federale tedesco ha già deciso con una specifica legge di vietare l’uso del glifosato in Germania entro il 1° gennaio 2024. Altri Paesi che hanno intrapreso un percorso simile sono la Francia e l’Austria, mentre il Lussemburgo è stato il primo Paese dell’UE a vietare il controverso erbicida dal 31 dicembre 2020.

 “Ci chiediamo dunque quale sarà la posizione Italiana. Il voto sul rinnovo del glifosato sarà l’indicatore della reale volontà del nuovo Governo di garantire la tutela della salute dei cittadini prima degli interessi privati delle potenti lobby dell’agrochimica” proseguono le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura che concludono “Ovunque cerchiamo queste sostanze le troviamo, lo conferma il monitoraggio dell’ISPRA nelle acque e lo confermano anche i campioni di capelli che abbiamo simbolicamente raccolto e fatto analizzare in tutta Europa insieme al coordinamento Europeo di Good Food Good Farming.”

Proprio oggi, infatti, viene reso pubblico il report definitivo dell’iniziativa “Pesticide check up” che ha rilevato come 25 dei 30 pesticidi ricercati (per problemi tecnici non è stato possibile includere il glifosato) sono presenti in 1 campione su 3.

Questo il link dove è possibile scaricare il rapporto completo del Check Up pesticidi: https://www.goodfoodgoodfarming.eu/pesticide-checkup/. Proprio per sensibilizzare cittadini e politici su questo tema la Coalizione #CambiamoAgricoltura è impegnata questo mese in una campagna di comunicazione sui suoi canali social.

CambiamoAgricoltura è una coalizione nata nel 2017 per chiedere una riforma della PAC che tuteli tutti gli agricoltori, I cittadini e l’ambiente. Aderiscono alla Coalizione oltre 90 sigle della società civile ed è coordinata da un gruppo di lavoro che comprende le maggiori associazioni del mondo ambientalista, consumerista e del biologico italiane che aderiscono ad organizzazioni europee (Associazione Consumatori ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF Italia Onlus, FederBio, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia e WWF Italia). È inoltre supportata dal prezioso contributo di Fondazione Cariplo.


FederBio plaude all’impegno del Sottosegretario Battistoni che ha portato all’attivazione del Fondo di 24 milioni per lo sviluppo dell’agricoltura biologica

Bologna, 17 ottobre 2022 – Il biologico potrà dunque contare su un nuovo Fondo di 24 milioni di euro. Dopo l’intesa Stato-Regioni, è stato recentemente firmato dal Sottosegretario dell’Agricoltura Francesco Battistoni il decreto ministeriale riservato al settore biologico.

Fortemente voluto da FederBio e istituito nella Finanziaria 2020-21, il decreto ministeriale relativo al Fondo disciplina i criteri e le modalità per l’attuazione degli interventi tesi a incentivare lo sviluppo delle filiere agricole biologiche e dei distretti biologici. Il provvedimento punta a sostenere l’integrazione tra i diversi soggetti della filiera, i relativi servizi di consulenza alle imprese e le attività di promozione e comunicazione per far crescere il mercato e i sistemi locali di produzione e consumo attraverso i distretti biologici che consentono di sviluppare l’agricoltura e l’economia dei territori rurali.

“Vorrei esprimere un ringraziamento particolare al Sottosegretario Battistoni per il costante impegno e la determinazione profusa in questi anni, che hanno portato all’approvazione di questo Decreto, che stanzia un Fondo importante per la valorizzazione dell’agricoltura biologica. Si tratta di risorse strategiche per rilanciare le filiere di Made in Italy bio e i distretti biologici. Il territorio rappresenta un valore fondamentale soprattutto in questa fase di difficoltà contrassegnata dalle molteplici emergenze alimentare, energetica e sanitaria aggravate dalla crisi determinata dal conflitto nel cuore dell’Europa. Il rilancio dell’economia non può prescindere dalla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Le filiere Made in Italy bio e i biodistretti, che uniscono produttori, associazioni e amministrazioni locali per valorizzare i prodotti biologici, il territorio e contribuire allo sviluppo economico, sociale e culturale, rappresentano una valida opportunità per l’agricoltura. Questo fondo potrà supportare progetti concreti per sostenere ulteriormente le filiere biologiche italiane e i biodistretti”, ha commentato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio.

FederBio (www.feder.bio.) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali. Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio.

La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.

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16 ottobre Giornata mondiale dell’alimentazione

FederBio: l’agricoltura biologica è la risposta migliore per la transizione verso sistemi agroalimentari sostenibili

Bologna, 14 ottobre 2022 – 3 miliardi di persone nel mondo non possono permettersi un’alimentazione sufficiente, parallelamente secondo i dati FAO ogni anno vengono gettate 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, di cui una buona parte ancora perfettamente commestibile.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, che quest’anno ha come tema Non lasciare nessuno indietro. Una produzione migliore, una nutrizione migliore, un ambiente migliore e una vita migliore”, FederBio invita a riflettere sul ruolo del cibo e sull’impatto ambientale, sociale ed economico generato dallo spreco di alimenti. In particolare, lo spreco produce effetti devastanti per gli ecosistemi ambientali a partire dall’inquinamento generato dallo smaltimento di enormi quantità di rifiuti alimentari ed è insopportabile sul piano etico e sociale se consideriamo che, in base al Rapporto delle Nazioni Unite, cresce il numero di quanti hanno fame nel mondo: 828 milioni nel 2021.

 “Siamo nel mezzo di un’emergenza alimentare, climatica ed energetica, con difficoltà di approvvigionamento di alcune materie prime e con i costi energetici per produrre il cibo schizzati alle stelle. In questo contesto è inevitabile riflettere sul ruolo e sul futuro dell’alimentazione. In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’agenda ONU 2030, collegati alle azioni che si possono fare per costruire un futuro migliore per il Pianeta, ritengo che per riequilibrare la considerevole disparità tra eccessi e carenze di cibo sia fondamentale modificare prima di tutto gli stili alimentari. Non si tratta di aumentare le rese che in buona parte finirebbero nella pattumiera impattando doppiamente sull’ambiente, ma di cambiare il modello agricolo e di consumo alimentare. La transizione ecologica verso l’agroecologia e le produzioni biologiche punta proprio a questo, ad essere lo strumento per modificare sia la produzione che i consumi alimentari. La gigantesca quantità di alimenti che vengono quotidianamente sprecati, circa il 30%, sarebbe infatti sufficiente a nutrire l’intero Pianeta. Per risolvere il problema della fame nel mondo e contemporaneamente tutelare l’ambiente è importante adottare un modo più etico di produrre e consumare cibo che eviti gli sprechi, riduca l’apporto di carne e punti sulla stagionalità e sul consumo di alimenti biologici. In questo modo si contribuirebbe anche a tutelare il suolo, la biodiversità, gli ecosistemi e a mitigare il cambiamento climatico, nell’interesse delle generazioni future”, ha sottolineato Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio.

FederBio (www.feder.bio.) è una federazione nazionale nata nel 1992 per iniziativa di organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica, con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo. FederBio socia di IFOAM e ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli Organismi di certificazione, è riconosciuta quale rappresentanza istituzionale di settore nell’ambito di tavoli nazionali e regionali.

Attraverso le organizzazioni associate, FederBio raggruppa la quasi totalità della rappresentanza del settore biologico, tra cui le principali realtà italiane nei settori della produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi degli operatori e dei tecnici bio. La Federazione è strutturata in cinque sezioni tematiche e professionali: Produttori, Organismi di Certificazione, Trasformatori e Distributori, Operatori dei Servizi e Tecnici, Associazioni culturali. FederBio garantisce la rigorosità e la correttezza dei comportamenti degli associati in base al Codice Etico e verifica l’applicazione degli standard comuni.

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Il bio italiano e il suo successo all'estero

Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, è intervenuta con un’analisi chiara sulle esportazioni del bio italiano. L’intervento è tratto dalla rubrica “Mondo Bio” ed è pubblicato sul numero di ottobre della rivista Terra Nuova. Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, è intervenuta con un’analisi chiara sulle esportazioni del bio italiano. 

IL BIO ITALIANO E IL SUO SUCCESSO ALL’ESTERO

Le esportazioni di cibo biologico italiano vanno a gonfie vele: nell’ultimo anno le vendite di prodotti agroalimentari italiani sui mercati internazionali hanno raggiunto i 3,4 miliardi di euro, mettendo a segno una crescita del +16% rispetto all’anno precedente. I dati positivi emergono dall’ultima analisi condotta nell’ambito di ITA.BIO, la piattaforma online di dati e informazioni per l’internazionalizzazione del biologico Made in Italy curata da Nomisma e promossa da ICE Agenzia e FederBio.

Le principali destinazioni in Europa per food italiano bio sono la Germania (indicata nel complesso dal 63% delle aziende) e a seguire Francia (46%) e Benelux (34%). Per il vino a guidare è ancora il mercato tedesco (67%), seguito a brevissima distanza dai Paesi Scandinavi (61%), dove da sempre l’apprezzamento del vino bio è molto alto, e dal Benelux (59%). Al di fuori dei confini comunitari la fanno da padrone Svizzera, Stati Uniti e Regno Unito sia per il food che per il wine. La decisa crescita delle esportazioni conferma la scelta fondamentale di inserire il marchio Made in Italy bio nella legge recentemente approvata dal Parlamento. La qualità del cibo italiano, intesa anche come identità e legame con i territori attestata dalle denominazioni di origine, si sposa perfettamente con il biologico. Un prodotto che valorizza un territorio deve infatti partire da un metodo di produzione sostenibile che rispetta l’ambiente e la biodiversità. A ulteriore conferma il significativo incremento delle vendite all’estero di vino bio italiano che, con un balzo del 18%, fa registrare un tasso di crescita superiore rispetto alla media di tutti gli altri prodotti bio esportati. Il vino rappresenta un esempio eccellente di come si crei valore abbinando la denominazione di origine con il marchio biologico.

Ma lo scenario complessivo del bio presenta anche delle criticità. Non possiamo puntare tutto il nostro impegno sull’export, ma è invece necessario stimolare un investimento strategico per rilanciare anche il mercato interno che in questo momento è in maggiore difficoltà. Inoltre, in questo momento di grande criticità che vede, oltre a un aumento vertiginoso dei costi dell’energia e delle materie prime, anche una difficoltà nelle fasi di approvvigionamento e logistica, è necessario sostenere le imprese biologiche che possono portare valore aggiunto al futuro del nostro Paese.

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FONTE


TESTATA: Terra Nuova
AUTORE: Maria Grazia Mammuccini
DATA DI PUBBLICAZIONE: 11 ottobre 2022



Pesticidi: ridurre l'uso della chimica di sintesi in agricoltura entro il 2030, come e perchè

DOVE: 

Sala Spazio Europa - Via IV novembre, 149 (Roma)

QUANDO:

12 ottobre 2022 - h. 09.45

Si terrà mercoledì 12 ottobre 2022 presso la Sala Spazio Europa a Roma, il convegno organizzato dalla coalizione CambiamoAgricoltura dal titolo: “Pesticidi: ridurre l’uso della chimica di sintesi in agricoltura entro il 2030, come e perchè”. 

Scarica il programma per tutti i dettagli.


Transizione Ecologica, Nuova agricoltura, Comunità locali: il modello del Distretto Biologico

DOVE: 

Villa Pecori Giraldi - Borgo San Lorenzo (FI)

QUANDO:

20 ottobre 2022 - h. 09.00

Si terrà giovedì 20 ottobre 2022 presso Villa Pecori Giraldi in Borgo San Lorenzo (FI) il convegno dal titolo: “Transizione Ecologica, Nuova agricoltura, Comunità locali: il modello del Distretto Biologico”. 

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Giornata UE del bio, Mammuccini: “Parola d’ordine: comunicare i valori profondi”

“L’agricoltura biologica è portatrice di un metodo agronomico che rispetta l’ambiente. Un concetto semplice, vero, cruciale e che occorre davvero comunicare in modo chiaro, velocemente, affinché gli obiettivi del Green Deal e la strategia Farm to Fork siano realmente raggiungibili.”

Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, lo afferma senza indugi in occasione della neo-nata Giornata europea del biologico, istituita dalla Commissione europea e celebrata per la prima volta quest’anno, mentre annuncia anche la Festa del bio, che tornerà – dopo il debutto all’Expo 2015 – per la quinta edizione, il 3 dicembre, a Bologna – città che, come ricorda l’assessore Daniele Ara è tra le 100 a voler raggiungere la parità carbonica – e poi a Milano e Roma. Scopo, ancora una volta, quello di ‘spingere’ la transizione ecologica, divulgando i valori del biologico, che porta con sé un sano stile di vita, in armonia con l’ambiente.

“Dobbiamo far passare il messaggio che questo metodo agronomico non è di nicchia e non è destinato solo a pochi produttori e a pochi cittadini, perché, se c’è un grande colpevole della diminuzione della produzione, quello è il cambiamento climatico”, scandisce Mammuccini, che approfitta per comunicare il suo appoggio ai ragazzi coinvolti nelle manifestazioni per l’ambiente dei Fridays for future. E anche per citare Terra Madre e il discorso di apertura fatto da Carlo Petrini: “Siamo otto miliardi di persone nel mondo e produciamo per dodici miliardi, quindi sprechiamo. Petrini lo ha ricordato e il messaggio deve essere che la priorità non è produrre di più ma nutrire la terra, garantire humus e fertilità per il futuro”. Ed è quello che fa l’agricoltura biologica, sottolinea Mammuccini: “Il metodo biologico non usa chimica di sintesi per la difesa, ma lavora cercando di prevenire e, se c’è necessità di prodotti, usa solo quelli di origine naturale; inoltre non fa utilizzo di organismi geneticamente modificati, di antibiotici, per gli animali; punta agli allevamenti all’aperto stimolando un consumo di carne buona che non contribuisce al cambiamento climatico come invece fanno gli allevamenti intensivi”. La presidente di FederBio si dice convinta che se si comunicano questi concetti ai cittadini, loro potranno capirli. “Occorre fare di tutto per cambiare modello agricolo e i consumi, seguire la stagionalità, incentivare il consumo locale dei prodotti freschi, che non dovrebbero girare il mondo prima di arrivare sulle tavole dei cittadini”, l’attacco di Mammuccini. Che elenca anche altre buone norme, come quella di “evitare gli sprechi e mangiare carne sì, ma buona e in quantità minore”. […]

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FONTE


TESTATA: Green Planet
AUTORE: Chiara Affronte
DATA DI PUBBLICAZIONE: 27 settembre 2022



Gestione agronomica e protezione fitosanitaria di vite e ciliegio in agricoltura biologica, Oltre.Bio

DOVE: 

CIHEAM BARI Valenzano - Sala Riunioni del CENTRO DOCUMENTALE

QUANDO:

3 ottobre 2022 - h. 16.15

TERZO INCONTRO DI COMUNITÀ DI PRATICA

Dopo due anni di monitoraggio tra vigneti e ciliegeti biologici nell’area pugliese, i tecnici e i ricercatori del progetto Oltre.bio (PSR Puglia 2014-2020, Misura 16 Cooperazione Sottomisura 16.2.) hanno definito quali sono le strategie agronomiche e di controllo fitosanitario per una gestione innovativa, intelligente e sostenibile della cerasicoltura e viticoltura da tavola in biologico.

Durante l’incontro verranno presentati i protocolli applicativi di gestione (a disposizione di tutti i partecipanti) con la finalità di condividere tali approcci al settore produttivo e ai tecnici.

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La conversione sostenibile del settore agricolo e alimentare si ferma in Alto Adige

Bioland avverte sulla Giornata dell’Agricoltura Biologica del 23 settembre 2022

All’inizio dell’anno, l’Alto Adige contava 1.506 aziende agricole biologiche. Circa il 6% dei terreni agricoli è coltivato con metodo biologico. Mentre tra il 2015 e il 2019 si è registrato un aumento annuale delle aziende agricole biologiche compreso tra il 6,4% e oltre il 17%, nel 2021 l’aumento delle aziende biologiche è stato solo dell’1,8%. In Bioland, quest’anno 30 aziende agricole si sono convertite da metodi di agricoltura integrata o convenzionale a Bioland. A fronte di 25 cessazioni.

“Bioland ipotizza quindi una crescita zero quest’anno in termini di conversioni all’agricoltura biologica”, afferma il direttore di Bioland Alto Adige Reinhard Verdorfer, e continua: “anche le prospettive per il prossimo anno rimangono caute”.

Quali sono i motivi, soprattutto perché l’UE ha fissato l’obiettivo europeo di coltivare il 25% della superficie agricola europea secondo gli standard biologici entro il 2030 nell’ambito della strategia Farm to Fork?

Da un lato, il consumo di prodotti biologici da parte delle famiglie in Italia è diminuito dello 0,8% fino a luglio 2022 rispetto all’anno precedente. Soprattutto i supermercati classici sono sotto pressione con un meno 2,0 per cento, mentre le vendite nei discount sono in aumento (+13,8%), secondo i dati dell’Istituto Italiano per lo Studio del Mercato Alimentare ISMEA.

“L’aumento dei prezzi dell’energia e la perdita d’acquisto di circa 2.300 euro per famiglia italiana spingono i consumatori a fare acquisti più convenienti. Il biologico è sinonimo di alta qualità con un prezzo valido. Quindi, le persone a volte scelgono il prodotto alternativo più economico; e questo nonostante il fatto che l’inflazione per i prodotti biologici nel 2022 sia stata inferiore a quella per i prodotti convenzionali, e la differenza di prezzo tra prodotti biologici e convenzionali nel 2022 sia diminuita in tutta Italia”, afferma Verdorfer.

Da un lato, il biologico è messo sotto pressione dal mercato, dall’altro dal tema del megatrend della sostenibilità, all’interno del quale l’agricoltura biologica sembra non riuscire a comunicare il proprio ruolo da protagonista. Sul mercato esistono diversi prodotti che promettono aspetti individuali come la protezione del clima e dell’ambiente, l’allevamento adeguato alle specie o la sicurezza alimentare. “I prodotti biologici combinano tutti questi aspetti in un unico prodotto, ma il commercio lancia promozioni con prodotti che segnalano uno stato “quasi biologico” e il consumatore reagisce con incertezza a causa dell’abbondanza di informazioni sulla sostenibilità nel commercio”, afferma Verdorfer. Viste le scarse prospettive di Bioland, la lista dei desideri è altrettanto lunga:

“In Alto Adige c’è un bisogno fondamentale di consenso, sia da parte dei politici che delle principali associazioni, sul fatto che l’agricoltura biologica è la punta trainante del movimento per la sostenibilità e può essere considerata un faro qui”, afferma il presidente di Bioland Toni Riegler. “Da questo consenso deriva che i sussidi per i terreni agricoli devono tenere conto di aspetti quali la biodiversità agricola, la protezione dell’ambiente e l’allevamento di animali adatti alle specie, come il pascolo”, aggiunge la vicepresidente Nathalie Bellutti.

Inoltre, è necessario un sistema che faciliti la conversione all’agricoltura biologica. Ciò include la possibilità di rendere i controlli biologici più efficienti e meno costosi per l’agricoltore. “Attualmente, in una situazione di tensione finanziaria di fondo, le aziende agricole stanno abbandonando, soprattutto quelle che si occupano di commercializzazione diretta, quelle che coltivano erbe e quelle che allevano vacche nutrici, perché i costi aggiuntivi associati all’agricoltura biologica sono un onere finanziario troppo grande”, afferma l’amministratore delegato Verdorfer.

Mentre l’umore tra i coltivatori di mele e vino biologici è sostanzialmente soddisfacente, “l’umore nell’industria lattiero-casearia è pessimo”, afferma Walter Steger, membro del consiglio direttivo di Bioland e allevatore. “Alla luce degli alti prezzi dell’energia, molti agricoltori, compresi quelli di Bioland, si chiedono se la produzione di latte abbia ancora senso”, afferma Walter Steger. “Se si effettua un calcolo completo dei costi, si giunge alla conclusione che, a causa dei vari servizi di un’azienda lattiero-casearia, compresi i requisiti più elevati delle aziende biologiche, un prezzo del latte di 1 euro per litro di latte biologico è la base per un’agricoltura lattiero-casearia equa e sostenibile”, afferma Steger.  “Un euro per l’allevatore significa due euro per litro di latte Bioland sullo scaffale. Non è un prezzo basso, ma è la decisione per una sostenibilità al 100% e per un’agricoltura e una società che guarda al futuro”, commenta l’allevatore Steger (rv).

FONTE


Reinhard Verdorfer – Direttore Bioland Suedtirol soc. agr. coop.

reinhard.verdorfer@bioland-suedtirol.it